Confermata l’assegnazione del Bollino Rosa all’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia

L’ufficialità questa mattina nella sede del Ministero della Salute da parte della Fondazione Onda

Olbia, 30 novembre 2023 – L’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia ha ottenuto la riconferma anche per il biennio 2024/2025 del Bollino Rosa, assegnato dalla Fondazione Onda alle strutture sanitarie che prestano attenzione ai servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo. L’ufficialità è arrivata questa mattina nella sede del Ministero della Salute.

La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione del Bollino Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da circa cinquecento domande, ciascuna con un valore prestabilito, suddivise in quindici aree specialistiche più una sezione dedicata ai servizi generali per l’accoglienza delle donne e una alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari. Un apposito Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene Pubblica, Università del Sacro Cuore di Roma, ha validato i Bollini conseguiti dagli ospedali a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario, come servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari.

L’Ospedale Giovanni Paolo II ha al suo interno il Percorso Rosa del Pronto Soccorso, con una stanza riservata alle pazienti che si presentano nella struttura denunciando casi di violenza di genere. Nell’Unità Operativa di Radiologia è attivo il Percorso Donna in sinergia con Oncologia, che prevede la riduzione dei tempi d’attesa degli esami per le pazienti oncologiche inviate direttamente da quest’ultimo reparto. Sempre in Oncologia vengono predisposti progetti di umanizzazione delle cure, come il make up e il passa parrucche, oltre a programmi di comunicazione rivolti alle mamme con figli. Sono attivi anche i numeri diretti per le prenotazioni dei servizi negli ambulatori ginecologici ed è di recente attivazione, sempre all’interno dell’ospedale, l’ambulatorio di Uroginecologia per contrastare i distrubi del pavimento pelvico che subentrano soprattutto dopo la gravidanza, il parto e la menopausa, ma che possono manifestarsi anche in età giovanile. Diverse, inoltre, le Unità Operative che aderiscono alle Open Week, le settimane dedicate alla prevenzione, le quali oltre ai servizi di Oncologia e Ginecologia hanno viste coinvolte lo scorso anno anche le strutture di Neurologia e Medicina Interna.

Sul sito www.bollinirosa.it è possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per regione, con l’elenco dei servizi valutati.




Cagliari, Ernesto De Martino tra letteratura e antropologia con Paolo Desogus sabato alle anteprime del Festival Lussu

Il 3 giugno alla Fondazione Siotto la presentazione del volume edito da Carocci

CAGLIARI. Il prossimo appuntamento con le anteprime del Festival Premio Emilio Lussu (IX edizione) indaga i rapporti tra letteratura e antropologia attraverso l’analisi dell’opera di uno straordinario studioso come Ernesto De Martino. Sabato 3 giugno alle 18.30, nella Sala dei Ritratti della Fondazione Siotto, in via dei Genovesi 114, l’associazione culturale L’Alambicco presenta “De Martino e la letteratura. Fonti, confronti e prospettive” (Carocci Editore, 2022).

A illustrare al pubblico i contenuti del volume, dialogando con Pietro Clemente e Sonia Marzetti, sarà Paolo Desogus, che ha curato la pubblicazione insieme a Riccardo Gasperina Geroni e Gian Luca Picconi.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e di altri importanti enti istituzionali e privati. L’ingresso è libero e gratuito.

All’interno del libro è analizzato il modo in cui De Martino, nel suo percorso intellettuale, si è servito della letteratura, poi i legami, anche di amicizia, con i principali scrittori italiani fra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, e infine alcune esperienze di lettura dei testi “de martiniani” all’indomani della scomparsa dell’etnologo. Tra i nomi che compongono questo ricco affresco troviamo Marcel Proust, Jean Paul Sartre, e poi Carlo Levi, Cesare Pavese, Rocco Scotellaro, Pier Paolo Pasolini, sino ai più recenti Amelia Rosselli, Gianni Celati e Angelo Morino.




