Il Ritorno del Principe. Una Promessa Lunga oltre Sessant’anni.

di Fausto Farinelli, editore e direttore editoriale.

Arrivo, come sempre, in anticipo di un’ora. Le diciotto segnano il momento esatto in cui la stampa e gli ospiti iniziano ad accreditarsi per questa giornata che si preannuncia storica, una di quelle destinate a rimanere scolpite nella memoria di questa costa. Faccio la mia solita tappa nel Sottopiazza, il cuore pulsante e di pietra di Porto Cervo. Anche oggi, come ogni volta che vengo qui, osservo il rito intatto della meraviglia: ci sono persone che scattano innumerevoli fotografie, ragazze con i piedi accarezzati dall’acqua che si fanno i selfie, incorniciate dallo sfondo del ponticello di legno, della piazza e dalle luci del nuovo ristorante Langosteria. Porto Cervo affascina, resiste al tempo in modo immutabile. Ogni volta che ci torno, rimango catturato da quell’effetto “wow” che non smette mai di sorprendermi. È il palcoscenico perfetto per rievocare il sogno di un principe, e oggi, per celebrarne il grande ritorno.

Prima che le massime autorità religiose, civili e militari prendano posto, mi immergo nelle voci e nei ricordi di chi questa storia l’ha vissuta e continua a custodirla. Incontro Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. Gli chiedo subito se l’omaggio di oggi sia più un dovere istituzionale o morale. La sua risposta non ammette repliche: «È un dovere morale, un dovere etico» mi dice con fermezza. «La storia insegna che quest’uomo ha creato le condizioni perché oggi noi siamo un’isola del mito, un territorio conosciuto nel mondo. Ha inventato un modello turistico come pioniere, ha creduto nell’ambiente, nella sostenibilità, nella cultura». Nelle parole di Persico emerge il ritratto di un visionario che capì come questo lembo d’Europa periferico avesse tutte le premesse per diventare un’eccellenza italiana nel mondo. Poi, il Presidente mi confida un aneddoto intimo e toccante: «Più volte gli ho chiesto: “Altezza, mi dica qual è per lei il momento più importante?”. E lui mi ha detto: “Il momento più importante l’ho avuto quando ho scoperto quest’isola”. E ho capito dopo negli anni che l’amava sempre, non ha mai smesso di amarla». E sulla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, sottolinea: «Ci sentiamo tutti appartenenti a un modello turistico che ha reso la Sardegna famosa nel mondo».

Subito dopo incrocio le memorie intime della famiglia, frammenti preziosi che svelano l’uomo dietro il mito. Risuonano le parole cariche di affetto fraterno del Principe Amin Aga Khan. Quando gli viene chiesto un ricordo di Karim, la sua voce tradisce un’intimità profonda, di una vita vissuta fianco a fianco: «Eravamo quasi gemelli» racconta. «Lui aveva nove mesi, meno un giorno, più di me… io sono nato a settembre». Il ricordo si fa poi delicato, sfiorando gli ultimi momenti di vita del fondatore e la malattia: «L’ha accettata con filosofia? Sì… non se n’è reso conto, penso. Per fortuna dormiva. È passato così, in silenzio. Non ha sofferto». E quando gli si domanda del lascito di suo fratello per quest’isola, Amin non ha esitazioni: «Cosa ha fatto per la Sardegna? Molto, molto, molto. La Costa Smeralda è stata la sua creazione… In questa parte della Sardegna, sì, è stato lui il padre del turismo».

Infine, è Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan V, figlio del compianto Principe Karim, a condividere i suoi ricordi durante un colloquio con i giornalisti a margine dell’evento. Le sue parole ci riportano ai primi anni di fatica, quando l’infrastruttura era ancora solo un cantiere in divenire. «Ricordo quando ero molto piccolo… dragavano la marina e non capendo questa immensa infrastruttura, ricordo l’odore del dragaggio e papà che lavorava» racconta ai cronisti. «Ricordo anche che andava a spegnere gli incendi di persona, e tornava tutto nero di cenere». È il ritratto sorprendente di un fondatore che si sporcava le mani, che ha amato questa terra vivendola visceralmente per un quarto della sua vita.

L’evento ufficiale è scandito dalla maestria della violinista Anna Tifu, le cui note tratte dalle opere di Bach, Ysaÿe, Massenet e Ravel si fondono con il suono del mare, elevando la solennità del momento.

