Il CD “Le Storie di Ieri”: Denise Gueye canta De Andrè accompagnata da Marco Carta
Il 30 aprile al Teatro Civico di Sassari sarà presentato il nuovo CD prodotto da Clair de Lune. L’iniziativa è promossa da Ars Aurelia
SASSARI. La forza narrativa e poetica di Fabrizio De André in un CD che vede protagonista la straordinaria voce femminile di Denise Gueye accompagnata alla chitarra classica dal musicista Marco Carta. Il disco si chiama “Le Storie di Ieri”, è prodotto da Clair de Lune ed è un vero e proprio viaggio nel cuore di De André. Il lavoro sarà presentato giovedì 30 aprile, alle 19.30, al Teatro Civico di Sassari, nell’omonimo evento promosso dall’associazione Ars Aurelia. L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione.
Il sodalizio tra Gueye e Carta – quello tra una delle voci più affermate del panorama sardo e uno strumentista apprezzato per la qualità delle sue interpretazioni – è nato dall’idea che le canzoni del grande “Faber” possono essere lette come racconti brevi capaci di racchiudere esistenze intere in pochi minuti di musica.
La serata porta in scena un dialogo sulla poetica e sull’eredità artistica del cantautore genovese trapiantato in Sardegna, con gli interventi di Bruno Camera, rappresentante dell’etichetta Clair de Lune, e di Andrea Cannas, docente dell’Università di Cagliari e tra i massimi esperti di De André, nonché curatore del libretto del CD.
I loro contributi offriranno al pubblico uno sguardo critico e insieme accessibile su uno dei repertori più significativi della musica italiana. Il progetto discografico ha già suscitato l’interesse della critica per la sua capacità di restituire l’attualità e la profondità del pensiero di De André.
Seguendo un percorso che attraversa le ballate degli anni Sessanta fino ai grandi concept-album, la produzione di De André si rivela come un vero romanzo in versi, in cui personaggi, luoghi e marginalità si intrecciano dando vita a un mosaico umano profondo e universale. Le sue canzoni diventano così uno spazio in cui convivono letteratura e musica, memoria e presente, interrogativi senza tempo e storie individuali che si trasformano in racconto collettivo.
«Portare un progetto come Le Storie di Ieri al Teatro Civico significa offrire al pubblico un momento di riflessione che va oltre l’ascolto musicale – ha affermato la direttrice artistica Irene Dore –. Fabrizio De André ha saputo raccontare l’umanità nelle sue forme più autentiche, e oggi più che mai sentiamo l’esigenza di tornare a quelle storie per riconoscerci e comprendere il presente. Con questo evento Ars Aurelia conferma il proprio impegno nella promozione culturale e nella costruzione di esperienze artistiche inclusive, capaci di avvicinare il pubblico a linguaggi profondi attraverso una narrazione contemporanea, senza perdere di vista l’obiettivo di rendere la musica colta accessibile, viva e capace di parlare a pubblici diversi». Per info e prenotazioni contattare [email protected].
“Nemos andando per mare”, il nuovo film di Marco Antonio Pani
La rilettura dell’Odissea in lingua sarda tra mito e tradizioni
L’8 maggio in prima assoluta al Cityplex Moderno di Sassari
SASSARI. L’Odissea come non si era mai vista prima: un viaggio in lingua sarda interpretato da pastori, contadini, artigiani, pescatori e marinai che, attraverso l’improvvisazione guidata, danno vita a un racconto dolceamaro, epico, ironico e universale, in cui la modernità si intreccia con l’impronta e la forza delle tradizioni. A partire dall’8 maggio, con la prima uscita ufficiale al Cityplex Moderno di Sassari, nelle sale di tutta Italia arriva “Nemos, andando per mare”, il nuovo film di Marco Antonio Pani, una produzione Altamarea Film di Milano distribuita da My Culture.

E non è soltanto una rilettura in chiave fantastica della grande opera di Omero. È una favola in bianco e nero fuori dal tempo, uno sguardo sottile e divertente sul mondo che cambia, sul senso di appartenenza, sull’amicizia e sull’accoglienza. Un volo onirico in un sogno chiamato Sardegna, da cui si parte e si riapproda sempre. Una terra ancestrale e attuale al contempo.
