Ulrich Tukur: “La Sardegna è parte della mia storia”

Tukur con gli organizzatori Sabina Corriga (a sn) e Antonello Carboni (a dx)

ATZARA. “La Sardegna per me è molto più di un’isola bellissima, è parte della storia della mia famiglia”, sono le parole commosse con le quali l’attore Ulrich Tukur ha salutato il pubblico di Atzara al Museo di Arte Moderna Ortiz durante l’inaugurazione della mostra “Richard Scheurlen. L’Uomo e l’artista” dedicata a suo nonno, abile pittore impressionista trapiantato per quindici anni nel piccolo centro del Mandrolisai.

Al fianco di Tukur sono intervenuti il sindaco Alessandro Corona, Cinzia Littera in rappresentanza della cooperativa Progetto Cultura, e i curatori dell’esposizione, Sabina Corriga e Antonello Carboni, in quali hanno approfondito i dettagli di un’iniziativa che in principio era sembrata a dir poco pazzesca. Prima di immergersi nelle sale della galleria, tra i colori accesi delle grandi tele di Scheurlen, Tukur ha ricordato la sua prima avventura nell’isola, nel lontano 1982, quando da giovane studente era sbarcato a Oristano sulle tracce di suo nonno, per essere accolto nella casa del pittore Antonio Corriga, di cui fino ad allora conosceva soltanto il nome. Erano altri tempi, per quanto non troppo lontani. Allora quel piccolo villaggio di Atzara gli era sembrato perduto nel tempo, in una dimensione arcaia e dai ritmi quasi medievali.

Tukur di fronte all’autoritratto di nonno Scheurlen

“La Sardegna è sempre stata presente nella mia infanzia come un sogno, un’isola perduta, qualcosa di misterioso. C’era l’immagine di questo fantasma, il nonno, che aveva vissuto in un paese pieno di sole”, ha dichiarato Tukur, ringraziando i curatori e tutti gli organizzatori per il grande lavoro svolto, dichiarandosi felice e onorato di accompagnare una mostra che restituisce il giusto valore a una persona e a un artista finora privato dell’attenzione meritata. Come hanno specificato i curatori, la tecnica di Scheurlen era considerata alla pari di artisti del suo tempo, come Figari, Biasi e Dessy, e lo stesso Antonio Corriga lo considerava il suo più grande maestro.

Erano riferite al primo soggiorno di Tukur in Sardegna, in casa Corriga, le immagini comparse sul maxischermo in Piazza San Giorgio nel documentario di Antonello Carboni: quel giovane in costume e berritta era proprio il giovane Ulrich, nipote del “pittore tedesco”. Lo stesso Ulrich che sarebbe diventato un grande attore internazionale interpretando ruoli quali il tenente colonnello Anton Grubitz in “Le vite degli altri”, o Gibarian in “Solaris” al fianco di George Clooney, e ancora l’Helmut di “A torto o a ragione” in compagnia di Harvey Keitel. Non si contano le pellicole di successo alle quali ha preso parte. Tra queste “Seraphine” di Martin Provost, in cui interpreta il ruolo del protagonista Wilhelm Uhde al fianco di Yolande Moreau, proiettato tra gli applausi in piazza San Giorgio la sera del 25 luglio.

Il roadmovie di Carboni, presentato ad Atzara in prima assoluta, ha evidenziato l’indagine sorprendente svolta dal regista oristanese assieme a Sabina Corriga, un lavoro di ricerca che tra testimonianze, vecchie foto e documenti sapientemente amalgamati con ritmo e ironia, ha condotto i protagonisti dalla Sardegna fino a Berlino per poi restituire all’isola un’esposizione esclusiva che, anche grazie alla preziosa collaborazione degli eredi Scheurlen, sarà visitabile al Museo Ortiz fino al 30 novembre prossimo, nei consueti orari di apertura. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Antonio Corriga con il contributo del Comune di Atzara e della Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai.

