Tensioni Politiche ad Alghero: Camerada” sappiamo che il Sindaco è oggetto di indebite Pressioni”. La risposta di Conoci.

Le insinuazioni di Camerada gettano ombre sul sindaco di Alghero, evidenziando complesse dinamiche di potere all’interno del governo comunale

Editoriale di Fausto Farinellli

Alghero, 24 Nov. 2023 .Le recenti dichiarazioni di Camerada di Forza Italia ad Alghero hanno acceso nuovi riflettori sulle dinamiche politiche della città, sollevando questioni non solo sulla revoca degli incarichi assessoriali ma anche sul ruolo e l’immagine del sindaco. Le affermazioni ambigue e insinuose di Camerada, che suggeriscono la possibilità di “pressioni esterne” che potrebbero influenzare il sindaco, dipingono un ritratto del primo cittadino come di una figura facilmente manovrabile, quasi un “pupazzo” nelle mani di forze oscure.

La replica del Sindaco Conoci che ha dato alla nostra redazione

Io da Sindaco prendo le mie decisioni in assoluta libertà e assoluta serenità senza condizionamenti esterni, anche se qualcuno volesse o potesse farlo, altrimenti non avrei fatto quello che ho fatto.

Questo tipo di retorica mina in modo inopportuno e certamente ingiustificato la dignità della carica di sindaco e ignora le complesse sfide che il primo cittadino di Alghero ha dovuto affrontare. Anche perchè, si fa riferimento alle pressioni, questa volta interne, derivanti proprio da Forza Italia che deteneva un controllo significativo sulle leve finanziarie del comune, tra assessorati e partecipate, che indirizzano in modo determinante la linea politica dell’amministrazione.

A questo punto è lecito chiedersi chi possa esercitare effettivamente pressioni sul Sindaco e l’intera maggioranza.

Camerada insieme al coordinamento provinciale di Forza Italia chiede il perchè di questa revoca, come se nessuno si fosse accorto che i due assessori hanno voltato le spalle alla giunta votando contro e poi in consiglio comunale due consiglieri su 4 hanno votato un emendamento delle opposizioni. Basta come motivazione? Evidentemente a Forza Italia non è bastata la reazione del Sindaco Conoci, prima di addottare il provvedimento di revoca, che vi riportiamo nei suoi punti chiave:

  1. Critica alla Geometria Variabile in Politica: Conoci condanna l’atteggiamento di alcuni membri della maggioranza che votano a volte con l’opposizione basandosi su convenienze personali.
  2. Rifiuto delle Minacce e Ricatti Politici: Il sindaco rifiuta la pratica di minacciare di votare con l’opposizione se non vengono soddisfatte determinate richieste, considerandola irrispettosa verso gli elettori e gli alleati.
  3. Dialogo con l’Opposizione: Mentre Conoci riconosce l’importanza del dialogo con l’opposizione, critica il fatto che avvenga in modo segreto e individuale, provocando divisioni.
  4. Incidenti Specifici di Disaccordo Interno: Viene citata la situazione in giunta con due assessori che si sono opposti agli altri, e un accordo segreto in consiglio su un emendamento concordato con l’opposizione.
  5. Critiche a FI e UDC: Conoci è preoccupato per un documento di Forza Italia (FI) e Unione di Centro (UDC) che, secondo lui, dimostra un approccio opaco alla politica.
  6. Accuse di Egoismo e Mancanza di Rispetto: L’atteggiamento di FI e UDC viene visto come un’offesa a chi lavora onestamente nell’amministrazione, accusandoli di cercare di tutelare il bene pubblico in modo scorretto.
  7. Richiamo al Rispetto delle Regole Democratiche: Il sindaco esorta tutti i membri della maggioranza a rispettare le regole democratiche e a fare scelte trasparenti.
  8. Avvertimento Contro le Manipolazioni Politiche: Conoci avverte contro chi cerca di manipolare gli alleati o indebolire la maggioranza per guadagnare vantaggi personali.
  9. Apertura al Dialogo e al Rispetto dei Ruoli: Pur criticando, offre la possibilità di riprendere un dialogo costruttivo, purché nel rispetto dei ruoli e senza intrighi.
  10. Contestazioni sulle Variazioni di Bilancio: Le contestazioni alle variazioni di bilancio per il turismo e il Parco di Porto Conte vengono viste come pretesti per affermare un controllo egemonico.
  11. Impegno alla Trasparenza e al Rispetto degli Impegni: Infine, Conoci ribadisce il suo impegno a governare con trasparenza e nel rispetto degli impegni presi con i cittadini e gli alleati.

