“Lirica per l’UNESCO”, ad Alghero le grandi voci operistiche celebrano il patrimonio sardo attraverso il Belcanto

Il 15 luglio a Lo Quarter il concerto firmato Ars Aurelia con i soprani Paoletta Marrocu e Chiara Guerra, il tenore Mauro Secci, il baritono Dario Sogos e il basso Antonio De Gobbi accompagnati al pianoforte da Andrea Mudu

ALGHERO. Le voci intramontabili della lirica si incontrano ad Alghero per celebrare il primo anniversario del riconoscimento UNESCO alle Domus de Janas come Patrimonio dell’Umanità. Mercoledì 15 luglio alle 21.30, il palcoscenico a cielo aperto di Lo Quarter ospiterà il concerto “Lirica per l’UNESCO“, proponendo una selezione delle pagine più celebri e amate del repertorio operistico italiano, riconosciuto a sua volta dall’UNESCO quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un connubio perfetto che punta a omaggiare le eccellenze archeologiche sarde e la tradizione secolare del Belcanto attraverso il linguaggio universale della musica.

L’evento è organizzato da Ars Aurelia ETS in collaborazione con il Comune di Alghero, il CeSiM APS (Centro Studi Identità e Memoria) e la Fondazione Alghero, con la partecipazione del Centro Commerciale Naturale “Al Centro Storico”.

«A un anno dall’iscrizione delle Domus de Janas nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO, continuiamo a celebrare un traguardo che ha segnato una pagina importante per Alghero, per la Sardegna e per l’Italia – dichiara il sindaco Raimondo Cacciotto –. L’importante riconoscimento rappresenta un prestigioso attestato internazionale, ma anche un impegno quotidiano a valorizzare i nostri beni archeologici, storici e culturali, rendendoli sempre più conosciuti e accessibili. Farlo attraverso un concerto che unisce due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO, le Domus de Janas e il Belcanto italiano, significa costruire un dialogo tra identità, cultura e bellezza, offrendo alla comunità e ai visitatori un’occasione di grande valore artistico».

Sul palcoscenico si alternerà un cast di interpreti d’eccezione, fondendo insieme l’esperienza di grandi carriere internazionali al talento delle nuove generazioni. Tra i protagonisti spicca il nome del soprano Paoletta Marrocu, già insignita del prestigioso titolo di “Artist for Peace” UNESCO e interprete acclamata nei maggiori teatri del mondo.

Accanto a lei si esibiranno il soprano Chiara Guerra, il tenore Mauro Secci, il baritono Dario Sogos e il basso Antonio De Gobbi, tutti magistralmente accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Mudu.

«Questo concerto rappresenta il modo migliore per celebrare il primo anniversario di un riconoscimento che ha dato nuova forza ai siti archeologici della nostra città – commenta l’assessora alla Cultura di Alghero, Raffaella Sanna –. Le Domus de Janas della Necropoli di Anghelu Ruju sono entrate a far parte della Lista del Patrimonio mondiale grazie a un lungo lavoro condiviso tra studiosi, istituzioni e territorio, che oggi continua attraverso iniziative capaci di far conoscere e vivere questa straordinaria ricchezza culturale. La cultura trova la sua piena espressione quando diventa occasione di incontro, partecipazione e crescita della comunità».

«Abbiamo voluto creare un dialogo tra due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO che parlano, in modi diversi, di identità e memoria – ha affermato Irene Dore, direttrice artistica di Ars Aurelia –. Il Belcanto italiano e le Domus de Janas raccontano la storia di un popolo attraverso linguaggi differenti ma ugualmente universali. Riunire grandi interpreti e giovani artisti in un’unica serata significa anche ribadire che la cultura vive quando viene condivisa, tramandata e resa accessibile a tutti».

L’evento è inserito nella più ampia programmazione della rassegna “Aspettando Nessun Dorma 2026”, sostenuta dalla Fondazione di Sardegna e inserita all’interno del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria. È possibile ottenere i biglietti online sulla piattaforma Boxol.it oppure ad Alghero, nella Tabaccheria D’Apello in via Alessandro Manzoni 40/D. Per informazioni e contatti è possibile rivolgersi ad [email protected].




