Uri, bandito il primo “Prèmiu de poesia sarda Micheli Pinna”

C’è tempo fino al 20 ottobre per presentare gli elaborati

Possono partecipare bambini e adulti dei comuni di Ossi, Uri, Usini, Ploaghe, Martis e Laerru aderenti al progetto “Limba de vida”

URI. Lo Sportello Linguistico “Limba de vida” assieme all’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari, il Comune di Uri e la Biblioteca “Giovanni Maria Cherchi” hanno bandito il primo “Prèmiu de poesia sarda Micheli Pinna”.

Un’iniziativa dedicata alla memoria di un intellettuale poliedrico, docente di Filosofia, scrittore, saggista, esperto di lingua e cultura sarda, coordinatore e organizzatore di eventi, fondatore e direttore scientifico dell’Is.Be. Ma soprattutto un poeta, come egli stesso amava essere considerato.

Ed è per questo che a Uri hanno deciso di creare un premio di poesia per ricordare il grande amico scomparso nel 2022 lasciando un vuoto profondo nel mondo dell’istruzione, della lingua e della cultura della Sardegna.

Il concorso è inserito tra le attività del progetto “Limba de vida” presentato nel 2023, finanziato con i fondi della Legge n. 482 del 15.12.1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche, e vede Ossi come Comune capofila al fianco di Uri, Usini, Ploaghe, Martis e Laerru. Possono partecipare adulti e bambini provenienti dai territori dei comuni coinvolti.

Sono previste due sezioni: la prima riguarda la “Poesia in rima per adulti”; la seconda la “Poesia in rima per ragazzi”, che possono partecipare singolarmente o in gruppi, oppure in classi della scuola primaria e secondaria di primo grado. Le opere, a tema libero, devono essere inedite, scritte in sardo, mai presentate in altri concorsi e non devono superare i quaranta versi. La partecipazione è gratuita

Ogni autore può partecipare con un massimo di tre elaborati, scritti al computer e stampati, che dovranno essere consegnanti in cinque copie all’interno di un plico chiuso, contenente inoltre una busta chiusa con la scheda di partecipazione. Il plico dev’essere consegnato a una delle biblioteche di Ossi, Ploaghe, Martis, Laerru, Uri e Usini negli orari di apertura entro il termine ultimo del 20 ottobre.

Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sulla pagina Facebook “Limba de vida”. Le poesie saranno valutate da una giuria di cinque esperti il cui giudizio è insindacabile. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo email [email protected] o il sito internet del Comune di Uri all’indirizzo www.comune.uri.ss.it/notizie/2843077/primo-premio-poesia-sarda-micheli-pinna.

Michele Pinna nel corso di un convegno



Sassari, al Vecchio Mulino “I colori di Eros” di Michele Pinna

Giovedì 23 novembre Daniela Masia e Doloretta Lai, accompagnate dalle letture di Antonio Unida, presentano il libro pubblicato dall’Istituto Bellieni

SASSARI. Racconti d’amore e di filosofia, di arte, colori e musica saranno protagonisti giovedì 23 novembre alle 18 al Vecchio Mulino di via Frigaglia, a Sassari, con “I colori di Eros”, uno dei libri autobiografici e più intensi di Michele Pinna, in cui le tonalità cromatiche diventano il veicolo per riannodare i momenti profondi della vita, come nella Recherche proustiana lo erano stati in qualche modo gli odori.

A rendere omaggio all’opera dello scrittore e filosofo di origini bonesi saranno la studiosa Daniela Masia Urgu e la presidente Is.Be Maria Doloretta Lai, accompagnate dalle letture di Antonio Unida, che per volere dell’autore aveva già caratterizzato la prima presentazione del libro con la sua vivacità espressiva.

All’interno dell’agile volume, pubblicato dalla Edes per le edizioni Istituto Camillo Bellieni, la vita dell’autore si intreccia con le tante esistenze incontrate fin dall’infanzia vissuta nel paese natio sui monti del Goceano.

