PROGRAMMAZIONE : UNA NUOVA STAGIONE DI CONFRONTO – L’INTERVENTO DEL SINDACO MARIO CONOCI

“Di fronte a questo scenario serve la capacità della politica di abbandonare le dispute, di discutere e poi di unirsi attorno ad obiettivi comuni, di rappresentare un progetto coordinato e unitario che sappia inserirsi armonicamente, ma in modo originale, con la programmazione regionale e nazionale. Sarà necessario un confronto serrato sulle linee indicate dalla Unione Europea che più si attagliano alle esigenze e alle prospettive di sviluppo che vogliamo individuare per il nostro territorio. In sede di Rete metropolitana è di questi giorni la proposta, aperta, di portare in discussione nei Consigli Comunali”

La programmazione è il cuore di ogni scelta politica, è il carburante che fa muovere le leve dello sviluppo e disegnare orizzonti verso i quali movere passi concreti. Quella che stiamo vivendo è certamente una stagione nella quale puntare fortemente sulla programmazione. Una programmazione però profondamente cambiata rispetto ad anni passati nei quali ognuno progettava un orizzonte che si limitava a definire esigenze prettamente locali, fondamentali certo per modificare il volto di una città, per valorizzare potenzialità urbane, per recuperare un patrimonio architettonico storico spesso abbandonato. Una stagione che la nostra città ha vissuto nel primo decennio degli anni 2000, durate le amministrazioni di centro destra, e che aveva anche radici in “visioni” che risalivano anche ai primi anni 90: l’esempio più significativo è rappresentato dalla passeggiata progettata dall’architetto catalano Joan Busquets.
Oggi, dopo anni di assenza di programmazione, viviamo una nuova stagione legata in particolare al nuovo settennato dei fondi europei 2021-2027 e alle risorse straordinarie del RECOVERY FUND. Questa stagione, a differenza della precedente, sarà caratterizzata soprattutto da una programmazione quantomeno di carattere territoriale e regionale nella quale le città dovranno e potranno avere un ruolo importante nella misura in cui saranno in grado di dialogare e co-programmare con la regione e, nel nostro caso, con la rete/città metropolitana. Tutto ciò, inoltre, in particolare per il RECOVERY FUND, sarà condizionato dalla decisione che il governo nazionale adotterà fra condividere  le scelte con le autonomie locali o far calare dall’alto la programmazione delle risorse. Noi tutti, naturalmente, chiediamo scelte partecipate, ma su ciò ancora non esiste chiarezza. 
È evidente che questa programmazione di scala sovracomunale non esclude la partecipazione a programmi e finanziamenti più strettamente legati all’ambito locale. A questo sovrintende per il nostro comune un dirigente e una struttura ad hoc, prevista e realizzata dalla nostra amministrazione. In questo quadro si inserisce, ad esempio, l’avvio del distretto rurale, i programmi avviati con l’università, con Porto Conte Ricerche in sinergia col parco di Porto Conte. Altrettanto è continua la programmazione legata a opere pubbliche per le quali abbiamo, purtroppo, riscontrato la assoluta mancanza di un “parco  progetti” tale da consentire di partecipare a bandi che richiedono progettazioni avanzate. Ci stiamo dotando quindi tali progettazioni, e rientra in questa ottica la recente decisone di affidare la progettazione su un immobile strategico come la ex caserma di via Simon, solo per fare un esempio di rilievo. A questa struttura tecnica dell’amministrazione è nostro compito dare indirizzi che ne orientino l’attività.