Le storiche Ville Couelle diventano patrimonio del Comune di Arzachena

Ad annunciarlo è il sindaco Roberto Ragnedda: le architetture simbolo della Costa Smeralda saranno trasformate nel nuovo Museo della Costa Smeralda.

Il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, ha annunciato l’acquisizione ufficiale delle storiche Ville Couelle da parte del Comune. Le strutture diventeranno la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, un progetto pensato per valorizzare il patrimonio architettonico, rafforzare l’identità culturale del territorio e ampliare l’offerta turistica oltre la stagione estiva.

Arzachena scrive una nuova pagina della propria storia. A darne l’annuncio è il sindaco Roberto Ragnedda, che ha comunicato l’ingresso ufficiale delle storiche Ville Couelle nel patrimonio del Comune.

Un passaggio che rappresenta molto più di una semplice acquisizione immobiliare. Si tratta di una scelta strategica e culturale, definita dallo stesso primo cittadino come un atto di visione e di profondo amore per il territorio.

Le Ville Couelle, architetture iconiche che hanno contribuito a definire nel mondo lo stile della Costa Smeralda, non resteranno più tesori chiusi al pubblico. Diventeranno infatti la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, uno spazio destinato a raccontare la storia, l’identità e l’evoluzione culturale di uno dei territori più conosciuti del Mediterraneo.

L’obiettivo dell’amministrazione è restituire alla comunità un patrimonio d’eccellenza, rendendolo accessibile ai cittadini, ai visitatori e a chiunque voglia conoscere più da vicino le radici della Costa Smeralda. Un bene di grande valore diventa così patrimonio comune, luogo di memoria, conoscenza e partecipazione.

Il progetto punta anche a rafforzare il ruolo di Arzachena come cuore culturale della Costa. Celebrare il genio architettonico dei Couelle significa valorizzare una parte fondamentale della storia del territorio, custodendo un’eredità che ha contribuito a rendere riconoscibile nel mondo l’immagine della Costa Smeralda.

L’iniziativa guarda però anche al futuro. Investire nella cultura significa diversificare l’offerta turistica, creare nuove opportunità e generare valore durante tutto l’anno, andando oltre la sola stagione estiva.

L’acquisizione delle Ville Couelle rappresenta dunque un traguardo collettivo e indica una direzione precisa: far crescere Arzachena come città più consapevole, più colta e più fiera delle proprie radici.




Patrimonio che parla: il nuovo turismo culturale tra scoperta, emozioni e tutela delle Domus de Janas

Venerdì 28 novembre 2025 – ore 17:00
Sassari, Sala della Fondazione di Sardegna – Via Carlo Alberto 7

Il CeSim – Centro Studi Identità e Memoria della Sardegna presenta il libro “Nuovo Turismo Culturale. Il marketing delle emozioni” di Elena Croci, edito da FrancoAngeli, nell’ambito del percorso di approfondimento avviato dopo la recente iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO del sito seriale “La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna – Le Domus de Janas”, composto da 18 monumenti disseminati in tutta l’isola.

L’iniziativa intende mettere in dialogo il tema del turismo culturale sostenibile con il nuovo scenario che si apre per la Sardegna dopo il riconoscimento UNESCO, proponendo una riflessione sul rapporto tra identità, territorio ed esperienza turistica.

Il libro
Nel volume, Elena Croci analizza l’evoluzione del viaggiatore contemporaneo, sempre più consapevole, empatico e attento alla sostenibilità, e propone il passaggio da un turismo “orizzontale”, del solo vedere, a un turismo “verticale”, fatto di conoscenza, emozione e partecipazione attiva.
Il testo intreccia marketing culturale, neuroscienze, storytelling e cultura pop, mostrando come le emozioni siano il vero motore delle scelte turistiche e come possano diventare strumenti di valorizzazione dei territori.

