“Processo per violazione norme anti-Covid: quattro indagati compariranno in tribunale”

Quattro dei cinque indagati nell’inchiesta della Procura di Cagliari su un pranzo violante le norme anti-Covid tenutosi il 7 aprile 2021 in uno stabilimento termale di Sardara, nel sud Sardegna, verranno processati. Il rinvio a giudizio è stato deciso dal giudice per le udienze preliminari Giorgio Altieri. L’11 maggio, il colonnello Marco Granari, ex comandante del 151esimo Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, accusato di peculato per l’uso dell’auto di servizio e di alcuni falsi, e l’allora suo aiutante, il tenente colonnello Mario Piras, compariranno davanti al collegio della seconda sezione penale del tribunale di Cagliari. Inoltre, il sindaco di Mandas, Umberto Oppus, all’epoca dei fatti direttore generale dell’assessorato regionale agli Enti Locali, e Giovanni Corona, il manager responsabile della struttura termale, compariranno con l’ipotesi di favoreggiamento.




Viola più norme anti-Covid: chiuso circolo del Corso

La Polizia locale di Sassari ieri, 23 dicembre, ha chiuso per cinque giorni un circolo del centro storico, in corso Vittorio Emanuele, per una serie di violazioni delle norme anti-Covid. Durante un controllo, gli agenti del Comando di via Carlo Felice hanno trovato nel locale una festa privata abusiva, in una saletta interna. Qui i presenti, circa cinquanta tutti minorenni tra i 13 e i 17 anni, erano senza mascherina, ballavano assembrati ed erano oltre il numero previsto dalla normativa di contrasto al diffondersi del coronavirus. La Polizia locale ha così contestato la violazione di quanto disposto dall’ordinanza sindacale in materia firmata nei giorni scorsi: non c’era all’esterno il cartello che indicava il numero massimo di clienti ammessi, non c’era alcun controllo sul green pass, il proprietario era senza mascherina, così come la maggior parte dei presenti, che ballavano e creavano assembramenti, senza mantenere la distanza interpersonale obbligatoria.
A questo si aggiungono un’attività abusiva di locale di pubblico spettacolo, con l’assenza di agibilità che deve caratterizzare un locale pubblico spettacolo e la mancanza della relazione sull’inquinamento acustico.
Da oggi e nei prossimi giorni i controlli della Polizia locale si faranno ancora più intensi. In particolare, per oggi, la vigilia di Natale, in cui per consuetudine prima dell’insorgenza dell’emergenza sanitaria si registravano assembramenti nei pubblici esercizi, dalla mattina fino alla cena, gli esercenti sono richiamati al rispetto rigoroso della capienza massima prevista per ogni singola attività. Dai primi di dicembre a oggi il Comando ha sanzionato oltre 100 esercizi pubblici per mancato rispetto delle norme anti-Covid.
A Sassari, a carico del legale rappresentante delle attività che non rispetta le norme di contrasto alla pandemia restano in vigore le sanzioni accessorie: per la prima violazione a una o più delle prescrizioni di cui al presente provvedimento si dispone la chiusura dell’attività per 5 giorni; per la seconda violazione, si dispone la chiusura dell’attività per dieci giorni; per la terza violazione si dispone la chiusura dell’attività per quindici giorni; dalla quarta violazione si applica la sanzione accessoria della chiusura dell’attività per trenta giorni.




“Scempio”, “pulizia”, “Adeguamento alle norme antincendio”, “spianati ginepri secolari”. La vicenda Capo Caccia, l’amministratore Baldini : Le autorizzazioni ci sono.

Non vi era alcun dubbio che la vicenda sulla “spianata” di circa 6000 mq di terreno di proprietà della società che ha acquistato all’asta il complesso immobiliare di capo caccia portasse “titoloni” sui giornali e commenti nei social network pro e contro la vicenda.

Indignazione e rabbia; sorpresa e incredulità. I commenti apparsi sul social Network facebook la dicono tutta.

Anche il Sindaco di Alghero ha commentato così con un post nella sua pagina ufficiale di FB

sono state messe a confronto delle foto del prima e dopo, un utente facebook Gianfranco Langella ha postato la foto di una cartolina datata 1972 dell’hotel Capo Caccia

dove non si vedono i ginepri secolari oggetto dello scandalo.

