8 NUOVI PROGETTI PER IL REINSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO DI PERSONE DETENUTE

Attraverso l’ultima edizione del bando “Evado a lavorare”, la Fondazione con il Sud sosterrà le nuove iniziative – in Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia – con quasi 3 milioni di euro.

I progetti coinvolgeranno 500 persone detenute, con la presenza di 24 strutture penitenziarie del Sud nelle partnership, l’avvio di quasi 200 tirocini formativi e oltre 120 nuovi posti di lavoro.

Roma, 2 ottobre 2025 – Formazione, lavoro e welfare come elementi imprescindibili per favorire il reinserimento sociale di persone detenute. Partono da qui gli 8 nuovi progetti che la Fondazione con il Sud sosterrà con quasi 3 milioni di euro e che saranno avviati in Basilicata (1 in provincia di Potenza); Campania (4 nelle province di Napoli, Caserta e Benevento); Puglia (2 in provincia di Barletta-Andria-Trani) e Sicilia (1 in provincia di Catania). Le iniziative sono state selezionate con la terza edizione del bando “Evado a lavorare”.

“Sempre più spesso ci troviamo davanti a notizie che ci raccontano di persone che nelle carceri compiono gesti con cui esprimono un profondo malessere: da inizio 2025 sono già più di 60 i suicidi negli istituti penitenziari italiani”, ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud. “Il lavoro, ma anche tutta la rete di servizi di accompagnamento professionale e di supporto emotivo e personale, sono certamente strumenti imprescindibili per restituire dignità al tempo trascorso in carcere, oltre a ridurre drasticamente il rischio di recidiva che si verifica nel 70% dei casi tra chi non lavora e solo nel 2% tra chi ha vissuto un’esperienza lavorativa durante il periodo di detenzione, che nello stesso tempo beneficia anche di ricadute positive sull’autostima e sul benessere”.

I progetti sperimenteranno percorsi di reinserimento sociale e lavorativo di persone in esecuzione penale che, partendo dalla dimensione occupazionale, siano in grado di rispondere in modo multidimensionale ai diversi bisogni sociali (casa, salute, inclusione). L’obiettivo è offrire una reale e concreta “seconda possibilità” ai detenuti, ponendo al centro la persona e le sue peculiarità. Sono previsti percorsi formativi anche con il rilascio di qualifiche professionali in vari ambiti (agricolo, spettacolo, alimentare, servizi alla persona ed educativi, socio-assistenziali, cantieristica navale e restauro imbarcazioni); strumenti di ricerca del lavoro anche attraverso servizi di matching con i bisogni delle imprese; tirocini e inserimenti lavorativi; supporto abitativo e psicologico anche con accompagnamento nella gestione delle emozioni; attività di sensibilizzazione rivolte soprattutto alle aziende sulle opportunità dell’inclusione lavorativa di persone che hanno scontato o stanno scontando la pena in carcere, promuovendo l’abbattimento del pregiudizio nei loro confronti.

Si prevede di coinvolgere nelle attività 500 persone detenute, attivando quasi 200 tirocini formativi e stipulando oltre 120 contratti di lavoro. In tutti i casi l’inserimento lavorativo è previsto all’interno di realtà consolidate, suddivise al 50% tra cooperative sociali partner e realtà profit del territorio.

Le 8 iniziative finanziate coinvolgeranno nelle partnership progettuali più di 100 organizzazioni (con una media di 13 partner a progetto) tra cooperative e imprese sociali, enti pubblici, associazioni, fondazioni, diocesi, organizzazioni di volontariato e 24 strutture penitenziarie.

