Alla 15ª edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival, il CEO di Smeralda Holding Mario Ferraro ha tracciato il bilancio di una destinazione che cambia volto. Non più soltanto mare e alberghi di fascia alta, ma un sistema turistico che punta su esperienze, grandi eventi, wellness e collegamenti internazionali.
Una stagione sempre più lunga
Porto Cervo si presenta a questa nuova stagione con un obiettivo chiaro: consolidare una crescita che negli ultimi anni ha cambiato il ritmo turistico della destinazione. Se in passato l’avvio dell’estate coincideva quasi con la fine di maggio, oggi lo scenario è molto diverso. La stagione, ha spiegato Mario Ferraro, parte ormai all’inizio di aprile e arriva fino alla fine di ottobre.
“Quindici anni fa questa manifestazione era stata pensata per inaugurare la stagione. Oggi, invece, a metà maggio siamo già in una fase avanzata, perché la destinazione è cresciuta molto”, ha osservato il manager, sottolineando come il territorio abbia progressivamente superato la logica della vacanza breve e concentrata in poche settimane.
Non solo spiagge: la nuova identità della destinazione
Il messaggio è netto: la Costa Smeralda non vuole più essere identificata soltanto con il turismo balneare. Accanto al mare, restano centrali i contenuti, le esperienze e un’offerta sempre più ampia, pensata per un pubblico internazionale con interessi diversi.
Enogastronomia, cultura, spettacoli, salute e benessere sono i pilastri di questo percorso. “Non basta avere il mare, gli alberghi belli e il paesaggio. Bisogna evolversi e costruire un’offerta capace di rispondere a esigenze sempre più varie”, ha spiegato Ferraro, indicando la direzione intrapresa dal gruppo.
Il calendario degli eventi tra festival, concerti e wellness
Il programma annunciato per la stagione è ricco e distribuito lungo diversi mesi. Dopo l’apertura con il premio letterario Costa Smeralda e il Wine & Food Festival, il calendario prevede appuntamenti musicali di grande richiamo e una lunga serie di iniziative fino all’autunno.
Tra gli eventi di punta figurano i concerti annunciati per agosto, con Robbie Williams il 9 agosto al Romazzino e Katy Perry il 12 agosto al Cala di Volpe, indicato come uno degli appuntamenti centrali dell’estate. Grande attenzione anche al nuovo Longevity Festival, pensato per animare Porto Cervo per tutto settembre con incontri e attività dedicati alla longevità, alla salute e al benessere.
Investimenti negli hotel e nuovi ristoranti
Smeralda Holding continua intanto il proprio piano di investimenti sulle strutture ricettive e sui servizi. Quest’anno si completa la seconda fase della ristrutturazione del Romazzino e del Pitrizza, con nuove camere e un ulteriore innalzamento degli standard dell’offerta.
Nel dettaglio, il Romazzino aggiunge 36 nuove camere, mentre il Pitrizza ne inaugura 24. Sul fronte della ristorazione, a Porto Cervo sono attese tre nuove aperture: Langosteria, il Beefbar all’Hotel Cervo e il concept African Queen, già noto sulla Costa Azzurra.
Accanto al segmento luxury, cresce anche l’attenzione per le famiglie e per lo sport. Tra le novità annunciate ci sono una nuova piscina nel Kids Club del Cala di Volpe e l’ampliamento del centro sportivo con l’aggiunta di due campi da padel. L’idea è quella di rendere la destinazione più completa e competitiva, anno dopo anno.
Prenotazioni in crescita e segnali forti dai mercati esteri
Le previsioni per la stagione vengono definite molto incoraggianti. Nonostante le iniziali preoccupazioni legate allo scenario internazionale e alla guerra in Medio Oriente, i dati raccolti dal gruppo raccontano un andamento positivo.
Ferraro ha parlato di un aumento delle prenotazioni compreso tra il 10 e il 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per tutte le strutture del gruppo. Un incremento sostenuto anche dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente, mercati che in questa fase stanno mostrando un interesse crescente per il nord Sardegna.
