Non una targa, ma una visione: il giorno in cui Olbia ha detto grazie.

di Fausto Farinelli

Il 15 gennaio 2026, a Olbia, la città ha vissuto una giornata destinata a restare nella memoria collettiva: prima nella Sala consiliare del Comune, poi all’Aeroporto di Olbia, istituzioni, sindaci e rappresentanti del territorio si sono ritrovati per un atto solenne ma tutt’altro che rituale. L’intitolazione dello scalo a Karim Aga Khan IV è stata raccontata non come una semplice variazione di toponomastica, ma come il riconoscimento pubblico di una visione che ha inciso sul destino della Gallura e, per estensione, dell’intera Sardegna: una visione capace di trasformare l’accessibilità dell’isola, generare infrastrutture e lavoro, e indicare un modello di sviluppo in equilibrio tra crescita, qualità e tutela del paesaggio. In quella doppia cornice — l’aula istituzionale e la soglia concreta del viaggio — la Sardegna ha scelto di dire “grazie” con un gesto duraturo, consegnando a cittadini e visitatori un nome che racconta una storia e, soprattutto, una direzione.


L’intervento del sindaco Settimo Nizzi

Nel suo intervento in aula consiliare a Olbia, il sindaco Settimo Nizzi ha aperto con una lunga serie di ringraziamenti istituzionali — alla principessa Zahra Aga Khan, alla presidente della Regione Alessandra Todde, al viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, al presidente ENAC Pier Luigi Di Palma e al CEO di Geasar Silvio Pippobello — estendendoli ai sindaci del territorio, al vicepresidente della Giunta regionale Giuseppe Meloni, ai consiglieri regionali e ai parlamentari, ai vertici della magistratura, al prefetto Grazia La Fauci e alle autorità civili e militari presenti, oltre al Consiglio comunale e alla Giunta di Olbia; quindi ha chiarito il senso della giornata: “dare una risposta concreta” al bene ricevuto, ricordando il Principe Karim Aga Khan IV come un benefattore unico nella storia recente della Sardegna, arrivato “non per portare via, ma per lasciare”, capace — a suo dire — di generare sviluppo, benessere, opportunità di studio per i giovani e infrastrutture, guidando una trasformazione “armoniosa” e rispettosa dell’ambiente, lontana da ogni logica speculativa; e proprio per questo, ha concluso Nizzi, la presenza delle istituzioni e della comunità diventa un atto di riconoscenza non scontato, un modo per fissare memoria e identità anche per chi non l’ha conosciuto e un segnale che quell’eredità continuerà a essere amata e raccontata nel tempo.


Silvio Pippobello: la cronostoria e l’eredità umana

Nel suo intervento, Silvio Pippobello ha parlato con evidente emozione e con un senso di responsabilità personale, ricordando di essere tra i pochi — forse l’ultimo ancora in servizio nel settore dei trasporti — ad aver lavorato direttamente con il Principe, e sottolineando come la grande affluenza e le tante richieste di partecipazione, arrivate anche da mondi diversi da quello aeroportuale, dimostrino quanto questo momento fosse percepito come necessario e non rinviabile. Senza sovrapporsi alle parole già pronunciate dal sindaco e dalla presidente Todde, Pippobello ha scelto di fissare una cronostoria concreta di quella visione che, a suo giudizio, ha lasciato un segno indelebile in Sardegna: nel 1960 la riqualificazione dell’aeroporto di Olbia-Venafiorita segna l’inizio dell’avventura;

nel 1963 nasce Alisarda, che avvia una nuova stagione per i collegamenti aerei dell’isola; negli anni successivi cresce il sistema legato alla Costa Smeralda, con lo sviluppo dello scalo e la definizione della società di gestione (che Pippobello colloca nel 1985 come snodo decisivo); nel 1986 ricorda anche il coinvolgimento del Principe in un comitato di ambito europeo, a conferma di una proiezione internazionale del progetto; tra 1990 e 1991 Alisarda evolve e diventa Meridiana, consolidando un ruolo di compagnia regionale di riferimento; nel 2000 viene realizzato un grande hangar per dare impulso alla manutenzione aeronautica e portare tecnologia e know-how; nel 2003 arriva un importante ampliamento dell’aeroporto; nel 2004, a Roma, viene firmata la convenzione per la gestione complessiva dello scalo; nel 2007 nascono due realtà operative che rafforzano il comparto, una orientata all’aviazione privata e una ai servizi aeroportuali; infine nel 2009 si completa il terminal dell’aviazione generale, chiudendo un ciclo di crescita che — ha rimarcato — non riguarda solo infrastrutture e numeri, ma un’idea di sviluppo costruita con amore per la Sardegna, rispetto per il territorio, per l’ambiente e soprattutto per le persone. In chiusura, Pippobello ha aggiunto un passaggio intimo: accanto al Principe, ha detto, ha imparato un metodo fatto di concretezza, calma e autorevolezza gentile, una lezione trasmessa più con l’esempio che con le parole, che ha segnato profondamente la sua carriera e che oggi rappresenta, insieme al ricordo di altri protagonisti di quella stagione, l’eredità più preziosa anche sul piano umano.


