“Martis in poesia” dedicata la VII edizione a Cinzia Cossu

Ad anticipare l’evento sarà un Silent reading aperto a tutti

Entrambi gli appuntamenti sono organizzati dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari

MARTIS. Domenica 13 ottobre alle 17 al Museo Paleobotanico di Martis è in programma “Martis in poesia”, quest’anno dedicato alla poesia sassarese e all’arte dei versi di Cinzia Cossu nei vent’anni dalla morte. Questa VII edizione dell’evento culturale è organizzata come sempre dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari ed è stata fortemente voluta dall’Amministrazione comunale del paese.

Dopo l’introduzione generale di Daniela Masia Urgu sul significato e sul valore della poesia, Mario Lucio Marras traccerà un percorso tra i grandi maestri del vernacolo sassarese, e infine Gavina Cossu descriverà la passione e il talento della sorella Cinzia per l’arte della rima e il vernacolo turritano, portando spunti e aneddoti inediti su una storia che finora non è stata sufficientemente valorizzata. Gli interventi saranno intervallati dalle letture della stessa Cossu, di Mario Marras e di Salvatore Pasca.

La VII edizione di Martis in poesia sarà anticipata alle 15 da un altro interessante appuntamento culturale, il Silent reading, parte integrante del programma dell’Istituto Bellieni 2024, che si svolgerà in uno spazio all’aperto dove ognuno liberamente dedicherà il suo tempo alla lettura, per poi condividere volontariamente impressioni, sensazioni in merito a ciò che si è letto, infondendo negli altri curiosità per la condivisione dei contenuti del proprio libro. L’appuntamento sarà guidato da Marta Marras, ideatrice del Silent reading di Sassari, collaboratrice Is.Be per iniziative rivolte ai bambini come il Book club e il laboratorio “Recensori si diventa”. L’attività è realizzata con il contributo della Regione Sardegna LR 3/2009, art. 9 per l’annualità 2024. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito. Per informazioni rivolgersi al numero 079 230268.




Martis in Poesia, il 20 ottobre la sesta edizione

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale

MARTIS. Il 20 ottobre, alle 18, al Museo Paleobotanico di Corso Umberto 12, a Martis, si terrà la sesta edizione di “Martis in Poesia”. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari in collaborazione con l’amministrazione comunale del paese.

La giornata, che sarà dedicata al tema del “Dono”, chiuderà il percorso seminariale affrontato con l’Officina filosofica dell’Is.Be, che ha interessato la Passeggiata filosofica e gli Aperitivi.

Daniela Masia presenterà la relazione dal titolo “Il Dono e la totalità: la sapiente rivelazione della poesia. Un viaggio meraviglioso nelle radici di una comune appartenenza”. In sardo: “Su Donu e su Totu. S’iscòbiu sàbiu de sa Poesia. Un’ispantosu viàgiu a s’istiga de s’apartenèntzia”.

«Ottobre è il mese del dono – ha affermato Daniela Masia – nel nostro approccio il dono è inteso, è indagato in quella dimensione ontologica concepita come rivelazione della sapienza, elemento di mediazione tra un sentire profondo che tutti ci unisce al legame con la totalità. La via specialissima di apertura immediatamente rivelatrice per la parola, la via di una sapienza che in altro modo non si può avere, ed è custodita, in questa nostra riflessione, nella azione comunicativa della poesia. Proprio la poesia sarà il tramite che ci accompagnerà in questa edizione giacché poesia e filosofia camminano su strade parallele unite dai ponti che collegano il pensare e il sentire».

La lettura delle poesie è affidata a Vincenzo Pisanu, Antonello Bazzu, Mario Marras, Giuseppe Tirotto, Eugenio Cossu, Salvatore Pintore e Antonio Unida. L’accompagnamento musicale è a cura di Franco Sechi. Per informazioni contattare l’indirizzo email [email protected] o scrivere un messaggio su wapp al numero 349/0654074.