Il film è stato presentato oggi (7 maggio) al Cityplex di Sassari da Marco Antonio Pani, che lo ha scritto e diretto, dal produttore Mario Castagna e dall’attore protagonista, Giovanni Masia, allevatore di Olmedo che con Pani vanta una lunga collaborazione a partire da “Panas”, per proseguire con “Capo e croce” e “Il maialetto della Nurra”.
Del cast fanno parte l’attrice sassarese Francesca Niedda nel ruolo della dea Atena, la modella sassarese Silvia Senes in quello di Calipso e la studentessa di farmacia Luana Fais, di Ittiri, al debutto nell’interpretazione di Nausicaa. La regina Arete è Valentina Carta di Orosei e il re Alcinoo è Francesco Spada di Ittiri. Ci sono anche i poeti estemporanei Giuseppe Porcu e Bruno Agus, che in chiave tutta isolana introducono la storia di “Odisseu” in versi e rime, accompagnati da diversi gruppi di canto a tenore di Orosei.

La storia si arricchisce di personaggi singolari come Coccoi, Rafaele, Cartuccia, Giommaria, Domenico e Ventroni, tratti dai veri nomi e soprannomi degli attori. «L’idea è nata nel lontano 2006 subito dopo l’uscita di Panas, ma operativamente solo nel 2017 con l’intento di ispirarsi al concetto di tradizione orale, una trasmissione del sapere in continuo mutamento – ha affermato Pani –. In Sardegna abbiamo una forte componente di tradizione orale che riguarda sia la poesia che la musica, le leggende e le narrazioni mitologiche sui fenomeni della vita che ci colpiscono, trasformati sotto forma di cogas, panas e altre figure – ha proseguito il regista –. Questa presenza dell’oralità mi ha convinto che potevo rileggere l’Odissea e farne un racconto nuovo che viene fuori dall’improvvisazione».
Un’improvvisazione che, pur nel rispetto di precisi canoni cinematografici, ha permesso al film di maturare durante le riprese giorno dopo giorno arricchendosi della carica espressiva dei protagonisti. La stessa evoluzione è avvenuta per il trucco, la scenografia, la fotografia e i costumi.
E se il cast è tutto isolano la troupe è invece internazionale, formata dai migliori talenti tecnico-artistici sardi con una direttrice di produzione, Anamaria Del Grande, proveniente dal Brasile, e il direttore della fotografia, Quique Lopez Real, dalla Catalogna.

Tra i professionisti sardi figurano i nomi di Stefania Grilli e Salvatore Aresu per i costumi, Pietro Rais per la scenografia, Gerolama Sale per le acconciature, Carla Aledda per il trucco e Stefano Guzzetti per la colonna sonora, che dal 9 maggio sarà disponibile su Spotify.
Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Sardegna – assessorato della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport; con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission (Fondo location scouting e Fondo Sardegna Ospitalità); il contributo di ISRE; il contributo e il patrocinio dei comuni di Olmedo, Orosei, Ittiri; il patrocinio del Comune di Alghero e Fondazione Alghero; il patrocinio del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e dell’Area marina protetta Capo Caccia-Isola Piana. Hanno collaborato l’associazione CAMPOS, la Fondazione di Sardegna, la Società Umanitaria-Cineteca Sarda. L’opera è sostenuta dal Ministero del Beni Culturali attraverso lo strumento del tax credit alle produzioni cinematografiche.
USCITE IMMINENTI:
CAGLIARI – Cinema ODISSEA (Marco e cast in sala il 9 maggio)
SASSARI – Cinema MODERNO (regista e cast in sala l’8 maggio)
ORISTANO – Cinema JOSEPH GHILARZA (9-10 e Marco in sala l’11 maggio)
TORTOLI – Cinema GARIBALDI
TEMPIO PAUSANIA – CINETEMPIO, Cinema Teatro GIORDO
ORISTANO – CInema ARISTON (Marco il 10 maggio)
MACOMER – Cinema COSTANTINO
NUORO – Cinema PRATO

Arzachena: Marco Quaglia che presenta al pubblico il libro “/Per tornare a sorridere/”
*Arzachena (SS) 25 marzo 2025.* Il Comune di Arzachena ospita l’imprenditore e scrittore di Vercelli Marco Quaglia che presenta al pubblico il libro “/Per tornare a sorridere/” nello Spazio Nexus in via San Pietro, *venerdì 28 marzo 2025, alle 18:00*. L’iniziativa è promossa dal delegato alla Cultura, Giovanni Carta, e vanta il patrocinio dell’Ente.