Argomenti che evidentemente non sono stati ritenuti sufficienti ed esaustivi da Forza Italia che ha inteso alimentare la crisi impugnando presso il TAR le revoche assessoriali.

A riguardo non può sfuggire che nel 2010 l’allora Sindaco Marco Tedde aveva revocato l’incarico assessoriale con le stesse modalità, ovvero senza scriverne le motivazioni, a Maria Grazia Salaris.

Per gli algheresi, che osservano con attenzione le vicende della loro amministrazione, la situazione richiede una maggiore chiarezza e trasparenza. Le azioni e le parole dei loro rappresentanti politici devono essere allineate con i valori di responsabilità. La fiducia pubblica, concessa ai politici, non è un bene da gestire alla leggera, ma un impegno serio che richiede integrità e rispetto reciproco.

In questo clima di tensione e incertezza, diventa imperativo per i leader politici di Alghero lavorare per il bene comune, mettendo da parte i giochi di potere e concentrando gli sforzi sull’effettiva gestione della città. Gli algheresi meritano un governo che sia trasparente, equo e focalizzato sulle loro reali esigenze. Soprattutto meritano quel sano rispetto che, ahimè, manca da troppo tempo o forse da sempre da parte degli “eletti”.




OGGETTO: STATI GENERALI PER LO SVILUPPO, PROVINCIA,RETE METROPOLITANA E TIPS CONVOCANO IN ASSEMBLEA I CONSIGLI COMUNALI DI TUTTA LA PROVINCIA

E’ tutto pronto per la convocazione degli Stati generali che avranno luogo lunedì 27 marzo alle 10 00, al Teatro comunale di Sassari. Provincia di Sassari, Rete metropolitana e Tips hanno convocato gli amministratori della provincia e aperto ai relativi consigli comunali dei comuni appartenenti, per ribadire la forte preoccupazione sulla situazione socio economica del territorio e discutere le strategie di rilancio del nord ovest della Sardegna. Strategie che sono state controfirmate nero su bianco nel dicembre del 2021 a Nule da tutti i sindaci e gli amministratori, che lunedì saranno presenti in fascia, per dare gambe ad una vera e propria mobilitazione atta a ribadire i contenuti del “Patto per lo sviluppo del nord ovest”. Un Patto che concretizza un percorso di sviluppo, che propone soluzioni, e le strategie di rilancio per favorire percorsi condivisi di sviluppo integrato locale, di promozione del lavoro e dell’occupazione. “I tempi sono maturi- ha ribadito l’amministratore della Provincia Pietro Fois- per dialogare con urgenza con la Regione e il governo nazionale. Il cambio di rotta dev’essere immediato: serve definire gli assetti di governo, ridistribuire risorse, dotare gli enti di disponibilità economico-organizzativa, e dare spazio e priorità agli enti locali, come la Provincia, che oggi fa i conti con bilanci risicati e non certo in grado di supportare lo sviluppo del paese. In assenza di una struttura operativa e dei finanziamenti previsti, si perderanno importanti opportunità, e la Sardegna non se lo può permettere”. I contenuti del Patto sono stati studiati nel dettaglio e condivisi dagli enti locali dell’intero territorio; qualora la situazione non si sblocchi, seguirà una manifestazione generale per lo sviluppo e il lavoro supportata da ulteriori assemblee. Alla manifestazione di lunedì 27 marzo, parteciperanno non solo gli amministratori della Provincia di Sassari, ma, come accaduto negli incontri precedenti, i sindaci dei comuni di Nuoro, Oristano, Bosa e Macomer.