Come spiega il Cnel nel report “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere” (2025), i detenuti e le detenute che lavorano sono solamente il 34,3% (21.235) della popolazione carceraria. Oltre l’85% nel 2024 ha lavorato alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria. Fra le tipologie di lavoro in cui sono impegnate le persone detenute si osserva una concentrazione nei servizi d’istituto (70,7%), mentre il 5,4% lavora in istituto per conto di cooperative o imprese, il 5,3%, essendo in regime di semilibertà, lavora in proprio o per conto di datori di lavoro esterni e il 5% si occupa della manutenzione dei fabbricati.
Per quanto riguarda la formazione, il XXI rapporto sulle condizioni di detenzione di Antigone (2025) riporta percentuali tendenzialmente basse di persone coinvolte in corsi all’interno degli istituti: al 31 dicembre 2024 risultavano attivi 393 corsi, con la partecipazione di solo il 7,2% delle persone detenute.

Roberta Moretti
Ufficio stampa




Lupus, la Sardegna ha la più alta incidenza nazionale, 1600 le persone colpite

Cagliari 14 maggio 2024. In Sardegna sono circa 1600 le persone affette da lupus eritematoso sistemico, la malattia colpisce un malato ogni mille abitanti, contro uno ogni 2mila nel resto d’Italia. L’isola presenta la più alta incidenza di malattia del territorio nazionale. In Italia oltre 60mila persone ne soffrono, con 1.500-2mila nuovi casi ogni anno, di cui 9 pazienti su 10 sono di sesso femminile.

Il Centro di riferimento regionale per la diagnosi e la terapia del LES è la Reumatologia dePoliclinico Duilio Casula, diretta dal professore Alberto Cauli, dove vengono accolti la maggior parte dei malati in Sardegna, offrendo un supporto ambulatoriale in day hospital e, quando indicato, in regime di ricovero.

La patologia autoimmune può presentarsi già durante l’infanzia, spiega il professor Cauli, «ma predilige le giovani donne tra i 15 e 45 anni, il 90% dei casi totali diagnosticati nel nostro Paese. Il lupus può aggredire pelle, articolazioni, cuore, polmoni, reni e cellule del sangue, compromettendo la qualità della vita di chi ne è affetto. Il sistema immunitario perde la sua abilità nel differenziare agenti esterni da cellule e tessuti appartenenti all’organismo, così reagisce attaccandolo».

sintomi più generali sono: eruzioni cutanee, in particolare sul viso (il classico “eritema a farfalla” sulle guance e sul naso), affaticamento, stanchezza estrema, febbre, dolori e gonfiori articolari. Solitamente gli sfoghi sulla pelle migliorano dopo alcuni giorni o settimane, ma possono durare più a lungo, divenire permanenti, dare prurito o dolore e possono peggiorare se esposti alla luce solare.

Il LES può causare una vasta gamma di altri sintomi, dice il direttore della Reumatologia, «tra cui: ingrossamento delle ghiandole linfatiche, ulcere in bocca, perdita di capelli e peso, pressione alta, mal di testa, dolore addominale e al petto. E ancora depressione, occhi asciutti, perdita di memoria, convulsioni, fiato corto, fenomeno di Raynaud (limitato afflusso di sangue a mani e piedi), gonfiore alle caviglie e ritenzione di liquidi, interessamento renale, disturbi dei globuli bianchi, anemia e problemi della coagulazione».

«La malattia può essere molto difficile da diagnosticare – dice ancora lo specialista – perché i disturbi che si manifestano sono simili a quelli di molte altre patologie comuni, possono variare notevolmente da persona a persona, con periodi in cui si acuiscono e altri in cui scompaiono. Non per altro viene soprannominata il “grande mimo”, proprio per la capacità di coinvolgere diversi organi e di presentarsi con una varietà di manifestazioni cliniche».

La fertilità delle giovani donne e la possibilità di concepimento in genere non viene compromessa anche se le gravidanze devono essere programmate nei periodi di remissione o bassa attività di malattia e attentamente monitorate. In questo senso nella AOU di Cagliari è stata formalizzata una stretta collaborazione tra la SC di Reumatologia e la SC di Ginecologia per accompagnare le pazienti affette da Lupus in questo importante momento della loro vita.

