Un mondo che cambia: come orientarsi nella nuova economia digitale
L’economia sta attraversando la più grande trasformazione degli ultimi decenni. L’inflazione riduce il valore del denaro, mentre nuovi strumenti digitali — dalla Blockchain al Metaverso — diventano sempre più presenti nelle conversazioni e nelle decisioni finanziarie. Spesso, però, queste tecnologie vengono percepite come complesse o rischiose, alimentate da notizie confuse o informazioni parziali.
In realtà, la tecnologia non è né buona né cattiva: è l’uso consapevole che ne determina il valore. Ed è proprio questa consapevolezza che l’evento “Lifestyle e Finanza 3.0” vuole trasmettere, attraverso un percorso semplice, pratico e comprensibile a chiunque.
L’obiettivo: capire prima di scegliere
Lo scopo dell’incontro non è creare illusioni né proporre scorciatoie facili, ma offrire strumenti concreti per interpretare la finanza moderna. La Blockchain verrà spiegata in modo chiaro, andando oltre il mito del “solo Bitcoin”, per mostrare perché è considerata una delle tecnologie più sicure al mondo.
Allo stesso modo, il Metaverso sarà presentato come un ambiente dove virtuale e reale si incontrano, generando nuovi lavori, nuove economie e nuove opportunità per chi saprà coglierle.
Finanza sicura, trasparente e alla portata di tutti
Durante l’evento si parlerà di come distinguere progetti affidabili da iniziative speculative, imparando a riconoscere criteri di sicurezza, regolamentazione e sostenibilità. L’obiettivo è permettere ai partecipanti di avvicinarsi alla finanza digitale con maggiore serenità, consapevolezza e autonomia decisionale.
Verrà approfondito anche il concetto di “Lifestyle 3.0”: come integrare le nuove tecnologie nella quotidianità per costruire un benessere economico solido e duraturo.
Un incontro con esperti che parlano in modo semplice
A guidare la serata sarà Ruggero Carlesso, General Manager ATS Ecosystem e Chief Marketing Officer di CFX Quantum Ltd. Con un linguaggio diretto e privo di tecnicismi, accompagnerà i partecipanti nella comprensione dei temi chiave della Finanza 3.0, trasformando concetti complessi in conoscenze pratiche.
A contribuire alla realizzazione dell’evento saranno anche gli organizzatori Gian Felice Lepori e Stefano Putzolu.
Quando e dove si svolgerà l’evento
📅 Venerdì 5 dicembre 2025 🕒 Registrazione alle 18:15 – Inizio lavori alle 18:30 📍 Pegasus Hotel (ex Vialetto) – Via Predda Niedda 37/L, Sassari
La location, moderna e facilmente raggiungibile, offre ampi spazi e parcheggio comodo per tutti i partecipanti.
Domande frequenti: tutto ciò che devi sapere
Serve essere esperti di tecnologia? No. L’incontro è pensato per persone comuni che vogliono comprendere meglio la finanza del presente e del futuro. Basta saper utilizzare uno smartphone per seguire l’intero percorso formativo.
Si parlerà di investimenti sicuri? Si parlerà soprattutto di come valutare le tecnologie e i progetti in modo critico e consapevole, evitando rischi inutili e imparando a riconoscere ciò che è realmente solido e certificato.
L’evento è gratuito? Sì, completamente. L’obiettivo è diffondere cultura finanziaria e promuovere una maggiore consapevolezza nell’uso delle tecnologie emergenti.
Posti limitati per un confronto diretto
Per garantire un ambiente raccolto e favorire il dialogo con i relatori, il numero dei partecipanti è limitato. Una scelta che punta a offrire la massima qualità formativa e la possibilità di chiarire ogni dubbio in tempo reale.
Dal cuore della Sardegna al mondo: il sabato di Carta Carbonia tra identità, diritti e innovazione
Le voci di Giuseppe Corongiu, Maria Francesca Chiappe, Massimo Cerofolini e Mariangela Pira illuminano la penultima serata del festival Carta Carbonia
Carbonia, 26 luglio 2025 – Prosegue questa sera, sabato 26 luglio, la seconda edizione del Festival Letterario Carta Carbonia, un evento Promosso dal Comune di Carbonia con il finanziamento del PN “METRO Plus e città medie Sud” 2021-2027 e il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, in collaborazione con la Scuola di Scrittura Genius e la Libreria Cossu. Dopo due giornate di grande successo, sabato 26 luglio si apre un nuovo capitolo del programma, all’insegna del confronto letterario, dell’innovazione tecnologica e della musica dal vivo.
Ad aprire la serata sarà Giuseppe Corongiu, giornalista e scrittore sardo, con la presentazione di Gherras (Janus, 2025). In dialogo con Nicola Merche, Corongiu esplorerà le tematiche della lingua, dell’identità e delle radici culturali sarde. Il romanzo, uscito a fine giugno, racconta una Sardegna sospesa tra presente e passato, tradizione e trasformazione, in un intreccio narrativo che restituisce voce a storie dimenticate e tensioni ancora vive. Un’occasione per riflettere sul valore della lingua come strumento di resistenza e rinascita.
Seguirà Maria Francesca Chiappe, firma autorevole del giornalismo sardo e autrice del romanzo Uguale per tutti (Castelvecchi, 2025), che sarà intervistata da Lorella Costa. L’opera, a metà tra cronaca giudiziaria e narrativa sociale, affronta temi come l’immigrazione, la violenza minorile e le disuguaglianze nella giustizia italiana. Un intreccio avvincente e attuale, ambientato in Sardegna, che mette in discussione il principio dell’uguaglianza davanti alla legge.
Alle 21:00 salirà sul palco dell’Arena Mirastelle Massimo Cerofolini, giornalista e conduttore Rai (Eta Beta, Codice), con AmazSing!, un talk che unisce giornalismo, tecnologia e storytelling. Attraverso storie reali ed esempi concreti, Cerofolini guiderà il pubblico alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale e del suo impatto sulla vita quotidiana, tra opportunità e dilemmi etici.
A chiudere la parte letteraria della serata sarà Mariangela Pira, una delle voci più autorevoli del giornalismo economico italiano. Con la moderazione di Laura Fois, presenterà Effetto domino (Chiarelettere), un saggio chiaro e accessibile che spiega come le dinamiche economiche globali influenzino direttamente le nostre vite. Dal costo della spesa alle guerre commerciali, dalla crisi climatica al lavoro che cambia: un viaggio tra eventi apparentemente lontani ma con ricadute concrete e quotidiane.
A chiudere la serata sarà il concerto live di Gabriele Loddo e Marco Morandini, due artisti capaci di fondere sonorità moderne, radici folk e contaminazioni contemporanee in un’esperienza musicale coinvolgente ed emozionante.
L’ultimo atto di Carta Carbonia 2025 è in programma, domani, domenica 27 luglio. La giornata finale sarà un mosaico di voci, condivisioni e suggestioni artistiche, a partire dalla presentazione pubblica degli elaborati della Scuola di Scrittura Genius a cura di Paolo Restuccia, scrittore, traduttore, docente universitario e storico regista de Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2.
