Ecco gli eletti del nuovo consiglio regionale della Sardegna

di Fausto Farinelli – aggiornamento 3 Marzo ore 9.

La nostra redazione ha calcolato tutti i dati in base alla vigente legge elettorale e in base agli ultimi dati. Precisiamo che ancora non abbiamo i risultati ufficiali. Questa rimane comunque una indicazione.

Di seguito l’elenco probabile del prossimo consiglio regionale della Sardegna, tenendo fermo che ci saranno altri aggiornamenti in base a nuovi risultati.

CENTRO SINISTRA

CENTRO DESTRA




Libri e turismo: presentato a Roma “Il nuovo ruolo delle DMO: anche l’ozierese Giovanni Antonio Sanna tra i relatori del volume

Si chiama DMO (Destination Management Organization) e rappresenta la nuova frontiera nel campo della destinazione turistica. Un’entità professionale i cui lineamenti sono stati ben tracciati all’interno del libro “Il nuovo ruolo delle DMO”, presentato nei giorni scorsi all’Accademia Creativa Turismo di Roma a cura di Simtur (Società Italiana professionisti mobilità e turismo sostenibile).

Il volume, pubblicato da Movability Books a cura di Federico Massimo Ceschin, annovera tra gli autori alcuni tra i massimi professionisti di settore a livello nazionale sotto la bandiera di Simtur.

Tra questi c‘è anche un sardo, l’ozierese Giovanni Antonio Sanna, vicepresidente del GAL Logudoro Goceano, esperto di turismo rurale e operatore di turismo esperienziale certificato da Assotes, l’Associazione professionale degli operatori per il turismo esperienziale.

Nel corso della presentazione del libro, Giovanni Antonio Sanna ha illustrato uno dei temi sicuramente importanti presenti nel volume, quello del turismo rurale come opportunità di crescita delle aree interne che, con il loro patrimonio, possono davvero rappresentare il terzo pilastro dell’offerta turistica italiana, complementare ai consolidati segmenti del balneare e delle città d’arte.

E questo grazie anche alla nascita della figura professionale del manager di destinazione – ora prevista ufficialmente dalla normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 gennaio – e a quella del coordinatore turistico territoriale, destinata a diventare il vero e proprio “anello di congiunzione” tra gli attori territoriali.

La DMO è l’entità responsabile dello sviluppo, della gestione e promozione di una località turistica specifica, di cui si propone di migliorare l’attrattività e la competitività della destinazione svolgendo diverse funzioni vitali. Tra queste, è fondamentale la collaborazione con gli operatori turistici locali per creare nuove esperienze, attrazioni e servizi che soddisfino le esigenze dei visitatori.

«Il vecchio sistema, che era quello della promozione di una destinazione attraverso depliant pubblicitari ecc., non funziona più – ha affermato Sanna – perché si è passati a una configurazione di turismo legata alla motivazione. La forma giuridica mista tra pubblico e privato serve per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio, con un meccanismo che fuori dall’Italia è ben collaudato da tempo. Un altro aspetto importante della DMO è quello di ritornare al rapporto “human to human” nel contesto del marketing relazionale, facendo leva sull’empatia, la conversazione e la fiducia, che diventano fidelizzazione del cliente. Sono finiti i tempi in cui si spolpava il turista, e occorre guardare a prospettive sul lungo termine».

Il libro non solo evidenzia le caratteristiche del “destination manager”, ma sarà il riferimento testuale di un master formativo sulla nuova figura professionale, di cui Simtur è ente certificatore. Tra gli altri relatori figurano i nomi di Virgilio Gay, Letizia Sinisi, Maurizio Di Marco, Andrea Succi e Daniela Cavallo.

Altre presentazioni sono in programma a Verona e nelle altre località che ospiteranno il tour nazionale che da marzo accompagnerà il libro per tutta l’estate e fino all’autunno 2024, quando sarà pubblicato il secondo volume dal titolo “Il masterplan di destinazione”. Il manuale è disponibile su Amazon www.amazon.it/dp/8894615677 anche in formato digitale eBook www.amazon.it/dp/B0CR6BLM5C.




Elezioni Sarde: Tra Malcontenti e Sacrifici Politici, la Ricerca di un Nuovo Equilibrio

La Sfida Interna alla Lega, il Dissenso nel PSd’Az, e la Strategia del PD per Superare la Leadership di Schlein

L’editoriale di Fausto Farinelli

Alghero, 23 Feb.2024 – Le elezioni regionali in Sardegna si configurano come un momento cruciale per il panorama politico italiano, riflettendo non solo le tensioni e i malcontenti interni ai vari partiti ma anche delineando strategie che potrebbero cambiare le sorti delle leadership attuali. La complessità della situazione è accentuata da movimenti strategici all’interno della Lega, dal dissenso nel Partito Sardo d’Azione (PSd’Az) e da una manovra audace del Partito Democratico (PD) volto a rinnovare la propria guida.