Alessandra Todde: un gesto politico e un atto di responsabilità

Nel suo intervento, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha salutato le autorità e i sindaci presenti, ricordando che, quasi un anno fa, l’isola ha dato l’ultimo saluto a Karim Aga Khan IV con un gesto “non rituale ma politico”, condiviso all’unanimità dalla Giunta, perché la sua scomparsa non riguardava soltanto una figura internazionale, ma “una parte profonda della storia contemporanea” della Sardegna. Oggi, ha spiegato, quel sentimento si traduce in un atto concreto e duraturo: l’intitolazione dell’aeroporto di Olbia al Principe Aga Khan non è un omaggio simbolico, ma il riconoscimento pubblico di una visione che ha cambiato il destino di questo territorio e, in larga misura, dell’intera isola. Todde ha definito il Principe un autentico valorizzatore della Sardegna: in un contesto naturale straordinario e complesso seppe immaginare un modello di sviluppo quando la parola “turismo” non aveva ancora il significato attuale, e la Costa Smeralda — ha sottolineato — non nacque come sfruttamento del territorio, ma come progetto culturale, urbanistico ed economico fondato su rispetto del paesaggio, armonia architettonica e qualità degli insediamenti, capace di dimostrare che crescita e tutela non sono in contraddizione se guidate da una visione lunga. Quella visione, ha aggiunto, si tradusse in scelte decisive: quando nel 1963 fondò Alisarda, non creò soltanto una compagnia aerea, ma affermò un principio strategico, che la Sardegna non doveva essere pensata come periferia bensì come centro, e che lo sviluppo non sarebbe arrivato “attendendo” collegamenti dall’esterno, ma costruendoli; Alisarda, voluta e finanziata personalmente, divenne parte di un disegno più ampio per rendere l’isola accessibile, garantire continuità nei collegamenti e aprire la Sardegna all’Europa e al mondo. Insieme alla compagnia aerea, ha proseguito Todde, il Principe contribuì a edificare un sistema completo fatto di aeroporto, porto e infrastrutture strategiche in grado di generare sviluppo, lavoro e anche alta qualificazione senza ricorrere in modo massiccio alle risorse pubbliche, e anche questo resta un segnale rilevante. Per questo, ha concluso, intitolare oggi l’aeroporto al suo nome non è un atto celebrativo ma un’assunzione di responsabilità: un aeroporto è una soglia, il primo e l’ultimo luogo che molti vedono arrivando o lasciando l’isola, e dedicarla a Karim Aga Khan significa affermare una Sardegna che non teme il mondo, ma sceglie di dialogare con il mondo con identità, misura e ambizione. La presidente ha infine ringraziato il Comune di Olbia, ENAC, Governo e tutte le istituzioni coinvolte per aver reso possibile la giornata, e la famiglia Aga Khan per la presenza in un luogo segnato profondamente da quella storia.


La Principessa Zahra Aga Khan: memoria, visione e cura del paesaggio

Nel suo intervento, la Principessa Zahra Aga Khan ha scelto un tono sobrio e profondamente personale, ringraziando i presenti senza soffermarsi su un elenco formale di autorità e rivolgendo un riconoscimento particolare al sindaco di Olbia per l’iniziativa e al sindaco di Arzachena — insieme ai suoi predecessori — per la collaborazione costruita negli anni. A nome di tutta la famiglia, ha definito l’intitolazione dell’aeroporto a Karim Aga Khan IV un gesto “commovente e significativo”, perché i collegamenti aerei e lo sviluppo dello scalo hanno “aperto le porte” dell’isola e reso possibile la crescita futura, risultando determinanti anche per l’opera avviata in Costa Smeralda. Con un ricordo vivido, ha evocato l’infanzia e i primi arrivi a Olbia, quando “si passava due volte: la prima per allontanare le pecore dalla pista e la seconda per atterrare”, sottolineando così, con forza simbolica, quanto sia stata radicale la trasformazione dell’accessibilità della Sardegna. La Principessa ha quindi richiamato la visione del padre come progetto di lungo periodo fondato sulla creazione di istituzioni durature più che sulla sola immissione di risorse, e su una pianificazione meticolosa “a ogni livello”, dalle infrastrutture alla cura del territorio fino ai dettagli più minuti degli edifici; in questo quadro ha ricordato il ruolo centrale del Comitato di Architettura, concepito per garantire che le costruzioni non prevaricassero la natura. Ha inoltre evidenziato l’amore profondo del Principe per la Sardegna e la sua gente, il rispetto per l’artigianato locale — ceramica, tessitura, ricamo, lavorazione del ferro — e la tutela dell’ambiente come obiettivo costante, raccontando la cura quotidiana per spiagge e paesaggio e la ricerca di equilibrio tra sviluppo e salvaguardia ecologica, sulla terra e in mare. Infine, ha ribadito che l’impatto della Costa Smeralda è stato per suo padre motivo di gioia non solo per i risultati locali ma per l’effetto sull’intera isola, e ha espresso la gratitudine della famiglia verso tutti coloro che hanno contribuito a realizzare e a custodire quell’eredità, riconoscendo nel tributo di oggi un segno concreto di memoria e responsabilità collettiva.