              

Marcello Meloni della ditta ORN-EST specializzata nella gestione del verde, ha messo in luce che nell’area interessata alla pulizia di Ginepri secolari non c’è mai stata neanche l’ombra…

Negli anni ’90 e per circa 10 anni abbiamo gestito e manutenzionato il verde sia dell’ hotel Capo Caccia e del Condominio Pischina Salida a Capo Caccia.. la nostra società www.orn-est.it
Si occupava di Ornamenti Esterni e Architettura Paesaggistica già per anni impegnati nel territorio di Stintino, Capo Falcone e Hotel Roccaruja… e li.. Ginepri ne ho visto e molti anche.
♦️Tornando a Capo Caccia per anni si sempre manutenzionato l’ esistente se pur integrando con essenze non autoctone il territorio.. il territorio o meglio tutta l area geografica di Capo caccia è ricca di alcune essenze che voglio riportare di seguito :
➡️PALMA NANA ( chamaerops humilis)
➡️LENTISCHIO (pistacia lentiscus)
➡️CISTO (Cistus monspeliensis)
➡️MIRTO (Mirtus communis)
➡️GINESTRA (Spartium junceum)
➡️PINO ITALIA (Pinus Pinea)
➡️PINO MARITTIMO (Pinus pinaster)
➡️MIMOSA MARITTIMA (Acacia saligna)
➡️GINEPRO STRISCIANTE (Juniperus oxycedrus)
➡️TIMO (Thymus vulgaris)
➡️ELICRISO (italicum microphyllum)
➡️EUFORBIA ( Euforbia arborescente)
Tra cui…
Altre piante non autoctone e importate sulla base delle varie necessità di creare siepi e bordure o semplici arredi per cui era sempre più comune trovare piante tipo:
➡️PITTOSFORO, ELEAGNUS, ALOE, EUCALIPTO, IBUSCUS, PALME CANARIENSIS, PALME EXCELSA, BANANO, CICAS, POLIGALA, ERBA DELLA PAMPAS, MESEBREANTEMUS , BOUGANVILLEA, GLICINE, JASMIN-RINCOSPERUM, OLEANDRO, STERLIZIA, e tanti altri e vari insediamenti di prodotti vegetali che pian piano si sono integrati nella bellissima baia tra cui vari olivi e agrumi .
Negli anni quindi si è sempre solo intervenuto sulla cura e mantenimento dell esistente e in maniera più decisa per la gestione delle fascie taglia fuoco ( sbarramenti larghi circa 12 metri che venivano completamente diserbati da qualsiasi tipo di erba e piante ..proprio per interrompere in caso di incendio il divampamento in più e più ettari di macchia mediterranea).
Nessuno mai ho sentito lamentare la diffusione di piante non locali ..come per esempio l ÀILANTO pianta infestantissima e ormai diffusa dapertutto !!! Qui ad Alghero.
Ma oggi si pubblicano in maniera strumentale e al solo scopo di risvegliare animi nobili di salvatori dell’ ambiente.. foto del prima e del dopo.. da tutte le angolazioni.. di un promontorio abbandonato per il quale nessuno mai ha maturato interesse..
Basti pensare che l’ asta era partita da 25milioni di euro ed è andata deserta per non so quante volte ..fino a che uno stesso condomino già proprietario di alcune camere lo ha acquistato per 3,5 milioni.. e la rete di imprese di Alghero..muti.. così come anche chi si scandalizza oggi per la pulizia.. dov’era?
Oggi ripeto… serviva una notizia shock.. …un ettaro di estirpazione di ginepri ! ! !!!
Bene per tutti quei boccaloni che continuano a fare eco a chi li strumentalizza con foto e notizie non veritiere posso assicurare che di protetto e da proteggere sotto l l’aspetto vegetativo ..non c era proprio niente e tanto meno da mettere sotto tutela.
Solo piante pericolose..cresciute oltre il loro limite e molte altre essenze non autoctone e tantomeno locali. Quindi la dimostrazione è che ad oggi quello è un cantiere di ” Ingegneria Naturalistica” alla quale seguirà la creazione di nuovi sentieri, sottoservizi, impianti idrici e infine piantumazione.. un vero intervento di riqualificazione ambientale. E voi pensate che ina struttura quotata oltre 30 milioni di euro e che sta programmando investimenti per non meno di almeno altri 10 milioni… ometta di elaborare progetti e autorizzazioni… sveglia. … non si abbaia alla luna!
Aggiungo che forse anche chi ha divulgato in maniera molto contorta tali notizie potrebbe trovarsi a risarcire un progetto di tale entità.. in buona sostanza state attenti prima di spararle grosse.. non stiamo parlando della casetta in campagna .. ma di un investimento che deve dare risposte al territorio per i prossimi 20 anni.. Buona Festa dell Immacolata a tutti