I ricordi vanno a ritroso fino ai momenti spensierati della fanciullezza, quando al nero degli abiti delle vedove fanno da contraltare i primi colori brillanti dell’esistenza, la scoperta dei sentimenti, della sessualità e quindi la vita coniugale. Ma si riscoprono anche il tema dell’emigrazione, l’esperienza dell’insegnamento come professore di liceo, la ricerca del bello e del buono, per arrivare alla constatazione platonica che Eros non sia paragonabile tanto a un dio della mitologia greca, quanto piuttosto a un demone, sempre insaziabile e incostante.




Is.Be, al Vecchio Mulino “L’inquieto esistere” di Michele Pinna

SASSARI. Giovedì 28 settembre alle 18, al Vecchio Mulino di via Frigaglia a Sassari sarà presentato uno degli ultimi studi critici di Michele Pinna, “L’Inquieto esistere. Saggio su Salvatore Satta e Il giorno del giudizio: tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze“.

L’incontro, organizzato dall’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni di Sassari, promette di essere una vera occasione di riflessione e analisi della dimensione dell’esistenza, proposta ora in una cornice suggestiva e congeniale alla meditazione.

La presentazione è affidata a Daniela Masia Urgu, che sarà accompagnata da Adriana Cocco, Maria Doloretta Lai e Annalaura Pirisi nelle letture di alcuni passi del volume, pubblicato dalla Edes tra i titoli dell’Is.Be.

Le pagine si presentano come una sorta di itinerario che conduce il lettore nelle magie dei luoghi e nella complessità delle coscienze descritte nel grande capolavoro del Satta. La pubblicazione nasce nel contesto di una ricerca condotta da Pinna per circa tre anni sulla “Identità dei luoghi e delle cose”, di cui “L’Inquieto esistere” avrebbe dovuto costituire la prima tappa. Il lavoro di studio, metodologicamente fondato sull’osservazione partecipata, interna all’assetto strutturale e comunitario dei paesi, è basato fondamentalmente sull’ascolto delle persone e sulla visione dei contesti. Per prenotare un posto scrivere all’indirizzo [email protected] o chiamare al numero 079/230268.




L’Is.Be presenta l’ultimo libro di Michele Pinna

Il 6 luglio al Vecchio Mulino di Sassari, questo piccolo grande compendio del pensiero sardista inaugura la serie di aperitivi filosofici che si protrarranno fino all’autunno

SASSARI. A oltre sei mesi dalla scomparsa, Michele Pinna riesce ancora a consegnare in eredità dei piccoli tesori culturali che sono frutto del profondo amore che l’intellettuale e poeta originario di Bono nutriva per la sua terra. Giovedì 6 luglio alle 18, negli spazi del Vecchio Mulino di via Frigaglia a Sassari, sarà presentato il suo ultimo libro “Coscienza culturale e filosofie della storia in Sardegna nell’età moderna e contemporanea”.

Il volume è stato pubblicato postumo dalla Edes, inserito nella collana “Pensieri sardisti” delle edizioni dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, dove Pinna ha ricoperto l’incarico di direttore scientifico sino all’ultimo momento.

A illustrare i contenuti saranno Antonello Nasone e Daniela Masia, con il saluto della presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai. Il libro è un formato tascabile di centoventisei pagine per dodici intensi capitoli che rappresentano un vero compendio di “filosofia del sardismo”. Passando per un’infinità di tematiche, tra le quali l’idea di coscienza nazionale, la costante resistenziale fino all’incontro con le minoranze linguistiche europee, sono messe a confronto le visioni di Bellieni, Lussu, Simon Mossa, Gramsci, Pira, Pigliaru, Lilliu e altri grandi pensatori.

Siamo di fronte a un breve ma denso saggio di ricostruzione storico-teorica della comunità umana e culturale che nell’isola ha trovato una propria vocazione nazionale fin dai tempi della Roma antica.

E in tal senso il libro può considerarsi davvero un dono culturale lasciato dall’autore alla propria comunità.

Proprio il dono sarà il tema degli incontri di “filosofia pratica” dell’istituto Bellieni che si protrarranno fino a ottobre.

Il 7 luglio alle 18, l’Is.Be inaugura gli “Aperitivi filosofici” del venerdì, con un incontro dedicato al tema dei “Paradossi della libertà” alla Caffè&teeria Mannoni di Sassari, che accoglierà un nuovo appuntamento il 28 luglio. Gli incontri si terranno quindi alla Libreria Cyrano di Alghero, l’8 e il 29 settembre, per riprendere di nuovo a Sassari a ottobre.

