Piano del Parco, approvate le linee guida:: coraggio e senso di responsabilità, avanti con l”iter. Zonale Nurra invita alla massima collaborazione.

L’Assemblea dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte ha approvato le “Linee guida del Piano del Parco”. Traguardo importante e atteso da anni. Ora parte il percorso partecipativo volto ad arrivare all’adozione e approvazione dello strumento pianificatorio.

Ieri l’Assemblea ha approvato le “Linee guida del Piano del Parco”. Un passaggio atteso da diversi anni e che finalmente si è concretizzato. Un punto di partenza aperto utile a far partire il processo partecipativo con gli attori del territorio. Un documento propedeutico all’adozione e poi approvazione del Piano del Parco per cui ci sarà spazio, nell’arco del percorso di condivisione, delle osservazioni e indicazioni dei vari soggetti interessati. Strumento che, una volta entrato in vigore, potrà garantire e rafforzare gli indirizzi di tutela ambientale e crescita dell’area di riserva in connessione con i centri abitati in quel “Patto tra campagna e città” che non potrà che rafforzare entrambe le parti con uno sviluppo armonioso ma che possa garantire una maggiore e più strutturata crescita del territorio. 

“Finalmente si riprende il percorso verso un obiettivo fondamentale dell’attuale Presidenza, Cda e Direzione del Parco e Amministrazione Comunale e questo grazie al coraggio di andare avanti e al senso di responsabilità volti a superare polemiche pretestuose e infondate che, in certi casi, paio volte a rallentare il raggiungimento degli obiettivi prefissati – commentano il presidente Raimondo Tilocca e i componenti del direttivo Adriano Grossi e Lina Bardino – ora, come ampiamente detto, si avvia il percorso di confronto con chi avrà interesse che si baserà, ovviamente, su una pietra miliare da cui partire e che traccia le linee del Piano del Parco, linee che, lo ricordiamo, erano all’ordine del giorno dell’Assemblea e a disposizione dei componenti da mesi”. A breve, come indicato anche dal Sindaco Conoci, verranno programmati gli incontri con i portatori di interesse e con la partecipazione attiva di tutti: maggioranza, opposizione, associazioni, comitati, parti sociali e tutti i cittadini che ne avranno interesse. 

“Infine – chiudono i vertici del Parco – proprio da questi incontri potremo finalmente comprendere meglio quali sono gli auspici da parte degli oppositori ovvero, ad esempio, se ampliare il Parco e i suoi confini, come emerso ieri dall’Assemblea, oppure se paiono volte a limitarne la presenza e dunque arginare le restrizioni; d’altra parte, per noi, invece è tutto molto chiaro: coniugare la tutela ambientale con lo sviluppo e la crescita sociale ed economica del territorio, città e agro”. 

ufficio stampa Parco di Porto Conte


” Siamo stati presenti in commissione e nell’ assemblea per la discussione delle Linee Guida del Piano del Parco chiedendo con forza che il progetto fosse frutto di un’ampia condivisione con il territorio, le forze sociali, i comitati di quartiere e di borgata. 

Abbiamo approfondito, chiesto spiegazioni e ottenuto di apporre correzioni al documento per la tutela di tutti. 

Ora occorre lavorare duramente e senza porsi nessun limite perché vi è in ballo la valorizzazione e la tutela del territorio.

 È il momento in cui si devono lasciare da parte le contrapposizioni ideologiche, le lotte tra i frangiventi ed è finalmente ora di lanciare il cuore oltre l’ostacolo, perché il progetto di sviluppo del territorio del Parco di Porto Conte sia ampio, condiviso e senza nessuna forzatura. 

Saremo attenti scrutatori dei movimenti e sempre presenti per portare le istanze sia delle aziende che dei cittadini, ma non saremo mai disponibili ad atteggiamenti di chiusura o peggio di esclusione nella condivisione delle idee per la redazione del Piano del Parco.   