MARTIS. SPETTACOLO CON UGLIENGA STREET BAND. IL FESTIVAL ETHNO’S SI PREPARA PER L’ULTIMO APPUNTAMENTO CON IL TRIBUTO A DE ANDRE’

Si respira aria di festa a Martis con la terza serata del cartellone del Festival musicale Ethno’s. Uglienga Street band ha animato il centro storico, partendo dalla piazza centrale e percorrendo le vie principali fino al rientro, a tarda sera, nel cuore del paese. Percussionisti, trombettisti e sassofonisti, abili musicisti che arrivano dalla scuola di musica “Sonos”, con sede a Nulvi, hanno portato a Martis il jazz funky reinterpretando le musiche classiche del Natale. Un momento di festa e divertimento per tutti, coinvolgendo anche chi dal balcone di casa, non ha voluto perdersi lo spettacolo. “Questo genere di spettacoli- ha commentato il sindaco Lasia- sono molto apprezzati in paese, perché da un lato valorizzano talentuosi professionisti, molti anche giovani che già lavorano in giro per lo stivale, a dall’altro, animano le piazze, attirando curiosi e amanti della musica itinerante da tutti i paesi vicini.” L’Associazione Elighe, che ha organizzato la serata, conferma la scelta di questa band che, non poteva mancare nel calendario degli appuntamenti del Festival Ethno’s. Chiude cosi il 2022, la terza serata del Festival, che lascia spazio al quarto ed ultimo appuntamento in programma il 5 gennaio  del nuovo anno, al Centro Polivalente Vincenzo Migaleddu. Attesissimo il duo De Andrè, composto da due giovani artisti dal talento straordinario. Il Duo De André è un tributo a Fabrizio De André formato da due talentuosi musicisti che dal 2021 si esibiscono con largo successo in piazze e teatri in tutta Italia, sempre sold out. La voce di Andrea Filippi, straordinariamente somigliante all’originale, la sue chitarre e il pianoforte, assieme alla violinista Valeria, regaleranno al pubblico uno spettacolo a dir poco emozionante. Un’appassionante narrazione fatta di musica e parole per incontrare e riscoprire il più grande cantautore italiano attraversando molti dei suoi capolavori. L’atmosfera è intima, suggestiva, adatta anche ai luoghi più raccolti. Andrea Filippi, diplomato in clarinetto al Conservatorio di Vicenza e insegnante di musica, è considerato uno dei migliori interpreti delle musiche di Fabrizio De André. Lavora ai progetti “I Notturni” e “Parole di Faber”, tributi al cantautore genovese che ottengono sempre il tutto esaurito nei teatri di tutta Italia. Valeria Zanella, laureata con lode in violino e in musica da camera, ha tenuto concerti in Italia, Europa, Terra Santa, Iran, Cina in varie formazioni. Il suo talento, unito all’interesse nell’esplorare diversi generi musicali e alle sue qualità di improvvisazione e composizione, l’ha portata ad essere ospite di un Tedx. Ha suonato e registrato dischi in orchestra con artisti come Andrea Bocelli, CeCe Rogers, Elio e in situazioni come la Biennale Cinema di Venezia, Palazzo del Quirinale, Parlamento Europeo.

Lo spettacolo avrà inizio alle 21 00 e l’ingresso è libero. L’evento verrà pubblicizzato anche sui canali social network. (facebook  @FestivalEthnos ). 




MARTIS. “SCOOP DONNA SAPIENS” DI GIOBBE COVATTA. LA NATURALE SUPERIORITÀ DELLA DONNA SPIEGATA Al FESTIVAL LETTERARIO ETHNO’S

È partito ieri il terzo fine settimana del Festival Letterario Ethno’s. Il tema della donna, già affrontato durante la giornata inaugurativa, è stato al centro anche dell’appuntamento che ha visto come ospite speciale Giobbe Covatta. Al centro polivalente “Vincenzo Migaleddu”, è andato in scena Scoop (Donna Sapiens), titolo dello spettacolo dove il poliedrico artista, apprezzato anche per il suo impegno umanitario (è da tempo testimonial di Amref e Save the children) prova a dimostrare, con il suo classico stile irriverente e dissacratorio, la superiorità della donna sull’uomo.

L’attore ha esordito parlando delle due sottospecie del genere umano: l’uomo e la donna, asserendo di essere in grado di dimostrare scientificamente che uno dei due generi, la donna, è nettamente superiore all’altro.