Il vero e proprio “Corso di filosofia pratica per adulti”, dedicato quest’anno al tema dei “Miti e simbologie”, prenderà il via l’11 settembre e si protrarrà fino al 13 novembre, con un doppio filone di indagine che attraverserà prima “Il pensiero mitico” e quindi “Il pensiero simbolico”. Per info e iscrizioni contattare il numero 079230268 o l’indirizzo email [email protected]. È necessaria prenotazione.




“Lo scacco alla Ragione moderna” di Michele Pinna: il 22 dicembre alle Messaggerie Sarde di Sassari

SASSARI. Il 22 dicembre alle 18, nella Sala delle Messaggerie Sarde a Sassari sarà presentato “Lo scacco alla ragione moderna”, il libro di Michele Pinna che, a poco più di un mese dalla scomparsa del noto intellettuale di origini bonesi, ha il sapore di un testamento filosofico e spirituale.

Il volume, inserito tra le pubblicazioni dell’Istituto Camillo Bellieni per le edizioni Franco Angeli, negli intenti dell’autore voleva rappresentare la sublimazione di un percorso di studi e di pensiero iniziato oltre vent’anni fa, prendendo le mosse da alcuni dei suoi lavori più importanti come “Le ragioni dell’identità”, “I luoghi dell’anima” e in qualche modo anche “I colori di Eros”.

Numerose le piste di riflessione, nelle quali si può leggere anzitutto una critica al rapporto tra filosofia e scienza, una critica all’impianto statuale italiano e poi al centro, la Questione sarda e la dimensione di un’isola da un punto di vista letterario e culturale e, immancabilmente sotto la tensione linguistica.

Conducendo l’uomo in un percorso quasi socratico verso il riconoscimento di sé, Pinna individua lo scacco alla ragione nell’incapacità di raccontare, attraverso la razionalità stringente, le realtà più profonde dell’uomo che, tuttavia, possono essere espresse dal linguaggio del pensiero poetante.

A presentare il volume sarà Paolo Cuccuru, che esporrà un ricordo di Pinna, partendo da qualche episodio condiviso per poi passare ad alcune riflessioni contenute nel libro. Poi Daniela Masia, che oltre ad analizzare le sfaccettature del testo, esplorerà una mappatura del pensiero dell’autore, individuando le congiunzioni tra le diverse pubblicazioni, compresa l’ultima ricerca sul linguaggio del pensiero poetante che trova sintesi in uno degli ultimi lavori del Pinna dall’evocativo titolo “Poetosofia”.

Infine, Antonello Nasone evidenzierà un percorso lungo oltre quarant’anni a partire dal periodo degli studi universitari, passando per una prima militanza nei partiti di sinistra per abbracciare agli inizi degli anni Ottanta il sardismo e divenirne negli ultimi decenni uno degli interpreti più fecondi, diventando peraltro l’anima trainante dell’Istituto Bellieni.

 «La presentazione era prevista il 4 novembre scorso – ha spiegato la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai – ma l’improvviso aggravarsi delle condizioni di salute di Michele ci aveva costretto a rinviare l’evento. Ora l’appuntamento arriva dopo la sua scomparsa, con il duplice obiettivo di omaggiare la memoria dell’uomo e dell’intellettuale, riflettendo sui varchi aperti dai contenuti di un libro che racchiude la summa dei suoi insegnamenti fondamentali come l’amore verso la vita, la ricerca della verità, il senso del sacro, il legame con i luoghi e i territori». L’ingresso è riservato a un numero massimo di quaranta posti. Per prenotazioni scrivere a [email protected].




Addio a Michele Pinna: in lutto il mondo della lingua e della cultura sarda

SASSARI. È stato tra i fondatori e l’anima trainante dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari per oltre trent’anni. Michele Pinna si è spento la scorsa notte all’ospedale di Sassari lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dell’istruzione, della lingua e della cultura della Sardegna. L’Istituto Bellieni, a nome della presidente e di tutti i collaboratori si stringe con affetto attorno ai figli Attilio e Maria Antonietta, da sempre vicini alle attività portate avanti con passione dal padre nella storica istituzione di via Maddalena.