Attendiamo con vero piacere le riunioni di partecipazione e auguriamo al territorio che non perda anche questa volta l’ennesima occasione. “

Il Presidente 

Tiziana Lai 




PIANO CASA, TEDDE (F.I.): CAMBIAMO IL NOME, MA AFFRETTIAMOCI A PORTARLO IN AULA E AD APPROVARLO. LA SARDEGNA NON PU0’ PIU’ ATTENDERE

Cagliari, 7 ottobre 2022 – “Bene l’annuncio del disegno di legge sulla riqualificazione del patrimonio edilizio fatta dall’Assessore Sanna. Ma ora, dopo 9 mesi dalla cancellazione del Piano casa ad opera della Corte Costituzionale, occorre affrettarsi e approvare la nuova legge”. Così il consigliere regionale di FI Marco Tedde commenta le dichiarazioni dell’Assessore all’urbanistica Quirico Sanna sull’ipotesi di nuova legge edilizia a margine dei lavori della Commissione urbanistica. “Sentiamo parlare di questo disegno di legge dal 1 aprile, e abbiamo letto più stesure. Gli approfondimenti sono sempre opportuni. Ma ora non abbiamo più tempo e giustificazioni, anche perché gli obiettivi programmatici del sostegno delle imprese del settore attraverso il miglioramento del patrimonio edilizio e di un nuovo assetto urbanistico sono nel corredo cromosomico della coalizione che oggi governa la Sardegna -sottolinea l’ex sindaco di Alghero-.” L’esponente politico ricorda che anche il Gruppo di Forza Italia ha lavorato ad un elaborato normativo. Ma ha ritenuto di non ufficializzarlo nell’attesa della proposta dell’Assessore. “Ora non possono esserci più indugi. Avevamo assunto l’impegno di portare la legge in aula in tempi brevi. Manteniamo l’impegno anche se, per il vero, i tempi si sono dilatati oltremodo -commenta Tedde-. Cambiamo pure il nome. Ma affrettiamoci a farla approdare in aula e ad approvarla. La Sardegna non si può permettere di attendere oltre e le imprese debbono avere la possibilità di uscire dall’incertezza normativa. Lavoriamo a tappe forzate su questa legge. Nel frattempo l’Assessore proponga una nuova legge urbanistica in linea col PPR e avvii serrate interlocuzioni con il Governo per copianificare un aggiornamento del PPR, che in questi anni ha prestato il fianco a pesanti censure, in linea con i tempi e con le rinnovate esigenze paesaggistiche – chiude Tedde-.”




Piano del Parco, no a forzature, le borgate di Sa Segada e Maristella si ribellano. Il zonale nurra attendista. “Piena condivisione”: la risposta del Parco di Porto Conte

Un Parco al contrario, dove le comunità locali non sono coinvolte e si decide tutto a 15 km di distanza. Certamente l’unico caso in Italia dove i residenti sono totalmente esclusi dalle decisioni. Non si capisce il perché, da parte della politica algherese,\     ci sia questo costante desiderio di contrapposizione con i residenti delle borgate. Quanta energia sprecata inutilmente. Anziché collaborare da subito per raggiungere insieme e speditamente gli obiettivi l’Amministrazione comunale vuole di nuovo forzare.

Le comunità interessate sono stanche di veder dimenticati o peggio ancora calpestati i propri diritti sanciti da svariate norme regionali, nazionali ed europee. Ci schieriamo in difesa dall’ambiente consapevoli, visti i precedenti che nel nostro territorio non mancano, del fatto che non potremo esimerci dall’impugnazione, in tutte le sedi previste, di ogni atto adottato in violazione di norme precise e cogenti che sanciscono il diritto collettivo alla partecipazione in campo ambientale.

Iniziamo a fare riferimento a quanto previsto dalla convenzione di Aarhus ratificata dall’Unione Europea e nello specifico ratificata in Italia con legge n. 108 del 26 marzo 2001, non ignorando inoltre quei processi partecipativi o meglio ancora quegli strumenti partecipativi per le città sostenibili di cui alla carta di Aalborg del 27 maggio 1994, alla quale il Comune di Alghero ha aderito, nell’anno 2000, sulla base della quale peraltro il comune stesso ha elaborato agenda 21 e il PAES evitando altresì di ignorare la Legge 14/2006 che recepisce la Convenzione Europea sul paesaggio.

Sono soltanto alcuni degli esempi di riferimenti normativi che escludono, senza se e senza ma, una gestione di strumenti come ad esempio il Piano del Parco e e le sue Linee Guida, da una gestione esclusiva da parte di qualsivoglia istituzione, ente o amministrazione che non preveda il coinvolgimento delle popolazioni locali, contigue direttamente interessate.

A questo punto ci appelliamo al buon senso dei singoli consiglieri comunali affinché non permettano all’Amministrazione, eletta da noi, di procedere incredibilmente senza confronto alcuno.

