Cruciani: «Vannacci è abile, parla di sicurezza e può già valere oltre il 10 per cento»
All’Hotel delle Rose, nell’incontro moderato dai giornalisti Fulvio Giuliani e Gigio D’Ambrosio, il conduttore de La Zanzara analizza il consenso attorno al generale: «Si è inserito dove il centrodestra non ha mantenuto le promesse».
Giuseppe Cruciani smentisce di essere uno degli ideologi di Roberto Vannacci e chiarisce di non condividerne necessariamente tutte le posizioni. Gli riconosce però una capacità precisa: aver intercettato uno spazio politico rimasto scoperto nel centrodestra.
Il conduttore de La Zanzara ne ha parlato durante il quinto appuntamento di Autori in Costa 2026, ospitato all’Hotel delle Rose. L’occasione era la presentazione di Libertà, il libro costruito come un alfabeto di parole, idee e provocazioni. A moderare l’incontro, i giornalisti Fulvio Giuliani e Gigio D’Ambrosio.
Tra i temi affrontati, quasi inevitabilmente, anche quello del generale ed europarlamentare, diventato negli ultimi anni uno dei personaggi più divisivi della politica italiana.
Il punto di partenza è stato il riferimento al “patriarcato mediterraneo”, espressione utilizzata da Vannacci. Cruciani ha ammesso di non averne compreso fino in fondo il significato. «Non l’ho capito nemmeno io», ha detto, leggendo però quella formula come una provocazione politica: una risposta alle campagne contro il patriarcato e un richiamo ai valori della famiglia tradizionale.
Secondo Cruciani, tuttavia, non è questo il terreno principale sul quale Vannacci sta costruendo consenso. Il fenomeno sarebbe più ampio e nascerebbe dalla distanza fra quanto il centrodestra ha promesso ai suoi elettori e quanto è riuscito a realizzare una volta arrivato al governo.
«Il fenomeno Vannacci ha a che fare col fatto che il centrodestra, in alcuni casi, non ha fatto quello che aveva promesso di fare. Come tutti quelli che vanno al governo», ha osservato. «Lui è stato bravo a inserirsi e gioca sull’immigrazione e sulla sicurezza».
È qui, per Cruciani, che il generale riesce a parlare a una parte dell’elettorato: persone che chiedono meno mediazioni e risposte più visibili su ordine pubblico, controllo del territorio e immigrazione irregolare.
Nel suo ragionamento, le stazioni ferroviarie diventano il simbolo dello stato di salute delle città italiane. «Le stazioni sono la cartina di tornasole di come funzionano le cose», ha affermato. Non basta mostrare militari o mezzi dell’Esercito davanti agli ingressi: chi delinque, secondo lui, può semplicemente spostarsi qualche metro più in là.
La sicurezza dovrebbe invece essere costruita nelle strade attorno alle stazioni, con illuminazione, telecamere, presìdi e controlli costanti. «Devono diventare uno specchio», ha detto.
Una visione che, a suo giudizio, Vannacci è riuscito a tradurre in un linguaggio diretto. «Promette di fare delle cose. E siccome è un militare, dà l’idea di essere efficiente, o di poter essere efficiente».
Cruciani ha quindi respinto con decisione l’etichetta di possibile ideologo del generale, nata negli anni per la loro frequentazione pubblica e per alcune presentazioni dei libri di Vannacci. «Quando mi dicono che sono l’ideologo di qualcuno mi incazzo come una biscia», ha spiegato. «Non riesco neppure a essere l’ideologo di me stesso, in alcuni casi».
Resta il riconoscimento della capacità dialettica del generale. «È uno molto abile», ha detto Cruciani, ricordando di averlo intervistato recentemente. Ed è proprio questa capacità, secondo il conduttore, a creare un problema al centrodestra tradizionale: Vannacci avanza sullo stesso terreno degli altri partiti dell’area e ne intercetta una parte dell’elettorato.
Poi la previsione, formulata davanti al pubblico di Autori in Costa: «Secondo me prende già oltre il 10 per cento».
Non un sondaggio, ma una valutazione personale. Per Cruciani, Vannacci non è una semplice parentesi polemica: è il prodotto di un vuoto politico legato a immigrazione, sicurezza e richiesta di decisioni rapide. E finché quel vuoto resterà aperto, il generale continuerà a trovare spazio.
Oltre le spiagge della Gallura: la scommessa vinta di Aggius e del Silent Sardinia Festival per rilanciare i paesi dell’interno
Teatro gestuale, riciclo e Silent Disco conquistano il “borgo”: l’offerta turistica alternativa dimostra che l’entroterra sardo ha il potere di attrarre e stupire
AGGIUS – Se il modello turistico tradizionale continua a spingere verso la costa, la Gallura interna risponde rivendicando uno spazio d’eccellenza. È questo il messaggio chiaro emerso dalla tappa di Aggius del Silent Sardinia Festival, andata in scena (il 4 agosto) tra le vie di un affollato centro storico.
Inserita nel calendario dei “Martedì nel borgo” promossi dalla Proloco di Aggius, la serata ha registrato un’affluenza importante, confermando la riuscita dell’alleanza tra tutela del territorio, innovazione artistica e intrattenimento sostenibile.
Bambini e adulti si sono immersi nel pieno divertimento pedagogico di “Micro”, il teatro gestuale di Susi Danesin. Senza fare ricorso alla parola, la performance ha ribaltato il punto di vista dell’osservatore guidandolo dentro il microcosmo degli insetti. Attrice, mimo e autrice di straordinaria competenza, Danesin ha interpretato ora la parte di una mosca, ora un’ape, poi la coccinella, il bruco che diventa magicamente bozzolo e quindi farfalla, coinvolgendo grandi e piccoli tra sorrisi e applausi. L’isolamento acustico garantito dalle cuffie wireless ha permesso agli spettatori di percepire ogni sfumatura dei suoni, nel totale silenzio esterno.
L’avvio di serata ha messo al centro le famiglie e il tema dell’educazione ecologica. Nel laboratorio di manualità incentrato sul riciclo dei tessuti, genitori e figli sono stati guidati da Julie Messina e Sonia Marianni nella ricostruzione fantasiosa delle forme della natura, trasformando la materia di scarto in magnifici insetti con cui giocare. Un’occasione imperdibile di apprendimento condiviso.
Aggius ha chiuso il centro al traffico, trasformando le sue strade in un palcoscenico a cielo aperto privo di effetto acustico, nell’ormai celebre formula “a impatto zero”. Dalle 21.30 il richiamo della Silent Disco ha acceso la notte con i consueti bagliori cromatici delle cuffie luminose. Ancora impatto zero per tre frequenze audio che hanno fatto ballare persone di ogni età, in una festa collettiva nel totale rispetto per la quiete del paese.
L’iniziativa ha mostrato sul campo come la proposta culturale possa trasformarsi in un formidabile vettore di attrazione verso l’entroterra, capace di convincere a scoprire una Sardegna autentica, viva e propositiva.
Il prossimo appuntamento con il Silent Sardinia Festival è per il 6 agosto, alle 21.30 in Piazza della libertà a Santa Teresa di Gallura, con la prima nazionale lo spettacolo “BU!” di Susi Danesin, un viaggio poetico inserito nel ciclo Silent Tales – Fiabe Ecologiche, di Susi Danesin, Gaetano Ruocco Guadagno & Marco Gnaccolini, che cerca di indagare la paura del buio. L’evento andrà in replica l’8 agosto sempre a Santa Teresa.
Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.
Il Ritorno del Principe. Una Promessa Lunga oltre Sessant’anni.
di Fausto Farinelli, editore e direttore editoriale.
Arrivo, come sempre, in anticipo di un’ora. Le diciotto segnano il momento esatto in cui la stampa e gli ospiti iniziano ad accreditarsi per questa giornata che si preannuncia storica, una di quelle destinate a rimanere scolpite nella memoria di questa costa. Faccio la mia solita tappa nel Sottopiazza, il cuore pulsante e di pietra di Porto Cervo. Anche oggi, come ogni volta che vengo qui, osservo il rito intatto della meraviglia: ci sono persone che scattano innumerevoli fotografie, ragazze con i piedi accarezzati dall’acqua che si fanno i selfie, incorniciate dallo sfondo del ponticello di legno, della piazza e dalle luci del nuovo ristorante Langosteria. Porto Cervo affascina, resiste al tempo in modo immutabile. Ogni volta che ci torno, rimango catturato da quell’effetto “wow” che non smette mai di sorprendermi. È il palcoscenico perfetto per rievocare il sogno di un principe, e oggi, per celebrarne il grande ritorno.
Prima che le massime autorità religiose, civili e militari prendano posto, mi immergo nelle voci e nei ricordi di chi questa storia l’ha vissuta e continua a custodirla. Incontro Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. Gli chiedo subito se l’omaggio di oggi sia più un dovere istituzionale o morale. La sua risposta non ammette repliche: «È un dovere morale, un dovere etico» mi dice con fermezza. «La storia insegna che quest’uomo ha creato le condizioni perché oggi noi siamo un’isola del mito, un territorio conosciuto nel mondo. Ha inventato un modello turistico come pioniere, ha creduto nell’ambiente, nella sostenibilità, nella cultura». Nelle parole di Persico emerge il ritratto di un visionario che capì come questo lembo d’Europa periferico avesse tutte le premesse per diventare un’eccellenza italiana nel mondo. Poi, il Presidente mi confida un aneddoto intimo e toccante: «Più volte gli ho chiesto: “Altezza, mi dica qual è per lei il momento più importante?”. E lui mi ha detto: “Il momento più importante l’ho avuto quando ho scoperto quest’isola”. E ho capito dopo negli anni che l’amava sempre, non ha mai smesso di amarla». E sulla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, sottolinea: «Ci sentiamo tutti appartenenti a un modello turistico che ha reso la Sardegna famosa nel mondo».
Subito dopo incrocio le memorie intime della famiglia, frammenti preziosi che svelano l’uomo dietro il mito. Risuonano le parole cariche di affetto fraterno del Principe Amin Aga Khan. Quando gli viene chiesto un ricordo di Karim, la sua voce tradisce un’intimità profonda, di una vita vissuta fianco a fianco: «Eravamo quasi gemelli» racconta. «Lui aveva nove mesi, meno un giorno, più di me… io sono nato a settembre». Il ricordo si fa poi delicato, sfiorando gli ultimi momenti di vita del fondatore e la malattia: «L’ha accettata con filosofia? Sì… non se n’è reso conto, penso. Per fortuna dormiva. È passato così, in silenzio. Non ha sofferto». E quando gli si domanda del lascito di suo fratello per quest’isola, Amin non ha esitazioni: «Cosa ha fatto per la Sardegna? Molto, molto, molto. La Costa Smeralda è stata la sua creazione… In questa parte della Sardegna, sì, è stato lui il padre del turismo».
Infine, è Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan V, figlio del compianto Principe Karim, a condividere i suoi ricordi durante un colloquio con i giornalisti a margine dell’evento. Le sue parole ci riportano ai primi anni di fatica, quando l’infrastruttura era ancora solo un cantiere in divenire. «Ricordo quando ero molto piccolo… dragavano la marina e non capendo questa immensa infrastruttura, ricordo l’odore del dragaggio e papà che lavorava» racconta ai cronisti. «Ricordo anche che andava a spegnere gli incendi di persona, e tornava tutto nero di cenere». È il ritratto sorprendente di un fondatore che si sporcava le mani, che ha amato questa terra vivendola visceralmente per un quarto della sua vita.
L’evento ufficiale è scandito dalla maestria della violinista Anna Tifu, le cui note tratte dalle opere di Bach, Ysaÿe, Massenet e Ravel si fondono con il suono del mare, elevando la solennità del momento.
Poi, il silenzio scende sulla piazza. L’ufficialità si mescola al profondo sentimento di comunità quando il padrone di casa, il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, prende la parola. Il suo è il riconoscimento di un patto lungo oltre mezzo secolo:
«Buonasera a tutti. Sua altezza Principe Rahim Aga Khan, benvenuto. Grazie per essere qui con noi in questo speciale momento per celebrare la figura di suo padre, una figura che ha voluto creare tutta questa bellezza. Presidente Alessandra Todde, grazie per aver condiviso con noi questo momento, è importante avere la presenza della Regione… Principe Amin Aga Khan, benvenuto, è un piacere vederla qui ad Arzachena, a Porto Cervo. Principe Irfan, Sinan Aga Khan, benvenuti… Sua Eccellenza il Prefetto, Fauci, benvenuta, signor Questore, tutte le autorità civili, militari, religiose, benvenuti. Cari concittadini di Arzachena, tanti ospiti che oggi sono qui presenti per condividere con noi questo momento.
È con profondo sentimento di orgoglio istituzionale che prendo la parola qui a Porto Cervo per celebrare un mito, per celebrare un momento che va a rinverdire un rapporto storico che la famiglia Aga Khan ha garantito nel corso di questi 60 anni con la nostra terra. È un patto di reciproco rispetto, di collaborazione, che ci porta a guardare avanti, a far sì che questa terra possa scrivere altre pagine assieme. È un piacere oltre che un onore ricordare quello che sua altezza il principe Karim Aga Khan ha fatto per noi.
60 anni fa, sua altezza Karim Aga Khan venne qui, ventenne, e con una filosofia straordinaria ha cambiato le sorti di questa destinazione. Momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, dove si sarebbe potuto fare qualsiasi tipo di intervento, e invece ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca. Un’esperienza che è tuttora viva e la Costa Smeralda proprio in questi anni suggella un momento senza tempo. È bellissimo vedere le persone che continuano a venire nella nostra destinazione, tantissimi brand, l’internazionalità che questa terra continua a garantire.
Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone sono stati il prisma, il mantra che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Il nostro cittadino onorario nel 1965 ha fatto sì che questa terra potesse avere una nuova vita, un nuovo sviluppo, nei valori profondi e una straordinaria rivoluzione sociale, culturale, occupazionale che tuttora vive ancora nella nostra, nella nostra realtà.
