Comunicato Confindustria CNS Lettera a Enac Sardegna

Voli cancellati senza motivazione, Ruggiu (Confindustria CNS): «L’Enac intervenga»

Il presidente dell’Associazione degli industriali del centro nord Sardegna scrive alla responsabile per l’isola dell’Ente dell’Aviazione Civile, Daniela Candido. «Chiediamo che sia garantita la massima vigilanza, severità e rapidità nelle conseguenti decisioni a tutela dei viaggiatori e delle aziende ricettive»

Prosegue il comportamento di numerose compagnie aeree, nazionali ed estere, poco rispettose degli operatori del settore turistico. Sono tante le segnalazioni e le lamentele di aziende ricettive associate a Confindustria Centro Nord Sardegna che si vedono annullare prenotazioni a causa di cancellazioni senza motivo di voli diretti verso gli aeroporti isolani. Una situazione che sta mettendo in seria difficoltà chi con tanti sacrifici tenta di ripartire e salvare la stagione. Il presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna Giuseppe Ruggiu ha così scritto alla direttrice di Enac Sardegna, Daniela Candido. Nella lettera si mette in evidenza il problema e si chiede che venga garantita la massima vigilanza, severità e rapidità nelle conseguenti decisioni a tutela dei viaggiatori e delle aziende ricettive danneggiate dai comportamenti delle compagnie aeree. Occorre evitare che queste ultime approfittino del momento per fare cassa a discapito dei turisti e degli operatori.
«Continuiamo a ricevere numerose segnalazioni e lamentele da parte di importanti operatori economici associati del settore turistico ricettivo, che lamentano continui annullamenti di prenotazioni a causa di ingiustificate cancellazioni di voli verso gli aeroporti sardi, da parte di numerose compagnie aeree, nazionali ed estere – scrive Giuseppe Ruggiu –. La già difficile congiuntura economica che sta costringendo le aziende, nei limiti del possibile, a no sforzo sovrumano per salvare la stagione, non può essere aggravata da comportamenti che, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, non rispettano le regole e le disposizioni di normative comunitarie cogenti (reg. 261/04), mettendo in crisi ulteriore le strutture ricettive che vedono saltare qualsiasi possibilità di programmare le proprie politiche gestionali e assuntive».

«Chiediamo all’Enac di garantire la massima vigilanza, severità e rapidità nelle conseguenti decisioni a tutela dei viaggiatori e delle aziende ricettive danneggiate dai comportamenti delle compagnie aeree, per evitare che queste ultime approfittino del momento per fare cassa a discapito dei turisti e degli operatori», prosegue il presidente Ruggiu, che in conclusione della missiva si rivolge direttamente alla direttrice di Enac Sardegna, nella cui sensibilità si confida per un sostegno alla richiesta, portata avanti con convinzione dalle aziende turistiche, «nella certezza che la situazione attuale, per essere superata, richiede uno sforzo comune di tutti gli attori e non forzature o prevaricazioni di alcuni a discapito di altri».



Alghero: lettera del Sindaco alla direttore del presidio ospedaliero con la richiesta di consenire le visite ai pazienti ricoverati

Visite vietate ai pazienti in ospedale, richiesta del Sindaco Mario Conoci  alla Assl di Sassari.

Sono certo che sia possibile individuare una soluzione che, compatibilmente con il rispetto delle norme di contrasto alla diffusione del virus, consenta anche in questa situazione, di non trascurare le implicazioni umane ed affettive che hanno la stessa rilevanza di quelli sanitari e che, senza dubbio, contribuiscono in maniera determinante al benessere dei pazienti e dei loro familiari e conoscenti

“Pervengono con sempre maggiore frequenza accorati appelli da parte dei cittadini relativamente al divieto di far visita ai pazienti ricoverati presso l’Ospedale di Alghero, introdotto a seguito della grave recente emergenza sanitaria. Si tratta spesso di familiari di ricoverati in condizioni di medio lungo degenza che da mesi non ricevono le visite ed il conforto dei propri cari. Altri rischiano di non ricevere l’ultimo saluto, come, purtroppo, già accaduto in questo periodo. Non meno importanti sono le conseguenze di carattere psicologico sui pazienti che pur non avendo trascorso un lungo periodo di ricovero, sono privati della possibilità di ricevere le viste dei parenti”. Il Sindaco si rivolge al al Dott. Antonio Francesco Cossu Direttore Presidio Ospedaliero Unico di Area Omogenea e al Dott. Flavio Sensi Direttore di Area della Assl di Sassari. “Fermo restando che le stringenti misure introdotte sono motivate dalle particolari criticità relative alla propagazione del Covid – precisa – specie nelle struttura sanitarie e di ricovero, Vi chiedo di verificare la possibilità di consentire ai parenti, assicurando in ogni caso il rispetto delle misure di sicurezza, le visite contingentate ai pazienti ricoverati presso l’Ospedale di Alghero.   Sono certo che sia possibile individuare una soluzione che, compatibilmente con il rispetto delle norme di contrasto alla diffusione del virus, consenta anche in questa situazione, di non trascurare le implicazioni umane ed affettive che hanno la stessa rilevanza di quelli sanitari e che, senza dubbio, contribuiscono in maniera determinante al benessere dei pazienti e dei loro familiari e conoscenti”.