Tonina Desogos – Presidente Comitato di Borgata di Maristella

Antonio Zidda – Presidente Comitato di Borgata di Sa Segada – Tanca Farrà

Il comitato zonale nurra dichiara

“Aspettiamo la convocazione della commissione ambiente per vedere i contenuti e poi dire la nostra.” le parole della presidente Tiziana lai

Piano del Parco, massima disponibilità alla condivisione da parte del Parco di Porto Conte. Linee guida del Piano (inserite nell’ordine del giorno dell’Assemblea) propedeutiche per l’avvio del percorso partecipativo e di coinvolgimento di tutti gli attori

L’Azienda speciale Parco di Porto Conte precisa che rispetto all’iter di approvazione del “Piano del Parco” c’è massima disponibilità al dialogo, alla condivisione e partecipazione. Parole non vuote di significato ma supportate dall’azione dell’Ente di riserva e dell’Amministrazione Comunale che, con la decisione di riportare le “linee guida del Piano del Parco” in Assemblea, hanno rimesso in moto quel processo virtuoso utile ad attivare il coinvolgimento di tutti gli attori protagonisti del processo di discussione e approvazione del Piano del Parco. Un Piano che, come proprio indicato indicato dalle attuali “linee guida”, che altro non sono che l’indirizzo politico dello strumento urbanistico, prevede una “ricucitura” tra Alghero, le sue borgate e l’agro con un rinnovato “Patto tra campagna e città” volto a valorizzare entrambe le parti in un percorso di crescita e sviluppo incanalato proprio da quello che sarà il Piano del Parco. 

“Strumento che, ribadiamo, per giungere al suo traguardo con l’adeguata condivisione, ha come necessità il passaggio obbligato nell’Assemblea del Parco della “linee guida”, passaggio propedeutico e presupposto politico per l’indispensabile avvio del percorso partecipativo, tra l’altro già previsto anche dalla Commissione Consiliare competente (Ambiente) dove c’è massima disponibilità al coinvolgimento dei portatori di interesse e in particolare dei rappresentanti dell’agro e delle borgate” commenta il Presidente Raimondo Tilocca “ci troviamo, ancora una volta, a fare i conti con polemiche pretestuose e scollegate dalla realtà che invece racconta di una chiara volontà dell’Ente Parco, e del suo attuale Cda, di riprendere il filo del discorso interrotto qualche anno addietro cercando di giungere finalmente all’attesa approvazione del Piano del Parco, per cui prima, come suddetto, è obbligato l’approdo in Assemblea delle linee guida”, chiude Tilocca. 




IL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO DI ALGHERO E FERTILIA, IL CONSIGLIO CHIUDE L’ITER DELLE OSSERVAZIONI. VIA LIBERA PER L’APPROVAZIONE IN REGIONE

IL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO DI ALGHERO E FERTILIA, OK DEL CONSIGLIO COMUNALE 

Approvata in serata all’unanimità la delibera  di esame delle osservazioni, l’iter ora si trasferisce in Regione  

