comunicato Stampa – sit in Coordinamento precari autoconvocati della Sardegna Maracalagonis 29/07/2020 ore 11:00

SIT-IN IN OCCASIONE DELLA VISITA DELL’ON. ANNA ASCANI A MARACALAGONIS.

Il Coordinamento Precari Scuola Sardegna sarà presente domani 29 luglio a Maracalagonis in Piazza Giovanni XXIII alle ore 10.30 in occasione della visita in Sardegna della Vice-Ministra dell’istruzione Anna Ascani. In tale occasione si svolgerà un sit-in di protesta al quale parteciperà anche il Coordinamento Regionale dei Docenti di Musica e Strumento Musicale della Sardegna e l’Associazione “Modalità On Sardegna” composta anche da genitori .

Questa è solo l’ultima delle tante iniziative organizzate dal CNPS-Sardegna, da comitati di genitori e sindacati, per evidenziare le sperimentazioni sconclusionate e inefficaci, l’incompetenza e la superficialità della politica del Ministero che continua a dare risposte evasive e impraticabili alle esigenze della scuola.

Il Coordinamento Precari Scuola Sardegna intende mettere in evidenza la situazione della scuola in Sardegna e dei suoi 5000 docenti precari. Il problema del dimensionamento, che ha portato negli ultimi anni alla chiusura di centinaia di plessi oggi è più che mai evidente; è necessaria una norma che tenga conto delle reali peculiarità territoriali della Sardegna e non solo a causa dell’emergenza.

Ribadiamo il nostro no all’attuazione della Call Veloce che causerà la graduale sostituzione dei docenti precari Sardi con docenti provenienti da altre regioni d’Italia. I 5000 precari Sardi in questi anni non hanno avuto la possibilità di abilitarsi e specializzarsi e quindi partecipare ai concorsi precedenti.

Intanto la riapertura dell’anno scolastico si avvicina e permangono le criticità. Nessuno sa come far riaprire le scuole in sicurezza. Malgrado siano state emanante delle linee guida, impossibili da mettere in pratica, il Ministero si deresponsabilizza scaricando tutte le responsabilità operative e legali su Regioni, Enti Locali e Dirigenti Scolastici.

Nessuno conosce ancora la data dei concorsi al netto dei proclami della Ministra sui social. La verità è che nessun concorso si è mai concluso prima di 3 anni e quindi l’unico modo per garantire insegnanti stabilmente in cattedra a settembre è un concorso per titoli e servizio come affermano da tempo anche i sindacati insieme alle associazioni di precari.

Inoltre, in questi giorni scade l’iscrizione per i docenti alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e contemporaneamente scadono le iscrizioni ai concorsi scuola. Si stima che le domande inviate al sistema raggiungeranno la cifra di 1 milione. Ad oggi il sistema informatico del Ministero è bloccato, si registrano migliaia di anomalie ed errori e l’impossibilità di concludere l’iscrizione. Il Ministero dimostra di non essere in grado di gestire le procedure che propone, non ci sa dire come riapriremo le scuole, non ci sa dire come garantirà insegnanti in cattedra a settembre. Ci sa solo parlare di banchi a rotelle.

La nuova tabella titoli per la valutazione dei punteggi delle supplenze, prodotta con ordinanza ministeriale e senza alcun passaggio in Parlamento contiene delle svalutazioni del punteggio dei precari storici. Dopo 15 anni di validità i titoli artistici, i master, i servizi atipici, non verranno più valutati in modo retroattivo. Questa formazione è costata ai precari denaro e tempo. Il fatto che non venga più valutata manderà in fondo alle graduatore centinaia di precari che potrebbero non riuscire a lavorare il prossimo anno. Il Ministero sta giocando con il lavoro e la vita di migliaia di madri e padri di famiglia.

Noi pensiamo che sia ora per la Sardegna il momento di pretendere di poter formare ed assumere il personale scolastico di cui ha bisogno senza importarlo da altre regioni, attraverso l’istituzione di Percorsi Abilitanti Regionali riservati a docenti che hanno prestato servizio in Sardegna. Su questa ed altre proposte stiamo lavorando dal , con una serie di proficui incontri con .

Coordinamento Precari Scuola Sardegna Maria Grazia Del Giudice tel. 3662011388 – Andrea Faedda tel. 3396356742




Sassari – Sciopero 8 giugno – Coordinamento Precari Scuola Sardegna

Il Coordinamento Precari Scuola Sardegna sarà presente domani al flashmob organizzato dai sindacati in occasione dello sciopero dell’8 giugno.

Ci uniamo al coro dei sindacati nell’affermare che la politica del Ministero non sta dando risposte ai problemi della scuola che si perpetuano da anni e che il Covid-19 ha messo in evidenza oggi più che mai, ma soprattutto non garantisce il diritto allo studio dei nostri ragazzi, futuro della nazione.