Poi, il silenzio scende sulla piazza. L’ufficialità si mescola al profondo sentimento di comunità quando il padrone di casa, il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, prende la parola. Il suo è il riconoscimento di un patto lungo oltre mezzo secolo:

«Buonasera a tutti. Sua altezza Principe Rahim Aga Khan, benvenuto. Grazie per essere qui con noi in questo speciale momento per celebrare la figura di suo padre, una figura che ha voluto creare tutta questa bellezza. Presidente Alessandra Todde, grazie per aver condiviso con noi questo momento, è importante avere la presenza della Regione… Principe Amin Aga Khan, benvenuto, è un piacere vederla qui ad Arzachena, a Porto Cervo. Principe Irfan, Sinan Aga Khan, benvenuti… Sua Eccellenza il Prefetto, Fauci, benvenuta, signor Questore, tutte le autorità civili, militari, religiose, benvenuti. Cari concittadini di Arzachena, tanti ospiti che oggi sono qui presenti per condividere con noi questo momento.

È con profondo sentimento di orgoglio istituzionale che prendo la parola qui a Porto Cervo per celebrare un mito, per celebrare un momento che va a rinverdire un rapporto storico che la famiglia Aga Khan ha garantito nel corso di questi 60 anni con la nostra terra. È un patto di reciproco rispetto, di collaborazione, che ci porta a guardare avanti, a far sì che questa terra possa scrivere altre pagine assieme. È un piacere oltre che un onore ricordare quello che sua altezza il principe Karim Aga Khan ha fatto per noi.

60 anni fa, sua altezza Karim Aga Khan venne qui, ventenne, e con una filosofia straordinaria ha cambiato le sorti di questa destinazione. Momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, dove si sarebbe potuto fare qualsiasi tipo di intervento, e invece ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca. Un’esperienza che è tuttora viva e la Costa Smeralda proprio in questi anni suggella un momento senza tempo. È bellissimo vedere le persone che continuano a venire nella nostra destinazione, tantissimi brand, l’internazionalità che questa terra continua a garantire.

Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone sono stati il prisma, il mantra che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Il nostro cittadino onorario nel 1965 ha fatto sì che questa terra potesse avere una nuova vita, un nuovo sviluppo, nei valori profondi e una straordinaria rivoluzione sociale, culturale, occupazionale che tuttora vive ancora nella nostra, nella nostra realtà.

Quindi è con profondo orgoglio che oggi celebriamo due momenti. Il primo è l’intitolazione di questa piazza, dove tutto è nato, e il secondo è una celebrazione che va proprio oltre, con una, diciamo, un sogno di immortalità. Una scultura, una scultura dedicata a sua altezza Karim Aga Khan, una scultura che vuole ricordare l’uomo, una cultura, una scultura che dialoga col territorio, non imposta nel territorio, così come era quella la filosofia del nostro Karim Aga Khan. Tra poco la sveleremo ed è emozionante, soprattutto perché il Principe Karim Aga Khan ha ovviamente una storia che parla da sé, però è altrettanto importante che le nuove generazioni sappiano chi è stato Karim Aga Khan, cosa ha fatto per la nostra terra e quelle che sono le opportunità che ci ha garantito, ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere, crescere all’interno delle, dell’isola, all’interno della nostra Sardegna senza dover emigrare e senza dover andare altrove per cercare una speranza, un futuro. Futuro ce l’ha garantito la sua lungimiranza, la sua sensibilità e oggi vogliamo celebrare questo momento con un dialogo che sia infinito col nostro territorio, con la nostra gente. E sono sicuro che assieme, andremo a scrivere ancora tante pagine di questa meravigliosa storia. Grazie».

L’eco delle parole del Sindaco traccia un confine invisibile tra il passato e l’avvenire. È la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a raccogliere idealmente questo testimone, innalzando la figura del Principe da artefice locale a pilastro della moderna Sardegna:

«Buonasera a tutte e tutti. Desidero intanto ringraziare il Comune di Arzachena e il Sindaco Roberto Ragnedda per l’invito a questa giornata così importante. Saluto il qui presente Principe Rahim Aga Khan, quinto, e la rappresentanza della famiglia del Principe, la sua famiglia. E per me è un grande onore essere qua con autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini di Arzachena e tutti coloro che hanno voluto prendere parte a un momento così significativo per il nostro territorio.