Per supportare tale convinzione, Giobbe Covatta attinge a numerosi fatti della storia, partendo dall’uomo delle caverne, anzi: dall’ominide più famoso mai ritrovato, Lucy. “Era una donna – precisa Covatta – una chiavica, in verità! Ma il marito? Non pervenuto; si presume che fosse a casa, sdraiato sul divano a leggere la Gazzella dello sport!”

Ad avvolorare la tesi della superiorità della donna sarebbero anche elementi scientifici, sociologici e fisiologici. Come il fatto che una femmina sia capace di individuare con un solo colpo d’occhio paio di calzini che l’uomo cercava da settimane, per esempio!

In aiuto a Giobbe intervengono tre personaggi piuttosto improbabili: il primo è Dio, che svela gli esilaranti retroscena della creazione.

“Mo’ faccio l’uomo! – racconta Dio – Come ho fatto Adamo ho capito che avevo fatto una cazzata, quando ha capito che poteva parlare poi… Allora ho pensato di farle una compagna, gli ho staccato una costola e l’ho creata. Ho fatto Eva, a mia immagine e somiglianza, bella e con una scheggia di vita. Ha capito subito che Adamo era un troglidita. Secondo me tu lo puoi cambiare, le ho detto. Ed è lì che è iniziato il disastro…”

Interviene anche un uomo del futuro che mette in guardia sui rischi dell’arroganza maschile e l’avvocato difensore di un povero pene, schiacciato dal peso di una vita impossibile, in quanto preda dei continui appetiti sessuali del suo padrone.

Sul finale, c’è stato spazio anche a riflessioni sul punto di vista linguistico utilizzato nelle fiabe (altro tema trattato dal festival in questa edizione) poiché, secondo  Giobbe Covatta, tutto è contrario alle donne perché tutto è stato scritto dai maschi. Il ruolo delle donne nelle fiabe è limitato a tre categorie: o sono un premio, o sono streghe, oppure non fanno niente perché stanno aspettando il principe azzurro. 

Un Giobbe Covatta che non si è risparmiato, in un monologo durato quasi due ore, esilarante e dal retrogusto di critica pungente. Una sala gremita ha ricambiato con applausi e risate.

Oggi il festival continua, dando spazio alla letteratura e alla musica. La giornata dedicata sarà dedicata a Fabrizio De André. Si parte alle ore 21.00, al centro polivalente “V. Migaleddu”, insieme alla scrittrice Silvia Sanna che presenta il suo libro “Fabrizio De André. Vecchi, ladri, avvinazzati, assassini e ovviamente anarchici” (Edizioni Maxottantotto, 2022). 

A chiudere il sabato sarà il cantautore The Andre, di cui verrà presentato il libro “Io è un altro” (People, 2020) e che si esibirà in concerto in acustico. L’artista, il cui timbro ricorda tantissimo De André, ha cantato e riscritto i più grandi successi dei genere trap, associandoli alla poetica di Faber. Domenica 6 novembre, invece, si tratterà un altro importante tema di questa edizione: l’ambiente. In programma una conferenza in memoria di Vincenzo Migaleddu, radiologo sassarese scomparso prematuramente, da sempre impegnato politicamente per la difesa della salute collettiva.

Ricordiamo che tutti gli appuntamenti in programma sono consultabili sulla pagina Facebook del Festival www.facebook.com/ethnosletterario e su  Instagram https://www.instagram.com/ethnosfestival_letterario/




MARTIS. AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL FESTIVAL LETTERARIO ETHNO’S

PRESENTATA LA II EDIZIONE DI ETHNO’S FESTIVAL LETTERARIO

A Palazzo Sciuti, svelato il programma di eventi, serate musicali, incontri con l’autore e tanti micro-eventi collaterali, protagonisti a loro volta, che riempiono il vasto cartellone di questa edizione.