Negli ultimi anni, conclude il professor Alberto Cauli, «le terapie del Lupus hanno fatto grandi passi in avanti, con la registrazione da parte di EMA e dell’AIFA di due nuovi farmaci specifici per il LES, che sono attualmente disponibili anche nella Reumatologia della AOU di Cagliari e che hanno contribuito, insieme ai progressi più generali, a migliorare notevolmente la prognosi e la qualità di vita dei pazienti affetti dalla malattia».

La patologia autoimmune può presentarsi già durante l’infanzia ma predilige le giovani donne tra i 15 e 45 anni, il 90% dei casi totali diagnosticati nel nostro Paese. Il lupus può aggredire pelle, articolazioni, cuore, polmoni, reni e cellule del sangue, compromettendo la qualità della vita di chi ne è affetto. Il sistema immunitario perde la sua abilità nel differenziare agenti esterni da cellule e tessuti appartenenti all’organismo, così reagisce attaccandolo.

sintomi più generali sono: eruzioni cutanee, in particolare sul viso (il classico “eritema a farfalla” sulle guance e sul naso), affaticamento, stanchezza estrema, febbre, dolori e gonfiori articolari. Solitamente gli sfoghi sulla pelle migliorano dopo alcuni giorni o settimane, ma possono durare più a lungo, divenire permanenti, dare prurito o dolore e possono peggiorare se esposti alla luce solare.

Il LES può causare una vasta gamma di altri sintomi tra cui: ingrossamento delle ghiandole linfatiche, ulcere in bocca, perdita di capelli e peso, pressione alta, mal di testa, dolore addominale e al petto. E ancora depressione, occhi asciutti, perdita di memoria, convulsioni, fiato corto, fenomeno di Raynaud (limitato afflusso di sangue a mani e piedi), gonfiore alle caviglie e ritenzione di liquidi, interessamento renale, disturbi dei globuli bianchi, anemia e problemi della coagulazione.

La malattia può essere molto difficile da diagnosticare poiché i disturbi che si manifestano sono simili a quelli di molte altre patologie comuni, possono variare notevolmente da persona a persona, con periodi in cui si acuiscono e altri in cui scompaiono. Non per altro viene soprannominata il “grande mimo”, proprio per la capacità di coinvolgere diversi organi e di presentarsi con una varietà di manifestazioni cliniche.

La fertilità delle giovani donne e la possibilità di concepimento in genere non viene compromessa anche se le gravidanze devono essere programmate nei periodi di remissione o bassa attività di malattia e attentamente monitorate. In questo senso nell’ AOU di Cagliari è stata formalizzata una stretta collaborazione tra la Reumatologia e la Ginecologia e Ostetricia per accompagnare le pazienti affette da Lupus in questo importante momento della loro vita.

Negli ultimi anni le terapie del Lupus hanno fatto grandi passi in avanti, con la registrazione da parte di EMA e dell’AIFA di due nuovi farmaci specifici per il LES, che sono attualmente disponibili anche nella Reumatologia del Policlinico Duilio Casula e che hanno contribuito, insieme ai progressi più generali, a migliorare notevolmente la prognosi e la qualità di vita dei pazienti affetti dalla malattia.




Todde: “In Sardegna in sono calpestati i diritti di base delle persone”