Oggi inauguriamo una piazza, una scultura, ma soprattutto affidiamo a una memoria collettiva un nome, una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea. Intitolare questa piazza a sua altezza il principe Karim Aga Khan IV significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro, quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza.

La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio, l’ha fatto con un progetto che fin dalle sue origini ha cercato un equilibrio tra lo sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo, e che ha contribuito a costruire un’immagine internazionale della Sardegna fondata sull’eccellenza, sull’accoglienza e sull’unicità del suo ambiente.

Sarebbe riduttivo però ricordare il principe Aga Khan solo come l’artefice di un grande progetto turistico. Il lascito è anche cultura d’impresa, capacità di innovazione, investimenti, occupazione e una fiducia sulle potenzialità della nostra isola. È un’eredità che ha coinvolto generazioni intere di lavoratrici e lavoratori, imprenditrici, imprenditori, professionisti, giovani, che hanno trovato nuove opportunità grazie a questa visione. La Sardegna oggi ha il compito di continuare ad essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano, la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l’anno.

Questa piazza quindi rappresenta molto più che un omaggio, è un luogo che invita tutti noi a ricordare come le grandi opere nascano sempre dalla capacità di immaginare, di costruire relazioni e di investire nel lungo periodo. Anche la scultura che oggi inauguriamo assume questo significato, non soltanto un’opera d’arte, ma un simbolo permanente di riconoscenza e memoria, affinché le generazioni future possano conoscere la figura del principe Karim Aga Khan e comprendere il contributo che ha dato alla storia della Sardegna.

Come Presidente della Regione Autonoma della Sardegna considero questo momento un’occasione per riaffermare un principio fondamentale, il futuro della nostra isola si costruisce attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e società civile. Che questa piazza diventi ogni giorno un luogo di incontro, di bellezza, di memoria, un luogo capace di raccontare alle generazioni che verranno, che la visione quando è accompagnata dal rispetto per il territorio e le persone può veramente cambiare la storia. Grazie».

Ma il momento che squarcia l’ufficialità, toccando il cuore di ogni presente, arriva con l’intervento sul palco del figlio, Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan. Lo ascolto incantato, mentre le sue parole delineano con commovente precisione la vera anima di questa impresa. Ne catturo ogni sfumatura, traducendola dall’inglese, perché resti impressa nella nostra narrazione collettiva:

«Buonasera. È un grande onore per me e per la mia famiglia essere qui oggi in un luogo così profondamente legato alla vita, al lavoro e al cuore di mio padre. È un onore. E per me un piacere grandissimo di vedere qui alcuni amici da tanti anni che conosco da tanti anni che hanno visto cosa è per me la Sardegna, per me personalmente. E continuo in inglese perché il mio italiano è un po’ arrugginito.

Una piazza è un luogo di incontro, è un luogo di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio inserisce il suo ricordo all’interno di Porto Cervo, tra la gente, l’architettura, il paesaggio e il mare che ha amato così profondamente. La mia famiglia ed io siamo profondamente grati per questo commovente tributo.

Molte persone hanno definito mio padre un visionario, e a ragione. Qui, su questa costa, quella visione ha trovato una delle sue espressioni più distintive e durature, non solo in ciò che è stato costruito, ma nello spirito con cui è stato realizzato. Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, scorse un paesaggio di rocce granitiche, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Da lì nacque una convinzione che plasmò gran parte di ciò che seguì: lavorare assecondando il carattere di questo luogo e proteggere le qualità che lo rendevano unico.

La Costa Smeralda divenne uno dei progetti a cui si dedicò con maggiore passione. Vi si dedicò parallelamente alle sue responsabilità di Imam, e questo gli permise di unire molte delle cose a cui teneva profondamente: l’architettura, l’artigianato, il paesaggio, la bellezza e lo sviluppo a lungo termine. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli erano fondamentali; gli edifici dovevano appartenere al loro ambiente. Bellezza e sobrietà potevano, e dovevano, convivere. È per questo che la Costa Smeralda è stata riconosciuta non solo per ciò che ha creato, ma per ciò che ha preservato e per cui la sua eredità conta ancora oggi.

