Provincia di Sassari. Presentato il protocollo d’intesa per la Rete Nord del Trenino Verde Sardegna

Presentato il protocollo d’intesa per la Rete Nord del Trenino Verde Sardegna 

È stato presentato questa mattina presso la Sala Angioy del Palazzo della Provincia di Sassari dall’Amministratore Unico dell’ARST  Dott. Roberto Neroni  il progetto di promozione e valorizzazione della “Ferrovia del Trenino Verde”  e la proposta del protocollo d’intesa finalizzato alla costituzione della “Rete del Nord Sardegna”  promossa dall’Amministratore Straordinario della provincia di Sassari 

La costituzione di un partenariato con cui intraprendere, assieme all’Azienda Regionale Sarda dei Trasporti, un progetto di valorizzazione, promozione e sviluppo della linea ferroviaria storica Alghero – Sorso – Sassari – Tempio – Palau, oggi conosciuta come il percorso del “​Trenino Verde della Sardegna​”. Una rete tra 18 Comuni che attraverso la riqualificazione e la valorizzazione di questa infrastruttura potranno promuovere azioni comuni e progetti condivisi per contribuire allo sviluppo economico, turistico, culturale dell’intero  territorio.

Un protocollo d’intesa che vuole coinvolgere da subito e in prima persona i sindaci dei Comuni di Alghero, Olmedo, Usini, Sassari, Sorso, Osilo, Nulvi, Martis, Laerru, Perfugas, Bortigiadas, Aggius, Tempio Pausania, Luras, Calangianus, Sant’Antonio di Gallura, Arzachena, Palau. Sindaci che hanno preso parte all’incontro di questa mattina accogliendo con entusiasmo l’iniziativa della Provincia.

Un itinerario che quest’anno celebra lo scrittore inglese David Herbert Lawrence che 100 anni fa prese il treno per esplorare e poi raccontate le meraviglie della Sardegna dell’interno.  «Lawrence rappresenta oggi il prototipo del turista che noi tutti vorremmo: viaggia in inverno, verso l’interno, usando treno e corriere, quindi forme di mobilità sostenibili, con spirito di avventura e curiosità», ha detto l’ing. Alessandro Boccone dell’ARST.

La rete del Nord Sardegna del Trenino Verde con il suo itinerario lungo 180 km collega la costa Ovest alla costa Est, partendo da Alghero e la Riviera del Corallo, raggiunge Palau di fronte a La Maddalena, dopo essere passata per Sassari, l’Anglona e le montagne della Gallura.

L’intesa per la costituzione della Rete Nord Sardegna intende favorire una nuova offerta di turismo lento e sostenibile attraverso la riqualificazione di una storica risorsa già a disposizione del nostro territorio che può diventare volano per lo sviluppo e generare nel tempo crescita dell’economia e dell’occupazione.

«Il Trenino Verde è una proposta del territorio di valenza regionale, non solo per il 2021 con le iniziative del centenario del viaggio intrapreso dallo scrittore inglese Lawrence nel 1921, ma almeno triennale per poi farlo diventare un elemento costante dell’offerta turistica regionale».

«Sono le comunità che devono diventare l’asse portante di un nuovo sistema turistico che pone al centro il paesaggio che viene attraversato dalla ferrovia”, sostiene l’amministratore unico di ARST, dott. Roberto Neroni.

Costruita a partire dalla fine del’800, è realizzata a scartamento ridotto, la ferrovia del “Trenino Verde” è una storica “porta” che da 130 anni collega le coste della Sardegna all’interno. Il Trenino Verde è una importante risorsa dell’isola con caratteristiche uniche a livello europeo, la più lunga rete ferroviaria turistica d’Europa (438 km) già riconosciuta alla BIT di Milano come il secondo elemento di richiamo turistico della Sardegna e primo dell’interno.

La sfida è dimostrare che il Trenino Verde ha realmente un ruolo cruciale nello sviluppo turistico del territorio. Un attrattore capace di innescare  un flusso turistico continuo e regolare per tutto l’anno e sviluppare attività di lavoro per servizi integrativi al viaggio come l’accoglienza, le guide turistiche, la ristorazione, l’artigianato, creando un importante indotto economico, in zone che spesso hanno poche altre occasioni di sviluppo.  

Un progetto perfettamente aderente alle linee del piano di ripresa e resilienza (Pnrr) predisposto a livello nazionale che con la misura Turismo e Cultura 4.0 intende destinare 1,5 miliardi di euro proprio per interventi sul “turismo lento” e che potrebbe ottenere immediatamente le risorse necessarie per la sua realizzazione.