Altri si sono fatti prendere dal patriottismo asserendo che ” In Sardegna decidono i sardi”, ” basta tutti in galera”, “A casa nostra comandiamo noi”.

La questione approderà a quanto pare in tribunale, in attesa di conoscere le prossime dichiarazioni degli amministratori della società proprietaria del complesso,

Lucidio Baldini – rappresentante legale del  Condominio Eurotel Capo Caccia – è stato sentito telefonicamente dalla nostra redazione in merito alla vicenda legata alle autorizzazioni allo svolgimento dei lavori.

Baldini ha dichiarato che le autorizzazioni sono state richieste e addirittura il corpo forestale ha effettuato un sopralluogo nell’estate del 2019 e uno quest’anno per verificare lo stato dell’arte.

Baldini ha dichiarato inoltre che lo spianamento si è reso necessario anche per andare incontro alle regole antincendio. ” Anni di abbandono e di incuria hanno reso praticamente inaccessibile e molto pericoloso quello spazio, abbiamo già seminato quello che sarà il prato verde e a regime pianteremo le piante autoctone della Sardegna” ha concluso l’amministratore.

L’assessore del Comune di Alghero all’ambiente Andrea Montis non ha voluto rilasciare dichiarazioni perchè è in corso un’inchiesta giudiziaria e dunque è prematuro fare dichiarazioni. ” il gruppo che ha acquistato il complesso di Capo Caccia investirà 30 milioni di €uro e mi sembra azzardato – fino a che non si sia conclusa l’indagine – dipingerlo sui media nazionali come è stato dipinto fino ad ora”.

La vicenda continuerà con altri aggiornamenti e interviste ai diretti interessati.

 

 

 

Sardegna Press

La redazione

https://algherochannel.it/2020/12/14/iceberg-14-dicembre-capocaccia-intervista-allavv-luigino-maria-martellato/



CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–06-05-20–BENESSERE– Norme, burocrazia e incertezze affossano il settore in Sardegna

CORONAVIRUS-BENESSERE – Norme, burocrazia e incertezze affossano il
settore in Sardegna. E c’è il caso di dermopigmentisti e barbieri:
oltre 100 imprese che potrebbero non riaprire a causa dell’Ordinanza
regionale. Confartigianato Sardegna scrive a Solinas e ai Prefetti:
“Usano già tutte le precauzioni: perché fermarle ulteriormente?”. Per
acconciatori ed estetisti, on line i tutorial di Confartigianato
Benessere per “ripartire in sicurezza”.

Da una parte ci sono i decreti, le ordinanze regionali e quelle
comunali, le leggi, le norme sanitarie, i regolamenti, le indicazioni
e le interpretazioni. Poi ci sono le date della tanto auspicata
riapertura: lontane, vicine, anticipate, posticipate, diverse da
comune a comune o da Città Metropolitana a paesi confinanti. A tutto
ciò si aggiungono le paure, i “sentito dire”, le notizie vecchie,
quelle false, quelle inesatte o incomplete, che rimbalzano sui social,
tramite messaggio sugli smartphone o durante le telefonate.

Sotto questa montagna di incertezze c’è sempre un settore, quello
delle imprese del benessere della Sardegna, quindi acconciatori,
estetisti, barbieri e tutti gli altri operatori, messi con le spalle
al muro da 2 mesi di serrata, con tasse e mutui da pagare, debiti da
restituire, dipendenti da sostenere economicamente e psicologicamente
e burocrazia da combattere. Non dimenticando le ingenti spese per la
sicurezza propria, dei dipendenti e dei clienti.