Il collegamento con la Sardegna e le Domus de Janas
La prospettiva proposta dall’autrice è particolarmente rilevante per la Sardegna, oggi impegnata nella costruzione di un modello di fruizione culturale che sappia valorizzare le Domus de Janas in modo autentico, sostenibile e identitario.
Questi luoghi millenari – tra i simboli più forti della preistoria mediterranea – incarnano perfettamente il concetto di turismo “verticale”: non semplici mete da visitare, ma spazi in cui comprendere, sentire e connettersi con la propria storia e con la comunità.
Relatori dell’evento
Marco Di Gangi – CeSim/APS
Introduzione, contesto del progetto UNESCO e presentazione del libro
Elena Croci – Autrice
Esposizione dei contenuti, esempi pratici e riflessioni sul turismo emozionale
Prof.ssa Giuseppa Tanda – Presidente CeSim/APS
Collegamento con l’iscrizione UNESCO e valorizzazione culturale delle Domus de Janas

Obiettivo dell’incontro
Il dibattito, oltre a fare il punto sul sito recentemente iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco si propone di rispondere a domande cruciali:
chi è il nuovo turista culturale?
perché oggi si viaggia per emozionarsi e non solo per vedere?
come costruire un’offerta capace di valorizzare in modo sostenibile i territori e il patrimonio?
L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto per amministratori, operatori culturali, professionisti del turismo e cittadini, interessati al futuro della Sardegna e del suo patrimonio.




Villanova Monteleone, “le erbe sarde patrimonio inestimabile”

Si è conclusa con successo a Monte Minerva la prima delle sei giornate del cibo che anticipano “Chenamos in carrela”: grande partecipazione per i laboratori con l’esperto Gianpaolo Demartis e lo chef Fabio Zago

Villanova Monteleone. C’è voglia di riscoprire le “erbe de su connotu”, quelle commestibili e medicinali, un patrimonio inestimabile delle campagne della Sardegna che ormai in pochissimi sanno ancora riconoscere. L’anteprima di “Chenamos in carrela” dedicata a “Foraging ed erbe spontanee”, realizzata nel meraviglioso contesto naturale di Monte Minerva, è stata un successo di presenze. Segno tangibile dell’interesse crescente per una branca importante della nostra cultura tradizionale che, con l’avvento della modernità, è stata prima trascurata e poi in buona misura dimenticata dalla collettività.

L’iniziativa, organizzata dalla Proloco di Villanova Monteleone sotto il coordinamento generale dell’enogastronomo Tommaso Sussarello, ha visto nel ruolo di esperto il sassarese Gianpaolo Demartis, che ha accompagnato i curiosi in un percorso immersivo nella natura e nel mondo delle erbe edibili e officinali.

In una bella giornata di sole primaverile sono spuntate dal terreno la borragine (limbuda o limboina), ottima per accompagnare numerosi piatti, poi la cicoria (sa tzicòria), il radicchio selvatico (su pabantzolu), il cardo mariano (su ‘ardu), la malva (sa prammutza) e persino la parietaria, una pianta comunissima associata spesso alle allergie, in realtà molto efficace nella farmacopea dell’isola.

«Sono erbe che fino a cinquanta anni fa – ha spiegato Demartis – non mancavano mai dalle dispense delle famiglie sarde, conservate in barattoli in attesa di essere utilizzate per curarsi ma soprattutto per non ammalarsi. Nella nostra terra crescono almeno 250 piante commestibili e forse addirittura 400 possono essere utilizzate in farmacopea».

Il laboratorio è proseguito sotto il coordinamento di Sussarello nella sala conferenze del CEAS Monte Minerva, dove lo chef Fabio Zago ha illustrato ai presenti la preparazione di una salsa a base di erbe spontanee. Primo ingrediente utilizzato è stata “s’àpara”, un aglio angolare profumato e delicato che sa di erba cipollina: tritato finemente con olio, limone e sale, con un pizzico di peperoncino e l’aggiunta di altre erbe aromatiche, in questo caso timo e finocchietto. La salsa, spalmata sul pane a lievitazione naturale, ha insaporito una salsiccia di produzione villanovese di manzo e suino profumata al mirto, ed è stata molto apprezzata dai partecipanti al laboratorio.