ENAC, Di Palma: dall’“aeroporto non luogo” all’aeroporto come motore economico

Nel suo intervento, il presidente di ENAC Pier Luigi Di Palma ha sottolineato con sincerità quanto la cerimonia di Olbia fosse fuori dall’ordinario: dopo oltre trent’anni nel trasporto aereo, ha ammesso di non aver mai vissuto un momento istituzionale così carico di commozione, “pieno di fasce tricolori” e quindi rappresentativo dell’intera isola. Proprio questa partecipazione, secondo Di Palma, contribuisce a cambiare anche lo sguardo sugli aeroporti: spesso definiti “non luoghi” dal punto di vista architettonico e simbolico, oggi si rivelano invece per ciò che sono realmente, il centro dello sviluppo economico di un territorio, una soglia che condensa identità, relazioni e futuro. In questo senso, ha spiegato, l’intitolazione non è una semplice integrazione di un nome, ma un atto che affianca all’infrastruttura un significato pubblico e civile, in linea con un percorso che ENAC sta portando avanti negli ultimi anni nel riconoscere figure che hanno segnato il Paese e la sua modernizzazione. Pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, Di Palma ha ricordato di aver lavorato a lungo con il suo team — citando in particolare Trivi e Trivellin — definendoli tra le persone più educate e istituzionalmente rispettose incontrate nella sua carriera, esempio concreto di un metodo che univa iniziativa privata e profondo rispetto delle regole e delle istituzioni. Da quella esperienza, ha aggiunto, deriva una lezione che considera attualissima: la visione del trasporto aereo come leva capace di dare un volto diverso all’economia di un territorio, anche nel contesto europeo dei processi di liberalizzazione e privatizzazione. Di Palma ha quindi legato questa visione ai risultati: dagli anni in cui lo scalo contava poche centinaia di migliaia di passeggeri all’oggi, con un aeroporto stagionale capace di attrarre oltre 4 milioni di viaggiatori, numeri che testimoniano una ricaduta economica enorme; e ha ricordato anche il ruolo della compagnia aerea — da Alisarda a Meridiana e oltre — come strumento di “conoscenza” e apertura di un territorio allora poco accessibile, fino a rendere la Sardegna, nel cuore del Mediterraneo, una destinazione di riferimento. Infine, ringraziando il sindaco per l’impulso dato al percorso, ha ricostruito il passaggio istituzionale che ha reso possibile l’intitolazione: ENAC, ha detto, se ne è fatta interprete presso il Governo, con una delibera strategica adottata nella primavera 2025, resa poi operativa grazie alla collaborazione con il Ministero e alla presenza del viceministro, e ha concluso riconoscendo che l’intensità e l’unità dimostrate oggi — fino alla commozione percepita in sala — sono la misura più chiara di quanto l’opera del Principe abbia lasciato un segno reale, condiviso e ancora vivo.


Il viceministro Edoardo Rixi: investimenti, continuità territoriale e “casa” Sardegna

Nel suo intervento, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato di aver accolto con convinzione l’idea dell’intitolazione pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, perché — ha detto — bastano le opere e l’impronta lasciata sul territorio nazionale per comprenderne la statura: una visione rara, capace di trasformare in senso positivo un’area allora marginale, armonizzando turismo di qualità, tutela del paesaggio e servizi per la popolazione residente. Rixi ha sottolineato il valore simbolico della scelta di celebrare l’evento in inverno, quando la Sardegna è più isolata e la comunità vive con maggiore evidenza i limiti della continuità territoriale: un modo per ricordare che lo sviluppo non è solo “stagione” ma diritto quotidiano, 365 giorni l’anno. Richiamando l’effetto moltiplicatore degli investimenti iniziali — “che hanno contaminato” positivamente, generando ulteriori iniziative lungo la costa da Olbia fino a Santa Teresa e oltre la Costa Smeralda — il viceministro ha rimarcato come un territorio “sconosciuto” negli anni Cinquanta e Sessanta sia diventato oggi uno dei poli del turismo mondiale di qualità. Nel suo ragionamento ha inserito anche alcuni numeri, legando la crescita alla capacità infrastrutturale e al sistema dei trasporti: l’aeroporto di Olbia come infrastruttura strategica, l’indotto turistico dell’area, la spesa complessiva dei visitatori in Sardegna. Ma il punto politico, ha insistito, non è la celebrazione della ricchezza in sé: è il messaggio che l’Italia deve trasmettere ai propri figli, cioè che la sua storia non si è fermata all’Ottocento e che il Paese sa crescere anche grazie a chi ha creduto nei territori senza stravolgerli, accompagnandoli con equilibrio. Da qui l’appello a una “squadra” istituzionale capace di costruire partnership pubblico-private, investimenti e servizi stabili, senza demonizzare il capitale privato ma governandolo dentro regole chiare, e con la stessa attenzione da riservare alle infrastrutture terrestri e marittime e alla battaglia europea per superare i vincoli che penalizzano le isole sul tema della continuità territoriale. Rivolgendosi alla Principessa, Rixi ha voluto poi rimarcare che quella sala piena, senza distinzioni politiche, rappresenta un’idea semplice e potente: Olbia e la Sardegna “sono casa”, e l’amore ricevuto dal territorio — perché non è arrivato solo turismo, ma rispetto e cura — oggi viene ricambiato. In chiusura, ha lasciato un’immagine destinata a durare: dedicare l’aeroporto significa consegnare alle generazioni future una chiave di lettura, affinché, tra anni, figli e nipoti possano capire perché questa parte d’Italia è diventata una “perla” riconosciuta nel mondo; perché, ha concluso, la Sardegna era bella anche prima, ma allora “lo sapevamo solo noi”, mentre oggi lo sa il mondo intero.


