UDC Risponde Duramente al Sindaco Conoci: Tensione Politica ad Alghero

Alghero – La polemica politica in città si intensifica con la risposta piccante del gruppo consiliare dell’UDC alle recenti affermazioni del sindaco Mario Conoci. Questo scambio di dichiarazioni rappresenta l’ultimo episodio in una serie di tensioni crescenti all’interno della scena politica locale.

L’UDC Contrattacca

La reazione dell’UDC, espressa in una nota ufficiale, colpisce per la sua severità e dettaglio. Il partito critica aspramente la gestione del sindaco, in particolare per quanto riguarda il suo approccio nei confronti della democrazia e della trasparenza amministrativa.

Principali Punti di Critica

  1. Accuse di Favoritismo e Assenteismo: L’UDC punta il dito contro le frequenti assenze dei consiglieri di Conoci, contrapponendole alla loro costante presenza e impegno.
  2. Trascuratezza dei Progetti UDC: Emergono lamentele riguardo la mancanza di realizzazione dei progetti e ordini del giorno proposti dall’UDC, nonostante l’approvazione unanime in consiglio.
  3. Finanziamenti per il Parco di Porto Conte: L’UDC rivendica il merito per i finanziamenti ottenuti per il parco, contrariamente alle affermazioni di Conoci.
  4. Dure Critiche alla Gestione del Centrodestra: La nota esprime profondo disappunto per la gestione del Centrodestra da parte del sindaco, mettendo in luce una mancanza di dialogo e collaborazione.
  5. Impegno per il Futuro di Alghero: Nonostante le forti tensioni, l’UDC conferma il suo impegno a lavorare per il bene della città, auspicando una risoluzione positiva della situazione politica attuale.

Prospettive Future

Questo scambio di accuse e difese tra il sindaco Conoci e l’UDC sottolinea una situazione politica complessa e carica di sfide. Gli abitanti di Alghero assistono a una narrazione politica in continua evoluzione, con attori chiave che si confrontano su questioni di trasparenza, impegno e gestione amministrativa. La risposta dell’UDC, in particolare, mette in evidenza una profonda divisione all’interno della coalizione di governo, sollevando interrogativi sulla stabilità e l’efficacia dell’attuale amministrazione comunale. Stiamo aspettando qualche commento dalle opposizioni che nel frattempo si godono lo spettacolo. Per quanto riguarda i cittadini di Alghero l’assistere a questo film indecoroso speriamo li renda consapevoli del livello politico di tutti i componenti del consiglio comunale Algherese.




Mario Conoci, Sindaco di Alghero, Rivoluziona la Politica Locale: Basta Inciuci e Decisioni Segrete

In risposta alle recenti controversie politiche, il Sindaco di Alghero Mario Conoci ha preso una posizione decisa, revocando gli assessori di Forza Italia e criticando le alleanze opache.

In un clima di tensioni politiche crescenti, il Sindaco di Alghero, Mario Conoci, ha fatto una mossa audace. Dopo aver revocato la nomina assessoriale agli esponenti di Forza Italia, Conoci ha espresso con forza il suo dissenso verso pratiche politiche non trasparenti.

Il Sindaco ha criticato duramente le tattiche di negoziazione segrete e l’atteggiamento di “geometria variabile” di alcuni membri della maggioranza, che hanno cercato di manipolare le decisioni politiche a proprio vantaggio. Conoci ha sottolineato che il rispetto verso gli elettori e gli alleati è fondamentale, condannando qualsiasi forma di dialogo segreto che possa minare l’integrità della maggioranza.

Inoltre, ha evidenziato la sua preoccupazione per le recenti azioni di Forza Italia e UDC, accusandole di adottare un metodo opaco di fare politica. Le critiche del Sindaco si sono concentrate anche sulle contestazioni sollevate nei confronti delle variazioni di bilancio destinate al turismo e al Parco di Porto Conte, etichettandole come pretesti per affermare un controllo egemonico.

Conoci ha ribadito il suo impegno per una gestione trasparente e rispettosa degli impegni presi con i cittadini e gli alleati. Il suo messaggio è chiaro: la politica di Alghero deve basarsi sul rispetto reciproco e sulla trasparenza, altrimenti i dissidenti sono invitati a prendere strade diverse, ma sempre alla luce del sole.

L’azione del Sindaco Conoci segna un momento cruciale nella politica di Alghero, ponendo le basi per un nuovo corso basato su valori di onestà e trasparenza. Questa decisione potrebbe avere un impatto significativo sul futuro politico della città.

Possiamo dire che è finita la coabitazione, per alcuni osservatori forzata, tra Marco Tedde e Mario Conoci eterno secondo fino ad oggi. Gli sviluppi politici saranno interessanti e molto intriganti. Politicamente è finita l’era di Marco Tedde ad Alghero?




Crisi Politica ad Alghero: Revoca delle Deleghe Assessoriali Scuote la Giunta

Nanni Terrosu e Marco Tedde di Forza Italia Condannano la Decisione del Sindaco

Alghero, 17 nov. 2023. La scena politica di Alghero è stata scossa da una mossa inaspettata del sindaco, che ha revocato gli incarichi agli assessori di Forza Italia, Caria e Peru. Questa decisione è stata accolta con sorpresa e critica da Nanni Terrosu e Marco Tedde, esponenti di spicco di Forza Italia. Secondo loro, gli assessori revocati si sono sempre distinti per la loro serietà, efficienza e competenza, un riconoscimento che viene anche dall’intera organizzazione di Forza Italia.

Questa revoca è stata descritta come un atto incomprensibile e dannoso, che compromette la funzionalità dell’attuale giunta comunale in un periodo cruciale per la città. Si sottolinea inoltre che la mancanza di una motivazione chiara per questa decisione mina il patto di coalizione alla base dell’amministrazione comunale. Terrosu e Tedde suggeriscono che questa mossa potrebbe essere legata alla contrarietà espressa da Forza Italia e UDC su alcune misure ritenute dannose per la città, soprattutto in termini di spreco di denaro pubblico.

Nonostante questo sconvolgimento, Forza Italia assicura che continuerà a lavorare nell’interesse dei cittadini di Alghero, in attesa di chiarimenti sui veri obiettivi dietro questa inaspettata decisione del sindaco​​.




Il Caso Capo Caccia: Tra Giustizia e Politica, il Futuro di Andrea Delogu.

L’ex commercialista dell’hotel e prominente figura politica di Forza Italia ad Alghero, Andrea Delogu, patteggia nel processo per bancarotta. Quale futuro lo attende? Il parere di Elias Vacca, Marco Tedde, Toti Columbano, Roberto Ferrara

l’editoriale di Fausto Farinelli – 14 Nov. 2023

Alghero – Il dibattito si infiamma nella comunità di Alghero in seguito alle recenti sentenze d’appello che coinvolgono Andrea Delogu, noto esponente politico di Forza Italia e presidente della Fondazione Alghero, in relazione al crac finanziario dell’hotel Capo Caccia. La sua posizione politica e sociale, un tempo inattaccabile, ora è oggetto di scrutini dopo il patteggiamento che ha ammesso una parte di responsabilità nel tracollo finanziario dell’hotel.

La vicenda giudiziaria dell’hotel Capo Caccia si tinge di sfumature politiche. Andrea Delogu, al centro delle indagini per il suo ruolo di commercialista durante i periodi critici che hanno portato al fallimento dell’hotel, e al tempo stesso figura di spicco nella politica locale, si trova ad affrontare non solo le ramificazioni legali, ma anche quelle etiche e politiche.

Con una condanna di due anni con pena sospesa ottenuta tramite patteggiamento, la sua immagine pubblica potrebbe essere messa a dura prova. La Procura ha evidenziato manovre finanziarie dubbie che hanno eroso il patrimonio dell’hotel, valutato in circa 15 milioni di euro, sottolineando il ruolo di Delogu in queste operazioni.

Cosa è il Patteggiamento?

Il patteggiamento è una procedura presente nel sistema giudiziario italiano che permette ad un imputato di concordare con il giudice una pena ridotta per il reato di cui è accusato, evitando così un processo pieno.

In parole semplici, funziona più o meno così: se una persona è accusata di un reato, invece di andare a processo, può scegliere di patteggiare. Questo significa che l’imputato accetta una pena concordata (che di solito è inferiore a quella massima prevista per quel reato) e in cambio, il processo viene semplificato o addirittura evitato.

Riguardo all’ammissione di colpa, il patteggiamento non è un’ammissione di colpa nel senso classico. In molti sistemi giuridici, ammettere la colpa significa dichiararsi colpevole del reato. Nel patteggiamento, invece, l’imputato non dichiara esplicitamente di essere colpevole, ma accetta di essere punito per il reato. È più una questione pratica: l’imputato accetta una pena per chiudere il caso e per evitare i rischi e i costi di un processo lungo e incerto.

