INNOVAZIONE–Triplica numero piccole imprese sarde che utilizza cloud

INNOVAZIONE – Triplica il numero delle piccole imprese sarde che
utilizza i servizi cloud: dal 21,7% del 2018 al 56,1% del 2020.
Matzutzi (Presidente Confartigianato Sardegna): “La pandemia ha
costretto le imprese a una trasformazione digitale senza precedenti”.

Triplica il numero delle piccole imprese sarde che utilizza i servizi cloud.

Negli ultimi 2 anni, la percentuale di Micro e Piccole attività
produttrici della Sardegna che si avvale di nuove tecnologie per
condividere e immagazzinare dati, è passato dal 21,7% del 2018 al
56,1% del 2020.

Sono questi i dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato
Imprese Sardegna per le MPI (fonte ISTAT), sulle “Piccole imprese che
utilizzano servizi cloud computing”.

L’analisi evidenzia come su questa crescita abbia influito sia la
necessità di utilizzare il cloud per condividere dati e/o software da
luoghi diversi dal posto lavoro durante la crisi sanitaria, sia
l’effetto del Piano Industria 4.0 previsto dalla Legge di bilancio
2019 che, per la prima volta, ha reso possibile detrarre dalle imposte
il 140% dei canoni annuali pagati per utilizzare software per Impresa
4.0 su piattaforme cloud. Il maggiore utilizzo del cloud ha inoltre
contribuito anche all’intensificazione del traffico dati che, tra
marzo e novembre 2020, su rete fissa è salita mediamente del 28% e su
rete mobile del 26%.

Il report ha anche messo in luce alcuni cambiamenti nell’utilizzo da
parte delle tecnologie ICT da parte delle piccole imprese sarde;
queste, infatti, soprattutto durante l’emergenza sanitaria, hanno
intensificato l’uso del digitale per la diversificazione dei canali di
vendita e dell’e-commerce.

Il maggiore utilizzo del cloud e di servizi digitali che generano
traffico dati – come le videoconferenze – ha però messo in evidenza le
criticità relative alla connettività. Su questo fronte va segnalato
che nel 2020 persiste un 30,3% di piccole imprese che non accede alla
banda ultra larga (almeno 30 Mbit/s), quota che decresce all’aumentare
della dimensione aziendale.

A livello nazionale, la media è passata dal 20,3% del 2018 al 58,0%
dello scorso anno. Tra le regioni, l’intensità più elevata di utilizzo
di questa tipologia di servizi si riscontra in Sicilia con il 65,1%
(era al 22° posto nel 2018) e Lombardia con 64,9% (che conferma il 2°
posto del 2018).

“La pandemia, nel bene e nel male, ha modificato le regole del gioco e
costretto le aziende a compiere un salto tech generazionale in pochi
mesi – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna – i progetti di trasformazione digitale, che prima
impiegavano anni per essere implementati, sono stati accelerati in un
modo senza precedenti”. “Tutto dimostra come la nostra terra sia
sempre più interessata sia a cancellare quel “digital divide”, che in
parte, ne ha ostacolato lo sviluppo, sia a sfruttare in pieno tutte le
opportunità offerte dalla tecnologia – continua Matzutzi – quindi, in
un momento come questo, dove la competitività delle imprese passa
anche dalla possibilità di accedere a velocità di connessione
adeguate, occorre accelerare per completare la realizzazione delle
infrastrutture sulla Banda Ultra Larga”.

Per Confartigianato Sardegna “il Cloud ha rappresentato una risposta
efficace a molti dei problemi di operatività generati dal periodo di
lockdown e successivamente nel ritorno a una nuova normalità. Anche le
realtà più scettiche hanno avuto l’opportunità di toccare con mano i
benefici che la nuvola può portare, generando un’esplosione
nell’adozione di alcuni servizi. Tuttavia, si è trattato di una
reazione all’emergenza, in cui le imprese hanno fatto di necessità
virtù, e ora il paese si trova di fronte alla vera sfida. Ora è
necessario sfruttare questa nuova consapevolezza per costruire una
visione di lungo periodo, che ponga il Cloud alla base delle strategie
digitali tenendo in considerazione tutti gli elementi tecnici e
organizzativi per garantire una trasformazione pervasiva ed efficace”.

“In un contesto in cui aumenta la connessione grazie allo sviluppo di
servizi dedicati – conclude Matzutzi – per le imprese diventa un
obiettivo strategico curare anche la relazione con la clientela
attraverso la Rete ”.

