Ospedale Marino di Alghero: crescita, riforma e incertezze sul futuro

Il dibattito sulla sanità algherese si accende attorno al destino dell’Ospedale Marino, al centro di una riforma che ne prevede il trasferimento dall’AOU di Sassari alla ASL. Tra dati di crescita e preoccupazioni politiche, il futuro della struttura resta un tema caldo per il territorio.

di Fausto Farinelli

alghero, 13 Marzo 2025

L’Ospedale Marino di Alghero ha registrato negli ultimi anni un significativo incremento delle attività grazie alla gestione dell’AOU di Sassari. I dati più recenti trasmessi all’Assessorato Regionale alla Sanità lo confermano: nel 2021 si contavano 226 interventi, mentre nel 2024 il numero è salito a 885, con un aumento anche della complessità degli interventi, come dimostra il passaggio da 24 a 136 protesi articolari annue.

A rafforzare il ruolo strategico della struttura è anche la sua integrazione nel Dipartimento di Scienze Motorie, Neurologiche e Riabilitative della AOU di Sassari, che include due corsi di laurea e una Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, con due nuove scuole di specializzazione in fase di istituzione. Un centro non solo di assistenza, ma anche di formazione per il futuro della medicina riabilitativa e ortopedica.

Il nodo della riforma sanitaria

Nonostante i numeri positivi, il futuro dell’Ospedale Marino è stato scosso dalla recente riforma sanitaria approvata in Consiglio Regionale, che stabilisce il passaggio della gestione dalla AOU alla ASL di Sassari a partire dal 1° gennaio 2026. Questa decisione ha sollevato numerose critiche, soprattutto per la mancanza di un piano dettagliato sugli investimenti futuri, sulle garanzie per il personale e sui livelli di assistenza che verranno mantenuti.

Secondo il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, l’incontro con l’Assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha confermato la volontà della Regione di preservare la missione ortopedica dell’ospedale, ma senza fornire dettagli concreti su come verranno garantiti standard elevati di qualità. L’unica certezza, al momento, è l’intenzione di creare una rete formativa allargata, ma senza un protocollo chiaro.

Le critiche politiche e le preoccupazioni locali

L’opposizione, guidata da Fratelli d’Italia Alghero, ha espresso un netto dissenso, definendo la riforma una “spartizione politica” che penalizza la sanità locale. Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo è stato duramente criticato per il suo sostegno alla riforma, con l’accusa di aver tradito il territorio accettando un cambio di gestione senza precise garanzie.

Un punto critico riguarda il rischio di disimpegno dell’Università, che attualmente garantisce personale medico specializzato e investimenti in ricerca e formazione. Senza un protocollo chiaro che regoli la collaborazione tra ASL e AOU, la preoccupazione è che l’ospedale possa perdere il suo ruolo di polo d’eccellenza per ortopedia e riabilitazione.

La proposta di Carlo Doria: un’unica governance per il Nord-Ovest

Una prospettiva alternativa arriva dal senatore ed ex assessore regionale Carlo Doria, che propone un modello di riforma sanitaria basato sulla creazione di un’unica azienda ospedaliera per i presidi per acuti di Alghero e Ozieri sotto la guida dell’AOU di Sassari. Secondo Doria, questa soluzione porterebbe numerosi vantaggi:

  1. Migliore gestione del personale sanitario, evitando la carenza di specialisti nei presidi periferici, problema aggravato dalla difficoltà di attrarre professionisti verso le ASL.
  2. Chiarezza nella suddivisione delle competenze tra gli ospedali, garantendo una missione specifica a ciascuna struttura.
  3. Rafforzamento della sanità territoriale, lasciando alla ASL la gestione di medicina generale, prevenzione e lungodegenza, mentre l’AOU si occuperebbe degli interventi ospedalieri complessi.
  4. Ottimizzazione delle risorse per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, evitando dispersioni e riducendo il contenzioso medico-legale.

Doria evidenzia inoltre il rischio di dispersione delle competenze in caso di trasferimento dell’Ospedale Marino alla ASL, sottolineando come la gestione AOU abbia già portato risultati tangibili grazie a investimenti in nuove sale operatorie e nell’ampliamento delle attività di endocrinologia e medicina dello sport. Un ulteriore problema riguarda la distribuzione delle risorse umane, poiché gli specialisti tendono a gravitare verso i due poli ospedalieri di Sassari e Cagliari, lasciando sguarniti i presidi periferici.