La decisione di un imputato di accettare il patteggiamento non implica necessariamente che egli ammetta interiormente di aver commesso il reato. Ci sono diverse ragioni per cui un imputato potrebbe scegliere di patteggiare, e non tutte sono legate all’ammissione di colpa.

  1. Evitare il rischio di una pena maggiore: Un imputato potrebbe scegliere di patteggiare perché teme che, se il caso andasse a processo, potrebbe ricevere una pena più severa. Questo può accadere anche se l’imputato si sente innocente o non è completamente convinto della propria colpa.
  2. Ridurre l’incertezza: Un processo può essere lungo e il suo esito è incerto. Patteggiando, un imputato può risolvere il caso più rapidamente e con una pena conosciuta, evitando l’ansia e l’incertezza di un processo.
  3. Risparmiare sui costi: I processi possono essere costosi, non solo in termini di denaro ma anche di tempo e stress emotivo. Patteggiare può essere visto come un modo per ridurre questi costi.
  4. Considerazioni strategiche: In alcuni casi, l’imputato e i suoi avvocati possono ritenere che patteggiare sia la migliore strategia legale, data la situazione specifica, le prove disponibili, e altri fattori.

Nel panorama politico italiano, diversi politici hanno recentemente affrontato processi giudiziari, optando per la strada del patteggiamento. Questa pratica, seppur legittima nell’ambito legale, solleva questioni riguardo la compatibilità tra l’esercizio di un ruolo pubblico e l’essere soggetti a procedimenti penali.

Uno dei casi più recenti è quello dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, e del deputato dello stesso partito, Giangiacomo Calovini. Indagati per corruzione, hanno concordato con la Procura di Milano un patteggiamento a un anno e 4 mesi, con pena sospesa e senza interdizione dai pubblici uffici. Secondo l’accusa, l’accordo illecito avrebbe favorito l’assunzione del figlio di un ex consigliere comunale come assistente di Fidanza in cambio di vantaggi politici per Calovini.

Un altro caso riguarda Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che ha patteggiato a quattro mesi di reclusione per traffico d’influenze illecite, coinvolgendo due imprenditori. Questo patteggiamento segue quello a un anno, pena sospesa, per il suo coinvolgimento con l’imprenditore Fabrizio Centofanti. In quest’ultimo caso, Palamara è accusato di aver messo a disposizione le sue funzioni in cambio di utilità personali.

Anche personaggi come Umberto Bossi e Giulio Centemero della Lega sono stati coinvolti in processi giudiziari. Bossi, condannato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, e Centemero, condannato in primo grado per finanziamento illecito, rappresentano ulteriori esempi di questa problematica intersezione tra politica e giustizia.

In qualità di presidente della Fondazione Alghero, un ente che si pone come punto di riferimento culturale e sociale per la città, Delogu si trova ora ad affrontare la questione dell’opportunità politica. Il suo impegno in Forza Italia e la posizione di prestigio all’interno della Fondazione sollevano interrogativi ineludibili: è opportuno che mantenga la sua carica in un’istituzione di tale importanza per la comunità, mentre la sua figura è stata macchiata da un’accusa così grave?

Marco Tedde esponente di FI ad Alghero, già Sindaco della città interpellato dalla nostra redazione risponde così:

Patteggiare ritengo sia stata una scelta prudente. Il patteggiamento non corrisponde a una condanna. È la conclusione di una trattativa col PM al fine di eliminare i rischi sempre presenti in un processo. Anche, e soprattutto, per gli innocenti. I benefici più rilevanti sono lo sconto della pena fino ad un terzo e l’inidoneità della sentenza a produrre effetti vincolanti nei giudizi civili ed amministrativi. È stata revocata anche l’interdizione dai pubblici uffici che era stata disposta nei suoi confronti. Con il patteggiamento inoltre viene esclusa dal processo la parte civile.

in riferimento all’opportunità politica di presentare le dimissioni da Presidente della Fondazione Alghero, Tedde risponde così:

Non mi pare proprio. Se tutti i soggetti inquisiti o che hanno definito processi con patteggiamento dovessero dimettersi, si svuoterebbero i ranghi politici-amministrativi e le aule consiliari regionali e comunali e il Parlamento. Il patteggiamento, ripeto, non è ammissione di colpevolezza o una condanna. Peraltro, le sue dimissioni creerebbero danni alla Fondazione e alla Città difficilmente quantificabili. Abbiamo la massima stima e gratitudine per il presidente Delogu, che nella sua attività professionale e politica ha sempre agito in modo irreprensibile.

Toti Columbano di Sardegna al centro 20-20 ed ex esponente di spicco di Forza Italia commenta così:

Non mi permetto di fare valutazioni sulle decisioni del dr Delogu e della sua difesa circa l’accordo ( il patteggiamento è un’altra cosa) raggiunto con il procuratore generale in base al quale è stata sensibilmente ridimensionata la condanna in primo grado tanto da dichiarare la pena sospesa. circa la opportunità politica fi fare un passo indietro non ne vedo ragioni. Non vi è incomatibilita alcuna e l’opportunità politica solitamente invocata in questi casi si traduce solitamente in un mero pretesto privo di fondamento e come tale, appunto, strumentale ad una opportunità che nasconde l’ipocrisia.

Roberto Ferrare del Movimento 5 stelle dichiara:

Per quanto riguarda l’opportunità politica, non mi aspetto tanto un passo indietro del diretto interessato, quanto una valutazione politica da parte di chi governa e decide le sorti della nostra città, ovvero di chi è responsabile dell’affidamento dell’incarico, perché in questo caso la sensibilità e la responsabilità verso i nostri concittadini è del Sindaco.

L’Avv. Elias Vacca difensore del Commercialista Andrea Delogu è di questo avviso:

Sul piano tecnico-giuridico non esistono preclusioni ad assumere cariche in enti pubblici o privati. Il giudizio sull’opportunità non spetta a me, ne’ al dottor Delogu. Semmai chi allega la inopportunità, stante la riferibilita’ della vicenda processuale ad attività professionale (e non collegabile ad alcun incarico pubblico) di oltre dieci anni fa, dovrebbe estrinsecarne le ragioni. Nei reati fallimentari molto frequentemente ci si trova imputati, come in questo caso, per situazioni pregresse o azioni successive determinate da altri, la responsabilità è quasi oggettiva. È il rischio che talvolta, come questa volta, corre l’amministratore che cerca di salvare la baracca.
Concordare la sanzione non costituisce ammissione di responsabilità, è piuttosto una resa processuale.

Un dettaglio non meno inquietante emerge: l’assenza totale di copertura –al momento della stesura dell’articolo – da parte dei media locali online. Una tale omissione non solo pone dubbi sull’integrità del giornalismo locale, ma solleva anche interrogativi sull’equilibrio di potere tra le istituzioni mediatiche e politiche.

Di fronte a questo vuoto informativo, anche il silenzio delle opposizioni non fa che amplificare l’eco di domande che meritano di essere poste:

  • Qual è il ruolo del giornalismo locale nel garantire trasparenza e rendicontazione pubblica delle vicende che coinvolgono figure di spicco nella comunità?
  • È possibile che l’informazione sia filtrata o addirittura omessa in base a interessi politici o relazioni personali all’interno della città?
  • Come possono i cittadini di Alghero esigere e ottenere un’informazione completa e non parziale su questioni di pubblico interesse?
  • In che modo l’assenza di un dibattito aperto e di comunicati ufficiali dalle opposizioni influisce sulla percezione della democrazia e della responsabilità politica nella città?

Domande aperte ai lettori:

  • Dovrebbe Andrea Delogu ritirarsi dalla guida della Fondazione Alghero per preservare la fiducia della comunità e l’integrità dell’ente che rappresenta?
  • Può un politico coinvolto in vicende giudiziarie così delicate continuare a svolgere un ruolo pubblico senza influenzare negativamente la percezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni che guida?
  • Delogu rappresenta un punto fermo della Fondazione Alghero, le sue eventuali dimissioni causerebbero dei danni alla stessa?



Alghero alla Prova: La Politica tra Polemiche e Competenza

Tra guerre di comunicati stampa e assessori poco competenti, la scena politica di Alghero sembra oscillare tra il teatro e la negligenza. Ma è davvero questa la politica che i cittadini meritano?

L’analisi della recente scena politica algherese rivela due grandi criticità: una comunicazione sterile, basata su polemiche anziché su proposte concrete, e una carenza di competenza nelle figure che detengono ruoli chiave. Le prossime elezioni comunali rappresentano una cruciale opportunità di rinnovamento.

Alghero, 24/10/2023 – Fausto Farinelli

Alghero, splendida città sarda con una storia millenaria alle spalle, negli ultimi tempi è diventata, purtroppo, scenario di un vero e proprio teatro politico. Querelle senza fine, una guerra di comunicati stampa, e una vera e propria dipendenza dai media locali sono gli ingredienti di una scena politica sempre più incerta e distante dai veri bisogni dei cittadini.