A seguire, tre grandi protagonisti del panorama letterario e giornalistico italiano.
Gianni Caria, autore di Rosario va in pensione (Il Maestrale), dialogherà con Giovanni Follesa per raccontare con ironia e profondità una Sardegna insolita e sorprendente. Subito dopo sarà il turno di Daria Colombo, con Il cielo su via Padova (Sperling & Kupfer), che parlerà con Marco Corrias di periferie, memoria e impegno civile. Per ultimo Gad Lerner, salirà sul palco dell’Arena Mirastelle per presentare Gaza. Odio e amore per Israele (Feltrinelli) in un confronto intenso e attuale con Paolo Restuccia.
Il gran finale sarà invece affidato a “La storia siamo noi. Voci, suoni e appunti di Sardegna”, una coinvolgente performance poetico-musicale che vedrà protagonisti Flavio Soriga e Gianluca Pischedda, produzione InsulaeLab: un racconto in musica e parole che unisce memoria, identità e passione per la nostra terra.
Ufficio Stampa Carta Carbonia 2025
SPECIALE. Aeroporti nord Sardegna: voci e opinioni del mondo della politica e dell’imprenditoria.
Di Fausto Farinelli
In previsione della fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia, nascerà Nord Sardegna Aeroporti S.p.A. (NSA), un’entità unica che mira a potenziare il sistema aeroportuale del nord della Sardegna. L’obiettivo principale è quello di valorizzare la complementarità tra gli aeroporti di Alghero Fertilia Riviera del Corallo e Olbia Costa Smeralda, puntando su una pianificazione integrata delle attività, dei servizi e degli investimenti. Questa operazione promuoverà lo sviluppo e la creazione di ricchezza per l’intero territorio del Centro-Nord Sardegna, migliorando l’occupazione, il turismo, il PIL, il benessere sociale e la sostenibilità ambientale. La nascita di NSA anticipa la creazione di un unico polo industriale per i tre aeroporti sardi, volto a rafforzare la connettività dell’isola a livello nazionale e internazionale, e prevede un incremento significativo del traffico passeggeri, passando dai 4,7 milioni del 2022 a 7 milioni nel 2030. Inoltre, sono previsti ingenti investimenti infrastrutturali per entrambi gli scali, al fine di sfruttare al meglio le potenzialità dei due aeroporti in termini di capacità, sicurezza, sostenibilità e innovazione
La finalità di questo articolo è di informare e fornire un quadro completo dell’imminente fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia, evidenziando le implicazioni e i benefici per il territorio del Centro-Nord Sardegna. Per garantire un’analisi approfondita e imparziale, abbiamo raccolto le opinioni di esponenti di primo piano nel settore politico e imprenditoriale.
I pareri dei professori. Roberto Devoto e Gianfranco Fancello
Nella questione Alghero-Olbia, l’unico operatore italiano in Sardegna, si discute l’opportunità di affidare la gestione degli aeroporti al settore privato. Nonostante non ci siano obiezioni a priori all’intervento del privato nella gestione delle infrastrutture aeroportuali, è importante considerare la situazione specifica della regione. In Italia ed Europa esistono vari modelli di gestione aeroportuale, dagli aeroporti completamente privati come quelli di Torino e gran parte degli aeroporti tedeschi e greci, ai casi spagnoli in cui il controllo è totalmente pubblico. Il vero dilemma riguarda la peculiarità della Sardegna: la sua natura insulare e la presenza di un unico operatore per la creazione di aeroporti. Il timore principale è che un unico gestore privato possa, per ragioni personali o economiche, influenzare i flussi di traffico o stipulare contratti con vettori preferendo un aeroporto rispetto a un altro. Se da un lato questa situazione potrebbe sembrare una mossa strategica, dall’altro potrebbe penalizzare quegli aeroporti che non beneficiano di un certo numero di traffico. Pertanto, è fondamentale prestare attenzione alle possibili conseguenze di mettere nelle mani di un unico privato la gestione degli aeroporti della Sardegna. Prof. Roberto Devoto
Sul tema della fusione delle due società aeroportuali non c’è, a parere mio, molto da aggiungere, anche perché era “nelle cose” ed, in realtà, molte sinergie erano già evidenti già da prima. Essendo due società con la stessa proprietà, governando due aeroporti entrambi stagionale quindi con le stesse problematiche, che operano sullo stesso bacino di traffico ( ancora di più ciò avverrà con il completamento della Quattro corsie Sassari Olbia ed la quattro corsie Sassari Alghero) la sinergia si rende necessaria per una omogenizzazione gestionale-commerciale, un’analisi della domanda integrata e un contenimento dei costi. Ben altra problematica viceversa si porrà eventualmente nel caso in cui si dovesse parlare di società unica regionale dove invece i ragionamenti sono di tutt’altro tenore. Prof. Gianfranco Fancello
Stefano Lubrano già Sindaco di Alghero: fusione Geasar- Sogeaal mette Alghero a terra
La fusione della Geasar e della Sogeaal, le società che gestiscono rispettivamente l’aeroporto di Olbia e di Alghero, non coglie certo di sorpresa e conferma il piano strategico della F2i, società di investimento controllata da Banche, Fondazioni bancarie e dalla società pubblica Cassa Depositi e Prestiti, per gli aeroporti del Nord Sardegna. La creazione di un’unica società che controlli la gestione dei due aeroporti del Nord Sardegna viene presentata con la necessità di razionalizzare i processi amministrativi e commerciali con l’idea di poter competere sul versante dei costi e aumentare la capacità di attrarre e di meglio contrattare con le compagnie aeree. In realtà questa fusione non è altro che un ulteriore tassello di una più ampia strategia legata al controllo dell’attività aeroportuale in Sardegna che andrà a concludersi con l’acquisizione anche della Sogaer, società di gestione dell’aeroporto di Cagliari che è, per questo motivo, oggetto da alcuni anni di furibondi scontri in seno all’attuale proprietà. Nel frattempo, si formalizza con questa operazione la strategia di F2i che non è solo dettata da aspetti meramente economici ma è ben influenzata da chiari indirizzi politici. Non è infatti un caso che dal 2020, da quando cioè F2i ha acquisito la maggioranza della Geasar, l’aeroporto di Olbia abbia avuto l’opportunità non solo di ampliare il proprio traffico dal punto di vista stagionale ma ha visto crescere la qualità dei passeggeri trasportati con numerose rotte dal Nord Europa. Alghero, acquisita da F2i nel 2016, ha visto invece una progressiva contrazione della propria stagionalità e una quasi scomparsa di collegamenti con paesi europei ad alta capacità di spesa a favore di rotte dai paesi dell’est la cui disponibilità economica non è oggi, purtroppo, comparabile con quella di altre realtà in Europa. Sebbene alcuni ritengono che nessuna azienda privata voglia affossare una propria attività, ricordiamo che non è raro vedere aziende che acquistano concorrenti per chiuderle oppure per ridimensionarle in funzione di un più ampio disegno strategico. Trattandosi di infrastrutture credo che oltre all’aspetto economico vi sia una più ampia strategia politica che punti a valorizzare gli scali di Olbia e Cagliari, tenendo quello di Alghero come ruota di scorta, in uno stato al limite della sopravvivenza. Questa partita, tutta politica, vede la Regione immobile, senza esercitare influenza nonostante la propria presenza nel capitale della Sogeaal di quasi il 30% del capitale azionario. Credo sia ben chiaro come questa fusione vedrà l’organizzazione dei due aeroporti con Olbia che sarà trasformato da aeroporto ad elevata stagionalità ad aeroporto annuale, mentre Alghero verrà relegato ad una attività stagionale giugno-settembre. Le dinamiche di questi ultimi due anni servono a preparare il tutto in attesa del completamento della Sassari-Olbia; una volta completati i lavori di questa arteria stradale ci sarà un cambio immediato con il bacino di utenza del sassarese che diverrà appetibile per l’aeroporto di Olbia. Restando sul tema dei collegamenti stradali, mentre avviene tutto questo, non si sente nulla da parte del Commissario Straordinario Christian Solinas per il primo lotto della Sassari-Alghero, tratto di strada che guarda caso arriverebbe a collegarsi con la strada che conduce all’aeroporto di Alghero. Si dice che forse finalmente siano stati trovati dei soldi ma per certo è chiaro che ancora una volta Alghero resta sempre fuori dagli interessi politici regionali e che ogni cosa che è diritto avere, dalla sanità ai trasporti, per gli algheresi si trasforma sempre in richiesta di elemosina.