Ulrich Tukur con il regista Antonello Carboni sullo sfondo della sua immagine da giovane in costume sardo



Ulrich Tukur in Sardegna, l’attore tedesco alla scoperta del nonno pittore che visse ad Atzara

Ulrich Tukur con il regista Antonello Carboni e Sabina Corriga

ATZARA. È stato l’assassino di Richard Moser nel primo “Commissario Rex” ma il grande pubblico lo conosce per film come “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck e “Solaris” con George Clooney per la regia di Steven Soderbergh. L’attore Ulrich Tukur interpreta ora il ruolo di se stesso all’interno del documentario “Il pittore tedesco” diretto dal regista oristanese Antonello Carboni, alla riscoperta del nonno pittore Richard Scheurlen che visse per quindici anni ad Atzara, in Sardegna, sperimentando en plein air una luce radente di rara bellezza.

Il 24 luglio alle 19, Tukur sarà al Museo Ortiz per l’inaugurazione della speciale mostra d’arte “Richard Napoleon Scheurlen – l’uomo e l’artista”, realizzata dall’associazione Antonio Corriga a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni, un’esposizione delle opere più significative del pittore originario di Stoccarda, oltre a documenti originali dell’epoca e al suo epistolario.

Alle 22 in Piazza San Giorgio sarà presentato il road movie “Il pittore tedesco”, un seducente lavoro d’indagine di Carboni che permette di vivere in prima persona la scoperta di questo illustre sconosciuto. Tra le testimonianze in ricordo dell’artista ci sono le famiglie che gli furono vicine e a cui lasciò importanti opere, mentre lo sguardo conduttore è quello di Sabina, figlia del noto pittore atzarese Antonio Corriga, che da ragazzo aveva frequentato Scheurlen carpendone i segreti della peculiare tecnica espressiva. La partecipazione di Tukur (al secolo Ulrich Scheurlen) tra i protagonisti del documentario, permetterà una risonanza mediatica internazionale altrimenti irraggiungibile.

Alcune locandine dei principali film con Ulrich Tukur

Tra le sue interpretazioni più riuscite c’è quella al fianco di Harvey Keitel in “A torto o a ragione” di István Szabó, e nel ruolo di protagonista in “Amen.” diretto da Costa-Gavras. Ma a valorizzare particolarmente il suo talento è stato “Seraphine” diretto da Martin Provost, Premio Cesar per il Miglior film 2009, in cui ha interpretato il ruolo di Wilhelm Uhde al fianco di Yolande Moreau. La pellicola, dedicata alla vita della pittrice francese Séraphine de Senlis, sarà proiettata il 25 luglio alle 22 in Piazza San Giorgio, dove Ulrich Tukur sarà ospite d’onore e lieto di scambiare due battute con il pubblico.

A scoprire per caso le eccellenti doti di nonno Scheurlen, nel 1936 a Positano, fu il pittore Filippo Figari, che lo invitò a conoscere Atzara, patria e residenza di tanti artisti. Ci sarebbe rimasto per quindici anni, ospite della famiglia Demurtas, estasiato dalla bellezza dei paesaggi e rapito dalla luce che riteneva fondamentale per apprezzare al meglio la sua pittura. Il vivace centro del Mandrolisai dopo quasi novant’anni ricambia questo amore rinnovando il legame con i discendenti. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Antonio Corriga con il contributo del Comune di Atzara e della Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai.

Richard Scheurlen durante il soggiorno ad Atzara



Al via “Cin Cin Cannonau”:
la mostra a tappe da godere con i 5 sensi,
dedicata al vino emblema di Sardegna

Comunicato stampa del 26 giugno 2021

“L’oro rosso” della terra sarda, diventa ambasciatore dell’Isola. Parte il primo luglio “Cin Cin Cannonau”, una mostra itinerante che coinvolgerà turisti e appassionati in un’esperienza unica. Cinque appuntamenti tutti da gustare, 5 tappe di 10 giorni ciascuna, per svelare i segreti racchiusi nella produzione del vino sardo per eccellenza, perché dietro quella che sembra una semplice bottiglia c’è tutto un mondo da scoprire. Si comincia da Villasimius; Santa Teresa, Pula, Castiadas e Quartucciu le tappe successive.