“È sempre emozionante incontrare i nostri giovani, ragazze e ragazzi, che hanno a cuore il presente e il futuro della Sardegna. Sono rimasta estremamente colpita dall’appello pubblicato su L’Unione Sarda da un giovane che con coraggio ha denunciato l’impossibilità da parte di tante e tanti fuori sede di rientrare in Sardegna per votare. Come ho ripetuto in questi mesi da nord a sud dell’Isola, c’è un minimo comune denominatore alla base di ogni tema che abbiamo trattato: in Sardegna in questi 5 anni sono stati calpestati i diritti di base delle persone. Quello alla mobilità è uno di questi, il diritto di poter tornare a casa, di potersi spostare liberamente all’interno del nostro territorio, che di conseguenza porta via con sé, in questo caso, anche il diritto al voto. È così che si alimenta l’isolamento e lo spopolamento della Sardegna. Dobbiamo intervenire subito con politiche serie sui trasporti perché i collegamenti sono di vitale importanza, non solo per scoprire il mondo, ma anche per studiare, per la salute, per fare impresa e creare sviluppo. Non possiamo vedere i prezzi lievitare ad ogni festività impedendo alle persone di spostarsi perché pagare un biglietto aereo è un lusso che la maggior parte di loro non si può permettere, non dobbiamo accettare che i sardi continuino a restare prigionieri nella propria terra. Non è una situazione più tollerabile, dobbiamo ribellarci a questo. Per questo vogliamo cambiare tutto. Per questo il 25 febbraio è indispensabile andare a votare con tutta la convinzione possibile.




CARABINIERI TEMPIO PAUSANIA. CHIUSO UN BAR: LITI E RITROVO DI PERSONE PERICOLOSE.

I CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI TEMPIO PAUSANIA HANNO DATO ESECUZIONE ALLA SOSPENSIONE DELLA LICENZA DI UN ESERCIZIO PUBBLICO IN ORDINE ALL’ARTICOLO 100 DEL TESTO UNICO SULLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, CON LA CONSEGUENTE CHIUSURA DI UN ESERCIZIO PUBBLICO PER 15 GIORNI, UBICATO AL CENTRO DELLA CITTÀ GALLURESE.

IL PROVVEDIMENTO, EMESSO DAL QUESTORE DELLA PROVINCIA DI SASSARI, SCATURISCE DAI REITERATI ACCERTAMENTI ESEGUITI DAI MILITARI DELL’ARMA TERRITORIALE A SEGUITO DEI RIPETUTI CONTROLLI EFFETTUATI E DELLE VIOLAZIONI RISCONTRATE. LE CIRCOSTANZE APPURATE HANNO PERMESSO DI ACCERTARE COME L’ESERCIZIO COMMERCIALE COSTITUISSE UN PERICOLO PER L’ORDINE PUBBLICO E LA SICUREZZA DEI CITTADINI, IN QUANTO LUOGO DI RITROVO ABITUALE DI SOGGETTI PREGIUDICATI O GRAVATI DA INNUMEREVOLI PRECEDENTI PENALI O DI POLIZIA, TALUNI ANCHE COLTI IN EVIDENTE STATO DI UBRIACHEZZA NELL’ATTO DI MOLESTARE ALTRI AVVENTORI. INOLTRE, IL LOCALE COMMERCIALE È STATO LUOGO D’INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE IN PIÙ OCCASIONI PER GRAVI EPISODI DELITTUOSI NONCHÉ PER SEGNALAZIONI DI CITTADINI PER IL DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA ED AL RIPOSO DELLE PERSONE, IN RAGIONE DELLA MUSICA AD ALTO VOLUME.

L’ATTIVITÀ S’INQUADRA NELL’OPERA DI CONTROLLO DEL TERRITORIO POSTA IN ESSERE QUOTIDIANAMENTE DAI CARABINIERI DEL COMANDO COMPAGNIA DI TEMPIO PAUSANIA A TUTELA DELL’INTERA COLLETTIVITÀ.




I Testimoni di Geova della Sardegna tornano a contattare le persone nei luoghi pubblici

Dopo due anni di pandemia sono regolarmente presenti con gli espositori mobili, pronti a offrire pubblicazioni bibliche gratuite a chiunque ne faccia richiesta

I Testimoni di Geova, noti in tutto il mondo per la loro attività di evangelizzazione, tornano a contattare le persone nelle strade e nelle piazze di tutta Italia. La loro attività in presenza era stata sospesa nei luoghi pubblici nel marzo 2020 a causa della pandemia di COVID-19, prima ancora che le autorità emanassero istruzioni in tal senso sulle attività religiose. In tutto il mondo a partire dal mese di giugno 2022 sono riprese le attività di evangelizzazione nei luoghi pubblici ad eccezione del contatto casa per casa, che rimane sospeso. È stata ripresa anche l’assistenza spirituale nelle carceri.