«È una grave perdita per la famiglia, per tutti noi del Bellieni, per la città di Sassari e per la Sardegna», ha affermato con commozione la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai, che è stata al fianco di Pinna per molti anni nella dirigenza dell’istituto e sua allieva durante gli anni del liceo.

«Michele è stato un insegnante severo, un amico, una persona generosa che ha sempre concesso a tutti un’opportunità, dando fiducia non senza rimproveri – ha proseguito Lai –. È stato un uomo di grande umanità, con le sue fragilità, un intellettuale che ha voluto mettere al servizio della comunità la sua ampia cultura, per dare risalto al valore della nostra identità, del nostro territorio e della nostra lingua. Ha fondato l’Istituto Camillo Bellieni nel 1989 e ne ha seguito ogni passo fino alla fine».

Di sentimenti profondamente sardisti, Michele Pinna era nato nel 1952 a Bono, la patria di Giovanni Maria Angioi, cosa della quale andava fiero. Dopo aver trascorso l’infanzia tra Bono e Bultei (paese d’adozione fino agli anni della prima adolescenza), aveva compiuto gli studi tra Nuoro, Ozieri e Firenze. Laureatosi in Filosofia aveva quindi proseguito le attività di ricerca tra Genova, Parigi e Bochum.

In questi anni ha svolto l’attività di docente in numerosi licei fino alla pensione, e ha pubblicato diversi saggi d’interesse filosofico, psico-antropologico e letterario. È stato il fondatore dell’officina Filosofica dell’Is.Be, ideata per combattere la confusione dei tempi contemporanei, con la volontà di riportare “l’attenzione su noi stessi, sulla cura di sé, degli altri e del mondo che ci circonda”.

Direttore e fondatore della rivista “Sesuja”, ha diretto numerose collane editoriali per la casa editrice Edes. Sono infinite le iniziative realizzate come direttore scientifico dell’Is.Be, tra le quali spiccano le battaglie per l’introduzione della lingua sarda nelle programmazioni di RAI Regione.

Una delle sue ultime apparizioni pubbliche era stata lo scorso luglio a Sassari per la presentazione della bozza dello Standard ortografico della lingua turritana, un importante traguardo che ha visto il Bellieni nel ruolo di coordinatore.

Prolifica anche la sua attività di poeta. Lascia un libro in fase finale di stampa dal titolo “Poetosofia” dove la prima, la regina delle sue opere, è non a caso “Dimandas”: la domanda di un poeta-filosofo che fino all’ultimo non ha mai smesso di chiedersi “il perché delle cose”.

«Non ha avuto paura di delegarci, di darci responsabilità, di affidarci ciò per cui ha lavorato una vita – ha detto infine Doloretta Lai –. La memoria rimanere nel tempo, per ciò che si è fatto e si è realizzato. Ma soprattutto per l’affetto e l’amore che si è trasmesso. Credo che chiunque lo abbia conosciuto ne porterà con sé un bel ricordo, un ricordo affettuoso».




Libri, Attilio Pinna al Vecchio Mulino presenta “Giustizia e Perdono”

Venerdì a Sassari, l’avvocato e intellettuale sassarese, impegnato nella difesa dei diritti dei più deboli, illustra la sua ultima fatica letteraria; il volume è pubblicato da Aracne per l’Istituto Camillo Bellieni

Attilio Pinna

SASSARI. Di fronte all’ingiustizia e all’abisso del male, i sentimenti di rabbia e di vendetta sono la soluzione sbagliata. Ne è convinto Attilio Pinna, avvocato e intellettuale sassarese, che venerdì 14 ottobre, alle 18.30 presenterà al Vecchio Mulino di via Frigaglia 5, a Sassari, il suo ultimo libro dal titolo “Giustizia e Perdono”, Aracne Edizioni per la collana EDUCasus, inserita tra le pubblicazioni dell’Istituto Camillo Bellieni.