TUTTI I CANI MUOIONO SOLI Un film di Paolo Pisanu

In uscita il 4 maggio al cinema Prodotto da Ang Film e Rai Cinema Distribuito da Fandango

Trama

Tutti i cani muoiono soli racconta la storia di un uomo che insegue l’ultima occasione, di una donna che vede la vita sfuggire dalle mani come granelli di sabbia, racconta la storia del tempo perduto che non ritorna, e del destino, a volte imprevedibile, a volte segnato, in una Sardegna invernale, livida e violenta.

Rudi è un gangster di periferia di circa sessant’anni, che vive di piccoli crimini in un piccolo mondo. È temuto e rispettato, per questo non si preoccupa di Franco, un criminalotto più giovane, un pesce piccolo, piccolissimo, con cui ha un debito.
Ha passato buona parte della sua vita da solo Rudi, una scelta, una necessità ma, quando dovrà occuparsi di sua figlia Susanna, che non vede da molti anni, sarà costretto a fare i conti con la presenza di una sconosciuta al suo fianco, e ad affrontare i propri fantasmi.

Susanna, ha 29 anni ed è su una sedia a rotelle. Rudi si stupisce di vederla in quello stato, non lo sapeva, è mancato, non è stato un buon padre. Susanna è malata, una malattia degenerativa che la consuma giorno dopo giorno e non la rende autosufficiente. Lei ha bisogno di lui, lui se potesse continuerebbe a farsi gli affari suoi. Combattuto, debole, insicuro come non gli è mai sembrato di essere, Rudi decide di aiutare la figlia, e la prende con sé, innescando da questo momento un meccanismo tragico e ineluttabile: la malattia di Susanna sprofonda padre e figlia in una odissea in bilico tra la speranza di un miglioramento e la mano ferma della realtà, spietata, inarrestabile. Rudi abbandona la vita di strada e affronta i suoi limiti, le sue paure, la sua impotenza, cade, si rialza e infine capisce che sua figlia è il destino che l’attende, la missione da compiere.

Ma là fuori c’è il suo mondo, quello del racket, dei debiti, dei “lavoretti”, delle minacce, quel mondo in cui vige la legge del più forte e niente altro. Un mondo che Rudi, ormai dedicato a Susanna, ha scordato, un mondo che non si scorda di lui. Rudi sa tutto del suo piccolo mondo, ma non sa, o forse dimentica, che le cose che ti lasci alle spalle, a volte ti raggiungono, si aggrappano a te, ti investono.

Sul cammino di Rudi ritorna Franco, ancora per quel vecchio debito. Franco rivuole i suoi soldi e punta a prendere il posto di Rudi nelle gerarchie della piccola mafia locale. Rudi non si preoccupa. Ma non prevede che le cose cambiano, che Franco diventerà più forte, e che quel debito gli costerà molto più di quanto avrebbe mai immaginato: il mondo in cui si sentiva un re ora lo rifiuta.

Rudi si trova solo, con una figlia che perde le forze e peggiora giorno dopo giorno, e con Franco e i suoi uomini che lo cercano per dargli una lezione.
Non si può fuggire, non con Susanna, non con il rischio di mettere a repentaglio la sua vita. E comunque non potrà nascondersi per sempre, non di fronte a quel mondo che è, in fondo, il suo mondo, la sua vita. Non gli resta che abbandonare Susanna per la seconda volta e, con la rabbia di un animale ferito, andare in contro al proprio destino.

Presentato in concorso al

Bif&st-Bari International Film Festival

Premio Gabriele Ferzetti per il Migliore Attore Protagonista a

Orlando Angius

Sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas 2018




Paolo Maninchedda: il suo ultimo articolo sulla finanziaria regionale.




Paolo Brosio ospite nel podcast ” alle9″

Il noto giornalista e scrittore paolo Brosio parla a tutto campo della sua esperienza come guarito del covid-19. Non lesina critiche su come è stata gestita la pandemia.




