Villanova Monteleone inaugura “Fressada. Mostra di tappeti sardi”

Dal 14 giugno le eccellenze tessili della Sardegna in esposizione per una settimana tra Su Palatu e l’Ex Centro ISOLA

VILLANOVA MONTELEONE. Sei comunità in mostra per celebrare una delle espressioni più significative del patrimonio culturale e identitario della Sardegna. Domenica 14 giugno alle 10.30, negli spazi di Su Palatu a Villanova Monteleone, sarà inaugurata l’esposizione “Fressada. Mostra di Tappeti Sardi”, che resterà aperta al pubblico per una settimana, dalle 17 alle 20, sia a Su Palatu sia nelle sale dell’Ex Centro ISOLA.

Le produzioni arrivano da alcuni dei centri artigianali più prestigiosi del territorio sardo: “Laboratorio Tessile Prof. Cannas” di Aggius, Giovanna Maria Campus di Nule, Maria Antonia Urru di Samugheo, Lucia Mureddu di Sarule, Vilma Ghiani di Seulo e Associazione culturale ArTes. Al centro della narrazione trova spazio “sa fressada”, manufatto simbolo della tradizione tessile di Villanova Monteleone, presente però in numerosi comuni dell’isola con caratteristiche peculiari.

Alla cerimonia d’apertura interverranno il sindaco Quirico Meloni e l’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, evidenziando l’importanza dell’iniziativa nel panorama delle attività di tutela e valorizzazione delle produzioni identitarie.

«La mostra – dicono gli organizzatori – nasce con l’obiettivo di promuovere il patrimonio della cultura immateriale sarda attraverso un percorso espositivo che mette in dialogo le diverse tradizioni tessili, evidenziandone affinità, peculiarità e contaminazioni».

A rendere ancora più suggestivo il momento inaugurale contribuiranno le esibizioni del Coro de Iddanoa e del Gruppo Folk Tradizioni popolari e di Villanova Monteleone. Al piano terra dell’Ex Centro ISOLA sono allestiti inoltre i laboratori dall’Associazione culturale ArTes, impegnata nella tutela e nella trasmissione dell’arte tessile tradizionale.

L’appuntamento di domenica proseguirà alle 18.30 a Su Palatu, dove si terrà l’incontro con il fotografo naturalista Domenico Ruiu, che presenterà “lo e il grifone, 40 anni insieme”. Mentre alle 21 sarà proiettato in Piazzetta Arru il film “Ammentos dae Su Monte“ dello stesso autore.

La mostra, realizzata a cura della AgT Sviluppo srls, si propone come un’importante occasione di promozione culturale e territoriale, contribuendo a rafforzare il ruolo di Villanova Monteleone quale centro di conservazione, produzione e diffusione del patrimonio tessile e delle tradizioni della Sardegna. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Alboergo Ospitalità Diffusa a Villanova Monteleone Finanziato dall’Unione Europea – Next generation eu.




Al Padiglione Tavolara la mostra “Sardegna, Novecento di confine” della Fondazione di SardegnaUn’altra grande esposizione per confermare Sassari come destinazione turistica e culturale