Alghero, 29 marzo  2022 –  Recupero, riqualificazione e conservazione che si armonizzano con sviluppo, miglioramento della qualità della vita e interventi di ricostruzione di aree degradate. Il Piano Particolareggiato  del Centro di antica a prima formazione di Alghero e Fertilia ( PPCS ) si configura così, dopo la due giorni del Consiglio Comunale che ha ottimizzato lo strumento nella sua fase  di predisposizione, in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale. Ben 56 le osservazioni pervenite dai cittadini, grazie alla riapertura dei termini voluta dall’Amministrazione dopo una prima precedente adozione. “Prosegue la programmazione e il miglioramento degli strumenti urbanistici frutto della concertazione pubblica. La risposta dei cittadini è stata molto importante per migliorare il quadro di regole intese in modo non solo conservativo. Voglio sottolineare la capacità e l’impegno posto dal Presidente del Consiglio Comunale Lelle Salvatore che ha condotto in porto un atto amministrativo così complesso che ha comportato tanti interventi e tante votazioni dell’aula, al quale hanno fornito un contributo positivo sia la maggioranza che l’opposizione, in un quadro di collaborazione, che ho molto apprezzato, indispensabile quando si tratta di importanti strumenti di programmazione. Ringrazio anche il servizio urbanistica che ha lavorato con grande capacità e la massima celerità possibile.”, afferma il Sindaco Mario Conoci.  Questo pomeriggio  in Consiglio Comunale si è chiusa la seconda delle due sedute dedicate all’esame delle  osservazioni al Piano. La prima dedicata al Centro di Alghero, la seconda a Fertilia. Voto unanime  del Consiglio, con 20 voti voti favorevili  di maggioranza e opposizione, e due astensioni ( Di Maio e Alivesi).  Ora l’elaborato dovrà attendere  i tempi di legge previsti per l’ok da parte della Regione, Servizio Tutela del Paesaggio, per essere operativo.  Regole certe, chiare : lo strumento urbanistico di dettaglio contiene precise aperture all’utilizzo del patrimonio storico attraverso interventi di recupero connotati ad alta qualità urbana e finalizzati al mantenimento delle funzioni residenziali. Previsti nel piano i recuperi dei valori architettonici e ambientali con opportunità di ricostruzione di nuovi corpi di fabbrica in luogo di interventi recenti incompatibili con il carattere originario dei centri storici. “Un altro tassello importante nel percorso di pianificazione urbanistica, con la migliore delle risposte che ci attendevamo con la decisione di riaprire i termini delle osservazioni. Abbiamo voluto attribuire maggiore pubblicità, la più ampia partecipazione possibile a questa importante attività di pianificazione del territorio, così come faremo per tutte le altre in itinere”– commenta l’Assessore all’Urbanistica Emiliano Piras. La maggior parte delle osservazioni discusse dall’Assemblea Civica sono state giudicate  coerenti con la filosofia del Piano e del PPR (L.R. 8/04 ). Il Piano Particolareggiato per il Centro di Alghero comprende  un ambito che abbraccia  la città storica ( interno della cinta muraria estesa al mercato, le ville sul Lungomare ) e la sottozona che riguarda una fascia di tessuto otto-novecentesco a ridosso del centro storico fino all’estremità del porto. L’Iter si trasferisce ora in Regione, prima di rientrare in Consiglio per l’adozione.

Ufficio stampa comune di Alghero

NOTA DELLE OPPOSIZIONI

L’approvazione di oggi con il voto favorevole anche della minoranza consente il recupero, la riqualificazione e la conservazione del centro storico di Alghero e di Fertilia. Adottato nel dicembre 2018 dalla Giunta Bruno, grazie anche al lavoro degli assessori Usai e Balzani, consente lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita e interventi di ricostruzione di aree degradate. 

Il Piano Particolareggiato del Centro di Antica Formazione di Alghero e Fertilia costituisce un tassello importante del lavoro pianificatorio della scorsa amministrazione, approvato con ritardo di oltre tre anni nella consiliatura Conoci. Con un altro record negativo per l’assessore Piras: aver fatto scadere i termini delle norme di salvaguardia. 

Il Piano è molto esteso e dettagliato, sono descritte le categorie di intervento (conservazione, riqualificazione edilizia, ristrutturazione edilizia, nuova costruzione, riqualificazione-ristrutturazione urbanistica e riqualificazione ambientale) per ciascun edificio. Nella stragrande maggioranza dei casi sono previste opere di restauro, di ripristino e di conformazione ai caratteri originari, in alcuni casi è consentito un aumento dei volumi esistenti.

Ci auguriamo che in continuità amministrativa siano presto portati all’attenzione dell’Aula anche il piano del traffico, già adottato dalla Giunta Bruno, il piano di utilizzo dei litorali già pronto e il piano urbanistico comunale, fermo al preliminare finora reso noto solo per il trasferimento dell’ospedale a Mamuntanas e del cimitero nelle borgate.

Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi




Alghero: piano del centro storico in ritardo e in seconda convocazione. Conoci ha paura dei suoi.

L’Amministrazione impiega tre anni per portare in aula il Piano del centro storico adottato dalla giunta Bruno nel lontano dicembre 2018 e non paga di aver perso tempo per le sue liti interne, convoca in seconda convocazione per paura del mal di pancia sempre più diffuso tra i consiglieri della destra algherese.
Un iter travagliato per portare all’approvazione lo strumento urbanistico, con la giunta Conoci che visto il tempo perso ha fatto decadere le norme di salvaguardia e che, essendo passato oltre un anno dalla chiusura delle osservazioni, si trova oltre i termini previsti dalla legge per l’approvazione definitiva del Piano. In tutto questo per i continui scontri interni al centrodestra non si è ancora riusciti neppure a discutere le osservazioni in commissione. Auspichiamo dunque che prima del consiglio venga convocata la commissione urbanistica, ma la scelta della seconda convocazione (che mette a nudo il fatto che Conoci ha paura di non avere i numeri in aula) lascia dei dubbi anche sul fatto che la maggioranza sia in grado di portare le osservazioni in commissione. Per questo peccato che il Presidente Lelle Salvatore abbia abbandonato il ruolo del presidente super partes per soccorrere un sindaco e una maggioranza in affanno.