“Siamo rammaricati per la decisione incomprensibile del sindaco Paolo Truzzu e di Fratelli d’Italia di cacciare dalla Giunta comunale il nostro assessore della Lega, l’avvocato Carlo Tack.

Rimpasto Cagliari, Zoffili (Lega): “Da Sindaco e Fratelli d’Italia scelta incomprensibile, ma nostro impegno non si ferma. Ex Assessore Carlo Tack nuovo Coordinatore cittadino Lega Cagliari”.
“Siamo rammaricati per la decisione incomprensibile del sindaco Paolo Truzzu e di Fratelli d’Italia di cacciare dalla Giunta comunale il nostro assessore della Lega, l’avvocato Carlo Tack. Una scelta che si macchia della responsabilita’ di aver diviso il centrodestra a Cagliari e che va nella direzione opposta a quella della Lega che invece lavora sempre per unire. Tack è stato estromesso per fame di potere e per una questione di poltrone, ma l’impegno della Lega non dipende da una poltrona: noi abbiamo a cuore la citta’ di Cagliari e continueremo a lavorare per il capoluogo della Sardegna. lo faremo dall’opposizione con il nostro consigliere Andrea Piras e tra la gente, perche’ il lavoro dellaLega non dipende dal fatto di essere in maggioranza o all’opposizione. Già oggi e domenica saremo in piazza con i nostri gazebo per raccogliere firme per la campagna referendaria e ascoltare i cittadini. Ringrazio Carlo Tack per l’ottimo lavoro svolto per la sicurezza di Cagliari, siamo fieri della stesura del nuovo regolamento di Polizia locale e dei rafforzati controlli, in sinergia con le forze dell’ordine, su piazza del Carmine e altri luoghi sensibili del capoluogo. Per rendere merito al suo impegno e proseguire il lavoro a favore della città, ho nominato Tack coordinatore della Lega per il comune di Cagliari, mentre Piras continuerà a ricoprire il ruolo di coordinatore provinciale.”
Cosí Eugenio Zoffili, deputato e coordinatore regionale Lega Sardegna




tramedarte – c.stampa del 09.09.2021 | Inaugurazione mostre “Post fata resurgo” di Paolo Carta e della collettiva “Liberi di Volare” al Cedap di Tempio Pausania

Prosegue al CEDAP, nel Parco del Limbara, la programmazione del

Museo di arte ambientale Organica, dedicato all’arte contemporanea e alla fotografia.

L’appuntamento è per sabato 11 settembre con due nuove mostre:

“Post fata resurgo” di Paolo Carta e la collettiva di fotografia “Liberi di volare”.

Proseguono le attività espositive di Organica, il nuovo Museo di arte ambientale nel Parco del Limbara inaugurato lo scorso mese di giugno, dedicato all’arte contemporanea e alla fotografia, diretto dal critico d’arte Giannella Demuro.

Le inaugurazioni

Si inaugurano sabato 11 settembre, alle ore 11 nelle sale del CEDAP, due nuove mostre.

Per la sezione di arte contemporanea, l’appuntamento è con Post fata resurgo la nuova e inedita personale di Paolo Carta a cura di Giannella Demuro; per la sezione di fotografia, sarà la volta della mostra collettiva Liberi di volare – fotografie di Riccardo Abozzi, Bobore Frau, Paolo Griva, Michele Santona, Edoardo Simula, Franco Porcheddu – realizzata in collaborazione con il Museo MUT di Stintino.

Visitabili, lungo i sentieri del bosco di Curadureddu, le opere permanenti del Museo.

Le mostre

La mostra personale di Paolo Carta è un nuovo e inedito capitolo della serie Post fata resurgo: progetto aperto di cui l’artista ha già “scritto” diverse importanti pagine e che già nel titolo, allusivo alla leggenda della fenice, rivela la fede di Carta nelle capacità della Natura di non cedere alle avversità, ma di sapere risollevarsi e resistere caparbiamente anche alle prove più dure. 