Ma per la mia famiglia questo luogo è anche profondamente personale. Mio padre amava la Sardegna, la sua gente, la sua terra, le sue montagne e le sue acque. I miei fratelli ed io abbiamo trascorso qui le estati della nostra infanzia. Oggi anche i miei nipoti e i miei stessi figli hanno conosciuto Porto Cervo e l’hanno amata. Il nostro legame con la Sardegna è ora portato avanti da una terza generazione.

Questa scultura non dominerà la piazza, ma vi si siede all’interno, informale, umana e in dialogo con il luogo. In questa sobrietà e umanità risulta fedele a Porto Cervo e al rispetto che ha guidato il lavoro di mio padre qui.

A nome della mia famiglia esprimo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Presidente Alessandra Todde e alla Regione Sardegna, al Sindaco Roberto Ragnedda e al Comune di Arzachena, agli artisti, e alla gente di Porto Cervo e della Sardegna che ha custodito il ricordo di mio padre con tanto calore. Sarebbe stato profondamente commosso da questo omaggio da parte di Arzachena e della Sardegna. So che avrebbe anche voluto che questo momento riguardasse il futuro, prendendosi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo omaggio. Grazie a tutti voi e grazie alla Sardegna».

Il sole si abbassa dolcemente, colorando la pietra granitica. È il momento. La scultura commemorativa in bronzo viene svelata. Un’opera concepita in modo discreto, realizzata dalla Fonderia Artistica Versiliese con la perizia degli artisti Valentina Lucarini Orejón e Maicol Borghetti, sotto la direzione artistica del museologo Roberto Concas, all’interno di un progetto sviluppato dalla startup ACAI. Proprio come aveva sussurrato il figlio pochi istanti prima, l’opera d’arte appare in tutto il suo potente simbolismo: un Principe seduto sul bordo della piazzetta, che con il braccio teso indica il mare. Adesso, anche fisicamente, il Principe Karim Aga Khan ha fatto ritorno nella sua amata Porto Cervo.

E mentre la folla applaude, il Sindaco Ragnedda prende di nuovo la parola per annunciare che l’amministrazione avvierà l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Altezza il Principe Rahim, rinnovando così un legame che si affaccia al futuro. Stringo il mio taccuino. Questa incredibile invenzione urbanistica e umana, nata dall’amore di un visionario, ha appena aggiunto il suo capitolo più emozionante. E la storia, ne sono certo, è ancora tutta da scrivere.




AL VIA LA PIÙ LUNGA STAGIONE DEL WATERFRONT COSTA SMERALDA: APERTURA ANTICIPATA, DESIGN RINNOVATO, ARTE IMMERSIVA E BRAND ICONICI

Dal design firmato Gio Pagani ai nuovi “Portals” artistici: il Waterfront di Smeralda Holding apre con un mese di anticipo rispetto alle passate edizioni e prolunga la stagione fino a settembre, confermandosi hub internazionale di lifestyle, cultura e intrattenimento.

Porto Cervo, 11 giugno 2026 – Smeralda Holding annuncia la riapertura al pubblico del Waterfront Costa Smeralda 2026, il punto di riferimento per ospiti e visitatori della destinazione che, a partire da giovedì 11 giugno, accoglierà il pubblico con un’edizione profondamente rinnovata, all’insegna di design, arte e nuove esperienze immersive. La stagione 2026 si distingue inoltre per un calendario esteso rispetto agli anni precedenti, con un’apertura anticipata di circa un mese, a conferma del crescente ruolo del Waterfront nell’offerta turistica e di intrattenimento della Costa Smeralda.

Situato nella suggestiva cornice del Porto Vecchio di Porto Cervo e sviluppato come di consueto da Filmmaster – una delle più importanti realtà italiane nell’ideazione e produzione di grandi eventi – per conto di Smeralda Holding – società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA) – il Waterfront evolve ulteriormente il proprio concept, trasformandosi in uno spazio sempre più integrato e dinamico, capace di coniugare shopping, intrattenimento e cultura in un’unica esperienza.

Aperto tutti i giorni dalle 18:00 all’01:00 fino al 7 settembre, con una stagione significativamente più lunga rispetto al passato grazie all’apertura anticipata, il Waterfront si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, contribuendo ad arricchire l’offerta della destinazione con nuove esperienze capaci di valorizzare l’identità internazionale e contemporanea della Costa Smeralda.