Cannonau di Sardegna, la DOC madre; Cannonau Classico, Nepente di Oliena, Cannonau di Jerzu e Cannonau Capo Ferrato le sottozone di produzione, sono il frutto della probabile storia ultra millenaria del Cannonau, diventato il quarto vitigno da vino a bacca rossa, più coltivato nell’intero Pianeta. La mostra racconta ai visitatori, attraverso pannelli bilingue, grafici, foto, didascalie e testi, un percorso lungo oltre tremila anni, dai nuraghi ai giorni nostri.

Ad affiancare la mostra è previsto un ricco calendario di eventi ogni sera diversi. “Cin Cin Cannonau” inaugura la sua prima tappa a Villasimius, a Casa Todde nella sede del Museo del Mare, dal 1 al 10 luglio, dalle 18.30 alle 23.30. Il programma prevede il secondo e il settimo giorno due DEGUSTAZIONI GUIDATE: accompagnati da sommelier esperti gli ospiti saranno invitati a distinguere le caratteristiche visive, olfattive e gustative dei cinque vini in esame. Un’occasione per capire quanto le peculiarità di ciascun territorio riescano a influenzare le differenti qualità della Doc e delle sottozone e per apprezzare meglio uno dei vini più conosciuti al mondo.

Il terzo e il sesto giorno invece si terranno i SALOTTI ENOGASTRONOMICI, durante i quali un’esperta degustatrice accoglierà i visitatori offrendo loro approfondimenti ogni volta diversi sul tema dell’enogastronomia sarda, legata al territorio isolano. Gli ospiti potranno degustare i prodotti locali e conoscerne aspetti nuovi e poco noti.

La quarta e l’ottava serata saranno dedicate alle RICETTE made in SARDINIA: uno show cooking grazie al quale si potranno imparare le tecniche per preparare un menù sardo a regola d’arte e gli abbinamenti perfetti coi vini, assaporandoli poi con la degustazione finale.

Il quinto giorno ci sarà la serata delle CHIACCHIERE DI VINO: storie e aneddoti legati al Cannonau, raccontate da chi, produttore, esperto, giornalista conosce questo vino attraverso la propria esperienza di vita e la condividerà con gli ospiti.

La penultima serata in programma, vedrà i visitatori impegnati nell’ASTA DELL’OSTE UBRIACO, vini messi all’incanto ma con un regolamento del tutto originale e divertente. Lotti di bottiglie prodotti dalle cantine aderenti, saranno ceduti al miglior offerente, a un prezzo molto conveniente. Il ricavato però andrà diviso fra tre dei partecipanti all’asta, estratti a sorte che potranno spendere il premio in un ristorante cittadino o in un negozio di specialità agroalimentari.

La VISITA IN CANTINA o in azienda agroalimentare del luogo, sarà la degna conclusione di questa splendida iniziativa che accompagnerà i visitatori in un viaggio sensoriale indimenticabile. La decima e ultima serata infatti si potranno seguire da vicino le fasi di lavorazione, accompagnate ancora una volta dalla degustazione. Gli ospiti potranno toccare con mano le realtà produttive isolane e comprendere a fondo la complessità dell’universo che circonda il Cannonau.

“Cin Cin Cannonau” è organizzata dall’Associazione Botteghe in Piazza, finanziata dalla Fondazione Sardegna e dai Comuni che la ospitano, con il patrociniodella Fondazione Italiana Sommelier. Per la realizzazione dell’iniziativa, Botteghe in Piazza si è avvalsa della collaborazionedi Campagna Amica Cagliari e ha raccolto l’adesione di 26 Cantine e 7 aziende agroalimentari dell’Isola.

L’ingresso alla Mostra è libero così come le attività di degustazione serali alle quali si accede solo su prenotazione.