A illustrare i contenuti di questo interessante volume, assieme a Pinna, ci sarà l’avvocato Giovanni Angelo Colli, presidente della Camera Penale di Nuoro “Antonio Busia”. Il testo parte dagli assunti di papa Francesco, che nel messaggio per la Giornata mondiale della Pace ha affermato che “non c’è pace senza giustizia, e non c’è giustizia senza perdono”.

L’autore si spinge quindi verso il nodo politico della questione, che individua il nuovo orizzonte di salvezza nella partecipazione sofferente, nella condivisione della colpa e del peccato del prossimo come obiettivo ultimo del processo di costruzione di una società giusta.

«Il perdono è la risorsa di una società giusta e umana, ed è necessario alla convivenza. Se resta valido che lo Stato debba punire e sanzionare i rei, allo stesso tempo la giustizia non deve perdere di vista la sua funzione rigeneratrice rispetto al valore dell’uomo ed alla sua dignità», ha affermato l’autore, da sempre impegnato nella difesa dei diritti dei più deboli e già responsabile di Amnesty International Sassari.

Pinna si rivolge in particolare al legislatore, nell’auspicio di lanciare un messaggio concreto sul fatto che il crimine non si argini attraverso l’inasprimento delle pene, secondo una logica retributiva e restitutoria, ma attraverso l’educazione e la prevenzione. L’iniziativa è organizzata dall’Is.Be con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. L’ingresso è libero e gratuito.




“L’Inquieto esistere” di Michele Pinna al Museo Diocesano di Oristano

Il 7 luglio le Acli provinciali presentano il libro dedicato alla figura di Salvatore Satta e all’opera “Il giorno del Giudizio

ORISTANO. Prosegue il ciclo di eventi InterAcli dedicati alla promozione culturale. Giovedì 7 luglio, alle 19, nei giardini del Museo Diocesano Arborense, le Acli di Oristano Aps presentano il volume “L’Inquieto esistere” di Michele Pinna (Edes edizioni), un saggio sulla figura di Salvatore Satta e sull’opera “Il giorno del Giudizio” che, come una sorta di itinerario, conduce il lettore tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze descritte in questo grande capolavoro del Novecento.

Dopo i saluti della direttrice del Museo diocesano, Silvia Oppo, a dialogare con l’autore sarà Antonello Nasone, dottore di ricerca in Filosofia, mentre le letture dei testi sono a cura di Daniela Masia, presidente provinciale Acli di Oristano. L’evento sarà allietato dalle note del flauto di Maria Pia Lixi.

«Sono molto lieta – ha affermato Daniela Masia – di proporre la presentazione di questo saggio, che è un vero e proprio viaggio nell’esistenza, alla costante ricerca di trascendenza rispetto al tempo presente e ai luoghi della vita. Una ricerca mossa, come dice l’autore, dal desiderio di vivere».

La pubblicazione nasce nel contesto di una ricerca condotta da Pinna per circa tre anni sulla “Identità dei luoghi e delle cose”, di cui “L’Inquieto esistere” costituisce la prima tappa. Il lavoro di studio, metodologicamente fondato sull’osservazione partecipata, interna all’assetto strutturale e comunitario dei paesi, è basato fondamentalmente sull’ascolto delle persone e sulla visione dei contesti.

L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, si presenta come una vera occasione di riflessione e ricerca della dimensione dell’esistenza, proposta ora in una cornice suggestiva e congeniale alla meditazione.




“Martis in poesia” ricorda Deledda e Carta: dalle donne di Sardegna la coscienza di comunità come antidoto allo spopolamento

Lucia Sechi (a sinistra) e Daniela Masia

MARTIS. “Ci sono donne che hanno lasciato segni profondi, che si sono poste come simbolo della propria comunità coltivando la ricerca di se stesse e delle proprie origini, sospinte da una forza originaria che in queste comunità rappresenta un forte elemento di coesione. Una coscienza sociale che è anche il principale antidoto contro lo spopolamento, al di là delle eventuali opportunità di lavoro e di benessere”. Così Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto Camillo Bellieni, ha analizzato il senso delle profonde riflessioni dedicate a due straordinarie donne di Sardegna come Grazia Deledda e Maria Carta.