“Con il Waterfront Costa Smeralda continuiamo a far evolvere un progetto che, anno dopo anno, si arricchisce di nuovi contenuti, esperienze e interpretazioni innovative del lifestyle contemporaneo – commenta Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding –. L’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti nella nostra visione di creare un luogo distintivo, in cui design, arte, intrattenimento e ospitalità si integrano armoniosamente, dando vita a un’esperienza autentica e riconoscibile. L’estensione del periodo di apertura testimonia inoltre il nostro impegno nel valorizzare la destinazione lungo un arco temporale più ampio, intercettando una domanda sempre più internazionale e contribuendo a una fruizione della Costa Smeralda che va oltre i tradizionali confini della stagione estiva.” 

Un design completamente rinnovato firmato Gio Pagani

Protagonista dell’edizione 2026 è il significativo rinnovamento progettuale curato dall’architetto Gio Pagani, che ha ripensato l’intero layout del Waterfront introducendo nuove aree lounge accoglienti e sofisticate, caratterizzate da una ricercata palette cromatica e da un attento lavoro sui materiali e sui complementi d’arredo.

I lounge sono ulteriormente valorizzati da strutture riflettenti che, al calare della sera, si trasformano in elementi luminosi scenografici, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e contemporanea.

Portals: l’arte diventa esperienza

Tra le principali novità del 2026, il progetto artistico “Portals” a cura di Deodato Arte introduce quattro installazioni immersive che reinterpretano il concetto di temporaneità del Waterfront in chiave poetica e visiva.

“Portals” trasforma la natura effimera dello spazio in una narrazione artistica, celebrando il viaggio dell’arte che, come il Waterfront stesso, emerge in Costa Smeralda durante la stagione estiva.

Le opere di artisti internazionali dialogano con portali geometrici e luminosi – quadrati, cerchi, rombi – che ne amplificano forme e significati, generando giochi di luce e pattern dinamici capaci di coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva.

Tra conferme e nuovi arrivi: una selezione di brand iconici

Il Waterfront 2026 propone una selezione curata di brand internazionali, confermando il suo ruolo di piattaforma esclusiva per il mondo del lusso, del design e del lifestyle.

Tra le principali novità spicca il ritorno di Range Rover, con un allestimento esclusivo, affiancandosi a importanti partner già protagonisti delle scorse edizioni: Ferretti Group, con una presenza articolata che include Riva Lounge, spazio bar dall’estetica iconica ispirata al mondo nautico, e Riva Boutique, con una selezione esclusiva di oggetti e accessori di design; Assouline, con le sue collezioni editoriali di pregio dedicate al lifestyle e alla cultura internazionale; Technogym, con uno spazio dedicato al wellness design ed alla nuova collezione Sand Stone che definisce la nuova frontiera del wellness luxury living a casa, in barca o in hotel, previste anche sessioni di  allenamento personalizzate con i master trainer Techogym; Kiton, azienda leader nell’abbigliamento di lusso su misura e prêt-à-porter; Deodato Arte, che torna con una selezione di opere di artisti di fama internazionale, tra Pop e Street Art.

Completano l’offerta lo spazio dedicato alla promozione territoriale di Arzachena Turismo che ospiterà una galleria fotografica sulle bellezze della destinazione, alcune riproduzioni di reperti custoditi nel Museo Civico “Michele Ruzittu” e un infopoint dedicato all’intero comprensorio, e la Costa Smeralda Boutique, con collezioni brandizzate per tutti coloro che desiderano acquistare un ricordo delladestinazione: t-shirt, accessori, poster delle località più famose e le miniature dell’iconica pietra di confine con la scritta “Costa Smeralda”.

Una nuova esperienza per la mixology

Altra novità dell’edizione 2026 è il completo rinnovamento dello spazio firmato Nikki Beach, che evolve in un nuovo concept – anche nel naming The Nikki Beach Cocktail Club – dedicato alla mixology. Il nuovo format introduce ambienti ridisegnati e arredi contemporanei, consolidandosi come destinazione di riferimento per aperitivi al tramonto e serate esclusive nella cornice del Waterfront.