Ma tornando alle risorse 2021-2027 ed al RECOVERY FUND, Alghero, insieme alle altre comunità del nord-ovest della Sardegna partecipa a pieno titolo, con uomini e idee, ai primi passi che su questo tema si stanno muovendo. A livello comunale abbiamo dedicato, come detto,  uno specifico settore con un dirigente e una struttura che si occupa di coordinare tutte le attività di programmazione del comune  a tempo pieno e abbiamo, in sede di rete metropolitana, concordato con gli altri sindaci di affidare al direttore del nostro parco regionale questa importantissima funzione. Siamo dunque in prima linea e al passo con le esigenze di una moderna programmazione che rappresenta una straordinaria, e forse irripetibile, opportunità per le nostre comunità. 
Di fronte a questo scenario serve la capacità della politica di abbandonare le dispute, di discutere e poi di unirsi attorno ad obiettivi comuni, di rappresentare un progetto coordinato e unitario che sappia inserirsi armonicamente, ma in modo originale, con la programmazione regionale e nazionale. Sarà necessario un confronto serrato sulle linee indicate dalla Unione Europea che più si attagliano alle esigenze e alle prospettive di sviluppo che vogliamo individuare per il nostro territorio. In sede di Rete metropolitana è di questi giorni la proposta, aperta, di portare in discussione nei Consigli Comunali le proposte che riguardano: 
“1. a) la trasformazione del sistema energetico territoriale, conseguente alla progressiva de- carbonizzazione ed alla sostituzione delle attuali centrali, con impianti di generazione basati su fonti rinnovabili e tra esse, quale scelta connessa alle caratteristiche peculiari delle coste del nostro territorio, l’energia prodotta dalle onde e dal moto ondoso; b) l’utilizzo prevalente della energia pulita così prodotta per la produzione di idrogeno verde, quale “combustibile” per le esigenze produttive, civili e della futura mobilità sostenibile (aerei, navi, treni, bus, auto, trasporto pubblico locale);
2. la riduzione del divario infrastrutturale con particolare riferimento al potenziamento della rete ferroviaria regionale per la mobilità interna delle persone e delle merci.
La prima idea attiene ad un più ampio disegno di trasformazione green del nostro territorio e di riqualificazione delle aree di crisi e del nostro apparato produttivo su basi bio-industriali, in coerenza con le finalità dei principali strumenti della programmazione disponibili per una futura economia – decarbonizzata e circolare – in sinergia con il Green Deal europeo. 
La seconda idea attiene alla esigenza di una riproposizione del ben noto tema storico, ancora irrisolto, che tocca ovviamente anche il Nord-Ovest della Sardegna, e che riguarda il nostro inaccettabile gap infrastrutturale, in materia di collegamenti e trasporti interni, rispetto alle altre Regioni d’Italia.”
A questi temi si affiancano quelli della formazione e della ricerca, dei giovani, della cultura, dell’inclusione sociale, dell’innovazione.
Su questi temi, ma anche su altri che siamo chiamati ad individuare e proporre, dobbiamo confrontarci al nostro interno e con le altre città del territorio per proporre, infine, alla Regione un progetto di sviluppo integrato della nostra città e dell’intero territorio del nord-ovest. La sfida è di fonte a noi e dobbiamo coglierla nell’interesse del futuro della nostra comunità.
In questo processo  Alghero c’è e, insieme alle altre comunità del nord-ovest della Sardegna, è pienamente inserita nella nuova stagione della programmazione.
 Mario Conoci
Sindaco di Alghero