Quale sarà il futuro dell’Ospedale Marino?

Mentre il dibattito prosegue, la comunità algherese attende risposte concrete su quale sarà il destino del suo ospedale. Il rischio di un indebolimento del sistema sanitario locale è reale, e senza un piano attuativo dettagliato, le promesse della Regione restano vaghe.

Riuscirà la politica a trovare un equilibrio tra riforma e garanzie per i cittadini? La sanità non può essere una merce di scambio, ma un diritto da tutelare con scelte lungimiranti. Il tempo stringe, e il futuro della sanità algherese è ancora tutto da scrivere.




Marino di Alghero, Protocollo di intesa per il trasferimento insoddisfacente. Marco Tedde e opposizione in consiglio comunale.

QUEL PROTOCOLLO E’ UN ATTO VUOTO

Una presa in giro per gli algheresi. Lo schema del protocollo d’intesa tra il Presidente della Regione ed il Rettore dall’Università di Sassari è un atto inutile e vuoto. Doveva servire a due cose: assicurare il DEA di primo livello per il Civile di Alghero e indicare le risorse finanziarie necessarie per la costituzione e gestione del polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie ortopediche innovative nel campo della robotica. Niente di tutto questo. L’unica cosa che sancisce è che la Regione a guida centrodestra ha deciso di regalare l’Ospedale Marino. Eppure, una legge regionale, la 24/2020, all’articolo 18 comma 3, afferma chiaramente che tale protocollo e le relative convenzioni dovevano essere redatte “anche ai fini del mantenimento dei requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio Ospedaliero Civile di Alghero”. Ma quel protocollo sul punto, elude e rimanda. Gli atti aziendali già approvati prevedono una sola unità di ortopedia in capo all’AOU. Ciò significa che occorre garantire – per mantenere i requisiti del DEA di primo livello – che la struttura universitaria operi formalmente in ortopedia anche per la Asl, altrimenti la mancanza di questa unità specialistica renderebbe il civile solo un ospedale di base. Ma la Regione rimanda ancora. E rimanda sui fondi, posto che le risorse non sono disponibili. Una beffa su tutti i fronti: la Giunta Regionale annulli la delibera con cui approva lo schema e lo riscriva, riempiendolo di contenuti e di risorse.

QUEL PROTOCOLLO E’ UN ATTO VUOTO

Per Alghero, Futuro Comune, Sinistra in Comune e PD

TEDDE, FI: Marino di Alghero, Protocollo di intesa per il trasferimento insoddisfacente.  Non previste risorse finanziarie. Attendiamo delibera per il nuovo Ospedale

Alghero, 21 aprile 2023 – Il  Protocollo di intesa fra Regione e Università approvato dalla Giunta regionale non è soddisfacente. Attendiamo la decisione per la realizzazione del nuovo ospedale di Alghero-. Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta lo schema del Protocollo di intesa che ai sensi della legge regionale di riforma del sistema sanitario il Presidente della Regione e il Rettore dovranno sottoscrivere per il trasferimento dell’Ospedale Marino all’Università.  Secondo Tedde è uno schema approvato con ritardo  e piuttosto “asfittico”, che peraltro rinvia “sine die” ad ulteriori convenzioni attuative fra l’ASL e l’AOU la disciplina delle attività necessarie al mantenimento dei “requisiti e degli standard necessari al mantenimento del DEA di primo livello in capo al Presidio ospedaliero civile di Alghero”. E lo stesso rinvio “sine die” viene fatto relativamente agli aspetti che attengono al trasferimento del personale, agli acquisti, ai contratti e al quadro organizzativo più in generale. “Ma ciò che più preoccupa –sottolinea l’ex sindaco di Alghero-  è che per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la costituzione e gestione del polo di sviluppo di rilievo regionale per le tecnologie ortopediche innovative nel campo della robotica, che è uno dei due  motivi su cui la legge regionale basa il trasferimento, di fatto si fa un laconico riferimento a risorse oggi non disponibili. Mentre, in altra precedente bozza del Protocollo, diramata attraverso la stampa a febbraio, era previsto un finanziamento annuale  specifico per l’AOU per un quinquennio. Ed era previsto anche un finanziamento all’AOU,  aggiuntivo rispetto a quello di 4,5 milioni per il ripristino delle sale operatorie,  necessario per “l’ammodernamento strutturale e tecnologico delle altre aree del Marino.” Finanziamenti che scompaiono  nell’attuale schema. A ciò –secondo il consigliere regionale- debbono sommarsi i problemi che riguardano la reperibilità nei due stabilimenti del Marino e del Civile che oggi non sono affrontati. Ma che auspichiamo vengano affrontati nelle convenzioni attuative.” Ma il consigliere regionale algherese non dimentica che ad agosto del 2019 il Presidente Solinas annunciò la realizzazione del nuovo ospedale che Alghero attende da qualche lustro. “Attendiamo nel brevissimo termine la firma del Protocollo di intesa per il trasferimento del Marino, che auspichiamo venga corroborato da significativi e tangibili impegni finanziari, e delle convenzioni attuative fra l’ASL e l’AOU. Ma attendiamo anche la delibera per la realizzazione del nuovo Ospedale che costituisce un chiaro impegno del Presidente della Regione che non può essere disatteso –chiude Tedde-.” 