Anche il pranzo alla Locanda è stato appositamente studiato per un menù a tema, a base di fiori ed aromi in pastella di ceci, frittatine di àpara, polpettine di ricotta e menta con panatura di semi, supa coata, erbe spontanee, spezzatino di agnello con finocchietto selvatico e tortino dolce di borragine.

La due giorni a Monte Minerva ha consentito di visitare il giardino delle biodiversità, il roseto con le sue antiche varietà risalenti al medioevo e le domus de janas de Sa minda ‘e su Trau .

L’appuntamento è stato organizzato e promosso dalla Proloco di Villanova Monteleone in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, l’Agenzia regionale Forestas, l’associazione Sardinia Nature e la Locanda Minerva. L’iniziativa rientra nella più ampia attività del progetto “Chenamos in carrela” prevista dalla linea d’azione “Realizzazione di iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale – Progetto Alboergo – Ospitalità diffusa a Villanova Monteleone”, promosso dal Comune e finanziato con i fondi del PNRR. Tutti gli eventi collegati alla manifestazione sono inseriti nel programma Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




BENI CULTURALI, SORU: PATRIMONIO STORICO E ARCHEOLOGICO DELLA SARDEGNA È UNA MINIERA DI LAVORO.

Cagliari, 4 febbraio 2024. «La valorizzazione dei beni culturali della Sardegna ha ricadute economiche e occupazionali importanti. Penso a un’agenzia regionale del patrimonio culturale che stabilizzi tutti i lavoratori dei siti archeologici». L’ha detto il candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru nell’intervento che ha chiuso l’incontro dedicato a “Politiche e gestioni per i beni culturali della Sardegna”, ospitato nella sala del palazzo CIS di Cagliari.

Coordinato da Antonello Gregorini, l’incontro ha riunito operatori, studiosi e semplici appassionati per fare il punto sulle opportunità legate all’immenso patrimonio archeologico, storico e culturale dell’isola e illustrare anche le esperienze di divulgazione e narrazione portate avanti in questi anni. «Lo Statuto del 1948 non ci ha dato competenza piena sui beni culturali come invece ha ottenuto la Sicilia – ha ricordato Soru – e dobbiamo riconoscere che, in tutti questi decenni, i tanti siti archeologici sardi non sono stati studiati e valorizzati come avrebbero meritato dalle Soprintendenze ministeriali. Al punto che, nelle carte che riassumono la storia del mondo, i nuraghi dovrebbero apparire prima delle piramidi e invece non ci sono.»

«Questa storia dimenticata – ha proseguito il candidato – che ha una dignità importante nella storia dell’uomo e ha una presenza diffusa quasi in ogni campagna della Sardegna è una grande risorsa. Può avere delle ricadute sulla miglior comprensione di chi siamo e quindi della nostra storia, ma anche una grande ricaduta economica e lavorativa in un mondo in cui il turismo continua a crescere e che oggi è fatto da viaggiatori, esploratori che viaggiano spesso in cerca di esperienze paesaggi, cibo e culture diverse.»

«Qualcosa è stato realizzato – ha detto Soru -. Abbiamo Barumini riconosciuta tra i beni Unesco, ma rimane tantissimo da fare. Avevamo immaginato una rete dei beni culturali della Sardegna, un sistema anche con una identità visiva che aiutasse il visitare a capire il contesto storico e dove ogni sito fosse un punto d’accesso ideale, però è stato stravolto o realizzato in maniera episodica. Abbiamo due fondazioni molto attive a Barumini e Cabras grazie ai Giganti, ma gli altri siti sono gestiti da singole cooperative, a volte in maniera troppo precaria e senza protezione sociale per i lavoratori.»

«Con un’agenzia regionale del patrimonio culturale – ha proposto il leader della Coalizione sarda – possiamo prendere in mano la gestione dei siti e stabilizzare chi ci lavora, formare nuovo personale, aprire scuole di restauro e dare un’identità e una narrazione unitaria al nostro patrimonio. Serve una norma di attuazione dello Statuto che definisca le competenze, anche primarie, con lo Stato e ci consenta di gestire meglio e in modo coordinato i luoghi culturali.»