Coronavirus, nuova ordinanza sindacale: I circoli potranno riaprire.

Il sindaco Nanni Campus ha firmato oggi un’ordinanza, con efficacia immediata, che introduce due importanti novità. Visti i disordini avuti nello scorso fine settimana e la necessità di proteggere la salute pubblica e gli esercizi che rispettano le regole e che rischierebbero di chiudere in caso di una nuova ondata pandemica, il primo cittadino ha disposto la possibilità di chiudere alcune aree in caso di assembramenti. «In caso di accertato determinarsi di assembramenti – si legge nel provvedimento – di persone su strade e piazze nell’ambito urbano, tali da rappresentare un rischio per la salute della comunità, la Polizia Locale dovrà disporre la chiusura al pubblico delle suddette aree, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso alle abitazioni private e agli esercizi commerciali (compatibilmente, per questi ultimi, con le capacità di accoglienza di clienti)».

L’altra novità riguarda i circoli, che da oggi potranno riaprire. «Conformemente al parere espresso dal coordinatore del nucleo Urp Emergenza Covid–19, Servizio comunicazione della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna – controllo strategico, trasparenza e prevenzione della corruzione – è consentita la riapertura dei circoli culturali, ricreativi e sociali». Con specifico riferimento all’orario di apertura, l’ordinanza richiama quanto disposto dal precedente provvedimento. Se assimilati ai bar dovranno chiudere alle 21, mentre potranno restare aperti fino alle 23 se equiparati ai ristoranti. In caso di mancato rispetto delle norme, si applicheranno le sanzioni previste, comprese quelle accessorie.




Mara Lai è la nuova presidente del partito dei Riformatori Sardi

Mara Lai è la nuova presidente del partito dei Riformatori Sardi. A darne notizia ufficiale è il coordinatore e consigliere regionale del partito Aldo Salaris. La proclamazione arriva dopo qualche mese dalla scomparsa di Roberto Frongia, leader storico del partito e, nel suo ultimo incarico, assessore ai lavori pubblici dell’attuale giunta regionale.
«Ricoprire questo ruolo dopo Roberto è per me un grande onore. – dichiara la neo presidente – Una responsabilità enorme che assumo con entusiasmo per proseguire su una strada che i Riformatori hanno già scritto, quella delle grandi battaglie in difesa dei diritti dei sardi e della Sardegna».
Mara Lai, cagliaritana, laureata in scienze politiche e riformatrice della prima ora, nonché socia fondatrice del partito nato nel 1998 dalla volontà di Massimo Fantola, è attualmente l’unica donna presidente di un partito nel panorama politico sardo.
«Mara è una riformatrice di ferro e storico riferimento del nostro partito – afferma il coordinatore Salaris. – La sua nomina premia le qualità e il lavoro di una grande donna riconosciute da tutti. Roberto ne sarebbe fiero».




Coronavirus, nuova ordinanza sindacale

Nessuna novità, ma la ripresa di quelle introdotte dall’ordinanza del presidente della Regione Sardegna a seguito dell’istituzione nell’isola della “Zona bianca” e la specificazione di importanti chiarimenti rivolti alla cittadinanza sulle norme in vigore. Questa l’ordinanza firmata oggi dal sindaco Nanni Campus, che ricorda come siano confermate tutte le disposizioni relative al distanziamento, al divieto di assembramento e di obbligo di uso corretto della mascherina già in vigore nel territorio sassarese, sia al chiuso sia all’aperto. «Mi appello al senso di responsabilità di tutte le cittadine e di tutti i cittadini: l’allentamento delle restrizioni ci impone il massimo rigore nel rispetto delle regole sull’uso della mascherina, sul distanziamento interpersonale e sull’igienizzazione delle mani. Facciamo, tutti insieme, che questa grande occasione e opportunità non sia sprecata nel giro di un paio di settimane» commenta il sindaco Nanni Campus, che si rivolge poi in particolare ai gestori e ai proprietari degli esercizi pubblici perché «facciano di tutto perché siano rispettate le regole nei loro locali. Un aumento dei contagi, che si vedrebbe già nel giro di due settimane, comporterebbe un danno enorme e irreparabile a loro stessi, all’economia e alla libertà personale di ciascuno, perché vorrebbe dire necessariamente una nuova chiusura, ancora più drastica e drammatica. Dobbiamo fare in modo di poter godere tutti e a lungo di questa opportunità, e questo può avvenire in un solo modo: con il massimo rigore nel rispetto di tutte le prescrizioni».

