“Padenti” di Marco Antonio Pani in prima regionale ad Asuni per il “terre di confine” filmfestival

Il nuovo film del regista sardo sull’armonia del rapporto tra uomo e ambiente nel lavoro degli estrattori di sughero della foresta di Is Pranus a Escalaplano

In serata spazio agli otto corti finalisti di ‘Visioni Sarde 2020’

 

Un’immagine tratta da “Padenti”

ASUNI. Cicale, passi, colpi sordi di asce che entrano nella corteccia di sughere secolari. Un concerto di suoni che accompagna le immagini del nuovo film di Marco Antonio Pani: “Padenti”, documentario che il regista sassarese presenterà in anteprima regionale alla XIII edizione del “terre di confine” film festival, per poi dialogare con il pubblico. Un omaggio di Pani alla rassegna, organizzata dall’associazione Su Disterru, di cui è stato direttore artistico nelle precedenti due edizioni. L’appuntamento è per domani (domenica 27 settembre) ad Asuni, alle 20.45 al Museo dell’emigrazione.

“Padenti” in sardo vuol dire foresta. Nel caso specifico una foresta di sughere, quella di Is Pranus nel territorio di Escalaplano ripresa da Pani nei giorni in cui il sughero degli alberi che la compongono viene estratto. Da uomini che compiono questo duro lavoro con profondo rispetto per il territorio in cui vivono. «In qualche modo – racconta Marco Antonio Pani – volevo raccontare la possibilità per l’uomo, persino in questo nostro mondo globalizzato, di vivere in armonia con l’ambiente, servendosene, certo, ma dandogli sempre qualcosa in cambio. In fondo in cambio di quel sughero rubato alla foresta ogni dieci anni, gli uomini di Escalaplano si prendono cura di lei nei dieci anni successivi, per poi tagliare di nuovo il sughero e ricominciare a prendersene cura».

Marco Antonio Pani

Un principio di reciprocità che lo stesso regista ha voluto seguire nel suo lavoro: «Ho osservato la foresta e gli uomini che la stavano spogliando in punta di piedi, prendendomi il tempo di ascoltare e di sentirne il respiro, per poi far conoscere a tutti quella sua bellezza per come si era mostrata a me e ai miei collaboratori. Anche questo semplice fatto, forse, può guadagnare dei difensori alla causa della foresta. Un modo per restituirle qualcosa, in cambio del suo lasciarsi guardare».

Prima della proiezione di “Padenti” è in programma, alle 19.15, per la gioia dei più piccoli il film d’animazione inglese “Shaun, vita da pecora: Farmaggeddon“, diretto W. Becher e R. Phelan. A conclusione della serata spazio agli otto corti finalisti di ‘Visioni Sarde 2020’ con ospiti alcuni dei registi presentati da Elisabetta Randaccio: “Valerio” di Gianni Cesaraccio, “L’abbraccio” di Simone Paderi, “Dakota Dynamite” di Valerio Burli, “Destino” di Bonifacio Angius, “Fogu” di Alberta Raccis, “Fragmenta” di Angelica Demurtas, “Gabriel” di Enrico Pau, “Lasciami andare” di Roberto Carta. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna / Visioni Sarde e Sardegna Film Commission.




Cavalcata Sarda, tutti pazzi per il pane della tradizione e il filindeu

Da venerdì Piazza Castello è il cuore pulsante delle eccellenze enogastronomiche dell’isola. Oggi (domenica) in Piazza d’Italia la premiazione al miglior pane di Sardegna

SASSARI. Saporito, fragrante e appena sfornato, il pane a lievitazione naturale è ormai indiscutibilmente uno dei grandi protagonisti della Cavalcata Sarda. Un pane antico realizzato con farine di grano duro macinate a pietra, impastato dal vivo per essere cotto nei due forni a legna predisposti all’ombra del grattacielo. A partire da venerdì, con il suo Villaggio del Gusto in Piazza Castello, “Pani ed Eccellenze di Sardegna” è divenuto il cuore pulsante di questa tradizione antica, che amplia i suoi orizzonti a tutte le altre specialità dell’enogastronomia isolana. Un fenomeno capace di attrarre migliaia di visitatori desiderosi di scoprire, gustare e portare a casa un ottimo prodotto, magari con la speranza di carpire qualche segreto della preparazione.