Da tre a sette mesi, con l’idea di arrivare a tutto l’anno
Uno dei temi centrali dell’intervento è stato quello della destagionalizzazione. Ferraro ha ricordato come, fino a pochi anni fa, alcune strutture simbolo della Costa Smeralda aprissero a metà giugno per chiudere a metà settembre. Oggi, invece, la finestra operativa si è allargata fino a coprire circa sette mesi.
“Quando sono arrivato qui, nel 2014, c’erano alberghi che lavoravano appena tre mesi. Oggi abbiamo costruito una stagione di sette mesi e ci sono tutte le condizioni per crescere ancora”, ha detto. L’obiettivo, ormai dichiarato, è avvicinarsi progressivamente a una destinazione viva per dodici mesi l’anno.
A sostenere questa prospettiva non c’è soltanto il lavoro di Smeralda Holding, ma anche l’arrivo di nuovi investitori, la trasformazione di altri alberghi in strutture di fascia alta e l’evoluzione complessiva del sistema turistico del territorio.
La sfida è superare il modello del solo mare
Il cambiamento, nelle parole del CEO, passa anche da una revisione dell’immagine stessa della Sardegna. Per anni il territorio è stato percepito quasi esclusivamente come meta balneare. Oggi, invece, l’ambizione è quella di proporsi come una destinazione completa, capace di unire vacanza, gusto, sport, cultura e benessere.
“Non più solo spiaggia. Oggi contano le esperienze gastronomiche, il wellness, il benessere e tutto ciò che rende il soggiorno più ricco”, ha ribadito Ferraro. Una trasformazione che, secondo il manager, richiede anche una collaborazione costante con il territorio e con le istituzioni.
Il lavoro con il territorio e la visione comune
Su questo fronte, Ferraro ha parlato di un rapporto stretto con il Comune di Arzachena e con la pubblica amministrazione, descritto come fondamentale per sostenere la crescita della destinazione.
L’idea condivisa è quella di promuovere Arzachena e la Costa Smeralda non come un semplice prodotto di mare, ma come un sistema turistico integrato, capace di valorizzare le tante esperienze offerte anche oltre il litorale. Una strategia che, nelle intenzioni, rafforza la competitività internazionale dell’intera area.
Il volo New York-Olbia e l’effetto sul turismo del nord Sardegna
Tra gli elementi considerati più promettenti per il futuro c’è il rafforzamento dei collegamenti aerei internazionali. Ferraro ha definito particolarmente significativo l’avvio della tratta New York-Olbia, considerata un passaggio importante per l’apertura verso il mercato americano.
Secondo quanto riferito dal CEO, la business class sui voli sarebbe già esaurita fino alla fine di settembre, mentre anche l’economy viaggerebbe rapidamente verso il tutto esaurito. Le stime parlano di una percentuale di riempimento superiore al 90%, con circa 2.500 viaggiatori americani a settimana diretti nel nord dell’isola.
“Questo è solo l’inizio”, ha detto Ferraro, ricordando che dopo l’apertura ai collegamenti con Dubai l’arrivo della rotta con New York rappresenta un ulteriore passo in avanti. L’aspettativa è che nei prossimi anni il calendario dei voli su Olbia continui a crescere in modo deciso.
Una Costa Smeralda che vuole restare centrale tutto l’anno
Il quadro che emerge è quello di una destinazione in piena trasformazione, sempre più orientata a un turismo di qualità distribuito su più mesi, con servizi ampliati, grandi eventi e una forte vocazione internazionale.
Per Smeralda Holding, la sfida non è più soltanto riempire gli hotel d’estate, ma rendere Porto Cervo un luogo vissuto più a lungo, capace di attrarre visitatori in periodi diversi dell’anno e di alimentare un indotto stabile per tutto il territorio. Una visione ambiziosa, che mette insieme lusso, infrastrutture, intrattenimento e benessere, con un obiettivo ormai dichiarato: fare della Costa Smeralda una destinazione sempre meno stagionale e sempre più globale.