Dalla vicenda giudiziaria che l’ha travolto con l’accusa di pedofilia, al tentato suicidio in un albergo di Olbia, fino alla rinascita dopo anni di tormento in attesa dell’assoluzione, Marco Quaglia ha reso noti i dettagli della sua toccante storia nelle pagine del libro pubblicato lo scorso ottobre. Con determinazione ha raccontato anche di una Sardegna a cui è profondamente legato e che lo ha ispirato, restituendogli la voglia e la forza di ricominciare.
L’autore introduce “/Per tornare a sorridere/” nell’appuntamento a ingresso libero insieme al delegato alla Cultura del Comune di Arzachena, Giovanni Carta.In programma anche la proiezione del servizio sulla vicenda andato in onda nella trasmissione televisiva Le Iene.
www.comune.arzachena.ss.it
Facebook Amministrazione comunale Arzachena
Don Marco Pozza “il prete amico del Papa” Villanova Monteleone il 30 maggio 2024 su invito dell’Associazione Culturale Interrios.
Sarà Don Marco Pozza, ad aprire le manifestazioni per il 35° anniversario della fondazione dell’Associazione Culturale il 30 maggio 2024 alle ore 19,30 a Villanova Monteleone che attraverso gli ultimi due libri “Ognuno fa il fuoco con legna che ha” e “Lupa di mare. La ragazza di Nazareth che sfidò Dio”, parlerà delle sue esperienze nel campo sociale e spirituale e della sua vita di parroco nel carcere di massima sicurezza.
Don Marco è parroco di un carcere difficile Due Palazzi di Padova, e come dice lui, tra le rovine della storia, si diverte ad azzeccare e inseguire i passi e i passaggi di Dio. Tra romanzi e saggistica, ha all’attivo una ventina di pubblicazioni. Curiosa è la sua collaborazione con Papa Francesco. Oltre ai programmi televisivi, e i libri, c’è da ricordare l’intervista al Papa e la famosa Via Crucis 2020 pregata in una Piazza di San Pietro deserta a causa della pandemia scritta dalla comunità del carcere di Padova.
Durante la serata si esibirà il coro femminile “Duennas” di Villanova Monteleone che proporrà alcuni tra i più importanti canti devozionali alla Madonna.
L’ appuntamento organizzato dall’Associazione Culturale Interrios con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’Unione dei Comuni del Villanova e con la collaborazione dell’Associazione Misericordia, si terrà nel Salone della Confraternita di Misericordia Piazza Delogu-Ibba N. 7 a Villanova Monteleone.
Marco Tedde presenta il suo programma al Chiostro di San Francesco ad Alghero
redazione

Alghero, 18 maggio 2024 – Questa mattina, Marco Tedde, candidato di Forza Italia, ha tenuto una conferenza stampa al Chiostro di San Francesco ad Alghero, presentando la sua visione politica ei progetti futuri per la città. L’incontro, che ha avuto luogo in un ambiente suggestivo e ricco di storia, ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e membri della coalizione.
Tedde ha aperto il suo discorso sottolineando l’importanza di rafforzare l’economia locale, mettendo al centro il turismo e l’innovazione tecnologica. “Alghero ha un potenziale enorme grazie al suo patrimonio culturale e paesaggistico,” ha dichiarato. “Dobbiamo lavorare insieme per valorizzare queste risorse e creare nuove opportunità per i nostri giovani.”
Il candidato ha poi illustrato una serie di progetti infrastrutturali mirati a migliorare la viabilità e la qualità della vita in città. Tra questi, la riqualificazione del lungomare e la creazione di nuove aree verdi. “Investire nelle infrastrutture significa investire nel futuro di Alghero,” ha affermato Tedde.
Un altro tema centrale del programma di Tedde è stato la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico della città. “Il Chiostro di San Francesco, dove ci troviamo oggi, è un esempio perfetto di ciò che Alghero ha da offrire. Vogliamo fare di questi luoghi dei punti di riferimento per il turismo culturale,” ha spiegato.
Durante la conferenza, Tedde ha anche affrontato temi come la sicurezza urbana, la sanità e l’educazione, evidenziando la necessità di una stretta collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali. “Dobbiamo garantire servizi efficienti e di qualità per tutti i cittadini. Questo richiede un lavoro di squadra e una visione chiara degli obiettivi,” ha detto.
