Banco di Sardegna – Approvati i risultati preliminari di bilancio consolidati al 31.12.2019

BANCO DI SARDEGNA: UN BILANCIO 2019 CHE ESPRIME FORTE SOLIDITA’ PATRIMONIALE E UNA SIGNIFICATIVA CRESCITA OPERATIVA E COMMERCIALE

 

IL BILANCIO CONSOLIDATO 2019 DEL BANCO DI SARDEGNA SI CHIUDE NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’ E CONFERMA LA GRANDE SOLIDITA’ PATRIMONIALE, LA BUONA CRESCITA DEI RICAVI, LA SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DEI COSTI DI FUNZIONAMENTO E STRUTTURALI, LA CRESCITA DEI FINANZIAMENTI IN BONIS, L’INCREMENTO DELLA RACCOLTA DIRETTA CON LA CLIENTELA E DELLA GESTIONE DEL RISPARMIO, IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DEL CREDITO E UNA BUONA DINAMICITA’ DELL’ ANDAMENTO COMMERCIALE

 

 

Sul lato del credito, registriamo con soddisfazione la crescita dei finanziamenti in bonis a clientela che raggiungono i 7 miliardi (+6,1%), con una nuova produzione di circa 1,1 miliardi che ha più che compensato il decalage di 895 milioni tra scadenze e rimborsi rateali. Le variazioni di crescita più significative riguardano i mutui casa, con un nuovo erogato di 440 milioni (+11%) e il credito al consumo per 235 milioni (+16%) tra prestiti personali e cessioni del quinto, questi ultimi veicolati anche tramite la Società prodotto del Gruppo. Ben diversificata l’esposizione per settori di attività economica.

 

Il profilo del rischio continua a migliorare: positiva evoluzione dell’andamento dei deteriorati, con uno stock netto che scende a 498 milioni, in riduzione da inizio anno del 14%; l’indice di copertura dei NPL sale al 49,3%, di cui le sole sofferenze passano dal 54,4% al 59,4%, accompagnato dal più basso flusso di nuovi ingressi degli ultimi anni, con un default ratio sceso all’1,6%.

Il rapporto sofferenze nette/finanziamenti netti scende dal 4,4% al 3,3% e quello UTP/finanziamenti netti al 2,9%; il dato cumulato netto scende al 6,6% mentre quello lordo cala al 12,2%.

 

Allo stesso tempo, è stata data un’accelerazione al processo di derisking tramite l’ampliamento del perimetro relativo al piano strategico di Gruppo di cessione NPE; se da un lato questo processo ha comportato maggiori rettifiche per 16,3 milioni, dall’altro consentirà, grazie alle cessioni, di ridurre in via strutturale e sostenibile il profilo di rischio del bilancio.

 

Queste evidenze trovano attestazione anche nel Texas ratio, sceso ad un livello di eccellenza del 70,2%, e negli indicatori di solidità patrimoniale, con un CET1 e un Total Capital ratio superiori rispettivamente al 31% e al 32%; di grande rilevanza è l’inserimento del Banco, con il massimo punteggio, nella classifica di “Altro consumo – Banca sicura 2019” tra le prime sei banche italiane per solidità patrimoniale. La forte patrimonializzazione, unita all’elevata posizione di liquidità, garantiscono inoltre ampi spazi di crescita per l’erogazione del credito e per lo sviluppo di nuove attività.

 

Sul fronte della raccolta complessiva, che si conferma un vero punto di forza del Banco, siamo particolarmente soddisfatti della fiducia che ci continuano a riservare i nostri clienti, con una crescita del 12,2% nella diretta, che sale a 9,8 miliardi (al netto dei pronti contro termine), e del 16,9% in quella indiretta, che raggiunge i 5,6 miliardi, nelle sue diverse componenti di gestito (3 miliardi, +10,5%), polizze assicurative (835 milioni, +18,5%) e amministrata (1,6 miliardi, +30%).

 

Più che positiva l’acquisizione di nuovi clienti (+31mila), che fa salire lo stock a oltre 640mila.

 

Per quanto riguarda il risultato economico, il Banco conferma una più che buona capacità a produrre reddito su base ordinaria, facendo registrare un utile lordo di 54,7 milioni, prima di spesare oneri “straordinari” una tantum di complessivi 77,2 milioni riferiti: i) alla manovra esodi del personale per 57,7 milioni, ii)alla variazione del perimetro NPE disposal per 16,3 milioni, iii) alla svalutazione integrale del contributo di 3,2 milioni per l’intervento su Carige. Dopo aver spesato i citati oneri non ricorrenti, l’esercizio si chiude con una perdita netta contabile di 24,9 milioni; tale perdita comprende anche l’onere di 14,8 milioni riferito alla quota parte del risultato negativo di una società partecipata.