Il messaggio che ha lasciato il Principe Karim è senz’altro un messaggio di ispirazione per tutti. L’ispirazione, in fondo, è come un faro nella nebbia: non ti costruisce la strada al posto tuo, ma ti indica una direzione quando intorno è incerto, e ti costringe a scegliere se restare fermo o metterti in cammino. L’esempio di Karim Aga Khan IV è stato proprio questo: non una promessa astratta, ma una luce concreta trasformata in infrastrutture, istituzioni, collegamenti, qualità e rispetto del paesaggio. Ha dimostrato che una visione, se è vera, non resta un’idea: diventa metodo, diventa lavoro, diventa futuro condiviso.




 IL FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO DAL 16 AL 18 OTTOBRE AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI OLBIA

Organizzato da Astec – AeroSpace Technology Education Center – realtà nata e cresciuta a Olbia, il Festival porterà all’attenzione del grande pubblico temi cruciali per il futuro dell’umanità: lo spazio e la blue economy, il cibo nello spazio, il ruolo della Sardegna nello sviluppo aerospaziale, con uno sguardo costante alla sostenibilità come chiave di progresso. 

I numeri dell’edizione 2025 delineano un evento in crescita: 10 conferenze con esperti, istituzioni e protagonisti della filiera; 101 laboratori didattici rivolti alle scuole primarie e secondarie di I e II grado, per stimolare curiosità e competenze STEM; 3 mostre tra astrofotografia, space food e l’esposizione della tuta di un’astronauta; oltre a 3 appuntamenti speciali per coinvolgere il pubblico con esperienze originali e interattive. 

A completare il programma, una grande area espositiva di networking che metterà in relazione aziende, start-up, enti di ricerca e università, favorendo il dialogo, le collaborazioni e il trasferimento tecnologico.

Qui in allegato il programma completo dell’evento. 




“Casteddos e Fortilesas” giovedì a Olbia va alla scoperta del Castello di Pedres

Il 16 ottobre la trasmissione condotta in lingua sarda dal giornalista Salvatore Taras porterà su CatalanTV uno dei monumenti più rappresentativi del capoluogo gallurese in compagnia dell’archeologo Marcello Cabriolu

OLBIA. Nuovo appuntamento su CatalanTV (Canale 15) per la trasmissione “Casteddos e fortilesas”, programma in lingua sarda dedicato alla scoperta di alcuni dei castelli medievali più rappresentativi dell’isola. Giovedì 16 ottobre, alle 21.15, il giornalista Salvatore Taras sarà a Olbia, dove le telecamere del regista Mauro Fancello porteranno in tv un monumento molto noto, posizionato a poca distanza dall’Aeroporto Costa Smeralda e conosciuto soprattutto per la caratteristica silhouette dell’alta torre in parte crollata, che svetta su un rilievo granitico tra le fertili vallate a sud-ovest del capoluogo gallurese.

Lungo il percorso, Salvatore Taras incontrerà l’archeologo Marcello Cabriolu, originario di Sant’Antioco ma olbiese d’adozione, uno dei massimi esperti delle realtà archeologiche della zona.

Pur non essendoci arrivate fonti scritte, si presume che il forte sia stato edificato nel XIII secolo da maestranze pisane durante il periodo visconteo, sotto il Giudicato di Gallura.

Attraverso una rampa di scale eretta per scopi militari durante la Seconda guerra mondiale, si accede a un primo piazzale circondato dalla vegetazione e, pochi metri più in alto, al piazzale superiore sul quale è posizionato il mastio.

L’area è interessata da testimonianze archeologiche molto antiche. La puntata su Pedres risulta di un certo interesse anche per il fatto che, di recente, l’accesso al pubblico è stato interrotto per motivi di sicurezza, a causa di lesioni alla torre principale con il conseguente pericolo di crolli.

A impreziosire il format saranno le immagini dei figuranti in costume medievale dell’associazione Giudicato di Torres di Porto Torres. Al progetto hanno collaborato il giornalista enogastronomico Giovanni Fancello e il docente universitario Marco Milanese. Dopo Olbia la trasmissione proseguirà, ogni giovedì, con Burgos, Bosa, Osilo, Alghero, Posada, Sassari, Sanluri e Cagliari. L’attività è realizzata dalla casa di produzione db Video Management con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna.




Aeroporti del Nord Sardegna: Alghero sorprende, Olbia cresce in anticipo sui tempi

Fausto Farinelli – 3 Sett. 2025

L’estate 2025 segna un’inversione di tendenza per gli scali del Nord Sardegna. I dati sul traffico passeggeri internazionali mostrano un andamento particolarmente positivo, con Alghero che sorprende in controtendenza rispetto alle critiche locali e Olbia che conferma la sua forza con numeri in crescita anticipata.