Gabriella Esposito

Pietro Sartore

Mario Bruno

Raimondo Cacciotto

Ornella Piras

Valdo Di Nolfo

Beniamino Pirisi




CASTELSARDO ISTITUISCE L’UFFICIO DEL PIANO URBANISTICO PER LA REDAZIONE DEL PUC

CASTELSARDO ISTITUISCE L’UFFICIO DEL PIANO URBANISTICO PER LA REDAZIONE DEL PUC

CASTELSARDO – A soli due anni dell’insediamento dell’amministrazione guidata da Antonio Capula un altro tassello si aggiunge alla quadro amministrativo della lista Castelsardo Bene Comune.Fortemente voluto dal primo cittadino, si è infatti costituito l’ufficio del piano per la redazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) e del PUL (Piano di Utilizzo del Litorale).

A farne parte sono stati chiamati professionisti, competenti in materie urbanistiche, legislative, geologiche, idrauliche, agronomiche e archeologiche

Coordinatore del team è l’ingegner Giovanni Antonetti, la pianificazione sarà invece affidata all’ingegner Gian Piero Cassitta. Fanno parte della squadra anche l’agronomo dottor Candido Maoddi, l’archeologo dottor Domingo Dettori, l’ingegnere idraulico Alessia Vargiu, il geologo dottor Alberto Solano e l’avvocato dottor Gianni Ragnedda.

“È una tappa importante per dotare finalmente il nostro Comune di un importante strumento urbanistico – annuncia con soddisfazione il sindaco Capula – al momento ci si deve infatti rifare ad un Piano di Fabbricazione approvato nel 1983; occorre adeguarsi alle sopraggiunte normative nazionali e regionali”. 

Il PUC è infatti lo strumento urbanistico generale del Comune e disciplina la tutela ambientale, le trasformazioni urbanistiche ed edilizie dell’intero territorio comunale. Individua perciò gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio comunale e gli indirizzi per l’attuazione degli stessi:

 – definisce gli elementi del territorio urbano ed extraurbano raccordando la previsione di interventi di trasformazione con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico-ambientali, agro-silvo-pastorali e storico-culturali disponibili, nonché i criteri per la valutazione degli effetti ambientali degli interventi stessi;

 – determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle opere di urbanizzazione;

 – stabilisce la suddivisione del territorio comunale in zone omogenee, individuando le aree non suscettibili di trasformazione;

– indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone, garantendo la tutela e la valorizzazione dei centri storici nonché lo sviluppo sostenibile del territorio comunale;

– promuove l’architettura contemporanea e la qualità dell’edilizia pubblica e privata;

– disciplina i sistemi di mobilità di beni e persone;

– tutela e valorizza il paesaggio agrario attraverso la classificazione dei terreni agricoli, anche vietando l’utilizzazione ai fini edilizi delle aree agricole particolarmente produttive fatti salvi gli interventi realizzati dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli;

– assicura la piena compatibilità delle previsioni in esso contenute rispetto all’assetto geologico e geomorfologico del territorio comunale, così come risultante da apposite indagini di settore preliminari alla redazione del piano.

Al PUC sono allegate le norme tecniche di attuazione – NTA -, riguardanti la manutenzione del territorio e la manutenzione urbana, il recupero, la trasformazione e la sostituzione edilizia, il supporto delle attività produttive, il mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola e la regolamentazione dell’attività edilizia.

“Finalmente la cittadinanza potrà avere regole certe a cui attenersi – conclude il primo cittadino che ha tenuto per se anche la delega all’urbanistica – questo favorirà lo sviluppo edilizio, nel rispetto dell’ambiente e delle prerogative storiche e archeologiche della nostra Città”.




