Sassari, Luciano e Giusy Pompilio alla Biblioteca Francescana

Chitarra classica e soprano il 23 maggio saranno protagonisti del prossimo appuntamento del Festival Internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco

SASSARI. Padre e figlia, lui chitarrista di fama internazionale e lei giovane soprano apprezzata per la vocalità espressiva e la forte presenza scenica. Luciano e Giusy Miriam Pompilio saranno i protagonisti a Sassari del concerto “Las lágrimas de amor y popular anime”, che si svolgerà alla Biblioteca Francescana di Santa Maria di Betlem il prossimo 23 maggio alle 18.30.

L’iniziativa porta in città un sodalizio artistico e familiare che dà vita a un dialogo musicale intenso e raffinato, per uno degli appuntamenti più attesi della III edizione del “Festival Internazionale Contrasti” diretto da Laura Cocco. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Luciano Pompilio vanta una carriera di altissimo profilo, con concerti in Europa, America e Asia, numerosi riconoscimenti internazionali e una discografia di rilievo. Accanto a lui, Giusy Miriam rappresenta una delle voci emergenti più interessanti del panorama lirico contemporaneo, già protagonista di esperienze artistiche internazionali e selezionata in contesti di prestigio.

«Sarà un’occasione preziosa per il pubblico di vivere da vicino un’esperienza musicale autentica, in cui la qualità artistica incontra la forza comunicativa dell’esecuzione dal vivo – ha affermato Laura Cocco –. L’appuntamento si preannuncia come un viaggio musicale di grande intensità, capace di coniugare virtuosismo strumentale ed espressività vocale, in un contesto di rara suggestione».

Il concerto è inserito all’interno della programmazione del Festival Contrasti 2026-Spring Edition, che negli anni si è affermato come spazio di incontro tra linguaggi musicali, generazioni e visioni artistiche, offrendo al pubblico esperienze di alto valore culturale.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Contrapunctum ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Sassari, il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari all’interno del network Salude&Trigu. Per informazioni contattare [email protected].




Storia del suffragio universale: incontro con il filologo Luciano Canfora a Sassari

Storia del suffragio universale

Incontro con il filologo Luciano Canfora per UnissCult

Aula Magna Università di Sassari, 5 luglio, ore 17.30

2 luglio 2019

 

SASSARI. Nuovo appuntamento con la rassegna UnissCult ideata dall’Università di Sassari per aprirsi alla società e stimolare la riflessione su temi di attualità. Il prossimo evento culturale sarà venerdì 5 luglio alle 17.30, sempre nell’aula magna di ateneo, con Luciano Canfora, filologo classico, storico e saggista italiano.

Storia del suffragio universale è il titolo del suo intervento, che sarà preceduto dai saluti del Rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli. Modera la serata la professoressa Valentina Prosperi, docente di Filologia classica nel Dipartimento di Storia, scienze dell’uomo e della formazione dell’ateneo di Sassari.

Luciano Canfora è professore emerito di Filologia classica all’Università degli Studi di Bari, dove è stato professore ordinario dal 1975 al 2012. E’ coordinatore scientifico della Scuola superiore di Studi storici di San Marino. Dirige la rivista  Quaderni di storia, e le collane di classici La città antica (Sellerio), Paradosis (Dedalo), Ekdosis (Ed. Pagina), “Historos” (Sandro Teti, Roma).

Fa parte del comitato direttivo e scientifico delle riviste: “Journal of Classical Tradition” Boston, “Atene e Roma” Firenze, “Historia y Critica” Santiago di Compostela, “Les Études Classiques” Namur, “Anabases” Toulouse, “Filosofia dei Diritti Umani/Philosophy of Human Rights”, “Limes” Roma, “Lexicon Philosophicum” CNR Roma, “Todomodo” Firenze. Dal 2002 fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto della “Enciclopedia Italiana”. Collabora con il “Corriere della Sera”. Studia problemi di storia antica, papirologia letteraria, letteratura greca e latina, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura dalla Riforma al Novecento europeo. Ha pubblicato tra l’altro una reinterpretazione della storia della biblioteca di Alessandria: La biblioteca scomparsa (Sellerio), tradotta in francese, tedesco, inglese, spagnolo, portoghese, olandese, neogreco, giapponese, coreano; riproposta nella collezione speciale “La rosa dei venti”.

Nel campo della storia delle letterature classiche ha scritto per Laterza una Storia della letteratura greca (2001), tradotta in francese e in ceco, più volte ristampata (ultima ed. ampliata nella “Biblioteca storica Laterza”, 2013); sempre per Laterza: I classici nella storia della letteratura latina; per La Salerno Editrice ha curato i volumi: Lo spazio letterario della Grecia antica (altre informazioni su https://www.unirsm.sm/it/scuola-superiore-studi-storici/consiglio-scientifico/_1957.htm).

 

La rassegna UnissCult, cominciata il 3 maggio con la conferenza “Leonardo innovatore, inventore e ingegnere”, proseguita il 14 giugno con l’economista dell’Università Bocconi Massimo Morelli.