La maggioranza a guida centro-destra e l’opposizione composta dal centro sinistra e dai Cinque Stelle sembrano aver abbandonato il dibattito costruttivo in favore di un ciclico gioco del “chi la dice più spesso” sui media locali. Una situazione che non fa onore alla politica e che allontana sempre più i cittadini da chi dovrebbe rappresentarli.

Il vero problema, però, non risiede solo nella frequenza con cui le varie forze politiche usano i comunicati stampa come arma di polemica, ma nel modo in cui i media locali, forse troppo avidi di click e visibilità, amplificano questi messaggi, ribaltandoli sui loro siti d’informazione senza filtrarli, approfondirli o contestualizzarli. Questa è una dinamica pericolosa, che favorisce l’escalation delle tensioni e l’alienazione dei cittadini.

L’opposizione, in particolare, sembra avere adottato questa strategia come principale metodo di contrapposizione. Una continua critica, a volte giustificata, a volte meno, che però spesso si scontra con una mancanza di proposte concrete. Una posizione che, se da un lato può raccogliere consensi tra chi è deluso dall’operato della maggioranza, dall’altro fa emergere un’importante domanda: se l’opposizione dovesse salire al potere, avrebbe davvero delle proposte concrete da attuare? O continueremmo a navigare a vista, come sembra stia accadendo ora?

Nell’analizzare la scena politica di una città come Alghero, risulta impossibile ignorare un aspetto fondamentale che ha permeato la nostra politica recente: la competenza, o meglio, la sua assenza.

La giunta Conoci, in particolare, ha mostrato in maniera lampante quanto la mancata competenza possa avere ripercussioni negative su una città. Non si tratta di una questione ideologica o di appartenenza politica, ma di una semplice e cruda constatazione. Alcuni degli assessori, purtroppo, sembrano essersi seduti sulle poltrone assegnate seguendo le logiche del noto “manuale Cencelli”, anziché per meriti e competenze effettive. Il risultato? Decisioni scollegate dalle reali necessità della città o peggio mancate decisioni, e spesso, azioni che sembrano andare contro il bene comune.

Questo stato di cose è intollerabile. Alghero, come ogni città, merita amministratori che sappiano esattamente cosa fare, che conoscano a fondo i meccanismi che governano le aree di loro competenza, e che abbiano la capacità e la volontà di usare questa conoscenza per il bene comune.

La competenza non è un optional, ma un prerequisito essenziale. Essa si traduce in autorevolezza, in capacità di guidare con saggezza e visione, e in credibilità agli occhi dei cittadini. Senza competenza, si rischia di navigare a vista, facendo più danni che benefici.

Ecco perché, con le imminenti elezioni comunali, rivolgo un appello ai miei concittadini: non permettiamo che la politica locale diventi un mero gioco di potere, un rimpasto di poltrone basato su favori e compromessi. Pretendiamo che chi si candida per guidare la nostra città abbia le competenze necessarie per farlo. Esigiamo autorevolezza, visione e, soprattutto, credibilità.

La fiducia dei cittadini nei confronti della politica è stata messa a dura prova, e non senza ragione. Ma possiamo, e dobbiamo, riconquistare quella fiducia. E la chiave per farlo è semplice: competenza. Solo attraverso figure competenti, che mettono al primo posto il bene della città e dei suoi abitanti, potremo guardare al futuro con rinnovata speranza e ottimismo.

L’appello che rivolgo a tutti, sia alle forze politiche che ai media, è di alzare il livello del dibattito. Gli algheresi meritano di più. Meritano una politica fatta di proposte, di visione, di programmazione. E non di comunicati stampa e polemiche sterili.

In prossimità delle elezioni, pongo quindi una domanda ai miei concittadini: quale Alghero vogliamo? Quella delle continue polemiche o quella delle soluzioni concrete? La scelta è nelle nostre mani.




Fusione degli Aeroporti in Sardegna: Una Mossa Politica Mascherata da Disaccordo?

L’editoriale di Fausto Farinelli

L’annuncio della fusione tra gli aeroporti di Alghero e Olbia in Sardegna ha scatenato una serie di manovre politiche complesse e oscure. Antonio Moro, assessore ai trasporti del Partito Sardo d’Azione, ha manifestato il suo dissenso, ma la sua reazione tardiva solleva interrogativi sulla genuinità delle sue obiezioni.

L’annuncio di una possibile fusione degli aeroporti di Alghero e Olbia ha acceso le luci della ribalta sulla politica sarda, mostrando una guerra di posizioni che, a un esame più attento, potrebbe essere solo una finzione. Un gioco di potere in cui i cittadini sardi sono gli spettatori inconsapevoli, mentre le decisioni importanti vengono prese lontano da loro.

Antonio Moro, assessore ai trasporti del Partito Sardo d’Azione, è salito sul ring politico per esprimere dubbi sulla fusione, ma la sua tardiva reazione solleva dubbi. Perché soltanto adesso la Regione si fa sentire? È possibile che questa presa di posizione sia stata orchestrata solo per dare l’impressione di un disaccordo, per “darla a bere” ai cittadini sardi?

Esponenti politici di spicco, soprattutto del Partito Sardo d’Azione, sostengono che le decisioni riguardanti la fusione degli aeroporti siano già state prese a Roma, lontano dalle coste della Sardegna. Se così fosse, la querelle politica locale servirebbe solo a mascherare i giochi di potere dietro le quinte, a spese dei cittadini sardi che, ancora una volta, si trovano a subire le decisioni prese altrove.

Il Presidente Solinas, Antonello Cabras, presunto prossimo candidato a governatore, e Maurizio De Pascale, rappresentante della Camera di Commercio di Cagliari, sembrano osservare la scena in silenzio. Sono davvero spettatori passivi o piuttosto attori di un copione già scritto?

F2i ha già espresso la sua intenzione di procedere con la fusione, lasciando Moro in una posizione delicata. Questo potrebbe rappresentare un suicidio politico per l’assessore o, ancora peggio, un omicidio politico ben orchestrato.

Questa contesa politica rischia di oscurare le reali implicazioni di una fusione aeroportuale per la Sardegna e i suoi cittadini. Mentre i giochi di potere si svolgono lontano da loro, i sardi hanno bisogno di trasparenza e di un dibattito serio e onesto sul futuro dei loro aeroporti. Solo in questo modo possono sperare di non essere semplici spettatori, ma protagonisti attivi delle decisioni che influenzeranno il loro futuro.




Ecco la Politica Sarda in azione, tra balletti e confusione: una sapiente mescolanza di incertezze e clamore mediatico!

Fausto Farinelli



Non si può negare che la politica sarda stia vivendo un periodo d’oro: tra dichiarazioni sibilline, fusione degli scali aerei e pacchetti azionari immaginari, sembra proprio che la nostra classe dirigente si sia lanciata in un’appassionante danza del caos. Un valzer delle incertezze che, puntualmente, tiene tutti con il fiato sospeso, mentre i cittadini si domandano se tutto questo movimento porterà mai a una soluzione concreta o si tratterà solo di un’ennesima performance circense.

E non dimentichiamoci delle “provocazioni intelligenti”! L’assessore Moro ha gettato nel calderone dell’intrattenimento politico l’idea di acquistare la maggioranza azionaria della Sogeaal per la modica cifra di 14 milioni di euro. Un’idea tanto brillante quanto irrealizzabile, a meno che non si tratti di un’asta fantasma. Ma non preoccupiamoci, perché queste “provocazioni” servono a sollecitare il dibattito e a ricordarci che, anche in mezzo a questa confusione, i nostri politici stanno lavorando… o almeno lo dicono.

Così, mentre la Regione danza tra monitoraggio, fusioni e regolamentazioni, gli aeroporti sardi sembrano appesi a un filo e il territorio attende impaziente che qualcuno prenda le redini della situazione. O forse è meglio dire: che qualcuno smetta di danzare e inizi a governare.

Nel 2016, la giunta precedente cedette il 72% delle azioni dell’aeroporto di Alghero a F2i per circa 9,6 milioni di euro e deliberò 5,8 milioni di finanziamento pubblico. Michele Pais, presidente del Consiglio regionale della Sardegna, sottolinea l’importanza di condividere strategie e piani industriali di sviluppo, considerando aeroporti e porti infrastrutture “sociali”. Ribadisce la necessità di una regia del “sistema pubblico” guidata dalla Regione e di garantire pari dignità ai tre aeroporti sardi, sottolineando il valore sociale dell’aeroporto di Alghero.

