‘ROM E GAGE’’,
IL 2 GIUGNO GIORNATA DI STUDIO E CONFRONTO
ORGANIZZATA DA ASCE

COMUNICATO STAMPA

Selargius, 30 maggio 2022 – Prima ‘Giornata per la cultura Rom’, giovedì 2 giugno a Selargius: la organizza l’Asce, l’associazione sarda contro l’emarginazione, nei locali del centro culturale (Strada Statale 387 del Gerrei, km 8).
A partire dalle 10 – e per tutta la mattinata – si terrà un convegno-dibattito, aperto dalla relazione dello storico e sociologo Luca Bravi, tra i maggiori esperti nazionali della storia dei Rom e dei Sinti in Europa.
È prevista la partecipazione di rappresentanti delle famiglie del cagliaritano e collegamenti con i principali insediamenti sul territorio regionale.
“E’ l’occasione per fare il punto sulla situazione dei Rom in Sardegna, sulla loro vita quotidiana, sulla promozione e protezione dei loro diritti di minoranza etnica, da decenni stanziale nella nostra Isola”, spiega Stefano Colaneri, referente e organizzatore della Giornata.
Dopo una pausa per il pranzo sociale, i lavori proseguiranno nel pomeriggio – dalle 15 – con la costituzione del Gruppo Rom: “si tratta, di fatto, della prosecuzione di un lavoro che Asce ha iniziato da decenni – sottolinea Colaneri -, occupandosi dei diritti e delle politiche di integrazione delle famiglie Rom, con un approccio diverso da quello meramente assistenzialistico e spesso più efficace di quello istituzionale”.

Sarà possibile seguire i lavori della giornata dal seguente link:
https://meet.jit.si/ASSEMBLEA.generale.ASCE

La scheda
Luca Bravi è un ricercatore e docente a contratto nel Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni relative alla storia dei rom e dei sinti in Europa, relatore alla Camera dei deputati in occasione del primo riconoscimento a livello nazionale della persecuzione dei rom e dei sinti in Italia durante il fascismo.




Il Comune entra in possesso dei beni requisiti alla criminalità organizzata, il Consiglio Comunale approva il regolamento per la gestione

Alghero, 18 dicembre 2021 – Approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta di mercoledì scorso il regolamento per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata sul territorio di Alghero. Il regolamento è strutturato in base al D.lgs. 159/2011, istitutivo del Codice Antimafia, che all’art. 48 dispone che i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sono trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del Comune ove l’immobile è sito, ovvero al patrimonio della Provincia o della Regione. Lo strumento approvato da maggioranza e opposizione si compone di 28 articoli e dispone che la destinazione dei beni venga decisa dalla Giunta comunale che emana un atto di indirizzo per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata facenti parte del patrimonio indisponibile del Comune di Alghero. “Un atto importante che ci consente di valorizzare i beni e di ampliare l’utilizzo sociale del patrimonio pubblico”, commenta il Sindaco Mario Conoci. La delibera di approvazione del regolamento fa riferimento alla comunicazione dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione di Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, che ha disposto il trasferimento al patrimonio indisponibile del Comune di Alghero, per fini istituzionali e/o sociali una unità immobiliare ad uso abitativo. Il procedimento è stato seguito dall’Assessore al Demanio, Giovanna Caria e dall’Assessore ai Servizi Sociali Maria Grazia Salaris. “Il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati ad ogni forma di criminalità rappresenta un grande esempio di civiltà e che trasformare il frutto di condotte illecite ed antisociali in azioni a servizio della comunità attesta l’affermazione dei principi di legalità su ogni forma di criminalità” commenta così l’Assessore al Demanio e Patrimonio Giovanna Caria. Sarà un ufficio preposto appositamente ad occuparsi dei “beni confiscati alla criminalità organizzata” e di tutte le problematiche inerenti la concreta applicazione della Legge 109/96, ed è il Servizio Patrimonio, il quale opera con il supporto di tutti i settori comunali e, segnatamente per i fini sociali, il Servizio competente. “Crediamo sia oltremodo meritorio che la restituzione alla collettività dei beni confiscati avvenga attraverso la gestione di tutti i beni da parte delle Organizzazioni di volontariato, le Cooperative sociali ed il mondo del terzo settore in genere, tutti soggetti che svolgono una funzione sociale, culturale solidaristica di fondamentale importanza per l’intera Comunità”, aggiunge l’Assessore Maria Grazia Salaris.




sabato 15 febbraio, la Cisl Fp di Sassari parteciperà alla manifestazione organizzata dal gruppo Algherese nato su Facebook contro la chiusura dell’Ospedale Marino di Alghero

Con una nota del Direttore del presidio unico di area omogenea, il 30 settembre dello scorso anno sono stati sospesi i ricoveri dei pazienti “di competenza traumatologia ed ortopedica”, a causa di una situazione di insicurezza per i pazienti e per gli stessi operatori sanitari che operano nello stabilimento.
Per cui il dispositivo ha dato indicazioni affinché i pazienti fossero trasferiti verso i presidi ospedalieri del SS.Annunziata di Sassari e l’ospedale di Ozieri.
A distanza di cinque mesi nulla si è fatto, l’attività chirurgica del Marino continua a restare sospesa, con l’inevitabile conseguenza che le corsie ospedaliere di ortopedia e traumatologia di Sassari ed Ozieri, già oberate di lavoro, sono chiamate a fronteggiare i volumi di attività del territorio Algherese e non solo.
Accade pertanto che i posti letto non bastano più, anche perché su Sassari si deve far fronte alle numerose barelle parcheggiate nelle medicine in attesa di posto letto, che si trasformano poi in “appoggi” proprio nelle unità operative di ortopedia, fenomeno che sta determinando pesanti disagi sulla programmazione delle liste operatorie.
Medici, Infermieri ed Oss chiamati a fare i saliti mortali nelle stanze di degenza tra pazienti in attesa di intervento e altri con problematiche totalmente diverse e che mal si conciliano in contesti chirurgici, con tutti i rischi che ne conseguono in termini di igiene, sicurezza e salute tra pazienti ed operatori.
Auspichiamo pertanto che davanti a questa situazione di emergenza l’Assessore regionale alla sanità, i Direttori di ATS ed AOU, la politica locale e regionale tutta, compiano ogni possibile sforzo affinché l’ospedale Marino di Alghero possa riprendere quanto prima l’attività ospedaliera, così da decongestionare altri presidi ospedalieri giunti ormai al collasso.
Antonio Monni
(Segretario Territoriale)