«Ringrazio l’ARST e il suo amministratore Dott. Roberto Neroni  – ha detto l’Amministratore Straordinario Pietro Fois – per la straordinaria opportunità che oggi viene offerta ai sindaci del nostro territorio, veri protagonisti  di una scelta di sviluppo sostenibile e di rilancio delle economie delle proprie comunità. Un progetto che attraverso la costituzione di questo  partenariato,  apre una nuova fase di programmazione dal basso tesa alla valorizzazione del patrimonio ambientale e storico di tutto il Nord Sardegna di cui l’Amministrazione Provinciale intende farsi promotrice». 

Dopo l’Amministratore Straordinario della Provincia Fois e dell’Amministratore Unico dell’ARST Dott. Neroni, sono intervenuti i sindaci che riportando le loro testimonianze si sono dichiarati unanimemente favorevoli alla sottoscrizione del Protocollo di Intesa per dare immediato avvio alla realizzazione del progetto.




Presentato il Focus nord Sardegna 2020 della Camera di commercio di Sassari

Gli effetti del Covid sono un’evidenza anche di natura economica che ha colpito trasversalmente filiere e comparti. Lo ha rilevato la Camera di Commercio di Sassari che ha stilato un Focus sul nord Sardegna, presentato dal presidente dell’ente camerale, Stefano Visconti nel corso della conferenza stampa di fine anno, e dedicato a questo difficile momento per il sistema delle imprese. Un’analisi che ha preso in considerazione numerosi indicatori, tutti capaci di rilevare quanto la pandemia abbia inciso sul nostro tessuto economico territoriale.

 

Trasporti, presenze turistiche, dinamica delle imprese, analisi settoriale, l’indagine effettuata dall’ufficio studi dell’Ente camerale -rappresentato in conferenza stampa da Monica Cugia e Francesco Piredda- ha preso in considerazione una serie di dati fortemente connessi tra loro e che nell’annus horribilis ormai in chiusura ha determinato tra gennaio e ottobre un calo di iscrizioni delle nuove imprese pari al 18 per cento, un altro segno negativo sul fronte delle esportazioni per il 22% e su quello dell’occupazione scesa al -28. Senza contare, dato tra i più sconfortanti il -55% di arrivi e partenze tra gennaio e settembre, un crollo le cui ripercussioni sono evidenti sul settore turistico.

 

Nella dinamica delle imprese, al momento, il nord Sardegna, rappresenta il 32% del totale di quelle regionali, tuttavia risalta un dato relativo al 2020: tra gennaio e settembre, globalmente, nell’Isola si è registrato un saldo attivo di 712 imprese ed il 64% di queste è localizzato nel nostro territorio. A livello regionale, la Sardegna ha fatto registrare un tasso di crescita (+0,42%) pari al doppio del sistema Italia (+0,21%).

 

Il confronto, invece, tra i periodi relativi a gennaio-ottobre del 2019 e di quest’anno mostrano un calo globale pari al 18% (dato rispetto alle iscrizioni), che attraversa due fasi. La prima, quella che si riferisce all’arco temporale da marzo a maggio ha subìto una flessione del 45% e la seconda, in risalita da luglio a settembre, che mostra evidenti segnali di ripresa, attestandosi su un +14%.

 

Segno meno anche per import ed export. Le prime perdono oltre 37 milioni di euro (-19,5%) per un volume totale realizzato pari a 155 milioni di euro. Le seconde perdono più in percentuale (-22,2%) ma meno in termini monetari (-19,3 milioni di euro). Tra tutti i mercati di sbocco, saldi percentuali decisamente negativi su Spagna e Francia.

 

Arrivi e partenze, fortemente condizionati dagli effetti pandemici hanno fatto registrare una flessione complessiva di 6,7 milioni (-55%) rispetto al periodo gennaio-settembre dello scorso anno. Agli aeroporti sono mancati ben 4,6 milioni di persone (-62%) ed ai porti 2,1 milioni (-44%).

 

Sotto il profilo delle assunzioni il picco più basso lo si è toccato ad aprile, poi una crescita, seppur non spedita ma costante, fino a luglio. Globalmente il saldo è negativo e pari a -28,1%, con oltre 71mila posti in meno rispetto allo scorso anno. Tra i comparti, hanno subìto la crisi in modo particolare i territori a vocazione turistica, mentre sono riuscite a “tenere” le aree agricole.




