OLBIA: ARRESTATO DAI CARABINIERI PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA.

Nella scorsa notte, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia sono intervenuti presso l’abitazione di una coppia in cui si consumava l’ennesimo caso, il secondo in tre giorni, di violenza domestica.

La vittima dei maltrattamenti, una donna 30enne, ha avuto solo il tempo di contattare il 112, numero di pronto intervento, per informare di ciò che le stava accadendo e chiedere aiuto.

Gli operatori, intervenuti prontamente sul posto, hanno trovato in casa il marito in visibile stato di ebbrezza alcoolica e la donna che presentava invece evidenti segni di violenza sul viso e sul corpo: era stata infatti malmenata con calci e pugni, subendo escoriazioni sulle labbra ed ecchimosi da stretta e da unghie alle braccia.  

La coppia era già nota alle forze di polizia per reati di diverso genere, ma la donna non aveva mai sporto denuncia per questo tipo di maltrattamenti.

L’uomo, un muratore trentacinquenne, è stato arrestato e, dopo la notte trascorsa in camera di sicurezza, trasferito presso il carcere di Bancali (SS) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Anche questo episodio si colloca in quelli definiti da “Codice Rosso”, in quella casistica di fattispecie che comprendono le violenze domestiche e di genere, in cui vi è una particolare attenzione per garantire un tempestivo intervento da parte delle Forze dell’Ordine per interrompere il reato e fornire immediata assistenza alle vittime.




OLBIA:​ARRESTATO DAI CARABINIERI PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA.

I Carabinieri della Stazione di Olbia Centro, nel contesto di accertamenti scaturiti dalla denuncia presentata da una cinquantenne domiciliata ad Olbia, hanno dato esecuzione ad una misura cautelare in carcere di un cittadino rumeno, artigiano edile, trentacinquenne con precedenti specifici (era già stato arrestato in passato per aver maltrattato una precedente compagna), poiché si è reso responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

I fatti hanno avuto inizio nel mese di marzo, quando, su richiesta al 112 allertato dai vicini di casa, una pattuglia della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia era intervenuta presso l’abitazione della coppia ove, poco prima e alla presenza del figlio di un anno, l’aggressore aveva percosso la propria convivente con un pugno al volto procurandole un trauma facciale e la rottura di un dente. In quella circostanza I.S. (queste le iniziali) veniva deferito  in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Nel luglio scorso la cosa si ripeteva. Una pattuglia della Stazione di Olbia Centro interveniva presso l’abitazione di conoscenti della coppia dove la donna si era rifugiata per sottrarsi all’ira del convivente, che poco prima l’aveva percossa con un pugno al capo. Anche in questa circostanza i militari provvedevano ad accompagnare la persona offesa presso la guardia medica che riscontrava i segni delle percosse subite.

La Procura di Tempio delegava pertanto la Stazione procedente per l’ulteriore sviluppo delle indagini, l’esame di tutti i testimoni, degli operatori dei servizi sociali, dei medici pediatri, con l’acquisizione delle cartelle cliniche, al termine delle quali veniva richiedeva l’adozione della misura cautelare in carcere, concessa dal G.I.P. del Tribunale di Tempio Pausania.

Quindi, i militari hanno dato corso alla misura restrittiva, trasferendo l’arrestato al carcere di Nuchis.

Un arresto che senza l’entrata in vigore del Codice Rosso non sarebbe stato disposto, dato che la vittima non ha mai inteso presentare formale denuncia.




OLBIA: ARRESATO DAI CARABINIERI PER MALTRATTAMENTI NEI CONFRONTI DELLA MADRE.

Nel corso della notte, a seguito di una chiamata anonima al 112 che segnalava urla provenienti da un appartamento, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Olbia sono intervenuti a favore di una donna che era appena stata aggredita in casa dal figlio. I militari, giunti sul posto, hanno trovato la donna con una profonda ferita alla testa che le era stata provocata da una forte testata sferrata dal figlio a seguito dell’ennesima lite scaturita dai continui richiami ricevuti da parte della stessa madre per la vita sconsiderata che conduce. A questo punto S.A.S., diciottenne rumeno residente a Olbia, è stato dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La donna è stata trasportata al Pronto Soccorso di Olbia dove ha ricevuto le cure del caso. L’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza del Reparto Territoriale di Olbia in attesa della direttissima che si è tenuta nella mattinata odierna e al termine della quale l’arresto è stato convalidato e il giovane è stato rimesso in libertà con il divieto di avvicinarsi alla casa della famiglia.