Ecotassa, sospendere la rimodulazione per non appesantire i cittadini Lettera in Regione dell’Assessore all’Ambiente Andrea Montis

Alghero, 5 giugno 2020 – L’Assessore all’Ambiente Andrea Montis chiede alla Regione di valutare  la sospensione della rimodulazione del tributo speciale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica (ecotassa), già sospesa precedentemente. Montis si rivolge al suo omologo nella Giunta Regionale, l’Assessore all’Ambiente Gianni Lampis, al quale ha chiesto oggi con una lettera di intervenire nel merito, compatibilmente con quanto gli compete. “L’aumento dell’ecotassa – spiega Montis –  per effetto della sua rimodulazione in recepimento della Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (green economy), infatti,  ricadrebbe inevitabilmente – nel rispetto della copertura integrale dei costi di gestione dei rifiuti – sulla TARI delle utenze domestiche e non domestiche già duramente colpite dalle conseguenze dell’emergenza Covid- 19. E andrebbe a vanificare gli sforzi fatti in questi mesi che hanno portato a notevoli risparmi sul conferimento della frazione secco non differenziabile. Per le suddette ragioni si ritiene auspicabile evitare una crescita della pressione fiscale sulle amministrazioni che hanno già grosse difficoltà per far quadrare le tariffe TARI delle utenze domestiche a seguito delle riduzioni da applicare alle utenze non domestiche per effetto delle chiusure delle maggior parte delle attività produttive”. All’Assessore regionale, il delegato della Giunta Conoci ricorda il difficile momento in cui le amministrazioni lavorano  incessantemente “al fine di fronteggiare non solo l’emergenza sanitaria ma anche quella economica che inesorabilmente inizia a mostrare già i sui primi effetti. Giornalmente – conclude –  lavoriamo per far si che i cittadini, soprattutto quelli maggiormente colpiti dal lockdown, possano essere aiutati ad affrontare con dignità questa emergenza”.




Mario Figoni: Lettera aperta al Presidente scientifico della SIMIT

Lettera aperta a Massimo Andreoni, tra l’altro direttore scientifico della Societa Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – S.I.M.I.T
Caro Massimo, secondo il tuo dire, opinabile in quanto non coperto da dogmi di infallibilità, io che sono fortemente un “No mask”, sono privo di base scientifica, vado contro il buon senso e sarei anche un pericolo per la sanità pubblica, contestando una regola senza un valido motivo. Andrei quindi fermato, da ultimo persino denunciato. Ti conosco, so chi sei, e tu altrettanto di me. Purtroppo, dal 21 febbraio del 2015, l’invalidità mi ha costretto al pensionamento anticipato, per quello non ci siamo più visti ai convegni in giro per l’Italia e/o all’estero. Una legge nata nel 1931, sotto il fascismo e ancora in auge – non è l’unica, non permette agli studenti in medicina, come il mio secondogenito Matteo, che vogliano usufruire delle belle borse di studio del’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani), avendo il padre ancora in vita, pur se invalido, che questi sia iscritto all’albo dei medici. Mio malgrado, per permettere quindi a mio figlio di seguire e inseguire i suoi sogni, come io stesso facevo molti anni fa, con l’aiuto di mio padre, anche lui medico, con dispiacere ho rinunciato al mio tesserino. Ho fatto parte nella mia vita di tre ordini di medici: Roma, Sassari, Napoli e poi ancora Sassari, da cui mi sono cancellato proprio nel giorno in cui avevo ricevuto il nuovo badge elettronico, che mi è stato immediatamente ritirato (nemmeno il ricordo…). Mi dispiace contraddirti (mi sei sempre stato simpatico e ti stimo), ma io, pur essendo un “No mask”, non sono un “No Vax”. Ho somministrato, negli undici anni in cui ho lavorato in Africa, migliaia di vaccinazioni; mi sono sottoposto, assieme ai miei figli, a tutte le vaccinazioni possibili e oltre. Ogni anno vaccinavo me stesso contro l’influenza, per rispetto per i miei pazienti immunodepressi, sieropositivi per il virus dell’HIV, per non dever essere io stesso portatore di un’infezione che poteva loro essere fatale. Non sono un pericoloso (!) negazionista, non vado contro la scienza, di cui umilmente mi sento, o mi sentivo, parte integrante, credo fortemente nell’esistenza dell’Aids, avendolo combattuto in prima fila e con tutte le mie forze, la mia scienza e la mia coscienza. Ti invito a consultare le leggi italiane sulle mascherine chirurgiche e non gli ultimi decreti legge, così piccoli che li definirei decretini. La mascherina era, ed è un presidio medico chirurgico e non un dispositivo di protezione individuale (DPI), la transustanzazione decretata dal Presidente del Consiglio in data 17 marzo u.s., quella sì, non ha alcun valore, tantomeno scientifico, non avendo modificato alcunchè nelle caratteristiche fisiche dell’apparato. Ma di questo e di tante altre cose ne parlo a lungo nel mio instant book che, per volere della mia casa editrice, l’Harmattan Italia, di Torino, sarà stampato alla fine del prossimo mese. Pensa che la casa madre, L’Harmattan Francia, ha così gradito la mia opera, avendo visto il manoscritto, che a luglio stesso sarà tradotto in francese e distribuito in Francia e nell’Africa francofona (hanno anche una sede, appena aperta, nel continente nero, l’Harmattan Mali). L’Haramattan è il nome del vento del deserto, caldo e pieno di particelle di sabbia che si infilano in tutti i pori e in tutti gli orifizi del tuo corpo, se hai la sfortuna di essere colto da una tempesta. Non me ne volere ma sono un No mask, ma non sono tutto il resto di cose che mi hai automaticamente e forse con troppa supponenza e faciloneria, appiccicato addosso. Leggiti il mio libro (il tuo l’ho comprato e letto), forse ti farà modificare il tuo dogmatico punto di vista o per lo meno ti farà venire qualche dubbio (mi accontenterei). Un caro saluto, spero non te ne abbia a male. Questa storia mi ha alienato tanti conoscenti che pensavo fossero più che tali, ma Massimo Galli non mi ha mai risposto, Stefano Vella, che è venuto in Sardegna, dove risiedo adesso, a capo di una task force, idem. Giovanni Rezza ha detto cose che mi hanno lasciato esterrefatto e il professor Ippolito dello Spallanzani non so perchè si sia dimenticato dell’esercitazione “Auser” svoltasi a Gaeta un decina di anni fa, di Pratica di mare e del biocontenimento, della Croce Rossa, insomma dei piani che avevamo fatto per l’arrivo improvviso di una pandemia.. mah! Questo scritto lo faccio girare anche nella mia mailing list di infettivologi, utilizzata dall’ISS quando vuole diffondere una notizia capillarmente. Spero di rivederti e di poterci ancora bere un buon bicchiere di vino insieme, anche senza essere sponsorizzati dai tanti amici informatori delle varie case farmaceutiche.