AEROPORTI DI ALGHERO E OLBIA, TEDDE: NO AD ATTEGGIAMENTI PRECONCETTI. FUSIONE POSITIVA SE RILANCIA SCALO ALGHERESE.
Cagliari, 22 marzo 2023 –Guardiamo in modo laico alla fusione degli scali di Alghero e Olbia e alla imminente creazione del polo aeroportuale sardo, con l’inserimento di Cagliari. Ma la politica vigili affinché l’operazione non crei un arretramento dei flussi dello scalo algherese-. Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta l’operazione di fusione delle gestioni dei due aeroporti del Nord Sardegna e l’imminente integrazione del polo aeroportuale con lo scalo di Cagliari. “Non mi iscrivo fra i pregiudizialmente favorevoli o contrari all’operazione. E’ evidente che F2I Ligantia Spa, fondo che detiene la maggioranza azionaria del capitale sociale, e che sull’aeroporto di Alghero ha investito, ha interesse a sostenere lo sviluppo dei tre aeroporti e creare ricchezza. Ma è altrettanto evidente che questi benefici non debbono essere prodotti penalizzando l’aeroporto di Alghero, che nel futuro sistema aeroportuale sardo assume la configurazione di un vaso di coccio tra vasi di ferro –sottolinea l’ex sindaco di Alghero-.” Secondo l’esponente politico in questa operazione di prospettiva il ruolo della Regione è essenziale. Come lo era nella precedente legislatura allorché la Giunta di centrosinistra decise di cedere la maggioranza delle quote della società di gestione dello scalo catalano fra le proteste del territorio. Essenziale non solo nella sua veste di socio, seppur di minoranza, della società che gestisce l’aeroporto di Alghero. Ma anche, e soprattutto, come regolatore politico e soggetto istituzionale che finalmente si avvia a creare un nuovo sistema del trasporto aereo finanziando nuove rotte e mettendo in campo importanti risorse per operazioni di comarketing e per aiuti sociali. Nuovo sistema delineato di recente in un convegno ad Alghero e in un incontro della Regione e dell’Università con l’ENAC, che dovrà comunque essere rafforzato da fitte interlocuzioni con F2I Ligantia. “Oggi si apre una nuova stagione. Che potrà essere proficua se la Regione e la politica tutta saranno capaci di ottenere e sostenere per l’aeroporto di Alghero l’affidamento di una “mission” che possa incrementare i flussi e creare ricchezza. Obbiettivo che diventerà più facile da raggiungere se nel futuro polo aeroportuale sardo ai due scali del Nord sarà consentito fare fronte comune per far valere il loro peso nei confronti dell’aeroporto di Cagliari. Operazione che dovrà necessariamente essere inserita in una nuova coesione politica del territorio del Nord Sardegna, che sappia fare massa critica per contrastare le politiche regionali che oggi lo vedono soccombente nei confronti del Sud dell’isola, anche in termini di perequazione delle risorse finanziarie regionali –chiude Tedde-.
Intrieri, Aeroitalia: Fusione tra aeroporti con stessa proprietà: un passo verso l’efficienza e l’ottimizzazione dei servizi
Credo che questa fusione aiuterà a efficientare i servizi trai due aeroporti visto che , tra l’altro, hanno la stessa proprietà di maggioranza. Da un punto di vista del Business e del management le integrazioni sono sempre positive per un maggiore efficientmento dei processi e quindi devono essere accolte con favore. Gaetano Intrieri AD di Aeroitalia
Mario Bruno: bene la fusione, ma sia egualitaria. Ora il piano dei trasporti.
L’avvio del percorso di fusione tra Sogeaal e Geasar può essere una buona notizia, soprattutto laddove l’operazione si associa alle finalità dichiarate su incremento del turismo, dell’occupazione, della sostenibilità sociale, economica e ambientale. La bontà dell’iniziativa è misurabile: si pone obiettivi quantitativi di traffico passeggeri davvero ambiziosi, che dovranno essere distribuiti con equità tra i due scali. E vanno perseguiti nel breve e nel medio termine. Gli investimenti annunciati sui due scali, rientrano poi in quella ricerca di qualità e attrattività che possono far bene soprattutto ad Alghero, anche in ottica di una espansione della parte commerciale dello scalo e di crescita dei ricavi e degli utili no aviation. La solidità del network aggiungerà capacità contrattuale nei rapporti con i vettori. Almeno, questo è l’auspicio. Ciò che caratterizza una operazione di fusione di due soggetti economici in una realtà nuova, capace di sinergie, economie di scala, specializzazioni e rispetto delle peculiarità, è l’uguaglianza sostanziale. E dovrà esserci, come condizione imprescindibile, tra le due porte d’accesso alla Sardegna centro settentrionale tutta, nella reciprocità tra gli scali. E’ un percorso che apre la strada ad altre sinergie tra territori non concorrenziali, ma assolutamente complementari. Un’operazione che non nasconde – ed è un bene – l’auspicata creazione di un unico polo con i tre aeroporti sardi, tale da realizzare il sistema aeroportuale sardo, da decenni agognato. Cosa manca? Manca l’apporto della Regione in termini di garanzie pubbliche e di interventi infrastrutturali. Serve un piano regionale dei trasporti che assicuri una missione – in sintonia con le società di gestione – per ciascuno scalo: business, turistico, affari o low cost, e una diversificazione di rotte e vettori; occorre studiare e investire ancora nel co-marketing, utilizzando ciò che si può fare nelle pieghe della normativa europea per garantire maggiore traffico; serve completare senza ulteriori indugi la strada Sassari-Alghero e la strada Sassari-Olbia, al fine di creare una continua connessione attraverso la principale arteria stradale del nord Sardegna, eterne incompiute; servono alleanze immediate con le comunità del centro Sardegna. Una buona notizia, dunque, da seguire con cura, senza pregiudizio, con la lungimiranza che è dote fondamentale per programmare e per unire il pubblico e il privato nel raggiungere l’interesse collettivo. Che sia la volta buona.