Mario Bruno, Doria risponda nel merito: perché sull’Ospedale Marino non attua la legge? Anche Marco Tedde critico su Doria

L’assessore della sanità Carlo Doria, nel suo attacco pubblicato dal “Quotidiano Sanità” e riportato da altri organi di stampa, è davvero stupefacente. Qualcuno gli avrà raccontato che la miglior difesa è l’attacco. Ma – a mio avviso – sbaglia. Non risponde all’interrogazione di un consigliere regionale di maggioranza, l’onorevole Tedde, che gli chiede conto di un atto dovuto per legge, e replica a una domanda con altre domande, quasi fingendo di erigersi a stratega: si chiede che cosa abbiano fatto gli ex sindaci algheresi che sono stati anche consiglieri regionali. Non sarei intervenuto se non avessi riscontrato, nell’uso che fa del plurale, il pretesto per estendere la platea delle accuse gratuite rivolte anche a chi non lo ha mai citato, e personalmente non l’ho mai fatto. Sapete perché? Perché purtroppo lo ritengo inutile, come sparare sulla croce rossa. L’ex docente, con competenze ortopediche, prestato all’amministrazione pubblica, parla di oche che starnazzano, di zanzare fastidiose che ronzano, fa sottendere perfino incubi aviari e anofelici, ma alla fine è lui che gira intorno al problema. Che è essenzialmente politico. Dovrebbe solo dirci perchè quella convenzione tra Regione e Università non è stata siglata, sapendo che da quella deriva il DEA di primo livello anche per il Civile. E dirci qualcosa di certo sulla robotica futura che – tra un possibile conflitto d’interesse e l’altro – ronza ormai sulla testa degli algheresi. Da un assessore alla sanità i miei concittadini chiedono fatti nel presente, riduzione delle liste d’attesa, possibilità di essere operati in un ospedale che non opera, più medici, più infermieri, meno barelle e garanzia dei presidi che dovrebbero erogare salute. Non le sue parole, le sue noie, i suoi sogni e magari le sue frustrazioni.

qui l’articolo sul quotidiano sanità

https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=111221

Marco Tedde, ex sindaco di Alghero ed esponente di Forza Italia, ha criticato le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Carlo Doria, in merito alla riqualificazione della struttura ortopedico-riabilitativa di Alghero. Doria aveva accusato i passati governi regionali di trascurare l’ospedale. Tedde insiste perché Doria riconosca il ‘protocollo d’intesa’ tra l’ospedale e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, che aveva precedentemente sollevato in consiglio regionale.

Tedde ha inoltre criticato Doria per aver parlato a nome di altri senza verificare i fatti e per non aver risposto adeguatamente alla precedente domanda di Tedde. Ha anche esortato il Doria a comprendere l’importanza dell’interrogazione in consiglio, che è diritto-dovere dei consiglieri regionali di chiedere informazioni su questioni che preoccupano.

Tedde ha sottolineato che la sua critica non era intesa a provocare un conflitto ma a ricordare a Doria la sua responsabilità di affrontare i bisogni sanitari dei sardi e di garantire che il protocollo sia attuato per migliorare le attività ortopediche, traumatologiche e di riabilitazione funzionale e per stabilire un centro regionale per le tecnologie innovative di chirurgia ortopedica.

Tedde ha sottolineato che l’ospedale ha dovuto affrontare varie sfide, tra cui lunghe liste di attesa, sale chirurgiche non operative, carenza di anestesisti e mancanza di progressi nella creazione di un programma di chirurgia robotica e attività di formazione di alto livello. Ha invitato il governo regionale ad adottare misure proattive per risolvere questi problemi e non ignorarli.