Quindi è con profondo orgoglio che oggi celebriamo due momenti. Il primo è l’intitolazione di questa piazza, dove tutto è nato, e il secondo è una celebrazione che va proprio oltre, con una, diciamo, un sogno di immortalità. Una scultura, una scultura dedicata a sua altezza Karim Aga Khan, una scultura che vuole ricordare l’uomo, una cultura, una scultura che dialoga col territorio, non imposta nel territorio, così come era quella la filosofia del nostro Karim Aga Khan. Tra poco la sveleremo ed è emozionante, soprattutto perché il Principe Karim Aga Khan ha ovviamente una storia che parla da sé, però è altrettanto importante che le nuove generazioni sappiano chi è stato Karim Aga Khan, cosa ha fatto per la nostra terra e quelle che sono le opportunità che ci ha garantito, ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere, crescere all’interno delle, dell’isola, all’interno della nostra Sardegna senza dover emigrare e senza dover andare altrove per cercare una speranza, un futuro. Futuro ce l’ha garantito la sua lungimiranza, la sua sensibilità e oggi vogliamo celebrare questo momento con un dialogo che sia infinito col nostro territorio, con la nostra gente. E sono sicuro che assieme, andremo a scrivere ancora tante pagine di questa meravigliosa storia. Grazie».
L’eco delle parole del Sindaco traccia un confine invisibile tra il passato e l’avvenire. È la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a raccogliere idealmente questo testimone, innalzando la figura del Principe da artefice locale a pilastro della moderna Sardegna:
«Buonasera a tutte e tutti. Desidero intanto ringraziare il Comune di Arzachena e il Sindaco Roberto Ragnedda per l’invito a questa giornata così importante. Saluto il qui presente Principe Rahim Aga Khan, quinto, e la rappresentanza della famiglia del Principe, la sua famiglia. E per me è un grande onore essere qua con autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini di Arzachena e tutti coloro che hanno voluto prendere parte a un momento così significativo per il nostro territorio.
Oggi inauguriamo una piazza, una scultura, ma soprattutto affidiamo a una memoria collettiva un nome, una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea. Intitolare questa piazza a sua altezza il principe Karim Aga Khan IV significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro, quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza.
La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio, l’ha fatto con un progetto che fin dalle sue origini ha cercato un equilibrio tra lo sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo, e che ha contribuito a costruire un’immagine internazionale della Sardegna fondata sull’eccellenza, sull’accoglienza e sull’unicità del suo ambiente.
Sarebbe riduttivo però ricordare il principe Aga Khan solo come l’artefice di un grande progetto turistico. Il lascito è anche cultura d’impresa, capacità di innovazione, investimenti, occupazione e una fiducia sulle potenzialità della nostra isola. È un’eredità che ha coinvolto generazioni intere di lavoratrici e lavoratori, imprenditrici, imprenditori, professionisti, giovani, che hanno trovato nuove opportunità grazie a questa visione. La Sardegna oggi ha il compito di continuare ad essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano, la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l’anno.
Questa piazza quindi rappresenta molto più che un omaggio, è un luogo che invita tutti noi a ricordare come le grandi opere nascano sempre dalla capacità di immaginare, di costruire relazioni e di investire nel lungo periodo. Anche la scultura che oggi inauguriamo assume questo significato, non soltanto un’opera d’arte, ma un simbolo permanente di riconoscenza e memoria, affinché le generazioni future possano conoscere la figura del principe Karim Aga Khan e comprendere il contributo che ha dato alla storia della Sardegna.
Come Presidente della Regione Autonoma della Sardegna considero questo momento un’occasione per riaffermare un principio fondamentale, il futuro della nostra isola si costruisce attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e società civile. Che questa piazza diventi ogni giorno un luogo di incontro, di bellezza, di memoria, un luogo capace di raccontare alle generazioni che verranno, che la visione quando è accompagnata dal rispetto per il territorio e le persone può veramente cambiare la storia. Grazie».
Ma il momento che squarcia l’ufficialità, toccando il cuore di ogni presente, arriva con l’intervento sul palco del figlio, Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan. Lo ascolto incantato, mentre le sue parole delineano con commovente precisione la vera anima di questa impresa. Ne catturo ogni sfumatura, traducendola dall’inglese, perché resti impressa nella nostra narrazione collettiva:
«Buonasera. È un grande onore per me e per la mia famiglia essere qui oggi in un luogo così profondamente legato alla vita, al lavoro e al cuore di mio padre. È un onore. E per me un piacere grandissimo di vedere qui alcuni amici da tanti anni che conosco da tanti anni che hanno visto cosa è per me la Sardegna, per me personalmente. E continuo in inglese perché il mio italiano è un po’ arrugginito.
Una piazza è un luogo di incontro, è un luogo di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio inserisce il suo ricordo all’interno di Porto Cervo, tra la gente, l’architettura, il paesaggio e il mare che ha amato così profondamente. La mia famiglia ed io siamo profondamente grati per questo commovente tributo.
Molte persone hanno definito mio padre un visionario, e a ragione. Qui, su questa costa, quella visione ha trovato una delle sue espressioni più distintive e durature, non solo in ciò che è stato costruito, ma nello spirito con cui è stato realizzato. Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, scorse un paesaggio di rocce granitiche, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Da lì nacque una convinzione che plasmò gran parte di ciò che seguì: lavorare assecondando il carattere di questo luogo e proteggere le qualità che lo rendevano unico.
La Costa Smeralda divenne uno dei progetti a cui si dedicò con maggiore passione. Vi si dedicò parallelamente alle sue responsabilità di Imam, e questo gli permise di unire molte delle cose a cui teneva profondamente: l’architettura, l’artigianato, il paesaggio, la bellezza e lo sviluppo a lungo termine. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli erano fondamentali; gli edifici dovevano appartenere al loro ambiente. Bellezza e sobrietà potevano, e dovevano, convivere. È per questo che la Costa Smeralda è stata riconosciuta non solo per ciò che ha creato, ma per ciò che ha preservato e per cui la sua eredità conta ancora oggi.
Ma per la mia famiglia questo luogo è anche profondamente personale. Mio padre amava la Sardegna, la sua gente, la sua terra, le sue montagne e le sue acque. I miei fratelli ed io abbiamo trascorso qui le estati della nostra infanzia. Oggi anche i miei nipoti e i miei stessi figli hanno conosciuto Porto Cervo e l’hanno amata. Il nostro legame con la Sardegna è ora portato avanti da una terza generazione.
Questa scultura non dominerà la piazza, ma vi si siede all’interno, informale, umana e in dialogo con il luogo. In questa sobrietà e umanità risulta fedele a Porto Cervo e al rispetto che ha guidato il lavoro di mio padre qui.
A nome della mia famiglia esprimo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Presidente Alessandra Todde e alla Regione Sardegna, al Sindaco Roberto Ragnedda e al Comune di Arzachena, agli artisti, e alla gente di Porto Cervo e della Sardegna che ha custodito il ricordo di mio padre con tanto calore. Sarebbe stato profondamente commosso da questo omaggio da parte di Arzachena e della Sardegna. So che avrebbe anche voluto che questo momento riguardasse il futuro, prendendosi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo omaggio. Grazie a tutti voi e grazie alla Sardegna».
Il sole si abbassa dolcemente, colorando la pietra granitica. È il momento. La scultura commemorativa in bronzo viene svelata. Un’opera concepita in modo discreto, realizzata dalla Fonderia Artistica Versiliese con la perizia degli artisti Valentina Lucarini Orejón e Maicol Borghetti, sotto la direzione artistica del museologo Roberto Concas, all’interno di un progetto sviluppato dalla startup ACAI. Proprio come aveva sussurrato il figlio pochi istanti prima, l’opera d’arte appare in tutto il suo potente simbolismo: un Principe seduto sul bordo della piazzetta, che con il braccio teso indica il mare. Adesso, anche fisicamente, il Principe Karim Aga Khan ha fatto ritorno nella sua amata Porto Cervo.