A livello nazionale, l’analisi evidenzia come nell’emergenza sanitaria
sia cresciuta l’offerta di servizi digitali complementari all’attività
caratteristica delle micro e piccole imprese (MPI).

In relazione alla comunicazione interna all’impresa, l’utilizzo di
applicazioni di messaggistica e di video-conferenza, è addirittura
triplicato: dal 10,6% di micro e piccole imprese (3-49 addetti) nella
fase pre-Covid, per arrivare al 30,7%. Si è fortemente intensificata
anche la comunicazione con la clientela attraverso i social media: già
presente nel 21,9% delle micro e piccole imprese, è stata introdotta,
migliorata o ne è prevista l’implementazione il prossimo anno da un
ulteriore 17%, portando al 38,9% la quota di MPI attive su questo
canale.

I servizi digitali, come newsletter, tutorial, webinar, corsi, ecc.,
che erano forniti dal 7,7% delle imprese, registrano un rafforzamento,
con l’introduzione da parte del 13,2% di micro piccole imprese e resi
disponibili dopo l’emergenza dal 20,9% delle MPI.

Significativo ampliamento anche degli investimenti tecnologici
finalizzati a migliorare la qualità e l’efficacia del sito web – quali
SEO, utilizzo di web analytics, paid search, ecc. – che erano presenti
prima dell’emergenza nel 10,7% delle micro-piccole imprese, sono
divenuti pratica comune per un altro 12,4%, portando al 23,1% la quota
di micro e piccole imprese attivate.

L’intensificazione del lavoro a distanza genera una domanda di
relative infrastrutture: i server cloud e le postazioni di lavoro
virtuali, già disponibili nel 9,5% delle MPI, dopo l’emergenza
riguardano il 26,0% (+16,5 punti), mentre le apparecchiature
informatiche fornite ai dipendenti, azione intrapresa dal 10,0% delle
MPI prima dell’emergenza, sono state oggetto di investimento per un
ulteriore 17,3%, portando la quota al 27,3%.

Raddoppia la quota di imprese che vendono mediante la Rete. Le vendite
di e-commerce tramite il proprio sito web, già presente nel 9% delle
MPI prima dell’emergenza, sono utilizzate dal 17,2% delle MPI (+8,2
punti percentuali tra miglioramenti e nuova introduzione entro il
prossimo anno). Prossima al raddoppio anche la quota di MPI attive
nella vendita mediante comunicazioni dirette (es. e-mail, moduli
online, Facebook, Instagram, ecc.) che salgono dal 15,6% pre
emergenza, al 27,8% (+12,2 punti, sempre includendo le unità che hanno
adottato miglioramenti, hanno introdotto lo strumento o lo
implementano nei processi aziendali il prossimo anno).

La straordinaria intensificazione delle vendite tramite la Rete traina
la distribuzione delle imprese che gestiscono vendite on line con
consegne in proprio, quota che passa dal 5,5% pre emergenza ad un
14,2% (+8,6 punti).

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




EXPORT-Crescono esportazioni piccole imprese Sardegna

EXPORT Crescono le esportazioni delle piccole imprese della Sardegna: nel primo trimestre di quest’anno +18% e giro d’affari di 91milioni di euro. Matzutzi (Presidente Confartigianato Sardegna): “Le imprese sarde credono nelle potenzialità dei mercati esteri: necessario proseguire lungo questa strada”.

Sorpresa: nel primo trimestre di quest’anno le esportazioni delle piccole imprese manifatturiere della Sardegna sono cresciute di quasi il 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, generando un giro d’affari per 91milioni di euro. Il tutto trainato dal settore alimentare (+11%), dall’exploit territoriale del Sud Sardegna e dall’ottimo andamento della provincia di Nuoro.

E’ questo il risultato del dossier dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, che ha analizzato i dati ISTAT sulle esportazioni delle micro-piccole e medie imprese dell’Isola, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020 confrontandoli con quelli dell’analogo periodo del 2019.

“Siamo molto contenti di questi dati che, per certi versi, ci sorprendono ma che ci fanno vedere in termini positivi il futuro andamento delle vendite sui mercati esteri – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – anche se, non dimentichiamolo, sono rilevazioni pre-lockdown. In ogni caso, tutto conferma l’impegno dei nostri imprenditori per l’internazionalizzazione, per il miglioramento della qualità dei prodotti, e per l’apprendimento di nuove tecniche di vendita e di conoscenza dei mercati esteri”.