Incendi, Tari e nuovo “codice del decoro”: la lunga notte del Consiglio di Alghero

Approvati il Regolamento di Polizia urbana (atteso da vent’anni) e le tariffe rifiuti 2025. Scintille su avanzo di bilancio, taxi notturni e ciclabile Bombarde, mentre l’emergenza fuoco domina il dibattito.

di Fausto Farinelli – Alghero, 1 luglio 2025

1. Cornice istituzionale

Dato Valore
Presidente del Consiglio Beniamino (“Mimmo”) Pirisi
Sindaco Raimondo Cacciotto
Consiglieri presenti all’appello iniziale 23 su 25
Apertura / chiusura lavori 19:04 – 23:38
Novità logistica Dal 1 luglio aula consiliare climatizzata

2. Incendio del 29 giugno: il tema d’apertura

  • Marco Tedde (FI) interviene per primo: «Solidali con gli agricoltori della Nurra; servono risarcimenti rapidi».
  • Sindaco Cacciotto riferisce: 600 ha bruciati fra Santa Maria La Palma e Sassari, 1 Canadair arrivato in ritardo; chiede alla Regione «una base permanente dei velivoli antincendio in Sardegna».
  • Autobotti di Abbanoa già operative per la temporanea non-potabilità dell’acqua a Renosu.

3. “Brevi segnalazioni” – 90 minuti di criticità cittadine

Consigliere Gruppo Questioni sollevate
Salvatore Christian Mulas Lista Civica Degrado dell’ex mercato ortofrutta (siringhe, bagni), assenza taxi notturni, eco-box davanti a una scuola, ritardo Canadair.
Alessandro Cocco FdI Fermata ARST “Pietraia” in carreggiata, pineta Maria Pia sporca, ciclabile Bombarde chiusa, graffiti statua Folgore, ex distributore Esso occupato, promozione Grotta Verde.
Giovanna Caria FI Verbali audio mancanti, sito comunale errato (vice-sindaco), interrogazioni inevase, commissioni ferme, piano antincendi.
Michele Pais Lega Parcheggi personalizzati disabili, non-potabilità acqua Renosu, spese “di rappresentanza” Abbanoa, Campo Boe senza collaudo.
Massimiliano Fadda Prima Alghero Parcheggio ospedale “Marino” saturo, mezzi pesanti nel centro storico.
Giampietro Moro Città Viva Passerelle balneari accessibili, stato Commissione “Treno a idrogeno”.
Salvatore Raffaele (“Lelle”) Pro sardinia U.D.C. Caldo in aula, visita “a sorpresa” di un assessore regionale all’ospedale, addetto stampa anche per l’opposizione.
Gianpiero Occhioni alleanza verdi e sinistra Degrado dei locali ex Sant’Elmo.

4. Tari 2025: cifre, accuse e difese

4.1 Piano economico-finanziario (PEF)

Costo servizio rifiuti 2024 2025 Variazione
Contratto igiene urbana + oneri 10,80 M€ 11,27 M€ +0,47 M€
Spese amministrative 0,42 M€ 0,50 M€ +0,08 M€
Totale lordo 11,22 M€ 11,77 M€ +4,9 %
Ricavi differenziata + MIUR –0,297 M€ invariati
Proventi lotta evasione (accantonati FCDE) –1,86 M€

Voto PEF (punto 29): 16 fav – 2 contr – 5 astenuti, immediata eseguibilità.

4.2 Nuove tariffe

  • Nuovo riparto costi: fissi 60/40, variabili 69/31 (domestiche/non domestiche).
  • Abitazione 100 m²: +0,6 % (1 pers.) → +2,7 % (6 pers.).
  • Ristorante 100 m²: +1,6 %.

Voto tariffe (punto 30): 16 fav – 5 contr – 2 astenuti.

Opposizione: «Con 12 milioni di avanzo libero potevate ridurre le bollette».
Maggioranza: «Aumenti sotto l’inflazione (1,7 %) e più bassi di Olbia e Cagliari».