E mentre la folla applaude, il Sindaco Ragnedda prende di nuovo la parola per annunciare che l’amministrazione avvierà l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Altezza il Principe Rahim, rinnovando così un legame che si affaccia al futuro. Stringo il mio taccuino. Questa incredibile invenzione urbanistica e umana, nata dall’amore di un visionario, ha appena aggiunto il suo capitolo più emozionante. E la storia, ne sono certo, è ancora tutta da scrivere.
Oltre l’Estate: La Nuova Visione che Sta Trasformando il Nord Sardegna (e perché riguarda tutti noi)
Per decenni, la Sardegna è stata vittima di un paradosso non solo geografico, ma psicologico: un’isola con potenzialità infinite percepita come una meta “a tempo determinato”. Nell’immaginario collettivo, e purtroppo spesso anche nelle strategie politiche, la regione ha vissuto in funzione del turismo balneare, scivolando in un letargo economico e sociale non appena i termometri scendevano sotto i venticinque gradi.
Oggi, questa visione limitante viene sfidata da un cambiamento strutturale che parte dal Nord dell’isola. Il nuovo protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Alghero, la Camera di Commercio di Sassari, Confcommercio Nord Sardegna e Sogea (la società di gestione dell’aeroporto di Alghero) non è l’ennesimo annuncio burocratico. È il segnale di uno slancio inedito verso la creazione di una vera Area Vasta, un sistema integrato che punta a trasformare la Sardegna in una destinazione viva 365 giorni l’anno. Non si tratta solo di marketing, ma di un metodo di lavoro che sposta l’asse dalla semplice accoglienza alla gestione scientifica del territorio.
Il sistema “a due piste”: la fine dei campanilismi aeroportuali
Il primo, grande tabù a cadere è quello della rivalità tra gli scali del Nord. Per anni, la dialettica tra Alghero e Olbia ha frammentato le risorse e indebolito la capacità contrattuale del territorio. La nuova visione, propugnata con forza da Stefano Visconti (Presidente della Camera di Commercio) e Silvio Pippo Bello (AD di Sogea), rovescia completamente questa prospettiva.
L’aeroporto del Nord Sardegna viene oggi pensato come un unico organismo dotato di “due piste”: una a Olbia e una ad Alghero. Non più concorrenti, ma componenti complementari di un’unica strategia di accesso all’isola. Questa sinergia è il pilastro su cui poggia l’intero sistema dei trasporti regionale.
“Lo facciamo insieme all’aeroporto di Olbia perché la sinergia fra i due aeroporti è fondamentale e l’abbiamo visto: in questi ultimi due anni siamo riusciti a incrementare significativamente il traffico passeggeri. Quest’anno dovremmo arrivare ai 2 milioni di passeggeri o arrivarci molto vicino.” — Silvio Pippo Bello, AD Sogea
Colonizzare l’inverno: oltre la dittatura del turismo balneare
L’obiettivo strategico dichiarato è quello di “colonizzare” le stagioni inusuali. Non si parla più di prolungare l’estate di qualche settimana, ma di aggredire i mesi di autunno, inverno e l’inizio di marzo. È una sfida all’immaginario collettivo che vuole la Sardegna deserta e inaccessibile fuori dal periodo balneare.
La destagionalizzazione diventa così un piano d’azione concreto con benefici che vanno oltre il PIL turistico:
Diritto alla mobilità: Incrementare i voli in bassa stagione significa garantire ai residenti sardi la possibilità di viaggiare e connettersi con l’Europa tutto l’anno a costi sostenibili.
Attrazione esperienziale: Valorizzare l’enorme patrimonio culturale, ambientale ed enogastronomico che non dipende dal clima estivo.
Stabilità economica: Trasformare un’economia di picchi e valli in un flusso costante e prevedibile.
Il capitale umano: perché la stabilità contrattuale è un fattore di competitività
Uno dei punti più qualificanti del protocollo riguarda il legame inscindibile tra durata della stagione e qualità del lavoro. Come sottolineato da Stefano Visconti, la brevità del periodo turistico attuale impone l’uso massiccio di contratti stagionali. Questa precarietà non è solo un problema sociale, ma un limite industriale: indebolisce le professionalità.
In un mercato globale dove l’eccellenza del servizio fa la differenza, l’impossibilità di offrire contratti stabili spinge i migliori talenti a lasciare l’isola. Allungare la stagione significa poter offrire contratti più lunghi, trattenere le competenze e, di conseguenza, alzare il livello qualitativo dell’offerta territoriale. Senza capitale umano stabile, non può esserci sviluppo turistico di alto livello.
Il “War Chest” finanziario: un volano da milioni di euro
A differenza di molti patti d’intenti che restano sulla carta, questo accordo è sostenuto da un impegno economico preciso e coordinato. La Camera di Commercio di Sassari ha deliberato un fondo triennale modulato (400.000 euro per il primo anno, 300.000 per il secondo e 200.000 per il terzo per ogni scalo).
Tuttavia, la vera forza finanziaria risiede nell’effetto moltiplicatore: gli aeroporti si sono impegnati a co-finanziare l’iniziativa con un valore analogo, raddoppiando di fatto l’impatto dei fondi camerali. A queste risorse si sommeranno i proventi dell’imposta di soggiorno dei Comuni aderenti. Si crea così un fondo d’intervento capace di dare garanzie ai vettori aerei, rendendo finalmente sostenibile l’investimento su rotte invernali che fino a ieri erano considerate un rischio eccessivo.
Dallo “zappare l’orticello” alla Destination Management Organization (DMO)
Edoardo Oggianu di Confcommercio ha usato un’immagine potente: la necessità di smettere di “zappare il proprio orticello”. Il sogno, che questo protocollo inizia a concretizzare, è quello di un’isola percepita come un’unica destinazione. Un sistema in cui un turista possa atterrare ad Alghero e ripartire da Cagliari senza frizioni logistiche.
Questo “metodo di lavoro” è la palestra per la nascita di una DMO (Destination Management Organization). Il passaggio è fondamentale: significa muoversi dalla speranza estemporanea di attirare turisti alla gestione scientifica, armoniosa e professionale della destinazione Sardegna, integrando le necessità degli imprenditori con quelle delle infrastrutture.
L’infrastruttura come esperienza: l’aeroporto cambia volto
Infine, c’è il tema della “porta d’ingresso”. Per essere attrattivo verso i vettori internazionali e i viaggiatori esigenti, l’aeroporto di Alghero ha intrapreso una profonda ristrutturazione strutturale. Non si tratta di piani futuri, ma di realtà imminenti:
Restyling dei terminal: Dopo il rifacimento della sala arrivi, è stata completata la prima fase della sala partenze, con una seconda fase di lavori già programmata per quest’anno.
Viabilità moderna: Un intervento cruciale per superare le difficoltà di accesso per i non residenti. La nuova rete viaria, progettata per standard internazionali, verrà messa in attività nei prossimi giorni.
Efficienza operativa: Procedure più snelle e affidabili per ridurre i costi dei vettori e migliorare il comfort dei passeggeri.
Un nuovo inizio
Il protocollo siglato ad Alghero è il primo seme di un futuro diverso. È una sinergia aperta, un invito ad altri enti e territori a superare la frammentazione per fare massa critica.