E’ tutto pronto per la seconda edizione del Festival letterario Ethno’s che quest’anno abbraccia tre settimane di incontri letterari, serate a tema, mostre, reading, musiche d’autore e numerosissimi micro-eventi dedicati in particolar modo ai più piccoli e alla terza età. Questa mattina, a palazzo Sciuti, nella sala Angioi è stato presentato il vasto cartellone di appuntamenti in programma a partire dal 21 ottobre sino al 6 novembre, dal sindaco di Martis Tiziano Lasia, promotore e sostenitore dell’evento, insieme all’Associazione Elighe Aps. Insieme a loro, a raccontare lo spirito di questa edizione e la scelta dei protagonisti, Nanni Campus, co- conduttore delle serate e direttore artistico del  Festival, l’assessora alla cultura del comune di Martis Melissa Pola, la presentatrice degli eventi culturali Francesca Arca e Carmelana Nuvoli della CoMeS Cooperativa mediateche sarde. Un festival rinnovato, figlio di una neonata filosofia post pandemica, che lo scorso anno ha segnato la ripartenza da un piccolo ma virtuosissimo comune dell’Anglona, Martis per l’appunto, e che oggi si apre alla letteratura, alle case editrici storiche e neonate, alle nuove forme d’arte di cui la Sardegna è terra prolifica. Ethno’s nasce infatti come festival musicale ed è da XVI edizioni un appuntamento imperdibile del nord ovest della Sardegna: dal 2021, lo spirito del festival si arricchisce di nuove ed entusiasmanti esperienze letterarie che danno avvio ad una nuova veste artistica e fase storica: parte un nuovo appuntamento dedicato esclusivamente alla letteratura e al teatro ( in fase di programmazione per l’edizione del 2023) che si terrà nei luoghi di inclusività, di incontro e di cultura del comune di Martis. L’anteprima di questo appuntamento è stata organizzata in collaborazione con il Festival “Florinas in giallo” lo scorso agosto, occasione ghiotta per presentare insieme al libro della chiaramontese Sara Savioli edita dalla Feltrinelli, la nuova veste grafica del Brand Ethno’s che con questo Festival di fine ottobre, racconterà al pubblico, tantissime storie, contos de foghile, fotografie di un territorio da scoprire e una realtà di paese che nonostante il gap infrastrutturale e tecnologico, resta fortemente attaccata al sapere, alle origini e all’identità. Sono quattro le tematiche che diventano il filo conduttore del festival: le donne e la loro forza motrice, la sostenibilità ambientale e il rispetto dei nostri luoghi, la “Rete” con alcuni festival europei per rendere viva la connessione tra popoli e in ultimo, non certo per importanza, la Fiaba, dedicata principalmente ai più piccoli, la culla della nostra infanzia che diventa portatrice di storie, leggende e antiche tradizioni. Si tratta di un contenitore vastissimo che da un lato intende dare valore alla cultura identitaria dei nostri piccoli comuni e dall’altra riunire tutti gli appassionati delle arti in un unico intrigante appuntamento. Ci sono anche nomi molto conosciuti nel campo della letteratura contemporanea che amano particolarmente la Sardegna, chi perché ci è nato e cresciuto, chi perché ne è rimasto rapito: il popolare attore , scrittore, commediografo tarantino Giobbe Covatta e la scrittrice Cristina Caboni tornata in libreria con La via del Miele (Garzanti). Spazio alle tematiche ambientali con ospiti di rilievo: Ferdinando Laghi, presidente internazionale ISDE e la segreteraria dell’Associazione Navdanya International, organizzazione fondata trent’anni fa in India dalla scienziata ecologista e attivista Vandana Shiva, che presenzieranno alla serata in memoria di Vincenzo Migaleddu radiologo sassarese, scomparso prematuramente, da sempre in prima linea per la difesa dei diritti dell’ambiente.