Tedde ha concluso esortando il Presidente della Regione a fornire una risposta al suo interrogatorio entro 15 giorni, concentrandosi sullo stato attuale del processo di trasferimento, le sfide che l’ospedale deve affrontare e le ragioni del ritardo. Ha sottolineato che la risposta dovrebbe essere sostanziale e non contenere attacchi ad hominem o retorica evasiva.




ALGHERO, OSPEDALE MARINO, PAIS: “RAFFORZATO SERVIZIO FARMACEUTICO TERRITORIALE”

Alghero, 5 gennaio 2023 – “Due nuovi farmacisti assunti in pianta stabile presso la farmacia territoriale dell’Ospedale Marino di Alghero, per rispondere al meglio alle esigenze degli utenti” Ne da notizia il presidente del Consiglio regionale Michele Pais – “Un professionista ha già preso servizio il 2 di gennaio, l’altro la settimana a prossima, garantendo così l’apertura del servizio tre mattine e un pomeriggio alla settimana”

“Il Servizio Farmaceutico Territoriale garantisce l’assistenza farmaceutica alla popolazione e la distribuzione di medicinali e dei dispositivi medici, non delegabile alle farmacie private. Peraltro quest’ultimo sistema di distribuzione, rispetto al passato è stato notevolmente implementato per consentire ai cittadini di rivolgersi direttamente alle farmacie private distribuite in tutto il territorio, in maniera più efficiente e creando meno disagi all’utente. Il prossimo obiettivo sarà quello di trasferire la farmacia territoriale in locali maggiormente idonei e più centrali, fuori dalla struttura ospedaliera la cui ubicazione è impropria e disagevole”

“Quello della farmacia è un servizio fondamentale” – ricorda Pais – “distribuisce i farmaci alle strutture sanitarie ed esercita l’attività di farmacovigilanza per quanto riguarda le reazioni avverse da farmaci segnalate dai Medici e dagli Operatori Sanitari. Abbiamo tenuto fede all’impegno di rafforzamento del servizio teso alla eliminazione dei disagi venutisi a creare”.

“Il 2023, dopo anni condizionati dalla pandemia che ha concentrato ogni sforzo e dalla emergenza legata alla scarsità di medici assumibili, sta finalmente partendo la riforma della Sanità voluta dalla Giunta Solinas, che restituisce centralità ai territori ed interpreta la nuova realtà sociosanitaria della Sardegna”.




Alghero, opposizione nota stampa su manifestazione Ospedale Marino

Il sindaco Conoci si sveglia dal letargo e si presenta in conferenza stampa all’ospedale marino, al fianco del consigliere Tedde, per sconfessare di fatto l’operato in sanità del presidente Pais col suo silenzio assenso complice. Lo abbiamo scritto anche ieri. La maggioranza di centrodestra che guida Regione e Comune prenda atto del fallimento dei progetti e delle azioni portate avanti in questi quasi 4 anni di governo sui nostri ospedali e non si limiti a dare responsabilità alle aziende sanitarie, palesemente indirizzate dalla politica regionale. Ordini del giorno e risoluzioni del Consiglio Comunale che proponevano soluzioni per l’Ospedale Marino e l’Ospedale Civile di Alghero sono stati sistematicamente disattesi. Basti pensare ai pochi minuti concessi a Cagliari dall’assessore della sanità Mario Nieddu al Sindaco di Alghero Mario Conoci e al Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Salvatore, a cui è seguito un nulla di fatto, anzi un peggioramento della situazione. Un esempio per tutti lo smantellamento dell’ospedale marino trasferito all’AOU con legge del 2020, col voto dell’intera maggioranza, Forza Italia compresa, sopra la testa degli algheresi. Una legge inattuata, peraltro, visto che rimanda ad una intesa fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari mai pervenuta, e a convenzioni attuative  per disciplinare i termini del passaggio fra ATS e AOU, mai realizzate. Non solo, prometteva il miglioramento della situazione dell’ortopedia, della traumatologia e della riabilitazione funzionale con un polo regionale di chirurgia ortopedica innovativa nel campo della robotica. Sappiamo invece che i due reparti di ortopedia e riabilitazione sono stati accorpati, con dimezzamento dei posti letto, trasferita l’attività chirurgica al civile, chiuse le sale operatorie e non è dato sapere quando e se verranno riaperte, riqualificate e messe in sicurezza, visto che occorrono 30 milioni di euro, pare, per lavori complessivi che – in assenza di risorse – non lasciano prevedere nulla di buono. E diventa ora paradossale che si voglia risolvere il problema con due sale chirurgiche mobili scarrabili da collocare in giardino. Anche l’attività post-operatoria è stata dislocata al civile, con rianimatori e personale asl, e perfino le degenze sono ospitate al civile, lasciando al marino solo ricoverati con rischio nullo o bassissimo. Occorre riaprire prima possibile almeno una sala operatoria al Marino, dotare l’ospedale di rianimatori dedicati, ampliare la dotazione di personale infermieristico e medico, trovare le risorse peer riqualificare le sale operatorie. Sono aumentate a dismisura le liste d’attesa. La lungodegenza prevista dalla legge di riforma della rete ospedaliera del 2018 proprio all’ospedale marino di Alghero, non è stata realizzata, posto che servono lavori di messa in sicurezza e dotazioni strumentali, neanche messi in cantiere. Perfino la farmacia del marino è stata ridotta all’apertura per un solo giorno alla settimana, contro i  cinque del passato, noncuranti delle persone fragili che vogliono un servizio efficiente.Si può continuare a subire o a chiacchierare solo fra di noi e con la stampa? Per questo reiteriamo la proposta di un consiglio comunale a Cagliari, senza bandiere e colori politici. Insieme, con la sola bandiera di Alghero e del suo territorio per ottenere quanto chiesto da anni per avere il diritto universale alla salute anche in questo fragile territorio.