La domanda che resta non è più se la Sardegna abbia le potenzialità per vivere tutto l’anno, ma se il territorio sarà capace di rendere permanente questo metodo di lavoro. La sfida è lanciata: trasformare l’isola da paradiso stagionale a destinazione moderna, produttiva e accessibile, ogni singolo giorno del calendario.
Oltre 5.000 presenze per la serata inaugurale con Fred De Palma: Morgongiori si trasforma in capitale della musica e della tradizione sarda
Si è conclusa con un entusiasmante successo di pubblico la prima giornata della 29ª edizione della Sagra delle Lorighittas, che ha visto il borgo di Morgongiori invaso da migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sardegna. A catalizzare l’attenzione, il concerto gratuito di Fred De Palma, re italiano del reggaeton. L’evento, promosso dal Comune di Morgongiori con il contributo dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, calendario ufficiale degli eventi enogastronomici regionali e organizzato dall’Associazione Enti Locali per le attività culturali e dello spettacolo è andato al di la delle più rosee aspettative con un’affluenza che complessivamente ha superato le 5.000 presenze solo nella serata di sabato. Un pubblico giovane e festoso che ha scelto di trascorrere il primo sabato di agosto a Morgongiori, tra i profumi della tradizione, il sapore delle lorighittas e il ritmo incalzante di brani come Extasi, Ti Raggiungerò, Una volta ancora, Paloma.
La giornata di sabato 2 agosto è iniziata tra mostre d’arte, musica itinerante, degustazioni e visite ai musei locali, offrendo un perfetto equilibrio tra cultura, gastronomia e intrattenimento. La Pro Loco ha curato le degustazioni delle Lorighittas, nella storica Casa Contu, mentre le esibizioni musicali hanno animato le vie del centro storico in attesa del grande evento serale.
Il programma della 29 sagra delle lorighittas prosegue oggi, domenica 3 agosto, con un finale ricco di fascino e suggestione. Alle ore 22:00, nello straordinario scenario del sito archeologico di Scaba e Cresia, si esibiranno i Neri per Caso, storica formazione vocale italiana. Un concerto a cappella immerso nella natura, per chiudere la rassegna gastronomica dedicata alla regine delle paste tra storia, nature e grand musica internazionale.
Oltre 70 iscritti, tra cui il campione della Coppa Rally Giuseppe Testa, al XXIX Rally Internazionale Golfo dell’Asinara. Alle 66 vetture moderne si sommano le sei storiche
Al via della manifestazione targata Ac Sassari in programma sabato e domenica e valida per la Coppa Rally di Zona 10 e il Campionato Regionale Delegazione Sardegna, oltre ai migliori equipaggi sardi anche Testa, vincitore della Coppa Italia Rally 2023
Comunicato n.4 del 26/06/2024 Ufficializzato l’elenco degli equipaggi iscritti al XXIX Rally Internazionale Golfo dell’Asinara, gara su asfalto, organizzata dall’Automobile Club Sassari, in programma sabato 29 e domenica 30 giugno. Saranno 66 le vetture al via del rally moderno, valido per la Coppa Rally di Zona 10 e per il Campionato Regionale. Sei, invece, le auto in corsa nel rally storico, round del Campionato Regionale. Tra le dodici potenti vetture classe R5/Rally2, tutte Skoda meno una Volkswagen Polo, sarà osservata speciale la Fabia del vincitore della finale della Coppa Rally 2023, Giuseppe Testa, molisano portacolori di Mrc Sport che sarà navigato da Marco Murranca. La Mrc schiererà anche “l’avvocato volante” Maurizio Diomedi, che disputerà la propria prima gara stagionale navigato da Giuseppe Pirisinu, fiduciario/delegato regionale Aci Sport. Si rinnoverà in questo secondo round del Crz la lotta tra gli equipaggi formati da Marino Gessa e Salvatore Pusceddu, portacolori della Sardegna Racing e vincitori nel Sulcis della prima gara della stagione, Auro Siddi e Giuseppe Maccioni, alfieri della Porto Cervo Racing che proveranno a bissare la vittoria siglata all’Asinara nel 2022, e i piemontesi del Vm Motor Team, Loris Ronzano e Gloria Andreis. Da non sottovalutare Giuseppe Mannu, che nel 2023, al debutto su una “quattro ruote motrici”, ad Alghero finì sul podio nonostante i problemi meccanici e che quest’anno sarà navigato da Carlo Pisano coi colori della New Racing for Genova. Ha scelto ancora la Volkswagen Polo Gti R5 il tempiese Vittorio Musselli, che avrà alle note Massimiliano Frau. Al via su Skoda Fabia, invece, il biellese Pierangelo Tasinato ed Ermes Bagolin (Biella Corse), Antonio Dettori e Marco Demontis (Sardegna Racing),Andrea Pisanoe Salvatore Musselli (Magliona Motorsport), Sandro Locci e Fabrizio Musu(Porto Cervo Racing) e Luca e Chiara Serra.
Nel gruppo Rc2n anche Marcello e Agostino Sanna (Peugeot 207 S2000) e i portacolori della Mistral, Ugo Valdarchi e Giorgio Aricò (Mitsubishi Lancer Evo IX R4). Tra le “due ruote motrici”, oltre alle Renault Clio S1600 di Brigaglia-Frau e Abate-Borzacchini, anche le Rally 3 di Giacomo e Davide Spanu(Mistral) e di Antonio e Giuseppe Perazzona (Abc Motors), su Ford Fiesta, e di Alberto Sassi e Stefano Costi (Renault Clio Rally3). Su Renault Clio R3, invece Scurosu-Aunitu (Autoservice). Ben otto le Peugeot 208 Rally 4, tra cui quelle degli esperti Martinis-Boi e dei piloti locali Enrico Piu e Fabio Angioj. Ben rappresentate anche tutti gli altri gruppi e classi, con R3, A6 e Rs tra le più numerose. Lo StoricoSaranno sei gli equipaggi in gara nello Storico, che si correrà in coda al moderno lungo le medesime prove, ci saranno in gara sei equipaggi, cinque del quali del quarto raggruppamento. Tre vetture correranno con le insegne del Team Bassano: Opel Kadett Gsi di Pietro Pes di San Vittorio e Stefano Cirillo, la Peugeot 205 di Enrico Pes di San Vittorio e Nicola Romano e la Fiat Ritmo 130 di Leopoldo Di Lauro e Giovanni Nuvoli. Dovranno però fare i conti con la Bmw M3 di Fabrizio e Marco Colombi e con la Peugeot 205 di Marco Casallonie Giovanni Figoni, portacolori del Team Autoservice Sport. Il sesto equipaggio, con la Lancia Fulvia C di secondo raggruppamento, è quello della Sardegna Racing formato da Roberto Zedda e Alessio Allena. Maggiori informazioni e dettagli sul sito internet ufficiale della manifestazione, www.rallygolfodellasinara.com. Sono attive anche le pagine ufficiali Facebook e Instagram.
Oltre 11mila le visite nei 23 siti dell’edizione 2024 di Monumenti Aperti a Porto Torres
È andata in archivio con successo l’edizione 2024 di Monumenti Aperti a Porto Torres. Sono state 11.015 le visite complessive registrate nei 23 siti che sabato 4 e domenica 5 maggio hanno aperto le proprie porte per dar vita a una manifestazione che cresce di anno in anno. Nel 2023 le firme raccolte nei diversi siti erano state, infatti, 7.439.