Il Comune di Sassari conferma il proprio ruolo centrale nella promozione culturale del territorio ospitando, nei propri spazi del Padiglione Tavolara, la mostra Sardegna, Novecento di confine, uno degli appuntamenti espositivi più significativi della stagione. L’iniziativa contribuisce a rafforzare l’identità della città come destinazione turistica capace di generare visibilità e richiamare pubblico e interesse anche oltre i confini regionali.
Promossa dalla Fondazione di Sardegna attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, l’esposizione sarà visitabile fino al 28 giugno. La mostra, curata da Maria Paola Dettori, è dedicata ai principali artisti sardi della prima metà del Novecento, riletti all’interno del più ampio contesto della scena artistica nazionale. Da Giuseppe Biasi a Stanis Dessy, da Cesare Cabras a Gavino Tilocca, da Eugenio Tavolara a Francesco Ciusa, il progetto espositivo esplora il contributo degli autori isolani al dibattito italiano del tempo, attraverso ritratti, nature morte, nudi e paesaggi. In 75 opere tra dipinti, incisioni, sculture, bozzetti, taccuini di disegni e foto d’epoca, il percorso espositivo restituisce la complessità e la ricchezza della produzione artistica sarda del periodo. Le opere testimoniano un equilibrio tra radicamento identitario e apertura verso le principali tendenze nazionali, evitando letture esclusivamente regionalistiche o folkloriche. Il percorso si articola in sezioni tematiche che guidano il visitatore attraverso i nuclei fondamentali della ricerca artistica del Novecento: il paesaggio e il rapporto tra natura e città, l’Italia rurale e la Sardegna dei campi e delle miniere, il ritratto tra decorazione e monumentalità, la figura femminile tra mito e modernità, il culto del corpo e della giovinezza, la natura morta, il tema coloniale. Le opere provengono principalmente dalla collezione della Fondazione di Sardegna, arricchita dal contributo di prestatori privati.
Particolarmente rilevante è la presenza di lavori normalmente non accessibili al pubblico, tra cui opere poco conosciute o presentate per la prima volta, talvolta note soltanto attraverso documentazione fotografica. È il caso dei bassorilievi di Eugenio Tavolara dedicati a Il risparmio e il lavoro (1943), in parte ricostruiti per l’occasione, e dei gessi di Francesco Ciusa per lo Stadio dei Marmi di Roma, documentati attraverso immagini storiche. Accanto a queste, opere esposte a importanti rassegne nazionali e internazionali, come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.
L’esposizione si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione culturale promossa dal Comune di Sassari, che attraverso il Padiglione Tavolara consolida un’offerta continuativa di qualità, contribuendo a rendere la città un punto di riferimento per il turismo culturale e un centro riconosciuto per la produzione e diffusione artistica. In questa prospettiva, la collaborazione con la Fondazione di Sardegna rappresenta un modello virtuoso di sinergia tra istituzioni, capace di generare valore per l’intero territorio.
La mostra è aperta al pubblico con ingresso libero, dal martedì al sabato, dalle ore 10 alle 19.30.




Inaugurata “Sassari in Mostra” al Padiglione Tavolara

Un’immersione sensoriale tra arte, danza e tecnologia. La triplice esposizione resterà aperta al pubblico fino al 2 gennaio 2026

SASSARI. Un viaggio multisensoriale che intreccia la memoria storica della danza classica con le più avanzate frontiere dell’olografia e del sound design. Al Padiglione Tavolara è stata inaugurata il 19 dicembre l’esposizione “Sassari in Mostra”, una produzione firmata Danzeventi e Estemporada sotto la direzione artistica di Lucia Cau e la curatela di Livia Lepri, perallestimento e scenografia di Marco Velli.

L’evento, inserito tra i Grandi Eventi 2025 della Regione Sardegna e realizzato in collaborazione con partner d’eccezione come Sky Arte, il Salone del Mobile di Milano e Genova, si articola in tre percorsi distinti che trasformano lo spazio espositivo in un organismo vivo.

L’itinerario si apre con un tributo fotografico a Roland Petit, leggenda della coreografia mondiale. Gli scatti documentano il suo indissolubile legame con l’Italia, ritraendo momenti iconici nei più grandi teatri nazionali (La Scala, Opera di Roma, San Carlo di Napoli) anche al fianco dell’eterea Carla Fracci. «È un’esperienza da vivere pensando a ciò che è stato e al luogo da cui veniamo – ha affermato Livia Lepri –. Petit rappresenta un universo d’amore, passione e ricercatezza del movimento».

La mostra ha una doppia anima: un aspetto di giorno e un volto apparentemente diverso di sera. Il cuore tecnologico è rappresentato da “Angel Robot”, installazione ideata dall’artista Marco Nereo Rotelli insieme ad Alessio Bertallot, Antonio Alfano e Luca Andrea Marazzini. Il pubblico è invitato a interagire con un box bianco, scrivendo i propri pensieri dopo aver visitato l’interno dell’opera: un ologramma danzante che lancia un potente messaggio d’amore. All’inaugurazione ha partecipato il Sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, che ha lasciato anch’egli un messaggio.

«Come amministrazione siamo molto contenti di ospitare una bellissima iniziativa come questa – ha affermato Mascia – un percorso nell’arte della danza, nell’arte musicale con una installazione bellissima, con un percorso fatto di movimenti e forme, quello che noi ci aspettiamo per la nostra città, in un luogo che è deputato a questo e che vogliamo rilanciare attraverso iniziative che hanno una caratteristica non locale ma territoriale».