5. Regolamento di Polizia urbana: cosa prevede

Titolo Novità principali Sanzioni
II – Fruibilità spazi Aree “sensibili” (scuole, monumenti, litorali) proteggibili entro 300 m; divieto di bivacco, campeggio, lavaggio veicoli. 100 – 500 €
III – Suolo pubblico Occupazioni abusive: diffida, multa progressiva (400→800→1000 €), rimozione forzosa. Fino a 1 000 €
IV – Rumori e lavori Stop lavori edili festivi; richiamo alla L. 447/95; obbligo insonorizzazione per locali con musica. 100 – 600 €
V – Animali Guinzaglio ≤ 1,5 m; museruola da portare al seguito; obbligo raccolta feci. 50 – 300 €
VI – Velocipedi Vietato legare bici/monopattini al monumento ai Caduti (Porta Terra) → rimozione immediata + 100 €.
VII – Monitoraggio Report in Commissione 1ª entro 12 mesi; possibili revisioni annuali.

  • Corretto in aula un refuso all’art. 6.
  • Emendamenti tecnici di Franco Salvatore (rumori, definizione “accattonaggio molesto”, ecc.) accantonati alla prima revisione di dicembre.

Voto finale: 16 fav – 2 astenuti.


6. Interventi vs silenzi – il quadro finale

Hanno preso la parola Presenti ma senza intervento
Raimondo Cacciotto (Sindaco) Antonina Ansini
Beniamino Pirisi (Presidente) Anna Arca Sedda
Marco Tedde Pasqualina Bardino
Salvatore Christian Mulas Gabriella Esposito
Alessandro Cocco Alessandro Loi
Giovanna Caria Luca Madau
Michele Pais Gianni Martinelli
Massimiliano Fadda Antonello Peru
Giampietro Moro Beatrice Podda
Salvatore Raffaele
Gianpiero Occhioni
Giusi Rita Piccone
Franco Salvatore
Gerolamo Pietro Mario Sartore
Marco Colle Anchise
Totale attivi: 15 Totale silenti: 8

7. Dichiarazioni

  • Cacciotto: «Una sola base Canadair nel Continente non basta: qui brucia la Sardegna intera».
  • Cocco (FdI): «L’avanzo di 12 milioni e Tari in aumento: è un paradosso contabile».
  • Sartore (PD): «Nessuna stangata: aumenti sotto l’inflazione e tariffe più basse che a Olbia e Cagliari».
  • Piccone (Civica): «Il regolamento non è solo multe, ma un patto di convivenza civile».

8. Agenda prossime settimane

Data Evento
1 luglio Collaudo climatizzatori dell’aula consiliare.
2 luglio, ore 9 Conferenza dei capigruppo: calendario per variazione di bilancio n. 32 e odg sospesi.
Fine luglio Riapertura (in sicurezza) ciclabile Bombarde dopo accordo Comune–Laore.
Agosto Relazione finale Commissione speciale “Treno a idrogeno”.
Dicembre Primo report di applicazione del Regolamento di Polizia urbana; valutazione emendamenti tecnici rimasti in sospeso.

Alghero archivia una seduta ad alta temperatura: Tari ritoccata con cautela, un regolamento anti-degrado finalmente in vigore e un incendio che ricorda quanto la città resti esposta alle emergenze ambientali. La stagione turistica – assieme a taxi, rifiuti e decoro urbano – metterà subito alla prova le decisioni dell’aula.

GUARDA IL CONSIGLIO COMUNALE




Lions Club Alghero: una storia lunga quarant’anni.

Lions Club Alghero: una storia lunga quarant’anni.

Lo scorso sabato i Lions algheresi hanno festeggiato il proprio quarantennale. 

Il Club venne infatti formalmente costituito, con il patrocinio del Club di Ozieri, il 16 ottobre 1982, data in cui venne consegnata la charter dal Governatore Brunello Brettoni.

Oggi, dopo quarant’anni, l’attuale presidente del Club, Marco Di Gangi, socio fondatore che, insieme ad altri venticinque uomini di buona volontà e di grande spirito di servizio, diede vita al Club cittadino, ricorda che il Lions Club Alghero nacque grazie al felice incontro di due medici dell’ospedale locale: il compianto Ruggero Colombino, direttore della divisione di Ostetricia, presenti alla serata la vedova signora Maria Assunta e la figlia Lara, e Lorenzo Zicconi, allora giovane radiologo, rispettivamente il primo presidente e segretario. 