SMERALDA HOLDING PROSEGUE IL PIANO DI INVESTIMENTI QUINQUENNALE

Il Gruppo guarda al futuro: restyling degli hotels, diversificazione dell’offerta e sostenibilità,

per una destinazione sempre più competitiva, attrattiva e green

Porto Cervo, 13 maggio 2021 – Smeralda Holding – società controllata da Qatar Holding, proprietaria dei principali asset turistici a 5 stelle della Costa Smeralda – procede nel piano di investimenti quinquennale di 120 milioni di euro, pilastro importante nella strategia di sviluppo e diversificazione dell’offerta turistica avviata dal Gruppo nel 2017.

Smeralda Holding nella stagione 2021 presenterà altre grandi novità che renderanno ancora più unica la Costa Smeralda, continuando ad arricchire e caratterizzare la destinazione. L’obiettivo del piano strategico punta infatti alla diversificazione dell’offerta e al design degli asset: dalla riqualificazione degli hotels a una più ampia proposta della ristorazione, dal wellness all’incremento delle attività sportive e per le famiglie, fino al rafforzamento della sostenibilità. 

Gli investimenti previsti per il 2021 ammontano a 15,3 milioni di euro e vedranno, entro maggio, ultimato il completamento della terza imponente fase di restyling dell’hotel più glamour della Costa Smeralda, il Cala di Volpe, che sotto la guida di architetti di fama mondiale come Bruno Moinard e Claire Bétaille dello studio di architettura 4BI & Associés e Dordoni Architetti si presenterà per la stagione 2021 con una serie di spettacolari innovazioni, pur mantenendo la quintessenza del design originale di Jacques Couelle. 

“Il nostro piano di investimenti ha l’obiettivo di riposizionare la nostra proposizione turistica rendendola contemporanea e competitiva incrementando il numero, l’esclusività e la diversificazione dei servizi. – commenta Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding – La Costa Smeralda ha il potenziale per diventare una destinazione che può ambire a ogni tipologia di target del segmento lusso. Famiglie, bambini, sport, wellness, avranno progressivamente un’offerta di servizi dedicata in un contesto sempre più sostenibile, cosa  che ci consentirà nel tempo di sviluppare programmi anche non prettamente estivi. In questo periodo di incertezza pensiamo che il piano industriale debba procedere con ancora maggiore determinazione proprio per contrastare e superare la percezione negativa determinata dalla pandemia. Il nostro spirito di rinnovamento deve servire da modello di riferimento per tutto il comparto turistico Costa Smeralda instillando la necessaria  fiducia nel futuro che è fondamentale per preparare insieme la ricostruzione delle prossime stagioni.”

Lo studio 4BI&Associés di Bruno Moinard e Claire Bétaille ha curato il design di ulteriori 7 camere,  dei corridoi e di tutti i ristoranti dell’hotel, dal grill all’iconico barbecue a bordo piscina, nonché la creazione di un nuovo spazio gourmet dedicato al nuovo ristorante Beefbar e la realizzazione del soft refurbishment di 12 camere, con uno stile studiato appositamente per conservare il DNA del  design originale del celebre Jacques Couelle che ha reso il Cala di Volpe unico e celebrato in tutto il mondo.  

Bruno Moinard e Claire Bétaille di 4BI & Associés commentano:“È davvero un onore essere stati scelti per questo progetto al Cala di Volpe, iconico Hotel della Costa Smeralda. Inaugurato nel 1963, è un’opera d’arte e da oltre mezzo secolo una delle mete di vacanza più apprezzate al mondo. È stato un vero piacere essere incaricati di riportare allo splendore questo gioiello di architettura e scultura. Il nostro obiettivo è stato rivisitare delicatamente i codici  che hanno contribuito alla sua fama rimanendo fedeli ai gesti creativi di Jacques Couëlle e Savin Couëlle e preservando l’anima di questo luogo eccezionale, mantenendolo tale nel tempo.”

Sempre al Cala di Volpe il sapiente tocco dello studio Dordoni Architetti darà alla luce una nuova categoria di room e suitenell’ala vecchia, la realizzazione di una nuova palestra con relativo dehors e la creazione di una nuova sala trattamenti all’interno dell’elegante Shiseido Spa dell’hotel

Nel nuovo progetto di restyling dell’Ala Vecchia – commenta Luca Zaniboni co-fondatore dello Studio Dordoni Architettiabbiamo avuto il privilegio di poterci confrontare con il lavoro di Jacques Couëlle; avvicinandoci con estremo rispetto all’idea originale, sono stati ridefiniti gli spazi di alcune camere. Ogni stanza è diventata un piccolo progetto a sé, con una propria anima, dove dimensione e atmosfera sono definite attraverso la luce, il taglio dello spazio e un’attenta selezione di materiali e pezzi di arredo. Fil rouge che collega il progetto di tutte le camere è un’idea di ‘bellezza essenziale’ e matericità che rimanda un legame forte con la natura.”