L’ultima parte del percorso è “KOROS”, un’installazione sonora che trasforma le vibrazioni acustiche in composizioni coreografiche, curata dal musicista, DJ e autore Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay, Radio 2 e Radio Capital, e da Pointillistico. L’inaugurazione è stata allietata da un rinfresco in cui si sono intrattenuti artisti e pubblico. La mostra rimane aperta fino al 2 gennaio a ingresso libero. L’allestimento e scenografia sono di Marco Velli, ed è realizzato con il sostegno di Comune di Sassari, Sardegna Turismo, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.




“Sassari in Mostra” al Padiglione Tavolara

Dal 19 dicembre una triade espositiva che celebra la danza, dall’omaggio fotografico a Roland Petit all’ologramma danzante di “Angel Robot”, passando per l’installazione di Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay

La produzione è firmata Danzeventi-Estemporada in collaborazione con Sky Arte e il Salone del mobile di Milano e Genova, ed è un appuntamento collaterale ai Grandi eventi della Regione Sardegna

SASSARI. Arte, fotografia e musica in un percorso immersivo dall’anima tersicorea. Dal 19 dicembre al 2 gennaio l’arte coreutica volteggia fuori dal palcoscenico dei teatri per conquistare gli spazi espositivi del Padiglione Tavolara dove, venerdì alle 17, sarà inaugurata “Sassari in Mostra”, una triade espositiva che celebra la danza e le sue contaminazioni con l’arte dei suoni e le nuove tecnologie, attraversando il ‘900 sino alla contemporaneità.

La prestigiosa produzione, firmata Danzeventi assieme a Estemporadasotto la direzione artistica di Livia Lepri, è riconosciuta dalla Regione Sardegna come appuntamento collaterale dei Grandi Eventi 2025, ed è realizzata in collaborazione con Sky Arte e il Salone del mobile di Milano e Genova. La mostra resterà aperta a ingresso libero tutti i giorni (la mattina dalle 11 alle 13 e il pomeriggio dalle 17 alle 19), tranne il lunedì e il 30 dicembre.

La prima delle tre mostre è l’“Omaggio a Roland Petit”, un tributo fotografico che rende immortale la figura del celebre coreografo e ballerino francese, esplorando i suoi rapporti storici con gli enti lirici italiani, tra i quali il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro di San Carlo di Napoli.

La seconda proposta espositiva è “KOROS”, un’installazione sonora che trasforma le vibrazioni acustiche in composizioni coreografiche. Curata dal musicista, DJ e autore Alessio Bertallot, storica voce di Radio Deejay, Radio 2 e Radio Capital, e da Pointillistico, l’opera si propone come un’intensa esperienza sensoriale fatta di micro-eventi sonori e “danze invisibili”.

La terza proposta è “Angel Robot”, l’ologramma danzante di un angelico robot che lancia un messaggio d’amore e necessità di esprimere sentimenti. Definita come “un sogno che scintilla glitch di coscienza”, l’installazione è uno specchio della contemporaneità che indaga il rapporto tra l’umano e l’artificiale, realizzata da Marco Nereo Rotelli con Alessio Bertallot, Antonio Alfano e Luca Andrea Marazzini.

L’evento è curato da Livia Lepri con allestimento e scenografia di Marco Velli, ed è realizzato con il sostegno di Comune di Sassari, Sardegna Turismo, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.




Inaugurazione della mostra “Trame di Sardegna – Dall’azzurro del mare al rosso della terra”Art Gallery – Aeroporto di Olbia Costa Smeralda

Olbia,27.10.2025

È stata inaugurata oggi, presso l’Art Gallery al primo piano dell’Aeroporto di Olbia, la mostra “Trame di Sardegna – Dall’azzurro del mare al rosso della terra”, un progetto fortemente voluto e promosso dall’Associazione “Accademia Sardegna nel Cuore”, dedicato alla valorizzazione della cultura, delle tradizioni e dell’identità sarda attraverso la straordinaria ricchezza dei suoi costumi tradizionali.

Nel suo intervento inaugurale, la Presidente dell’Associazione, Giovanna Derosas ha espresso profonda emozione e orgoglio per la realizzazione dell’iniziativa:

“Questo progetto nasce dall’amore autentico di un gruppo di persone che condividono la stessa passione: raccontare e valorizzare la nostra terra, la nostra cultura, le nostre radici. Ogni costume, ogni tessuto, ogni colore racchiude un frammento della nostra identità, della nostra storia e del nostro cuore.”

È intervenuto inoltre il Vicepresidente della Regione Autonoma della Sardegna, Giuseppe Meloni, che con le sue parole ha espresso il sostegno e l’orgoglio della Regione per aver sostenuto un progetto capace di raccontare la Sardegna attraverso la bellezza dei suoi costumi, dei suoi colori e della sua memoria collettiva.