Michele Pais – Presidente del consiglio regionale della Sardegna

L’on. Marco Tedde commenta le dichiarazioni dell’assessore regionale dei trasporti Antonio Moro sull’ipotesi di acquistare la maggioranza azionaria di Sogeaal per 14 milioni di euro, definendole una provocazione intelligente. Tedde sottolinea la necessità di vigilare sul futuro della Sogeaal e sulle dinamiche aeroportuali dell’aeroporto di Alghero, il più fragile dei tre aeroporti sardi. La Regione dovrebbe garantire che la fusione degli scali e la creazione del polo aeroportuale sardo portino alla crescita del territorio, agendo sia come regolatore politico che come soggetto istituzionale. Tedde chiede al Presidente Solinas di sollecitare il Fondo proprietario della Sogeaal a impegnarsi concretamente sul futuro dello scalo algherese.

On. Marco Tedde FI

Il panorama politico sardo sembra aver perso la bussola, navigando in un mare di incertezze e cambi di rotta che lasciano i cittadini e gli stessi politici disorientati. In questa situazione, la parola “autorevolezza” sembra essere stata depennata dal vocabolario dei nostri rappresentanti, quasi fosse un concetto ormai superato e in disuso. In realtà, l’autorevolezza è ciò che manca per imprimere una direzione chiara e condivisa alle politiche regionali.

I politici sardi mancano tutti di autorevolezza

Lo ha dichiarato Raimondo Cacciotto esponente di futuro comune durante la puntata ” politicamente” visibile qui

Umberto Borlotti durante la puntata di politicamente in onda su www.mediawebchannel.it ha messo in evidenza alcuni numeri su cui riflettere:

la Sogeaal società di gestione dell’aeroporto di Alghero al momento dell’allontanamento nel 2009 del manager avesse 155 dipendenti con un traffico di 1,5 milioni di passeggeri e un costo complessivo del personale di 7 milioni di €. Mentre nel 2019 i dipendenti erano 246 con un traffico passeggeri inferiori a 1.39o milioni e un costo compelssivo di 9,4 milioni di €.

L’ENAC nel suo ultimo piano dei trasporti nelle conclusioni finali

promuove la costituzione delle reti territoriali, su richiesta dei gestori aeroportuali, mediante l’integrazione della società di gestione dello scalo strategico con quelle degli altri aeroporti che ne fanno parte, senza necessariamente modificazioni soggettive nella titolarità degli atti concessionari di gestione totale degli scali interessati.

Sarebbe utile chiedersi: cosa ne è stato dell’autorevolezza, quel tratto distintivo che un tempo caratterizzava i leader capaci di ispirare fiducia e guidare con fermezza? Forse è stata inghiottita dal vortice di proclami e promesse altisonanti che, paradossalmente, non fanno altro che alimentare la confusione e il disorientamento tra i cittadini. In un mondo in cui l’attenzione sembra rivolta più alla forma che alla sostanza, l’autorevolezza rischia di essere sacrificata sull’altare della retorica e dello spettacolo.

Ma non disperiamo, perché questa apparente assenza di visione e autorevolezza potrebbe rivelarsi un’opportunità per riscoprire l’importanza di un approccio politico basato sulla concretezza e la responsabilità. Dopotutto, la Sardegna e i suoi cittadini meritano rappresentanti all’altezza delle sfide che li attendono, capaci di guardare oltre le beghe quotidiane e di elaborare strategie a lungo termine per il bene di tutti.

Con un pizzico di sarcasmo e un tocco di ironia, invitiamo i politici sardi a riscoprire l’arte dell’autorevolezza, e a farlo senza dimenticare il rispetto e la considerazione dovuti ai cittadini e alle istituzioni. Solo così sarà possibile superare le difficoltà del presente e costruire un futuro migliore per la Sardegna.

La democrazia è tutto, la democrazia è niente.

È importante ricordare che la democrazia si fonda sul voto, un valore altissimo che consente ai cittadini di esprimere le proprie scelte e partecipare attivamente alla vita politica. Tuttavia, quando il voto viene trasformato in merce di scambio o viene utilizzato per favorire amici e conoscenti, si mina la stessa essenza della democrazia, e ciò può generare situazioni di profonda ingiustizia.

In questo contesto, emerge il concetto di “razzismo politico”, un fenomeno che vede alcuni individui ottenere vantaggi e opportunità in cambio del proprio sostegno elettorale, mentre altri, magari più meritevoli, vengono lasciati indietro. Questo meccanismo perverso, basato sulla logica del “do ut des”, finisce per alimentare un sistema di favoritismi e clientelismo che penalizza le persone più meritevoli e compromette la correttezza delle scelte politiche.

In questa situazione, è difficile non provare tristezza nel constatare come il voto, strumento prezioso di democrazia, possa essere ridotto a una moneta di scambio. Tuttavia, non bisogna cedere alla rassegnazione, ma piuttosto puntare su una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e degli stessi politici. La responsabilità di contrastare queste dinamiche negative ricade sia su chi chiede il voto in cambio di favori, sia su chi lo promette per ottenere vantaggi personali.

L’incessante retorica e le contraddizioni dei politici agiscono come un potente virus che infetta l’organismo della democrazia, compromettendo il suo sistema immunitario e minacciando la sua vitalità, proprio nel momento cruciale dell’espressione del voto.

Per superare questo triste scenario, è fondamentale riaffermare il valore del voto come espressione libera e autonoma, che deve essere guidata esclusivamente dall’interesse collettivo e dalla valutazione delle proposte e delle competenze dei candidati. Solo attraverso un impegno collettivo e un’etica politica basata sulla trasparenza e la meritocrazia sarà possibile riscattare la democrazia e offrire a tutti gli stessi diritti e opportunità.

Verso un futuro solidale: la forza dell’empatia nelle prossime elezioni

Mentre ci avviciniamo alle prossime elezioni, è tempo di coltivare speranza e consapevolezza, di superare la logica egoistica del “pensare per sé stessi” e abbracciare l’idea di pensare per gli altri. Perché, in fondo, gli altri siamo noi stessi, parte di una comunità in cui il benessere di uno si riflette sul benessere di tutti.

Immaginiamo un futuro in cui la solidarietà e l’empatia diventano pilastri della nostra società, in cui le decisioni politiche sono guidate dal desiderio di creare un mondo migliore per tutti, senza esclusioni. Un mondo in cui il successo di una persona non sia misurato dalla sua capacità di accumulare ricchezza e potere, ma dalla generosità con cui condivide le proprie risorse e conoscenze con gli altri.

Le elezioni rappresentano un’opportunità unica per dimostrare che possiamo essere migliori, che possiamo superare la mentalità individualista e costruire insieme un tessuto sociale più equo e sostenibile. Ogni voto diventa, allora, un gesto d’amore verso gli altri, un segno di fiducia nel potere della democrazia e della collaborazione per realizzare il cambiamento che desideriamo.

Riscopriamo la bellezza di pensare per gli altri, di unirci nella diversità e nel rispetto reciproco, perché è nel nostro agire insieme che risiede la forza per trasformare la realtà. E quando, alla fine, guarderemo indietro, potremo dire con orgoglio che abbiamo scelto di essere artefici di un mondo migliore, consapevoli del nostro ruolo e responsabili del nostro destino comune.




Coalizione e responsabilità: il futuro di Alghero nelle mani dell’unità politica” le dichiarazioni della maggioranza, Di Marco Tedde e dell’UDC