“Questa edizione del festival- spiega il sindaco Lasia- non è soltanto un evento culturale: oltre ai nomi importanti della letteratura e dello spettacolo, abbiamo voluto rilanciare l’idea che i piccoli comuni sono per eccellenza i luoghi di storia e cultura dimenticati: dai luoghi nascono storie, dalle tradizioni leggende, e su questo filone, dobbiamo veicolare la nostra storia e farla conoscere anche a chi della Sardegna vuole scoprire qualcosa di più, al di la del mare. Riscopriamo Martis, nel cuore dell’Anglona, e lo facciamo anche grazie agli appuntamenti che sono inseriti nel vasto programma di Ethnos”.  Dello stesso avviso l’assessora alla cultura Pola: “”Oltre agli eventi principali, sono i piccoli che fanno grande questo festival. Anche quest’anno infatti, in sinergia con gli operatori del territorio il festival entrerà all’interno delle scuole del territorio, il futuro della comunità, e della casa alloggio, memoria della comunità; luoghi che di rado rientrano nel circuito di queste iniziative. Di vitale importanza per la crescita della manifestazione, la rete creata con le biblioteche del territorio, che ricoprono un ruolo fondamentale nel promuovere la letteratura e la pratica della letteratura”.Gli eventi organizzati nelle biblioteche del territorio, si terranno per tutto il mese di novembre secondo un calendario a se stante, nelle quali verranno presentati i libri delle case editrici Catartica e Max 88 edizioni. Si chiuderà il ciclo di presentazioni con una serata di approfondimento sull’editoria domenica 27 novembre a Martis., dove saranno presenti gli editori e alcuni autori delle case editrici. Questa edizione del festival presenta un nutrito programma anche grazie ai numerosi partner che hanno sposato l’iniziativa: i finanziatori, La Regione Sardegna, il comune di Martis, e l’Unione dei comuni dell’Anglona e basse valle del Coghinas; i partner che sono le amministrazioni e le rispettive biblioteche dei Comuni di Perfugas, Laerru, Erula, Sedini, Bulzi, Nulvi, Chiaramonti, Tergu, Ploaghe, Santa Maria Coghinas, Bulzi, Consorzio Sviluppo Anglona ed inoltre La Pro loco Martis, la Pro loco Perfugas, Ali Cooperativa, la Compagnia Barracellare di Martis, l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi di Tempio-Ampurias, Cooperativa SimbranosAssociazione Il Club di Jane Austen, Associazione Culturale Notre Italie-Festival Le Printemps Italien, Comune di Florinas-Festival Florinas in Giallo, Associazione Le Nuvole-FLIB Festival letteratura italiana a Barcellona. Inoltre si ringraziano i partner collaboratori di progetto CoMeS Cooperativa Mediateche sarde, SBANGL, libreria Max88, libreria il Labirinto Castelsardo, l’Istituto Comprensivo Satta-Fais di Perfugas, Comitato della Biodiversità dell’Anglona.

Gli appuntamenti, il calendario, le location e il programma delle serate è consultabile sul sito  https://ethnosfestivals.it   e sui canali social facebook e Instagram   @ethno’sfestivalletterario.  




“Martis in poesia” ricorda Deledda e Carta: dalle donne di Sardegna la coscienza di comunità come antidoto allo spopolamento

Lucia Sechi (a sinistra) e Daniela Masia

MARTIS. “Ci sono donne che hanno lasciato segni profondi, che si sono poste come simbolo della propria comunità coltivando la ricerca di se stesse e delle proprie origini, sospinte da una forza originaria che in queste comunità rappresenta un forte elemento di coesione. Una coscienza sociale che è anche il principale antidoto contro lo spopolamento, al di là delle eventuali opportunità di lavoro e di benessere”. Così Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto Camillo Bellieni, ha analizzato il senso delle profonde riflessioni dedicate a due straordinarie donne di Sardegna come Grazia Deledda e Maria Carta.

Due figure iconiche sulle quali si è concentrata la V edizione di “Martis in poesia”, inserita quest’anno come evento conclusivo del festival letterario Etnos. La manifestazione è stata realizzata a porte chiuse a causa della situazione sanitaria e trasmessa dal centro polivalente in diretta streaming su skype e sulla pagina facebook di Etnos.

Dopo le introduzioni dell’operatrice culturale Francesca Sini e del sindaco di Martis, Tiziano Lasia, l’evento ha preso il via attraverso il monologo teatrale “Viaggio sotto la luna” di Isabella Mastino, nel quale la studiosa, in un crescendo incalzante e appassionato, ha guidato l’ascoltatore tra i sentimenti, i tormenti e le vicende narrate nelle opere della scrittrice premio Nobel, concentrandosi in particolar modo sul romanzo “Nostalgie”, uno dei meno conosciuti e al contempo più belli della Deledda. Il monologo trova il suo riferimento diretto in due libri della Mastino, “Ma io non vedevo quella luna-Breve antologia di Grazia Deledda e “Il viaggio-breve antologia di Grazia Deledda” volume secondo, pubblicati da Alfa Editrice.