Infine, anche l’Hotel Cervo, affacciato sull’elegante Piazzetta di Porto Cervo e sull’esclusivo porto turistico, sarà rinnovato nelle aree comuni.  

Oltre agli interventi già effettuati negli anni precedenti per un valore di 46,5 milioni di euro  – la prima e la seconda fase di restyling dell’Hotel Cala di Volpe e la creazione della Wellnes SPA Shiseido al suo interno, la riprogettazione dell’ingresso principalze dell’Hotel Romazzino e della sua Spa e la realizzazione del primo Kids Club dell’hotel, l’apertura del ristorante Matshuisa –  tra il 2021 e il 2023  il Gruppo completerà il piano di investimenti quinquennale (altri 60 milioni di euro) con la conclusione delle ristrutturazioni dell’Hotel Cervo, del Pitrizza, del Romazzino, e  con l’importante progetto di valorizzazione e riconversione del Cervo Tennis Club in un hotel lifestyle di 40 camere, una selezione di ristoranti brandizzati e spazi retail e che sarà rivolto alla clientela più giovane, dai Millennial alla Generazione Z. 

Il Gruppo Smeralda Holding, inoltre, ha avviato già da tempo un percorso dedicato alla sostenibilità con la realizzazione di una serie di iniziative volte alla valorizzazione degli spazi verdi con la creazione di percorsi naturalistici, all’adozione di una politica plastic free all’interno degli hotels, e adazioni e pratiche relative a una gestione strategica dei rifiuti, dell’acqua, dell’energia e della mobilità, fino alla sottoscrizione di un accordo con la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi per definire un Piano di Sostenibilità volto a ridurre l’impatto ambientale delle attività del Gruppo nei prossimi cinque anni.

L’impegno di Smeralda Holding verso la sostenibilità e l’avanzamento del piano industriale è un investimento importante non solo per l’azienda, ma anche per il territorio stesso, in linea con la strategia del Gruppo che da sempre persegue la creazione di valore aggiunto per la comunità gallurese anche in termini di economici a partire dalle numerose imprese locali e fornitori coinvolti nelle ristrutturazioni degli hotels.

E sempre in un’ottica di valorizzazione e sostegno del territorio anche quest’anno, nonostante la pandemia e il cambiamento di abitudini e prospettive, il Gruppo sta portando avanti alcune delle iniziative gratuite già avviate negli anni precedenti per supportare la crescita e il benessere delle comunità locali, con focus particolare sulle nuove generazioni, come i corsi formativi di lingue online, con oltre 345 iscritti nell’edizione 2021. 




Approvato il regolamento sul “Piano di attuazione per gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”

Approvato il regolamento sul “Piano di attuazione per gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”

Ottimizzare la gestione del patrimonio degli alloggi di edilizia residenziale popolare (Erp), prevedendo le modalità per rispettare al meglio i criteri di legge sui metri quadri per ogni inquilino e in base a questo poter anche chiedere un cambio dell’alloggio di cui si è già in possesso agli uffici del Settore Politiche abitative. È lo scopo del regolamento presentato ieri in Consiglio comunale dall’assessore Antonello Sassu, che ha colto l’occasione per ringraziare il dirigente del settore e i funzionari che materialmente lo hanno hanno elaborato, e approvato all’unanimità dall’Assemblea.

Con il regolamento sul “Piano di attuazione per gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica” il Comune si dota di uno strumento giuridico che, in soli 12 articoli, dettaglia le modalità dei procedimenti per la mobilità previsti dalla legge regionale 13 del 6 aprile 1989. Un documento che ora dà agli inquilini la possibilità di chiedere agli uffici dell’assessorato delle politiche abitative un cambio dell’alloggio in loro possesso. Nel tempo infatti, e per ragioni diverse, i nuclei familiari si sono modificati nella loro composizione, creando per molti l’esigenza di avere a disposizione degli immobili con una maggiore o minore superficie abitativa, anche questa definita dalla legge e che evita il sovraffollamento o il sottoutilizzo del patrimonio Erp.