Da oggi, dunque, in Sardegna il coprifuoco sarà dalle 23,30 alle 5 del giorno successivo. È consentita l’apertura delle attività di ristorazione dalle 5 alle 23 e di bar, pub, caffetterie e assimilabili dalle 5 fino alle 21; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle 23 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Conformemente a quanto sancito dal presidente della Giunta regionale, restano chiusi i centri commerciali il sabato, la domenica e i giorni festivi, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole. Sospesi congressi, riunioni o eventi sociali e ogni altra attività convegnistica o congressuale, salva la possibilità di svolgimento a distanza. Chiusi anche cinema, teatri, sale da concerto, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione. La sospensione di attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore dei soci, trattandosi di una attività subordinata e collaterale rispetto alla attività principale. Il provvedimento specifica inoltre che «tali prescrizioni non possono essere modificate in sede comunale con ordinanze sindacali, tali ordinanze possono infatti disporre solo effetti ulteriormente restrittivi rispetto alle disposizioni di Regione e Governo».

Confermato obbligo di uso corretto della mascherina (restano escluse dall’obbligo sempre le stesse categorie) «nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi». Mascherina indossata, quindi, quando si cammina nelle strade o piazze, all’interno di parchi, aree di svago, giardini pubblici; i dispositivi dovranno essere tenuti con sé anche se ci si sposta in aree periferiche, esterne al centro urbano, ed esibite agli organi di vigilanza su specifica richiesta di questi ultimi. È fatto assoluto divieto di togliere o spostare la mascherina per fumare in area pubblica, ancorché in spazi aperti, in presenza di terze persone. È vietato sostare o trattenersi su marciapiedi, slarghi, piazze, scalinate e in ogni altro spazio pubblico in gruppi superiori alle quattro persone. Vietata ogni forma di assembramento, anche se si utilizza un dispositivo di protezione delle vie respiratorie; deve essere costantemente assicurata la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e di almeno due metri se si pratica attività sportiva; durante la pratica sportiva all’aperto non c’è l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie ma dovranno essere osservate integralmente le altre prescrizioni.

Confermati anche tutti gli obblighi e i divieti in capo ai proprietari e ai gestori di locali pubblici e aperti al pubblico: dal numero di persone per tavolo, all’obbligo di distanziamento e di tenere il registro degli avventori, fino ai menù digitali o plastificati, ad esempio. Per gli assembramenti provocati dai clienti di un esercizio pubblico, di un’attività commerciale, ovvero dall’utenza di uffici pubblici e privati, il legale rappresentante è obbligato in solido con l’autore dell’illecito.




“alle9” l’ospite di oggi è il direttore de “La nuova Sardegna” Antonio Di Rosa






CASTELSARDO, NUOVA LUCE PER I DEHORS: AL VIA IL COMPLETAMENTO DEL NUOVO REGOLAMENTO CITTADINO

CASTELSARDO, NUOVA LUCE PER I DEHORS: AL VIA IL COMPLETAMENTO DEL NUOVO REGOLAMENTO CITTADINO

CASTELSARDO – È in fase di definizione la stesura del nuovo regolamento comunale per la realizzazione dei dehors. Il testo tutt’ora in vigore venne approvato dalla precedente amministrazione nella seduta del Consiglio comunale del 22 febbraio 2017, in linea con prescrizioni normative da ritenersi ormai parzialmente superate, e comunque non rispondente alle reali esigenze del comparto produttivo.

L’Amministrazione in carica, sin dai primi giorni del mandato, ne aveva evidenziato diverse criticità. Gli irragionevoli limiti di permanenza delle strutture precarie, previsti dal vecchio regolamento, contrastano infatti con gli obiettivi di rilancio dell’economia e con una politica che miri alla destagionalizzazione e al potenziamento del livello concorrenziale cittadino, rispetto ai comuni limitrofi.

Una volta avviati i lavori però, all’improvviso, lo “stop”. “A parlarne non ci si crede – afferma l’Assessore al Commercio e alle Attività Produttive Giuseppe Corso – difficoltà nel corso del mandato ne abbiamo riscontrate ma nessuno si sarebbe mai aspettato che, a pochi passi dall’intesa sulla stesura definitiva del nuovo regolamento sarebbe intervenuta una pandemia che ci ha costretti ad accantonare alcuni progetti in essere, oltre che gli incontri di definizione con gli operatori, per dedicarci alle misure emergenziali. Poiché non sapevamo quali imposizioni aspettarci dal governo nazionale, ci siamo quindi limitati, con lo strumento dell’ordinanza sindacale emessa per fini sanitari, ad adeguare gli spazi alle esigenze del distanziamento e salvare il salvabile della stagione turistica”.