RALLY ITALIA SARDEGNA. COLDIRETTI. PRESENTATO IL MENU’ DEL RALLISTA A KM0

RALLY ITALIA SARDEGNA. COLDIRETTI. PRESENTATO IL MENU’ DEL RALLISTA A KM0

 

 

Questa mattina ad Alghero, all’interno del Villaggio Rally, dove sono presenti le aziende agricole di Campagna Amica, Coldiretti Sardegna ha presentato il “Menù del Rallista a Km0”, una dieta ricca e varia con prodotti contadini tipici sardi di stagione che lega l’attività sportiva al territorio che la ospita. Il presidente dell’organizzazione agricola Battista Cualbu ha consegnato al presidente dell’Aci Sassari Giulio Pes, organizzatori con Aci nazionale della tappa internazionale del Rally, un cesto con i prodotti degli agricoltori sardi.

IL MENÙ. I protagonisti del menù sono le eccellenze agricole sarde: lo zafferano, l’agnello di Sardegna Igp, il pecorino, la frutta e verdura di stagione, i dolci tipici alle mandorle.

“Il rallista ha necessità di un menù leggero e facilmente digeribile ma allo stesso tempo nutriente – spiega la nutrizionista Domenica Obinu che ha stilato l’elenco dei prodotti tipici a km0 della dieta -. Necessità di prodotti ricchi di antiossidanti e idratanti. Tutti fattori fondamentali per chi deve stare al volante con un alta concentrazione per quattro giorni. I prodotti degli agricoltori sardi, quelli tipici e biodiversi ne fanno parte a pieno perché oltre ad essere sani rispondono a tutti questi requisiti”.

Oltre all’acqua, sempre presente, ci devono essere frutta e verdura di stagione ma anche tutti i nostri prodotti tipici: agnello di Sardegna Igp e porcetto, i salumi, il pecorino e la ricotta mustia, il pane e la pasta di grano duro, riso, lo zafferano, il miele.

SPORT E CIBO. “Oltre ad essere sana e nutriente, come ci dice la nutrizionista – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – la dieta del rallista a km0 ha una identità ed è anche rispettosa dell’ambiente, essendo a km0, e dell’economia locale perché arriva dagli agricoltori sardi. Un ottimo connubio che risponde al nostro accordo con Aci Sassari che vuole valorizzare il legame tra l’attività sportiva e il territorio che la ospita. Il primo atto del nostro accordo è la presenza delle aziende agricole di Campagna Amica all’interno del Villaggio Rally. Il prossimo passo ci auguriamo sia una menù a km0 per i rallisti”.

“L’obiettivo della dieta a km0, oltre ad essere sana e corretta, è appunto quella di promuovere sport e territorio, sport e cibo sano – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Il menù, che deve rispondere a determinati valori necessari per chi è sottoposto a stress fisico e mentale, ha un altissimo valore aggiunto se è locale. Innanzitutto perché ha una identità e un volto che ne accerta l’origine e la tracciabilità nel rispetto della stagionalità. Ma allo stesso tempo rappresenta un veicolo di promozione del territorio tra gli atleti e le migliaia di appassionati di questo sport”.

 

MENÙ RALLISTA A KM0 (della Nutrizionista Domenica Obinu)

 

COLAZIONE

ü  Tisana di zafferano con miele (di Turri)

ü  Yougurt ovicaprino o vaccino (di Dorgali)

ü  Latte fresco (di Arborea)

in alernativa

ü  Ricotta mustia (di Dorgali) – Pane punyat (di Alghero) e confettura marmellata (di Tula)

SNACK MEZZA MATTINA

ü  Torrone (di Triei) e frutta fresca (del Medio Campidano)

PRANZO

ü  Verdure cotte o crude (di Alghero)

ü  Fregola di grano sardo (dei cerealicoltori Solo Sardo) con ragù leggero di agnello di Sardegna IGP

in alternativa

ü  Fregola di grano duro (Solo sardo) con filo olio EVO (di Alghero) e spolverata di pecorino (di Osilo)

SNACK POMERIDIANO

ü  Dolcetto con mandorle (dell’Ogliastra) e frutta fresca (del Medio Campidano)

CENA

ü  Verdure cotte o crude (di Alghero)

ü  Pane frattau (Solo sardo) con sugo, pecorino (del Sarrabus) e uova (della Gallura)

 

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




Indirizzo politico per il recepimento del Documento presentato dai consiglieri Ginesu, Deiana e Andria in data 10 Aprile 2020

Odg di indirizzo politico per il recepimento del Documento presentato dai consiglieri Ginesu, Deiana e Andria in data 10 Aprile 2020