Infine, Tedde ha annunciato una serie di incontri pubblici per ascoltare direttamente le esigenze e le proposte dei cittadini. “La partecipazione è fondamentale. Vogliamo che ogni algherese si senta parte di questo progetto e contribuisca attivamente alla crescita della nostra città,” ha concluso.
L’incontro si è chiuso con un caloroso applauso da parte del pubblico presente, che ha dimostrato grande interesse e sostegno per le idee presentate da Marco Tedde e la sua coalizione.
BIOGRAFIE MINIME di Marco Ceraglia
Da venerdì 19 a lunedì 29 aprile nella sede di Sardegna Ricerche nell’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari l’installazione del fotografo e artista visuale sassarese
CAGLIARI Parole luminose si accendono nel buio per delineare un flusso di pensieri, sensazioni, stati d’animo in continuo divenire. Sono le “Biografie minime” di Marco Ceraglia, installazione dal sapore DaDa, irriverente, giocosa, lieve e allo stesso tempo capace di scavare nel profondo, che il fotografo e artista visuale sassarese porta a Cagliari, ospite di Sardegna Ricerche, nella Ex Manifattura Tabacchi di viale Regina Margherita 33, da venerdì 19 (inaugurazione alle h.18) a lunedì 29 aprile. La progettazione dell’originale allestimento è a cura di Luigi Manca.
Allontanandosi in questa occasione dal suo mezzo espressivo d’elezione, la fotografia, Marco Ceraglia – che percorre oramai da diversi lustri nuove strade espressive – si permette di sperimentare con materiali e forme tridimensionali che si stagliano nello spazio in tutta la loro fisica evidenza. Nascono così gli elementi dell’installazione “Biografie Minime”, illuminati dall’interno e sulla cui superficie in acciaio sono state incise con un taglio al plasma brevi frasi, domande, riflessioni, che lette in un ordine più o meno casuale si ricompongono in un estemporaneo dialogo interiore, come delle piccole biografie appunto. Se nei suoi progetti più famosi – come “Il ritratto di gruppo più grande del mondo”, che riuniva in un’unica gigantografia tutti gli abitanti del paese di Banari – Ceraglia si apriva a una dimensione collettiva, questa volta si concentra, tra scavo psicologico e sarcastica levità, sul proprio privato, che non è poi così lontano, in fondo, da quello di ognuno di noi.
Nella penombra della sala all’interno della Ex Manifattura Tabacchi si accende l’ironia di domande come “Se lo scrivo sull’acciaio sono meno fragile?”, o considerazioni del calibro “A tutti piace dare ordini, a me piace disubbidire”, e ancora “Prima di dire no assicurati di sapere a cosa”. «Le mie Biografie Minime sono un tentativo di portare all’esterno stati d’animo, pensieri, dubbi e malumori, in un tentativo di allontanarli per poterli comprendere; per poter bloccare l’azione corrosiva di cui li sento responsabili rispetto al mio io» spiega Marco Ceraglia. «Mi riconosco in vari passaggi del movimento DaDa, per questo mi ritrovo a dare questa forma semantica al mio progetto, un po’ per dissacrare un po’ per alleggerire e allontanare concetti per i quali “c’è poco da ridere”. La rivoluzione tecnologica e l’avvento della rivoluzione digitale, il defilarsi della politica, lo strapotere dei meccanismi social, il nichilismo imperante e le questioni gender sono alcuni degli argomenti e gli ambienti che devo frequentare e da cui traggo le riflessioni che portano alle mie Biografie Minime».
Come scrive Antonello Carboni nel testo di accompagnamento alla mostra: «Le parole cambiano, noi nel tempo e loro con noi. L’inconscio dell’autore emerge e si sprigiona con tutta la sua forza creativa, diventa gesto, si fa scrittura di forme variabili in una composizione armonica che va oltre il senso razionale dell’oggetto. Sonda nuovi perimetri conoscitivi. Assistiamo ad un viaggio in cui siamo liberi di abitare il testo e non riconoscerci più oppure nasconderci ancora una volta dietro la maschera di quel linguaggio ermetico al quale assegniamo il valore del nostro Esserci».
Marco Ceraglia è fotografo, artista visuale, e docente di. Nella sua ricerca e produzione si riferisce in maniera significativa alla pratica dei poeti visivi, è interessato al segno e alla sua capacità di portare significato, influenzato da artisti come Irma BlanK, Emilio Isgrò, Giovanni Anselmo, P. Fischli e D. Weiss. Per i suoi lavori utilizza ferro acciaio legno e altri materiali poveri. Ha ottenuto diversi riconoscimenti anche internazionali, sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.