«La transizione digitale porterà grandi occasioni di lavoro e di innovazione – ha ricordato ancora -. Possiamo digitalizzare gli archivi cartacei e tutti i reperti archeologici catalogati e oggi lasciati nei magazzini. Mettere tutto a disposizione come grande occasione di studio e conoscenza, promozione e occupazione. È la realizzazione di un grande patrimonio digitale che sarà per sempre.»

«E da quest’operazione – ha concluso Renato Soru – può nascere un Betile digitale. Vent’anni fa immaginammo questo grande museo sul lungomare di Cagliari, oggi lo possiamo fare online, con tutti i reperti della storia della Sardegna presenti grazie ai loro «gemelli digitali» a portata di mano di ogni smartphone e di ogni computer nel mondo e per sempre. Sarebbe la prima esperienza al mondo.»

AGENDA ELETTORALE 5 FEBBRAIO.
Ecco gli appuntamenti di domani, lunedì 5 febbraio, del candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru:
– ore 10.30, confronto coi candidati presidente organizzato da Confagricoltura, Caesar’s hotel, via Darwin 2/4, Cagliari;
– ore 16.00, incontro coi cittadini «La Sardegna di oggi e del futuro», sala consiliare, via Roma 95, Lanusei;
– ore 18.00, incontro coi cittadini «La Sardegna di oggi e del futuro», teatro San Francesco, piazza fra Locci, Tortolì.




Patrimonio boschivo: 6 assunzioni ad Alghero

fino alle ore 14 dell’11 dicembre 2023 è possibile presentare la domanda per le figure che verranno assunte a tempo determinato nell’ambito del cantiere per l’aumento, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio boschivo della città di Alghero. Le figure ricercate sono sei: 3 giardinieri specializzati, 2 potatori e 1 perito agrario/agrotecnico, con applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di categoria del settore privato corrispondente. La durata del cantiere sarà di 7 mesi, con 30 ore settimanali. Per partecipare alla selezione ed essere inseriti in graduatoria, gli interessati dovranno presentare domanda informatizzata sul portale www.sardegnalavoro.it, effettuando l’accesso alla propria area personale previa autenticazione. Potrà pertanto essere ricercato l’Avviso del cantiere di interesse ed eseguita l’operazione di inserimento della relativa domanda di candidatura. La domanda online dovrà essere compilata dal candidato in tutte le sue parti ed inviata entro i termini. Non saranno considerate ammissibili le domande trasmesse con modalità diverse. Qualsiasi informazione utile per presentare la domanda e tutti i dettagli sono presenti nell’Avviso allegato. 




Approvato il nuovo Regolamento per la Valorizzazione del Patrimonio

Valorizzare i beni comunali e assicurarne il mantenimento e la buona conservazione nel tempo, assicurarne una migliore fruibilità e il proficuo utilizzo da parte del cittadino e garantire la trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa attraverso un procedimento più oggettivo possibile. Con questi obiettivi il Consiglio comunale ha approvato, nell’ultima seduta, il nuovo regolamento per la Valorizzazione, Locazione, il Comodato e la Concessione dei beni comunali gestiti dal Settore Patrimonio. «Il documento è ora in linea con la normativa vigente e con le linee strategiche e programmatiche di questa Amministrazione» ha spiegato l’assessora alla Valorizzazione del Patrimonio Maria Francesca Masala che lo ha presentato all’Assemblea.
Tra le novità introdotte ci sono la specificazione dei criteri e modalità di compilazione della perizia estimativa in base alla quale si fissano i canoni di locazione, affitto, concessione e quella del procedimento amministrativo di assegnazione di concessioni e locazioni di beni immobili demaniali e patrimoniali, l’introduzione di tempi certi nella stipula dei contratti, successivamente all’aggiudicazione. È stato inoltre introdotto il diritto di prelazione a favore del precedente concessionario, locatario, affittuario e le condizioni a cui deve sottostare lo stesso affinché possa avvalersene.
È stato disciplinato nel dettaglio il procedimento amministrativo per l’esecuzione dei lavori a scomputo dei canoni di locazione e concessione, cioè la possibilità di scontare il costo dei lavori necessari sull’immobile dal canone di affitto.
Definiti anche i criteri e uno specifico procedimento di assegnazione dei locali per attività nel campo del Terzo Settore, basato su una serie di parametri, a cui corrisponde un punteggio.
Tra le novità, anche l’introduzione dei criteri di riduzione del canone di concessione e locazione per il Terzo Settore, che sarà valutata in base alla tipologia dei richiedenti, alle attività svolte, con un’attribuzione di punteggio che tiene conto di differenti elementi, come la presentazione di progetti coerenti con le linee programmatiche dell’Amministrazione Comunale, contenute nel Documento unico di programmazione; le proposte che prevedono la coesistenza di più soggetti nello stesso immobile; il riconoscimento della funzione svolta, nel tempo e nella città, come rilevante per fini pubblici; lo svolgimento di funzioni di utilità sociale e di coinvolgimento nelle diverse aree urbane; del reale accertamento dell’insussistenza di finalità lucrative; delle attività e servizi svolti a titolo gratuito presso i locali assegnati.