Per info e prenotazioni telefonare al 338 91 69 211




mostra evento ciclo-pedonale “Walking in the Sinis”

L’evento inaugurale della stagione turistica 2021 della Marina di San Vero Milis comincia all’insegna dell’Arte, del rispetto della natura, dell’educazione ambientale e del riciclaggio. Un chiaro segnale di ripartenza, un indirizzo importante per il futuro del comparto turistico-culturale della rinomata “marina sanverese” e delle sue amate spiagge. 

Una mostra evento ciclo-pedonale, lungo costa e a ridosso delle scogliere, all’aria aperta e covid free, patrocinata dal Comune di San Vero Milis. Una passeggiata libera che espone 40 opere immerse nella natura: “Walking in the Sinis” è il titolo della mostra che va dallo Scivolo fino al faro di Capo Mannu, dal 18 al 20 giugno 2021, simbolicamente alla vigilia del solstizio d’estate. 

Concepita come “solitaryevent”, la mostra site specific rappresenta un momento di riflessione su noi stessi, sulla natura e sull’importanza che ogni singolo gesto acquista nell’ottica costruttiva di una sensibilità ambientale. L’artista Salvatore Fenu, come suggerisce la critica d’Arte Flaminia Fanari che ha curato la mostra insieme a Paolo Sirena, è un “long weekend” immersivo tra arte e natura. 

Grovigli di reti e nasse, plastica, carcasse di boe e residui di natanti diventano personaggi dall’aspetto amichevole che Salvatore riesce a riassemblare rendendoli creature umane e divertenti, capaci di “strappare un sorriso” a chi li incontra, anche se dietro il sorriso spesso si celano profonde verità. 

Il primo appuntamento è per venerdì sera, alle ore 17.30 a Mandriola, presso lo Scivolo, dove interverranno, oltre all’artista Salvatore Fenu e ai critici d’arte Flaminia Fanari e Paolo Sirena, il Sindaco Luigi Tedeschi e l’Assessore al Turismo Daniela Zaru e quella alla Cultura Cristina Cimino. L’ultima tappa della passeggiata culturale al tramonto, presso il faro di Capo Mannu, sarà accompagnata dalDuo Miyagi Jazz, con Mauro Diana al Clarinetto e Tancredi Emmi al Contrabasso, in collaborazione con la Scuola Civica di MusicaNino Dispensa. Un raffinato ensemble di musica, natura e arte.




“Le vene rosse di Ulassai”, l’omaggio di Chiara Mulas a Maria Lai

L’originale mostra d’arte, presentata al MEA di Asuni all’interno del “terre di confine” filmfestival, resterà aperta per tutto il mese di ottobre

 

ASUNI. Due donne appartenenti a due generazioni diverse. Un dialogo attraverso fili di lana che la perfomer e videoartista Chiara Mulas instaura con Maria Lai, omaggiando così la più grande artista sarda del Novecento. In questo modo si presenta la mostra “Le vene rosse di Ulassai” inaugurata al Museo dell’emigrazione di Asuni durante il “terre di confine” film festival e visitabile per tutto ottobre da martedì a sabato pomeriggio (dalle 15 alle 19) e la domenica anche la mattina (dalle 10 alle 13).

Una serie di foto, realizzate da Enrico Lai, in cui Chiara Mulas utilizza alcuni elementi chiave dell’opera di Maria Lai riuniti in contesto fantasmagorico. Lana, sedie, pistole e lei con l’abito tradizionale di Gavoi (il suo paese). Immagini che sembrano tramutarsi in pittura, come icone di un tempo indefinito. La mostra fotografica è accompagnata dal trittico video “Ruviu, Biancu, Nigheddu” della stessa artista. Una metafora della terra madre, una riflessione della condizione femminile e una poesia al padre al centro delle performance mostrate in tre video mandati in loop su altrettanti schermi.

Con l’inauguarazione di un’altra mostra, “A festival can hide another – Un festival ne può nascondere un altro” di Alessandro Mirai, comincerà venerdì l’ultima parte della rassegna: tre giornate a Solarussa che da diversi anni affianca Asuni come sede della manifestazione. Si tratta di scatti realizzati nel 2017 da Mirai in qualità di fotografo accreditato al Midnight Sun Film Festival di Sodankyla, in Lapponia. Importante manifestazione cinematografica, che ha tra i fondatori il grande regista finlandese Aki Kaurismaki, gemellata con il festival sardo organizzato dall’associazione Su Disterru.