La Lega si trova a fronteggiare una sfida significativa riguardante il dibattito sul terzo mandato voluto fortemente da Matteo Salvini, che ha generato malcontento tra le fila della coalizione di governo. Questa situazione di tensione interna potrebbe avere ripercussioni non solo sull’esito delle elezioni regionali in Sardegna ma anche sulla stabilità della coalizione del governo stesso. La spaccatura evidenzia una lotta di potere che potrebbe definire il futuro politico del partito e della coalizione di centro-destra.

Parallelamente, il PSd’Az vive un momento di contestazione interna a seguito della decisione di non confermare Cristian Solinas come candidato alla presidenza della Regione. Questa scelta ha suscitato un’ondata di malcontento tra i sostenitori, segnalando una possibile frattura all’interno del partito e sollevando interrogativi sulla sua direzione futura.

Allo stesso tempo, il Partito Democratico sembra navigare verso acque tumultuose con una strategia che mira a un cambiamento radicale nella sua leadership. La decisione di sacrificare Alessandra Todde nelle elezioni sarde appare come un tentativo di distanziarsi dalla segretaria Elly Schlein, segnalando una volontà di rinnovamento e di superamento delle attuali dinamiche interne. Questa mossa potrebbe rappresentare un calcolo politico volto a riconquistare il favore dell’elettorato e a rilanciare il partito con una nuova visione, ma comporta anche il rischio di ulteriori divisioni e di un allontanamento dalle basi.

Queste dinamiche interne ai partiti sottolineano una fase di transizione e di riflessione profonda per il panorama politico italiano. Le elezioni regionali in Sardegna diventano così un terreno di prova per le strategie future, dove malcontenti, sfide interne e tentativi di rinnovamento si intrecciano in un quadro complesso.

La questione che emerge con prepotenza è se questi movimenti porteranno a un vero cambiamento nella politica italiana o se si tradurranno in ulteriori polarizzazioni e frammentazioni. La sfida per i partiti sarà quella di interpretare e soddisfare le esigenze reali dei cittadini, superando logiche di corto termine e ambizioni personali, per costruire un futuro politico che sia realmente al servizio della comunità.

In un panorama politico segnato da intrighi, malcontenti e manovre strategiche, il cittadino sardo si trova di fronte a un bivio elettorale di non facile interpretazione. Le elezioni regionali in Sardegna diventano l’occasione per riflettere non solo sulle immediate scelte politiche ma anche sul tipo di leadership e sulla visione amministrativa che si desidera per l’isola nei prossimi anni.

Alla luce dei numerosi movimenti e delle piccole faide interne che hanno caratterizzato il pre-elettorale dei principali partiti, emerge spontanea una domanda: verso quale direzione dovrebbe orientarsi il voto del cittadino sardo? In un contesto dove le certezze sembrano vacillare e le proposte politiche si intrecciano in un complesso gioco di alleanze e rivalità, potrebbe essere saggio considerare l’importanza dell’esperienza amministrativa concreta come criterio di scelta.

Optare per un candidato che ha già dimostrato, attraverso un ruolo amministrativo significativo, di possedere le competenze e la visione necessarie per gestire le complessità di un ente pubblico, potrebbe rappresentare una scelta di pragmatismo. L’esperienza, in particolare quella maturata nella gestione di una città attraverso la carica di sindaco, offre infatti una garanzia tangibile di capacità di affrontare le sfide quotidiane, di mediare tra interessi diversi e di lavorare per il benessere dei cittadini.

In un’epoca in cui la politica sembra spesso allontanarsi dalle esigenze reali della popolazione, orientarsi verso “l’usato sicuro” potrebbe significare privilegiare la concretezza e la sicurezza di una gestione collaudata rispetto alle promesse elettorali non sempre supportate da un’esperienza diretta. Questo approccio non intende sminuire l’importanza delle idee nuove o delle visioni riformiste, ma sottolinea la necessità di una solida base di competenze amministrative per affrontare efficacemente le problematiche locali e regionali.

Questo per quanto riguarda la scelta dei Presidenti. Altro discorso è per la scelta dei consiglieri che comporranno il prossimo consiglio regionale; qui la decisione potrebbe essere orientata verso un reale cambiamento e preferire, magari, chi non è mai stato eletto nel parlamento sardo dando così un segnale di fiducia concreto verso un cambiamento sempre auspicato e quasi mai realizzato.

Di fronte alle incertezze e alle divisioni che caratterizzano l’attuale scenario politico sardo, il voto diventa così un’opportunità per i cittadini di esprimere non solo una preferenza politica, ma anche una scelta di valori, privilegiando chi ha già dimostrato sul campo di poter tradurre gli impegni in azioni concrete a favore della comunità.

La decisione su chi affidare la guida della Regione Sardegna per i prossimi anni è, dunque, molto più che una semplice espressione di appartenenza partitica; è un’occasione per i sardi di riflettere sul tipo di futuro che desiderano costruire, basandosi, per la scelta del presidente, su solide esperienze passate per navigare le sfide del domani con maggiore sicurezza e fiducia.




PROGETTO SARDEGNA SI PRESENTA A CAGLIARI E SASSARI.SORU: È L’AVVIO DI UN NUOVO PARTITO SARDO.