“Post fata resurgo / risorgerò dopo la morte” è, dunque, il proclama potente e autorevole della Natura che Carta enuncia attraverso un’operazione artistica che racconta di ferite e lacerazioni, di spaccature, vuoti drammatici e inattese rinascite. L’artista riproduce porzioni di vegetazione autoctona della Sardegna in immagini di grande formato, privandole degli elementi arborei. Ma alberi e vegetazione, seppure chirurgicamente e razionalmente cancellati dall’artista, restano riconoscibili, iconografie offese che resistono aggrappate ai contorni slabbrati della carta stampata, incuneate in profondità nel vissuto di chi guarda, tracce vive di un patrimonio identitario inalienabile.

Nel suo riflettere per immagini, azioni performatiche, assenze iconografiche e vuoti percettivi Paolo Carta esprime, infatti un forte sentimento di identità, per la costruzione e rafforzamento del quale, l’artista fa appello alla componente vegetale endemica dell’Isola. Piante come l’ulivo, il fico, il mirto, il lentisco o il fico d’india sono presenze arboree riconoscibili, appartengono alla cultura della Sardegna e della sua gente, rappresentano e custodiscono una secolare tradizione identitaria. Il loro abbattimento, la loro distruzione, lascia una ferita profonda che si rimargina con difficoltà e fatica. Ma l’arte, sostiene Carta con il suo lavoro, può contribuire a risanare quella ferita, con un processo inverso a quello che l’essere umano sempre più spesso mette in atto nei confronti della natura, restituendo immagini di una visione ricomposta senza più perdite, vuoti o assenze.

Paolo Carta vive e lavora a Cagliari e nel suo lavoro dedica particolare attenzione alla Sardegna, territorio in cui opera. La ricerca sua ricerca è volta all’osservazione del paesaggio e del soggetto arboreo in ambienti naturali e urbani; parte integrante della ricerca è la catalogazione di oggetti-resti recuperati nei luoghi osservati che favoriscono lo studio del passaggio dell’uomo. Tali oggetti vengono spesso ricostruiti o ipotizzati graficamente. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive. Specializzato in arti visive, discipline grafiche e comunicazione, è docente in progettazione grafica, video e fotografia. È operatore culturale molto attivo: dal 2011 fa parte di Progetto Contemporaneo, associazione di promozione sociale per la ricerca nelle arti visive. Dal 2021 fa parte di Terzomolare, studio d’arte, ricerca e archivio a Cagliari, di cui è co-founder insieme agli artisti Cristina Meloni e Gianluca Melis. È stato co-founder anche di PAS_Progetto Atelier Sardegna, programma di residenze diffuse realizzato tra il 2015 e il 2018. Dal 2011 al 2013 ha seguito lo spazio indipendente MEME arte contemporanea di Cagliari. 

La mostra collettiva Liberi di volare, fotografie di Riccardo Abozzi, Bobore Frau, Paolo Griva, Michele Santona, Edoardo Simula, Franco Porcheddu, è il risultato della grande passione per la natura che accomuna i sei fotografi: una piccola finestra su un mondo sconosciuto e vietato ai più. Un omaggio alla bellezza di animali così forti da sfidare le correnti ascensionali e allo stesso tempo così fragili da essere ancora oggi minacciati. Bracconaggio, avvelenamento, elettrocuzione, impatti stradali e distruzione degli habitat sono solo alcune delle principali cause di mortalità tra gli uccelli rapaci e sono tutte riconducibili all’uomo. Con le loro immagini gli autori di questi magnifici scatti, desiderano incentivare la conoscenza e il rispetto, non solo per gli uccelli rapaci, ma per tutti gli ecosistemi naturali popolati dai selvatici della Sardegna e del mondo.