LE DOMUNS DE JANAS PATRIMONIO DELL’UNESCO – LA SFIDA PER IL RICONOSCIMENTO NELLA TENTATIVE LISTS DI PARIGI

Domus de Janas, l’arte preistorica dei sardi patrimonio dell’Unesco. La rete dei comuni dell’Isola  con il  favore del Ministero della Cultura 

Il programma di cui Alghero è capifila con i siti di Anghelu Ruju e Santu Pedru arriva alla Tentative Lists di Parigi per il riconoscimento di UNESCO World Heritage Centre

Alghero, 15 aprile 2021 – L’opera della sepoltura dei sardi che ha attraversato millenni, elemento significativo del patrimonio culturale della Sardegna, merita il riconoscimento dell’Unesco. C’è già il parere favorevole nel merito da parte del Ministero della Cultura, espresso in questi giorni – l’8 aprile scorso. Il MIC ha dato il via libera alla proposta formalizzata dalla rete dei comuni  in cui sono presenti  vestigia e testimonianze della preistoria, tra cui le Domus de Janas, prevenuta attraverso la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Sono 35 i siti che fanno parte della proposta, da Alghero a Villanova Monteleone, Ossi, Cheremule, a Mamoiada, Goni, Ardauli, Benetutti,  Sedilo, ed altri ancora.  La proposta denominata “Arte e architettura nella Preistoria della Sardegna. Le domus de janas / Art and Architecture in the Prehistory of Sardinia. The domus de janas” fa parte ora della lista propositiva italiana della Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale trasmessa alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.  Il prossimo approdo è quello della Tentative Lists di Parigi, Centro del Patrimonio Mondiale, al quale gli Stati presentano le proposte che considerano patrimonio culturale di eccezionale valore universale. 

Alghero, con i siti di Anghelu Ruju e Santu Pedru, è capofila con Ossi del programma che il Ministero della Cultura propone per il riconoscimento Unesco. La rete dei comuni ora elaborerà i dossier che sosterranno la validità della proposta di riconoscimento all’ UNESCO World Heritage Centre. Il Piano di gestione del patrimonio della rete dei comuni si avvarrà del supporto del Comitato Tecnico – Scientifico composto da personalità del mondo accademico sardo e dal  Centro Studi “Identità e Memoria” (CeSim/APS), presieduto dalla Prof.ssa Giuseppa Tanda, promotrice del programma di candidatura all’Unesco. 

Nella conferenza stampa di oggi a Porta Terra è stato fatto il punto sul procedimento che ha centrato un primo e importante traguardo con il benestare del Ministero. Presenti l’Assessore alla Cultura Marco Di Gangi, la Professoressa Giuseppa Tanda, Giovanni Carta, Sindaco di Bonnanaro, componente del Comitato tecnico-scientifico. 