Cagliari, 27 gennaio 2024. «Non stiamo presentando solo una lista, ma l’avvio di un percorso per un nuovo partito sardo: un partito con testa, cuore, ragionamenti, ambizioni e orizzonti in Sardegna»: l’ha detto il candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru che, ieri a Sassari e oggi a Cagliari, ha presentato i candidati di Progetto Sardegna per le due circoscrizioni elettorali.

«Pensiamo – ha detto ancora Soru – che non ci sia bisogno di un altro movimento o di un’altra lista  per eleggere qualcuno, ma di una storia diversa rispetto a quella che ci stanno proponendo i partiti italiani. Che sono ormai chiusi in se stessi e fossilizzati attorno a gruppi dirigenti che cercano di perpetuarsi per i loro destini personali. Pensiamo invece che la partecipazione democratica si possa allargare per mettere a frutto le capacità, le idee e l’entusiasmo di ogni cittadina e cittadino. In Val d’Aosta, nel Trentino, in Catalogna o nei Paesi baschi i partiti regionali hanno dato una forte spinta per lo sviluppo e vogliamo che succeda così anche da noi, così che la Sardegna diventi una regione che possa confrontarsi alla pari con quelle più avanzate d’Europa»

«Il primo obiettivo – ha continuato – sono le prossime elezioni regionali. Ma possiamo dire che abbiamo già vinto perché abbiamo imposto l’agenda politica. Abbiamo imposto i temi e qualche volta ce li copiano perché è facile con lo streaming. Non credo però che le stesse parole abbiano la stessa convinzione abbiano la stessa capacità di essere messe dentro un’idea collettiva e una visione di Sardegna. Quello che propongono gli altri candidati in campo sono progetti confusi.»

Per il candidato della Coalizione sarda, «quello della destra non lo conosciamo, a Roma hanno deciso pochi giorni fa che il candidato è Truzzu. Ma stiamo vedendo quello che sta facendo il governo di Giorgia Meloni. Vuole portare a Roma competenze sulle zone economiche speciali e quelle sui parchi nazionali, porta avanti un progetto di autonomia differenziata che ci renderà una Regione speciale in negativo, pensa di portare nelle basi militari sarde le scorie nucleari. Come potrebbe Truzzu intervenire a difesa della Sardegna? È il rappresentante scelto da Giorgia Meloni, del partito di Giorgia Meloni, anzi amico di Giorgia Meloni.»

«Dall’altra parte, il Pd subisce in silenzio il primato dei 5Stelle. In Sardegna – ha detto Renato Soru – nulla hanno saputo fare. Lo potete chiedere a Porto Torres o a Carbonia. Oppure ad Assemini, dove il Campo largo ha perso contro un’esperienza civica. La candidata 5Stelle non conosce la Sardegna, non ha idee originali ed è stata imposta. Dietro di lei c’è una classe dirigente usurata. Ma c’è di peggio: se a livello nazionale lo scontro tra Schlein e Conte dovesse andare avanti, sappiamo che Conte può cercare alleanze diverse da un giorno all’altro, per mera gestione del potere. L’ha già fatto: ha governato con la destra di Salvini, è passato col Pd e ha cambiato ancora idea aprendo la strada a Meloni. Se l’alleanza col Pd si rompe, cosa direbbe a chi governa la Sardegna?»

«Noi dobbiamo perseguire una strada diversa, senza ambiguità, perché abbiamo bisogno di una visione chiara, coerente e consapevole per il futuro, di civismo che i partiti non hanno voluto accogliere, di forze nuove che sono state escluse e che ora si aggregano. Siamo a un bivio – ha concluso Soru – , dobbiamo sentirci tutti in mobilitati nella costruzione di una Sardegna nuova che negozi i propri poteri e li utilizzi. Oppure possiamo scegliere un viceré a piacere a cui consegnare il nostro oggi e il futuro, la gestione e il governo del nostro territorio, del nostro ambiente, delle nostre risorse e ogni nostra decisione. La Sardegna deve scegliere se tornare indietro ai viceré o andare incontro all’Europa avanzata, a una Sardegna più ricca e felice una Sardegna. Per essere orgogliosi di quello che facciamo noi oggi. Non dei nuraghe di 4000 anni fa, ma di quello che saremo capaci di fare noi ed è tanto.»

AGENDA ELETTORALE. Domani la Coalizione sarda apre la sua campagna elettorale a Ula Tirso (Or), nei pressi della diga Santa Chiara (strada provinciale 11, km 40, località Cantinedda). Appuntamento alle ore 11 con partiti e movimenti della Coalizione, coi candidati e i sostenitori. Chiuderà Renato Soru.




Paolo Truzzu guida la coalizione nel nuovo percorso elettorale: Unione e Visione per il Futuro della Sardegna

La coalizione di centrodestra si riunisce per discutere strategie e temi chiave in vista delle prossime elezioni, con un forte accento su collaborazione e impegno.

La prima riunione di coalizione di centrodestra, guidata da Paolo Truzzu, si è tenuta questa mattina, segnando un momento cruciale nel percorso verso le prossime elezioni. Dopo la presentazione delle liste dei candidati e l’ufficializzazione della candidatura a presidente di Paolo Truzzu, il focus si è spostato sul programma e sulle strategie da adottare.