“Si badi bene comunque – tiene ancora a sottolineare l’Assessore Corso – che nessuna novità è indolore e anche l’adozione di un nuovo regolamento non sarebbe stata esente da spese per gli operatori. Sulla base delle precedenti interlocuzioni con gli uffici della soprintendenza sapevamo che le tipologie delle strutture ad oggi in essere, non sarebbero state più autorizzabili senza gli opportuni adeguamenti”.

Oggi dunque i tempi paiono nuovamente maturi per riprendere in mano il regolamento, a partire dal punto dove lo si era lasciato.
“Si procederà in maniera programmata – anticipa il Sindaco Antonio Maria Capula – lungo tre direttive di fondo. Inizialmente, a regolamento invariato, sarà comunque possibile, per gli operatori, mantenere le strutture già munite di autorizzazione paesaggistica, che potranno sin da subito operare nei limiti di durata previsti dal regolamento in essere, dunque fino a 180 giorni, più 60 di proroga nei casi previsti. Entro i 120 giorni sarà invece possibile il posizionamento di strutture e arredi senza l’autorizzazione predetta. Nel frattempo verrà presentata al Consiglio una modifica transitoria che consentirà di eliminare il predetto limite temporale, così da abbracciare la più favorevole normativa regionale in materia di concessioni di suolo pubblico. Permarranno in questa fase, temporaneamente, i vecchi limiti alle tipologie, accordati, a livello paesaggistico, nel regolamento”. Prima della scadenza delle autorizzazioni che saranno in essere nella imminente stagione, si provvederà a portare a compimento la stesura del “Nuovo regolamento Dehors”, che asseconderà le linee concordate con la soprintendenza e alcune regole di buon senso che trovano giustificazione nelle particolarità e nella bellezza del Borgo e in ragioni di maggior certezza del rilascio delle concessioni. A quel punto gli operatori potranno dare il via alle nuove domande o agli opportuni adeguamenti, con la differenza sostanziale che finalmente si potrà fare affidamento sulla “permanenza” delle strutture, consentita per l’intero anno solare.

“Anche con il nuovo regolamento – assicura il Sindaco – resterà comunque la possibilità di ottenere concessioni “brevi” svincolate dai rigidi limiti paesaggistici, come previsto dalla normativa in materia”.




Sassari:Coronavirus, nuova ordinanza sindacale: obbligo per le attività di ristorazione di indicare il numero massimo di clienti anche all’esterno

Una nuova ordinanza è stata firmata oggi dal sindaco Nanni Campus, ancora una volta per tentare di bloccare il diffondersi del coronavirus e una nuova impennata dei contagi che il territorio non può permettersi. Nel provvedimento si dispone l’obbligo per le attività di ristorazione, compresi bar, pub, ristoranti pasticcerie e gelaterie, di esporre un cartello che indichi il numero massimo di clienti ammessi contemporaneamente nell’area di suolo pubblico concessa per la somministrazione di alimenti e bevande, che deve corrispondere al numero di posti a sedere (ovvero massimo quattro posti per ogni tavolo, fatta eccezione per i conviventi). L’obiettivo è salvaguardare la salute pubblica e allo stesso tempo tutelare le attività che con grande sacrificio e senso di comunità rispettano le norme.

L’ordinanza ricorda che sul suolo pubblico concesso è vietata la permanenza in piedi dei clienti, sia mentre consumano bevande o alimenti sia che siano in attesa di un tavolo. Le stesse regole riguardano le aree private esterne alle mura del pubblico esercizio dove l’esercente è autorizzato somministra alimenti e bevande.