I Testimoni di Geova della Sardegna sono regolarmente presenti con gli espositori mobili, pronti a offrire pubblicazioni bibliche gratuite a chiunque ne faccia richiesta”, afferma Alessio Atzeni, portavoce dei Testimoni di Geova per la Sardegna. Anche se non è più richiesto dalla legge, quando svolgono quest’opera volontaria, i Testimoni di Geova continueranno a indossare una mascherina come precauzione a tutela della salute propria e degli altri.

Nel periodo della pandemia i Testimoni di Geova hanno adottato misure sanitarie di grande cautela, continuando comunque a contattare le persone attraverso lettere, telefonate e altri metodi virtuali. Anche le riunioni religiose si sono tenute senza interruzioni su una piattaforma di videoconferenze, e dall’aprile di quest’anno sono riprese in formato ibrido (cioè contemporaneamente in presenza e in videoconferenza).

La decisione di tornare a incontrare le persone nelle aree pubbliche arriva giusto in tempo per invitare tutti a partecipare al prossimo congresso online dal tema “Cercate la pace”. L’evento, che sarà suddiviso in sei appuntamenti postati su jw.org nel corso di luglio e agosto, ha lo scopo di aiutare le persone a sviluppare pace interiore e a imparare a vivere in pace con gli altri. La prima parte del programma sarà disponibile per lo streaming o il download a partire dal 27 giugno 2022.

In Sardegna ci sono circa 5000 Testimoni di Geova, in oltre 30 congregazioni. Si possono trovare ulteriori informazioni sulle attività dei Testimoni di Geova sul sito ufficiale, jw.org.




In Sardegna 10.000 persone parteciperanno all’evento più importante per i Testimoni di Geova

Questa sera i testimoni di Geova celebreranno l’evento più importante dell’anno, l’anniversario della morte di Gesù. Per saperne di più visita il sito jw.org.

I circa 5.000 Testimoni di Geova della Sardegna invitano tutti ad assistere all’annuale Commemorazione della morte di Gesù Cristo, che si terrà la sera del 15 aprile 2022 dopo il tramonto, secondo le indicazioni riportate nei Vangeli (Luca 22:19). Questo è l’evento più importante dell’anno per i Testimoni di Geova. L’anno scorso vi hanno partecipato oltre 500.000 persone in Italia e oltre 21 milioni in tutto il mondo, con un aumento del 19,7% rispetto al 2020.

In tempi come questi abbiamo più che mai bisogno di speranza “, ha detto Alessio Atzeni, portavoce dei Testimoni di Geova per la Sardegna. “La speranza aiuta una persona a guardare avanti con coraggio e fiducia verso la realizzazione delle promesse di Dio. Ecco perché partecipare a questo evento speciale può cambiare la vita“.

Lo dimostra ciò che è avvenuto a tre persone la cui esperienza di vita è simile a quella di molti in Italia. Masih, un immigrato, è cresciuto in una famiglia poverissima ed è fuggito dal suo paese in cerca di una vita migliore. È giunto clandestinamente in Italia viaggiando per molti giorni a piedi: “Camminavamo di notte e, a causa del freddo e della fame, molti che viaggiavano insieme a me sono morti. Arrivato in Italia il mio unico obiettivo era lavorare duramente per fare soldi. Conoscere gli insegnamenti di Gesù però ha trasformato la mia vita. Adesso guardo al futuro con fiducia e so che la mia amicizia con Dio merita ogni sforzo”.