Paolo Truzzu ha espresso ottimismo e determinazione: “Siamo ora pronti a confrontarci sulle idee. Il tavolo programmatico della coalizione ha già delineato alcuni punti chiave, su cui vogliamo costruire il nostro impegno elettorale.” Questi temi, emersi sia dalle buone pratiche della legislatura precedente sia dalle nuove sfide, saranno sottoposti al giudizio degli elettori, ponendo un’attenzione particolare su quelli più complessi che richiedono un impegno maggiore e una coesione più forte.

La riunione è stata caratterizzata da un clima di collaborazione, un segno positivo dopo giorni di discussioni libere all’interno della coalizione. Truzzu ha sottolineato: “Nonostante le divergenze, la nostra unione rimane solida, con l’obiettivo comune di garantire cinque anni di buon governo.”

L’incontro ha anche toccato aspetti organizzativi della campagna elettorale, che si preannuncia breve ma intensa. Truzzu ha annunciato il suo impegno a incontrare amministratori locali e portatori di interesse per ascoltare le loro istanze, ma ha ribadito l’importanza di essere a diretto contatto con i cittadini. “Sarò tra la gente, ascoltando e condividendo la nostra visione per il futuro della Sardegna,” ha dichiarato, enfatizzando l’importanza dell’ascolto attivo e della partecipazione diretta delle comunità sarde.

La coalizione di centrodestra, con Paolo Truzzu in prima linea, si presenta quindi compatta e pronta a rivolgersi agli elettori sardi, proponendo una visione chiara e condivisa per il futuro della regione.




Area Marina di Porto Conte: Aperto il Dialogo per un Nuovo Disciplinare

Incontro tra le parti per risolvere le controversie e garantire un equilibrio tra attività di pesca e turismo nell’Area Protetta.

ALGHERO 11 Gen. 2024 – Il nuovo anno segna un momento cruciale per l’Area Marina Protetta di Porto Conte. Le polemiche e le lamentele che hanno caratterizzato il 2023, specialmente nel versante di Tramariglio, sembrano ora trovare un nuovo percorso verso la risoluzione grazie alla riapertura del dialogo. Il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Pirisi, ha messo in evidenza l’importanza di questa discussione nella commissione Ambiente, sottolineando l’urgenza di includere tutti i portatori di interesse nel processo decisionale per il nuovo disciplinare del 2024.

Nel 2023, il disciplinare era stato approvato senza il coinvolgimento dell’assemblea del Parco e della commissione Ambiente, generando malcontento tra i pescatori e gli operatori turistici dell’area, che copre oltre 30 km quadrati. Quest’anno, si sta cercando attivamente un punto d’incontro che possa tutelare sia le attività di pesca tradizionali sia quelle legate al turismo, garantendo così una coesistenza armoniosa e sostenibile.

Il dibattito si concentra sulla necessità di un regolamento più equilibrato e inclusivo, che non ripeta gli errori del 2023, quando la mancanza di dialogo tra la gestione del parco e gli operatori economici ha portato a un regolamento ritenuto troppo unilaterale. Il capogruppo Pirisi esprime fiducia nel raggiungimento di un accordo che rispecchi le esigenze di tutti gli interessati, evitando così ripercussioni negative sulle attività locali.

La situazione richiede un delicato equilibrio tra la conservazione ambientale e lo sviluppo economico, una sfida che l’Area Marina Protetta di Porto Conte è chiamata ad affrontare con rinnovato impegno e collaborazione.




Renato Soru e il Suo Nuovo Progetto “Rivoluzione Gentile” Scuotono il Panorama Politico Sardo

L’annuncio di Soru di candidarsi alle elezioni regionali del 2024 suscita reazioni miste sui social

Cagliari 11 Nov 2023 – di Fausto Farinelli

Renato Soru, imprenditore di successo e figura prominente nella politica sarda, ha fatto una mossa audace annunciando il suo ritorno nell’arena politica con un innovativo progetto chiamato “Rivoluzione gentile”. L’annuncio, che si inserisce nel contesto delle imminenti elezioni regionali in Sardegna previste per il 2024, rappresenta un punto di svolta significativo per Soru, già noto come fondatore di Tiscali e figura chiave nella fondazione del Partito Democratico (PD).

Recentemente, Soru ha catalizzato l’attenzione pubblica organizzando una grande assemblea a Cagliari, tenutasi sabato 11 novembre presso il Teatro Doglio. Questo evento, ampiamente pubblicizzato sulla sua pagina Facebook, segna l’inizio ufficiale della sua campagna elettorale.

Nel corso di una recente intervista rilasciata a La Nuova Sardegna, Soru ha condiviso i motivi alla base della sua decisione di candidarsi come indipendente alle prossime elezioni regionali. Ha sottolineato l’importanza del suo contributo nella nascita del PD e la sua fedeltà all’ideologia che ha ispirato il partito.