Gruppo Per Alghero

Gruppo Pd

Gruppo Futuro Comune 

Gruppo Sinistra in Comune




Centrosinistra Alghero: per l’Ospedale Marino non è più tempo di chiacchiere. Agiamo uniti.

Non è più tempo di chiacchiere. L’interlocutore, oggi dobbiamo purtroppo dire la controparte, è il governo regionale. La maggioranza di centrodestra che guida Regione e Comune prenda atto del fallimento dei progetti e delle azioni portate avanti in questi quasi 4 anni di governo sui nostri ospedali e non si limiti a dare responsabilità alle aziende sanitarie, palesemente indirizzate dalla politica regionale, e in particolare dal presidente del consiglio regionale Michele Pais, con la complicità politica e i silenzi assenso del sindaco di Alghero. Ordini del giorno e risoluzioni del Consiglio Comunale che proponevano soluzioni per l’Ospedale Marino e l’Ospedale Civile di Alghero sono stati sistematicamente disattesi. Basti pensare ai pochi minuti concessi a Cagliari dall’assessore della sanità Mario Nieddu al Sindaco di Alghero Mario Conoci e al Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Salvatore, a cui è seguito un nulla di fatto, anzi un peggioramento della situazione. Serve ora unità, compattezza e azione politica di denuncia e di proposta. Un esempio per tutti lo smantellamento dell’ospedale marino trasferito all’AOU con legge del 2020, col voto dell’intera maggioranza, Forza Italia compresa, sopra la testa degli algheresi. Una legge inattuata, peraltro, visto che rimanda ad una intesa fra il Presidente della Regione e il Rettore dell’Università di Sassari mai pervenuta, e a convenzioni attuative per disciplinare i termini del passaggio fra ATS e AOU, mai realizzate. Non solo, prometteva il miglioramento della situazione dell’ortopedia, della traumatologia e della riabilitazione funzionale con un polo regionale di chirurgia ortopedica innovativa nel campo della robotica. Sappiamo invece che i due reparti di ortopedia e riabilitazione sono stati accorpati, con dimezzamento dei posti letto, trasferita l’attività chirurgica al civile, chiuse le sale operatorie e non è dato sapere quando e se verranno riaperte, riqualificate e messe in sicurezza, visto che occorrono 30 milioni di euro, pare, per lavori complessivi che – in assenza di risorse – non lasciano prevedere nulla di buono. Anche l’attività post-operatoria è stata dislocata al civile, con rianimatori e personale Asl, e perfino le degenze sono ospitate al civile, lasciando al marino solo ricoverati con rischio nullo o bassissimo. Occorre riaprire prima possibile almeno una sala operatoria al Marino, dotare l’ospedale di rianimatori dedicati, ampliare la dotazione di personale infermieristico e medico, trovare le risorse peer riqualificare le sale operatorie. Il resto dell’ospedale è stato poi destinato a ospedale covid, altro che chirurgia robotica. Sono aumentate a dismisura le liste d’attesa. La lungodegenza prevista dalla legge di riforma della rete ospedaliera del 2018 proprio all’ospedale marino di Alghero, non è stata realizzata, posto che servono lavori di messa in sicurezza e dotazioni strumentali, neanche messi in cantiere. Perfino la farmacia del marino è stata ridotta all’apertura per un solo giorno alla settimana, contro i cinque del passato, noncuranti della fragilità delle persone che chiedono un servizio efficiente. Il previsto DEA di primo livello è sparito dai radar, nonostante le rassicurazioni perfino previste in legge. L’ospedale nuovo, registra solo le promesse di delibera e destinazione fondi da parte del Presidente Solinas, ma in realtà resta un miraggio, una presa in giro bella e buona. Si può continuare a subire in silenzio? O a chiacchierare solo fra di noi e con la stampa? Per questo reiteriamo la proposta di un consiglio comunale a Cagliari, senza bandiere e colori politici. Insieme, con la sola bandiera di Alghero e del suo territorio per ottenere quanto chiesto da anni per avere il diritto universale alla salute anche in questo fragile territorio.