CONTINUITÀ, PRESIDENTE SOLINAS: “PROGETTO PRESENTATO FORMALMENTE A UE, OFFENSIVO PER I SARDI DERUBRICARE NOSTRO LAVORO A DISCUSSIONE INFORMALE”

Cagliari, 5 febbraio 2020 – Tutte le interlocuzioni avviate dopo il 13 novembre 2019 dalla Regione Sardegna a seguito della trasmissione – per il tramite del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – del nuovo Progetto di OSP, predisposto per la condivisione e il successivo inoltro alla Commissione europea a mezzo della Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea, hanno sempre avuto un carattere formale. E come tali abbiamo gestito tutte le richieste di chiarimento pervenute dalla Commissione relativamente a modifiche o integrazioni sul Progetto. L’importanza del tema dei trasporti e del diritto alla mobilità per i sardi non può essere derubricato a “discussione informale”, tutto ciò sarebbe profondamente ingiusto oltreché offensivo per la Sardegna”, lo afferma il presidente della Regione Christian Solinas in relazione alle presunte affermazioni da parte di “fonti della Commissione Europea” sul nuovo bando per la continuità territoriale aerea da e per l’Isola. Ci aspettiamo adesso una immediata presa di distanza ferma e autorevole rispetto a queste parole che – in un momento così delicato – possono danneggiare in maniera irreparabile il Progetto”.




Sassari, il fondo d’autore di Enrico Costa presentato alla Biblioteca Universitaria

L’iniziativa di Aristeo ha chiuso il ciclo di attività messe in campo per i 110 anni dalla morte del grande intellettuale

 

SASSARI. Le carte parlano e rivelano molto dei loro autori e del contesto in cui hanno operato, anche a distanza di oltre un secolo. È esemplare il caso del “Fondo Enrico Costa”, presentato nei giorni scorsi a Sassari durante la giornata di studi organizzata dal Circolo Culturale Aristeo d’intesa con la Biblioteca universitaria, nei cui locali ha avuto luogo l’iniziativa.

«Quello del Costa è uno dei pochi fondi d’autore presenti in Sardegna, certamente uno dei più significativi –  ha spiegato Simonetta Castia, presidente di Aristeo –, comprende un ricco ed eterogeneo complesso di documenti, oggetti e immagini, come da tradizione: note e appunti biografici, epistolari, album fotografici, opere giovanili mai pubblicate in vita, abbozzi letterari, materiale a stampa e tanti altri elementi che mostrano, in maniera viva e sorprendente, lo spirito multiforme di un grande intellettuale sassarese negli anni della Belle Epoque, una fonte insostituibile per la ricostruzione del suo profilo biografico e del contesto in cui operò».

A conclusione delle attività messe in campo per i 110 anni dalla morte dello scrittore, giovedì sera si è assistito a un viaggio emozionante, che ha restituito attraverso scritti e immagini, i particolari della vita familiare e professionale di “Enrichetto” e della sua amata città.

“Un Leonardo sassarese” lo ha definito Angela Mameli, vicepresidente della Fondazione di Sardegna, che nell’intervento di apertura ne ha indicato l’aspetto poliedrico, pedagogico (nell’orientare Sassari verso il recupero dei valori di impegno civile e ricchezza culturale del tempo), mentre la direttrice della Biblioteca, Viviana Tarasconi ha introdotto la presentazione del “Fondo” acquisito tra il 2012 e 2013 dalla stessa biblioteca, con l’auspicio di ulteriori accrescimenti.

A illustrare in maniera dettagliata il complesso documentario è stata Simonetta Castia, che ha ricordato come il fondo abbia potuto sopravvivere grazie all’interessamento dei figli Maria e Guido, e ne ha evidenziato la dimensione ancora virtuale nella sua totalità, perché suddiviso tra le collezioni presenti nelle diverse istituzioni e quelle private.

In biblioteca sono conservate la maggior parte delle testimonianze, dalle lettere, agli autografi alle rare fotografie. I tre ritratti più rappresentativi ne mostrano le sembianze da quindicenne, trentenne e infine in età avanzata. Una figura, quest’ultima, che ha ispirato la sagoma per il monumento dedicatogli in Piazza Fiume proprio un anno fa.

Castia ha illustrato la collana “Scritt’Inediti”, appena arricchitasi di due nuovi volumetti (“Memorie” e la riproduzione anastatica di “Storia di un gatto”), e che proseguirà nel 2020 con diverse altre produzioni, dai racconti-guida ai diari di viaggio all’album dei giudici turritani.