Diritto allo studio dimenticato: La scuola sembra essere l’ultimo dei problemi per il Governo dato che con delle gabbie di plexiglass si pensa di aver risolto tutto. I nostri ragazzi hanno diritto allo studio, questo dice la Costituzione. I nostri ragazzi hanno diritto ad ore da 60 minuti per poter avere il tempo di imparare e non da 40 minuti come si ipotizza di fare pur di non  assumere nuovo personale. Ridurre il tempo scuola non è accettabile, si deve aumentare l’organico in modo da garantire lo stesso tempo scuola in presenza a tutti i ragazzi. Non vogliamo sentire parlare di didattica a distanza. E’ stata una risposta all’emergenza e tale deve rimanere. A scuola si impara a stare con gli altri, a capire come le proprie esigenze devono coesistere con quelle degli altri, si impara ad aiutarsi, a stare insieme, a stare in relazione, non si può ridurre la scuola ad un video sbiadito della scuola reale. Noi non dimentichiamo i 50.000 studenti sardi mai raggiunti dalla didattica a distanza, loro devono essere la nostra priorità il prossimo anno, dobbiamo metterli al passo e evitare che abbandonino. Abbandonerebbero certamente davanti ad un nuovo anno con didattica a distanza.

Diritto alla salute dimenticato:  Gli studenti hanno diritto ad un ambiente scolastico sicuro e salubre che ad oggi non si sa ancora come garantire. Si parla di lezioni all’aperto, ma come si dovrebbe fare nelle giornate di pioggia e di maestrale? Si parla di utilizzare palestre e teatri, ma non tutte le scuole ne sono munite, e poi come dovrebbero turnare le classi in sedi diverse? Perché non si parla di edilizia scolastica? Perché non si parla delle oltre 300 scuole che sono state chiuse in Sardegna? E degli accorpamenti previsti?

Disabilità dimenticate: Gli studenti con disabilità hanno diritto alla continuità didattica e al miglior insegnante possibile. Anche quest’anno il corso di specializzazione sul sostegno in Sardegna prevede circa 400 posti a fronte di 3000 cattedre che saranno assegnate  a docenti precari non specializzati come sempre negli ultimi 10 anni. Ci chiediamo per quale motivo il Ministero continui a centellinare i posti disponibili invece di garantire il numero di docenti specializzati necessario aumentando il numero di specializzazioni.

A noi sembra che la scuola non sia una priorità per il Governo e che per questo non si trovino reali soluzioni e investimenti.

Anche sul versante dei lavoratori si dimentica il diritto al lavoro dei precari sardi. Piuttosto che assumere dalle graduatorie provinciali i precari sardi che da anni tengono aperte le scuole si preferisce attuare la “Call Veloce”, una norma spacca-famiglie che da un lato costringerà molti vincitori di concorso nella penisola a scegliere tra poter avere il posto a tempo indeterminato e poter stare vicino ai propri cari e dall’altra causerà la sostituzione dei precari sardi con docenti provenienti da altre regioni d’Italia. Non sarebbe più sensato formare ed assumere i precari già presenti in Sardegna? I docenti attualmente precari in Sardegna sono 5000 e spesso  non hanno avuto la possibilità di abilitarsi e quindi partecipare ad un concorso a causa della mancata attivazione di sufficienti abilitazioni nell’isola. Noi pensiamo che sia ora per la Sardegna di pretendere di poter formare ed assumere il personale scolastico di cui ha bisogno senza importarlo da altre regioni.

Per queste ragioni e molte altre saremo in Piazza d’Italia l’8 giugno dalle ore 11.00 accanto ai sindacati.




SANITA’, PRECARI AMMINISTRATIVI ATS DEFINITIVAMENTE ESCLUSI DALLE STABILIZZAZIONI. TEDDE (FI): INCOMPRENSIBILE DISCRIMINAZIONE.

Cagliari, 27 novembre 2018. “Con una scelta scandalosa e sperequante i precari amministrativi ATS sono stati esclusi dalle stabilizzazioni.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la scelta di ATS e della Regione di non ricomprendere nel piano delle assunzioni/stabilizzazioni anche i precari del comparto amministrativo impiegato nel sistema sanitario sardo. “Più volte abbiamo chiesto la stabilizzazione dei precari amministrativi, anche con interrogazioni e mozioni che sono rimaste inascoltate -denuncia l’ex sindaco di Alghero–. Le procedure per stabilizzare il personale precario dovevano essere avviate entro il 30 settembre 2018. Sono partite con l’esclusione dei precari che fanno parte del comparto amministrativo. Entro quella data Regione e ATS avrebbero dovuto integrare il piano del fabbisogno del personale per il 2018 ed includere anche gli amministrativi. Non lo hanno fatto per ragioni che ancora oggi sono sconosciute. Ragioni in relazione alle quali ho chiesto spiegazioni con l’interrogazione n. 1636/A del 3 ottobre scorso che non ha ricevuto risposta. Eppure – ha sottolineato l’ex Sindaco di Alghero – il protocollo d’intesa sottoscritto nell’ambito della Conferenza regioni e provincie autonome, recepito anche dalla Giunta Regionale sarda con deliberazione del febbraio scorso, prevede l’avvio dell’iter di stabilizzazione di tutto il personale precario del sistema sanitario sardo. Uno degli ultimi regali di Natale dell’Amministrazione Pigliaru, con il quale vengono tenuti in una condizione di precariato centinaia di lavoratori sardi che saranno costretti a fornire il proprio fondamentale lavoro con contratti a tempo determinato, peraltro più costosi di quelli a tempo indeterminato.” – ha concluso il consigliere regionale algherese.