Isabella Mastino

La seconda parte della serata è proseguita con le analisi di Lucia Sechi e Daniela Masia, studiose ed esperte della lingua e cultura sarda, che hanno analizzato i testi di Grazia Deledda e Maria Carta utilizzando il sardo come lingua veicolare.

L’intervento di Lucia Sechi, a partire dall’esposizione dei più significativi tratti biografici della Deledda, ha inquadrato la profonda esigenza della scrittrice di affrancarsi dall’ambiente familiare e cittadino. Una condizione che era divenuta al contempo la sua forza ispiratrice, dalla quale attingeva per realizzare le trame delle sue opere. La Sechi ha ricordato alcuni brani del romanzo autobiografico “Cosima”, dai quali emergono i sacrifici di una donna che intendeva realizzarsi in un contesto fino ad allora riservato esclusivamente agli uomini.

Quanto più la Deledda cercava di allontanarsi dalla Sardegna, tanto più finiva per restarne intrappolata da un punto di vista letterario. Come ha ben posto in evidenza Daniela Masia, la maturazione della scrittura cresceva con la coscienza che lei attuava di se stessa: nell’asprezza dei personaggi c’è sempre una rappresentazione dei componenti della sua famiglia; la lirica e l’epica nella descrizione dei protagonisti nascono dall’intimità del suo mondo privato, riproposto in una cornice più alta ispirata in primis dalla letteratura russa che aveva scoperto nella biblioteca di famiglia.

Figura diversa ma altrettanto significativa è stata quella di Maria Carta, la cui voce è stata ricordata come rappresentativa di suggestioni senza tempo: dall’infanzia nel paese di Siligo dove il suo canto rituale, da bambina inconsapevole, era il suo modo di esorcizzare la paura, fino alle esibizioni sui palchi e quindi nelle trasmissioni televisive di visibilità nazionale. Poi il suo lavoro di ricerca sul campo, alla riscoperta di quel patrimonio culturale, dei melismi e delle sensibilità che non è possibile riportare sul pentagramma.

In chiusura di serata il direttore artistico Nanni Campus, rifacendosi alle parole di Michele Pinna, ha ribadito quanto sia importante, per chi si occupa di cultura in Sardegna, ricostruire il tessuto simbolico, e ha perciò rimarcato l’importanza di progetti come Etnos per restituire alle piccole comunità un profondo senso identitario. “Martis in poesia” è organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni assieme all’Amministrazione comunale di Martis, in collaborazione con la Pro Loco di Martis e con l’associazione Elighe Aps, e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.

Francesca Sini (a sinistra) e Michele Pinna



I: ETHNO’S FESTIVAL – DOMANI A MARTIS OMAGGIO A MORRICONE con FRASSETTO QUARTET

“Omaggio a Morricone”del Luigi Frassetto Quartet a Martis per ETHNO’S MUSIC FESTIVAL – evento in collaborazione con il festival CineMartist.

Lunedì 27 dicembre alle ore 21.00 presso il Centro Polivalente Vincenzo Migaleddu.

Il piccolo comune di Martis e il cinema rappresnetano ormai un binomio inscindibile. Il festival CineMartist da diversi anni si è affermato come una realtà culturale non solo locale, con caratteristiche sue particolari, comoe l’attenzione alla didattica del cinema e la presenza e mescolanza del cinema con altre arti: artivi visive soprattutto, grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Sassari, ma anche letteratura, musica. 

Allo stesso modo, è un binomio perfetto quello che lega il cinema alle musiche del giovane compositore e strumentista Luigi Frassetto. Musiche “cinematiche” da sempre, e ispirate alla settima arte, ma anche e sempre più “cinematografiche”, come dimostra la prestigiosa e ben riuscita recente collaborazione con il regista Bonifacio Angius per la composizione della colonna sonora del recente film “I Giganti”, e anche con questo “Omaggio a Morricone” che sarà eseguito lunedì 27 alle 21.00 al Centro Polivalente Vincenzo Migaleddu di Martis per Ethno’s Music Festival.