F.to
Gruppo Per Alghero
Gruppo Pd
Gruppo Futuro Comune
Gruppo Sinistra in Comune




Alghero, l’opposizione all’attacco:“L’Ospedale Marino è stato smantellato, distrutto, cancellato, nel silenzio generale”

“L’Ospedale Marino è stato smantellato, distrutto,  cancellato, nel silenzio generale. Lo diciamo da mesi, ma non ci ha ascoltato finora quasi nessuno. Doveva essere trasferito per legge all’Università, per la mirabolante  ortopedia robotica, ma – eletto il futuro primario in parlamento – è ancora saldamente in mano all’ATS, che lo ha trasformato, sulla carta, in ospedale covid, grazie alle indicazioni della Regione leghista. Ridimensionati i reparti di ortopedia e riabilitazione, si sono offerti contemporaneamente più posti letto al privato, al Mater Olbia per la precisione, mentre sono stati  trasferiti in spazi angusti medicina dello sport, dermatologia, diabetologia. Oculistica, fiore all’occhiello dell’ospedale, ha visto l’attività operatoria calare in modo impressionante, passando da 15 interventi in media al giorno a 16 a settimana. Totale cancellazione di esami diagnostici e procedure terapeutiche. Liste d’attese lunghissime per pazienti che possono solo ricorrere al privato, a pagamento. L’ospedale Covid, così è diventato il terzo piano del Marino, destinato a pazienti a bassa-media intensità di cure, non ha un servizio di pre-triage e soprattutto i 4 dirigenti medici dovranno rientrare ora nelle strutture di assegnazione. Ne consegue che, senza risorse umane non non potrà più essere garantita neanche l’attività di quel reparto che oggi conta sulla carta 46 posti letto, ma dovrebbe arrivare a 87. Una gestione fallimentare della sanità da parte della Regione e del suo rappresentante territoriale, il leghista Michele Pais. La città, le sue forze vive, le forze politiche, le associazioni, si mobilitino insieme a noi per impedire lo sfascio totale.”

Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi




Opposizione Alghero: colpo di grazia per l’Ospedale Marino di Alghero. Pais Risponde ma l’opposizione ribatte.

“È il colpo di grazia per l’Ospedale Marino di Alghero. La delibera del commissario ATS, la n.63 che porta la data di ieri, trasferisce d’imperio tutti i pazienti che da ora in poi necessiteranno di trattamento riabilitativo all’ospedale privato Mater Olbia. Privato è meglio per la destra algherese e sarda. Non sia mai che ci possa essere nel pubblico qualche specializzazione che possa concorrere col privato. Una vergogna. Da oggi, come niente fosse, il Marino di Alghero, polo per decenni dell’eccellenza riabilitativa in Sardegna, non esiste più. I pazienti che hanno necessità di riabilitazione intensiva che implichi un elevato livello di tutela medico-infermieristica e attrezzature tecnologicamente avanzate devono essere trasferiti a Olbia, non c’è più posto per loro negli ospedali ATS. E neanche al “Regina Margherita” di Alghero, ospedale covid. Una fine, purtroppo, annunciata, studiata, perseguita. Lo smantellamento del Marino operato dapprima con la riduzione dei posti letto, con il trasferimento nel piano secondario della riabilitazione, con la condivisione dei pazienti nel reparto di ortopedia, aveva solo l’obiettivo di porre la parola fine non solo all’ospedale traumatologico ma anche alla sua funzione riabilitativa. È la morte dell’ospedale Marino nel silenzio tombale di chi ci governa a Cagliari e ad Alghero.”