Giancarlo Acciaro: ” la regione deve poter contare di più nella nuova società”
Giancarlo Acciaro, esponente della Regione Sardegna nel CDA di SOGEAAL, ha dichiarato di essersi astenuto dal voto nel consiglio di amministrazione, in linea con le indicazioni del suo partito e del Presidente Solinas. Acciaro sostiene che la Regione Sardegna dovrebbe avere maggiore peso all’interno della nuova società, pur non esprimendosi al momento su possibili aumenti di quote azionarie. Inoltre, l’esponente regionale ritiene che sarebbe preferibile la creazione di una holding che gestisca le tre società di gestione degli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari. Pur accogliendo favorevolmente l’intervento del privato, Acciaro sottolinea l’importanza di garantire alla Regione un ruolo significativo nelle scelte politiche riguardanti gli aeroporti sardi.
Di Gangi FDI attende il piano industriale per valutare obiettivi e impatti
Marco Di Gangi, esponente di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo punto di vista sulla fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia. Di Gangi sottolinea che il successo dell’operazione dipende dagli obiettivi perseguiti, quali risparmiare sui costi del personale o efficientare la gestione del sistema dei trasporti. Tuttavia, l’esponente politico evidenzia l’importanza di valutare il piano industriale, che al momento non è ancora noto. Pertanto, Di Gangi invita a mantenere un atteggiamento prudente, aspettando di comprendere meglio cosa accadrà prima di trarre conclusioni sul futuro della fusione tra le due società aeroportuali.
Andria: Fusione dei due aeroporti sardi: tra soddisfazione e scetticismo
La fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero suscita reazioni contrastanti. Da un lato, c’è chi esprime soddisfazione per il processo già avviato, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i sindaci del territorio interessato. Dall’altro, emergono dubbi sulla reale efficacia dell’intervento, con richiami a precedenti esperienze negative, come la gestione delle risorse idriche e la Chimica Verde. In attesa degli Stati Generali, si sollecita serietà e rispetto per le aspettative del territorio.
Sandro Usai: “Fusione Aeroportuale in Sardegna: Opportunità di Sviluppo o Rischio per i Territori?”
Un amico mi ha chiesto il mio parere sulla fusione di Sogeaal e Geasar, le società che gestiscono gli aeroporti di Alghero e Olbia, in una nuova entità chiamata Nord Sardegna Aeroporti Spa. Due diverse prospettive mi vengono in mente: una “sistemica” e una “anti-sistema”.
La visione sistemica vede vantaggi nella gestione unitaria sotto F2i Ligantia, poiché permetterebbe alla Sardegna di superare il suo sviluppo basato sul sistema aeroportuale regionale. L’anti-sistema, invece, teme che un soggetto privato, pur con partecipazione pubblica come Cassa Depositi e Prestiti, possa esercitare un controllo cannibalistico sui centri cruciali per lo sviluppo e l’economia dell’isola.
I sostenitori della visione sistemica ritengono che un’unica società di gestione potrebbe avere maggiore potere di acquisto con i vettori aerei e pianificare più razionalmente i flussi di passeggeri. Tuttavia, la visione anti-sistema teme che un unico gestore possa diventare talmente potente da agire in modo non allineato con le esigenze dei residenti e dei non residenti.
Per analizzare la situazione, propongo alcune domande per capire se le scelte aziendali coincidono con le esigenze della Sardegna e dei sardi:
A) La gestione unitaria dei tre aeroporti porterà benefici ai residenti in termini di miglioramento dell’accesso alla mobilità verso gli aeroporti nazionali e internazionali?
B) La gestione unitaria è la soluzione migliore per lo sviluppo dei territori senza indebolire o fagocitare uno di essi?
C) È preferibile per i vettori aerei trattare con una società di gestione unitaria o con singole società che si occupano dei singoli aeroporti?
D) La fusione consentirà a Ryanair di operare anche da Olbia?
E) A quale centro di potere risponde la società di gestione unica nelle sue scelte strategiche e di investimento?
F) È possibile prevedere un sistema di contrappesi nella struttura societaria per proteggere i residenti da politiche di gestione che puntano al mero profitto?
G) La società di gestione ha sede legale in Sardegna?
H) Come sono rappresentate le aree metropolitane intorno ai tre aeroporti nel CdA della società di gestione?
Trovare risposte a tutte queste domande non è facile. Tuttavia, è importante che i territori esigano un ruolo responsabile nel CdA e non delegare la rappresentanza alla Regione Sardegna, poiché spesso si rivela il peggior nemico dei sardi. Un esempio potrebbe essere l’acquisizione di azioni riservate ai soggetti territoriali da parte della Città Metropolitana di Cagliari.
Per Alghero e Olbia, l’unificazione della gestione attraverso la fusione societaria sembra una conseguenza naturale
Daga: Fusione Aeroportuale in Sardegna: Una Svolta per il Settore e un’Opportunità per i Territori
Sono tempi di cambiamento per il settore aeroportuale in Sardegna, mentre la politica fatica a trovare soluzioni sulla continuità territoriale, creando difficoltà negli spostamenti per i sardi. Tuttavia, c’è chi dimostra con i fatti di avere il giusto approccio al mercato: la fusione tra gli aeroporti di Alghero e Olbia nel Sistema Aeroportuale del Nord Sardegna, gestito da F2i, si profila come una svolta per il settore.
Questa scelta rivoluziona i rapporti di forza tra vettori e territorio, permettendo alla Sardegna di presentarsi sul mercato con maggiore forza e coordinamento. F2i, infatti, mantiene gli impegni con il territorio e con la Sardegna, dando vita al sogno di una regia unica per la gestione degli aeroporti.
Tuttavia, Cagliari, per ora, non cede le quote, ritenendo di essere autosufficiente. Ma è probabile che, nel tempo, anche Cagliari comprenda che per competere in un mercato in cui esiste un avversario forte come il Sistema Aeroportuale del Nord Sardegna, non bastano campanilismo, orgoglio e mire di autosufficienza.
Nella situazione precedente, a rimetterci erano i sardi e i turisti che desiderano volare con agibilità da ogni “porta” della Sardegna, senza dover affrontare territori scoperti ed altri iper collegati. Ora, con la fusione, si prospetta la fine dell’era degli aeroporti e territori in concorrenza al ribasso, dove invece di guidare il mercato da una posizione di forza, si combattevano con colpi bassi e con la connivenza della politica, come dimostrano le crisi passate con Ryanair.
Grazie al nuovo soggetto regolatore, nei tavoli di negoziazione sarà possibile agire con maggiore incisività per incentivare il traffico aereo, nel rispetto delle vocazioni di ciascun territorio. La fusione aeroportuale in Sardegna segna quindi una svolta per il settore e un’opportunità per i territori coinvolti, aprendo un capitolo di speranza e crescita per la regione.