Il sito più visitato è stato il Museo del Porto con 833 visite, seguito dal Planetario e simulatore dell’Istituto Nautico “M.Paglietti” con 739 visite e dalla Chiesetta di Balai Vicino con 731 firme.
Le novità principali di quest’anno sono state l’apertura dell’Antico Porto di Turris Libisonis che ha registrato un grande interesse con 391 visite e il rientro nella manifestazione della Chiesa della Beata Vergine della Consolata (356 visite).
Come ogni anno, si è confermato un luogo dal fascino attrattivo la Cripta della Basilica di San Gavino che ha registrato 646 visite.
Le bellissime giornate di sole hanno contribuito a rendere ancora più gradevoli le visite ai siti all’aperto come quelle all’area archeologica e alle Domus de Janas della necropoli di Su Crucifissu Mannu dove è stato possibile immergersi, oltre che nella storia, anche nei profumi intensi della macchia mediterranea.
Apprezzatissimi anche gli eventi speciali organizzati per accompagnare le visite. Dai balli in costume medioevale a cura dell’associazione “Giudicato di Torres” che hanno inaugurato formalmente l’evento, sabato alle 15.30 nel prato antistante la Torre Aragonese, alle esibizioni e rievocazioni storiche degli studenti nella scuola “De Amicis” che hanno rappresentato, in costumi d’epoca, una tipica giornata di scuola del passato.
Il Comune di Porto Torres, per il 13° anno consecutivo, ha coordinato l’evento organizzato a livello nazionale dall’Associazione Imago Mundi Odv che quest’anno ha tagliato il traguardo della XXVIII edizione e che con lo slogan “Spazi per i Sogni” proseguirà fino all’autunno toccando 78 Comuni.
La buona riuscita dell’evento è stata garantita dall’entusiasmo con il quale le studentesse e gli studenti delle scuole coinvolte e i volontari delle associazioni cittadine hanno “adottato” i siti raccontando con orgoglio le bellezze culturali della propria città.
All’iniziativa hanno collaborato la Memoria Storica Soc. Coop, l’Istituto comprensivo n. 1, l’Istituto comprensivo n. 2 “Don Antonio Sanna”, l’Istituto Superiore “M. Paglietti”, la Direzione Regionale Musei Sardegna in collaborazione con il Segretariato Regionale, il Museo Archeologico Nazionale “Antiquarium Turritano”, la Soprintendenza ABAP per le province di Sassari e Nuoro, l’Arcidiocesi di Sassari, la Basilica dei Santi Martiri turritani, la Chiesa dello Spirito Santo, la Chiesa di Cristo Risorto, la Chiesa Beata Vergine della Consolata, il Laboratorio xilografico Giovanni Dettori, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (Area Musealizzata Porto Antico), Asso.Ve.La, l’Associazione Atena Trekking, SardegnAmbiente Srls, Inner Weehl, il Gruppo Scout CNGEI Porto Torres e l’Associazione Culturale Giudicato di Torres, l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, volontari singoli.
Dichiarazione dell’assessora alla cultura Maria Bastiana Cocco:
«Questa nuova edizione è stata un successo ed è stata particolarmente significativa perché si è svolta in concomitanza con l’avvio delle celebrazioni della nostra Festha Manna, proprio il giorno seguente alla processione che ha accompagnato le statue lignee dei Martiri turritani nella chiesetta di Balai Vicino. Questo sito, tra i 23 inseriti nella manifestazione, è sicuramente quello che rappresenta maggiormente la devozione della nostra comunità. Vorrei inoltre sottolineare lo spirito della manifestazione colto appieno dai nostri ragazzi che sono riusciti, oltre che ad imparare la storia e le caratteristiche del nostro patrimonio, anche a coinvolgere i propri concittadini e i turisti in un racconto appassionato delle bellezze di Porto Torres. La nostra amministrazione è felicissima di questa tredicesima edizione e ringrazia tutti le scuole, gli insegnanti, la multiservizi, le associazioni, gli uffici comunali e la Memoria Storica e tutti i volontari per aver dato vita a un evento capace di rendere davvero orgogliosa tutta la comunità»
SEGUE RILEVAZIONI DEL NUMERO DELLE FIRME APPOSTE/VISITE GUIDATE PER CIASCUN MONUMENTO
1. Torre Aragonese: 30 visite
2. Basilica di San Gavino: 445 visite
3. Cripta della Basilica di San Gavino: 646 visite
4. Atrio Metropoli e necropoli paleocristiana sottostante (Complesso monumentale della Basilica
di San Gavino): 369 visite
5. Atrio Comita (Complesso monumentale della Basilica di San Gavino): 404 visite
6. Cumbessias (Complesso monumentale della Basilica di San Gavino): 404 visite
7. Aula capitolare (Complesso monumentale della Basilica di San Gavino): 404 visite
8. Chiesa di Balai Vicino: 731 visite
9. Chiesa di Balai Lontano: 503 visite
10. Chiesa di Cristo Risorto: 130 visite
11. Chiesa dello Spirito Santo: 162 visite
12. Chiesa della Beata Vergine della Consolata: 356 visite
13. Museo del porto: 833 visite
14. Domus de Janas di Su Crucifissu Mannu: 531 visite
15. Ipogeo di Tanca Borgona: 524 visite
16. Museo archeologico nazionale “Antiquarium turritano”: 538 visite
17. Terme e peristilio Pallottino (Area archeologica di Turris Libisonis): 634 visite
18. Terme Centrali (Area archeologica di Turris Libisonis): 634 visite
19. Domus di Orfeo (Area archeologica di Turris Libisonis): 634 visite
20. Stamperia e laboratorio di xilografia di Giovanni Dettori: 385 visite
21. Scuola “E. De Amicis”: 588 visite
22. Planetario e simulatore dell’Istituto Nautico “M. Paglietti”: 739 visite
23. Porto antico di Turris Libisonis: 391 visite
COLDIRETTI COMPIE 80 ANNI, CON OLTRE 1.500 AGRICOLTORI TUTTA LA SARDEGNA SI UNISCE ALLE 96 ASSEMBLEE NAZIONALI E A DORGALI CON IL SEGRETARIO NAZIONALE.
DAL FALSO MADE IN ITALY ALLE ETICHETTE, PASSANDO PER I DANNI DA FAUNA SELVATICA. AL CENTRO LE POLITICHE PER IL FUTURO
Il contrasto al falso made in Italy e la lotta per la trasparenza nelle etichette, passando per le battaglie sul cibo sintetico e le farine di insetti sino alla difesa del ruolo degli agricoltori in tema di politiche nazionali e soprattutto in Ue con la nuova Pac, per arrivare alle necessarie azioni sulle politiche di sostegno contro i danni da una fauna selvatica che in tutta Italia costa agli agricoltori circa 200 milioni di euro.
TEMI. È passata da questi grandi temi la giornata dedicata a Orgoglio Coldiretti, che ha visto in tutta Italia in 96 province, la partecipazione record di oltre cinquantamila agricoltori, per chiedere soluzioni immediate in una giornata cruciale per un’organizzazione che quest’anno festeggia i suoi ottanta anni. Anche in Sardegna nelle quattro province con oltre 1.500 agricoltori e allevatori si sono messi al centro i temi più importanti dell’agricoltura sarda e nazionale, con uno sguardo importante alle battaglie future. Quattro le assemblee regionali tra Cagliari e Sassari, Oristano e Dorgali che ha visto anche la partecipazione del segretario generale Vincenzo Gesmundo.