Sarà possibile rispondere a queste esigenze attraverso una semplice richiesta di scambio consensuale tra due inquilini diversi, che in accordo scambiano l’alloggio che occupano. Inoltre l’assessorato predisporrà un bando sempre aperto che accoglierà le richieste di scambio che saranno soddisfatte quando si liberano immobili delle dimensioni richieste. Il piano delle mobilità sarà aggiornato semestralmente. In entrambi i casi comunque i richiedenti dovranno essere in regola con i pagamenti dei canoni di locazione e con le quote accessorie. Il documento, così come disposto dal titolo IV della legge 13, prevede anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria degli inquilini.




Piano del Parco di Porto Conte da rifare

Un Piano del Parco Naturale Regionale di Porto Conte lo abbiamo letto qualche anno fa e prevedeva, incredibilmente, di normare anche le aree al di fuori del Parco stesso. Erano state previste, ad esempio, l’imposizione di specifiche profondità di aratura del terreno da parte degli agricoltori oppure richieste da sottoporre al Parco per autorizzazioni varie. E’ necessario ricordare a tutti che i residente delle borgate agricole algheresi hanno già combattuto per rimanere fuori dai confini del Parco di Porto Conte. Gli attuali confini rappresentano il risultato di quanto fu stabilito a suo tempo. Il Parco si occupi quindi di normare esclusivamente le aree incluse all’interno del proprio perimetro. Le nostre borgate agricole sono già sottoposte a numerosissimi vincoli in quanto, la Bonifica Storica di Alghero, rappresenta un bene identitario della Sardegna. Siamo già costretti a vivere restrizioni molto stringenti che non hanno eguali in tutta la Regione. A fronte di questo invitiamo sin d’ora la politica locale a escludere, all’interno del futuro piano del parco di Porto Conte, qualsiasi riferimento alle aree appoderate delle borgate.

Tonina Desogos – Presidente Comitato di Borgata di Maristella

Giuseppina Congiu – Ex Presidente Comitato di Borgata di Guardia Grande – Corea




SINISTRA IN COMUNE, LA QUESTIONE DI PUNTA GIGLIO NON ESISTEREBBE CON IL PIANO DEL PARCO E NE CHIEDE L’APPROVAZIONE IMMEDIATA

La lista civica Sinistra in Comune ha deciso di prestare la propria disponibilità affinché siano chiariti i punti oscuri nella vicenda che riguarda il progetto di “riqualificazione” del locale dell’ex batteria di Punta Giglio a fini turistico ricettivi. 
In particolare, Sinistra in Comune intende verificare se il progetto vincitore del bando abbia rispettato i canoni previsti o se coloro i quali sono stati designati per la valutazione del progetto, abbiano tenuto conto delle peculiarità dell’area nella quale questo andrà ad insistere, violando verosimilmente e sostanzialmente, norme imperative in tema di salvaguardia ambientale e paesaggistica.  
Lo chiediamo chiaramente, senza giri lessicali: davvero è possibile realizzare all’interno di un’area protetta una struttura recettiva per 20 persone completa di piscina? 
Un’altra domanda aperta riguarda la tempistica. Le strade di accesso al parco invitano gli automobilisti all’attenzione e all’adottare un comportamento consono al luogo nel quale ci si trova, nel rispetto della flora ma soprattutto della fauna. Perché, forse è bene ricordarlo, ciò che fa un parco non sono i suoi confini, o i divieti: ciò che fa un parco è l’insieme delle forme viventi e minerali che al suo interno vanno preservate. E allora ci si chiede perché di là dalla liceità delle azioni che in esso si possono esercitare, è plausibile che un martello pneumatico possa essere messo in azione mettendo a repentaglio la riproduzione di quell’avifauna che il parco ha lo scopo di preservare? Ancora è possibile che tutto ciò sia permesso nel periodo di nidificazione?  
Alla luce di quanto fragile sia il mantenimento dello stato attuale e delle azioni, anche quelle in buona fede, che possano disperdere una risorsa non rinnovabile, quale è un parco naturale, Sinistra in Comune chiede che venga al più presto approvato, in sede di Assemblea del Parco, il piano del parco naturale regionale di Porto Conte: l’unico strumento di reale tutela. Perché il parco (di Porto Conte ) siamo noi: nessuno si senta escluso.