Marino di Alghero, Protocollo di intesa per il trasferimento insoddisfacente. Marco Tedde e opposizione in consiglio comunale.
QUEL PROTOCOLLO E’ UN ATTO VUOTO
Una presa in giro per gli algheresi. Lo schema del protocollo d’intesa tra il Presidente della Regione ed il Rettore dall’Università di Sassari è un atto inutile e vuoto. Doveva servire a due cose: assicurare il DEA di primo livello per il Civile di Alghero e indicare le risorse finanziarie necessarie per la costituzione e gestione del polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie ortopediche innovative nel campo della robotica. Niente di tutto questo. L’unica cosa che sancisce è che la Regione a guida centrodestra ha deciso di regalare l’Ospedale Marino. Eppure, una legge regionale, la 24/2020, all’articolo 18 comma 3, afferma chiaramente che tale protocollo e le relative convenzioni dovevano essere redatte “anche ai fini del mantenimento dei requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio Ospedaliero Civile di Alghero”. Ma quel protocollo sul punto, elude e rimanda. Gli atti aziendali già approvati prevedono una sola unità di ortopedia in capo all’AOU. Ciò significa che occorre garantire – per mantenere i requisiti del DEA di primo livello – che la struttura universitaria operi formalmente in ortopedia anche per la Asl, altrimenti la mancanza di questa unità specialistica renderebbe il civile solo un ospedale di base. Ma la Regione rimanda ancora. E rimanda sui fondi, posto che le risorse non sono disponibili. Una beffa su tutti i fronti: la Giunta Regionale annulli la delibera con cui approva lo schema e lo riscriva, riempiendolo di contenuti e di risorse.
QUEL PROTOCOLLO E’ UN ATTO VUOTO
Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune e PD
TEDDE, FI: Marino di Alghero, Protocollo di intesa per il trasferimento insoddisfacente. Non previste risorse finanziarie. Attendiamo delibera per il nuovo Ospedale
Alghero, 21 aprile 2023 – Il Protocollo di intesa fra Regione e Università approvato dalla Giunta regionale non è soddisfacente. Attendiamo la decisione per la realizzazione del nuovo ospedale di Alghero-. Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta lo schema del Protocollo di intesa che ai sensi della legge regionale di riforma del sistema sanitario il Presidente della Regione e il Rettore dovranno sottoscrivere per il trasferimento dell’Ospedale Marino all’Università. Secondo Tedde è uno schema approvato con ritardo e piuttosto “asfittico”, che peraltro rinvia “sine die” ad ulteriori convenzioni attuative fra l’ASL e l’AOU la disciplina delle attività necessarie al mantenimento dei “requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero”. E lo stesso rinvio “sine die” viene fatto relativamente agli aspetti che attengono al trasferimento del personale, agli acquisti, ai contratti e al quadro organizzativo più in generale. “Ma ciò che più preoccupa –sottolinea l’ex sindaco di Alghero- è che per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la costituzione e gestione del polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie ortopediche innovative nel campo della robotica, che è uno dei due motivi su cui la legge regionale basa il trasferimento, di fatto si fa un laconico riferimento a risorse oggi non disponibili. Mentre, in altra precedente bozza del Protocollo, diramata attraverso la stampa a febbraio, era previsto un finanziamento annuale specifico per l’AOU per un quinquennio. Ed era previsto anche un finanziamento all’AOU, aggiuntivo rispetto a quello di 4,5 milioni per il ripristino delle sale operatorie, necessario per “l’ammodernamento strutturale e tecnologico delle altre aree del Marino.” Finanziamenti che scompaiono nell’attuale schema. A ciò –secondo il consigliere regionale- debbono sommarsi i problemi che riguardano la reperibilità nei due stabilimenti del Marino e del Civile che oggi non sono affrontati. Ma che auspichiamo vengano affrontati nelle convenzioni attuative.” Ma il consigliere regionale algherese non dimentica che ad agosto del 2019 il Presidente Solinas annunciò la realizzazione del nuovo ospedale che Alghero attende da qualche lustro. “Attendiamo nel brevissimo termine la firma del Protocollo di intesa per il trasferimento del Marino, che auspichiamo venga corroborato da significativi e tangibili impegni finanziari, e delle convenzioni attuative fra l’ASL e l’AOU. Ma attendiamo anche la delibera per la realizzazione del nuovo Ospedale che costituisce un chiaro impegno del Presidente della Regione che non può essere disatteso –chiude Tedde-.”