“Certamente non aiuta avere a che fare con disposizioni, nazionali,
regionali e comunali, che nella maggior parte si accavallano o
contraddicono e che sembrano scritte per creare problemi alle aziende
e ai dipendenti – commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra,
Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – avevamo
auspicato un taglio della burocrazia e delle norme ma assistiamo,
increduli, al loro aumento e alla moltiplicazione di regole che
mettono in difficoltà anche cittadini e clienti”. “Ogni giorno, da
parte di questi artigiani, sempre più disperati – continuano Matzutzi
e Serra – riceviamo decine di telefonate e mail con richieste di
chiarimenti sulle normative di sicurezza e sulle date di ripartenza
dei saloni”.

Ma se parrucchieri e operatori dei centri estetici, districandosi tra
mille problemi e pesantissime limitazioni, prima o poi, riusciranno a
sollevare nuovamente le serrande e a soddisfare le richieste della
clientela, c’è un settore del benessere che rischia di non ripartire
affatto: è quello dei dermopigmentisti. Sono quelle figure
professionali che, stando strettamente a contatto con le persone,
agiscono sul viso e in particolare sulle zone ritenute a rischio di
trasmissione del virus. Si occupano, infatti, quasi esclusivamente di
trucco permanente e cura delle sopracciglia, degli occhi e della
bocca. Nell’Isola, secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio Studi di
Confartigianato Sardegna, operano circa 100 imprese che offrono lavoro
a circa 250 persone.

Per effetto dell’Ordinanza n. 20 del 2 maggio scorso, emanata dal
Presidente della Regione, questi professionisti sarebbero, in pratica,
al momento esclusi da ogni possibilità di riapertura, anche da quella
prevista per le attività di benessere alla persona per il giorno 11
maggio. L’articolo 21, infatti recita: “Per l’effetto, resta vietata
l’esecuzione di trattamenti che prevedano un contatto diretto con la
bocca, le narici o a zona oculare e perioculare dei clienti, quali – a
mero titolo esemplificativo e non esaustivo – il taglio e la
regolazione di baffi e/o barba, la depilazione del contorno labiale,
l’iniezione di filler per il soft-lifting naso-labiale, la
sistemazione di ciglia e sopracciglia e simili”. Per legge, quindi,
viene vietato il taglio e la rasatura delle barbe, la pulizia del
viso, il contorno occhi e labbra, e tutte le altre attività relative
alle zone ritenute probabile “veicolo di contagio”.

“L’articolo, di fatto, limita fortemente l’attività delle imprese se
non, addirittura, ne impedisce totalmente ripartenza – commentano
Presidente e Segretario – dobbiamo però ricordare che, per la
tipologia di servizio offerto, tali operatori già prima dell’emergenza
sanitaria COVID-19 usavano particolari precauzioni e dispositivi a
tutela propria e dell’utenza, e che possono ora con ulteriori
accorgimenti, migliorare le pratiche e le disposizioni di sicurezza.
Non capiamo questa ulteriore restrizione al loro operare. Chiediamo
che anche i dermopigmentisti possano operare come tutte la altre
tipologie di impresa. Facciamo una richiesta forte e accorata affinché
anche loro venga data la possibilità di ricominciare a operare in
totale sicurezza”.

Ed è anche per questo motivo che Confartigianato Sardegna ha scritto
al Presidente della Regione e ai Prefetti, e nelle prossime ore anche
ai Sindaci, per chiedere che venga fatta maggior chiarezza sulle
possibili riaperture, sulle decisioni prese e su quelle che saranno
prese per le aziende, partendo sempre dai fondamentali presupposti
della tutela della salute di tutti.

Inoltre, per supportare le imprese del benessere a rispettare le norme
di sicurezza, Confartigianato Sardegna, ha reso disponibile 2 tutorial
che ricapitolano le linee guida nazionali per la riapertura dei
saloni. Questi sono disponibili sul sito dell’Associazione
all’indirizzo https://www.sardegnaimpresa.it/ripartireinsicurezza/ e
sui canali social dell’Organizzazione Artigiana della Sardegna.

“Comprendiamo il momento di difficoltà che anche le Istituzioni vivono
– concludono Matzutzi e Serra – ma è necessario che il mondo delle
imprese abbia risposte chiare e concrete, senza venire danneggiate da
ulteriori misure restrittive”.