CUALBU. “Coldiretti da 80 anni può fregiarsi dello stesso logo e stesso nome e oggi queste assemblee hanno permesso di mettere a confronto dirigenti e la base sociale in un momento fondamentale per la vita della nostra associazione – sottolinea Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna – un momento importantissimo per ascoltare e condividere le esigenze dei nostri produttori in un dialogo costante e focalizzato a uscire dalle vertenze attuali – conclude – davanti abbiamo tante sfide da vincere e possiamo raggiungere gli obiettivi solo programmando il futuro migliore tutti insieme e spingendo la politica sarda, nazionale ed europea a mettere l’agricoltura al centro delle sue decisioni”.
SABA. “Quello di oggi è stato un momento importante per discutere insieme delle azioni fatte grazie a un’associazione sempre giovane – sottolinea Luca Saba, direttore regionale – oggi rilanciamo l’Orgoglio Coldiretti che portiamo avanti per una associazione presente e protagonista di tante battaglie. Non ci sono stati anni, mesi e giorni, in cui Coldiretti non si sia contraddistinta nelle sue attività e nella difesa dei suoi soci e del mondo agropastorale con autorevolezza conquistata nel tempo – continua – cerchiamo di valorizzare il sistema agricolo e tutelare i consumatori ed essere presenti nei tavoli istituzionali in cui abbiamo già ottenuto importantissime vittorie come i 74 milioni di euro della legge del 2022 dopo la manifestazione di Cagliari – conclude Saba – fu un momento fondamentale in un periodo difficile della nostra regione. C’è ancora tanto da fare ma andiamo avanti con questo spirito che rappresenta la nostra forza al fianco di agricoltori e allevatori”.
FOCUS. Tanti i focus fatti in tutta la Sardegna con la partecipazione dei tantissimi soci, donne e giovani, allevatori e agricoltori con i presidenti provinciali e direttori Giorgio Demurtas e Luca Saba a Cagliari, Leonardo Salis e Alessandro Serra da Dorgali (Nuoro-Ogliastra) insieme al presidente nazionale Cualbu; Antonello Fois ed Ermanno Mazzetti a Sassari e Paolo Corrias con Emanuele Spanò da Osristano. Tra i punti esaminati quello sulla fauna selvatica che vede in testa i cinghiali che rappresentano il maggior pericolo anche per i cittadini, con 170 incidenti stradali con morti e feriti causati nel 2023 proprio dall’impatto con cinghiali e altri animali selvatici, secondo l’analisi Coldiretti su dati Asaps, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Senza dimenticare gli ingenti danni alle coltivazioni. Altro problema che pesa sui bilanci delle imprese è il crollo dei prezzi pagati alla produzione in molti settori simbolo, a partire dal grano, aggravato peraltro dal fenomeno delle pratiche sleali. Da qui anche l’approfondimento sul falso made in Italy con le importazioni di cibo che sono aumentate del 60% nell’ultimo decennio raggiungendo il valore record di 65 miliardi di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Un fenomeno drammatico contro la quale la Coldiretti ha portato diecimila agricoltori alle frontiere del Brennero, lanciando una grande mobilitazione per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola, con la raccolta di un milione di firme. La campagna potrà essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.
AEROPORTI NORD SARDEGNA: OLTRE 5.8 MILIONI DI POSTI OFFERTI NELLA SUMMER IATA 2024
In crescita del +14% l’offerta dai due scali, 14 novità, 149 collegamenti e oltre 40 compagnie aeree partner
01 marzo 2024 – Al via da domenica 31 marzo la stagione Summer 2024 degli aeroporti del Nord Sardegna. A partire dal 31 marzo e fino al 26 ottobre 2024, il network degli aeroporti di Alghero e Olbia verrà ampliato grazie all’aggiunta di quattordici novità, per un totale di centoquarantanove collegamenti, di cui cento internazionali e quarantanove domestici, operati da quaranta compagnie aeree che collegheranno il Nord Sardegna con ventiquattro Paesi.
Nei due scali saranno messi in vendita 5.8 milioni di posti offerti, il 14% in più rispetto allo scorso anno.
Per l’aeroporto di Alghero si prospetta una delle migliori stagioni di sempre, grazie ad una ricca offerta che prevede trentadue collegamenti, di cui quindici nazionali e diciassette internazionali che connetteranno l’aeroporto del Nord Ovest con dodici Paesi in Europa oltre l’Italia.
Il Riviera del Corallo offrirà collegamenti domestici, con i seguenti vettori: Ryanair (Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pescara, Pisa e Venezia), Aeroitalia (Milano Linate, Roma Fiumicino e Verona), Volotea (Torino e Verona).
Sul fronte internazionale lo scalo di Alghero sarà collegato con: Belgio (Bruxelles), Francia (Bordeaux), Germania (Francoforte –Nuova rotta- e Monaco), Inghilterra (Londra Stansted), Irlanda (Cork e Dublino), Polonia (Katowice), Slovacchia (Bratislava), Spagna (Barcellona e Madrid), Ungheria (Budapest) operati dal vettore Ryanair, mentre la low cost Wizz Air opererà i collegamenti con la Romania (Bucarest) e con l’Ungheria (Budapest). Inoltre, i voli charter per la Danimarca (Copenhaghen) e la Svezia (Stoccolma) saranno operati rispettivamente da JetTime e da Tui.
L’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda si arricchirà di tredici nuovi prodotti e di due nuove compagnie aree: la low cost Ryanair, che inaugurerà dieci collegamenti (Bergamo, Bologna, Bruxelles Charleroi, Copenaghen, Cracovia, Londra Stansted, Parigi Beauvais, Trieste e Vienna), la compagnia BA City Flyer, sussidiaria di British Airways, che collegherà Olbia con Edimburgo. Tra le novità, Volotea amplierà l’offerta dei voli con la Francia, aggiungendo Brest e la compagnia tedesca Eurowings attiverà il collegamento con Hannover. Confermato l’operativo di tutti i principali vettori partner del Costa Smeralda, per un’offerta complessiva di centodiciassette collegamenti, di cui novantatré internazionali, per ventidue Paesi e trentacinque compagnie aeree.
Sui siti dei due scali saranno disponibili i dettagli di frequenze, giorni e orari di tutti i collegamenti.
APPROVATA LA VARIAZIONE DI BILANCIO DA OLTRE 1 MILIARDO DI EURO, IL PRESIDENTE SOLINAS: “LIBERATE NUOVE RISORSE PER LA CRESCITA ECONOMICA E LO SVILUPPO DEI TERRITORI”
Cagliari, 30 novembre 2023 – Ammontano a oltre un miliardo di euro le risorse stanziate con la legge 396 (Variazione di Bilancio) approvata oggi dall’Aula del Consiglio regionale, che modifica la legge Finanziaria e aggiorna il bilancio di previsione triennale.