CHIRURGIA ALGHERO, ON. MARCO TEDDE: PIOVE SUL BAGNATO. CHIUSURA INACCETTABILE, DIRETTORE TROVI SOLUZIONE IMMEDIATA
Alghero, 13 febbr. 2023 -Interruzione attività della struttura di chirurgia di Alghero inaccettabile. Direttore generale intervenga in tempo reale per dotare chirurgia delle figure mediche mancanti.- Il consigliere regionale Marco Tedde interviene sul problema della sospensione dell’attività chirurgica del presidio di Alghero, per l’assenza di due medici per malattia. Circostanza che non consente di garantire l’attività di emergenza/urgenza e l’attività chirurgica sia in regime di urgenza che di elezione. “Non possiamo accettare questa triste china della sanità algherese, oggi ulteriormente aggravata dalla chiusura della chirurgia. Il Presidio ospedaliero di Alghero è costantemente in emergenza . E adesso si rende necessario dirottare gli ammalati che hanno necessità di interventi chirurgici presso altri nosocomi -attacca Tedde-. Non intendiamo andare alla ricerca delle responsabilità. Che magari arrivano da lontano. Ma il Direttore generale si attivi immediatamente per dirottare su chirurgia altre risorse mediche. La sanità algherese non merita questo degrado -chiude Tedde-.
Sospendere gli interventi chirurgici, quelli programmati e quelli in urgenza, come sta avvenendo ad Alghero è un fatto grave. Gravissimo. Non può essere la contemporanea assenza per malattia di due chirurghi a compromettere la funzionalità di un ospedale. Tanto più che nell’atto aziendale viene istituto il dipartimento chirurgico e quindi una soluzione in questi casi dovrebbe essere quella di mettere in atto una azione multidisciplinare dipartimentale, coinvolgendo anche Ozieri e l’intera azienda sanitaria. Si può sempre attivare anche una azione convergente e coordinata perfino tra ASL e AOU come già avviene in supporto al Marino. Non è vietato, come ben sappiamo. Manca la volontà politica. Quello che non va bene è che si interrompa un pubblico servizio così delicato per le persone più fragili e a rischio. E ciò che maggiormente sorprende e’ che coloro che dovrebbero proporre soluzioni, cioè i consiglieri regionali, magari algheresi, magari inseriti in commissione sanità, la buttino in politica, quasi che non siano parte di questo declino ospedaliero, sorreggendo coi voti , al di là delle lamentele di rito, un centrodestra che a volte può anche tentare di essere di lotta e di governo, a volte restare silente, ma sempre complice del disastro.
gruppi consiliari di opposizione Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune, e PD su sospensione interventi chirurgici
Fondazione di Sardegna | 16 dicembre h 18:00 Opening – Tim Davis – Hallucinations – a cura di Marco Delogu
Tim Davis è un artista visivo, musicista e poeta di base a New York, dove insegna Fotografia presso il Bard College, il suo lavoro spazia dall’indagine sugli aspetti formali della fotografia, al documentario socialmente impegnato, per spingersi verso dimensioni più poetiche e rarefatte.
In mostra una serie inedita di 60 scatti realizzati in seguito all’incontro tra Davis e la Sardegna, avvenuto grazie al progetto della Fondazione di Sardegna The Photo Solstice. A questa esperienza in Barbagia è seguito un periodo di residenza e produzione fotografica sull’isola, nell’ambito del progetto “Commissione Sardegna”.
Questo viaggio ha condotto il fotografo statunitense da Sassari a Cagliari, addentrandosi nei paesi barbaricini, in quelli dell’Ogliastra e dell’oristanese.
La bellezza di questa terra, tragica e potente, si mostra agli occhi di Tim Davis, che la osserva e la cattura, facendo emergere elementi nascosti sotto la superficie, non scontati. Come scrive Marco Delogu: “I suoi lavori sono spesso pervasi da una brillante ironia che stimola attivamente l’osservatore in una narrazione divertita. Questo meccanismo apparentemente leggero ne sollecita l’attenzione critica; alle volte si è chiamati a indagare il senso confinato in una sola immagine, altre volte invece è dal rapporto tra due fotografie che avviene la rivelazione”.