Dal 2 al 4 ottobre, tra Casa Sanna e Casa Naitana, si svilupperà il ricco programma di incontri e proiezioni. Tra i film scelti dalla direzione artistica “Assandira”, il nuovo lungometraggio di Salvatore Mereu, “Surbiles” di Giovanni Columbu e la versione restaurata di “Processo a Caterina Ross” di Gabriella Rosaleva. Con ospiti tutti e tre i registi.




“Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!”, inaugurata a Sassari la mostra sui “pupazzetti” e l’arte dell’ironia

L’iniziativa di Aristeo sarà visitabile fino al 24 settembre

Dal primo evento pubblico post-Covid un accorato appello affinché si eviti la chiusura della Biblioteca universitaria di Sassari

 

SASSARI. Un viaggio nel passato di un’isola e di una città in cui l’humour e la satira connotavano le pagine di periodici e quotidiani, in un clima antesignano dello spirito goliardico della Sassari del dopoguerra. La mostra “Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!” organizzata dal circolo culturale Aristeo d’intesa con la Biblioteca universitaria, ha aperto i battenti giovedì sera (18 giugno) negli eleganti spazi dello storico edificio di Piazza Fiume, dove resterà visitabile fino al 24 settembre. Ed è stata la prima occasione assoluta in città per un evento pubblico post-lockdown.

L’iniziativa, a cura di Simonetta Castia e Stefano Serio, propone una magnifica selezione di circa 250 “pupazzetti”, le figurine e caricature che accompagnavano i titoli e i testi goliardici e pepati dei giornali, corredandoli di un messaggio comunicativo profondamente incisivo.

Tra i fogli più rinomati agli inizi del Novecento riscopriamo il “Burchiello” e il “Massinelli”, nei quali scrivevano personaggi di spicco della cultura locale, tra cui Pompeo Calvia, Luigi Falchi, Stefano Vallero ed Enrico Costa.

Al piano terra si dispiega un percorso che dispone creativamente, entro un caleidoscopico carosello danzante, una serie ricchissima di pupazzetti, riprodotti e accostati con garbo minimalista nella loro esplosiva e impattante verve estetica e testuale. Nelle teche figurano, quale essenziale supporto didascalico, a puntuale contrappunto, gli originali di una parte dei circa quaranta periodici al centro del progetto di ricerca iconografica.

La mostra prosegue al piano superiore dove, lungo i corridoi tersi e silenziosi dell’edificio, l’ordinata sarabanda di figurine risponde alla regola di un allestimento di gusto puramente soggettivo ed estetico, per concentrare l’interesse del visitatore nella lettura dell’immagine, e attraverso quest’effetto suscitare emozione.

Tra le principali caricature di personaggi noti sono riconoscibili Enrico Costa (dal Massinelli e dal Burchiello), Pompeo Calvia, Salvator Ruju (fondatore del Burchiello) ed Enrico Berlinguer (senior). A questi si affiancano soggetti di colore locale, oggi dimenticati ma importanti per la Sassari degli anni Venti, riportati prevalentemente su un’altra testata di carattere popolare, la “Gaita” fondata da Antonino Saba.

«La mostra è l’esito di un progetto che portiamo avanti da qualche anno – ha spiegato Simonetta Castia –. Ci siamo arrivati dopo aver progettato e realizzato nel 2014 una precedente mostra “Testate d’autore” al palazzo della Frumentaria, dedicata ai titoli dei quotidiani e dei giornali del tempo. È grazie alla sensibilità della Biblioteca che abbiamo inaugurato questo nuovo percorso, in una fase post-covid, ancora embrionale, per cui la visita della mostra avverrà in modo contingentato e lieve un po’ come lievi sono i contenuti del percorso. Un modo per riscoprire questo fenomeno artistico e per conoscere meglio anche l’istituto che ospita la mostra».