Il Club ha celebrato questo anniversario in un’atmosfera di amicizia e solidarietà, alla presenza di numerosi rappresentanti dei club sardi, degli officer e dei numerosi ospiti. Hanno onorato l’evento con la propria partecipazione, il Presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais, gli assessori del Comune di Alghero Alessandro Cocco e Giorgia Vaccaro, il comandante della Polizia locale Matteo Bertocchi, una delegazione del Rotary Club guidata dal Presidente Renato Giglio e il  Past Presidente del Panathlon Bruno Piccinini. 

Dopo la cerimonia di rito e i saluti agli ospiti, alle autorità civili, militari e lionistiche, il Presidente, dopo aver dedicato un saluto ai soci fondatori non più in vita e un ringraziamento a tutti i soci che hanno concorso a caratterizzare il percorso del sodalizio, ha ripercorso i momenti più emozionanti e importanti della storia del Club, sottolineando, in particolare, che questi quarant’anni costituiscono non solo un punto d’arrivo ma un punto di partenza per il Club, per continuare a promuovere la solidarietà nella comunità, impegnandosi attivamente per migliorare le condizioni di vita delle persone, all’insegna dello spirito di servizio che ci caratterizza. Tutto questo in un momento storico difficile e travagliato per l’intera Europa, nel quale molte delle certezze, che hanno caratterizzato finora la nostra esistenza, vengono messe in discussione e nuove ed impegnative sfide ci attendono.”

Fin dalla sua nascita il clubha dedicato la sua attività di servizio ad ambiti diversi: vanno ricordati i primi due services, primi di una lunga e fortunata serie. Il primo fu la donazione di un motocoltivatore all’associazione Primavera, impegnata nel recupero dei tossicodipendenti; il secondo, il restauro di due antiche lampade d’argento della Cattedrale di S. Maria. Da allora e, ininterrottamente per quarant’anni, l’attività dei Lions algheresi ha spaziato nei campi più diversi, rivolgendo l’attenzione alla comunità locale, a quella distrettuale e internazionale, rendendosi sempre partecipe di azioni incisive. Vale la pena ricordare l’ultimo service, quello dello screening per la prevenzione del diabete, 100 Piazze contro il diabete svoltosi nel mese di agosto con l’impiego del camper dei Lions e il supporto della ASL locale. Sin dai primi anni il club è stato insignito di diverse onorificenze con l’attribuzione di ruoli importanti sia per il Distretto 108 L sia per il Multidistretto 108 I.T.A.L.Y.  Nella valorizzazione dei legami con altre realtà lionistiche è da sottolineare la presenza di Igor Di Carlo, presidente del Lions Club Venaria Reale Host, con il quale, grazie all’iniziativa dell’amico Bruno Geraci, algherese di nascita, nell’attuale annata lionistica verrà stretto un patto di amicizia, come avvenuto già in passato. Infatti, nel 1992 il club si è gemellato con il Club Leones de Barcelona, nel 1998 ha stretto un patto d’amicizia con il club di Genova Sturla La Maona e nel 2018 con il Club Crotone Host. Importantissimo momento di crescita fu la nascita del LEO Club Alghero, sezione giovanile dell’associazione, nel 1985, e la sponsorizzazione del Club Lions di Ittiri nel 2012, rappresentato per l’occasione dal Presidente e da numerosi soci.

Molte anche le iniziative assunte con le altre realtà locali: tra esse vale la pena ricordare Il restauro dell’orologio del Campanile di Alghero, realizzato con il contributo dei quattro club cittadini: Rotary, Panathlon, Lions e Fidapa. 

La parte istituzionale e conviviale è stata deliziata dalla soprano Carmen Esposito e dal musicista Christian Cherchi che, oltre ad eseguire il nostro inno nazionale, hanno accompagnato la serata con piacevoli brani musicali. Come quarant’anni fa, quando alle signore fu donata una collana di corallo, in questa occasione, grazie alla generosità della signora Anna Meloni della gioielleria “La Corallina”, le gentili ospiti sono state omaggiate di un piccolo presente.

Numerosi i doni, i messaggi di auguri e le congratulazioni da parte di soci di altri club, del Governatore attuale, dei Past Governatori e di Sua Eccellenza, il Vescovo della diocesi Alghero-Bosa, Mauro Maria Morfino. Il Presidente Marco Di Gangi ha concluso la serata ringraziando tutti coloro i quali hanno contribuito al successo dell’evento.