Il Sindaco Mario Conoci, assente per sopraggiunti impegni, vuole sottolineare l’importanza della sfida: “Una grande opportunità per tutta la Sardegna, non solo per Alghero, per la promozione di un patrimonio unico. La promozione delle nostra autentiche opere d’arte, valori culturali universali, quali sono le Domus de Janas, è un fattore determinante dello sviluppo di un progetto di ampio respiro che amplia con straordinaria qualità anche l’offerta turistica dei territori”, commenta. Le cosiddette Case dei Morti  sono il punto di forza di un progetto di candidatura unico in Italia che tra le tante proposte per il riconoscimento Unesco spicca per l’unicità della preistoria della Sardegna. 

“La sfida ambiziosa  è quella di un percorso di tutti i comuni dell’isola in cui l’attrattore della cultura così significativo possa incidere anche sullo sviluppo turistico della rete – aggiunge l’Assessore Di Gangi. “La proposta è altamente competitiva, e tuttavia il percorso verso il riconoscimento Unesco è uno stimolo a creare tutte le condizioni affinchè questa ricchezza sia valorizzata pienamente”. La proposta è forte, ne sono convinti la Prof.ssa Tanda e Giovanni Carta: “Abbiamo opere d’arte che rappresentano benissimo lo spirito Unesco, le Domus de Janas costituiscono l’espressione funeraria ed artistica più rilevante del sistema culturale sviluppatosi nell’Isola tra la fine del V ed il III millennio a.c.”. 

La Rete si avvale della collaborazione del Comitato Scientifico, di cui fanno parte: un rappresentante del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari ed uno del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, due rappresentanti dell’ Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, due rappresentanti del CeSim – Centro Studi identità e Memoria,  i Direttori dei Musei eventualmente presenti nei territori di riferimento




ALGHERO, I GIOCHI PER PROMUOVERE LA DESTINAZIONE TURISTICA E IL PATRIMONIO: ONLINE L’ULTIMA SFIDA TRA CREATIVI

ALGHERO, I GIOCHI PER PROMUOVERE LA DESTINAZIONE TURISTICA E IL PATRIMONIO: ONLINE L’ULTIMA SFIDA TRA CREATIVI

Alghero fa un altro passo verso la rivoluzione della promozione turistica e della valorizzazione del proprio patrimonio. Domani 27 e sabato 28 novembre va in scena il secondo Hackaton organizzato dalla Fondazione Alghero. La partecipata del Comune è partner di MED GAIMS , progetto di cooperazione euromediterranea che utilizza il game design per immaginare nuovi modi di visitare e conoscere i luoghi di maggior interesse storico-archeologico, culturale e artistico, cambiando la fruizione dei siti culturali attraverso la gamification analogica e digitale. Finanziato dall’Unione Europea con 2milioni e 100mila euro del Programma Eni Cbc Med, MED GAIMS coinvolge Libano, Giordania, Spagna e Italia. Alghero è l’unica città italiana coinvolta. Partner associato della Fondazione Alghero è Promo P.A. Fondazione.

L’invito della Fondazione a presentare proposte per progettare giochi analogici e digitali ambientati ad Alghero risale ad agosto e prevede 60mila euro per cinque giochi, due digitali da 15mila euro e tre analogici da 10mila euro, più un budget di 25mila euro per attrezzature e materiale necessario per attuarli. Grazie a MED GAIMS giovani creativi, società, startup e appassionati sono protagonisti di un processo attraverso cui il gioco diventa motore d’innovazione, strumento di valorizzazione del patrimonio e generatore di nuovi immaginari turistici.

Col primo step si sono selezionati un gioco digitale e uno fisico. Le idee in gara hanno partecipato il 24 e 25 ottobre al primo hackaton, anche quello celebrato online per ragioni sanitarie. Ora tocca alle 15 squadre di creativi su 25 che hanno risposto al secondo invito, scaduto il 30 ottobre. In palio ci sono 15mila euro per realizzare un gioco digitale e 10mila euro ciascuno per due giochi fisici. Sono arrivati progetti dalla Sardegna e da ogni parte d’Italia.