Ma quante altre mostre questo istituto sarà ancora in grado di ospitare, al momento non si sa. Una così importante istituzione rischia infatti di chiudere i battenti a breve termine, a causa della mancanza di personale. Il segnale d’allarme vorrebbe arrivare a Roma, ai piani alti, ma con l’aiuto di tutta la cittadinanza: «Faccio appello alla cultura sassarese e a tutti i sassaresi – ha affermato la direttrice Viviana Tarasconi –. Fra circa un anno questo istituto resterà senza funzionari a causa dei numerosi pensionamenti, con una notevole riduzione degli attivi in servizio, già in atto. Da tempo abbiamo chiesto che ci venisse affiancato del personale cui trasmettere il nostro bagaglio di esperienza. Senza la presenza di funzionari, il ministero non potrà lasciare aperta la Biblioteca».




Sassari, “Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!”: dal 18 giugno la mostra in Biblioteca Universitaria

Il percorso espositivo a cura di Simonetta Castia e Stefano Serio è dedicato in particolare alle figurine e i pupazzetti degli antichi giornali sardi, attraversando figure come Enrico Costa, Pompeo Calvia, Salvator Ruju e altri narratori

L’iniziativa del Circolo Aristeo ha inoltre lo scopo di porre l’attenzione sul rischio chiusura per la Biblioteca Universitaria

SASSARI. Il fascino dell’arte e della moderna grafica a cavallo tra Ottocento e Novecento in un inedito connubio di ironia, leggerezza, cronaca e storia del costume di Sassari. Dal 18 giugno al 24 settembre alla Biblioteca Universitaria di Piazza Fiume sarà finalmente visitabile la mostra “Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!”, organizzata dal Circolo Culturale Aristeo d’intesa con l’istituzione bibliotecaria.

Un percorso espositivo a cura di Simonetta Castia e Stefano Serio, frutto di un attento lavoro di selezione e rivisitazione (anche grafica), in particolar modo dedicato alle tante figurine e pupazzetti che popolavano con assiduità gli antichi periodici e quotidiani dell’isola.

E innegabilmente, un omaggio genuino a questa inestimabile testimonianza artistica e socio-culturale, attraversando figure indimenticabili come quelle di Enrico Costa, Pompeo Calvia, Salvator Ruju e altri incisivi narratori del piccolo mondo borghese e popolare della “Sardegna che fu”.

L’iniziativa, che rappresenta il naturale esito del percorso “Testate d’autore” allestito nel 2014 alla Frumentaria di Sassari, gode del patrocinio della Regione Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, ed è resa possibile grazie alla disponibilità e collaborazione della Biblioteca Universitaria, dal cui prezioso fondo è tratto il materiale.

L’inaugurazione (inizialmente prevista per il 26 marzo scorso e poi sospesa a causa dell’emergenza Covid 19), rappresenta un ritorno gradevole e lieve alla normalità attraverso un viaggio per immagini e sorrisi nella satira d’altri tempi.

Ironia, facezie e stramberie furono la nota saliente dei periodici umoristici e/o studenteschi che si diffusero con una certa intensità in Sardegna a partire dalla fine del XIX secolo. Fu una peculiarità di molte testate il ricorrente impiego dei pupazzetti – figurine e caricature, sia nei titoli che all’interno delle pagine pur concepite con modesto rigore compositivo: per questa ragione si utilizzò l’attributo di «pupazzettati» per molti di questi fogli, quali il “Falstaff” (1903), “Il Pantagruel” (1904) e il celebre giornale studentesco “Massinelli” (1900-1905) nel quale, oltre che nel contrapposto “Burchiello” (1901-1909), disegnò le sue caricature il sedicenne Giuseppe Biasi, e scrissero tra gli altri Enrico Costa e Pompeo Calvia.

Le testate, che consistono in una fiorita combinazione di lettering, ornato e figure, erano uniche per estrosità, concessione al divertimento e al ricorrente nonsense delle scenette, degli editoriali di gusto provinciale e degli allusivi titoli.