“L’uomo è sempre stato affascinato dal volo. Quanto più forti sono i limiti che la natura ci impone, tanto più forte è il desiderio di avvicinarci ad essi. E più forte ancora l’ammirazione per tutte le creature esenti dai nostri umani vincoli. Negli uccelli rapaci, l’evoluzione ha dato prova del suo talento, modellando muscoli, ossa e piume in grado di solcare spazi inviolati di cielo, costringendo invece l’uomo al ruolo di semplice spettatore. Ma gli uccelli da preda sono molto più che splendidi soggetti fotografici. Sono tasselli imprescindibili dei complessi ecosistemi naturali che la nostra regione è ancora in grado di ospitare. Falchi e sparvieri, specializzati nella cattura di altri uccelli, limitano l’espansione di piccioni e corvidi. Civette e barbagianni, troppo spesso vittime di infondate superstizioni, sono oggi ospiti graditi in fienili e case di campagna, esercitando il loro controllo numerico su topi e ratti. Maestose aquile, predatori ai vertici della catena alimentare, sono in grado di catturare volpi e piccoli cinghiali. E infine i grifoni, la cui azione di smantellamento delle carcasse limita i fenomeni putrefattivi e blocca la propagazione di patogeni potenzialmente pericolosi”.

La mostra, realizzata al CEDAP con la collaborazione del MuT – Museo della Tonnara di Stintino, verrà introdotta da un intervento del direttore del Centro di allevamento e recupero della Fauna Selvatica (C.A.R.F.S.) di Bonassai, Marco Muzzeddu, uno dei massimi esperti in Sardegna di rapaci e strigiformi.

Con queste due nuove mostre, prosegue la riflessione di Organica sul rapporto uomo-natura: un nuovo momento di “incontro” con i luoghi dell’Isola, un’occasione originale per scoprire la straordinaria bellezza di questa terra, dei suoi territori e dei suoi Parchi e, allo stesso tempo, offrire spunti di riflessione sul complesso rapporto tra essere umano e ambiente naturale, sull’ecologia e sulla sostenibilità, anche nell’ottica della promozione e valorizzazione del patrimonio naturale, ambientale e paesaggistico del Parco del Limbara. Un obiettivo che viene perseguito attraverso i linguaggi visivi del nostro tempo, esplorando il lavoro di artisti che dedicano un’attenzione particolare al mondo della natura e alle tematiche ambientali e che rappresentano alcuni degli esiti più interessanti della ricerca visiva contemporanea in Sardegna e non solo. 

Tutti gli eventi di Organica si tengono alle pendici del Monte Limbara, nei dintorni di Tempio Pausania: nel bosco di Curadureddu e presso il CEDAP – Centro di Educazione e Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio.

Lo spazio del CEDAP dispone di due sale espositive, una dedicata all’arte contemporanea e l’altra alla fotografia ed è anche un punto informativo per le attività escursionistiche, ambientali e culturali del territorio.

La località è raggiungibile da Tempio, Olbia e Sassari lungo la strada statale SS 392, e poi a piedi percorrendo uno dei suggestivi sentieri che si inoltrano nei boschi del Limbara.

Organica – museo di arte ambientale nel Parco del Limbara è un progetto dell’associazione culturale tramedarte curato dal critico d’arte Giannella Demuro e realizzato in collaborazione con il Comune di Tempio Pausania, il sostegno della Fondazione di Sardegna, la collaborazione di Fo.Re.S.T.A.S., l’Agenzia Forestale Regionale per lo Sviluppo del Territorio e dell’Ambiente della Sardegna e il patrocinio del Touring Club Italiano.