Venerdì e sabato i team si confronteranno coi gestori dei siti culturali, coi referenti del mondo turistico, con mentors ed esperti di gamification, creazione d’impresa, cultura, patrimonio, marketing, turismo digitale, progettazione e sviluppo di giochi, sostenibilità. I giochi dedicati ai siti turistici di Alghero saranno selezionati da esperti di livello nazionale e internazionale. Presto la Fondazione renderà noti i nomi dei vincitori di entrambe le selezioni, passando poi alla parte operativa del progetto. Altri dettagli sono sul sito della Fondazione Alghero e sulla pagina del progetto, all’indirizzo http://www.enicbcmed.eu/projects/med-gaims .

MedGaims ha già accresciuto la notorietà internazionale di Alghero perché la scelta fatta dalla città catalana e dai suoi partner si inserisce in un dibattito di grandissima attualità e segue un trend su cui si sono già testate con successo città d’arte e destinazioni turistiche sparse per il mondo. Per urbanisti, sociologi ed esperti di politiche pubbliche e turismo, la sfida più importante delle città del futuro sta nella capacità dei territori di immaginare modalità nuove per favorire esperienze da memorizzare, rendendo protagonisti i cittadini e i turisti attraverso l’interazione. Il gioco diventa modalità di pianificazione urbana, un modo per ripensare gli spazi e strutturare nuovi scenari turistici e culturali e, in questo momento, una ottima modalità per fruire digitalmente delle destinazioni.




Gabriella Esposito: il parco di Porto Conte patrimonio degli algheresi.

Gabriella Esposito: il parco di Porto Conte patrimonio degli algheresi.

500mila euro per la valorizzazione del geo-sito di Capo Caccia con nuovi servizi per la fruizione e
l’accessibilità sostenibile; 500mila 500euro per la realizzazione di un sistema di lagunaggio per la mitigazione del carico organico nella laguna del Calich; 167mila per l’intervento di tutela e valorizzazione della laguna del Calich attraverso un sistema di monitoraggio della componente chimico-fisica della colonna d’acqua e di ri-sospensione e mineralizzazione dei sedimenti superficiali; 439mila 235 euro per il completamento dei percorsi di fruizione dell’area umida del Calich e potenziamento delle attività di pesca. Sono solo alcune progettualità dotate di risorse finanziarie della rete metropolitana che il nuovo consiglio direttivo del Parco di Porto Conte si trova in eredità e che deve portare a compimento in tempi stretti, se non vuole perdere le risorse europee”. Lo ha dichiarato Gabriella Esposito, intervenendo durante i lavori di ieri all’assemblea del parco di Porto Conte.
“Per la prima volta – ha sottolineato Esposito – abbiamo avuto l’occasione di incontrare il nuovo consiglio direttivo, insediato da mesi, col quale vogliamo confrontarci e collaborare. Ho apprezzato soprattutto il tenore dell’intervento della consigliera Lina Bardino che ha dichiarato di voler agire in continuità amministrativa, con grande apertura. Il Parco è infatti patrimonio degli algheresi, pur essendo di rilevanza regionale e nazionale, con l’Area Marina Protetta che abbiamo voluto accorpare sotto un’unica gestione ambientale. Grande e’ la nostra responsabilità – prosegue Gabriella Esposito – e per questo dobbiamo impegnarci a non far ricadere le divisioni che ci sono all’interno del Consiglio Comunale nell’assemblea del Parco. Nella consapevolezza che le tante progettualità realizzate e finanziate negli scorsi anni meritano di essere consolidate o portate a compimento. Non è più il nostro la cenerentola tra i parchi, è un’azienda che abbiamo consegnato completamente cambiata in termini di infrastrutture, di gestione, di organizzazione, di rapporto col territorio, di pacificazione con le borgate, di attrattori turistici, ambientali ed economici. Tutto ciò – conclude Gabriella Esposito – ha riflessi concreti sul bilancio, sulle entrate, quelle straordinarie frutto delle tante progettualità, quelle fisse dal bilancio regionale, grazie all’azione dei nostri rappresentanti in Regione negli anni. Non era così fino a una decina di anni fa. Questo patrimonio ora va salvaguardato e incrementato, con l’apporto di tutti. Il nostro non mancherà”.

F.to
Gabriella Esposito