✈️ Alghero: numeri da record già a giugno

Il grafico dedicato allo scalo della riviera del corallo parla chiaro: a giugno 2025 Alghero aveva già raggiunto i volumi di traffico che lo scorso anno si erano toccati solo a luglio. Un mese di anticipo che ribalta le percezioni negative diffuse tra operatori turistici e cittadini, che per mesi avevano criticato la gestione dell’aeroporto.

La crescita è stata particolarmente evidente con l’apertura della stagione estiva. Una spinta che apre a nuove riflessioni: se i collegamenti internazionali partissero già a marzo, il territorio potrebbe beneficiare di una stagione più lunga e di ricadute economiche ancora maggiori.


✈️ Olbia: il motore sempre acceso

Lo scalo gallurese conferma la propria forza. Nel 2025 ha raggiunto i numeri del 2024 con circa venti giorni di anticipo, consolidandosi come punto di riferimento per il turismo internazionale. Una crescita che lascia prevedere picchi ancora più significativi nei mesi centrali dell’estate.


📊 L’analisi di Usai e il nodo Cagliari

A mettere in evidenza questi dati è stato Sandro Usai, esperto in analisi dei numeri, che ha condiviso le sue osservazioni sul proprio profilo Facebook:

“I due aeroporti del Nord hanno contribuito a far crescere il traffico passeggeri. Esiste una forte sinergia tra direzioni aeroportuali e operatori turistici locali.”

Un commento che va in controtendenza rispetto al malumore di Alghero, dove la fusione societaria con Olbia aveva generato paure e allarmismi.

Anche Fausto Farinelli è intervenuto nel dibattito:

“I numeri dimostrano che quelle preoccupazioni erano infondate. Il management ha dimostrato di essere composto da seri professionisti.”

Non è passata inosservata, tuttavia, l’assenza dei dati relativi a Cagliari-Elmas. Sollecitato sul tema, Usai ha chiarito:

“I dati di Cagliari non mostrano una tendenza degna di essere citata.”

Una dichiarazione che alimenta la sensazione di un Sud Sardegna meno brillante, soprattutto nel confronto con Alghero e Olbia.


🤝 Professionalità e prospettive

Il dibattito ha messo in evidenza una differenza di approccio gestionale. Se a Nord la collaborazione tra aeroporti e operatori turistici appare solida, a Sud sembra mancare la stessa capacità di fare sistema. Come ha osservato ancora Usai:

“È proprio questa la differenza: la professionalità che a Cagliari pare assente.”

Le proiezioni per i prossimi mesi restano comunque ottimistiche: Alghero e Olbia sembrano avere tutte le carte in regola per trainare la stagione turistica del 2025, con prospettive di allungare la stagione e rafforzare ulteriormente l’economia del territorio.


📌 Box dati e grafici

elaborazione Sandro Usai





Olbia, talenti emergenti in concerto al MusMat

Il 12 e 13 luglio due serate musicali imperdibili al Festival internazionale Contrasti 2025 – Spring edition

OLBIA. Ottoni e pianoforte per sorprendere il pubblico del MusMat di Olbia con due serate che il 12 e 13 luglio vedranno protagoniste figure emergenti del panorama concertistico italiano all’interno del Festival internazionale Contrasti 2025 – Spring edition.

Si parte sabato, alle 19.30, con il duo formato dal maestro Elisa Palermi alla tuba e Valeria Picardi al pianoforte, un ensemble delicato e originale che unisce strumenti insoliti per un repertorio ricco di emozioni e sfumature, offrendo un’esperienza coinvolgente e di grande livello artistico.

Palermi è vincitrice del XIII Concorso Internazionale “Città di Penne” – Categoria C fiati, con una votazione di 96/100 e menzione d’onore da parte della giuria per la migliore interpretazione ed esecuzione di un autore contemporaneo. Picardi è attiva come camerista sin dagli anni Novanta con diverse formazioni strumentali e collabora come pianista accompagnatore in concorsi e masterclasses di importanti solisti. Ha scritto musiche di scena e colonne sonore di prodotti filmici per il Teatro Nuovo Melograno di Senigallia, e dal 2018 collabora come pianista accompagnatore delle classi di strumento e canto con diversi conservatori. Dal 2024 è pianista accompagnatore di ruolo al conservatorio Pergolesi di Fermo, ed è attiva come maestro di sala all’Accademia d’Arte Lirica di Osimo.

Il secondo concerto sarà domenica alle 19.30, con il duo formato da Marco Boccucci al trombone e Valeria Picardi sempre al piano. La coppia unisce la potenza espressiva dello strumento a fiato alla raffinatezza del pianoforte, creando un dialogo musicale intenso e sorprendente. Boccucci ha studiato con grandi maestri del trombone e dell’euphonium fra i quali Andrea Conti, Gabriele Malloggi, Charles Vernon, Steven Mead, e collabora con diverse formazioni orchestrali di grande rilievo.