Il lancio del progetto “Rivoluzione gentile” e la decisione di Soru di presentarsi come candidato indipendente indicano un nuovo capitolo nella sua carriera politica. Questa mossa potrebbe influenzare in modo significativo il panorama politico in Sardegna, dato il suo lungo percorso e la sua influenza nella politica regionale.

Un’analisi dei commenti apparsi sulla sua pagina Facebook rivela un panorama di reazioni eterogenee. Molti utenti hanno espresso il loro sostegno, con commenti come “Forza Presidente” e “Bravo Soru!”, dimostrando un seguito leale e convinto. Tuttavia, un numero significativo di commenti ha espresso preoccupazioni e critiche, puntando il dito contro le divisioni politiche e la mancanza di coerenza, come evidenziato da affermazioni quali “Inconcepibile inaccettabile dividerci!!” e “politico Soru non ha nulla è solo un imprenditore come tanti”.

In mezzo a queste voci polarizzate, sono emerse anche opinioni neutrali o miste, che riflettono un atteggiamento più riflessivo o interrogativo. Questa varietà di reazioni sottolinea la complessità del dialogo pubblico in un’era politica sempre più frammentata e digitalizzata, sottolineando come la discussione online continui a essere un barometro cruciale per comprendere le dinamiche sociali e politiche contemporanee.




“Disterrados”, nuovo appuntamento il 23 luglio a Torino

Sono tanti i sardi che risiedono e lavorano a Torino senza aver mai dimenticato la propria terra d’origine. Maria Giovanna Cherchi è andata a trovarli per una nuova puntata di “Disterrados, su programma de sos sardos emigrados”, che domenica 23 luglio, alle 10, andrà in onda sugli schermi di RAI Tre Sardegna.

In questa città bellissima e magica le telecamere si sposteranno tra la Piazza Castello, a pochi passi dall’edificio che fu il Palazzo Reale del Regno di Sardegna, la piazza del Duomo di San Giovanni Battista, che ospita la sacra Sindone e Porta Palazzo.

Il primo incontro sarà con Rachele Falchi, 40 anni di Sassari, giornalista che si occupa prevalentemente di uffici stampa e comunicazione. Attualmente ha un incarico all’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte.

A parlare del Circolo dei Sardi dedicato ad Antonio Gramsci sarà il presidente Matteo Mereu, 42 anni di Iglesias, insegnante di educazione civica, figlio di operai emigrati negli anni Settanta dal Sulcis, e nipote di minatori di Monte Poni e Seruci. Il circolo è molto attivo e non a caso è dedicato al grande pensatore di Ghilarza, uno dei più celebri emigrati sardi a Torino, dove maturò profondamente la sua formazione politica.

Un’altra giornalista è Stefania Aoi, 49 anni di Porto Scuso, che scrive per laRepubblica. Tra i casi più eclatanti di cui si è occupata c’è stato un articolo sulla vendita di foto su onlifans, da parte di ragazzine minorenni, che le è valso una partecipazione su Rete4.

Il trentasettene Giulio Senis di Silius è invece il titolare di un locale per aperitivi e promozione di prodotti sardi dove, con l’ausilio della sorella Elena, professionista nella cura dei disabili, e in collaborazione con l’Unione italiana ciechi, organizza degustazioni sensoriali al buio per permettere di comprendere cosa significhi essere disabili della vista.

Nel verde dei giardini di Piazza Cavour, dove va a rilassarsi con la famiglia, a parlare della sua vita di emigrato è Giovanni Biddau, 44 anni di Ardara. Ex militare con una passione giovanile per la musica, si è trasferito a Torino da oltre vent’anni e attualmente svolge l’attività di autista.

Figura singolare è anche quella di Nicola Diana, 29 anni di Gonnosfanadiga ma cresciuto a Pula. Ottimo suonatore di launeddas, è impiegato in una fabbrica di costruzione di velivoli aerospaziali civili e militari.

Il progetto “Disterrados” è una produzione DB Video Management che vede Mauro Fancello alla regia, Salvatore Taras nel ruolo di autore e Vito Biolchini in qualità di produttore esecutivo Rai. Il programma può essere seguito in tutta Italia grazie al sistema digitale terrestre che permette di sintonizzarsi sull’edizione regionale Rai Sardegna.




DOMANI VOLOTEA INAUGURA IL NUOVO COLLEGAMENTO ESCLUSIVO OLBIA-LILLE

VOLOTEA FA ROTTA VERSO LA FRANCIA E INAUGURA
VENERDÌ 21 APRILE IL NUOVO COLLEGAMENTO
ESCLUSIVO OLBIA-LILLE 

Con un’offerta di 28 rotte, Volotea si classifica al primo posto al Costa Smeralda
per numero di destinazioni collegate 

La low-cost ha riconfermato per l’estate l’ampliamento della sua flotta a Olbia, che passerà da 2 a 3 aeromobili

Olbia, 20 aprile 2023 – Volotea, la compagnia aerea low-cost delle piccole e medie città europee, scalda i motori e fa rotta verso la Francia. Domani, infatti, venerdì 21 aprile è in calendario il volo inaugurale Olbia-Lille: la tratta prevede 2 frequenze settimanali, ogni martedì e venerdì. La low-cost ha anche ripristinato, lo scorso 14 aprile, i collegamenti alla volta di Nantes (2 frequenze settimanali, ogni martedì e venerdì). Il vettore scende in pista a Olbia con un ventaglio di 28 collegamenti, classificandosi al primo posto per numero di mete collegate, 14 in Italia e 14 all’estero, pari a un’offerta complessiva di circa 1,1 milioni di posti in vendita. Infine, sempre a Olbia, per la Summer 23 la flotta Volotea rafforza la sua presenza, passando da 2 a 3 aeromobili Airbus 320 da 180 posti. 