A rappresentare la cultura e l’impegno istituzionale nel territorio è stata anche l’Assessora alla Cultura del Comune di Olbia, Sabrina Serra, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti pubblici, associazioni e cittadini per la valorizzazione delle tradizioni locali e la diffusione dell’arte come linguaggio di identità condivisa.

Durante la cerimonia, si è esibito anche il corpo di ballo sardo di Berchideddu, che con i suoi passi e i suoi costumi ha dato vita alle trame di tessuto e di memoria protagoniste dell’esposizione.

“Trame di Sardegna è molto più di una mostra: è un viaggio nelle radici, nei colori e nelle emozioni di un popolo. Ogni costume racconta mani che intrecciano, storie che resistono e un’identità che continua a vivere”, ha concluso la Presidente.

Sarà possibile visitare la mostra in modo gratuito tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, fino al 31 dicembre 2025, presso l’Art Gallery dell’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda.

Un evento che celebra la Sardegna nelle sue trame, nei suoi colori e nel cuore di chi la ama.




Sensibilizzare sui rischi incendi, concluso con il catalogo di una mostra il progetto del Comune

Con la realizzazione del catalogo della mostra “NaturArt Spegni il fuoco, riaccendi la speranza”, allestita al padiglione Tavolara a Sassari, si è concluso il progetto di rete “Cambiamento Climatico e Rischio Incendi – Emergenza Vs Prevenzione”. L’esposizione rappresenta la tappa finale di un percorso educativo iniziato a novembre 2023, sviluppato dal Ceas Lago Baratz del settore Ambiente e Verde pubblico del Comune di Sassari, in collaborazione con Alea Ricerca&Ambiente e Sardinia Nature, gestori del Ceas. Il progetto ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione sui rischi degli incendi boschivi e le misure preventive necessarie.
Al percorso, finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito dei progetti regionali destinati ai Ceas accreditati e coordinato dall’agenzia Fo.Re.S.T.A.S., hanno partecipato il liceo artistico “Figari” e il corpo Forestale e di Vigilanza ambientale (Cfva), quest’ultimo impegnato nella formazione degli educatori dei Ceas coinvolti.
“Cambiamento Climatico e Rischio Incendi – Emergenza Vs Prevenzione” si è articolato in quattro azioni principali. La prima ha previsto il coinvolgimento di cinque classi del liceo artistico (indirizzi di pittura, scultura e grafica) in due incontri di sensibilizzazione. Il primo incontro si è svolto all’Istituto, dove le operatrici del Ceas Lago Baratz, il personale del corpo Forestale e della Protezione civile hanno presentato il progetto, il sistema regionale InFEAS, gli obiettivi dell’Agenda 2030 e altri temi legati agli incendi boschivi. Il secondo incontro ha avuto luogo nel cantiere forestale “Parabile” del Montiferru, area devastata dal grande incendio del luglio 2021, dove gli studenti hanno incontrato il personale che lavora sul territorio.
La seconda fase del progetto ha visto gli studenti impegnati nella produzione di elaborati grafici. Dopo gli incontri informativi e l’esperienza diretta, le classi sono state guidate dagli operatori del Ceas Lago Baratz e dai loro docenti nella progettazione e realizzazione delle opere, con l’obiettivo di sensibilizzare loro stessi e la comunità sui rischi e le misure di prevenzione degli incendi. Gli elaborati sono stati poi esposti in una mostra allestita all Padiglione Tavolara, dove uno spazio era dedicato anche alla proiezione di un video realizzato da una documentarista esperta, che raccontava l’incendio del Montiferru.
Per rendere duraturo l’impatto della mostra e del suo messaggio, è stato realizzato un catalogo digitale, pubblicato sul sito www.ceasbaratz.it, che raccoglie le fotografie delle opere, le didascalie scritte dagli studenti e le descrizioni tecnico-scientifiche degli elaborati. Questo catalogo permette di conservare e diffondere il messaggio di prevenzione e speranza, oltre la temporaneità dell’esposizione stessa.