I 92 COMUNI DELLA PROVINCIA DICONO NO GRAZIE. IL PNRR UN OGGETTO ANCORA SCONOSCIUTO. SI RIPARTA DALLE NOSTRE INDICAZIONI.

“Saremo noi rappresentanti del territorio ad indicare come devono essere spese le risorse del PNRR, non possiamo accettare un progetto di sviluppo che non risponda alle esigenze della Sardegna”. Con questo monito la Provincia di Sassari, i sindaci del nord Sardegna, i presidenti delle Unioni, le Comunità montane, la Rete metropolitana e il T.I.P.S. scenderanno in campo a Nule, martedì 7 dicembre con un documento da inviare al governo che non accetterà l’imposizione di una linea programmatica senza il coinvolgimento diretto degli amministratori. Una presa di posizione chiara e decisa che non lascia spazio a scelte che non siano dettate e condivise da chi il territorio lo vive e lo amministra. La Sardegna ristagna da decenni uno stato di abbandono programmatico che ha congelato settori vitali di una terra che si nutre di sviluppo sostenibile, turismo interno e costiero, filiere agroalimentari d’eccellenza, attrattori culturali e ambientali che non intercettano i flussi del turismo mondiale e di un patrimonio immateriale mai messo a sistema. Considerato che le indicazioni del PNRR hanno come obiettivo realizzare una coesione sociale e territoriale, è importante quanto mai fondamentale, che le risorse disponibili rispondano a questi principi e che diano linfa vitale ad un territorio unito, raggiungibile, coeso e interconnesso. Pertanto si ritiene assolutamente necessario che gli interventi vengano dirottati sul territorio per combattere lo spopolamento dei piccoli centri, migliorare la qualità della vita dei residenti, potenziare i servizi e le infrastrutture, attrarre investimenti dall’esterno, creare nuove imprese in grado di favorire l’occupazione e lo sviluppo di solidi processi di internazionalizzazione per le produzioni e i servizi locali. Gli interventi sulle infrastrutture di collegamento verso i centri più popolati, la connettività e le reti ( 5 g e BUL), lo sviluppo locale e la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili e la transizione energetica, gli investimenti sul capitale umano e nella scuola, una sanità territoriale a misura d’uomo sono i punti cardine dello sviluppo del nostro territorio e per i quali è impossibile immaginare l’assenza dei sindaci nella programmazione e pretendere uno sviluppo armonico ed equilibrato. Un occhio di riguardo al potenziamento della portualità turistica e ai collegamenti con l’interno: la modernizzazione delle infrastrutture fa parte di un piano di sviluppo integrato che punta ad un offerta dei servizi più dinamica e al passo coi tempi con l’obiettivo di catalizzare i flussi turistici nell’entroterra e destagionalizzare un’economia turistica che deve funzionare non solo nei mesi estivi. Senza contare che questo intervento potrebbe contribuire a ridurre la fuga di cervelli che purtroppo nell’ultimo ventennio ha visto migliaia di giovani scegliere di emigrare per concretizzare il proprio futuro. “Non possiamo permettere che la Sardegna si impoverisca in questo modo- spiega in conclusione l’amministratore Pietro Fois-. “Non siamo interessati a politiche che piombano dall’alto e ci vengono dettate da chi non sa leggere le dinamiche della nostra terra. A Nule il nostro messaggio sarà perentorio. Siamo pronti, uniti come mai è accaduto prima, a delineare il futuro della Sardegna”.

UFFICIO COMUNICAZIONE DELL’AMMINISTRATORE STRAORDINARIO




Oggetto: Lettera aperta contratto di affidamento del servizio di accertamento e riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie. La replica delle opposizioni.