 

Il risultato economico conferma la continuità di crescita dei ricavi della gestione caratteristica grazie a un buon andamento commerciale, con crescite significative in diversi prodotti e una performance particolarmente brillante nelle polizze assicurative vita; nell’ambito del margine di intermediazione, si registra una crescita di tutta soddisfazione di 26 milioni (+7,3%), grazie al consolidamento del margine di interesse (+0,4% su basi omogenee), alla conferma del trend di crescita delle commissioni (+5,1%) e alla buona performance della negoziazione delle attività finanziarie (+23 milioni).

 

Di tutta efficacia la riduzione, escludendo la manovra esodi, dei costi operativi (-28,4 milioni pari a –10,2%).

 

Su basi omogenee, il cost/income scende di oltre 10 punti percentuali attestandosi al 63,6%.

 

Infine, ritengo opportuno sottolineare come il sostenimento una tantum degli oneri derivanti dalla manovra esodi del personale possa determinare un significativo risparmio strutturale per gli anni a venire, nonché un’occasione di grande investimento per il Banco e per la Sardegna grazie al rinnovamento degli organici e alla creazione di nuovi posti di lavoro.




Banco di Sardegna – Risultati preliminari di bilancio consolidati al 31.12.2018

UN BILANCIO 2018 DI GRANDE SOLIDITA’ E DI INCORAGGIANTE CRESCITA OPERATIVA, COMMERCIALE E REDDITUALE

 

Il bilancio 2018 del Banco di Sardegna si chiude con un utile lordo di 41,7 milioni – più che triplicato rispetto al 2017, che sale ulteriormente ad un netto di 75 milioni di euro (quello consolidato a 91,5 milioni) per effetto del beneficio fiscale derivante dalla prima applicazione dell’IFRS9: un ottimo risultato che, associato ad altri indicatori strutturali, rappresenta un punto di svolta importantissimo e costituisce una solida base di partenza per contribuire in modo proattivo al nuovo piano industriale di gruppo.

Dal punto di vista della qualità del credito, l’operazione 4 mori di cessione sofferenze, con garanzia Gacs, per circa 900 milioni lordi ha migliorato significativamente il profilo di rischio, riducendo lo stock ad un valore netto contabile di 315 milioni, con un rapporto sofferenze/finanziamenti netti sceso al 4,4% dal 9,3% di fine 2017; anche per quanto riguarda gli UTP, lo stock netto si è ridotto a 252 milioni, con un rapporto UTP/finanziamenti netti in calo al 3,5% dal 5,4% di fine 2017. Ne consegue che lo stock complessivo di NPL netti è sceso a 579 milioni, riducendo il rapporto NPL netti/finanziamenti netti all’8% dal 14,8% di fine 2017.

E’ aumentato, inoltre, il grado di copertura dei NPL, che è salito al 47,4%, con le sofferenze al 54,4% e gli UTP al 36,4%. Va peraltro evidenziato che l’obiettivo a tendere è quello di una successiva ulteriore cessione, con il conseguente prospettico nuovo miglioramento dei rapporti sopra citati, mentre registriamo positivamente il calo dei flussi di ingresso.

Questa rilevante operazione di derisking, unitamente alla elevata solidità del Banco, che esprime eccellenti indicatori di CET1 e di Total Capital Ratio, entrambi superiori al 31%, al suo patrimonio netto che copre tre volte le sofferenze nette e all’ottimo livello del Texas ratio, sceso al 75,6%, consentono di rafforzare in misura rilevante la qualità del bilancio; se a ciò, aggiungiamo la robusta liquidità e la crescente performance commerciale, con indicatori in crescita su tutti i prodotti intermediati, si realizzano le condizioni affinché il Banco possa intraprendere un percorso virtuoso di crescita sostenibile.

Di ampia soddisfazione il trend delle commissioni, che anche nel 2018 sono cresciute del 5%, confermando un percorso che negli ultimi tre anni ha visto un incremento del 18,6%.

Più che buona anche la performance del margine d’interesse (+5,1%), mentre restano sotto controllo il costo del personale (stabile sul 2017) e le spese amministrative, cresciute solo a causa di oneri una tantum già previsti in budget.

Siamo anche particolarmente soddisfatti dell’incremento dei finanziamenti in bonis (+1%) nonostante un decalage di 980 milioni tra scadenze e rimborsi rateali, che abbiamo compensato con un miliardo di nuove erogazioni, con punte di eccellenza per i 400 milioni di nuovi mutui casa.

La raccolta si conferma un vero punto di forza del Banco, con la diretta in crescita dell’1,8%, così come il risparmio gestito (+2,1%), l’assicurativo (+7,8%) e l’amministrata (+22,1%), a testimonianza della crescente fiducia e fedeltà che ci riservano i nostri clienti.

Di tutta soddisfazione anche la positiva dinamica della nuova clientela privati e imprese, con oltre 6.700 nuovi ingressi netti.

Michele Mascia

Resp. Media Relations

Banco di Sardegna SpA

Ufficio Relazioni Esterne