Martis ha già reso il suo omaggio a Morricone durante il festival CineMartist del 2020, con un murale realizzato dai giovani del paese guidati da studenti dell’Accademia di Belle arti di Sassari. Da allora gli organizzatori hanno tentato di portare in paese questo lavoro di Frassetto, frutto di amore e studio appassionati e meticolosi. Naturalmente, c’era il COVID di mezzo.

Finalmente, con tutte le attenzioni del caso, i tempi sono ora maturi perché queste strade si possano incontrare. Complice proprio il festival musicale Ethno’s che da sedici edizioni anima la stagione invernale del piccolo centro con proposte sempre ricercate e di qualità.

“Omaggio a Morricone” è un progetto in cui l’autore e la produzione, curata dalle Ragazze Terribili di Sassari, credono moltissimo, dedicato a un compositore che è il riferimento di tutti i compositori italiani di colonne sonore. La produzione originale “Omaggio a Morricone” è stata ideata da Luigi Frassetto che la esegue dal vivo (alle chitarre) accompagnato da Marco Testoni alle tastiere, Edoardo Meledina al contrabbasso e Lorenzo Falzoi alle batterie e percussioni. Il concerto è accompagnato da proiezioni delle scene dei film che fanno riferimento alle musiche eseguite, per una piena immersione in un diverso tipo di ascolto della dimensione cinematografica.  

L’evento è organizzato dal Comune di Martis con il supporto della Fondazione di Sardegna. 




La storia del paese attraverso i suoi alimenti: un successo la III edizione di “Martis in poesia”

L’evento organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni è stato caratterizzato da un simpatico concorso nel quale i partecipanti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non aveva molte tracce scritte

MARTIS. Tre primi classificati ex aequo al concorso gastronomico di “Martis in poesia”, organizzato e dall’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Sono “Coccoi cun bagna” proposto dal personale della Comunità alloggio del paese, “Pirichitos de entu” di Gianluca Spezzigu e Giovanna Maria Pala, e quindi la “Picciriella”, uno squisito sformato di zucchine preparato con cura dagli ospiti della stessa casa di riposo, in primis dalla simpaticissima zia Domenica, novantadue anni di esuberanza e allegria.

Le targhe e i riconoscimenti in denaro sono stati consegnati sabato sera sul palco del Centro polivalente dalle mani del giornalista e scrittore Giovanni Fancello, presidente della giuria, accompagnato dalla presidente del Bellieni, Maria Doloretta Lai e dagli altri membri della commissione tecnica formata da Michele Pinna, Tiziano Lasia, Daniela Masia Urgu e Lucia Sechi.

«Attraverso la preparazione dei loro piatti, i concorrenti hanno ricostruito la cucina di un territorio che non ha molte tracce scritte – ha spiegato Giovanni Fancello –. E il risultato è stato sorprendente, considerato che non si tratta di professionisti, ma sono stati raffinatissimi nell’esecuzione. Una manifestazione di questo tipo è importantissima perché iniziamo a scriverne le ricette in italiano e in sardo superando la situazione di una cucina orale che non si trasmette più».

Anche questa terza edizione ha goduto di una importante risposta e partecipazione da parte della comunità, delle zone limitrofe e dei paesi vicini. Vincente la caratterizzazione  di un format innovativo ispirato al connubio tra gastronomia, poesia e filosofia, perché se il cibo è l’alimento del corpo, poesia e filosofia sono gli alimenti dell’anima.

«Nel cibo c’è la storia di un popolo esattamente come nella lingua, è parte integrante della storia dei poveri – ha affermato Michele Pinna –. Riscoprire le tradizioni alimentari vuol dire riscoprire i territori e le attività produttive, le abitudini delle famiglie e i modi di vivere. La filosofia deve fare i conti con la realtà delle persone».