I cittadini algheresi hanno affidato alla nostra coalizione la responsabilità di amministrare Alghero. Impegnarsi nell’amministrazione delle complessità di una comunità è un esercizio collegiale che viene assunto dalla maggioranza politica costituita da partiti e persone, alla quale volontariamente si aderisce condividendo anzitutto una visione, un programma e impegnandosi infine a realizzarli. Tutto questo lo si fa insieme procedendo nella stessa direzione: tutti i risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro comune che nessuno sarebbe in grado di svolgere da solo. 
Il valore della coalizione risiede infatti nella sua capacità di rappresentare e raggiungere unitariamente gli impegni assunti nei confronti dei cittadini. A loro dobbiamo la massima lealtà. In questo percorso non è pensabile anteporre i particolarismi, anche quando legittimi, all’obiettivo comune. Il metodo necessario per procedere non può che essere sempre il solito vecchio metodo: quello democratico, nato circa 2500 anni fa ad Atene, ma tutt’oggi attualissimo. La regola della maggioranza, affiancata dal confronto nel merito dei temi, deve valere anche nei rapporti interni alla coalizione, senza deroghe né sorpresa per alcuno.
Condivise le regole, ciascuno deve rispettarle, salvo scegliere di sottrarsi al patto elettorale stretto con i cittadini e con gli alleati.  
Esiste poi una precisa separazione di ruoli, assegnati dagli elettori, fra maggioranza e opposizione. Si può, anzi, si dovrebbe collaborare, ma non è mai ammesso fare confusione o consentire che qualcuno strumentalmente tenti di impedire alla maggioranza di svolgere il proprio compito. Questo è successo nell’ultimo Consiglio Comunale durante il quale l’opposizione ha cercato di stravolgere strumentalmente l’ordine dei lavori con l’evidente obiettivo di rimandare l’assunzione di provvedimenti importanti, di diretta responsabilità dell’amministrazione e dagli immediati riflessi sulla vita dei cittadini, come per esempio il regolamento per lo sgravio delle cartelle esattoriali da approvare necessariamente entro questo mese, perciò con priorità assoluta.
Per farlo, l’opposizione ha cercato di strumentalizzare appunto  temi delicati come la sicurezza e il decoro della città con il consenso di due consiglieri di maggioranza. Questo episodio, peraltro reiterato, pone l’esigenza di capire se questi consiglieri condividano ancora il percorso comune e le regole della coalizione. Resta il dubbio se si tratti di una precisa strategia politica o di scelte personali, entrambe difficilmente giustificabili.
Naturalmente gli argomenti verranno riportati in Consiglio Comunale per l’approvazione per evitare di creare danni ai cittadini e confidando in una maggiore responsabilità da parte di tutti. Più in generale il nostro dovere era, è e resta quello di dare risposte e soluzioni ai problemi della città. Alghero ha bisogno di una maggioranza che faccia scelte, realizzi opere e programmi il futuro. Le nostre famiglie, le nostre imprese, i nostri ragazzi hanno bisogno di scelte e di fatti concreti. Hanno bisogno di una maggioranza che crei le condizioni migliori per far esprimere a ognuno le proprie potenzialità e realizzare le proprie vocazioni. 
L’episodio resta e segna un punto nel percorso comune, e rischia di minare alla base i rapporti di fiducia fra i gruppi consiliari e mettendo in discussione il perimetro della maggioranza. Ora c’è bisogno di chiarezza e di correttezza interna. La collocazione dei consiglieri e dei gruppi non può essere altalenante o ambigua e questo atteggiamento non può rimanere indefinito. Per questo i seguenti gruppi consiliari, anche a nome dei rispettivi partiti, confermano di voler proseguire il percorso politico e amministrativo comune nel rispetto reciproco e nella condivisione degli obiettivi del programma e si chiedono se analogo impegno sia condiviso o meno da chi sembra volersi sottrarre al patto elettorale.

firma dei gruppi politici di Forza Italia Alghero, NCA, FdI, PSd’Az, Riformatori Sardi, Lega

Marco Tedde: ” Coesione e responsabilità: la chiave per affrontare la crisi economica e sociale a livello comunale”

I cittadini algheresi hanno affidato alla nostra coalizione la responsabilità di amministrare Alghero. Impegnarsi nell’amministrazione delle complessità di una comunità è un esercizio collegiale che viene assunto dalla maggioranza politica costituita da partiti e persone, alla quale volontariamente si aderisce condividendo anzitutto una visione, un programma e impegnandosi infine a realizzarli. Tutto questo lo si fa insieme procedendo nella stessa direzione: tutti i risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro comune che nessuno sarebbe in grado di svolgere da solo. 
Il valore della coalizione risiede infatti nella sua capacità di rappresentare e raggiungere unitariamente gli impegni assunti nei confronti dei cittadini. A loro dobbiamo la massima lealtà. In questo percorso non è pensabile anteporre i particolarismi, anche quando legittimi, all’obiettivo comune. Il metodo necessario per procedere non può che essere sempre il solito vecchio metodo: quello democratico, nato circa 2500 anni fa ad Atene, ma tutt’oggi attualissimo. La regola della maggioranza, affiancata dal confronto nel merito dei temi, deve valere anche nei rapporti interni alla coalizione, senza deroghe né sorpresa per alcuno.
Condivise le regole, ciascuno deve rispettarle, salvo scegliere di sottrarsi al patto elettorale stretto con i cittadini e con gli alleati.  
Esiste poi una precisa separazione di ruoli, assegnati dagli elettori, fra maggioranza e opposizione. Si può, anzi, si dovrebbe collaborare, ma non è mai ammesso fare confusione o consentire che qualcuno strumentalmente tenti di impedire alla maggioranza di svolgere il proprio compito. Questo è successo nell’ultimo Consiglio Comunale durante il quale l’opposizione ha cercato di stravolgere strumentalmente l’ordine dei lavori con l’evidente obiettivo di rimandare l’assunzione di provvedimenti importanti, di diretta responsabilità dell’amministrazione e dagli immediati riflessi sulla vita dei cittadini, come per esempio il regolamento per lo sgravio delle cartelle esattoriali da approvare necessariamente entro questo mese, perciò con priorità assoluta.
Per farlo, l’opposizione ha cercato di strumentalizzare appunto  temi delicati come la sicurezza e il decoro della città con il consenso di due consiglieri di maggioranza. Questo episodio, peraltro reiterato, pone l’esigenza di capire se questi consiglieri condividano ancora il percorso comune e le regole della coalizione. Resta il dubbio se si tratti di una precisa strategia politica o di scelte personali, entrambe difficilmente giustificabili.
Naturalmente gli argomenti verranno riportati in Consiglio Comunale per l’approvazione per evitare di creare danni ai cittadini e confidando in una maggiore responsabilità da parte di tutti. Più in generale il nostro dovere era, è e resta quello di dare risposte e soluzioni ai problemi della città. Alghero ha bisogno di una maggioranza che faccia scelte, realizzi opere e programmi il futuro. Le nostre famiglie, le nostre imprese, i nostri ragazzi hanno bisogno di scelte e di fatti concreti. Hanno bisogno di una maggioranza che crei le condizioni migliori per far esprimere a ognuno le proprie potenzialità e realizzare le proprie vocazioni. 
L’episodio resta e segna un punto nel percorso comune, e rischia di minare alla base i rapporti di fiducia fra i gruppi consiliari e mettendo in discussione il perimetro della maggioranza. Ora c’è bisogno di chiarezza e di correttezza interna. La collocazione dei consiglieri e dei gruppi non può essere altalenante o ambigua e questo atteggiamento non può rimanere indefinito. Per questo i seguenti gruppi consiliari, anche a nome dei rispettivi partiti, confermano di voler proseguire il percorso politico e amministrativo comune nel rispetto reciproco e nella condivisione degli obiettivi del programma e si chiedono se analogo impegno sia condiviso o meno da chi sembra volersi sottrarre al patto elettorale.

On. Marco Tedde FI

Alghero e il rispetto delle scelte dei cittadini: l’Udc e il percorso di condivisione, lealtà e responsabilità”

La volontà di rispettare le scelte di cittadini algheresi che hanno votato e portato il Sindaco Conoci  a governare Alghero è sempre alla base delle decisioni dell’Udc, che ha pedissequamente anteposto le esigenze dei cittadini a quelle del partito o dei singoli. Senza scomodare i tempi di Pericle, ci si accorge che oggi Atene appare sempre più lontana. Lo dimostra plasticamente l’opinione degli algheresi riguardo al nostro operato in questi quattro anni. E lo conferma clamorosamente l’ammissione pubblica del Sindaco che oggi, ad un anno dalla fine del mandato, afferma che ”Alghero ha bisogno di una maggioranza che faccia scelte”. Ciò dimostra che fino ad oggi le scelte non sono state fatte, che i patti con i cittadini non sono stati rispettati. Che le regole della maggioranza non hanno funzionato, evidentemente.  Concetto affascinante, più volte richiamato dal Sindaco nel sistemare quotidianamente, suo malgrado, i paletti di quella che è invece molto più semplicemente la legge del più forte. Stringere le spalle non è nostro costume; noi vorremmo, finchè ci riusciamo, evitare la retorica. I valori della condivisione, della lealtà e il rispetto sono carta straccia se non applicati nei confronti dei partiti che fanno parte della coalizione. Diventano infantile supponenza se si convoca una riunione di maggioranza senza l’Udc. Un partito che ha sempre dimostrato attenzione alla problematiche della città, lo dimostra quotidianamente il lavoro fatto nelle Commissioni e in Consiglio, i cui frutti, tradotti in atti votati, sono stati  scientificamente  messi nel cassetto. E’ questa la collaborazione e la condivisione a cui si riferisce il Sindaco?   Ciò nonostante l’Udc è stato e sarà sempre pronto ad adottare le scelte nell’interesse esclusivo degli algheresi. Come il tema della sicurezza dei cittadini, che abbiamo anteposto a quello dei cinghiali. Nessuna confusione tra maggioranza e opposizione, sappiamo bene da che parte stare: dalla parte dei cittadini, anche di quelli che non ci hanno votato. Senza ipocrisie, senza calcoli, senza strumentalizzare. Sopratutto, come nel caso dell’Ordine del Giorno di Fratelli d’Italia sulla sicurezza, senza prendere sottogamba e senza ridimensionare ciò che sta accadendo in città. Avremmo voluto anche affrontare e approvare, nella stessa seduta del Consiglio, quei provvedimenti altrettanto importanti per gli algheresi, ovvero il regolamento per lo sgravio delle cartelle esattoriali da approvare con urgenza per dare risposte concrete e tangibili. Ma ciò non è accaduto perché il Sindaco e altri consiglieri della nostra maggioranza hanno abbandonato i lavori. E’ stato, concordiamo, un punto segnato nel percorso comune di rispetto dei patti nei confronti dei cittadini, siamo convinti che il Sindaco saprà rimediare già dal prossimo Consiglio comunale. Ma siamo convinti che venga messa da parte l’innata, infantile,  propensione “tafazziana” al dispetto,  che ha determinato la recente assenza nella Commissione Ambiente nel corso della quale si doveva discutere di temi importanti come l’igiene urbana della città.