Negli anni Venti sorsero in modo spontaneo le riviste goliardiche delle associazioni in prevalenza studentesche (liceali e universitarie) «in cui la gioventù sassarese cerca spazio d’espressione», e nelle quali l’ingenua audacia dei titoli (“La Foglia di fico”, “Buffami l’occhio”, “Esci da sotto”, “E … abbozza”, “Siedimi in barca”, “La Voce dei battistrada”, “Ponibi un zappulu”, “Gatt’a terra”, “Kilippodromo”…) è pari alla felice immediatezza delle scelte stilistiche e iconografiche delle copertine, alcune delle quali disegnate da Remo Branca.

La manifestazione ha inoltre lo scopo di porre l’attenzione sul rischio di chiusura che correrà a breve la Biblioteca Universitaria, una delle più importanti istituzioni culturali della città e della Sardegna, a corto di personale, che nel prossimo futuro vedrà ridurre a poche unità l’organico in pianta.

La mostra, articolata su due piani, sarà visitabile dal lunedì al sabato nei consueti orari di apertura dei locali al pubblico. L’accesso è contingentato, soggetto alle disposizioni di sicurezza previste per l’emergenza Covid. Per informazioni chiamare il 339 7760176.




Domenica Al Carrer de la Pittura – artisti in mostra nella piazzetta del Molo

Domenica 22 dicembre la Piazzetta del Molo ospita un evento dedicato agli artisti locali. Per tutta la giornata,  lo slargo di ingresso alla biblioteca comunale e parte della via Sant’Erasmo ospiteranno le esposizioni di diversi artisti algheresi, pittori e artigiani del ferro e del legno. Sotto il coordinamento di Carlo Ibba, saranno esposte opere negli spazi allestiti tra le arcate della piazzetta e negli spazi ad essa limitrofi. Tra gli espositori, Salvatore Pagano, Pietro Ledda, Paolo Manca, Ugo Zoboli, Gianni Serra, Giovanni Mura, Irma Fais, Riccardo Polese, Bizarre Tattoo. L’iniziativa dell’Associazione culturale Cabirol, con il Comune di Alghero e la Fondazione Alghero, intende promuovere gli artisti locali che partecipano attivamente alle attività culturali della città, valorizzando nel contempo uno spazio prezioso del centro storico, oggetto già di riuscite manifestazioni di spettacolo, che per la sua conformazione offre uno scenario unico. La giornata, e la serata conclusiva della manifestazione di domenica ,contano sulla partecipazione dei residenti, tra i quali Roberto Barbieri, nonché della collaborazione dei Supermercati Delta Coop.  




Arti-Janas e Design speciale mostra di natale

Per le feste natalizie la libreria Dessì di Sassari propone nel proprio spazio mostre una esposizione artigianale curata e allestita dall’Associazione Il Colombre.

Le opere di nove artigiane e due artigiani provenienti da tutta la Sardegna, un’edizione speciale delle due rassegne Arti-Janas e Design – forme del Contemporaneo dal 13 Dicembre 2019 al 6 Gennaio 2020.

L’artigianato in Sardegna è forte e preparato ad affrontare le scommesse dei nostri tempi, ad osservare bene il settore viene fuori un panorama complesso, sfaccettato in direzioni che coniugano tradizione, innovazione e ricerca, un dialogo continuo con l’universo mondo, una dialettica capace di contaminare e contaminarsi in una ricchezza esperienziale interessante.

Sembra davvero realizzarsi quanto aveva predetto il grande designer italiano Alessandro Mendini, scomparso lo scorso Febbraio: “[…] l’artigianato, forse l’ambito più interessante e difficile da definire, perché è qui che si crea il pezzo unico , l’opera d’arte, o comunque il pezzo che è borderline con l’arte […] forse è proprio dalla grande tradizione artigianale e dai suoi valori antropologici che si dovrà ripartire nel design”.