«Entrambi gli eventi rappresentano un’importante occasione per ascoltare ensemble particolari – ha affermato la direttrice artistica Laura Cocco –. Si esibiscono giovani artisti che si sono già distinti per talento e competenza, che continuano a crescere e a sorprendere nel panorama musicale nazionale». Le due serate fanno parte del circuito di eventi dedicati alla promozione di giovani talenti e alla valorizzazione di ensemble innovativi. L’ingresso è libero e gratuito.

La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Contrapunctum ETS in collaborazione con la Scuola civica di musica di Olbia, il Conservatorio statale di musica “G.B. Pergolesi” di Fermo, l’associazione Ars Aurelia di Sassari, l’associazione culturale di volontariato San Domenico Caniga,e il contributo della Fondazione di Sardegna. Per info contattare il numero 3934632959 o inviare una email a [email protected].




Mater Olbia Hospital, un concerto al tramonto per inaugurare l’estate

In occasione del solstizio d’estate, e della giornata della Festa della Musica, l’ospedale ospiterà nei suoi giardini una performance musicale aperta al pubblico, con protagonisti la cantante Lisa Frassi e il pianista Matteo Giorgioni.

Olbia, 12 giugno 2025 – Proseguono le iniziative organizzate dal Mater Olbia Hospital (MOH) per contribuire sempre più alla vita culturale della città – e del proprio ecosistema. In occasione del primo giorno dell’estate, che coincide con la Festa della Musica, il MOH aprirà i suoi giardini alla popolazione per assistere al concerto “Melodie al Tramonto”, con la performance musicale del duo composto Lisa Frassi e Matteo Giorgioni.

L’evento sarà patrocinato del Comune di Olbia, e supportato da ASPO (i.e., Azienda Servizi Pubblici Olbia).

“Siamo felici di accogliere questo evento che unisce musica, emozioni e solidarietà. Il concerto al tramonto presso il Mater Olbia Hospital rappresenta non solo un momento di festa, ma anche un’occasione per celebrare la vicinanza della nostra comunità e il valore di un’istituzione fondamentale per la salute e il benessere di tutti. Siamo certi che sarà una serata speciale, dove la musica ci accompagnerà in un’atmosfera di pura magia e condivisione”, ha dichiarato Settimo Nizzi, Sindaco di Olbia .

Non è la prima volta che il polo ospedaliero si distingue per l’attenzione verso attività culturali, considerate essenziali nel percorso di cura integrato che il MOH punta a offrire ai suoi pazienti. Dalle partnership con le scuole e le istituzioni musicali locali, alla presentazione di opere d’arte e mostre fotografiche, sono molte le iniziative esplorate negli anni dall’ospedale.

“Curare i nostri pazienti, per noi, non significa solamente fornire loro un’assistenza medica d’eccellenza, bensì supportare il loro benessere a 360 gradi. L’arte e la cultura sono, in questo senso, tasselli essenziali – non soltanto per i degenti, ma anche per le loro famiglie e per il nostro personale sanitario, sempre in prima linea e coinvolto nella vita del nostro ospedale,” ha commentato l’Amministratore Delegato del MOH, il Dr. Marcello Giannico. “Siamo felici che, con il costante supporto del Sindaco Settimo Nizzi e del Comune di Olbia, il nostro percorso di integrazione con il territorio sia sempre più profondo. Proseguiamo su questa strada, con l’obiettivo di continuare a essere, sempre più, un punto di riferimento per il territorio e l’intera Regione.”

Il concerto “Melodie al Tramonto” sarà incentrato sul progetto musicale 432HZ Jyotishmati del duo composto da Frassi e Giorgioni. Il duo artistico propone un particolare tipo di armonizzazione realizzata con strumenti accordati alla frequenza di 432hz che, secondo diversi studi accreditati, agisce sul corpo e partecipa al processo di guarigione, determinando diversi benefici. Quest’attenzione al rapporto tra musica e benessere è in parte frutto del percorso degli artisti: Frassi, musicista professionista diplomata al conservatorio di Cremona, è laureata in psicologia clinica, mentre Giorgioni si è diplomato in arrangiamento e orchestrazione al conservatorio di Bologna ed è allievo di Bacalov presso l’accademia musicale chigiana di Siena.

Il concerto avrà luogo il 21 giugno 2025, alle 19.30, presso il Mater Olbia Hospital. È aperto al pubblico.




Un evento straordinario a Olbia: Vasco Rossi live nel 2026!
11 giugno 2025

11 giugno 2025 – Il Comune di Olbia, la Lebonski360 di Salmo, 360events e Magma Events presentano Vasco live a Olbia 2026, evento prodotto da Live Nations.

È proprio così, Vasco Rossi torna finalmente in Sardegna dopo sei anni e sarà proprio la città gallurese ad accogliere all’Olbia Arena, location da decine di migliaia di persone, uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi per un concerto che si preannuncia epico e indimenticabile. Il 12 e 13 giugno 2026 la città sarà il palcoscenico di uno spettacolo straordinario che farà vibrare il cielo di Olbia e illuminerà la Sardegna con pura magia musicale. 

«Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato! – commenta il sindaco Settimo Nizzi -.Accogliere Vasco ad Olbia è per noi un sogno che si realizza. Siamo orgogliosi di ospitare questa icona della musica italiana che ha fatto sognare generazioni con i suoi brani, la sua spregiudicatezza, la sua poesia e il suo talento impareggiabile. Il concerto rappresenta un momento di grande prestigio per la nostra città che si conferma location ideale per eventi di questa caratura e offrirà al pubblico un’esplosione di emozioni che lascerà tutti senza fiato. L’entusiasmo è alle stelle e non vediamo l’ora di vivere queste due notti magiche». 

Sono cinque le città del tour di Vasco nel 2026: le uniche date in Sardegna sono quelle di Olbia, per uno show che promette emozioni impareggiabili, energia e pura eccellenza artistica. Due serate che resteranno nella storia, un evento imperdibile per tutti i fans di Vasco e gli amanti della grande musica.

Tutti pronti, quindi, per il super spettacolo che travolgerà l’estate olbiese del 2026 e che porterà la Sardegna al centro della scena musicale italiana e non solo.




Mater Olbia Hospital, al via il nuovo centro chirurgia bariatrica

Dal 29 maggio, un team multidisciplinare guidato dalla Dott.ssa Berta e dal Prof. Verbo offrirà un percorso completo contro l’obesità. Sarà il solo centro attivo del nord Sardegna

Olbia, 27 maggio 2025 – Il Mater Olbia Hospital (MOH) annuncia la riattivazione del servizio di chirurgia bariatrica, istituito per far fronte sul territorio alla crescente domanda di cura di una patologia in costante aumento nella popolazione. A guidare il team multidisciplinare la Dott.ssa Rossana Berta, già responsabile della chirurgia bariatrica del Gruppo San Donato a Milano, insieme al Prof. Alessandro Verbo, Primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale del Mater Olbia Hospital; parte dell’équipe anche il Dr. Mattia Bez, formatosi in chirurgia Bariatrica presso l’Università di Bruxelles, ULB. Il team di lavoro, composto da chirurghi, nutrizionisti, psicologi, cardiologi, internisti, anestesisti, infermieri specializzati ed eventuali ulteriori specialisti in base alla singola storia clinica, permette di offrire una valutazione che consenta di individuare il tipo di procedura più adatta in ogni singolo caso. L’intervento chirurgico è infatti un passo importante di un percorso che richiede modifiche allo stile di vita a lungo termine.

“La riapertura del reparto è un passo importante per combattere una malattia in costante crescita. La chirurgia bariatrica si conferma, anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, come un’opzione più efficace a lungo termine rispetto ai farmaci per il controllo del peso, con vantaggi sia clinici che economici,” ha dichiarato il Prof. Verbo.

“La chirurgia bariatrica prevede un insieme di interventi fondamentali per i pazienti affetti da obesità patologica, sia per eliminare l’eccesso di adipe, sia per prevenire o curare le patologie associate all’obesità,” commenta la Dott.ssa Berta. “Questo tipo di intervento procura in media un calo ponderale del 70% dei chili in eccesso, ma la perdita di peso può variare in relazione all’età, alla statura, al genere e alla storia clinica del paziente.”

Il servizio ripartirà ufficialmente con il primo intervento il 29 maggio 2025, con l’obiettivo di eseguire inizialmente 100 interventi l’anno, con un incremento graduale fino a 200.

Il Mater Olbia Hospital sarà così l’unico centro di chirurgia bariatrica attivo nel Nord Sardegna, affiancandosi a quello già presente a Cagliari.

“Un risultato importante che permetterà di ridurre sensibilmente la mobilità passiva dei pazienti sardi, costretti finora a rivolgersi a strutture fuori regione. La riapertura di questo reparto si inserisce nella mission del MOH volta a un supporto fattivo del territorio anche attraverso la cura di patologie complesse, al momento non sufficientemente coperte da altre strutture sanitarie in Sardegna,” ha commentato Dr. Marcello Giannico, Amministratore Delegato del MOH. Il servizio sarà accessibile sia tramite il Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato.




Olbia, Pudda e Arca incontrano gli studenti del Deffenu

Due campioni per promuovere i valori dello sport e dell’inclusione

OLBIA. Due campioni per promuovere a scuola i valori dello sport e dell’inclusione. Stefano Pudda, navigatore di rally con una carriera internazionale e Luca Arca, atleta paralimpico di tennis in carrozzina e rappresentante italiano alle Paralimpiadi, nei giorni scorsi sono stati ospiti di uno speciale incontro all’Auditorium dell’Istituto Tecnico Attilio Deffenu di Olbia, dedicato a “Sport-Abilità: quando la passione abbatte ogni barriera”.

Attraverso le loro appassionanti testimonianze di sfide e successi, hanno trasmesso agli studenti l’importanza della determinazione, del superamento dei limiti e della valorizzazione delle peculiarità individuali.

L’evento, reso possibile grazie all’iniziativa dei docenti Nicola Antonio Piras e Gloria Turtas, ha rappresentato per la comunità scolastica un’importante opportunità di crescita e una concreta illustrazione dell’impatto positivo dell’inclusione.

La sessione mattutina è stata inaugurata dagli interventi del dirigente scolastico Stefano Stacca e della responsabile del dipartimento Sostegno, Silvia Pedoni, che hanno evidenziato l’importanza di creare contesti di confronto e di ascolto capaci di ispirare i giovani e permettergli di toccare con mano esperienze all’uguaglianza e alla resilienza.