SPECIALE. Aeroporti nord Sardegna: voci e opinioni del mondo della politica e dell’imprenditoria.

Di Fausto Farinelli

In previsione della fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia, nascerà Nord Sardegna Aeroporti S.p.A. (NSA), un’entità unica che mira a potenziare il sistema aeroportuale del nord della Sardegna. L’obiettivo principale è quello di valorizzare la complementarità tra gli aeroporti di Alghero Fertilia Riviera del Corallo e Olbia Costa Smeralda, puntando su una pianificazione integrata delle attività, dei servizi e degli investimenti. Questa operazione promuoverà lo sviluppo e la creazione di ricchezza per l’intero territorio del Centro-Nord Sardegna, migliorando l’occupazione, il turismo, il PIL, il benessere sociale e la sostenibilità ambientale. La nascita di NSA anticipa la creazione di un unico polo industriale per i tre aeroporti sardi, volto a rafforzare la connettività dell’isola a livello nazionale e internazionale, e prevede un incremento significativo del traffico passeggeri, passando dai 4,7 milioni del 2022 a 7 milioni nel 2030. Inoltre, sono previsti ingenti investimenti infrastrutturali per entrambi gli scali, al fine di sfruttare al meglio le potenzialità dei due aeroporti in termini di capacità, sicurezza, sostenibilità e innovazione

La finalità di questo articolo è di informare e fornire un quadro completo dell’imminente fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia, evidenziando le implicazioni e i benefici per il territorio del Centro-Nord Sardegna. Per garantire un’analisi approfondita e imparziale, abbiamo raccolto le opinioni di esponenti di primo piano nel settore politico e imprenditoriale.

I pareri dei professori. Roberto Devoto e Gianfranco Fancello

Nella questione Alghero-Olbia, l’unico operatore italiano in Sardegna, si discute l’opportunità di affidare la gestione degli aeroporti al settore privato. Nonostante non ci siano obiezioni a priori all’intervento del privato nella gestione delle infrastrutture aeroportuali, è importante considerare la situazione specifica della regione.
In Italia ed Europa esistono vari modelli di gestione aeroportuale, dagli aeroporti completamente privati come quelli di Torino e gran parte degli aeroporti tedeschi e greci, ai casi spagnoli in cui il controllo è totalmente pubblico. Il vero dilemma riguarda la peculiarità della Sardegna: la sua natura insulare e la presenza di un unico operatore per la creazione di aeroporti.
Il timore principale è che un unico gestore privato possa, per ragioni personali o economiche, influenzare i flussi di traffico o stipulare contratti con vettori preferendo un aeroporto rispetto a un altro. Se da un lato questa situazione potrebbe sembrare una mossa strategica, dall’altro potrebbe penalizzare quegli aeroporti che non beneficiano di un certo numero di traffico.
Pertanto, è fondamentale prestare attenzione alle possibili conseguenze di mettere nelle mani di un unico privato la gestione degli aeroporti della Sardegna. Prof. Roberto Devoto

Sul tema della fusione delle due società aeroportuali non c’è, a parere mio, molto da aggiungere, anche perché era “nelle cose” ed, in realtà, molte sinergie erano già evidenti già da prima.
Essendo due società con la stessa proprietà, governando due aeroporti entrambi stagionale quindi con le stesse problematiche, che operano sullo stesso bacino di traffico ( ancora di più ciò avverrà con il completamento della Quattro corsie Sassari Olbia ed la quattro corsie Sassari Alghero) la sinergia si rende necessaria per una omogenizzazione gestionale-commerciale, un’analisi della domanda integrata e un contenimento dei costi. Ben altra problematica viceversa si porrà eventualmente nel caso in cui si dovesse parlare di società unica regionale dove invece i ragionamenti sono di tutt’altro tenore. Prof. Gianfranco Fancello

Stefano Lubrano già Sindaco di Alghero: fusione Geasar- Sogeaal mette Alghero a terra

La fusione della Geasar e della Sogeaal, le società che gestiscono rispettivamente l’aeroporto di Olbia e di Alghero, non coglie certo di sorpresa e conferma il piano strategico della F2i, società di investimento controllata da Banche, Fondazioni bancarie e dalla società pubblica Cassa Depositi e Prestiti, per gli aeroporti del Nord Sardegna. La creazione di un’unica società che controlli la gestione dei due aeroporti del Nord Sardegna viene presentata con la necessità di razionalizzare i processi amministrativi e commerciali con l’idea di poter competere sul versante dei costi e aumentare la capacità di attrarre e di meglio contrattare con le compagnie aeree.
In realtà questa fusione non è altro che un ulteriore tassello di una più ampia strategia legata al controllo dell’attività aeroportuale in Sardegna che andrà a concludersi con l’acquisizione anche della Sogaer, società di gestione dell’aeroporto di Cagliari che è, per questo motivo, oggetto da alcuni anni di furibondi scontri in seno all’attuale proprietà.
Nel frattempo, si formalizza con questa operazione la strategia di F2i che non è solo dettata da aspetti meramente economici ma è ben influenzata da chiari indirizzi politici. Non è infatti un caso che dal 2020, da quando cioè F2i ha acquisito la maggioranza della Geasar, l’aeroporto di Olbia abbia avuto l’opportunità non solo di ampliare il proprio traffico dal punto di vista stagionale ma ha visto crescere la qualità dei passeggeri trasportati con numerose rotte dal Nord Europa. Alghero, acquisita da F2i nel 2016, ha visto invece una progressiva contrazione della propria stagionalità e una quasi scomparsa di collegamenti con paesi europei ad alta capacità di spesa a favore di rotte dai paesi dell’est la cui disponibilità economica non è oggi, purtroppo, comparabile con quella di altre realtà in Europa.
Sebbene alcuni ritengono che nessuna azienda privata voglia affossare una propria attività, ricordiamo che non è raro vedere aziende che acquistano concorrenti per chiuderle oppure per ridimensionarle in funzione di un più ampio disegno strategico. Trattandosi di infrastrutture credo che oltre all’aspetto economico vi sia una più ampia strategia politica che punti a valorizzare gli scali di Olbia e Cagliari, tenendo quello di Alghero come ruota di scorta, in uno stato al limite della sopravvivenza.
Questa partita, tutta politica, vede la Regione immobile, senza esercitare influenza nonostante la propria presenza nel capitale della Sogeaal di quasi il 30% del capitale azionario.
Credo sia ben chiaro come questa fusione vedrà l’organizzazione dei due aeroporti con Olbia che sarà trasformato da aeroporto ad elevata stagionalità ad aeroporto annuale, mentre Alghero verrà relegato ad una attività stagionale giugno-settembre. Le dinamiche di questi ultimi due anni servono a preparare il tutto in attesa del completamento della Sassari-Olbia; una volta completati i lavori di questa arteria stradale ci sarà un cambio immediato con il bacino di utenza del sassarese che diverrà appetibile per l’aeroporto di Olbia.
Restando sul tema dei collegamenti stradali, mentre avviene tutto questo, non si sente nulla da parte del Commissario Straordinario Christian Solinas per il primo lotto della Sassari-Alghero, tratto di strada che guarda caso arriverebbe a collegarsi con la strada che conduce all’aeroporto di Alghero. Si dice che forse finalmente siano stati trovati dei soldi ma per certo è chiaro che ancora una volta Alghero resta sempre fuori dagli interessi politici regionali e che ogni cosa che è diritto avere, dalla sanità ai trasporti, per gli algheresi si trasforma sempre in richiesta di elemosina.

AEROPORTI DI ALGHERO E OLBIA, TEDDE: NO AD ATTEGGIAMENTI PRECONCETTI. FUSIONE POSITIVA SE RILANCIA SCALO ALGHERESE.