Dario Balotta, pres. osservatorio nazionale sui trasporti: Razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia: F2i punta a un approccio unificato”
F2i, il fondo di investimento che gestisce già numerosi aeroporti italiani tra cui Trieste, Torino, Napoli e partecipa al 50% nella gestione degli aeroporti di Milano, ha deciso di avviare un’operazione di razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia. La decisione era prevedibile, considerando che entrambi gli scali, in particolare quello di Alghero, stanno attraversando un periodo di crisi.
Il fondo di investimento mira a ottenere un profitto da queste attività e per farlo, è necessario che la Regione chieda un piano industriale, al fine di verificare se esso possa rispondere alle esigenze territoriali e sociali attuali del nord della Sardegna. Con la gestione unificata, F2i avrà la responsabilità di un traffico di 4,5 milioni di passeggeri, di cui 1,5 milioni ad Alghero e 3,1 milioni a Olbia.
La razionalizzazione è necessaria soprattutto considerando che la gran parte degli aerei che operano nel nord della Sardegna appartengono a compagnie low cost, note per la loro attenzione ai costi. In prospettiva, sarà interessante capire quali funzioni F2i intende attribuire ad Alghero e quali ad Olbia.
L’urgenza di questa decisione è accentuata dal ritiro del Principe Aga Khan, un importante investitore, dalla gestione dell’aeroporto di Olbia attraverso la sua compagnia di bandiera italiana. Le incertezze che hanno caratterizzato la situazione fino a qualche anno fa sono ora scomparse, lasciando un fondo privato a gestire queste incombenze senza che la Regione abbia alcuna voce in capitolo e, soprattutto, senza proposte concrete da avanzare.
La razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia rappresenta una sfida importante per F2i e per il territorio, che dovranno collaborare per garantire la sostenibilità e il successo di entrambi gli scali nel panorama aeroportuale italiano.
Umberto Borlotti: Fusione tra aeroporti sardi: un gioco di strategie e interessi tra F2i e la Regione
Se io fossi F2i cercherei di acquisire la maggioranza di tutto il pacchetto azionario dei tre aeroporti sardi
Se io fossi Regione: Non cederei mai le chiavi delle tre porte d’ingresso rimanendo subalterno alle politiche per favorire la mobilità dei residenti e l’accesso dei turisti
È chiaro questa fusione/annessione di Alghero con/a Olbia è la mossa del cavallo per conquistare Cagliari.
F2i non ha, ovviamente, ancora reso noto il piano industriale con il quale ha acquistato Alghero; quindi non si saprà mai se avevano intenzione di potenziare lo scalo in sana concorrenza con Cagliari e Olbia.
Oggi si capisce il perché.
Divrersi anni fa quando l’aeroporto di Brescia aveva deciso di investire pesantemente sul cargo in concorrenza con Malpensa la SEA se l’è comprato e il progetto è morto. L’aeroporto di Alghero in questo scenario avrà sempre di più un ruolo marginale e si potrà tenere in vita sempre e solo con i soldi di mamma RAS
Nulla verrà più deciso qui. Se andrà in porto fra qualche anno assisteremo alla vendita dal Fondo ad altri con il taglio delle aziende meno interessanti
Spero che la Regione non faccia lo stesso errore del 2016
San Giuliano ancora nei TOP 10 al mondo
Arriva a pochi giorni dalla fine dell’anno la notizia più attesa: San Giuliano conquista ancora una volta la classifica più illustre e conferma, per il secondo anno consecutivo, la leadership di migliore azienda olearia italiana al mondo, collocandosi nella Top 10 stilata dall’Evoo World Ranking dedicata ai produttori.
Ma non è tutto, perché gli oli San Giuliano sono anche i primi italiani a comparire tra gli extravergini più premiati e apprezzati dalle giurie globali con il Monocultivar Bosana che fa conoscere con grande orgoglio il gusto di Alghero e della Sardegna da New York a Tokyo, da Gerusalemme a Zurigo, da Pechino a Berlino. Seguono le linee Premium Fruttato e Biologico Cuor d’Olivo, il Primér e, quindi, l’Originale che con i loro elevati punteggi contribuiscono al piazzamento del Bel Paese al primo posto delle nazioni produttrici più virtuose.
“Alla base di questi 68 premi acquisiti in tutti i continenti nell’arco del 2022, e per i quali abbiamo evitato di tediare le redazioni – commentano dall’azienda – si trova sicuramente il lavoro di ricerca che svolgiamo quotidianamente per migliorare la tecnologia produttiva e la ferma volontà di essere al centro del cambiamento e dell’innovazione a livello internazionale.” La Domenico Manca è infatti nota per il suo approccio dinamico, sempre concretamente rivolto al futuro e il risultato odierno ne è la conferma. “Con l’ausilio di un team di agronomi dall’alto profilo professionale – continuano – ci stiamo impegnando a portare ai vertici internazionali anche l’olivicoltura locale applicando le più avanzate tecniche agronomiche e di precisione, oltre ad una tecnologia di assoluta avanguardia per la lavorazione delle olive e l’estrazione dell’olio: tutto viene progettato per ottenere esclusivamente extravergini di eccellenza, con profili organolettici ricchi e caratterizzati dai sentori e dagli aromi più tipici delle migliori varietà locali, nazionali ed internazionali.”
Grande attenzione dunque al contenuto di ogni singola bottiglia, ma anche a come questo viene rappresentato. È proprio di poche settimane fa la notizia della nuova veste grafica delle etichette San Giuliano, un design spiccatamente moderno, seppur ricco di tradizione, che fa emergere con chiarezza l’attitudine al cambiamento e porta sulle tavole italiane ed estere tutta la vivacità di un’azienda in costante fermento.
La notizia è stata dunque accolta molto positivamente, ma in azienda non ci si culla sugli allori e si guarda già al fitto piano di investimenti per il 2023 che riguarderà l’installazione di nuove linee di produzione ad alta intensità tecnologica, un magazzino di stoccaggio automatizzato, lo sviluppo di packaging ecosostenibili basati sui biomateriali, l’ampliamento della gamma con nuovi profili organolettici e di nuove cultivar, la tracciabilità sempre più capillare, la messa a dimora di nuove piantagioni e la conferma del massimo punteggio possibile AA+ , già ottenuto quest’anno, nelle due più importanti ed esigenti certificazioni al mondo di processo e di prodotto.
Il mondo sul podio. Vietnam, Italia e Albania si aggiudicano Isreal 2022
Vietnam, Italia e Albania sul podio, per la menzione speciale ci si trasferisce invece in Russia. IsReal 2022 mostra ancora la sua anima meticcia e internazionale e una qualità della proposta a tutte le latitudini. Dopo una settimana intensa di proiezioni stasera i verdetti della giuria sul concorso internazionale: primo premio (3500 eu) per Children of the mist della regista vietnamita Hà Lệ Diễm, secondo classificato (2000 eu) Michele Sammarco con Sorta Nostra, terzo premio (1000 eu) per la slovena Marija Zidar che ha firmato Reconciliation. Menzione speciale della giuria per Evgenia Arbugaeva e Maxim Arbugaev che hanno firmato la regia di Haulout.