Due figure iconiche sulle quali si è concentrata la V edizione di “Martis in poesia”, inserita quest’anno come evento conclusivo del festival letterario Etnos. La manifestazione è stata realizzata a porte chiuse a causa della situazione sanitaria e trasmessa dal centro polivalente in diretta streaming su skype e sulla pagina facebook di Etnos.

Dopo le introduzioni dell’operatrice culturale Francesca Sini e del sindaco di Martis, Tiziano Lasia, l’evento ha preso il via attraverso il monologo teatrale “Viaggio sotto la luna” di Isabella Mastino, nel quale la studiosa, in un crescendo incalzante e appassionato, ha guidato l’ascoltatore tra i sentimenti, i tormenti e le vicende narrate nelle opere della scrittrice premio Nobel, concentrandosi in particolar modo sul romanzo “Nostalgie”, uno dei meno conosciuti e al contempo più belli della Deledda. Il monologo trova il suo riferimento diretto in due libri della Mastino, “Ma io non vedevo quella luna-Breve antologia di Grazia Deledda e “Il viaggio-breve antologia di Grazia Deledda” volume secondo, pubblicati da Alfa Editrice.

Isabella Mastino

La seconda parte della serata è proseguita con le analisi di Lucia Sechi e Daniela Masia, studiose ed esperte della lingua e cultura sarda, che hanno analizzato i testi di Grazia Deledda e Maria Carta utilizzando il sardo come lingua veicolare.

L’intervento di Lucia Sechi, a partire dall’esposizione dei più significativi tratti biografici della Deledda, ha inquadrato la profonda esigenza della scrittrice di affrancarsi dall’ambiente familiare e cittadino. Una condizione che era divenuta al contempo la sua forza ispiratrice, dalla quale attingeva per realizzare le trame delle sue opere. La Sechi ha ricordato alcuni brani del romanzo autobiografico “Cosima”, dai quali emergono i sacrifici di una donna che intendeva realizzarsi in un contesto fino ad allora riservato esclusivamente agli uomini.

Quanto più la Deledda cercava di allontanarsi dalla Sardegna, tanto più finiva per restarne intrappolata da un punto di vista letterario. Come ha ben posto in evidenza Daniela Masia, la maturazione della scrittura cresceva con la coscienza che lei attuava di se stessa: nell’asprezza dei personaggi c’è sempre una rappresentazione dei componenti della sua famiglia; la lirica e l’epica nella descrizione dei protagonisti nascono dall’intimità del suo mondo privato, riproposto in una cornice più alta ispirata in primis dalla letteratura russa che aveva scoperto nella biblioteca di famiglia.

Figura diversa ma altrettanto significativa è stata quella di Maria Carta, la cui voce è stata ricordata come rappresentativa di suggestioni senza tempo: dall’infanzia nel paese di Siligo dove il suo canto rituale, da bambina inconsapevole, era il suo modo di esorcizzare la paura, fino alle esibizioni sui palchi e quindi nelle trasmissioni televisive di visibilità nazionale. Poi il suo lavoro di ricerca sul campo, alla riscoperta di quel patrimonio culturale, dei melismi e delle sensibilità che non è possibile riportare sul pentagramma.

In chiusura di serata il direttore artistico Nanni Campus, rifacendosi alle parole di Michele Pinna, ha ribadito quanto sia importante, per chi si occupa di cultura in Sardegna, ricostruire il tessuto simbolico, e ha perciò rimarcato l’importanza di progetti come Etnos per restituire alle piccole comunità un profondo senso identitario. “Martis in poesia” è organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni assieme all’Amministrazione comunale di Martis, in collaborazione con la Pro Loco di Martis e con l’associazione Elighe Aps, e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.

Francesca Sini (a sinistra) e Michele Pinna



Is.Be e Coppieters ad Alghero: cinque interventi per una grande lezione di filosofia politica

ALGHERO. Parole vecchie e nuove della politica rimesse in discussione nell’ottica di una decostruzione critica e insieme una ricostruzione di senso, alla luce delle domande e dei nuovi bisogni che nascono dai territori, dalle comunità e da un’Europa in divenire. Il convegno promosso dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari assieme alla Coppieters Foundation di Bruxelles negli spazi all’aperto dell’agriturismo Sa Mandra di Alghero, ha voluto essere un faro di orientamento nella dimensione caotica che questi termini producono nell’immaginario collettivo. Termini come sovranismo, nazione e popolo, messi a confronto con concetti quali comunità, territorio, federalismo e in particolar modo quello di Stato.