Una detenuta del carcere di Rebibbia ha iniziato a studiare la Bibbia con una testimone di Geova che opera come ministro di culto all’interno delle carceri. Spinta dalla gratitudine per quello che ha imparato, la donna ha fatto i preparativi per celebrare in modo dignitoso la Commemorazione. “Ho pulito a fondo la cella, mi sono vestita bene e ho messo una tovaglia bianca sul tavolo”, racconta. “Poi ho preparato gli emblemi che simboleggiano il sacrifico di Gesù, il pane senza lievito e il vino. Però, non avendo a disposizione dell’alcol, ho usato un po’ di pomodoro diluito con l’acqua”. La donna ha invitato altre detenute a leggere alcuni passi della Bibbia e a pregare insieme.

Maria, che ha 92 anni e vive sola, ha sofferto molto per l’isolamento imposto dalla pandemia. Grazie all’aiuto di alcuni compagni di fede ha imparato a usare smartphone e tablet per collegarsi con loro in videoconferenza. “Grazie a questo aiuto oggi posso essere presente alle riunioni cristiane ed essere incoraggiata dalle promesse di Dio. Se ci sono riuscita io a 92 anni, tutti ci possono riuscire”.

Masih, Maria e la detenuta di Rebibbia hanno trovato una vera speranza che li ha aiutati ad affrontare gravi difficoltà personali e anche quest’anno, venerdì 15 aprile, ricorderanno la morte di Gesù esaminando le solide ragioni per cui è possibile avere fede nella promessa di un futuro migliore contenuta nella Bibbia.

Per la prima volta la Commemorazione della morte di Gesù si terrà in modalità ibrida. Seguendo il protocollo concordato con il governo, tutti i luoghi di culto saranno infatti gradualmente riaperti a piccoli gruppi di presenti, e chiunque desidera unirsi potrà farlo anche in videoconferenza attraverso la piattaforma Zoom. L’accesso all’evento è gratuito e non è richiesta alcuna registrazione. Le informazioni per partecipare localmente sono disponibili su jw.org.




Istruzioni per il conferimento dei rifiuti delle persone Covid positive e in quarantena

Il Comune di Sassari ha organizzato la raccolta dei rifiuti domestici nei domicili delle persone in quarantena e positive al Covid-19 e per i loro familiari conviventi.
Chi si trova in questa situazione deve mettere tutti i rifiuti insieme, senza fare la raccolta differenziata; nelle abitazioni in cui sono presenti positivi, in isolamento o in quarantena obbligatoria, deve essere interrotta la raccolta differenziata. Tutti i rifiuti devono essere considerati indifferenziati. Dovranno essere conferiti misti in forma indifferenziata utilizzando una doppia busta. Le mascherine e i guanti dovranno essere inseriti in una busta a parte, prima di essere introdotti nel sacco dei rifiuti indifferenziati. La doppia busta dovrà essere chiusa adeguatamente al fine di evitare la fuoriuscita di rifiuti durante la movimentazione e il trasporto degli stessi e dovrà essere igienizzata con idoneo spray a base di alcol. La doppia busta dovrà essere consegnata agli operatori della raccolta nei giorni e nell’orario stabiliti e preventivamente comunicati al singolo interessato chiamando i numeri 079/279616, 079/279629, 079/279639, 079/279654, 079/279655 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 oppure inviando una mail ad [email protected].