Dr Mario FIGONI




Lettera aperta situazione Colonie Feline Sassari

A:

Spettabile Sindaco di Sassari

E.P.C:

Spettabile  Consiglio Comunale di Sassari

Spettabile Assessore all’ Ambiente Comune di Sassari

Comandante Polizia Locale Sassari

Comandante Compagnia Barracellare Sassari

Capo Nucleo Guardie Zoofile E.N.P.A  Provincia di Sassari

Responsabile Settore Randagismo A.T.S

Ufficio Legale E.N.P.A

Presidente Nazionale E.N.P.A

Coordinatore Regionale Sardegna  E.N.P.A

Assessore alla Sanità Regione Sardegna

Ministero della Salute

Associazione Le GatteMatte

Organi di informazione e diffusione di massa

Sassari 13/05/2019

Oggetto :colonie feline e situazione gatti in Sassari

Distinto Signor Sindaco.

Le risparmio la parte normativa per non tediarla, visto che converrà con me che Lei è il responsabile degli animali vaganti sul territorio.

Parliamo in questa mia delle colonie feline e della situazione dei gatti vaganti della città di Sassari.

Come forse saprà una colonia felina è costituita da un gruppo più o meno numeroso di gatti (ne bastano anche due) che vivono in un determinato territorio.

La colonia felina è stata riconosciuta/ufficializzata dalla legge nazionale 14 agosto 1991 n.281, poi ogni Regione e Comune ha legiferato più o meno scientemente.

Come forse saprà la legge quadro in Sardegna è la 21/94 con le sue modifiche ed integrazioni, essa anche se non in modo approfondito come per i cani, protegge i gatti vaganti e li mette sotto la sua podestà.

Premettiamo che l’A.T.S  in quanto organo tecnico e di vigilanza, ha l’incarico della sterilizzazione delle colonie e chiaramente dovrà anche porre in essere un attività di programmazione per reperire i fondi necessari ad hoc.

Quindi cosa ha partorito la mente del legislatore regionale? Ha partorito che l’intervento dell’A.T.S deve essere subordinato al riconoscimento Comunale della colonia.

Quindi ricordiamoci che la legge è del 1994, siamo nel 2019, Lei sa quante colonie feline in città sono riconosciute? Le risparmio di informarsi, sono attualmente 9, a mia informazione, quindi mi lasci dire che il Comune di Sassari è “all’avanguardia” nella lotta al randagismo del gatto.

Mi chiedo, e visto che le scrivo, Le chiedo, ma dal 1994 come mai sono solo 9? Possibile che siano pervenute ai vostri uffici solo 9 domande? Io ho riprova di no.

Come mai le colonie feline riconosciute sono affidate esclusivamente a membri appartenenti ad associazioni di volontariato? I comuni cittadini non sono degni di questo “onore ” o meglio sarebbe più corretto definirlo onere???

