Alghero: Pietro Sartore su parcheggio Piazza dei Mercati. VIDEO
Un viaggio nella musica afro tropicale, da Cuba a Capo Verde, a bordo di boleri, milonghe, morna, coladeira, funaná, semba, cumbia e molto ancora. È il concerto che il gruppo C.A.F.É, collettivo multiculturale di musicisti da Brasile, Angola, Italia e Grecia, terrà domenica (14 novembre) a Guardia dei Mori, suggestivo scorcio dell’Isola di San Pietro.
Il gruppo con base a Lisbona, i cui componenti sono nomi affermati nel panorama della world music europea, sarà per la prima volta in Sardegna grazie a Bötti du Shcöggiu. La serata è ospitata (dalle 20.00) a Villa Guardia Mori, storica discoteca dell’Isola di San Pietro, che la nuova gestione ha reso fruibile anche in inverno, ma, soprattutto, ne ha fatto uno spazio perfetto per la musica dal vivo, consentendone la riapertura dopo quasi due anni di inattività.
Sulle orme della diaspora africana, i C.A.F.É . eseguiranno brani dei grandi protagonisti della musica dell’Atlantico nero, da Cesaria Evora a Bonga, Susana Baca, Atahualpa Yupanqui fino a Compay Segundo e Clara Nunez.
Riflettori puntati sulla cantante e percussionista Jabu Morales, Alberto Becucci alla fisarmonica, Timoteo Grignani e Walter Martins alle percussioni, Ricardo Quinteira alla chitarra, Matteo Bonti al basso. Tecnico del suono Giovanni Carlini – Live Studio Cagliari.
L’evento è realizzato grazie alla collaborazione di Villa Guardia Mori e della Marinatour che, con la Club House, curerà il mangiare e il bere, che accompagneranno il concerto.
I posti sono limitati, per cui è necessario prenotarsi al link https://forms.gle/3LRy1C2PwrFuui836.
Per il traghetto, è possibile usufruire delle tariffe speciali applicate in occasione della festività della Madonna dello Schiavo” nei giorni 13/14/15, esclusivamente per le tariffe passeggeri A/R al costo di 3,90 euro da Portovesme e 3,50 da Calasetta (contributo sbarco a parte).
E’ disponibile un servizio navetta gratuito dal Porto a Villa Guardia Mori per gli spettatori che imbarcano da Calasetta con il traghetto delle 19,30 e rientrano con il traghetto delle 24.
Bötti du Shcöggiu
Amministratore Straordinario della Provincia di Sassari
Pietro Fois
https://www.facebook.com/SassariChannel/videos/669523437230172/
In allegato la lettera completa inviata al Presidente Conte
Provincia di Sassari. Pietro Fois. Apertura Immediata dell’Aeroporto di Alghero.
«Il Nord Ovest non può restare isolato. Chiediamo l’apertura immediata dell’aeroporto di Alghero e pari condizioni per tutto il territorio regionale senza esclusione o distinzione alcuna fra gli scali isolani».
L’Amministratore della Provincia chiede ai Ministri competenti di rivedere la loro decisione e ascoltare le richieste che provengono dai sindaci del territorio, dalle associazioni imprenditoriali, operatori turistici e sindacati.
«Non è accettabile un provvedimento che può segnare il destino dello scalo di Alghero rispetto all’aeroporto internazionale “Costa Smeralda” di Olbia, per il quale è prevista la riapertura, anche se solo per i voli privati, o rispetto l’aeroporto di Elmas che continua a garantire i collegamenti con il continente.
Sono tantissime le aree della Sardegna che guardano all’aeroporto “Riviera del Corallo” come principale porta di transito sia per i residenti che per i flussi turistici. Le decisioni assunte dal Governo e dal Ministro dei Trasporti suscitano preoccupazione. Una decisione assunta senza nessun coinvolgimento dei rappresentanti del territorio e senza tenere in considerazione le specificità di questa parte dell’isola. Un esclusione inspiegabile che discrimina fortemente i territori e le popolazioni residenti dei comuni del Nord Ovest».