Il provvedimento è dettato dalla necessità di contenere il rischio di diffusione del contagio, agevolando tutte le condizioni per creare un adeguato distanziamento interpersonale. Inoltre la presenza del cartello faciliterà sia l’esercente sia gli stessi avventori che senza fatica potranno capire se c’è la possibilità di sedersi a un tavolo o meno. In caso di assembramenti e mancato rispetto delle regole, sono sanzionati sia i gestori sia i clienti.

L’obbligo è adottato in analogia con un altro già previsto dal legislatore nel Dpcm del 14 gennaio 2021, secondo cui: «È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali, di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti».




Mirtò lancia la nuova edizione del Festival internazionale del Mirto di Olbia. Parte dalla visita in Portogallo l’appuntamento per l’agosto 2021

  Mirtò, Olbia capitale internazionale tra le città del mirto

                 Il festival ambasciatore nel sud del Portogallo

 lancia l’edizione 2021 che punterà sui quartieri storici della città

  L’assessora Serra: “Grande opportunità per i nostri artigiani”

Olbia capitale internazionale delle città del mirto. Un profilo tracciato insieme a Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, che ha assunto nel tempo una veste cosmopolita, portando la città, tutta la Gallura e la Sardegna in giro per il mondo nel nome delle sue eccellenze e specialità.

La prima tappa del nuovo viaggio, che porterà al Festival Mirtò 2021, in programma a Olbia dal 17 al 20 agosto prossimi, è stata Portimão, città portuale della regione dell’Algarve, nel sud del Portogallo. Qui si trova l’Autódromo internacional do Algarve, circuito che ha ospitato il Gran Premio di Formula 1 nel 2020, il Motomondiale e altri tra i più importanti eventi motoristici mondiali. Mirtò è stato protagonista durante la presentazione dei primi test motoristici di GT1, GT3 e GT4, con marche importantissime come Lamborghini, Audi, Pirelli. Qui Olbia e la Gallura hanno concluso un gemellaggio con i più importanti produttori di mirto portoghesi. “Stiamo già lavorando per l’edizione di Mirtò del 2022, quando speriamo che le condizioni sanitarie ci consentiranno di portare Mirtò per la prima volta in Portogallo, qui a Portimão, che entrerà a far parte delle città del mirto – spiega Salvatore Pinducciu, vicepresidente dell’associazione Mirtò -. Si tratta di una destinazione conosciuta, per la presenza del circuito, tra i più importanti per la disputa degli sport motoristici e che ospita la prova mondiale di Aquabike. Intanto lavoriamo sull’edizione di quest’anno, dove Olbia avrà il ruolo di capitale del mirto, con Mirtò che tornerà alle origini, valorizzando i quartieri della città, mettendo in luce i più importanti produttori del mirto, puntando poi alla collaborazione con Confartigianato e Confcommercio per mettere in luce le eccellenze locali e aiutare a lanciare start-up innovative del territorio. Il Comune di Olbia ci è sempre stato vicino in questi anni, mentre aspettiamo qualche segnale dall’assessorato regionale al Turismo, che in questi due anni è stato, invece, latitante”.

LE AZIENDE. L’unione di intenti e l’accordo in nome del mirto ha favorito l’incontro tra Mirtò e i più importanti produttori portoghesi nella regione dell’Algarve. Contatti che consentono di portare il nome di Olbia e della Gallura in giro per il mondo nel segno della grande tradizione del mirto. “Noi dell’Algarve abbiamo appreso tecniche di distillazione e composizione di liquori con gli arabi tra il VII e il XII secolo – sottolinea Eduardo Peixinho Reis, produttore del liquore Myr, il mirto portoghese -. L’Algarve aveva allora un sovrano arabo che veniva chiamato “emiro”, talvolta scritto “myr”. Come riconoscimento della nostra storica tradizione nel settore abbiamo creato questo marchio. Nel 2011 abbiamo iniziato a vendere localmente e il nostro primo assaggio è stato infatti il ​​liquore di mirto. È un grande momento nella storia del nostro marchio essere al fianco di tanti produttori e conoscere finalmente il famoso “mirto” sardo. Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, per noi è una manifestazione straordinaria, dove la cultura sarda è ben rappresentata. Per i produttori di liquori è magnifico essere trattati e rispettati come veri artisti capaci di sviluppare sapori unici”.