* * *

città: Tempio Pausania (SS)

sede: Monte Limbara | località Curadureddu / CEDAP – Centro di Educazione e Documentazione Ambientale e Paesaggistica del Limbara (SS 392 Tempio-Oschiri)

mostre al CEDAP > 14.08 | 08.09

Mirroring di Antonello Fresu, a cura di Ivo Serafino Fenu

Opere nel bosco_un racconto per immagini delle opere installate nel bosco

11.09 | 06.10

Post fata resurgo di Paolo Carta, a cura di Giannella Demuro

Liberi di volare, fotografie di Riccardo Abozzi, Bobore Frau, Paolo Griva, Michele Santona, Edoardo Simula, Franco Porcheddu in collaborazione con il Museo MUT di Stintino

09.10 | 03.11

Elementi di Paola Dessy, a cura di Mariolina Cosseddu

Michele Tamponi_percorsi di passi e di sguardi, a cura dell’Associazione La Sardegna vista da vicino

Opere nel bosco in permanenza

Pietruccia Bassu, Paolo Carta, Paola Dessy, Daniela Frongia, Giuseppe Loi, Gianni Nieddu, Sabrina Oppo, Bruno Petretto, Josephine Sassu, Monica Solinas

orari apertura CEDAP: dal martedì al giovedì 13-18; dal venerdì alla domenica 12–18, chiuso il lunedì. 

Per visitare le mostre è necessario esibire il Green Pass.

INFO

cell. 339 5906900 | [email protected]

tramedarte

www.facebook.com/tramedarteassociazione | https://www.instagram.com/tra.med.arte/ https://www.youtube.com/channel/UCiEx7M8G5Gqr14tf0-t73Jg

Paolo Carta




435 – Sassari Latte Dolce calcio 2020 2021 – Paolo Palmas riconfermato in biancoceleste

Sassari calcio Latte Dolce 2020 // 2021

 BEN RITROVATO, PAOLO PALMAS

«Sono molto legato a questi colori e credo nel progetto: sento la fiducia di tutti, non vedo l’ora di ricominciare»

Ben ritrovato Paolo Palmas, la furia di Castelsardo riconfermato per il quinto anno consecutivo come freccia d’attacco della faretra biancoceleste messa a disposizione di mister Stefano Udassi, è giocatore che ben conosce le dinamiche del team e la filosofia del tecnico, chiamato a dare un contributo prezioso in questa nuova sfida al campionato di serie D.

Paolo Palmas, attaccante del Sassari calcio Latte Dolce: «Ho scelto di vestire per la quinta stagione consecutiva questa maglia perché credo fermamente in questo progetto. Sono ormai molto legato a questi colori e ho una grande voglia di rivalsa dopo un’annata che soprattutto a livello personale è stata, diciamo, un po’ storta: anche per questo il Sassari calcio Latte Dolce dal mio punto di vista è la scelta migliore, la squadra ideale per rimettermi in gioco con tutta la grinta possibile. La voglia di ricominciare è tanta, e credo valga per tutti. Speriamo di tornare in campo al più presto, senza guardarci alle spalle ma certo con un pizzico di rammarico per il momento in cui lo scorso campionato si è interrotto. Il prossimo campionato? Come sempre accade in realtà non so cosa aspettarmi, ma posso certamente dire che mi piacerebbe vivere con la squadra una stagione importante, e che mi auguro di raggiungere i traguardi che ci vorremo prefissare assieme alla società. Provo tanta stima e ho piena fiducia nel lavoro che fanno staff e società. Ho un ottimo rapporto con il mister, bello poter lavorare ancora insieme. E bello anche ritrovare i vecchi compagni, ovviamente dispiace sempre per chi va via posto che chi arriva e arriverà per la prima volta sarà certamente bene accetto. Non vedo l’ora di iniziare. Da parte mia spero di continuare a dare il mio contributo provando a fare sempre qualcosa in più. Sento la fiducia di tutti, voglio dimostrare di essere all’altezza e migliorarmi ancora a livello personale e come parte del gruppo squadra». 