Amministratore Straordinario della Provincia
Pietro Fois
Segreteria dell’Amministratore
Piazza d’Italia, 31 07100 – SASSARI
Provincia di Sassari. Pietro Fois, fronte unitario e risposte immediate per il territorio.
L’Amministratore della Provincia, Pietro Fois, ha accolto nell’incontro di questa mattina la richiesta delle parti sociali di farsi promotore come rappresentante istituzionale delle diverse istanze del territorio e mettere allo stesso tavolo, Istituzioni, Sindacato e Imprese, per stabilire nel concreto come ripartire e con quali strumenti.
«Non avevamo bisogno del Covid per scoprire che nel nostro territorio e nella nostra Regione esistevano criticità croniche per il suo sviluppo e per la tenuta della sua economia. Già da tempo stavamo attraversando un periodo di profonda sofferenza economica e sociale. Il nostro Covid era già evidente nella “Sassari-Olbia” che non è mai stata completata, era già presente nella filiera agro-alimentare che non era in grado di garantire un prezzo adeguato ai produttori del latte, nella crisi del sistema di trasporti marittimi e aerei o nelle altre incompiute come la Sassari-Alghero.
La crisi sanitaria si è aggiunta ad un lungo periodo di crisi economica frutto dei tanti nodi irrisolti e di quel livello inadeguato di infrastrutture, materiali e immateriali, che hanno penalizzato, oltremisura, la nostra capacità competitiva.
Non condivido l’idea di chi asserisce che siamo sull’orlo di un baratro, perché penso che nel baratro ci troviamo già. Il nostro territorio è da troppo tempo a credito e credo sia indispensabile costituire da subito un fronte comune per individuare soluzioni concrete e ridare centralità alle tante questioni del mondo del lavoro e delle imprese che questa mattina sono emerse nel corso del dibattito.
Non sento l’esigenza di dare vita nuovi tavoli generalisti, perché in questi giorni di tavoli ce ne sono stati forse anche troppi, l’incontro di oggi deve avere un taglio operativo e individuare pochi temi concreti da perseguire immediatamente. Si potrà procedere con incontri sui specifici temi che coinvolgano i diretti responsabili istituzionali per materia.
Il primo è sicuramente il tema delle nostre infrastrutture, indebolito dai troppi ritardi e da storiche criticità. La viabilità, i trasporti marittimi e quelli aerei rappresentano una questione indifferibile. Il sistema dei trasporti e i collegamenti con il continente sono il nostro “ponte Morandi” e come per Genova è arrivato forse il tempo di individuare soluzioni straordinarie, penso a deroghe e a commissariamenti.
Per rilevanza e trasversalità il secondo tema è quello del turismo, direttamente collegato al primo. Se nel Nord Italia alzano la voce per far ripartire i loro impianti industriali, è tempo che anche noi facciamo sentire la nostra voce e facendo fronte comune per far capire a tutti gli interlocutori che il turismo rappresenta la nostra “fabbrica”. Pretendiamo regole chiare sull’accoglienza del turista e tempi certi per programmare l’avvio della stagione e ripartire quanto prima».
Per l’Amministratore della Provincia di Sassari, Pietro Fois, l’obiettivo è chiaro, rimettere in moto, immediatamente, l’economia del territorio, cogliendo questa fase straordinaria e di interventi emergenziali come un’opportunità per rilanciare il territorio e dare risposte a questioni da troppo tempo rinviate.
Dott. Rodolfo Bonesu
Provincia di Sassari
Grande folla ieri al Quarter per il concerto “Trent’anys 1989-2019 recordant Pino Piras”, la voce di Claudia Crabuzza incanta la piazza.