“Liberando importanti risorse per la crescita economica e lo sviluppo dei territori abbiamo mantenuto gli impegni presi e dato risposte concrete ai bisogni più urgenti che nel corso di questo ultimo anno si sono manifestati – spiega il Presidente della Regione, Christian Solinas – Il disegno di legge abbraccia una pluralità di interventi che vanno, per citarne qualcuno, dal sostegno agli Enti locali a una serie di adeguamenti delle misure in sanità necessari per garantire efficienza ed efficacia del sistema, passando per le opere pubbliche e per settori nevralgici come l’artigianato e il commercio”.
“Grazie all’impegno della Giunta e al clima di confronto che ha caratterizzato la discussione del disegno di legge, il Consiglio regionale ha approvato un provvedimento fondamentale per lo sviluppo della Sardegna”, ha aggiunto l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino. “Anche con questa misura la Regione si è fatta portavoce degli interessi e delle necessità della società civile, avviando una serie di azioni articolate in grado di incidere positivamente sulla condizione economica delle nostre famiglie e delle imprese”, ha proseguito l’Assessore Fasolino, evidenziando anche come “grazie al sostegno per gli interventi che impattano su settori nevralgici per la nostra economica siamo oggi in aggredire le emergenze sopraggiunte nel corso di questi mesi”. Un lavoro intenso, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas, “che ci ha portato ad approvare una Variazione di Bilancio di oltre un miliardo di euro”.
Di seguito alcune tra le misure più importanti approvate.
ENTI LOCALI. La misura più importante in termini economici per gli Enti locali è l’incremento di 100 milioni di euro del Fondo Unico, che arriva così a una dotazione complessiva di 663 milioni di euro. Ingenti le risorse destinate alla rigenerazione urbana, che consentirà di ridurre i fenomeni di marginalizzazione, degrado sociale e a migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale. Stanziati, per questo intervento, 20 milioni per l’anno in corso, 10 milioni per il 2024 e 5 milioni per il 2025.
Quasi nove milioni nel triennio sono stati stanziati per la redazione degli strumenti urbanistici (Puc, Piani Particolareggiati dei centri di antica e prima formazione, Piano degli insediamenti produttivi e Piano di utilizzo dei litorali). Stanziate anche le risorse per consentire a quei Comuni che ne sono sprovvisti la redazione dei piani regolatori portuali (1 milione e 800mila euro). Per l’acquisto di mezzi da destinare alle compagnie barracellari sono invece stati destinati, sempre in favore dei Comuni, 17 milioni di euro.
LAVORO. Di grande importanza anche il “pacchetto lavoro”. Due milioni di euro sono stati destinati alle associazioni degli artigiani per l’attivazione di piani formativi finalizzati all’accrescimento delle opportunità di accesso delle imprese sarde ai mercati internazionali. Con 15 milioni di euro è stato rafforzato il Fondo Resisto per l’anno in corso. Un milione di euro è stato destinato per il 2024 alla Caritas per la gestione di progetti legati all’immigrazione e alle etnie minoritarie che riguarderanno l’intero territorio regionale: potranno quindi essere attivati una serie di interventi finalizzati all’integrazione socio-economica, culturale e abitativa. Alle Accademie di formazione, per percorsi formativi altamente professionalizzanti, sono stati destinati 8 milioni e mezzo di euro.
Tra gli altri interventi anche quello relativo alla prosecuzione dei cantieri di occupazione nei Comuni con più di 25mila abitanti per lo snellimento delle procedure amministrative: al progetto, rivolto ai laureati, è stato destinato 1 milione di euro.
LAVORI PUBBLICI. Viabilità secondaria e riqualificazione dei centri urbani: previsto l’incremento della dotazione finanziaria a favore dei Comuni con ulteriori 10,7 milioni di euro (viabilità locale) mentre 9,7 milioni di euro sono stati destinati scorrimento della graduatoria per la riqualificazione dei centri urbani.
Nuove coperture anche per le opere immediatamente cantierabili per cui la scadenza dei termini indicati dal mutuo infrastrutture richiedeva il reperimento di nuove risorse (40 milioni di euro). Con 8 milioni si procede con il completamento dell’iter progettuale della Trasversale sarda Oristano-Tortolì, mentre per la viabilità delle aree montane di Meana Sardo, Desulo e Ovodda sono stati assegnati complessivamente 4 milioni di euro. Per il completamento della Monte Pino sono stati stanziati 3 milioni e 200mila euro.
Tra gli altri interventi: 10 milioni di risorse aggiuntive per le caserme dell’Arma dei Carabinieri e per le Questure; 10 milioni per la galleria di Mughina, a Nuoro; 2,5 milioni per il sistema di canali nel centro abitato di Zerfaliu.
Tra gli investimenti più consistenti 100 milioni di euro per la cantierizzazione delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico a Olbia. Infine, tra gli altri interventi di rilievo, c’è la previsione di 22,5 milioni per la progettazione e la realizzazione di nuove centrali idroelettriche.
SANITÀ. Davanti all’allarme degli allevatori per il ritorno della lingua blu, per consentire di immunizzare il patrimonio ovino è stata autorizzata, per l’anno in corso, la spesa di 2.000.000 a favore dell’Istituto Zooprofilattico per il vaccino contro il sierotipo BTV 8.
Sul fronte ospedaliero, per evitare la chiusura del punto nascita del presidio ospedaliero CTO di Iglesias sono stanziati 2.500.000 (anno 2023) per garantire la stipula di contratti con professionisti esterni.
Tra le misure più importanti è anche autorizzata la spesa di 50.000 per l’anno 2023 e di 350.000 a decorrere dall’anno 2024 per garantire il rimborso del glucagone spray nasale (l’ipoglicemia severa è la complicanza acuta più grave e molto temuta dalle persone con Diabete di Tipo 1, in particolare per i bambini) che non era più rimborsato dal servizio sanitario regionale.
Sono inoltre state garantite le risorse (per un massimo di 10 milioni di euro) per la proroga dei contratti dei lavoratori dipendenti del servizio sanitario (oss, infermieri, amministrativi ecc) a tempo determinato in scadenza al 31 dicembre.
Altre importanti misure sono state adottate anche per i pazienti celiaci (100mila euro di risorse aggiuntive) per garantire l’acquisto dei prodotti senza glutine in tutto il territorio regionale e non solo nei punti vendita accreditati.
SPORT E ISTRUZIONE. Oltre 30 milioni di euro sono stati stanziati per gli interventi di riqualificazione e completamento dell’impiantistica sportiva nel territorio regionale.
Altri 4 milioni, assegnati però ai Lavori Pubblici, sono stati destinati alla ristrutturazione di strutture sportive, tra queste gli stadi di Sassari, Olbia e Nuoro e la conclusione dei lavori del Palasport Serradimigni di Sassari e del Palazzetto dello sport di Cagliari.
Tra le altre misure: 4 milioni per le borse di studio universitarie, 1 milione per il trasporto degli alunni delle Scuole Infanzia e Primaria (da destinare ai Comuni). Sempre ai Comuni andrà un milione di euro per il supporto organizzativo del servizio di istruzione degli alunni con disabilità o in situazioni di svantaggio.
TURISMO. La Variazione di Bilancio sostiene concretamente anche due settori importanti del comparto produttivo sardo come il commercio e l’artigianato. Sono stati stanziati ulteriori 21 milioni di euro per l’Artigianato e 21 per il Commercio con l’obiettivo di sostenere attivamente due settori nevralgici dell’economia sarda.
Incrementato di un altro milione e mezzo anche il fondo per il bando di Capodanno rivolto ai Comuni. (ez)