I vincitori. Sul gradino più alto del podio il coraggioso film di Hà Lệ Diễm che racconta la storia di Di un’adolescente che vive nelle montagne del Vietnam. Fa parte della comunità Hmong, una minoranza dove ancora sopravvive la pratica del “rapimento della sposa”: durante la festa del Capodanno lunare, le ragazze minorenni vengono sequestrate dagli aspiranti mariti per poi essere date in sposa contro la loro volontà. Di sogna di sfuggire a questo destino, il medesimo di sua madre e della sorella maggiore. Lei appartiene infatti alla prima generazione di donne che ha avuto l’opportunità di studiare fino alle scuole superiori e si prepara agli esami finali per poter abbandonare il villaggio. Ma quando le festività del Capodanno si avvicinano, la madre teme che Di possa essere anch’essa rapita. Con il suo primo lungometraggio, la regista Hà Lệ Diễm racconta la storia di uno scontro tra le antiche consuetudini patriarcali e le aspirazioni moderne di una giovane donna nel Vietnam rurale. Children of the Mist è il ritratto di una femminilità combattiva, che rifiuta ogni forma di vittimizzazione.
Il secondo classificato Sorta Nostra di Michele Sammarco ci porta in Puglia accanto a Michele e Maria che hanno trascorso tutta la loro vita a lavorare come contadini nel loro piccolo paese. A più di ottant’anni d’età, si recano puntuali nei campi quando arriva la stagione del raccolto. Osservano gli ulivi che hanno piantato quando erano giovani: l’orgoglio di una vita di fatiche e una fonte di sostentamento per la famiglia. Oggi le olive giacciono a terra, poiché nessuno le raccoglie più come un tempo. Il regista è il nipote dei due anziani protagonisti, porta lo stesso nome e cognome di suo nonno paterno, filma i loro volti e le mani segnate dal lavoro nei campi con tenerezza e vicinanza. Stanno seduti in casa, conversano, vanno a passeggiare. Sorta nostra è una commovente riflessione sul passaggio del tempo, che mostra con grande malinconia le conseguenze dell’esodo rurale nel sud Italia. Dal senso di rassegnazione, tuttavia, emerge un sentito omaggio a due testimoni di un mondo contadino ormai scomparso da salvare dall’oblio.
Terzo premio a Marija Zidar con Reconciliation. Lavoro davvero intenso e faticoso che ci conduce in Albania dove vige l’eredità secolare del Kanun albanese, antico corpus di leggi tribali che ancora regola la convivenza nelle comunità più remote del Paese, ogni omicidio deve necessariamente essere vendicato nel sangue oppure venire pubblicamente perdonato dalla parte lesa secondo uno specifico rituale tradizionale. Così, quando una diciottenne viene uccisa in un aspro regolamento di conti familiare il padre, in lutto, è tormentato a causa delle pressioni che riceve dal vescovo locale e dal presidente di una ONG che gli chiedono non solo di perdonare l’assassino in carcere e la sua famiglia ma anche di riconciliarsi con loro, come l’antico codice richiederebbe. L’esordio al lungometraggio documentario della giornalistae sociologa Marija Zidar, frutto di cinque anni di ricerche e riprese, è un intenso ritratto comunitario in cui le leggi dell’uomo e persino la religione si confrontano con la persistenza di ancestrali radici culturali in un’opera che ha la portata di una tragedia greca del nostro tempo.
Menzione speciale Haulout di Evgenia Arbugaeva, Maxim Arbugaev. Questa volta gli autori puntano il focus su una remota costa dell’Artico russo, in una capanna battuta dal vento, un uomo attende di assistere a un antico raduno. Nell’avamposto solitario e glaciale di Enurmino, un tempo terra di pesca per la comunità Chukchi, le giornate trascorrono nel segno di un tempo immobile e rarefatto. Il silenzio domina il paesaggio sconfinato e accompagna le attività quotidiane dell’uomo, fino a quando oltre la soglia della sua abitazione non si manifesta un evento di impressionante portata: decine di migliaia di trichechi si assembrano sulla piana a causa del riscaldamento dei mari e dell’aumento delle temperature.
L’eccezionale corto di Evgenia Arbugaeva and Maxim Arbugaev racconta con potenza visionaria il drammatico effetto del cambiamento climatico su una specie animaleche ne risente da tempo: il titolo (letteralmente “venire in superficie”) indica infatti il comportamento dei pinnipedi che abbandonano in massa l’habitat acquatico per approdare sulla terraferma a scopo di nutrimento e, oramai, per la loro stessa sopravvivenza.
Cala il sipario su IsReal 2022, l’edizione della ripartenza in presenza carica di entusiasmo e di partecipazione.
“Sono molto soddisfatto dell’esito della settima edizione che ha visto una buona partecipazione da parte del pubblico che la giuria ha saputo valorizzare al meglio i film proposti in concorso. Le opere premiate rappresentano il meglio che ha da esprimere il cinema documentario contemporaneo con particolare attenzione alle tematiche sociali e ambientali”, ha detto il direttore artistico di IsReal Alessandro Stellino.
Registi, spettatori, tecnici, esperti e semplici appassionati arrivati da ogni latitudine per godere i vari momenti di un festival di grande impatto e pathos. Una soddisfazione non da poco per l’Istituto superiore regionale etnografico, che festeggia proprio quest’anno i 50 anni di attività, mezzo secolo davvero denso di attività ed iniziative e tra queste – proprio secondo mission – il cinema etnografico, documentario legato a narrare la realtà con una corretta ed attento focus. Un orizzonte descritto dall’Isre con i suoi festival, prima con il Sieff e ora – da ben sette stagioni – con IsReal che di fatto ha ereditato quel patrimonio attualizzandolo e connettendolo sempre di più ai nuovi scenari.
E anche il focus dedicato a Michelangelo Frammartino uno dei registi più radicali e rilevanti emersi nel panorama internazionale ha fatto breccia, così come la riproposta di un film cult del 1962 come Mondo Cane di di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara, Franco Prosperi ancora di una forza e intensità straordinaria.
Addio a Michele Pinna: in lutto il mondo della lingua e della cultura sarda
SASSARI. È stato tra i fondatori e l’anima trainante dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari per oltre trent’anni. Michele Pinna si è spento la scorsa notte all’ospedale di Sassari lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dell’istruzione, della lingua e della cultura della Sardegna. L’Istituto Bellieni, a nome della presidente e di tutti i collaboratori si stringe con affetto attorno ai figli Attilio e Maria Antonietta, da sempre vicini alle attività portate avanti con passione dal padre nella storica istituzione di via Maddalena.
«È una grave perdita per la famiglia, per tutti noi del Bellieni, per la città di Sassari e per la Sardegna», ha affermato con commozione la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai, che è stata al fianco di Pinna per molti anni nella dirigenza dell’istituto e sua allieva durante gli anni del liceo.