Con l’approssimarsi del prossimo 9 maggio giorno a partire dal quale la STEP non potrà più svolgere le attività di accertamento e riscossione coattiva nei confronti dei contribuenti algheresi, a seguito della scadenza del relativo contratto, desidero esprimere alcune considerazioni al riguardo. Lo voglio fare non limitandomi a soffermarmi solo sugli aspetti giuridico-tributari, certo di interpretare l’opinione ed il sentire comune dei contribuenti algheresi.

Posto che esiste un obbligo di legge a carico degli enti locali di riscuotere le entrate tributarie ed extratributarie e che eventuali possibili inadempienze al riguardo comportano la compromissione di interessi della collettività e la lesione dell’interesse pubblico generale costituzionalmente protetto, non si può sottacere che anche lo svolgimento di questa gravosa e spesso odiata attività debba certamente caratterizzarsi e svolgersi secondo comportamenti corretti ed eticamente e moralmente irreprensibili.

Ciò significa che anche nel riscuotere i tributi dai cittadini occorre farlo in un’ottica di leale collaborazione e buona fede, applicando, all’interno di un quadro di legittimità e liceità, le norme tributarie con buonsenso e, soprattutto, con l’unico obbiettivo di incassare quanto dovuto, senza porre in essere azioni aventi finalità punitive o “lucrative”.

Ciò premesso, debbo mio malgrado rilevare, al contrario, come la condotta tenuta dalla concessionaria verso i contribuenti algheresi sia apparsa fin dal principio fortemente aggressiva. Mi riferisco ad esempio, alla prassi di notificare, pare legittimamente, gli avvisi di accertamento anche per periodi d’imposta che non sono a rischio di decadenza o prescrizione e contenenti pretese tributarie cumulative, comprensive di sanzioni ed interessi, relative a cinque annualità. Tale pratica, i cui profili di legittimità continueranno ad essere approfonditi, ha non soltanto obbligato i contribuenti algheresi a far fronte o a opposizioni o a opprimenti sforzi finanziari per estinguere i debiti tributari, ma ha anche impedito loro di accedere ai benefici del ravvedimento operoso.

E ancora, mi riferisco alla prassi di accertare una maggiore IMU sui terreni agricoli considerati, invece, aree fabbricabili e tassati come tali sulla base di quanto previsto dal PRG del Comune di Alghero. Trascurando la circostanza che il nostro strumento urbanistico generale non è stato adeguato al PPR cioè ad uno strumento gerarchicamente sovraordinato. In ambito ICI, infatti, ma ciò è estendibile anche all’IMU, la Corte di Cassazione ha stabilito il principio secondo il quale ai fini della corretta individuazione dell’oggetto d’imposta “area fabbricabile” occorre, non solo, fare riferimento al Piano Regolatore Generale comunale semplicemente adottato, ma anche indagare sull’esistenza di piani programmatici sovraordinati come, ad esempio, quelli derivanti dalla pianificazione paesaggistica regionale, i quali potrebbero rendere l’area del tutto inedificabile ovvero incidere sul suo valore venale (Cassazione nn. 34242/2019, 33012/2019, 23206/2019, 11080/2019, 3421/2019, 12756/2018, 4044/2018, 24122/2017). Sulla base dell’ordine gerarchico della pianificazione territoriale è senz’altro possibile che un terreno risulti edificabile secondo le previsioni dello strumento programmatorio comunale ma soggiaccia a vincoli o prescrizioni tali, regolati da uno strumento programmatorio elaborato da un ente diverso dal Comune, che ne limitano o ne escludono totalmente l’edificazione. Ciò è proprio quanto accade ad Alghero dove il PRG non è stato adeguato al PPR, strumento di programmazione gerarchicamente sovraordinato ad esso, e, pertanto, non è applicabile “sic et simpliciter” ai fini della qualificazione delle aree fabbricabili. Tali considerazioni paiono essere state completamente ignorate da STEP che continua imperterrita ad emettere avvisi di accertamento relativi a terrei agricoli che vengono tassati come aree fabbricabili esclusivamente per la ragione che sono qualificati come tali dal PRG.   