Nel corso della serata Nino Pericu, Roberto Demontis e Michele Pinna hanno eseguito letture e performance coinvolgenti di versi poetici a tema, e sono stati presentati i libri “Durches” di Giovanni Fancello (Arkadia) e “In coghina” di Lucia Sechi (Edes). È stato inoltre proiettato un video-reportage di Salvatore Taras sulle preparazioni realizzate il giorno precedente, passo dopo passo, sotto lo sguardo vigile dei giurati. Il coinvolgimento della casa di riposo è stato oltretutto di fondamentale importanza per dare la possibilità agli anziani, che rappresentano la memoria storica, di affermare ancora una volta il loro ruolo utile all’interno della società.




“Martis in poesia” il 30 e 31 agosto tra cucina tradizionale e letteratura

Venerdì e sabato due giornate alla riscoperta dei piatti tipici locali. Sarà premiata la migliore proposta gastronomica. L’iniziativa dell’Istituto Camillo Bellieni gode della partecipazione dell’esperto Giovanni Fancello

 

MARTIS. C’è un pizzico di poesia anche nell’arte gastronomica. Per questo il 30 e 31 agosto, la terza edizione di “Martis in Poesia” si prepara ad accogliere il primo concorso dedicato ai “Màndigos connotos pagu e irmentigados”. Un’iniziativa che permetterà di riscoprire e apprezzare piatti tipici della tradizione culinaria.

A sfidarsi nella simpatica competizione sono gli stessi abitanti di Martis, individualmente o in team, attraverso la preparazione di pietanze da sottoporre al giudizio insindacabile della giuria. A presiedere eccezionalmente la commissione tecnica sarà il noto giornalista e scrittore gastronomico Giovanni Fancello.

L’iniziativa, organizzata dell’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Tiziano Lasia, propone nel piccolo centro dell’Anglona un format innovativo, caratterizzato dall’incontro tra cibo, poesia e filosofia.

Il programma. Venerdì 30 agosto, alle 18.30, la giuria si dà appuntamento in piazza del Comune per pianificare le valutazioni, e quindi, a partire dalle 19, recarsi per il sopraluogo nelle case dei partecipanti.

I piatti dovranno essere rigorosamente preparati con utensili tradizionali e con prodotti locali nella misura del possibile.

Sabato 31 agosto il raduno è previsto per le 19 in Piazza Santa Croce, dove alle 19.30 saranno presentati due libri di ricette gastronomiche sarde, alla presenza degli autori. Il primo è “Durches” di Giovanni Fancello, una recente pubblicazione di Arkadia che sta riscontrando un notevole successo. Il secondo è “In coghina” di Lucia Sechi, un altro volume molto richiesto edito dalla Edes.

Alla cerimonia di premiazione, programmata in piazza per le 20.30, seguiranno letture di testi poetici sul tema del cibo, con gli interventi dell’attore Nino Pericu e dei poeti Roberto Demontis e Michele Pinna.




Martis, nuovo look con i murales dei giovani artisti dell’Accademia

Durante il festival CineMartist nove studenti di pittura, coordinati dal docente Giovanni Sanna, hanno realizzato opere di street art nel paese

Non solo cinema. Il festival CineMartist (organizzato dal comune di Martis e dal Nuovo Circolo del Cinema con l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” e la Fondazione Sardegna Film Commission) si è aperto quest’anno anche alla pittura con interventi di street art, nei quattro giorni della manifestazione, di nove giovani artisti-studenti dell’Accademia di Sassari. A coordinare il progetto il docente Giovanni Sanna. Alcune pareti, in particolare lungo la via principale del paese, sono così diventate opere pittoriche. Murales realizzati con un linguaggio contemporaneo, da street art appunto, ideati partendo da una ricerca sulle origini di Martis. Ecco così personaggi di leggende e storie martesi rappresentati in modo non convenzionale: il cavaliere Martin Ferrato che diventa un martin pescatore, un orco, un’amazzone, gli occhi della principessa Olentina, le mani della Dormitio Virginis.

“Gli occhi di Olentina” di  Liliano Gallo, Maria Nonna e Martina Blasi

 

“Leggende popolari” di Gabriele Derosas e Matteo Ruoni

“Martineddu” di Antonio Cau

 

“Dormitio Virginis” di Giuseppe Gaspa, Giulia Ginatempo e Barbara Loru