«Michele è stato un insegnante severo, un amico, una persona generosa che ha sempre concesso a tutti un’opportunità, dando fiducia non senza rimproveri – ha proseguito Lai –. È stato un uomo di grande umanità, con le sue fragilità, un intellettuale che ha voluto mettere al servizio della comunità la sua ampia cultura, per dare risalto al valore della nostra identità, del nostro territorio e della nostra lingua. Ha fondato l’Istituto Camillo Bellieni nel 1989 e ne ha seguito ogni passo fino alla fine».
Di sentimenti profondamente sardisti, Michele Pinna era nato nel 1952 a Bono, la patria di Giovanni Maria Angioi, cosa della quale andava fiero. Dopo aver trascorso l’infanzia tra Bono e Bultei (paese d’adozione fino agli anni della prima adolescenza), aveva compiuto gli studi tra Nuoro, Ozieri e Firenze. Laureatosi in Filosofia aveva quindi proseguito le attività di ricerca tra Genova, Parigi e Bochum.
In questi anni ha svolto l’attività di docente in numerosi licei fino alla pensione, e ha pubblicato diversi saggi d’interesse filosofico, psico-antropologico e letterario. È stato il fondatore dell’officina Filosofica dell’Is.Be, ideata per combattere la confusione dei tempi contemporanei, con la volontà di riportare “l’attenzione su noi stessi, sulla cura di sé, degli altri e del mondo che ci circonda”.
Direttore e fondatore della rivista “Sesuja”, ha diretto numerose collane editoriali per la casa editrice Edes. Sono infinite le iniziative realizzate come direttore scientifico dell’Is.Be, tra le quali spiccano le battaglie per l’introduzione della lingua sarda nelle programmazioni di RAI Regione.
Una delle sue ultime apparizioni pubbliche era stata lo scorso luglio a Sassari per la presentazione della bozza dello Standard ortografico della lingua turritana, un importante traguardo che ha visto il Bellieni nel ruolo di coordinatore.
Prolifica anche la sua attività di poeta. Lascia un libro in fase finale di stampa dal titolo “Poetosofia” dove la prima, la regina delle sue opere, è non a caso “Dimandas”: la domanda di un poeta-filosofo che fino all’ultimo non ha mai smesso di chiedersi “il perché delle cose”.
«Non ha avuto paura di delegarci, di darci responsabilità, di affidarci ciò per cui ha lavorato una vita – ha detto infine Doloretta Lai –. La memoria rimanere nel tempo, per ciò che si è fatto e si è realizzato. Ma soprattutto per l’affetto e l’amore che si è trasmesso. Credo che chiunque lo abbia conosciuto ne porterà con sé un bel ricordo, un ricordo affettuoso».
Dalla Sardegna al Campionato del Mondo RS21 in Croazia. Le due barche di Nox Oceani portano i colori dello Yacht Club Cala dei Sardi
Ci sono anche due equipaggi sardi tra i 40 iscritti al primo Campionato del Mondo della classe monotipo RS21, evento velico che ha preso il via martedì 1° novembre a Biograd na Moru in Croazia. Si tratta degli atleti del Nox Oceani, il Sailing Team fondato da Francesca de Natale che ha come mission il rispetto per l’ambiente e l’impegno sociale.
A sfidarsi nel mare della Croazia sino al prossimo 6 novembre ci sono ben 160 velisti in rappresentanza di tredici nazioni. Tra questi, i dieci componenti del team Nox Oceani e portacolori dello Yacht Club Cala dei Sardi vantano già alcuni importanti primati come il più giovane atleta in gara di questa prestigiosa competizione. Giorgio Nocella, 10 anni, un promettente timoniere di Optimist, è a bordo con suo padre Andrea, insieme ad Alessandro Balzani, Giuseppe Marras e Costantino Cossu, mentre i cinque componenti della seconda barca di Nox Oceani sono tutti ragazzi di età compresa tra i 13 ed i 21 anni. Laura Murineddu, Andrea De Matteis, Francesco Columbano, Riccardo Serra e Ferdinand Palomba formano l’equipaggio più giovane della flotta RS21. E infine, Nox Oceani, con due barche in gara, è il team più numeroso di questo Campionato del Mondo.
Per Nox Oceani la vela è il veicolo per diffondere un forte messaggio di rispetto dell’ambiente dove i giovani atleti diventano i veri testimonial di questa mission. Non a caso è stato scelto l’RS21, una barca moderna costruita utilizzando materiali riciclati e riciclabili. Non solo. Il motore che la spinge dentro e fuori dal porto è elettrico ed è stata progettata per essere impilabile, così che più barche possano essere trasportate insieme da un solo veicolo. Inoltre la RS21 International Class sceglie le località dove svolgere le regate in base a principi di sostenibilità e rispetto dell’ambiente.
«Essere qui in Croazia – raccontano il Presidente di Nox Oceani Luca Giovannini e il team manager Camillo Zucconi – è la nostra prima vittoria. Il livello è molto alto e i nostri ragazzi hanno la possibilità di vivere una grande esperienza. Questo primo Campionato del Mondo di classe RS21 è già un successo, ci sono i più forti professionisti della vela e per noi di Nox sarà una grande sfida considerato l’altissimo livello dei regatanti. È importante esserci e fare esperienza in vista della stagione 2023 dove il mondiale sarà a Puntaldia, in Sardegna» concludono Giovannini e Zucconi.
www.noxoceani.it www.yccds.it
Tramudas – Sos sardos in su mundu / Migrazioni – I sardi nel mondo
Venerdì 30 settembre si apre a Stintino una nuova tappa espositiva della mostra fotografica “Tramudas – Sos sardos in su mundu / Migrazioni – I sardi nel mondo”, iniziativa dell’Associazione Ogros, realizzata con la cooperazione dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro, sovvenzionata dalla Fondazione di Sardegna. L’esposizione sarà allestita in tre spazi diversi, tutti ubicati all’interno del territorio del Comune di Stintino, che patrocina e sostiene l’evento. La gran parte delle immagini verrà presentata presso lo spazio espositivo del Mut (Museo della Tonnara), luogo quanto mai evocativo per un lavoro sulla migrazione umana, attitudine e bisogno che ci accomuna a tanti esseri viventi, inclusi i “tonni di corsa”. Alcune fotografie saranno invece esposte presso la caffetteria di Pozzo San Nicola “Sapores Antigos” di Maria Musia; altre immagini troveranno spazio all’interno del bar Meloni, in via Sassari a Stintino, storico locale del bel borgo marinaro, nato dopo la creazione, all’Asinara, di un penitenziario e una stazione di quarantena. La scelta espositiva diffusa nasce dall’intento di coinvolgere maggiormente l’intera comunità stintinese, portando una proposta culturale anche in spazi non esplicitamente dedicati.