È evidente che l’unico obbiettivo di STEP è la massimizzazione del profitto d’impresa. Tuttavia, ciò non può non tener conto del fatto che la condotta di un concessionario di un servizio pubblico deve essere la medesima che terrebbe l’ente pubblico direttamente. Il compito dell’ente infatti, è esclusivamente quello di riscuotere equamente i tributi locali senza arrecare danno ai contribuenti. Per queste ragioni ritengo che la riscossione dei tributi sia un’attività la cui gestione deve rimanere totalmente in mano pubblica. Per queste ragioni fu costituita la SECAL, una spa a totale partecipazione pubblica i cui unici obbiettivi sono l’equa riscossione dei tributi locali e il perseguimento del pareggio di bilancio. Senza utili da conseguire, dividendi da distribuire e soci privati da remunerare.

Alla luce di tali riflessioni, non sarebbe moralmente corretto e leale permettere che i contribuenti algheresi siano costretti a subire ulteriormente comportamenti che non tengono conto del contesto economico e sociale, ad esempio consentendo l’emissione di avvisi di accertamento anche per il periodo d’imposta 2020. Un periodo d’imposta che si prescrive tra 5 anni per il quale anche lo Stato non ne emetterà prima del 2026. Laddove perfino l’Agenzia delle Entrate concede tempo ai contribuenti per eventualmente regolarizzare e pagare i tributi, la concessionaria emette avvisi di accertamento relativi a periodi d’imposta che si prescrivono fra 4, 5 anni (forse al solo fine di incassare prima possibile gli agi?). Un comportamento non più tollerabile.

Per queste ragioni, confermo e ribadisco la volontà dell’Amministrazione Comunale, di riportare il delicato compito della riscossione tributaria sotto il controllo dell’Amministrazione Comunale tramite la propria società SECAL.

Il Sindaco

LA REPLICA DELLE OPPOSIZIONI                                                                                                

“Il centrodestra in campagna elettorale aveva gridato “Stop alla Step”. L’allora ancora candidato Sindaco, Mario Conoci, diceva al tempo che bisognava assolutamente fermare la Step.

Poi dopo essere stato eletto Conoci cambiò immediatamente idea e in una conferenza stampa disse che la Step non si discuteva, mentre la rescissione del contratto, promessa e garantita prima delle elezioni, non era più una opzione da prendere in considerazione.

Per due anni, fino alla fine naturale del contratto, la società è stata utilizzata dall’Amministrazione per fare cassa e far quadrare il bilancio. Il sindaco non può far certo finta di non sapere che la grande parte degli importi delle cartelle vanno nelle casse del comune e non sono tollerabili prese in giro come quella odierna del Sindaco che come suo solito fa finta di essere un passante e di non essersi reso conto che in un momento come questo gli algheresi, invece dei ristori, ricevevano cartelle. 

Per tutto questo tempo il Sindaco e l’Amministrazione hanno scientemente lasciato che la società inondasse Alghero di accertamenti senza porre alcun freno, senza impartire direttive e senza intervenire davanti a errori diffusi ed evidenti.Tant’è vero che quando abbiamo chiesto di intervenire su questione garage e cantine eliminando le sanzioni l’Amministrazione ha fatto finta di nulla, così come, quando abbiamo  presentato una mozione per limitare avvisi accertamenti ad annualità a rischio prescrizione, la maggioranza, proprio per scelta del Sindaco, ha deciso di bocciare la mozione. 

Ora dopo 2 anni il Sindaco si sveglia e prova anche a far finta che tutto sia successo per caso e non che loro abbiano assecondato questo invio massivo di cartelle, perché utile a far quadrare i conti e a rimpinguare le casse comunali.

