Cure palliative, al San Giovanni di Dio 6mila accessi all’anno. L’oncologa palliativista Deidda dell’Aou «Al centro la cura del paziente, migliorando la qualità di vita», il 26 maggio la Giornata nazionale della terapia del sollievo

24 maggio 2024. Prendersi cura dei pazienti, migliorando la loro qualità di vita. È questo l’obiettivo del Centro di cure palliative e terapia del dolore del San Giovanni di Dio(diretto dal professore Gabriele Finco, direttore di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Duilio Casula), con i suoi 6mila accessi l’anno.

«Ogni giorno lavoriamo con tantissimi pazienti affetti da patologie inguaribili e con la finalità di ridurre/controllare il dolore fisico, quello emozionale e psichico (il dolore totale) e ogni altro sintomo correlato alla malattia di base o agli effetti collaterali della cura», spiega la dottoressa Maria Cristina Deidda, oncologa palliativista e referente del day service del Centro di cure palliative e terapia del dolore al San Giovanni di Dio. Domenica 26 maggio è la giornata nazionale della terapia del sollievo, «è fondamentale il trattamento di ogni sofferenza, dei pazienti ma anche delle loro famiglie», spiega la dottoressa Deidda «quando la malattia non risponde più a interventi specifici».

«L’assistenza palliativa del nostro day service si basa sul prendersi cura, mettendo al centro il malato e la sua famiglia e non la malattia, con la qualità di vita come obiettivo fondamentale, sul sollievo della sofferenza – afferma l’oncologa palliativista Deidda – e per questo fine utilizziamo insieme alla terapia farmacologica, anche l’arte terapia e le tecniche di rilassamento, garantendo un servizio di circa 40 ore settimanali dal lunedì al venerdì».

Un’attività importante. «Aiutiamo i pazienti – dice ancora la specialista – a vedersi come delle persone, e non come la loro malattia, per questo organizziamo ogni anno l’evento “Vestiamoci di Vita”, la sfilata che vede protagoniste le pazienti oncologiche del Centro di cure palliative e del dolore dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, dove hanno la possibilità di esprimere la loro bellezza, oltre il loro percorso di cura e convivenza con la malattia. L’Aou, inoltre, ha dedicato alle cure palliative anche uno spettacolo teatrale, una rappresentazione di momenti di vita vissuta da parte di pazienti e sanitari del Centro, intitolato “Viaggio nel cuore di Ippocrate” che dopo due date nel comune di Cagliari, sarà a breve riproposto nel teatro di Nuoro».

Informazione, condivisione e iniziative di sensibilizzazione.  «Abbiamo sensibilizzato i familiari dei pazienti in carico e la cittadinanza attraverso convegni sulle Cure palliative terminali e sul come accompagnare alla morte, abbiamo organizzato momenti ludici con concerti di musica gospel in ospedale, così da portare relazione e conforto nelle stanze di degenza, anche per chi stava lontano da casa nelle festività natalizie. Il nostro vuole essere quindi un portare sollievo, passando dal “curare il paziente” al “prendersi cura del paziente e della sua famiglia”».

Le cure palliative non riducono e non prolungano la vita del malato ma forniscono conforto, tenendo in considerazione gli aspetti psicologici e quelli spirituali, sostenendo il care giver e famiglia del paziente a convivere con la patologia prima e con il lutto poi. Il termine “palliativo” deriva dalla parola latina “pallium” che significa mantello, protezione. Un vero e proprio abbraccio che protegge dal dolore e che afferma il valore della vita.

«Inseriamo le tecniche complementari che possono assumere un ruolo adiuvante nel controllo dei sintomi strettamente fisici, delle relazioni e comunicazioni – spiega la dottoressa Deidda – utilizziamo da anni, in collaborazione con il centro di Oncologia Medica aziendale, le Cure palliative precoci, simultaneamente ai trattamenti quali chemio-radioterapia, fin dall’inizio dell’iter terapeutico».