Se ipotizziamo (in enorme difetto) 2 gatti per ogni cortile/piazzale della nostra città, secondo Lei, quanti decine di migliaia di gatti randagi sopravvivono nella nostra città?

Inoltre, parliamo della delibera n. 43 del 3/03/2015 della Giunta Comunale (RICONOSCIMENTO COLONIE FELINE AI SENSI DELLA L. 281/91, L.R. 21/94 E D.G.R. 17/39 DEL 27.04.2010), le ricordo che la Legge è del 1994 quindi la delibera ha solo 21 anni di ritardo.

Questa delibera io non saprei come definirla (lo saprei, ma eviterò).

Mi permetto di analizzarla dal mio punto di vista naturalmente.

La premessa normativa è naturalmente ineccepibile, ma poi si fa “interessante”, per facilitarci metterò il testo della delibera in grassetto.

TENUTO CONTO che il riconoscimento di colonia felina comporta per il promotore dell’istanza quanto segue:

  • di assumere ogni e qualsiasi responsabilità legata alla gestione della colonia e di non avere nessuna pretesa da far valere nei confronti dell’Amministrazione Comunale;

Evabbè, mi piacciono i gatti, mi fanno tenerezza, diciamo che mi va bene, ma esattamente “di assumere ogni e qualsiasi responsabilità legata alla gestione della colonia” cosa è inteso, che se un “SUO” gatto crea un incidente stradale o compie dei danni il responsabile della colonia si assume la responsabilità??? Come minimo non è chiaro.

  • di accettare la responsabilità di qualsiasi trattamento sanitario necessario;

E qua non si capisce, se per ipotesi investono un gatto (tanto probabilmente voi non lo soccorrete comunque) o che ne so ha un tumore o un altra patologia (idem) voi che fate? Nulla perché accetto la responsabilità di qualsiasi trattamento sanitario? Mi chiedo, ma son responsabile di colonia o milionario? Sarebbe stato meglio trovare una formula più chiara.

  • di dare la propria disponibilità e collaborazione alla cattura dei gatti ed alla consegna al Servizio Veterinario per la sterilizzazione, previo accordo col servizio stesso;

Questo mi pare il minimo.

  • di garantire tutta l’assistenza post-operatoria necessaria ai soggetti sterilizzati, ivi compresa la somministrazione dei medicinali necessari;

Forse qui mi trovo un attimo in difficoltà, magari non ho un posto per fargli la degenza, magari mi aiuta un associazione.

  • di impegnarsi a garantire la pulizia e igiene sia dei gatti facenti parte della colonia, che l’habitat, che dovrà essere ripulito dai residui di cibo, lettiere etc. e periodicamente igienizzato. Le ciotole o contenitori del cibo utilizzati dovranno essere tali da evitare di sporcare il suolo pubblico;

E questo mi pare il minimo, sono il primo che tiene al benessere degli animali e non posso lasciare che vivano nella mondezza.

Anche se, non posso essere ritenuto responsabile di tutti i maleducati che pensando di fare il bene del gatto, gli danno da mangiare ogni genere d’avanzo, ignorando ogni regola sia amministrativa che di educazione civica. Ed io pulisco.

  • di evitare qualsiasi contrapposizione con eventuali abitanti della zona o divergenze di opinione sul sito in cui vivono i gatti e la pulizia dello stesso, assumendosi l’impegno e la responsabilità di non interferire con l’habitat degli esseri umani che vi risiedono;

mmmm, quindi se mi insultano perché do da mangiare ai gatti, se mi lamento perché qualche maleducato mette gli avanzi non ritirando i piatti, se mi rubano le ciotole dell’acqua, se distruggono i rifugi, se li avvelenano o li inseguono per fargli del male?

Devo stare zitto e non interferire con l’habitat degli esseri umani?????  Penso che sia più probabile che un gatto riesca a farsi 2 risate leggendo questa delibera che io a tacere o reagire (sempre nei dovuti modi).

E poi, come faccio a dire al gatto che se ne deve andare, che lì non lo vogliono, dovrò prendere lezioni di miagolese? E che visto che i residenti umani non sono contenti, non ci sarà il riconoscimento da 2 gatti diventeranno 7 e poi via via moltiplicandosi dando ancora più gioia a chi non ne voleva neppure 2? Oppure il Comune deciderà di spostarli e dovrà mandare qualcuno a curarli tutti i giorni, sennò è come se li avesse abbandonati, in considerazione inoltre che non abbiamo un gattile se non sanitario (forse).

Inoltre, ne nella normativa Nazionale, ne in quella Regionale, è previsto che possa essere opposto un rifiuto di riconoscimento della colonia per l’incuria del luogo, causato da soggetti esterni al responsabile della colonia. La informo che ho diverse mail del vostro servizio che negano il riconoscimento, in quanto ci sono dei maleducati che lasciano sporco il luogo della colonia, ed all’incolpevole responsabile di colonia viene negato il riconoscimento nonostante si impegni a mantenere il luogo in ordine e pulito.