A Napoli definirebbero questo tipo di comportamento con un’espressione dialettale piuttosto colorita, ma decisamente efficace: “chiagni e fotti”. 




ORDINANZA SINDACALE N. 20 del 05/06/2019 OGGETTO: PRESCRIZIONI ANTINCENDIO ANNO 2019 DI CUI ALLA DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE N. 17/2 DEL 3/5/2019

IL SINDACO

PREMESSO che:
1. I terreni, i lotti incolti, recintati e non, siti sia all’interno che all’esterno del centro urbano, nonché nell’agro, a causa della presenza di vegetazione incolta, cespugli ed arbusti, creano problemi di natura igienica e sono motivo di degrado ambientale e fonte di sporcizia, favorendo altresì il proliferare di animali e parassiti pericolosi per la salute pubblica, oltre che insetti nocivi e fastidiosi, causando disagi a persone e animali.
2. L’abbandono e l’incuria da parte dei privati dei terreni, posti sia all’interno che all’esterno del centro urbano, possono determinare un proliferare della vegetazione, che soprattutto nel periodo estivo sono causa di potenziali incendi con conseguente, grave pregiudizio per l’incolumità delle persone e dei beni.
DATO ATTO che sono vigenti dal mese di maggio 2019 le Prescrizioni Regionali Antincendio 2017-2019 – Aggiornamento 2019, e che numerosi proprietari, conduttori o detentori a qualunque titolo dei fondi privati, sia nel centro urbano che nell’agro, non hanno ancora provveduto alla integrale, costante e continua pulizia della vegetazione presso le suddette aree.
RITENUTO quindi indispensabile adottare gli opportuni provvedimenti finalizzati a prevenire potenziali situazioni di pericolo di incendi o di danno alla salute pubblica, oltre che di pregiudizio all’immagine ed al decoro cittadino.
CONSIDERATA la necessità che venga effettuata da parte dei proprietari, conduttori o detentori a qualunque titolo dei fondi privati, nel centro urbano e nell’agro, quali giardini, aree incolte, lotti inedificati, una integrale, costante e continua pulizia, unitamente a un’attività di mantenimento di dette aree.
VISTA la D.G.R. n. 13/6 del 14 marzo 2017 della Regione Autonoma della Sardegna con cui sono state approvate le “Linee di indirizzo per la redazione del nuovo Piano Regionale Antincendio (PRAI) 2017-2019”;
VISTA la deliberazione di Giunta Regionale n. 17/2 del 3 maggio 2019 della Regione Autonoma della Sardegna con cui sono state approvate le Prescrizioni Regionali Antincendio 2017-2019. Aggiornamento 2019 finalizzate alla prevenzione e alla lotta attiva contro gli incendi.
DATO ATTO che dal 1° giugno al 31 ottobre, vige il periodo di “elevato pericolo di incendio boschivo” (Art. 3 Allegato alla D.G.R. n. 17/2 del 3.5.2019).
ACCERTATA la non necessità della comunicazione di avvio del procedimento in quanto il presente provvedimento ha carattere generale e contenuto normativo, ai sensi dell’art. 13, comma 1, della L. 241/90.
VISTI:
– l’art.21 – ter della legge n.241/90.
– l’art.50, comma 5 e art. 54, comma 4, 7 e, D.L.vo 267/2000.
– l’art.2/lett. c) del D.M. 05.08.2008.
– l’art.15 della legge 24 febbraio 1992 n.225.
– l’art.182 comma 6 bis e art.255 del D.L.vo 03.04.2006 n.152.
– l’artt.449 e 650 del Codice Penale.
– Il Capo III del D.L.vo n.139 del 08.03.2006 in materia di Prevenzione Incendi.
– La Legge del 21 novembre 2000 n.353 “Legge quadro in materia di prevenzione incendi”.
– La Legge n.265/1999 art.12.
– La D.G.R. n. 17/2 del 3.5.2019.
– La D.G.R. n. 20/32 del 30.5.2019.