Una piazza stracolma ha assistito ieri al concerto di Claudia Crabuzza e Pietro Ledda, un successo oltre ogni previsione che ha raccolto al Quarter la folla delle grandi occasioni. Grande soddisfazione per gli artisti e per l’Associazione Cabirol che sostiene il progetto di riproposizione delle canzoni di Pino Piras a trent’anni dalla sua scomparsa. Protagonista Claudia Crabuzza, da tempo lontana dai palcoscenici algheresi, che ha confermato la sua straordinaria qualità e conferma di essere una delle artiste più complete e più rappresentative della città di Alghero. Insieme a Pietro Ledda ha dato vita ad uno spettacolo straordinario che ha puntato più sulla tradizione, sulla vocalità, piuttosto che sulla perfezione. Il risultato è stato prorompente, nella migliore delle tradizioni che amava proprio Pino Piras, che con voce e chitarra riempiva le piazze. Stare sul palco per cantare, senza preoccupazioni per i dettagli, una formula che richiama al passato ma che oggi risulta addirittura innovativa e di forte attrattiva. Merito della voce di Claudia Crabuzza e dalla sua interpretazione autentica della canzone popolare algherese, e della “antica” capacità di Pietro Ledda. Un incontro generazionale graditissimo dal pubblico che ieri ha riempito oltre ogni previsione la piazza del Quarter. Segno di una mai sopita voglia di assistere alle rappresentazioni della canzone popolare, sopratutto quella di un autore amato come Pino Piras, segno anche di un amore per i contenuti piuttosto che per la forma. Lo spettacolo rientra nella programmazione dei festeggiamenti di Sant Miquel, con il patrocinio del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero.
Venerdì 27 settembre
Ore 20,00 Piazzale del Quarter
Alghero
Trent’anys ( 1989-2019 ) Recordant Pino Piras
Claudia Crabuzza – voce, timple e chitarra,
Pietro Ledda – voce, chitarra, viola, bouzouki
Un progetto di recupero del patrimonio musicale di Pino Piras a trent’anni dalla sua scomparsa unisce due generazioni artistiche in uno straordinario incontro che guarda lontano e che arriva da lontano, da tante collaborazioni estemporanee avvenute in questi anni. Il progetto prende il nome da una ricorrenza, Trent’anys ( 1989-2019) recordant Pino Piras, voluto da Claudia Crabuzza con Pietro Ledda “Barabba”, autentico protagonista della tradizione folk algherese. L’omaggio a Pino Piras, organizzato dall’Associazione Culturale Cabirol comprende la riscoperta di alcuni inediti e la riproposizione delle più belle canzoni dell’autore e intellettuale algherese più amato. La veste è quella che più ricorda il sapore degli anni più veri della canzone popolare algherese, fatta di esibizioni dal vivo con voce e chitarra. “Stare sul palco con “Barabba” significa tornare a cantare in un modo naturale, primitivo. Solo per cantare, per raccontare le storie che ci sono dietro queste canzoni e l’epoca in cui sono state scritte e composte” spiega Claudia Crabuzza. Musica e voce, e sentimento, come amava Pino Piras : “Non c’è spazio per la ‘plastica’ come dice Pietro Ledda, si suona e si canta e basta, perché il cuore è quello. Per la gente che viene a sentire, che non sa niente di accordi ma conosce la vita vera e la riconosce”. Pietro Ledda ha lavorato più di altri con Pino Piras partecipando all’incisione di due dischi e accompagnandolo spesso nei concerti. La sua presenza nel progetto di Claudia Crabuzza è un ritorno alle origini, nel solco di una tradizione che si vuole recuperare. Claudia Crabuzza, voce del gruppo Chichimeca, con cui ha pubblicato tre dischi con l’etichetta indipendente Tajrà. Ha curato la produzione del disco e documentario Un Home del País, dedicato a Pino Piras. Ha vinto la Targa Tenco 2016 con il suo primo disco da solista, in algherese, Com un soldat. Pietro Ledda, conosciuto come Barabba, è un compositore e arrangiatore algherese che ha lavorato con Pino Piras nella gran parte delle sue produzioni, registrando con lui Cançons de Reganal nel 1977 e En Poema ..,.Sàtira..Cançó nel 1981. Ha sempre vissuto di musica suonando con le orchestre in tutta Europa tra gli anni ’80 e ’90. Nei giorni scorsi i due artisti hanno fatto tre concerti in Catalogna, a Barcellona, Cabrils e Calella, e venerdì sono attesi ad Alghero nell’ambito dei festeggiamenti di Sant Miquel. L’evento dell’Associazione culturale Cabirol è organizzato dalla Fondazione Alghero con il patrocinio del Comune di Alghero.