“Quel che resta del tempo”, mostra fotografica su una Sardegna ormai scomparsa

L’evento è inserito nel calendario “100 volte Natale ad Arzachena”

Arzachena, 5 dicembre 2022. Sabato 17 dicembre, alle 19, nella chiesetta di San Pietro, apre le porte la mostra “Quel che resta del tempo” nell’ambito del programma “100 Volte Natale ad Arzachena” a cura dell’associazione culturale La Scatola del tempo diretta da Mario Sotgiu. L’esposizione racconta in 24 immagini una Sardegna ormai scomparsa e sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, mattina e sera, fino al prossimo 31 gennaio.

“Oggi è importante più che mai ricordare le nostre radici. Il lavoro di ricostruzione attraverso documenti e foto condotto da Mario Sotgiu e dai suoi collaboratori dell’associazione è un modo per conservare e tramandare la memoria di come eravamo – afferma Nicoletta Orecchioni, delegata allo Spettacolo -. Abbiamo inserito la mostra nel programma natalizio per offrire al pubblico anche uno spazio dedicato alla storia e all’evoluzione di Arzachena e della Sardegna. Accanto ai tanti spettacoli e momenti di intrattenimento studiati per le festività, completiamo il calendario con questo spazio di riflessione e approfondimento. Spero che venga visitata e apprezzata soprattutto dai giovani. Per loro è l’occasione di scoprire un’Isola totalmente sconosciuta, così lontana dalla vita di oggigiorno”.

“Questa mostra allestita per il 100° Natale di Arzachena è un viaggio nella Sardegna che non vedremo più. Racconti di un’Isola scomparsa immortalata tra il 1899 al 1970 circa – spiega il curatore della mostra Mario Sotgiu -. Alcune sono rare immagini tratte da collezioni private, altre sono state riprodotte dalle opere di grandi maestri della fotografia come Federico Patellani, Mario De Biasi e Leopoldo Alinari, altre ancora provengono dalla Digital Library della Regione Sardegna. Dei 24 scatti esposti, tre hanno Arzachena come protagonista, mentre gli altri ritraggono vari angoli della Sardegna tra cui Olbia e Luogosanto”.

L’appuntamento è realizzato in collaborazione con SMS – Smart media Services.




Presentazione romanzo su Alghero e mostra d’arte. I fratelli Morittu a Lo Quarter.

Si terrà martedì 29 novembre, presso Lo Quarter ad Alghero, un doppio evento culturale, ad opera dei fratelli algheresi Antonio e Mauro Morittu.

Alle ore 18:00, presso la Sala Conferenze al terzo piano, ci sarà la presentazione di “Aligvria”, romanzo storico ambientato ad Alghero. All’incontro sul libro, scritto da Antonio Morittu, parteciperanno, oltre allo stesso autore, Federico Mura (revisore dei testi), Giuseppe Tanda (Guida Turistica e Ambientale) e Mauro Morittu (Illustratore). Lo scrittore, guida turistica e appassionato della storia di Alghero e della Sardegna, ha voluto, con questo romanzo, ripercorrere in maniera letteraria le vicende del passato della città catalana, dalle origini genovesi sino al presente.

Alle ore 16:00, invece, presso la Sala Espositiva al piano terra, sarà Mauro Morittu ad inaugurare una mostra artistica dal titolo “Prospettive Nascoste”, visitabile fino alle ore 20:00. L’artista, docente dell’istituto secondario di primo grado “Maria Carta” di Alghero, presenta una selezione di opere in cui le dimensioni della realtà vengono scomposte e stravolte, avvalendosi anche dell’uso di QR code e di collocazioni insolite nello spazio espositivo. La mostra è a cura di Elena Calaresu, con allestimento di Fabiano Alciator.

L’evento gode del patrocinio della Fondazione Alghero ed è organizzato dalla casa editrice algherese Aleguora.




“Qui c’è aria di Cultura”, l’editoria sarda protagonista con l’AES a Tempio Pausania

Una passata edizione di Qui c’è aria di Cultura

TEMPIO – 05.12.2021. Per il terzo anno consecutivo l’“Isola dei libri” farà tappa a Tempio Pausania coinvolgendo alcune tra le firme più interessanti degli editori sardi che, dal 10 al 12 dicembre saranno presenti allo Spazio Faber per dare vita alla terza edizione della rassegna “Qui c’è aria di cultura”.

Ideata e organizzata dall’Aes con il sostegno e il patrocinio del Comune gallurese e della Regione Sardegna, la manifestazione si può dire ormai di casa a Tempio, uno dei Comuni isolani in cui si registra il più alto numero di lettori, tanto da avere ottenuto negli ultimi anni il titolo di “Città che legge”.