ORDINA

a) I proprietari e/o conduttori di terreni appartenenti a qualunque categoria d’uso del suolo, sono tenuti a ripulire da fieno, rovi, materiale secco di qualsiasi natura, l’area limitrofa a strade pubbliche, per una fascia di almeno 3 metri calcolati a partire dal limite delle relative pertinenze della strada medesima.
b) I proprietari e/o conduttori di fondi agricoli sono altresì tenuti a creare una fascia parafuoco, con le modalità di cui al comma 1, o una fascia erbosa verde, intorno ai fabbricati rurali e ai chiusi destinati al ricovero di bestiame, di larghezza non inferiore a 10 metri.
c) I proprietari e/o conduttori di colture cerealicole sono tenuti a realizzare una fascia arata di almeno 3 metri di larghezza, perimetrale ai fondi superiori ai 10 ettari accorpati.
d) I proprietari e/o conduttori dei terreni adibiti alla produzione di colture agrarie contigui con le aree boscate definite all’art. 28, devono realizzare all’interno del terreno coltivato, una fascia lavorata di almeno 5 metri di larghezza, lungo il perimetro confinante con il bosco.
e) I proprietari e/o conduttori di terreni siti nelle aree urbane devono intervenire per l’intero lotto con l’eliminazione della vegetazione erbacea secca e di qualsiasi altro materiale secco.
I predetti interventi di pulizia dovranno essere effettuati secondo quanto previsto dalla Delibera della G.R. 17/2 del 3.5.2019 provvedendo, nei modi stabiliti dalla normativa in vigore, alla rimozione dei rifiuti prodotti durante la pulizia e al loro smaltimento.

AVVERTE

Che la violazione delle disposizioni di cui al presente provvedimento comporta l’applicazione delle seguenti sanzioni previste dall’art. 25 della D.G.R. 17/2 del 3 maggio 2019 “Prescrizione Regionali Antincendi 2017/2019 – Aggiornamento 2019” e dall’allegato E – Prontuario delle sanzioni amministrative – comma 3: – pagamento di una somma da euro 200 a euro 1.200, per ogni ettometro o frazione di ettometro di fascia o area o tratta di protezione o isolamento non conforme a quanto prescritto.

DEMANDA

Per l’attuazione della presente ordinanza:
1. Al Comando di Polizia Locale (organo accertatore) di provvedere all’individuazione dei proprietari, conduttori o detentori a qualunque titolo dei fondi privati, nel centro urbano e nell’agro, dei dati catastali di ciascun fondo, e alla conseguente irrogazione dei provvedimenti sanzionatori.
2. Al Dirigente del Settore Sviluppo del Territorio – Servizio Qualità urbana e alle imprese di provvedere, con l’assistenza della Forza Pubblica e previo invio da parte del Comando di Polizia Locale dell’elenco dei soggetti da esso individuati con i dati identificativi di ciascuno e il riferimento ai relativi mappali, all’esecuzione d’ufficio dei lavori di pulizia e bonifica dei siti, come individuati dall’organo accertatore, con conseguente addebito a carico dei trasgressori delle spese sostenute per l’intervento d’ufficio.

DISPONE

Di dare massima pubblicità alla presente ordinanza, mediante:
– Pubblicazione all’albo pretorio del comune;
– Affissione di manifesti sulle bacheche comunali;
– Inserimento nel sito istituzionale www.comune.alghero.ss.it;
– Informazione agli organi di stampa locali.

Contro il presente provvedimento può essere presentato ricorso:
– Entro 60 (sessanta) giorni dalla data di pubblicazione dell’Albo Pretorio, al TAR nei termini previsti dall’art.2 e segg. della Legge n.1034/1971.
– Entro 120 (centoventi) giorni dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio, al Presidente della Repubblica, nei termini e nei modi previsti dall’art.8 e segg. del D.P.R. n.1199/1971.