Volotea riconferma così i suoi investimenti presso lo scalo: oltre al nuovo collegamento per Lille, il Costa Smeralda inaugurerà a fine maggio numerose tratte in previsione delle vacanze estive 2023 alla volta della Francia e della Spagna. In totale sono 10 le nuove rotte lanciate dal vettore a livello locale: Lille,  Barcellona, Madrid, Marsiglia, Parigi Orly, Tolosa, Bilbao, Firenze, Valencia e Nizza. Con questa programmazione incredibilmente ricca, i passeggeri non avranno che l’imbarazzo della scelta per organizzare le loro vacanze, volando in totale comfort.

“Siamo orgogliosi di poter inaugurare il nuovo volo verso Lille, una città estremamente vivace che vanta un mix di architetture religiose, civili e militari appartenenti a epoche diverse e che è conosciuta all’estero anche per i suoi rinomati mercatini – ha dichiarato Valeria Rebasti, Country Manager Italy & Southeastern Europe di Volotea -. Grazie alle numerose opzioni di voli offerte presso lo scalo, Olbia diventerà uno dei principali trampolini di lancio per tuffarsi nell’estate 2023. Con 14 collegamenti domestici e 14 all’estero, saremo in grado di soddisfare le esigenze di ogni tipologia di viaggiatore, offrendo voli con orari comodi a supporto della connettività sarda. Infine, non va dimenticato che voliamo tra Olbia e Roma Fiumicino in regime di continuità territoriale, per soddisfare al meglio le esigenze di spostamento delle comunità locali”.

Sono 28 le destinazioni collegate da Volotea all’aeroporto di Olbia, 14 in Italia (Ancona, Bari, Bologna, Catania, Firenze – Novità 2023, Genova, Milano Bergamo, Napoli, Palermo, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia e Verona), 10 in Francia (Bordeaux, Deauville, Lione, Strasburgo, Nantes, Lille, Marsiglia, Parigi Orly, Tolosa e Nizza – Novità 2023) e 4 in Spagna (Barcellona, Bilbao, Madrid e Valencia – Novità 2023).

Tutte le rotte Volotea sono disponibili sul sito www.volotea.com e nelle agenzie di viaggio.

VOLOTEA

Volotea è stata fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, precedentemente fondatori di Vueling. È una delle compagnie indipendenti che, negli ultimi 10 anni, sta crescendo più velocemente in Europa. Anno dopo anno, ha visto crescere la sua flotta, il numero di rotte operate e l’offerta di posti in vendita. La compagnia ha celebrato quest’anno il traguardo dei 50 milioni di passeggeri trasportati.

Volotea vola verso più di 100 aeroporti e ha basi in 19 città europee di medie dimensioni: Asturie, Atene, Bilbao, Bordeaux, Cagliari, Firenze, Amburgo, Lille, Lione, Lourdes, Marsiglia, Nantes, Napoli, Olbia, Palermo, Strasburgo, Tolosa, Venezia e Verona.

Quest’anno, Volotea opererà fino a 400 rotte (oltre la metà in esclusiva), offrendo circa 12 milioni di posti (oltre +41% rispetto al 2019) ed effettuando circa 70.000 voli. La compagnia aerea dispone di una flotta di 41 Airbus A319 e A320.

Volotea pone particolare attenzione all’aviazione sostenibile e si è impegnata per ridurre del 50% (rispetto al 2012) le proprie emissioni di CO2 per passeggero e chilometro entro il 2030. Ad oggi, Volotea ha lanciato oltre 50 iniziative di sostenibilità che hanno portato a una riduzione del 40% dell’impronta di carbonio per chilometro per passeggero. Dal 2022, l’azienda sta lavorando allo sviluppo di tecnologie alternative prive di emissioni e opera il servizio navetta interno di Airbus utilizzando il 34% di carburante per aviazione sostenibile. Volotea collabora inoltre con i settori manifatturiero e industriale affinché questi carburanti, attualmente di difficile accessibilità, possano essere sviluppati e diffusi nel più breve tempo possibile.

Volotea impiega 1.750 persone e contribuisce attivamente allo sviluppo economico e culturale dei territori in cui ha sede attraverso progetti di sponsorizzazione.

Volotea ha vinto per il secondo anno consecutivo il Premio “Europe’s Leading Low-Fares Airline” ai World Travel Awards 2022, un’organizzazione che riconosce l’eccellenza nel settore dei trasporti e del turismo a livello globale.