Dopo i saluti istituzionali della presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai e del sindaco di Alghero, Mario Conoci, il membro del Bureau della Coppieters Foundation e della Fundacio Nexe, Gonçal Grau, ha affermato che il popolo valenziano e quello sardo sono due comunità che condividono storia, lingua, cultura e stile di vita, ma in particolar modo condividono anche un futuro da popoli sovrani che vogliono costruire un’Europa più giusta e democratica. L’intervento è stato tradotto in Italiano da Joan Adell, direttore dell’Ufficio della Generalitat ad Alghero, e in sardo da Daniela Masia operatrice linguistica Is.Be.

Nel corso della tavola rotonda moderata da Attilio Pinna, dedicata al “Lessico della politica nell’Europa contemporanea”, il direttore scientifico del Bellieni, Michele Pinna, ha anzitutto ricordato uno dei primi convegni a tema realizzato a Sassari circa trenta anni fa, subito dopo la caduta del muro di Berlino, e quindi ha evidenziato i cambiamenti che da allora hanno caratterizzato il linguaggio e le idee.  Secondo Pinna è necessario fare un lavoro di decostruzione e allo stesso tempo di ricomposizione all’altezza delle nuove domande poste dalla vita pubblica contemporanea nella nuova Europa. L’auspicio è quello di riconsiderare le storiche categorie di pensiero come strumenti critici aggiornati.

Da sinistra Attilio Pinna, Michele Pinna, Antonello Nasone e Gian Giacomo Vale

Antonello Nasone, dottore di ricerca dell’Uniss e docente della Facoltà Teologica della Sardegna, ha ricordato la figura di Jean-Luc Nancy, filosofo francese recentemente scomparso, il cui merito sta nell’aver riportato la nozione di comunità al centro dell’attenzione, la cosiddetta comunità inoperosa, laddove la genesi dell’individuo moderno sta nel tramonto dell’esperienza comunitaria. È lo stesso individualismo che sta alla base dello Stato moderno, che ha portato tristemente ai grandi conflitti dell’ultimo secolo.

Il concetto di sovranità è stato invece analizzato da Paolo Bellini, ordinario di Filosofia politica dell’Università dell’Insubria. Chi si professa pienamente sovranista – ha affermato il docente – deve fare i conti con la realtà per cui gli unici sistemi politici pienamente sovrani sono al momento gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, mentre tutti gli altri paesi si trovano a subire le politiche decise da queste tre grandi potenze. Tuttavia, se l’Unione Europea riuscisse ad accelerare il percorso di integrazione europeo basandosi su un modello federale – ha specificato – il vecchio continente potrebbe aspirare a rappresentare il quarto pilastro della sovranità a livello globale.

Per comprendere se il federalismo possa rappresentare un sistema etico esportabile o applicabile a un’Europa del futuro, Gian Giacomo Vale, ricercatore di Filosofia politica, ne ha descritto gli elementi e le virtù etiche da un punto di vista ideale. Lo studioso ha proposto l’esempio della Confederazione Svizzera, definendola “uno Stato senza nazione” che, pur essendo il più europeo di tutti per via della sua multiforme natura culturale, paradossalmente non fa parte di questa Europa unita.

L’intervento conclusivo di Omar Chessa, ordinario di Diritto costituzionale dell’Uniss, nel riepilogare le tematiche trattate ha specificato come l’idea di Stato stia progressivamente perdendo il suo significato storico plurisecolare. Tuttavia – ha specificato l’accademico – se Carl Schmitt negli anni Sessanta già teorizzava la fine dell’epoca della Statualità, è anche vero che gli stati non sono venuti meno, e che il grosso problema è quello di capire cosa sia oggi lo Stato, e il senso delle sue competenze e delle sue funzioni alla luce dei cambiamenti in atto a livello globale.

In piedi Paolo Bellini, con Attilio Pinna e Omar Chessa