A livello provinciale, i dati parlano di un exploit del Sud Sardegna con +276,4% rispetto al 2019 e 26milioni di euro di prodotti piazzati all’estero. Segue Nuoro con +14,3% e quasi 8 milioni di euro. In leggero calo il nord dell’Isola (Sassari e Gallura) con un -1% e 22milioni di controvalore venduto. In netto calo, invece, Cagliari (-14,3% e 29milioni di euro esportati) e Oristano (-15,2% e 6 milioni di prodotti venduti).  

“Le imprese hanno sempre più “fame” di iniziative sull’export – continua Matzutzie quindi è da apprezzare lo sforzo che ogni singola azienda sta facendo anche sul fronte della formazione. Per affacciarsi sui mercati esteri, infatti occorrono competenze che non tutte le realtà hanno. Speriamo che, passato questo brutto momento di emergenza, con la Regione si possano riprogrammare le attività formative e proporre nuovi bandi sull’internazionalizzazione”.

Certamente parliamo di quantità e di controvalore ridotti rispetto ad altre realtà italiane – precisa il Presidentema, in ogni caso, sono segnali interessanti per le nostre piccole imprese, che tracciano una strada da perseguire con costanza per invertire nel lungo periodo le sorti dell’economia isolana”. “In ultimo, visti anche i dati, riteniamo occorra lavorare non soltanto sui settori più maturi per l’export ma anche per la valorizzazione degli altri con importanti potenzialità, come ad esempio moda e il lapideo– conclude Matzutzi Confartigianato non farà venir meno il proprio supporto e collaborazione per accompagnare le imprese in questi percorsi.

 

Analisi Nazionale

Nel I trimestre 2020 in Italia diminuisce l’export dei comparti manifatturieri a maggiore concentrazione di Micro e Piccola Impresa con il -4,8% rispetto al I trimestre 2019. Tale dinamica è peggiore rispetto al -2,0% dell’export dell’intero comparto manifatturiero – che rappresenta il 95,5% del totale dell’export – nel periodo e in controtendenza rispetto alla performance del made in Italy di MPI nel I trimestre 2019 che segnava il +3,4%.

In chiave settoriale cresce soltanto l’export dei Prodotti alimentari con il +10,4%, mentre si osservano flessioni in tutti gli altri comparti: Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio segna il -4,7%, gli Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) il -6,3%, i Prodotti tessili il -6,7%, i Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature il -8,2%, i Mobili il -9,0%, i Prodotti delle altre industrie manifatturiere il -10,1%, gli Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili il -10,7%; diminuzione anche per i Prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati, che rappresentano solo per lo 0,02% delle esportazioni dei comparti di MPI, con il -16,9%.

Dinamica esportazioni delle Piccole Imprese manifatturiere della Sardegna

Analisi primo trimestre 2020

Valore export in milioni di euro

Variazione % 2020 su 2019

Cagliari

29,0

-14,3%

Sud Sardegna

26,0

+276,4%

Nuoro

7,8

+14,4%

Oristano

6,1

-15,2%

Sassari-Gallura

22,2

-1,0%

SARDEGNA

91,1

+17,8%

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Lai (Art.1-Sdp): Regione-Infratel, accordo strategico per le piccole comunità della Sardegna

Il recente accordo fra Regione ed Infratel apre prospettive nuove, e molto concrete, per i piccoli comuni della Sardegna. Lo ha dichiarato il consigliere di Art.1-Sdp Eugenio Lai secondo il quale “si tratta di una intesa strategica per la Regione, che diventa la prima in Italia per la copertura del territorio con reti digitalizzate nelle aree rurali, e di un grande risultato raggiunto dalla maggioranza di centro sinistra che, con questo intervento, abbatte le distanze e l’isolamento dei piccoli centri consentendo inoltre alle aziende che vi operano di accedere in modo competitivo ai mercati”.

Nei primi mesi dell’anno prossimo, ha annunciato inoltre Lai, “i piccoli Comuni sardi compresi nel progetto riguardante le c.d. aree a fallimento di mercato saranno dotate della nuova infrastruttura in fibra”.

Ciò significa, ha concluso, “che tutti i sardi, compresi quelli residenti nelle zone più marginali, avranno uguali diritti e parità di accesso alla banda larga, supporto tecnologico indispensabile per favorire la crescita delle nostre piccole comunità”.

Cagliari, 27 novembre 2018

Eugenio Lai