Bando “Includis” per servizi di accompagnamento al lavoro di persone con disabilità

La Regione Sardegna ha pubblicato, a valere sull’Asse Inclusione sociale PO FSE 2014-2020 Obiettivo Tematico 9 – Priorità I – Obiettivo specifico 9.2, Azione 9.2.1,
l’Avviso Pubblico “Progetti di inclusione socio-lavorativa di persone con disabilità – INCLUDIS 2021”
al fine di promuovere, su tutto il territorio regionale, la realizzazione di un sistema diffuso
e articolato di servizi per l’accompagnamento al lavoro di persone con disabilità, volto al recupero
delle capacità di socializzazione e, più in generale, a un reinserimento sociale partecipato.
Il Bando Regionale INCLUDIS 2021 è rivolto agli Enti Gestori degli Ambiti PLUS (Piani Locali Unitari dei Servizi alla Persona)
della Regione Sardegna, in associazione temporanea di scopo – ATS – con Enti Pubblici e Privati;
l’Ente gestore dell’Ambito PLUS “Alghero” è individuato nel Comune di Bonorva in quanto Capofila
che gestisce le attività previste nella programmazione dell’intero Ambito territoriale e garantisce la piena
integrazione tra le risorse, favorendo l’implementazione e il sostegno allo sviluppo di esperienze significative.

L’Ambito Plus di Alghero, mandatario dell’ATS per l’Avviso INCLUDIS 2021, intende costituire un elenco di
organismi, sia pubblici che privati, disponibili ad attivare tirocini in qualità di soggetti ospitanti, quali Enti
pubblici, Organizzazioni del Terzo Settore, Aziende e Imprese private “profit” e Datori di lavoro privati.
A tal fine è stata pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Bonorva, Ente gestore dell’Ambito PLUS
“Alghero”, l’Avviso per la presentazione della Manifestazione d’Interesse finalizzata all’individuazione di
soggetti ospitanti nel territorio dei 23 Comuni del Distretto socio-sanitario di Alghero, disponibili ad
attivare l’attuazione di progetti di inclusione socio-lavorativa di persone con disabilità attraverso tirocini
formativi e di orientamento.

I soggetti ospitanti devono assicurare presso la propria sede la presenza di un tutor aziendale interno con
funzioni di affiancamento al tirocinante sul luogo di lavoro, in possesso di esperienza e capacità adeguata e
coerente con il progetto formativo individuale al fine di garantire il supporto professionale e lavorativo
dell’azienda ospitante e il raggiungimento degli obiettivi del tirocinio di inserimento/inclusione sociolavorativo.
Al tutor aziendale verrà corrisposto un rimborso di 10 ore mensili per le attività di tutoraggio
svolte; ogni tutor del soggetto ospitante può accompagnare fino ad un massimo di tre tirocinanti.
L’istanza di partecipazione dovrà essere effettuata dagli organismi in possesso dei requisiti di
partecipazione, utilizzando il modulo allegato al suddetto Avviso, Allegato 1 Lettera di Intenti, debitamente
compilata, datata e sottoscritta e consegnata a mezzo PEC presso [email protected]
oppure a mano all’Ufficio Protocollo del Comune di Bonorva. L’istanza, corredata dal documento di identità
in corso di validità del legale rappresentante, dovrà pervenire, pena l’esclusione, entro e non oltre le ore
13.00 del 14 novembre 2021.
Ulteriori informazioni potranno essere fornite dal Segretariato Sociale Centralizzato del PLUS Alghero
contattando il Numero Verde 800 332 333 oppure Tel. 079.867799 nei seguenti orari dalle 10:00 alle 13:00
nei giorni da lunedì a venerdì, oppure posta elettronica [email protected]
L’avviso ed i relativi allegati sono integralmente disponibili sul sito web del Comune di Bonorva

www.comune.bonorva.ss.it e sul sito del PLUS Alghero www.plusalghero.i




Notte europea dei ricercatori: un pubblico di 1600 persone
coinvolto dagli eventi di divulgazione scientifica Uniss
8 ottobre 2021

SASSARI. La Notte europea dei ricercatori 2021 va in archivio e già si pensa al prossimo anno. L’Area Ricerca e Terza Missione dell’Università di Sassari tira le somme, riflettendo con il supporto dei numeri sull’edizione appena conclusa .