Cagliari, 22 marzo 2023 –Guardiamo in modo laico alla fusione degli scali di Alghero e Olbia e alla imminente creazione del polo aeroportuale sardo, con l’inserimento di Cagliari. Ma la politica vigili affinché l’operazione non crei un arretramento dei flussi dello scalo algherese-. Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta l’operazione di fusione delle gestioni dei due aeroporti del Nord Sardegna e l’imminente integrazione del polo aeroportuale con lo  scalo di Cagliari.  “Non mi iscrivo fra i pregiudizialmente favorevoli o contrari all’operazione. E’ evidente che F2I Ligantia Spa, fondo che detiene la maggioranza azionaria del capitale sociale, e che sull’aeroporto di Alghero ha investito, ha interesse a sostenere lo sviluppo dei tre aeroporti e creare ricchezza. Ma è altrettanto evidente che questi benefici non debbono essere prodotti penalizzando l’aeroporto di Alghero, che nel futuro sistema aeroportuale sardo assume la configurazione di un vaso di coccio tra vasi di ferro –sottolinea l’ex sindaco di Alghero-.” Secondo l’esponente politico in questa operazione di prospettiva il ruolo della Regione è essenziale. Come lo era nella precedente legislatura allorché la Giunta di centrosinistra decise di cedere la maggioranza delle quote della società di gestione dello scalo catalano fra le proteste del territorio.  Essenziale non solo nella sua veste di socio, seppur di minoranza, della società che gestisce l’aeroporto di Alghero. Ma anche, e soprattutto, come regolatore politico e soggetto istituzionale che finalmente  si avvia a creare un nuovo sistema del trasporto aereo finanziando nuove rotte e mettendo in campo importanti risorse per operazioni di comarketing e per aiuti sociali. Nuovo sistema delineato di recente in un convegno ad Alghero e in un incontro della Regione e dell’Università con l’ENAC, che dovrà comunque essere rafforzato da fitte interlocuzioni con F2I Ligantia. “Oggi si apre una nuova stagione. Che potrà essere proficua se la Regione e la politica tutta saranno  capaci di ottenere e sostenere per l’aeroporto di Alghero l’affidamento di una “mission” che possa incrementare i flussi e creare ricchezza. Obbiettivo che diventerà più facile da raggiungere se nel futuro polo aeroportuale sardo ai due scali del Nord sarà consentito fare fronte comune per far valere il loro peso nei confronti dell’aeroporto di Cagliari. Operazione che dovrà necessariamente essere inserita in una nuova coesione politica del territorio del Nord Sardegna, che sappia fare massa critica per contrastare le politiche regionali che oggi lo vedono soccombente nei confronti del Sud dell’isola, anche in termini di perequazione delle risorse finanziarie regionali  –chiude Tedde-. 

Intrieri, Aeroitalia: Fusione tra aeroporti con stessa proprietà: un passo verso l’efficienza e l’ottimizzazione dei servizi

Credo che questa fusione aiuterà a efficientare i servizi trai due aeroporti visto che , tra l’altro, hanno la stessa proprietà di maggioranza. Da un punto di vista del Business e del management le integrazioni sono sempre positive per un maggiore efficientmento dei processi e quindi devono essere accolte con favore. Gaetano Intrieri AD di Aeroitalia

Mario Bruno: bene la fusione, ma sia egualitaria. Ora il piano dei trasporti.

L’avvio del percorso di fusione tra Sogeaal e Geasar può essere una buona notizia, soprattutto laddove l’operazione si associa alle finalità dichiarate su incremento del turismo, dell’occupazione, della sostenibilità sociale, economica e ambientale. La bontà dell’iniziativa è misurabile: si pone obiettivi quantitativi di traffico passeggeri davvero ambiziosi, che dovranno essere distribuiti con equità tra i due scali. E vanno perseguiti nel breve e nel medio termine. Gli investimenti annunciati sui due scali, rientrano poi in quella ricerca di qualità e attrattività che possono far bene soprattutto ad Alghero, anche in ottica di una espansione della parte commerciale dello scalo e di crescita dei ricavi e degli utili no aviation. La solidità del network aggiungerà capacità contrattuale nei rapporti con i vettori. Almeno, questo è l’auspicio. Ciò che caratterizza una operazione di fusione di due soggetti economici in una realtà nuova, capace di sinergie, economie di scala, specializzazioni e rispetto delle peculiarità, è l’uguaglianza sostanziale. E dovrà esserci, come condizione imprescindibile, tra le due porte d’accesso alla Sardegna centro settentrionale tutta, nella reciprocità tra gli scali. E’ un percorso che apre la strada ad altre sinergie tra territori non concorrenziali, ma assolutamente complementari. Un’operazione che non nasconde – ed è un bene – l’auspicata creazione di un unico polo con i tre aeroporti sardi, tale da realizzare il sistema aeroportuale sardo, da decenni agognato. Cosa manca? Manca l’apporto della Regione in termini di garanzie pubbliche e di interventi infrastrutturali. Serve un piano regionale dei trasporti che assicuri una missione – in sintonia con le società di gestione – per ciascuno scalo: business, turistico, affari o low cost, e una diversificazione di rotte e vettori; occorre studiare e investire ancora nel co-marketing, utilizzando ciò che si può fare nelle pieghe della normativa europea per garantire maggiore traffico; serve completare senza ulteriori indugi la strada Sassari-Alghero e la strada Sassari-Olbia, al fine di creare una continua connessione attraverso la principale arteria stradale del nord Sardegna, eterne incompiute; servono alleanze immediate con le comunità del centro Sardegna. Una buona notizia, dunque, da seguire con cura, senza pregiudizio, con la lungimiranza che è dote fondamentale per programmare e per unire il pubblico e il privato nel raggiungere l’interesse collettivo. Che sia la volta buona.

Giancarlo Acciaro: ” la regione deve poter contare di più nella nuova società”

Giancarlo Acciaro, esponente della Regione Sardegna nel CDA di SOGEAAL, ha dichiarato di essersi astenuto dal voto nel consiglio di amministrazione, in linea con le indicazioni del suo partito e del Presidente Solinas. Acciaro sostiene che la Regione Sardegna dovrebbe avere maggiore peso all’interno della nuova società, pur non esprimendosi al momento su possibili aumenti di quote azionarie. Inoltre, l’esponente regionale ritiene che sarebbe preferibile la creazione di una holding che gestisca le tre società di gestione degli aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari. Pur accogliendo favorevolmente l’intervento del privato, Acciaro sottolinea l’importanza di garantire alla Regione un ruolo significativo nelle scelte politiche riguardanti gli aeroporti sardi.

Di Gangi FDI attende il piano industriale per valutare obiettivi e impatti

Marco Di Gangi, esponente di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo punto di vista sulla fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia. Di Gangi sottolinea che il successo dell’operazione dipende dagli obiettivi perseguiti, quali risparmiare sui costi del personale o efficientare la gestione del sistema dei trasporti. Tuttavia, l’esponente politico evidenzia l’importanza di valutare il piano industriale, che al momento non è ancora noto. Pertanto, Di Gangi invita a mantenere un atteggiamento prudente, aspettando di comprendere meglio cosa accadrà prima di trarre conclusioni sul futuro della fusione tra le due società aeroportuali.

Andria: Fusione dei due aeroporti sardi: tra soddisfazione e scetticismo

La fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero suscita reazioni contrastanti. Da un lato, c’è chi esprime soddisfazione per il processo già avviato, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i sindaci del territorio interessato. Dall’altro, emergono dubbi sulla reale efficacia dell’intervento, con richiami a precedenti esperienze negative, come la gestione delle risorse idriche e la Chimica Verde. In attesa degli Stati Generali, si sollecita serietà e rispetto per le aspettative del territorio.

Sandro Usai: “Fusione Aeroportuale in Sardegna: Opportunità di Sviluppo o Rischio per i Territori?”

Un amico mi ha chiesto il mio parere sulla fusione di Sogeaal e Geasar, le società che gestiscono gli aeroporti di Alghero e Olbia, in una nuova entità chiamata Nord Sardegna Aeroporti Spa. Due diverse prospettive mi vengono in mente: una “sistemica” e una “anti-sistema”.

La visione sistemica vede vantaggi nella gestione unitaria sotto F2i Ligantia, poiché permetterebbe alla Sardegna di superare il suo sviluppo basato sul sistema aeroportuale regionale. L’anti-sistema, invece, teme che un soggetto privato, pur con partecipazione pubblica come Cassa Depositi e Prestiti, possa esercitare un controllo cannibalistico sui centri cruciali per lo sviluppo e l’economia dell’isola.

I sostenitori della visione sistemica ritengono che un’unica società di gestione potrebbe avere maggiore potere di acquisto con i vettori aerei e pianificare più razionalmente i flussi di passeggeri. Tuttavia, la visione anti-sistema teme che un unico gestore possa diventare talmente potente da agire in modo non allineato con le esigenze dei residenti e dei non residenti.

Per analizzare la situazione, propongo alcune domande per capire se le scelte aziendali coincidono con le esigenze della Sardegna e dei sardi:

A) La gestione unitaria dei tre aeroporti porterà benefici ai residenti in termini di miglioramento dell’accesso alla mobilità verso gli aeroporti nazionali e internazionali?

B) La gestione unitaria è la soluzione migliore per lo sviluppo dei territori senza indebolire o fagocitare uno di essi?

C) È preferibile per i vettori aerei trattare con una società di gestione unitaria o con singole società che si occupano dei singoli aeroporti?