Stefano Pudda, di Padru, nonostante una disabilità fisica che lo accompagna dalla nascita, ha dimostrato sempre grande determinazione e passione per il motor-sport. Ha iniziato la sua carriera come navigatore nei rally, partecipando a numerose competizioni sia a livello regionale che nazionale. Nel 2020 ha celebrato le sue prime quaranta gare in carriera durante il Rally Italia Sardegna, evento valido per il Campionato del Mondo Rally (WRC), affiancando il pilota Pablo Biolghini su una Skoda Fabia R5. Nel 2023 ha preso parte alla GR Yaris Rally Cup, una competizione monomarca organizzata da Toyota, iniziando la stagione con il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio.

Luca Arca è di Ozieri, ha iniziato a praticare il tennis in carrozzina all’età di vent’anni, dopo un incidente avvenuto nel 2008. Nel 2015 ha esordito ufficialmente in competizioni internazionali, e oggi è tesserato con il Tennis Club Terranova di Olbia. Nel 2024 ha rappresentato l’Italia ai Giochi Paralimpici di Parigi, partecipando al torneo di Singolare maschile nel tennis in carrozzina.

I due hanno avuto un confronto a tu per tu con diversi ragazzi appassionati di Rally, tra i quali il giovane Matteo Mureddu, al quale Pudda hanno fatto omaggio di un trofeo in ricordo della giornata. Le loro esperienze sono state ulteriormente approfondite in una puntata del podcast scolastico “Via Vicenza 63”, disponibile sulle piattaforme social, attraverso le interviste curate dagli studenti Dario Deiana e Andrea Tala, sotto la supervisione dei docenti Antonio Menconi, Ciriaco Canu e Valeria Motzo.




Olbia, il Festival Contrasti prende il via con una grande performance di Andrea Lucchi

Tre giornate di masterclass e concerto finale nella chiesa di Nostra Signora de La Salette per la prima tromba solista dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia

OLBIA. Con la masterclass di tromba di Andrea Lucchi nella Chiesa Nostra Signora de La Salette, a Olbia si è aperto ufficialmente il Festival Internazionale Contrasti. Una manifestazione che nel corso dell’anno si protrarrà con numerosi appuntamenti in luoghi suggestivi della Gallura e del Sassarese dedicati alla musica classica e al jazz.

Il maestro Lucchi, prima tromba solista dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, è stato protagonista di tre giornate seminariali molto intense e seguite soprattutto dai giovani, concludendo questo importante appuntamento sardo con un concerto per ensemble di trombe che ha coinvolto una quindicina di esecutori provenienti da tutta l’isola e in parte da varie regioni d’Italia.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla direttrice artistica Laura Cocco: «Siamo molto felici che il festival sia partito con un’attenzione rivolta alla didattica per i giovani, perché uno degli aspetti principali della manifestazione vuol essere l’attenzione alle nuove generazioni di musicisti. I ragazzi erano entusiasti, c’è stata da subito un’ottima intesa e la possibilità di scoprire segreti e singolarità dell’utilizzo professionale di uno strumento per nulla scontato».

Andrea Lucchi incarna l’eccellenza nel panorama musicale internazionale, una figura di spicco la cui carriera testimonia un talento straordinario e una dedizione assoluta alla musica. Il suo ruolo come prima tromba solista in una delle istituzioni musicali più prestigiose d’Italia, e nel mondo, lo colloca al vertice della gerarchia orchestrale, confermando la sua maestria tecnica e la sua profonda musicalità.

Diplomato al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, Lucchi ha completato i suoi studi distinguendosi alla Hochschule für Musik di Detmold in Germania, e nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con alcune tra le più importanti orchestre sinfoniche nazionali ed internazionali, tra cui l’Orchestra Sinfonica della RAI, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Maggio Musica le Fiorentino, la NDR Sinfonieorchester di Amburgo, l’Orchestra della SWR di Freiburg e l’Orchestra Sinfonica del Concertgebow di Amsterdam. Docente di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente diretto dai nomi più importanti della musica classica.

A Olbia il maestro ha approfondito gli accorgimenti tecnico esecutivi della tromba con un’attenzione alla musica d’insieme e agli aspetti solistici. Sono stati eseguiti brani che vanno dal repertorio barocco sino al cinema contemporaneo. Tra i partecipanti alla masterclass ragazzi di ogni età, a partire dalle scuole medie fino al perfezionamento post conservatorio e ai professionisti.

Il maestro tornerà in Gallura per un secondo appuntamento con il Festival internazionale Contrasti tra fine giugno e i primi di luglio, quando presenterà un’altra masterclass e un concerto solistico.

Il focus su comuni come Olbia, dove la programmazione artistica è spesso limitata rispetto alle grandi città, è uno degli obiettivi del progetto per ridurre il divario di opportunità culturali tra aree centrali e periferiche della Sardegna, contribuendo a un’equilibrata ridistribuzione sul territorio. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Contrapunctum in collaborazione con l’Associazione Ars Aurelia di Sassari e il contributo della Fondazione di Sardegna.