Mirtò nel corso della sua storia ha saputo poi affiancare la grande tradizione del mirto all’artigianato sardo di qualità: quest’anno rinnoveranno ancora il loro connubio all’insegna della tradizione. Un momento fondamentale all’interno della rassegna del Festival internazionale del Mirto, che andrà in scena ad Olbia dal 17 al 20 agosto. L’anno scorso era stato il Museo Archeologico a trasformarsi in un grande showroom che aveva accolto il movimento degli artigiani di Olbia. Mirtò è ormai un marchio trasformatosi in incubatore di eccellenze artigiane, promotore di iniziative e veicolo di marketing per i campioni della manifattura artistica dell’Isola.

Si studiano quindi nuove iniziative per coinvolgere i migliori attori dell’artigianato artistico gallurese e sardo, oltre che i produttori di eccellenza del panorama enogastronomico e le aziende all’avanguardia nella produzione e nei servizi.

IL COMUNE. “Mirtò è stato capace di coinvolgere i quartieri della città, ci ha aiutato a far conoscere zone un po’ più nascoste di Olbia – spiega Sabrina Serra, assessora alla Cultura del Comune di Olbia -. Ho creduto fermamente in questo progetto, che la scorsa estate si è svolto in modo eccellente e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza in un periodo difficile a causa della pandemia. Una grande organizzazione e un lavoro importante. La mia speranza è quella di poterlo replicare quest’anno, stiamo iniziando a lavorarci fin da ora”.

Sarà importante rinnovare la collaborazione con la Confartigianato, puntando ancora una volta su un format di successo. “Mirtò rappresenta una vetrina per i nostri produttori di mirto, gli artigiani locali, che grazie al Festival internazionale del Mirto portano i loro marchi e le loro creazioni in tutto il mondo – conferma Sabrina Serra -. Mirtò è una grande risorsa per Olbia e spero di poter confermare la nostra collaborazione in nome del territorio e per portare Olbia nel mondo”.

MUSICA IN SICUREZZA. L’unico grande evento diffuso realizzato nel programma estivo del Comune di Olbia ha superato la prova del Covid-19. Una imponente macchina di sicurezza preventiva, regole severe per il rispetto delle distanze e lo staff di Mirtò coordinato da Giuseppe Fascì, hanno consentito che tutto filasse liscio, garantendo alle persone, con un grande numero di turisti, di divertirsi, conoscere la grande forza dell’enogastronomia della Sardegna, acquistare il mirto negli stand organizzati lungo Corso Umberto e, soprattutto, assistere ai concerti in luoghi suggestivi della città, senza alcun pericolo per la salute. “Siamo stati molto felici che Mirtò, con il supporto del Comune di Olbia, abbia dato ai nostri artisti la possibilità di esibirsi su un palco in un momento molto difficile per il mondo dello spettacolo – sottolinea ancora Sabrina Serra -. Un’opportunità fondamentale davanti alla crisi di tutto il settore, determinata dal blocco delle esibizioni pubbliche provocato dalla pandemia”.




Sardegna, Zoffili (Lega): “Monica Atzori nuova coordinatrice Lega di Carbonia. Avanti verso le amministrative

Roma, 25 gen – “Ieri, insieme al consigliere regionale Michele Ennas, ho incontrato in città Monica Atzori, la nuova coordinatrice di Carbonia della Lega. Una donna forte e determinata, che è già al lavoro con la squadra della sezione locale, per cercare di dare risposte concrete e sostegno ai cittadini in questo momento di emergenza. Sono sicuro che lei e tutti i nostri attivisti di Carbonia, che hanno nel cuore la propria città, sapranno ottenere il miglior risultato con la lista della Lega alle prossime elezioni amministrative. Avanti, futuro!”
Così Eugenio Zoffili, deputato e coordinatore regionale della Lega Sardegna. 