Per maggiori informazioni: https://www.volotea.com/it/sala-stampa




Il “Merito Morale”: il nuovo parametro di valutazione per una società più giusta

La storia del merito e i libri che ne parlano: come il Merito Morale potrebbe rivoluzionare la valutazione delle persone e delle istituzioni



In un mondo in cui il successo è spesso misurato in termini di risultati economici e prestigio, l’importanza della moralità e dell’integrità può essere facilmente trascurata. Tuttavia, la crescente consapevolezza dell’importanza di un approccio più etico e sostenibile alla vita e agli affari sta portando a una riconsiderazione dei criteri con cui valutiamo le persone e le istituzioni. In questo articolo, esploreremo la storia del merito, le opere letterarie che ne parlano e come l’introduzione del “Merito Morale” come nuovo strumento di valutazione potrebbe avere vantaggi significativi per la società nel suo insieme.

La storia del merito e la letteratura sull’argomento

Il concetto di merito ha una lunga storia, che risale almeno alla filosofia greca antica. Aristotele, ad esempio, nel suo celebre trattato “Etica a Nicomaco”, esplora il rapporto tra virtù, moralità e felicità, sottolineando l’importanza del merito morale nella vita umana. Altre opere filosofiche che affrontano il tema del merito includono “La Repubblica” di Platone, che esamina il ruolo della giustizia e della moralità nella società ideale, e “Il Principe” di Niccolò Machiavelli, che offre interessanti spunti sul rapporto tra merito e potere.

Nel corso dei secoli, il tema del merito morale è stato affrontato anche da filosofi come Immanuel Kant, che nel suo “I Fondamenti dell’Etica”, analizza il concetto di dovere morale, e John Stuart Mill, che propone l’utilitarismo come teoria morale basata sulla promozione della felicità generale. Più recentemente, autori come Alasdair MacIntyre e Michael J. Sandel hanno esplorato il ruolo del merito morale nella società contemporanea, sottolineando la necessità di una riflessione più profonda sui valori etici e le responsabilità individuali e collettive.

Vantaggi dell’introduzione del Merito Morale

L’istituzione del Merito Morale come nuovo strumento di valutazione delle persone e delle istituzioni potrebbe avere numerosi vantaggi per la società nel suo insieme:

  1. Promozione dell’etica e della responsabilità: valutando le persone e le istituzioni anche in base al loro comportamento morale, si incoraggia un approccio più etico e responsabile, premiando coloro che agiscono in modo virtuoso e scoraggiando comportamenti scorretti o immorali.
  2. Miglioramento della trasparenza e della fiducia: l’introduzione del Merito Morale potrebbe aumentare la trasparenza e la fiducia nel sistema, poiché i cittadini avrebbero una base più solida per valutare le azioni e le decisioni delle istituzioni e degli individui. Inoltre, un’analisi etica approfondita potrebbe aiutare a identificare e prevenire eventuali pratiche scorrette o illecite.
  3. Creazione di un ambiente di lavoro più sano e solidale: valutare i dipendenti e i candidati non solo in base alle loro competenze professionali, ma anche al loro merito morale, potrebbe contribuire a creare un ambiente di lavoro più sano e solidale, in cui la responsabilità, la collaborazione e il rispetto reciproco siano valori fondamentali.
  4. Stimolo all’innovazione sostenibile: premiando le aziende e le organizzazioni che dimostrano un forte impegno nei confronti dell’etica e della sostenibilità, il Merito Morale potrebbe stimolare l’innovazione e l’adozione di soluzioni più ecologiche e socialmente responsabili, contribuendo a creare un futuro più sostenibile per tutti.
  5. Rafforzamento della coesione sociale: l’adozione del Merito Morale potrebbe contribuire a rafforzare la coesione sociale, incoraggiando il rispetto e la comprensione reciproca tra persone di diverse culture, religioni e sfondi. In un contesto in cui le divisioni e le tensioni sono sempre più accentuate, il Merito Morale potrebbe rappresentare un importante strumento per promuovere la convivenza pacifica e la solidarietà tra individui e comunità.
  6. Miglioramento delle politiche pubbliche: l’introduzione del Merito Morale nella valutazione delle istituzioni e dei decisori politici potrebbe portare a politiche più equilibrate, che tengano conto degli interessi di tutte le parti coinvolte e promuovano un approccio più sostenibile e responsabile allo sviluppo economico e sociale.