Penso che sia tristemente normale che in una colonia non riconosciuta, dove non vi è un cartello che la segnala ai cittadini, qualche incivile, credendo di fare il bene degli animali sporca con avanzi di cibo magari anche inadatti all’alimentazione degli stessi. Penso che prima vada accertata la presenza dei gatti (come da normativa), riconosciuta la colonia, apposti i cartelli e magari fatti i controlli per vedere chi effettivamente sporca, e naturalmente quella persona va sanzionata senza indugio o remore.

Queste azioni di rallentamento della burocrazia sono inutili e dannose, tanto cosa vuoi che sia, abbiamo solo 21 anni di ritardo, cosa vuoi che sia altri 3 mesi, cosa vuoi che sia moltiplicare la popolazione di una colonia, tanto ci sono quei “giulivi” dei volontari che hanno soldi da buttare appresso ai gatti.

Distinto signor Sindaco, lei non ha idea dei sacrifici fatti da queste persone.

La nostra sezione devolve sul territorio circa 2 tonnellate di cibo all’ anno, sia per i cani che per i gatti. I volontari si quotano, visto che non riconoscete le colonie, pur di sterilizzare i SUOI gatti. Ci sono volontari che spendono migliaia di euro l’anno per i SUOI gatti, in sterilizzazioni, cure, profilassi e cibo.

Almeno le sterilizzazioni che sono il costo più elevato, in considerazione che l’ATS le accorda gratuitamente tramite i fondi per il randagismo, potreste risparmiarcele.

Invece a causa della quasi assenza dei provvedimenti necessari, siamo quasi all’emergenza sanitaria. Ci sono zone della città, ove le condizioni delle colonie feline senza nessuno che le curi sono pietose.

Continui rinvenimenti di gattini e gatti ammalati o feriti, abbandoni di gatti di proprietà in colonie già completamente sterilizzate. Gatti domestici abbandonati, che incapaci di procurarsi il cibo, vagano stremati e in precarie condizioni in cerca di contatto umano e di avanzi di cibo

Ed adesso con l’arrivo dell’estate saremo presi d’assalto dai turisti che non si capacitano della situazione vergognosa del territorio.

Come ho fatto presente al Vostro Settore tempo addietro, siamo volontari, non siamo pagati per fare il Vostro lavoro, le risorse e la pazienza hanno un limite che è stato abbondantemente sorpassato.

Quindi cortesemente la invito come da suo mandato e responsabilità a far sì che le cose prendano una diversa direzione, nel rispetto della normativa, che voi per primi dovete rispettare.

Dal canto nostro mi piacerebbe scriverle da oggi vi arrangiate, ma sono certo che gli unici a rimetterci sarebbero gli animali.

Quindi le scrivo che da oggi ogni situazione che riterremo lesiva della normativa civile/penale sarà riferita all’autorità competente e, la invito caldamente ad prendere le iniziative necessarie al benessere dei felini della città.




COMUNICATO STAMPA DEL 30 GENNAIO 2019 – Lettera congiunta comandanti polizia locale Sassari, Olbia, Alghero circa il nuovo disciplinare regionela

COMUNICATO STAMPA DEL 30 GENNAIO 2019

Lettera congiunta dei Comandanti delle Polizie Locali di Sassari, Olbia e Alghero

al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna

al Comitato Tecnico Regionale per la Polizia Locale

sull’approvazione del Nuovo disciplinare degli strumenti operativi, dei segni distintivi e delle uniformi

della Polizia Locale della Regione Sardegna

I comandanti dei tre comuni più rappresentativi del nord Sardegna hanno appreso dalle agenzie di stampa che la Giunta Regionale ha approvato il Nuovo disciplinare degli strumenti operativi, dei segni distintivi e delle uniformi della polizia locale della regione Sardegna.

Ora, non potendo pronunciarci sul contenuto del suddetto disciplinare perché non lo si conosce, si esprime stupore e disappunto per non essere mai stati coinvolti nella fase di elaborazione del provvedimento.

Infatti, mai una volta in questi anni ci è stato chiesto di offrire un contributo, ovvero di pronunciarci su una bozza di documento.

Confidiamo che i soggetti deputati a rappresentare i diritti e le aspettative delle donne e degli uomini della Polizia locale sarda possano promuovere, da subito, momenti di confronto con i Comandi, e ciò allo scopo di raccogliere i pareri della categoria e di esporre nelle sedi istituzionali le reali esigenze della Polizia locale sarda.

Distinti saluti.

Polizia Locale Sassari

Gianni Serra

Polizia Locale Olbia

Giovanni Mannoni

Polizia Locale Alghero

Guido Calzia




Giovanni Nurra, lega Sassari: la lettera integrale delle dimissioni.

Nota politica

Sassari 9 Gennaio 2019

Ho consegnato le dimissioni che allego il 25 dicembre scorso al Commissario Regionale Eugenio Zoffili ed ancora non avuto alcuna risposta. Sorvolo sulla maleducazione e l’arroganza e proseguo invece sulla sostanza. Il silenzio ad oggi lo considero una accettazione delle stesse consegnate per altro in un momento in cui ho messo in gioco il mio ruolo politico in Lega ed a rischio la mia eventuale candidatura ma l’ho fatto ugualmente proprio per il rispetto e la stima che ho nei militanti che mi hanno dato fiducia e per il partito in cui ho speso tempo ed entusiasmo.