D) La fusione consentirà a Ryanair di operare anche da Olbia?

E) A quale centro di potere risponde la società di gestione unica nelle sue scelte strategiche e di investimento?

F) È possibile prevedere un sistema di contrappesi nella struttura societaria per proteggere i residenti da politiche di gestione che puntano al mero profitto?

G) La società di gestione ha sede legale in Sardegna?

H) Come sono rappresentate le aree metropolitane intorno ai tre aeroporti nel CdA della società di gestione?

Trovare risposte a tutte queste domande non è facile. Tuttavia, è importante che i territori esigano un ruolo responsabile nel CdA e non delegare la rappresentanza alla Regione Sardegna, poiché spesso si rivela il peggior nemico dei sardi. Un esempio potrebbe essere l’acquisizione di azioni riservate ai soggetti territoriali da parte della Città Metropolitana di Cagliari.

Per Alghero e Olbia, l’unificazione della gestione attraverso la fusione societaria sembra una conseguenza naturale

Daga: Fusione Aeroportuale in Sardegna: Una Svolta per il Settore e un’Opportunità per i Territori

Sono tempi di cambiamento per il settore aeroportuale in Sardegna, mentre la politica fatica a trovare soluzioni sulla continuità territoriale, creando difficoltà negli spostamenti per i sardi. Tuttavia, c’è chi dimostra con i fatti di avere il giusto approccio al mercato: la fusione tra gli aeroporti di Alghero e Olbia nel Sistema Aeroportuale del Nord Sardegna, gestito da F2i, si profila come una svolta per il settore.

Questa scelta rivoluziona i rapporti di forza tra vettori e territorio, permettendo alla Sardegna di presentarsi sul mercato con maggiore forza e coordinamento. F2i, infatti, mantiene gli impegni con il territorio e con la Sardegna, dando vita al sogno di una regia unica per la gestione degli aeroporti.

Tuttavia, Cagliari, per ora, non cede le quote, ritenendo di essere autosufficiente. Ma è probabile che, nel tempo, anche Cagliari comprenda che per competere in un mercato in cui esiste un avversario forte come il Sistema Aeroportuale del Nord Sardegna, non bastano campanilismo, orgoglio e mire di autosufficienza.

Nella situazione precedente, a rimetterci erano i sardi e i turisti che desiderano volare con agibilità da ogni “porta” della Sardegna, senza dover affrontare territori scoperti ed altri iper collegati. Ora, con la fusione, si prospetta la fine dell’era degli aeroporti e territori in concorrenza al ribasso, dove invece di guidare il mercato da una posizione di forza, si combattevano con colpi bassi e con la connivenza della politica, come dimostrano le crisi passate con Ryanair.

Grazie al nuovo soggetto regolatore, nei tavoli di negoziazione sarà possibile agire con maggiore incisività per incentivare il traffico aereo, nel rispetto delle vocazioni di ciascun territorio. La fusione aeroportuale in Sardegna segna quindi una svolta per il settore e un’opportunità per i territori coinvolti, aprendo un capitolo di speranza e crescita per la regione.

Dario Balotta, pres. osservatorio nazionale sui trasporti: Razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia: F2i punta a un approccio unificato”

F2i, il fondo di investimento che gestisce già numerosi aeroporti italiani tra cui Trieste, Torino, Napoli e partecipa al 50% nella gestione degli aeroporti di Milano, ha deciso di avviare un’operazione di razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia. La decisione era prevedibile, considerando che entrambi gli scali, in particolare quello di Alghero, stanno attraversando un periodo di crisi.

Il fondo di investimento mira a ottenere un profitto da queste attività e per farlo, è necessario che la Regione chieda un piano industriale, al fine di verificare se esso possa rispondere alle esigenze territoriali e sociali attuali del nord della Sardegna. Con la gestione unificata, F2i avrà la responsabilità di un traffico di 4,5 milioni di passeggeri, di cui 1,5 milioni ad Alghero e 3,1 milioni a Olbia.

La razionalizzazione è necessaria soprattutto considerando che la gran parte degli aerei che operano nel nord della Sardegna appartengono a compagnie low cost, note per la loro attenzione ai costi. In prospettiva, sarà interessante capire quali funzioni F2i intende attribuire ad Alghero e quali ad Olbia.

L’urgenza di questa decisione è accentuata dal ritiro del Principe Aga Khan, un importante investitore, dalla gestione dell’aeroporto di Olbia attraverso la sua compagnia di bandiera italiana. Le incertezze che hanno caratterizzato la situazione fino a qualche anno fa sono ora scomparse, lasciando un fondo privato a gestire queste incombenze senza che la Regione abbia alcuna voce in capitolo e, soprattutto, senza proposte concrete da avanzare.

La razionalizzazione nella gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia rappresenta una sfida importante per F2i e per il territorio, che dovranno collaborare per garantire la sostenibilità e il successo di entrambi gli scali nel panorama aeroportuale italiano.

Umberto Borlotti: Fusione tra aeroporti sardi: un gioco di strategie e interessi tra F2i e la Regione

Se io fossi F2i cercherei di acquisire la maggioranza di tutto il pacchetto azionario dei tre aeroporti sardi

Se io fossi Regione:
Non cederei mai le chiavi delle tre porte d’ingresso rimanendo subalterno alle politiche per favorire la mobilità dei residenti e l’accesso dei turisti

È chiaro questa
fusione/annessione
di Alghero con/a Olbia è la mossa del cavallo per conquistare Cagliari.

F2i non ha, ovviamente, ancora reso noto il piano industriale con il quale ha acquistato Alghero; quindi non si saprà mai se avevano intenzione di potenziare lo scalo in sana concorrenza con Cagliari e Olbia.

Oggi si capisce il perché.

Divrersi anni fa quando l’aeroporto di Brescia aveva deciso di investire pesantemente sul cargo in concorrenza con Malpensa la SEA se l’è comprato e il progetto è morto.
L’aeroporto di Alghero in questo scenario avrà sempre di più un ruolo marginale e si potrà tenere in vita sempre e solo con i soldi di mamma RAS

Nulla verrà più deciso qui.
Se andrà in porto fra qualche anno assisteremo alla vendita dal Fondo ad altri con il taglio delle aziende meno interessanti

Spero che la Regione non faccia lo stesso errore del 2016




Sardegna in crisi economica nel 2023: Interrogare la politica regionale sulle sue responsabilità per la crescita futura

Le previsioni sull’economia della Sardegna per il 2023 non sono incoraggianti, con una possibile crescita rallentata e un Pil che potrebbe chiudere al -0,2% rispetto al 2022. Inoltre, la differenza tra il 2019 e il 2023 potrebbe attestarsi al -1,2%. Queste condizioni sono principalmente dovute all’inflazione e all’incertezza economica internazionale derivata dal conflitto in Ucraina.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato Imprese Sardegna, la pesante inflazione è il principale fattore che sta contribuendo a raffreddare la ripresa economica e a far aumentare i prezzi al consumo. A novembre 2022, i prezzi sono cresciuti in Sardegna del 13,1% rispetto all’anno precedente, superando la media nazionale dell’11,8%. Inoltre, i prezzi al consumo di energia sono aumentati del 135,9% nella stessa regione.

Nonostante l’economia regionale abbia chiuso il 2022 con una performance molto positiva, preoccupano i dati sull’inflazione per il 2023. È importante evitare a ogni costo un possibile colpo durissimo all’economia regionale. È necessario un approccio complessivo di razionalizzazione per far fronte alla crisi energetica e agli impegni assunti dal governo in tema di riforme.

In questo contesto di crisi economica nella Sardegna del 2023, molti cittadini si chiedono quali siano le responsabilità della politica regionale e cosa si possa fare per affrontare la situazione. In particolare, preoccupa il futuro dei nostri figli e delle generazioni future.

A questo proposito, si può osservare che il governatore Solinas ha recentemente dedicato il proprio tempo a dispensare incarichi, invece di concentrarsi sulla cura del popolo sardo e sulla messa in atto di politiche volte a migliorare le condizioni di vita della comunità.

È importante che le istituzioni siano al servizio della collettività, garantendo una crescita economica sostenibile e investendo nelle risorse umane e culturali della regione. Solo così sarà possibile creare un futuro migliore per i nostri figli.

Come cittadini, dobbiamo esercitare il nostro diritto di interrogare la politica regionale sulle sue responsabilità e sulle azioni che intende intraprendere per affrontare questi problemi. Soltanto attraverso un dialogo aperto e costruttivo potremo costruire un futuro migliore per la Sardegna.

Possiamo immaginare l’economia della Sardegna come un albero che ha bisogno di cure e attenzioni per crescere rigoglioso. È necessario nutrirlo e proteggerlo dalle intemperie, ma soprattutto è importante che le radici siano solide e ben piantate nel terreno, rappresentando la base su cui costruire il futuro della regione.