L’introduzione del ” merito morale” nella scelta dei nostri governanti

Se il “Merito Morale” diventasse un criterio imprescindibile nella scelta dei governanti in Italia, si potrebbero osservare diversi cambiamenti significativi nel panorama politico:

  1. Selezione di candidati più etici e responsabili: con il Merito Morale come requisito fondamentale, i partiti politici sarebbero incentivati a proporre candidati con un solido background etico e un impegno dimostrato nei confronti della responsabilità sociale e della trasparenza. Ciò potrebbe portare a una classe politica più onesta e competente, capace di guadagnarsi la fiducia dell’elettorato.
  2. Riduzione della corruzione e del clientelismo: l’introduzione del Merito Morale potrebbe contribuire a combattere la corruzione e il clientelismo, che purtroppo hanno afflitto la politica italiana nel corso degli anni. Con un maggiore focus sull’integrità e la responsabilità, i politici sarebbero meno inclini a cedere alle tentazioni della corruzione e a favorire gli interessi di singoli individui o gruppi a scapito dell’interesse pubblico.
  3. Maggiore responsabilità nei confronti delle politiche pubbliche: un approccio basato sul Merito Morale potrebbe incoraggiare i politici a considerare gli effetti delle loro decisioni sulla società nel suo insieme, promuovendo politiche più eque e sostenibili. In particolare, potrebbe portare a un maggiore impegno nei confronti dell’ambiente, dell’istruzione, della sanità e della riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche.
  4. Rafforzamento della democrazia: l’introduzione del Merito Morale potrebbe rafforzare la democrazia in Italia, favorendo la partecipazione attiva dei cittadini e garantendo che le istituzioni politiche operino nell’interesse del bene comune. Inoltre, una classe politica più etica e responsabile sarebbe più incline a rispettare le regole democratiche e i principi di legalità e giustizia.
  5. Miglioramento dell’immagine dell’Italia a livello internazionale: adottando il Merito Morale come criterio fondamentale nella scelta dei governanti, l’Italia potrebbe migliorare la sua reputazione a livello internazionale, diventando un modello di buona governance e responsabilità politica. Ciò potrebbe tradursi in un maggiore rispetto e cooperazione da parte degli altri paesi, nonché in un aumento degli investimenti esteri e delle opportunità di crescita economica.

Una donna e un uomo politico selezionato sulla base del “Merito Morale” rappresenterebbe un nuovo tipo di leader, dove etica, integrità e responsabilità sociale sono al centro delle sue scelte e azioni.

Ecco il profilo di un tale uomo politico:

  1. Integrità e onestà: Questo politico dimostrerebbe un’adesione rigorosa ai principi etici, agendo con onestà e trasparenza in tutte le sue decisioni e azioni. Non si lascerebbe influenzare da interessi personali o esterni e sarebbe immune alla corruzione.
  2. Empatia e ascolto: Il politico selezionato per il Merito Morale avrebbe un forte senso di empatia, ascoltando attentamente le esigenze e le preoccupazioni dei cittadini e lavorando per trovare soluzioni che rispondano ai loro bisogni e aspirazioni. Sarebbe aperto al dialogo e attento alle voci delle minoranze e dei gruppi più vulnerabili.
  3. Visione a lungo termine: Questo leader politico avrebbe una visione a lungo termine per il paese, concentrandosi su politiche e strategie che promuovano uno sviluppo equo e sostenibile. Si impegnerà in progetti e iniziative che garantiscano il benessere delle generazioni future, proteggendo l’ambiente e promuovendo l’innovazione e la ricerca.
  4. Responsabilità e coerenza: Il politico improntato sul Merito Morale si assumerebbe la responsabilità delle sue azioni e decisioni, ammettendo eventuali errori e lavorando per correggerli. Sarebbe coerente nel perseguire i suoi valori e gli obiettivi politici, resistendo alle pressioni per cambiare posizione in base alle convenienze.
  5. Collaborazione e unità: Un politico scelto in base al Merito Morale favorirebbe la collaborazione e il lavoro di squadra, sia all’interno del suo partito che tra le diverse forze politiche. Cercherebbe di promuovere l’unità e il consenso, evitando la polarizzazione e le divisioni inutili.
  6. Competenza e preparazione: Pur avendo una forte base morale, questo politico avrebbe anche una solida formazione e competenza nel suo campo, dimostrando la capacità di affrontare le sfide politiche ed economiche del paese. Sarebbe costantemente impegnato nel miglioramento delle proprie conoscenze e abilità, cercando di apprendere dalle migliori pratiche internazionali.

In conclusione, l’introduzione del Merito Morale come criterio fondamentale nella selezione dei nostri governanti rappresenta una prospettiva promettente e rivoluzionaria. Un simile approccio potrebbe contribuire a creare un ambiente politico più etico, responsabile e orientato al bene comune. Se adottato con impegno e consapevolezza, questo sistema di valutazione potrebbe portare a una nuova era di politica, in cui i leader saranno guidati non solo dalla ricerca del potere o del successo personale, ma anche dal desiderio di servire al meglio gli interessi della collettività e di promuovere una società più giusta e sostenibile.

Con un’adozione tempestiva del Merito Morale, si potrebbe iniziare fin da subito un percorso di rinnovamento nel panorama politico italiano. Questo cambiamento potrebbe ispirare una nuova generazione di leader, che faranno della moralità e dell’etica i loro principi guida, lavorando per il benessere di tutti i cittadini e per la costruzione di un futuro migliore.

Incorporare il Merito Morale nella valutazione dei nostri governanti può sembrare un’utopia, ma la speranza e l’ottimismo sono essenziali per innescare il cambiamento. È tempo di riconoscere l’importanza dell’integrità e della responsabilità nella politica e di intraprendere un percorso che possa portare a una nuova era di trasparenza, equità e progresso.