 

L’ingresso è libero. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.




Luciano Garofano a Sassari: “Così si combatte la violenza domestica”

Grande partecipazione alla Caserma La Marmora per l’incontro sulle “Relazioni violente” organizzato dall’associazione culturale Ammentu. Tra i relatori anche il procuratore Paolo De Angelis, la psichiatra Alessandra Nivoli e il penalista Gabriele Satta

SASSARI. “Per abbattere il fenomeno della violenza domestica occorre fare prevenzione puntando su una maggiore specializzazione e un miglior coordinamento di tutti gli operatori. Se continuerà ad essere affrontato a macchia di leopardo ci si dovrà confrontare ancora con tantissime vittime”. Ne è convinto l’ex comandate dei RIS di Parma Luciano Garofano, a Sassari per il convegno “Relazioni violente e vittime in ambito domestico” organizzato dall’associazione culturale Ammentu alla Caserma La Marmora, accogliendo relatori di altissimo profilo.

Dopo i saluti istituzionali del colonnello Giuseppe Levato in rappresentanza della Brigata Sassari e dell’avvocato Marco Palmieri in qualità di presidente della Camera penale “Enzo Tortora”, a introdurre i lavori è stato l’avvocato Roberto Vannini.  Disarmanti i dati presentati dal generale Garofano di fronte a un pubblico numeroso e attonito.

Il numero dei femminicidi negli ultimi anni è rimasto pressoché invariato, ma le cifre presentano tutta la loro drammaticità in rapporto al costante decremento degli omicidi e dei reati in generale. Questo significa che non si riesce ad arginare il fenomeno, che colpisce trasversalmente tutti i ceti sociali. “Si sta abbassando inoltre l’età delle vittime”, ha specificato Garofano, che ha menzionato i casi emblematici delle giovanissime Noemi e Desirée. La Sardegna si colloca al decimo posto tra le regioni italiane più colpite nel 2017.

Secondo l’ex generale dei Carabinieri, ora volto noto di Quarto Grado, la normativa sul femminicidio introdotta nel 2013 ha prodotto solo una leggera efficacia: sono aumentate le denunce e gli arresti e c’è stato un seppur minimo calo delle vittime. Ma la legge da sola non basta: sette donne assassinate su dieci avevano già presentato almeno una denuncia o chiamato il 118. “Occorre fare prevenzione – ha specificato l’esperto –, da un lato attraverso l’educazione, in cui hanno un ruolo fondamentale la famiglia e la scuola; dall’altro puntando su una maggiore specializzazione, anche esclusiva, del personale destinato alle indagini sulle violenze, e costituendo una rete di coordinamento tra operatori, personale sanitario, investigatori e magistrati”. Non si può scollegare da questi episodi il disagio giovanile, anch’esso in sensibile aumento, che talvolta si concretizza attraverso atti di cyberbullismo.

Tra i limiti della legislazione, ampiamente tracciati dal penalista sassarese Gabriele Satta, compare la mancanza di un disegno organico, dal momento che gli interventi normativi sono spesso mossi dalla forza del sentimento collettivo per situazioni emergenziali. Rilevanti in negativo sono le lungaggini processuali, che rischiano di vanificare gli strumenti di tutela delle vittime. Queste ultime, secondo il parere del legale, dovrebbero poter cristallizzare nell’immediato, davanti al giudice, la propria versione dei fatti, mediante l’incidente probatorio: “Più si accoglie in tempi stretti la versione della vittima, più la si tutela, e si tutela anche la genuinità dell’intero processo”.

Ma in quali contesti nascono questi casi di violenza? Come ha spiegato la docente di psichiatria Alessandra Nìvoli, le cause sono molteplici, sono tanti i fattori che possono portare allo sfociare di comportamenti aggressivi: “Ciò che vediamo è solo la punta di un enorme iceberg, e la parte più sommersa rappresenta tutta la violenza psicologica a cui non sappiamo dare un nome, quella meno evidente ma più sottile e subdola, spesso non riconoscibile, che può arrivare sino all’istigazione all’autodistruzione, alla manipolazione perversa e all’annientamento psicologico del familiare”. Nelle parole della docente, l’unico modo per riconoscerla è quello di parlarne, per questo gli incontri sul tema sono di fondamentale importanza.

Ma se c’è ancora tanto da fare, il cammino tracciato sembra essere quello giusto. Il procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Cagliari, Paolo De Angelis, ha ricordato come solo trent’anni fa la rete sociale arretrasse di fronte a questo tipo di problemi. Allora l’argomento non interessava a nessuno, non richiamava nessuna inchiesta, evento, convegno, mentre oggi è oggetto di studio, analisi, riflessione e formazione. La differenza sta nella percezione del fenomeno e nell’evoluzione culturale che, pur non essendo ancora completata, permette oggi di avere una sensibilità sociale fortissima contro la violenza domestica e contro la violenza di genere: “Quindi si deve intervenire con la repressione da un lato e con la prevenzione dall’altro, sviluppando maggiore consapevolezza e creando un sistema di rete che ben funziona quando tutti gli elementi collaborano”.