Le mie dimissioni arrivano dopo lunghe riflessioni e per diversi motivi e questa lettera aperta la scrivo per informare gli elettori affinché scelgano bene chi votare avendo informazioni in più su dinamiche che solitamente sono a loro estranee.

Motivi politici ed umani mi hanno mosso a decidere di trasferire passione ed impegno da qualche altra parte. Magari in un ambiente più sano.

La Lega in Sardegna infatti per me si è dimostrata solo un contenitore di parole e non certo un motore di vero cambiamento. Un simbolo con dentro, almeno in Sardegna, niente! La Lega in Sardegna purtroppo, e lo dico con rammarico profondo, non è quella di Matteo Salvini e non ha strutture democratiche; é invece quella di Eugenio Zoffili che, come Kim Jong Un fa in Corea del Nord, spadroneggia sul partito e sulle persone che lo compongono dipendentemente dal suo umore e non certo da valutazioni strategiche o politiche, persone che alla fine sono trattate come ascari o meglio carne da macello; buone a fare gazebo e propaganda ma che devono tacere e se si azzardano a parlare o esprimere un parere diverso dall’idea, sempre celata e avvolta da mistico silenzio, del Kommisar sono anche maltrattate o umiliate quale pena per la lesa maestà dello stesso.

Come ad esempio Giorgia Vaccaro già Coordinatrice di Alghero, sospesa perché tre iscritti della sua sezione sono andati a cena con la Pisano, attribuendo quindi a lei colpe altrui come nel migliore alto medioevo. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fosse il futuro della Sardegna.

Commissario Regionale che ha solo lui la responsabilità di aver impedito al movimento di strutturarsi così come è invece nel resto del Paese.

Zoffili è assente, non risponde al telefono, non da riscontri, non conosce il territorio e soprattutto, non è sardo; Fa quindi specie che ancora, in Sardegna, la Lega che promuove autonomia e federalismo ovunque e da sempre, non abbia espresso ancora un segretario sardo…forse sintomo della considerazione infima che riserva lo stesso Zoffili ai militanti dell’Isola.

Eugenio Zoffili infatti oltre che Kommissario regionale in Sardegna è anche deputato, è membro della commissione esteri ed anche Presidente della commissione Schengen e per finire consigliere comunale ad Erba.

Anche il mitico Mandrake credo direbbe che gli impegni sono troppi.

La domanda è, come fa a seguire bene un territorio che alla fine – evidentemente – non può per lui che essere marginale? Come fa a dedicare il tempo che la Sardegna ed i sardi meritano?

La Lega in Sardegna ad oggi non ha struttura ed io che ho provato a lavorare per dargliela come Coordinatore di Sassari Gallura Nuoro ed Ogliastra ho trovato ostacolo principale proprio nella sua diffidenza, nella sua assenza di trasparenza e nella sua totale assenza di dialogo nonché nella sua continua assenza fisica dal territorio.

Senza contare i numerosi sospetti ed il clima da Corea del Nord o forse DDR che si respira dentro il partito dove tutti registrano le telefonate, fanno video li mandano a destra e manca, screenshot ed inoltri, registrazione di riunioni ecc…la Lega in Sardegna appare il partito della delazione e dei delatori dove la dialettica politica sui contenuti è sostituita dal pugnale e dalle calunnie.

Zoffili inoltre è bravissimo nel fare gaffes…ad esempio la dichiarazione rilasciata prima del tavolo del centro destra del 7 gennaio, dove dichiara che le liste devono essere scevre da persone con carichi pendenti; bene questo punto mette in grossa difficoltà, ad esempio. la posizione di tanti ma penso a Dario Giagoni che ne ha diversi (pubblicati sui giornali) e per i quali sono convinto sia assolutamente innocente. Oppure Zoffili ritiene che un rinvio a giudizio equivalga ad una condanna? Un modus operandi che somiglia di più a quello di Scientology che a quello di un

movimento politico sano.

A settembre denunciai che avevano allentato i bulloni delle ruote posteriori della mia auto.

In quell’occasione verificai con mano la totale assenza di considerazione ed umanità del Commissario Regionale e del deputato De Martini.

Nessun messaggio di solidarietà da nessuno. Ne De Martini ne Zoffili il quale seppe solo urlare che “i suoi coordinatori non si mettevano in condizioni di farsi svitare i bulloni della macchina”. Nessuna solidarietà ed anzi calunnie e diffamazioni cominciarono a circolare…Solo di sera Zoffili si degno’ di scrivere un comunicato di “solidarietà”.

Seppi poi che il “fastidio” era determinato dal fatto che la mia denuncia rischiava di togliere visibilità a Giagoni e De Martini impegnati al tavolo del centrodestra. Invece io stavo passando giorni di terrore e, mentre la mia compagna piangeva mattina e sera, cercavamo di decidere se fosse meglio denunciare o non farlo e certamente a tutto pensavo fuorché al tavolo del centro destra.