Cottura dal vivo. Fin dal primo mattino, donne e uomini della Proloco di Olmedo – grande protagonista dell’evento fin dalla prima edizione – hanno impastato le farine di fronte a un pubblico numeroso e incuriosito, dando prova di una maestria che è frutto di un’esperienza ultragenerazionale.

Dopo alcune ore di lievitazione all’interno degli stand, fumanti covatzas (focacce) sono sbucate dai forni incandescenti, infarcite su richiesta di ottima purpuza. Il menù, fra tradizione e innovazione, si è impreziosito delle gustose “carasanzas”, ottime lasagne di carasau e melanzane ideate dallo chef Massimo Meloni, bagnate da buon vino locale.

Eccellenze enogastronomiche. Oltre ai pani della migliore produzione sarda, tra decine di postazioni è possibile acquistare le altre “eccellenze” della tradizione come panadas, seadas, matza frissa, focacce, pasta fresca e secca, pane fratau, birre artigianali, vini, torrone, formaggi, salumi, miele, liquori, dolci e altro ancora.

A scuola di filindeu. A intrigare gli appassionati è stata nondimeno la preparazione dal vivo di una pasta unica al mondo come “su filindeu”, una specialità tutta sarda, realizzata in questo caso dalle mani di Gianfranca Dettori.  Per tutta la giornata, l’esperta ha curato i laboratori dedicati a grandi e piccoli nello stand centrale della piazza. I partecipanti, soprattutto i bambini, hanno potuto osservare per poi cimentarsi con infinito divertimento, a pochi passi dalla mostra dei pani: una selezione rappresentativa di alcune tipologie tradizionali  e cerimoniali sarde, accostata a una miniatura del Castello di Sassari realizzata in pasta di pane dal pizzaiolo Matteo Sanna.

I laboratori sono proseguiti per tutto il pomeriggio, senza trascurare la preparazione della pasta decorata e i dolci tipici. A grande richiesta continueranno domenica a partire dalle 10 al mattino e nel pomeriggio a partire dalle 15, dedicati in particolare al filindeu e ai papassini. È possibile iscriversi in loco.

Il concorso. All’iniziativa è legato anche il concorso per il Premio per il miglior Pane di Sardegna, conteso tra i gruppi aderenti alla Cavalcata. Domenica, sul Palco di Piazza d’Italia, il prestigioso riconoscimento sarà consegnato dal sindaco e dall’assessora alla Cultura e Turismo, affiancati dalla coordinatrice Sonia Martinelli. Il concorso riveste un ruolo importante in termini di stimolo per la ricerca di una panificazione di alta qualità, sana e fedele alle tradizioni dell’isola. Da alcune settimane, una giuria di esperti guidata da Tommaso Sussarello, si è impegnata in Promocamera ad analizzare i pani provenienti dai diversi territori dell’isola attraverso l’esame visivo, gustativo e organolettico.

Ad aggiudicarsi il primo premio lo scorso anno era stato il civraxiu dell’Associazione culturale “Biddobrana” di Villaurbana, unico paese a svettare per ben due volte alla Cavalcata Sarda sui migliori pani da mensa, eguagliando il risultato del 2014. A trionfare nel 2017 era stato l’ammoddigadu del gruppo folk “Nostra Signora di Talia” prodotto dal panificio Madrigosas di Olmedo, nel 2016 il civraxiu del Gruppo folk Santa Vitalia di Serrenti, e nel 2015 il modditzosu del Gruppo Folk Nuraghe di Settimo San Pietro.

L’iniziativa è organizzata dal team Pani di Sardegna in collaborazione con il Comune di Sassari e la Camera di Commercio del Nord Sardegna.