L’artigianato e le sue commistioni con il design sarà protagonista dell’esposizione curata dall’Associazione Il Colombre e che si terrà nello Spazio Mostre della Libreria Dessì di Sassari, in largo Cavallotti dal 13 Dicembre 2019 al 6 Gennaio 2020.

Le due storiche rassegne curate da Il Colombre, Arti-Janas e Design – Forme del Contemporaneo si fondono per dare vita ad una esposizione con le opere di nove artigiane e due artigiani in un percorso sicuramente originale e mai scontato, le ceramiche e le terracotte che prendono forme immaginifiche ora imitando la natura ora miscelandosi con volti umani o antropomorfi, gioielli dalle forme minimali e contemporanee nell’intersecarsi della diversità di materiali e colori, i tratti dell’illustrazione che si fa “narrazione” d’arredo. In questo speciale appuntamento saranno presenti i lavori di: Alis Pictures, Clayando, cou.cou.ja, Flò ceramics, Giuliana Rais, Gusho, La valigia di carta, Pabirù, PaHoo Lab, Piccies Décorations, Sara Pilloni.

L’appuntamento con l’inaugurazione dell’esposizione è per il 13 Dicembre alle 17 nello Spazio Mostre della Libreria Dessì.




A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara: in Fondazione di Sardegna una mostra di Nani Tedeschi

A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara: in Fondazione di Sardegna una mostra di Nani Tedeschi

 

Dal 7 dicembre al 6 gennaio la Fondazione di Sardegna ospita la mostra “A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara” di Nani Tedeschi, organizzata dal Mut, Museo della Tonnara di Stintino, e dal Centro Studi sulla Civiltà del Mare all’interno della “Vela Latina in Centro”, evento dell’Associazione Centro Cavour. Lungo la Galleria Cavour, inoltre, sarà esposto il percorso fotografico “Stintino, borgo di pescatori”.

 

 

Il mare di Stintino, i profili del Golfo che guarda all’Asinara, la pienezza delle vele sospinte dal vento e la figura umana, lievemente abbozzata, testimone silente della bellezza della natura. Sono i soggetti delle opere di Nani Tedeschi che saranno esposte nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari, in via Carlo Alberto 7, a partire dal 7 dicembre 2019 e fino al 6 gennaio 2020. Organizzata dal Mut, Museo della Tonnara di Stintino e dal Centro Studi sulla Civiltà del Mare, la mostra, dal titolo “A vele spiegate nel Golfo dell’Asinara” rientra all’interno dell’iniziativa “Vela Latina in Centro” dell’Associazione Centro Cavour. Nove i dipinti in esposizione, opere di medie dimensioni realizzate con tecnica mista, che testimoniano la fascinazione dell’artista emiliano per la Vela Latina e l’affezione per il piccolo borgo di pescatori, che aveva frequentato durante gli anni trascorsi in Sardegna. In esposizione anche un video con una carrellata di cartoline, opere di piccole dimensioni a tema marittimo, e una ricostruzione dello studio dell’artista, con fotografie, articoli di giornale e bozzetti originali.

L’inaugurazione della mostra, curata da Silvia De Franceschi e Paolo Greco, è prevista per le ore 18 di sabato 7 dicembre. In apertura della serata, dopo i saluti della vicepresidente della Fondazione di Sardegna Angela Mameli e della direttrice del Mut, Esmeralda Ughi, Giannella Demuro, critica d’arte, introdurrà la figura di Nani Tedeschi. Sarà possibile visitare l’esposizione dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20.

Il Mut e il Centro Studi sulla Civiltà del Mare partecipano alla “Vela Latina in Centro” anche con un’esposizione all’aperto, ospitata dalle attività commerciali della Galleria Cavour fino al 6 gennaio 2020 negli orari di apertura dei negozi. Curato da Valentina Calvisi e da Salvatore Rubino “Stintino, borgo di pescatori” è un percorso fotografico che racconta la storia della comunità stintinese. Ogni immagine, arricchita da una frase, un pensiero o una notazione, afferra frammenti di vita di questa piccola comunità per la quale il mare e la pesca hanno costituito per lungo tempo la principale fonte di sostentamento.