 
 

Ufficio Stampa – Sassari calcio Latte Dolce

Giovanni Dessole – Giornalista professionista



LOIRI PORTO SAN PAOLO: SOCCORSO A PERSONA IN STATO CONFUSIONALE

Nella tarda mattinata del 14 maggio i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Olbia, attivati dalla Centrale Operativa del Reparto Territoriale, sono intervenuti in emergenza nella Frazione Ovilò  dove una ragazza di 24 anni aveva segnalato la strana presenza di una persona all’interno della propria autovettura. Appena giunti, i militari trovavano ancora sul posto un cittadino tedesco di 25 anni in evidente stato confusionale e con una profonda ferita alla testa. Il giovane lamentava anche forti dolori al costato, asseritamente causati da una caduta. Subito soccorso dai medici del 118 e trasportato all’Ospedale Civile di Olbia dove è tuttora ricoverato, gli è stata diagnosticata una frattura cranica e fratture anche a tre vertebre lombari; il ragazzo non è in pericolo di vita. Dal sopralluogo dei carabinieri ed anche dal riscontro della visita medica è stata stabilita la totale compatibilità delle lesioni con una caduta accidentale durante un’escursione in quella località Silvaredda. Nella ricostruzione dell’accaduto è emerso che fortunatamente alla vittima era rimasta sufficiente lucidità per raggiungere un luogo abitato dove poter ricevere soccorsi e infatti ha avuto la prontezza di adagiarsi all’interno dell’autovettura. Ad oggi la sua situazione clinica è stazionaria




Omaggio di Paolo Zicconi a Sergio Endrigo

Omaggio di Paolo Zicconi a Sergio Endrigo

Dopo aver viaggiato attraverso la musica di Luigi Tenco con il disco e l’omonimo concerto “In qualche parte del mondo”, dopo aver attraversato la storia della canzone d’autore italiana con due concerti di grandissimo successo fra il 2015 e il 2016, Paolo Zicconi ritorna al Teatro Civico di Alghero il 12 Gennaio 2019 con una serata interamente dedicata ad uno dei più importanti e indimenticati autori italiani: Sergio Endrigo. Il concerto è organizzato dall’associazione culturale “Materia Grigia” con il patrocinio del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero ed è inserito nel calendario degli eventi “Més que un Mes”. Paolo Zicconi prosegue così il suo personale percorso di riscoperta del migliore cantautorato d’autore italiano, offrendo uno spettacolo variegato in cui la musica incontra il ricordo ed anche la storia di come eravamo. Il cantautore istriano inizia il suo percorso nella prima stagione dei cantautori, che introducevano nel nostro panorama musicale una poetica diretta ed essenziale che partita dalla Francia arrivava a Genova. Negli anni ’70, in concomitanza coi movimenti politici e culturali del periodo, si diffonde ancora di più l’utilizzo della canzone per uno scopo più politico e sociale. Si affermano diverse scuole, e l’amore viene trattato con una poetica più elaborata rispetto agli inizi, mentre musicalmente le influenze si spostano dalla musica francese a quella d’oltremanica e d’oltreoceano, come ad es. il Brasile nel caso di Endrigo. In questo concerto sarà ricordato con l’interpretazione delle sue canzoni, alcune meno note altre più celebri come “Canzone per te” che gli valse nel 1968 la vittoria a Sanremo, quale primo cantautore in senso moderno a vincere la tradizionale manifestazione. Le canzoni , nel rispetto delle versioni originali, saranno rivisitate secondo gli arrangiamenti dell’ensamble strumentale, i cui componenti, come ormai caratteristica dei concerti di Zicconi, vanno da figure di ormai provata fama ed esperienza a giovani strumentisti scelti tra le migliori espressioni che si stanno affermando a livello locale. Il concerto vedrà, accanto a Paolo Zicconi, Paolo Zuddas alle percussioni e Marcello Peghin alla chitarra classica, i giovani ma già affermati Gianluca Porcu al basso, Riccardo Pinna alle tastiere e Francesco Sanna alla chitarra elettrica. Parteciperà inoltre il coro delle voci bianche della classe prima ad indirizzo musicale della Scuola Media “G. Deledda” di Alghero.