«Fondamentale – dichiara l’oncologa palliativista Maria Cristina Deidda – è, infine, l’accoglienza che costruisce la relazione medico-paziente, sulla comunicazione come tempo di cura. Sulla valutazione dei sintomi che sono causa di sofferenza, fino agli ultimi momenti della vita. Senza dimenticare di supportare la famiglia del paziente, attività indispensabile quanto il prendersi cura del paziente stesso».

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Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di CagliariSSD Comunicazione e relazioni esterne
Dirigente: dott. Fabrizio Meloni




CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE Concluso il primo Master dell’Università di Cagliari Il traguardo finale raggiunto il 2 febbraio, con la discussione delle tesi del master di primo livello diretto dal professor Gabriele Finco.

Presenti per l’occasione il rettore Francesco Mola, l’assessore regionale alla sanità Carlo Doria, l’assessora comunale alle politiche sociali, benessere e famiglia Viviana Lantini, il presidente della società italiana cure palliative Gino Gobber e, per l’Aou, la direttrice generale Chiara Seazzu e il direttore sanitario Giancarlo Angioni

Il Master in “Cure palliative e terapia del dolore” è organizzato dal Dipartimento di Scienze mediche e Sanità pubblica di UniCa in collaborazione con la Regione Sardegna

Il corso di studi, della durata di 12 mesi, ha dovuto subire un rallentamento a causa della pandemia, con l’interruzione forzata del periodo di tirocinio, ma al termine è riuscito a formare ben 27 nuovi professionisti sanitari con competenze specifiche e interdisciplinari nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore. La preparazione fornita dal master permette infatti di gestire strategie assistenziali globali e interprofessionali mirate a preservare la miglior qualità di vita possibile a persone con patologie dolorose croniche e all’assistenza di malati affetti da patologie per le quali non esistono ancora terapie risolutive.

“Siamo molto soddisfatti per i ragazzi e le ragazze che oggi terminano il loro percorso – ha detto il rettore di UniCa, Francesco Mola – e che hanno scelto una professione di enorme importanza per i malati e per coloro che se ne prendono cura”

Il master –rivolto a laureati nelle professioni sanitarie Infermieristica, Infermieristica pediatrica, Fisioterapia, Terapia occupazionale – è nato per formare figure professionali di cui c’è carenza nel territorio regionale sardo. I nuovi specialisti potranno svolgere da subito la loro attività assistenziale nelle strutture sanitarie pubbliche o private, nelle organizzazioni senza scopo di lucro che operano nella rete per le cure palliative e per la terapia del dolore, nonché nell’ambito delle equipe di cure palliative domiciliari previste dalla Legge 38/2010. Questo grazie alle competenze, generali e specifiche, acquisite sulla diagnosi e trattamento del dolore, compresa la conoscenza degli aspetti psicologici che caratterizzano le esperienze di dolore cronico e di fine vita.

“Nella mia professione di medico – ha spiegato Doria – mi sono occupato di cure palliative cercando sempre di trasmettere a collaboratori e colleghi l’importanza primaria di garantire ai pazienti un percorso di dignità”.

Il corso è diretto dal professor Gabriele Finco, ordinario di Anestesiologia, medicina intensiva e terapia del dolore, nonché direttore della Scuola di specializzazione in Anestesiologia, terapia intensiva e terapia del dolore, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e terapia Intensiva dell’Aou, presidente dell’Associazione italiana per lo studio del dolore (Aisd).

In questa sessione hanno conseguito il Master in Cure palliative e terapia del dolore i dottori: Michela Caboni, Carla Cacciarru, Luca Calia Maria Adriana Ilva Cannas, Stefano Cariello Musso, Tiziana Congiu, Maria Antonietta Fenu, Giulia Gabriellini, Emilia Garifo, Santa Giuffrida, Luigi Giacomo Loi, Francesca Marci, Fabiana Melis, Chiara Montonati, Sonia Pintus, Lidia Pirastu, Paola Piroddi, Marisa Pittau, Stefano Planta, Stefania Poddighe, Raffaele Secci, Ilenia Servetti, Sergio Siddi, Emanuela Soddu, Valentina Tocco, Barbara Tondo, Cesare Valorosi.

Cagliari, 4 febbraio 2023