Traumi e fratture, esperti a confronto a San Pietro di Sorres
Il 13 aprile al via l’ottava edizione del corso che consentirà ai partecipanti di esaminare le procedure messe in atto in alcune regioni e grandi ospedali per la gestione delle grandi emergenze.
Sassari 6 aprile 2019 – Un’intera giornata dedicata ad approfondire le tematiche legate al trattamento delle fratture acetabolari dell’anziano, al trattamento delle fratture della testa dell’omero e alla gestione delle grandi emergenze. Quattro sessioni durante le quali gli specialisti si confronteranno anche nella discussione di importanti casi clinici. Si aprirà sabato 13 aprile alle 9, nel suggestivo scenario della sala capitolare del monastero benedettino di San Pietro di Sorres, l’ottava edizione del corso di aggiornamento in ortopedia e traumatologia “Trauma Sardegna”.
L’appuntamento che metterà a confronto le esperienze della Sardegna con quelle di chirurghi ortopedici della penisola è organizzato dall’unità operativa complessa di Traumatologia e Ortopedia dell’Aou di Sassari, diretta da Franco Cudoni.
Diversi esperti provenienti da prestigiose università e ospedali italiani, come Torino, Milano, Ancona, Pescara e Roma, siederanno attorno al tavolo per discutere con i loro colleghi sardi su tematiche di particolare interesse. «Sarà un momento didattico ed educazionale – precisa Franco Cudoni, direttore della Traumatologia e ortopedia dell’ospedale sassarese e presidente della società scientifica regionale che riunisce gli ortopedici ospedalieri e universitari della Sardegna – anche per i giovani colleghi, attraverso la presentazione di relazioni e di casi complessi di traumatologia».
Attraverso la discussione, il caso clinico verrà esaminato secondo diverse prospettive ed esperienze, esplorando anche varie alternative di trattamento per arrivare, infine, a condividere linee guida e procedure chirurgiche.
L’evento conferma l’attenzione dell’unità operativa del Santissima Annunziata verso il settore della formazione e dell’educazione continua, necessari per aggiornare costantemente i professionisti su tutte le nuove tecniche più moderne e offrire ai pazienti le migliori cure chirurgiche.
Il corso offrirà infatti la possibilità di esaminare le procedure messe in atto in alcune regioni e grandi ospedali per la gestione delle grandi emergenze. Saranno quindi confrontate le reti traumatologiche di diverse regioni con la proposta di una rete traumatologica per la Sardegna. A questo dibattito parteciperanno il direttore dell’Areus Giorgio Lenzotti ed esperti e responsabili dei dipartimenti di Emergenza e di Traumatologia di Sassari, Nuoro e Cagliari.
«La Aou di Sassari – afferma ancora – è hub di riferimento per tutto il territorio del centro nord dell’isola ed è quindi importante puntare sull’aggiornamento e predisporre linee guida e percorsi da condividere con tutti i centri traumatologici regionali e nazionali».
Al corso, che ha ottenuto il patrocinio dell’Aou di Sassari, dell’Ordine dei medici della provincia di Sassari, della società sarda di Ortopedia e traumatologia ed è realizzato in collaborazione con la società scientifica Otc Italia, sono stati invitati a partecipare anche i direttori dei reparti ortopedici della Sardegna, con le loro équipe e ortopedici specializzandi.