Mario Bruno
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi

PAIS: “NESSUN DEPOTENZIAMENTO, SI VA VERSO IL POLO RIABILITATIVO E ORTOPEDICO DEL NORD OVEST”

Alghero, 13 marzo 2021 – “Nessun depotenziamento ma, anzi, con la legge di riforma del sistema sanitario regionale n. 24 del 11 settembre 2020 si è costituito un Polo Ortopedico Riabilitativo presso l’Ospedale Marino di Alghero, in sinergia con la AOU di Sassari in un’ottica di rafforzamento come Polo di Eccellenza del Nord-ovest della Sardegna. In questo senso vanno lette le importanti risorse messe a disposizione dell’Ospedale Marino di Alghero, sia per la ristrutturazione dello stabile, sia per il potenziamento della dotazione tecnologica, come mai nel passato”. Così il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais sull’ospedale Marino di Alghero a seguito della delibera Ats n. 63.

“Vero è che la Regione Sardegna, con l’Assessore Nieddu, sta andando nella direzione di un rafforzamento delle prestazioni sanitarie in tutte i territori della Sardegna e la delibera del commissario ATS n.63 va letta proprio nella direzione di un aumento dell’offerta riabilitativa nel nord dell’Isola, e nello specifico del nord- est, oggi sprovvisto, sino a Nuoro, di un di un riferimento in riabilitativo” – continua Pais – “La direzione, dunque, è quella del riequilibrio dei territori della Sardegna più deboli che è mancato nel passato, in un’ottica di solidarietà regionale. Non possono esistere territori di serie A e di serie B ma soprattutto cittadini di Serie A e cittadini di Serie B, ma per tutti una sanità migliore che non tolga ma che aggiunga”.

“Nonostante le evidenti difficoltà create dalla pandemia si aumentano il numero e il livello delle prestazioni sanitarie in tutta la Sardegna. In questo senso – aggiunge il Presidente Pais – l’assessorato alla sanità ha colto l’importante obiettivo dell’aumento di centodiecimila ore in più per le visite specialistiche ambulatoriali a disposizione dei pazienti sardi, nell’ottica di ridurre i tempi di attesa per le visite o per un esame diagnostico. Un deciso cambio di rotta per non costringere i cittadini a costose visite a pagamento nel privato”.

“Insomma, aumenta l’offerta sanitaria e non si toglie niente a quella esistente che invece viene, e deve essere ancor più, potenziata” – conclude Michele Pais – “Basta competizioni tra territori, ma una Sardegna unica in cui il diritto alla salute sia sempre migliore e pari in tutto il suo territorio e per tutti i sardi”.

Il centrosinistra risponde a Pais, Ospedale Marino penalizzato, la riabilitazione al Mater Olbia.