“Tramudas – Sos sardos in su mundu” presenta parte della documentazione visuale realizzata dal fotografo sassarese Antonio Mannu nell’ambito di un’inedita ricerca sulla migrazione sarda contemporanea, realizzata dall’Associazione Ogros tra il 2008 e il 2016. Nell’arco di oltre 7 anni di lavoro, attraverso interviste video registrate, sono state raccolte le testimonianze di più di 170 persone, incontrate in 21 paesi di 4 diversi continenti.
L’esposizione fotografica documenta la vita e il lavoro di sarde e sardi che vivono in luoghi diversi del pianeta, con immagini realizzate in situazioni e contesti eterogenei, in paesi distanti nella geografia, nella storia, nella cultura, nel tessuto economico e sociale. Letizia Battaglia, la grande fotografa palermitana scomparsa quest’anno, ha scritto in proposito: “Ho guardato con attenzione le fotografie realizzate da Antonio Mannu per il suo progetto sulla migrazione sarda, un lavoro eseguito in diversi anni e svariati paesi. Lo ritengo interessante e utile, anche per la riflessione a cui ci porta l’evidenziare che lasciare la propria terra di origine è uno dei temi più drammatici di questi anni.” La spagnola Cristina Garcia Rodero a sua volta ha detto: “Il progetto fotografico sull’emigrazione sarda di Antonio Mannu è un lavoro fatto con amore, creatività e valentia, difficile sia sotto l’aspetto documentale che concettualmente. Con uno sguardo umano, sincero e sensibile, dona ai protagonisti grande dignità e forza.”
La mostra sarà inaugurata venerdì 30 settembre, alle 18, presso il Museo della Tonnara a Stintino. Resterà allestita per tutto il mese di ottobre. Il Mut osserverà i seguenti giorni e orari di apertura: il venerdì dalle 15 e 30 alle 19; sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 e 30 alle 19. La caffetteria Sapores Antigos sarà aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 6 e 30 alle 21; il Bar Meloni aprirà tutti i giorni, dalle 8 e 30 alle 13 al mattino, dalle 17 alle 20 e 30 al pomeriggio. Chiusura domenicale.
Olio San Giuliano: sesto produttore al mondo e primo italiano nella Top World Producers dell’EVOO World Ranking 2021
Sempre più in alto nella classifica mondiale dei produttori più premiati. Il marchio italiano San Giuliano, sede ad Alghero in Sardegna, ha quest’anno raggiunto la top 10 arrivando in sesta posizione. A un passo dal podio della classifica delle 100 migliori aziende olearie al mondo, conserva dal 2020 il primato di miglior impresa italiana con un ragguardevole balzo in avanti dal ventesimo posto. Un punteggio che contribuisce alla vittoria del Bel Paese nella classifica dedicata alle nazioni, dove il tricolore sventola più in alto delle bandiere della Spagna e della Grecia.
Bene l’azienda e bene i suoi olii che si sono piazzati ottimamente nelle liste dedicate alle diverse etichette della casa italiana. Una vera incetta di premi.
Il prestigioso riconoscimento è il frutto di un lungo e mirato percorso di affinamento della qualità legato a doppio filo all’incessante lavoro di ricerca nell’innovazione dei processi produttivi. Attenzione totale: dal campo alla bottiglia, nessun passaggio viene escluso. Lo spiega l’amministratore delegato dell’oleificio San Giuliano Pasquale Manca: “Perseguire la qualità attraverso l’innovazione è il nostro principale obiettivo, è un cammino che ci impegna quotidianamente e che non può prescindere dalla sostenibilità ambientale”. E su questo tema il manager puntualizza: “Facciamo sempre di più affidamento sull’agricoltura 4.0, in collaborazione con l’Università di Sassari, attraverso l’utilizzo di tecniche di precisione che permettono di minimizzare l’impatto ambientale e utilizzare le risorse disponibili nel modo più efficiente possibile, recentemente abbiamo inoltre intrapreso la sperimentazione di nuovi processi produttivi e di lavorazione d’avanguardia che potranno garantire un’ulteriore passo avanti per ciò che riguarda le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche dei nostri oli”. Più natura, in bottiglia. “Siamo orgogliosi del nostro lavoro, dei risultati raggiunti – conclude Pasquale Manca – e di essere ambasciatori del Made in Italy nel mondo”.
Sono centinaia i premi internazionali conquistati negli ultimi anni dalla San Giuliano. Solo nel 2021 sono stati una settantina, raccolti nei più prestigiosi concorsi. Tra questi, l’inserimento in autorevoli guide del settore – come l’EVOOLEUM edito da Mercacei e la Guida agli Oli d’Italia del Gambero Rosso – e le numerose medaglie d’oro consegnate, per citarne solo alcune, in competizioni come il Japan Olive Oil Prize 2021, Berlin International Olive Oil Competition 2021; New York International Olive Oil Competition 2021; London International Olive Oil Competition 2021; Canada International Olive Oil Competition 2021. Nel ranking mondiale San Giuliano ha visto l’affermazione di Fruttato Cuor d’Olivo, Monocultivar Bosana, Primér, Originale, Bio. http://www.evooworldranking.org/_IT/index.php
“A un passo da un mondo migliore”
In corso la seconda campagna mondiale dei Testimoni di Geova dall’inizio della pandemia
CAGLIARI – In questi giorni anche in Sardegna migliaia di persone stanno ricevendo un messaggio di incoraggiamento. Gli oltre 5000 testimoni di Geova dell’isola stanno prendendo parte alla seconda campagna mondiale organizzata dall’inizio della pandemia per distribuire gratuitamente, e nel rispetto delle norme sanitarie anti-Covid, il numero speciale della rivista La Torre di Guardia dal tema “A un passo da un mondo migliore”.
“Oggi siamo costantemente bombardati da brutte notizie, quindi abbiamo tutti più che mai bisogno di ricevere buone notizie”, afferma Alessio Atzeni, portavoce locale dei testimoni di Geova. “Per molti la ‘fine del mondo’ di cui parla la Bibbia preannuncia una catastrofe mondiale. In realtà si rimane sorpresi quando si scopre che la ‘fine’ a cui fa riferimento la Bibbia è solo quella delle sofferenze e della violenza. La rivista che questo mese si sta distribuendo parla proprio di questo forte messaggio di speranza”.
Guardare al futuro con fiducia può aiutare persone di ogni età a vivere meglio. Paolo, 70enne di Cagliari, da bambino gli è stata diagnosticata una malattia degenerativa degli occhi che l’ha portato a cecità. Parlando di ciò che lo ha aiutato ad affrontare la malattia, ha detto: “Lo studio della Bibbia mi ha dato la certezza che presto tutti i problemi di salute saranno eliminati. La fede in Dio e la promessa di un mondo migliore mi hanno aiutato ad affrontare la vita in modo positivo”.
Da oltre 100 anni La Torre di Guardia ha l’obiettivo di confortare le persone con la buona notizia del Regno di Dio. Oggi è la rivista più diffusa al mondo con una tiratura di oltre 72 milioni di copie ed è tradotta in più di 400 lingue. Il numero speciale può essere scaricato gratuitamente anche in formato digitale dal sito jw.org. [CLICCA QUI: https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/riviste/torre-di-guardia-n2-2021-mag-giu/]