In quell’auto ci viaggiavamo anche con mio figlio di 4 anni.

Comunque una motivazione delirante per usare un eufemismo.

Ebbi pazienza e rimasi in attesa non foss’altro per evitare di gettare alle ortiche o in mano a qualche furbetto dell’ultim’ora il lavoro politico fatto durante l’anno.

Pur sentendomi molto umiliato andai avanti impegnandomi comunque in attività politiche che ho diffuso in tutte le maniere perché ho idee e le voglio portare avanti ed anche perché credo in un progetto politico che ha contenuti.

Per non parlare del livelli di alcuni che, a scarso di argomenti politici, usano la diffamazione come strumento di dialettica se così può chiamarsi.

Praticamente uno schifo! Nessuna democrazia, nessuna dialettica e nessun rispetto per persone che hanno tolto tempo alla famiglia ed al lavoro…solo un coro di SI spaventati e tremuli, pseudo Coordinatori (nessuno ha il potere di nulla) terrorizzati dalla spada di Damocle dell’umore di Kim Jong Zoffili, da cui dipende il loro destino politico, strumenti di ricatto come una eventuale candidatura o un ruolo che salta se parlano ed urtano il suo umore sono all’ordine del giorno.

Non è l’atteggiamento della politica che se pur nei suoi aspetti talvolta aspri e oscuri mai deve perdere il rispetto per il prossimo.

Questa non è politica o almeno non lo è qui in Italia; forse il metodo andava bene nella ex DDR o in URSS ma io credevo di essere iscritto alla Lega di Matteo Salvini e non al PCUS di Stalin e non al partito di Honecker! Credevo di essere nel 21° secolo e invece no, nella Lega in Sardegna siamo in pieno medioevo; un’epoca buia dove un “feudatario” arrivato da Erba impone i suoi stati umorali al lavoro ed alla passione di militanti, che lo sono perché credono nel progetto politico di Matteo Salvini e non certo perché Zoffili abbia un minimo di carisma o capacità di governo delle persone.

Un partito gestito con i piedi è l’immagine migliore che rimane a me oltre che un senso di amarezza profonda per il totale abbandono del territorio del Nord Ovest da parte dello stesso Zoffili che, a sentire Dario Giagoni, non visita da mesi perché i militanti di Sassari sono pesanti e…sono “monelli” non fanno da bravi! Ridicolo se non grottesco tutto questo purtroppo è vero.

Tante volte ho presentato problemi del territorio a Zoffili, mai una risposta mai un riscontro.

Di esempi ne ho diversi ma alcuni sono sotto gli occhi di tutti e in tutti i comunicati stampa delle battaglie che ho fatto.

Ad esempio la questione delle 32 famiglie senza soldi e senza lavoro ad Olmedo perché l’ANAS deve all’impresa 2 milioni di euro e non avendo incassato non può che licenziare tutti.

Oppure i minatori, sempre ad Olmedo, i lavoratori ex Secur ecc.

Bene, Zoffili ha trovato il tempo di andare dal vice ministro Rixi per parlare del ponte di Oloe’ ad Oliena, cosa assolutamente giusta il cui merito va tutto ai militanti del Nuorese, ma non per parlare ad esempio del disastro di quella impresa simbolo di altre cento maltrattate dalla pubblica amministrazione per la quale sarebbe bastato magari chiedere lumi all’ANAS.

Il nord ovest dell’Isola quindi completamente abbandonato e allo sfascio anche nella Lega di Sardegna. Questo solo uno dei tanti esempi che si possono fare su quanto Eugenio Zoffili tenga evidentemente ed a mio parere di più al virtuale che al reale.

Si perché se ne seguite le gesta sui social sembra onnipresente…Ma vi assicuro che non è cosi.

Una delle tante dimostrazioni di quanto a mio modesto e umile parere (ma anche di altri) sia inadeguato all’incarico di Commissario Regionale in Sardegna. La Sardegna ha tante pecore ma i sardi non sono greggi da amministrare con tecniche di zootecnia!

Io ho constatato che per lui è tutto virtuale anche l’amicizia ed il rispetto per i sardi. Tutto finto!

Di De Martini ho poco da dire perché non ho avuto molto a che fare con lui.

Ho visto che la sua attività politica prevalente (almeno in apparenza ed almeno da quel che sento come lagnanza dal territorio anche del sud Sardegna) è fare il banchetto al mercato del pesce di Cagliari, attività accompagnata da una feroce repulsione nei confronti di chiunque con un po’ di esperienza politica voglia entrare in Lega.

In tanti ci hanno provato ma è più facile entrare nella cruna di un ago che in Lega per chi ha esperienza politica precedente…o forse no?! Eh no! Pais, Saiu ecc serissime persone che godono della mia stima ma dov’erano prima del 4 marzo 2018?

Dov’erano quando si lottava per le politiche? Non c’erano! Allora De Martini e Zoffili quale criterio utilizzino non é dato sapere.