“E’ proprio sull’attività riabilitativa e sul recupero funzionale che sarà indirizzata l’offerta sanitaria dei prossimi anni dell’Ospedale Marino”, parole dell’allora amministratore dell’ATS Marcello Giannico, durante la cerimonia di intitolazione del reparto algherese al Dottor Pasqualino Cotza, nel maggio di otto anni fa. E fu proprio Dottor Cotza ad imprimere una svolta nelle erogazioni di eccellenza svolte dal Marino nei decenni scorsi, accanto al professor Mastandrea, proprio nella riabilitazione intensiva a servizio di tutta l’Isola e fiore all’occhiello, insieme all’ortopedia, di un un ospedale che faceva egregiamente concorrenza al privato. Ora, invece, nonostante la difesa d’ufficio del Presidente Pais, sempre più intento a voler fare il primario senza titoli  e non il ruolo istituzionale assegnato che svolge con superficialità e insufficiente appropriatezza, scopriamo che la riabilitazione intensiva la deve svolgere il Mater Olbia. Esattamente il contrario di ciò che Dottor Cotza e i medici algheresi avevano pianificato, cioè il pubblico che supera, una volta tanto, il privato. Nel nome del riequilibrio territoriale, la delibera 163 a firma Temussi, codifica le procedure per il trasferimento dei pazienti ricoverati negli ospedali ATS, Ospedale Marino compreso, ad Olbia. Perchè è al Mater Olbia che si terrà da ora in poi quella fase caratterizzata da interventi valutativi e terapeutici intensivi, collocata nella cosiddetta “fase dell’immediata post-acuzie della malattia”, quando cioè l’intervento riabilitativo può influenzare positivamente i processi biologici che sottendono il recupero, contenendo e riducendo l’entità della menomazione e quando la disabilità è maggiormente modificabile. Fase che richiede un elevato impegno diagnostico medico-specialistico ad indirizzo riabilitativo e terapeutico in termini di complessità e durata quotidiana dell’intervento, orientativamente riferibile ad almeno tre ore giornaliere di terapia specifica, intese come quelle erogate direttamente dal personale delle professioni sanitarie della riabilitazione, quali ad esempio il fisioterapista, il logopedista, il terapista occupazionale, l’educatore professionale e l’infermiere per quegli atti finalizzati al miglioramento dell’attività di base della vita quotidiana. Il Mater Olbia si occuperà anche della fase di alta intensità dedicata alla neuroriabilitazione di pazienti con danno cerebrale tale da determinare uno stato di coma e menomazioni motorie, cognitive e/o comportamentali che comportano una disabilità significativa. Per il trasferimento di questi ultimi, a differenza dei precedenti, la procedura è ancora da scrivere. Ma la decisione è presa.






Comunicato Stampa – Ospedale Marino di Alghero, attivo il reparto Covid

SASSARI, 26 NOVEMBRE 2020 – Ospedale Marino di Alghero, attivo il reparto Covid

Con il ricovero del primo paziente è stato attivato questa sera il reparto Covid allestito al terzo piano dell’ospedale Marino di Alghero.

Nel reparto sono attualmente operativi i primi 5 posti letto che diventeranno 16 entro la metà della prossima settimana. Successivamente il piano modulare prevede, entro la fine di dicembre, l’attivazione di un totale di 40 posti letto dedicati ai degenti Covid positivi.

Poche ore prima dell’attivazione, il reparto Covid è stato benedetto dal cappellano dell’ospedale, Don Fausto Garau.

All’ospedale Marino restano attivi i Servizi di oculistica, ortopedia, riabilitazione, diabetologia, medicina dello sport e gli altri servizi ambulatoriali.

La Direzione della ASSL Sassari ringrazia tutti i medici, gli infermieri e gli operatori che dal mese di marzo sono impegnati sia nel fronteggiare l’emergenza sanitaria sia nel garantire l’assistenza ordinaria. Un ringraziamento è rivolto anche a tutti i tecnici e le maestranze che hanno partecipato all’allestimento del reparto Covid nell’ospedale Marino di Alghero.




Opposizione Alghero: Ospedale Marino cancellato, diventa Covid: si convochi subito consiglio comunale.

Altro che robotica. Altro che trasferimento all’Università. L’Ospedale Marino di Alghero con decorrenza immediata, fuori da ogni logica di programmazione, diventa ospedale covid. Assurdo. Nessuno può decidere sugli algheresi senza coinvolgere gli algheresi. Una decisione verticistica che non ha coinvolto il territorio, a meno che il Sindaco non l’abbia nascosta anche alla massima assemblea civica. Con chi hanno condiviso in Regione questa decisione? Il Sindaco non ha niente da dire? E il presidente algherese del Consiglio Regionale? Si convochi subito un consiglio comunale straordinario e in presenza, con tutte le misure di sicurezza. Cancellati in un colpo solo i 28 posti di letto di ortopedia e traumatologia, i 17 posti di recupero e riabilitazione funzionale, i 2 posti di oculistica. Con quali misure di sicurezza? Con quali percorsi e filtri? Con quale dotazione di personale? Con quali requisiti tecnologici, strutturali e organizzativi? Dove vanno a farsi curare gli algheresi e i cittadini del nostro distretto? Dopo la decisione di aprire una terapia intensiva covid al Civile, in emergenza, senza anestesisti e rianimatori in numero sufficiente, senza condizioni di sicurezza, ora si punta al Marino, fuori da ogni pianificazione e da ogni condivisione. Ciò è semplicemente inaccettabile e vogliamo subito chiarezza. Tutte e tutti i cittadini del distretto chiedono risposte immediate.

F.to
Mario Bruno
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Mimmo Pirisi
Valdo Di Nolfo