ANAS, ITINERARIO “SASSARI OLBIA”: APERTO AL TRAFFICO UN TRATTO DI 16 KM DI NUOVA STRADA, TRA BERCHIDDA E MONTI (SS)

  • la Ministra De Micheli: “Risultato significativo per la Sardegna. Percorribili 60 km, sugli 80 previsti”   
  • l’AD di Anas Massimo Simonini: “Principale arteria di collegamento Est-Ovest della Sardegna. Strada strategica per potenziare la viabilità intraregionale” 
  • sono 7 su 9 i lotti aperti al traffico e proseguono i lavori sui lotti 2 e 4

    Sassari, 21 dicembre 2020

 

Anas, società del Gruppo FS Italiane, ha aperto oggi al traffico un tratto di circa 16 km di nuova strada dell’Itinerario Sassari-Olbia, tra i territori comunali di Berchidda e Monti.

“L’apertura al traffico di oggi – ha affermato la Ministra Paola De Micheli – rappresenta un risultato significativo per il sistema infrastrutturale della Sardegna. Si tratta di un’opera strategica per l’economia dell’Isola, che garantisce da oggi 60 chilometri di nuova strada a quattro corsie, sugli 80 previsti, con elevati standard di sicurezza e tempi di percorrenza inferiori. Nell’Isola l’impegno del ministero è massimo e lo confermano gli investimenti di Anas che complessivamente, tra la manutenzione e le nuove opere, sono di oltre 2 miliardi di euro e riguardano, tra l’altro, alcune arterie strategiche della Regione, come il completamento delle nuove statali 125 e 195 e l’ultimo tratto della Sassari-Alghero”.

 

“La nuova strada 729 ‘Sassari Olbia’ – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas Massimo Simonini – che si sviluppa per circa 80 km, è un ammodernamento ed adeguamento a 4 corsie della rete esistente, che ingloba le strade statali 199 e 597 e razionalizza la mobilità. Una volta ultimato, il tracciato costituirà la principale arteria di collegamento est-ovest del nord della Sardegna, con un altissimo valore strategico in quanto mette in comunicazione le 4 principali città del nord Sardegna: Sassari, Porto Torres, Tempio e Olbia, gli aeroporti Alghero e Olbia, e i porti di Olbia e Porto Torres.  Inoltre connette tre arterie fondamentali della viabilità regionale come le strade statali 131 “Carlo Felice”, 131 DCN, 125 “Orientale Sarda”, potenziando la viabilità intraregionale”.

 

Il tratto aperto comprende gran parte del lotto 5 e il lotto 6 e si estende dal km 46 in corrispondenza dello vincolo di Berchidda, fino al km 61,450, in continuità col tracciato già concluso fino all’ingresso della città di Olbia. Nel dettaglio nel tratto ricadente nel lotto 5, sono presenti 6 ponti e 3 cavalcavia di attraversamento, oltre allo Svincolo di Berchidda, per un valore di circa 60 milioni di euro. Nel tratto di 6,4 km riguardante il lotto 6 le opere d’arte maggiore, consistono in particolare in 2 viadotti in corrispondenza degli altrettanti svincoli, 4 ponti (con struttura mista in acciaio – calcestruzzo) e un cavalcaferrovia, per un valore di 73 milioni.

 

L’opera è stata complessivamente finanziata per 930 milioni con più delibere CIPE, con fondi della Regione Sardegna.

 

Proseguono intanto i lavori di realizzazione del lotto 2, tra Ardara ed Ozieri, la cui conclusione è prevista entro il 2021, e del lotto 4, tra Oschiri e Berchidda. La conclusione dell’intero itinerario è prevista entro la fine del 2022 e permetterà una riduzione dei tempi di percorrenza, l’aumento del limite di velocità fino a 110km/h e una maggiore sicurezza per l’utenza stradale anche grazie al miglioramento delle intersezioni stradali.

 

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