Di lui, De Martini, lo ripeto, ho solo avuto l’impressione che sia più preoccupato dall’ingresso in Lega di teste pensanti che da qualunque altro progetto politico.

Ma ci sono aspetti anche meno pittoreschi e più tecnici.

Io ad esempio inizialmente ero per liste separate dal Psd’az perché ritenevo fosse importante che l’onda di consenso della Lega fosse appannaggio esclusivo dei Leghisti. Anatema su un normale dibattito politico!…Salvo poi l’annuncio, nella riunione di Barumini del 30 novembre, sulle liste separate…all’inizio, ripeto, ero d’accordo ed ora dico che invece avevo torto!

Oggi, dopo l’ufficializzazione quali candidati di Pais, Saiu, Titino Cau (stimabilissime ed oneste persone ma tutto fuorché leghisti della prima ora) ed invece il silenzio assoluto fino ad ora sui nomi di chi si è impegnato da quando eravamo ancora niente, ritengo avesse ragione chi voleva un’unica lista con il Psd’az.

La lista unica avrebbe infatti impedito la candidatura degli ultimi arrivati e non avrebbe lasciato spazio che ai leghisti e sardisti di provata fede politica.

Errore che ho fatto per aver sottovalutato la pericolosità strategica dell’ingresso di alcuni nel partito, che arrivati dopo la vittoria del 4 marzo, incarnano probabilmente l’archetipo del saltatore in corsa sul carro del vincitore. Mi auguro che i sardi votino in massa Christian Solinas e che si apra una stagione di cambiamento per la Sardegna.

Mi auguro anche che i vertici nazionali della Lega intervengano a riparare i danni fatti da Zoffili e dai suoi sodali.

Io nel frattempo continuerò il mio percorso di impegno politico sempre con le stesse idee e con lo stesso entusiasmo di prima. Per adesso mi accontento di chiudere qui rimanendo a disposizione per qualunque approfondimento anche documentale.

Giovanni Nurra




Uffici Inps in Sardegna: lettera di Ganau al ministro Di Maio per scongiurare la chiusura di 16 agenzie

Cagliari, 2 dicembre 2018 – Una lettera al ministro del Lavoro Luigi Di Maio per scongiurare la chiusura delle agenzie Inps è stata annunciata questa mattina dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfanco Ganau, al termine dell’incontro molto partecipato con i parlamentari sardi, i sindacati, la direzione regionale dell’Inps e alcuni consiglieri regionali di tutte le parti politiche. Il presidente del parlamento sardo ha aggiunto: “Chiederemo un tavolo di confronto per lo stralcio definitivo del provvedimento che altrimenti porterebbe alla soppressione di un servizio fondamentale per i sardi”.

Le agenzie Inps a rischio chiusura sono sedici tra cui Isili, Senorbì, Tempio, Alghero, Ozieri, Ghilarza, Sorgono, Carbonia, Siniscola e Macomer ma nel suo ultimo intervento la direttrice regionale Inps, Cristina Deidda, ha comunicato: “Non intendo chiudere nessuna agenzia pur nella consapevolezza di avere poche risorse di personale in alcuni territori. Già nel 2017 vennero chiuse cinque agenzie e mi pare che abbiamo già dimostrato che in Sardegna non siamo immobili rispetto a richieste di cambiamento, che devono però tenere conto della distribuzione dell’utenza in un territorio vasto e non sempre facile da percorrere come quello sardo”. Sulla carenza di personale la direttrice ha aggiunto: “Si stanno espletando le formalità finali di due concorsi e credo di poter dire che alcune risorse e non poche saranno mandate in Sardegna a potenziare gli attuali organici”.

In precedenza il sen. Emiliano Fenu del M5S ha affermato che “il caso richiede una forte unità al di là degli schieramenti”. Nel progetto di ristrutturazione dell’Inps, a suo avviso, non ci sono automatismi applicativi ma tuttavia, data la grave carenza di personale dell’Istituto, dopo la sospensione che avrà validità solo per il 2019 occorre pensare ad un pacchetto di contro proposte (fra le quali, ad esempio, quella del Comune di Siniscola, che ha offerto una sede gratis).

I presidenti dei comitati provinciali, che a lungo si sono occupati del problema, hanno poi sottolineato che la rassicurazioni valgono fino ad un certo punto, soprattutto di fronte alla situazione strutturale dell’Inps i cui dipendenti calano del 10% l’anno per le uscite dal servizio e non vengono sostituiti e, in Sardegna, potrebbero lasciare il lavoro nel prossimo anno dalle 130 alle 200 unità.

Gli amministratori locali ed i sindacati, sollecitando anch’essi il superamento delle decisioni temporanee, hanno chiesto lo stralcio del provvedimento per la Sardegna, ricordando che in molte realtà marginali l’Istituto offre prestazioni rivolte a migliaia di disoccupati e ad una popolazione composta in prevalenza di anziani che ha grande difficoltà di accesso ai servizi.

 

Claudio Cugusi

(Ha collaborato Angelo Fancello)