Città che legge e di lettori buongustai, Tempio è anche, grazie all’Aes e alle scelte dei suoi amministratori, città che vuole saperne di più sulle primizie dell’editoria regionale. Leitmotiv della kermesse il rapporto tra uomo e paesaggio, inteso nella sua specifica accezione di “territorio espressivo di identità”, base delle più autentiche radici identitarie di una comunità. L’ingresso è gratuito previa presentazione del greenpass.

“Il tema – dichiara Simonetta Castia, presidente Aes – si lega al concetto di comunità, avendo come presupposto l’idea che i singoli ecosistemi ambientali e sociali conservino maggiore traccia e consapevolezza del senso di identità e della propria memoria, e si presta a esaltare il valore millenario, pluristratificato e denso di molteplici significati del patrimonio culturale dell’isola. Sensibilità, ricchezze e diversità che sono intimamente correlate alla bibliovarietà e all’attività della microeditoria di un territorio”.

La scelta del tema e le attenzioni che l’Associazione Editori Sardi sta dedicando a Tempio piacciono agli amministratori della città. “Siamo lieti che anche nel 2021 sia possibile rinnovare la presenza di Aes a Tempio per la promozione dell’editoria sarda. Aes – tiene a precisare il sindaco Gianni Addis – svolge un ruolo encomiabile e fondamentale nel costruire la struttura della cultura che, ne siamo convinti, passa certamente attraverso la lettura, il libro e la diffusione delle idee che si realizza attraverso quelli”. Così anche l’assessora comunale all’Istruzione e alla Cultura, Monica Liguori: “Non c’è titolo più esaustivo di quello scelto per chiamare l’evento di promozione dell’editoria sarda. Della cultura – afferma – abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo, perché, senza quella cultura, che certamente il libro porta con sé, non c’è vita, non c’è progresso. Quindi, ben venga Aes con il suo carico di idee e conoscenze che arricchiscono la consapevolezza di essere umani per gli esseri umani”.

Parole e apprezzamenti che sindaco e assessore avranno modo di ribadire venerdì 10 dicembre (ore 17) in occasione dell’inaugurazione della tre giorni. Durante questi, l’impegno di editori e autori sarà in molti casi doppio: il pomeriggio, allo Spazio Faber, per incontrare lettori e presentare libri; la mattina, nelle scuole della città, ospiti di laboratori e reading organizzati da studenti e insegnanti. Insomma, per tre giorni, la città che legge avrà il suo bel daffare.

S’inizierà venerdì 10 dicembre, quindi, con l’inaugurazione e i saluti delle autorità. La prima giornata sarà moderata da Salvatore Tola (le successive, invece, da Francesco Giorgioni) e ospiterà, in alternanza, presentazioni di libri e focus su temi importanti: l’Omaggio a Grazia Deledda (Alfa Editrice) di Isabella Mastino, il libro illustrato “Il cacciatore” (Imago Multimedia) di Alberto Capitta, che dialogherà con Sara Puggioni, “Lo zodiaco nella Divina Commedia” di Gian Nicola Cabizza (Mediando), ennesimo tributo della città del giudice Nino Visconti al sommo poeta nell’anno della settecentesima ricorrenza della morte, e “Archeologia e Alta Gallura, viaggio nel passato”, excursus di Angela Antona e Nicola Castangia sulle splendide testimonianze archeologiche dell’Alta Gallura.

Sabato 11 il focus sulle tematiche ambientali sarà ancora più stringente e diretto. Dopo la presentazione di “Virus & Censure. Il contagio mediatico” di Pier Giorgio Pinna (Mediando), instant book dedicato al legame tra comunità e pandemie in due secoli di cronache, seguiranno le presentazioni di “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna” (Delfino), “Attaccati alle radici. Alberi di Sardegna” (Enrico Spanu Edizioni), con un confronto tra Ignazio Camarda, Lello Caravano, Bruno Merella e Enrico Spanu, che precederà la presentazione di “Terra muda” (Taphros) di Decimo Lucio Todde e Bruno Piccinnu. Si chiuderà domenica 12 dicembre, sempre allo Spazio Faber e con orario di inizio fissato alle 17, con gli ultimi tre libri in programma: “Edgar Allan Poe. Il mistero della morte” (Catartica) di Fabrizio Raccis, “I saggi raccontano” (Taphros) di Gisella Rubiu e “La scena nascosta (come ci vediamo)”, volume dell’antropologo Bachisio Bandinu edito da Il Maestrale. 




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