In tutto, sono stati organizzati 43 eventi-attività nel periodo compreso tra il 10 e 24 settembre. La manifestazione vera e propria infatti è stata preceduta da alcuni pre-eventi anche fuori dal contesto della città di Sassari (per esempio a Calasetta e Monteleone Roccadoria).

I partecipanti alle attività sono stati circa 1600 a vario titolo, 1100 persone il 24 settembre e 500 nei pre-eventi e nelle attività di avvicinamento della settimana; sono state inoltre quasi 400 le giovani studentesse e studenti dei differenti ordini scolastici che hanno partecipato (circa 220 dalle scuole primarie).

L’organizzazione e la gestione diretta degli eventi ha riguardato 275 persone: 60 tra professoresse, professori, ricercatrici e ricercatori UNISS; 47 tra dottorandi, borsisti e assegnisti; 30 tra studentesse e studenti universitari; 34 componenti del personale tecnico-amministrativo; 104 tra docenti e studenti della scuole secondarie, professionisti esterni all’Ateneo, referenti di enti partecipanti e partner.

Infine, sul canale Youtube dell’Università di Sassari “Unisstube” e del media partner Canale 12, si sono registrate quasi 3500 visualizzazioni a cui vanno sommate quelle registrate degli altri canal social di Ateneo.




Anche all’Argentiera passerella e aree sosta per persone con disabilità

Anche all’Argentiera passerella e aree sosta per persone con disabilità

Prosegue l’impegno dell’Amministrazione comunale per rendere le spiagge sassaresi accessibili a tutti. Nei giorni scorsi, grazie a un’ulteriore modifica dell’appalto voluta dal Settore Ambiente e Verde pubblico, sono state installate anche all’Argentiera una passerella per arrivare fino al bagnasciuga e due piazzole per persone con disabilità e difficoltà motoria. Inoltre, nello stesso arenile, è stata riattivata la doccia pubblica, a cura del Settore Lavori pubblici e Manutenzioni. A oggi nel Comune di Sassari sono quattro le spiagge con accesso per persone con disabilità e servizi liberi e gratuiti, per un totale di ventitré aree di sosta.

Platamona è installata una passerella in legno, dallo scivolo della rotonda fino a consentire il raggiungimento del bagnasciuga. In diramazione dalla passerella sono realizzate sedici piazzole, con pavimentazione in legno, dotate di ombrellone, sedia e piccola balaustra di sostegno. È garantita la presenza di due operatori qualificati che tutti i giorni, dalle 10 alle 19 forniscono l’assistenza alle persone con disabilità. Sono disponibili due ausili tipo sedie spiaggia/mare per consentire la balneazione alle persone disabili o con difficoltà motorie. È messo a disposizione delle persone con disabilità un servizio igienico pubblico che sarà sanificato dopo ogni uso. A Porto Ferro sono installate passerelle in legno che consentono, partendo dagli stalli di sosta per persone con disabilità, il raggiungimento del bagnasciuga. Dalla passerella principale sono installate 3 aree di sosta (fino all’anno scorso erano due), dotate di ombrellone, sedia e piccola balaustra di sostegno. Anche a Porto Ferro è disponibile un bagno per persone con disabilità. È garantita la presenza di un operatore qualificato che tutti i giorni dalle 10 alle 19 fornisce la necessaria assistenza alle persone disabili, con un ausilio tipo sedia spiaggia/mare per consentire la balneazione. Anche a Porto Palmas e all’Argentiera sono previste passerelle in legno per arrivare al bagnasciuga e 2 aree  di sosta. Tutte le aree di sosta saranno sempre tenute pulite e prive di sabbia. 

Un risultato che è stato reso possibile grazie alla scelta da parte del Comune di Sassari, per la prima volta, di programmare con una visione globale e integrata tutti i servizi previsti per gli arenili del territorio. Questo ha permesso una valorizzazione delle risorse che, pur restando le stesse, si sono però tradotte in un miglioramento dell’offerta per cittadini e turisti.