SASSARI: MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA NEI CONFRONTI DELLA COMPAGNA. ARRESTATO DAI CARABINIERI.

Sassari, 1 Dicembre 2018

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassari sono intervenuti nel quartiere Latte Dolce, arrestando in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia un 38enne sassarese, già noto alle Forze dell’Ordine.

L’intervento delle pattuglie della Compagnia di Sassari è scaturito in seguito a una disperata richiesta d’aiuto da parte di una donna, 43enne sassarese, convivente dell’arrestato, la quale era stata poco prima aggredita dal compagno che, dopo averla pesantemente insultata e minacciata, l’aveva afferrata per il collo e trascinata per i capelli fuori dall’abitazione.

Giunti sul posto, gli equipaggi delle gazzelle dell’Arma si sono trovati davanti a una scena surreale, con la donna che, in evidente stato di agitazione, chiedeva aiuto, scalza e con indumenti troppo leggeri per far fronte alle temperature esterne, in quanto era stata letteralmente sbattuta fuori casa a seguito di una lite scaturita per futili motivi.

Dopo aver soccorso la donna, i Carabinieri hanno convinto il compagno, ancora in preda a uno stato di evidente alterazione psicofisica, ad aprire la porta e si sono sincerati sulle condizioni di salute dei figli della coppia (4 minorenni), che erano rimasti in casa con il padre e che, fortunatamente, non sono stati interessati dal comportamento violento dell’uomo, anche se hanno purtroppo assistito ai fatti avvenuti in precedenza con la madre.

Nella circostanza, i militari dell’Arma hanno riscontrato che il marito violento non era nuovo a comportamenti estremi nei confronti della donna e, anche nel recente passato, si era reso protagonista di episodi analoghi. In considerazione della gravità dei fatti, per l’uomo sono quindi scattate immediatamente le manette e, dopo le formalità di rito, lo stesso è stato trattenuto all’interno delle camere di sicurezza dei Carabinieri di Sassari in attesa dell’udienza di convalida in programma oggi.

La violenza domestica è un fenomeno molto diffuso, che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima. Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.

Per difendersi da situazioni di abuso domestico è necessario prima di tutto imparare a riconoscere i comportamenti tipici dell’abusante. Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di “sudditanza” perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé. I suoi comportamenti hanno sempre come unico scopo quello di controllare tutto il vissuto del partner per rafforzare il suo personale sentimento di potere; per raggiungere questo obiettivo sente che deve eliminare tutto ciò che potrà ostacolare il rafforzamento di questo senso di sicurezza.

Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a “sopportare” eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.

Uscire da questo problema è possibile. Prima di tutto la vittima deve rendersi conto che quello che sta accadendo fra le mura domestiche è un reato. Per arrivare a questa consapevolezza deve osservare e analizzare quello che le accade attorno, imparare ad essere obiettiva e giudicante nei confronti di chi sta abusando.

In caso di violenza domestica è importante rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura domestiche e rivolgersi, così, alle Forze dell’Ordine. La legge tutela dalle forme di violenza: la violenza fisica e psicologica può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale e, per questo motivo, è importante parlarne con le Forze dell’Ordine, anche solo al fine di ricevere consigli e discutere sulle opportunità di tutela che la legge consente di adottare.

Proprio in quest’ottica, stamattina presso il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Olbia è stata inaugurata una “Stanza tutta per sé”. Il progetto nasce da una collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e l’associazione “Soroptmist International d’Italia”. La stanza, arredata in modo da creare un’ambiente confortevole per le vittime, riservando uno spazio dedicato ai bambini con colori e oggetti pensati per l’infanzia, è destinata all’audizione protetta di donne che hanno subito violenza e di minori.