Sugli aspetti della dimensione familiare e sui frammenti di vita si è concentrato l’intervento di Stefania Bagella, che ha rievocato l’identificazione della casa natale in corso Vittorio Emanuele 142 (oggi 112) presa in affitto dal padre Domenico (qui Enrico nacque nel 1841), alla dimora di sua proprietà, la casa in cui visse sino alla morte, che dopo le accurate ricerche del 2009, è stata individuata in una palazzina di via Cavour. La passione per la musica accomunava lo scrittore con tutta la famiglia (il nonno Giovanni Battista era un suonatore di clarino e contrabbasso): passione che sarebbe stata suggellata dal sodalizio con il cugino Luigi Canepa. E ancora il fresco e straordinario corredo di foto, specie quelle di vita familiare, come quella in cui la moglie e i figli posano per gli scatti fatti nel retrostante cortile dell’ultima dimora, tipico degli edifici del periodo umbertino. È dalla dimensione pubblico-privata dell’album “Le ore d’ozio” che emerge, invece, la rete di relazioni intessute in quegli anni.

Ciò che colpisce dell’attività di archivista è invece la presenza delle sue tracce un po’ ovunque all’interno della sezione antica dell’archivio storico comunale, composta da un ammontare di circa cento faldoni, che prima di essere trasferiti a Palazzo Ducale erano custoditi nella soffitta di Palazzo di Città. Come ha spiegato Carla Merella, nuova responsabile dell’Archivio storico comunale di Sassari, si ha l’impressione che nessun documento sia sfuggito all’attenzione del diligente archivista, che commentava i documenti con i segni, inconfondibili, della matita blu e rossa. Tra i documenti contrassegnati spiccano il Libro delle ordinazioni (del 14 agosto 1541, prima attestazione sulla discesa dei candelieri) e il Codice latino degli Statuti sassaresi, che riporta la famosa nota autografa sull’errore di Pasquale Tola. Quindi gli inediti appunti sulla storia monumentale del camposanto di Sassari, descritti con una incredibile minuziosità. A dare un ulteriore tocco di originalità è l’accostamento di una scrittura molto piacevole, quasi una sorta di racconto familiare, a una schedatura tanto razionale ed esaustiva delle carte ritrovate e del loro stato di conservazione.

Un archivio d’autore impareggiabile che, come ha sottolineato la paleografa Valeria Schirru, finisce per diventare uno scrigno delle memorie e una palestra letteraria e che, come è stato evidenziato dalla stessa studiosa, è meritevole di uno studio attento e multidisciplinare.

 




Stagione lirica Sassari – “Il trovatore” presentato al Conservatorio

Un Trovatore tra luce e buio presentato al Conservatorio
Comunale tutto esaurito per l’Anteprima giovani del pomeriggio

 
 

Un’opera raccontata, in cui manca quasi del tutto l’azione, che diventa un contenitore di personaggi in cui nessuno diventa mai veramente libero, in cui nessuno raggiunge mai la felicità. Il trovatore di Giuseppe Verdi, su libretto di Salvadore Cammarano, ultima opera della Stagione lirica 2019, andrà in scena venerdì 6 e domenica 8 dicembre al Teatro Comunale di Sassari, in un nuovo allestimento originale dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. L’opera è stata presentata stamane nella sala Sassu del Conservatorio “Luigi Canepa”, davanti a oltre cento persone, dal regista Roberto Catalano e dal direttore d’orchestra Alberto Maniàci. Moltissimi gli studenti che hanno potuto assistere alla presentazione in cui il regista ha in parte svelato l’allestimento: un palco ricoperto di cenere nera, simbolo del passato bruciato nel trauma di Azucena che ha visto la madre morire sul rogo e assassina del proprio figlio; un disegno di una prospettiva rinascimentale come se davanti a un palazzo distrutto rimanesse costante la doppia immagine del bello che è stato e che non esiste più. Questa idea registica accompagna la musica immortale di Giuseppe Verdi che, come ha spiegato Alberto Maniàci, sottolinea il contenuto del libretto con tanti aspetti spesso nascosti richiamati da un accento, una tonalità, un particolare elemento ritmico. Regista e direttore hanno ricordato come questo Trovatore sia frutto di un lavoro di squadra, portato avanti insieme allo scenografo Emanuele Sinisi, alla light designer Fiammetta Baldiserri e alla costumista Ilaria Ariemme, che hanno ricostruito uno scenario difficilmente inquadrabile nel tempo e giocato continuamente sul contrasto tra luci ed ombre, tra nero e bianco. L’aspetto storico della vicenda trattata da Verdi e Cammarano è stato illustrato dalla musicologa Paola Cossu che ha inquadrato la storia, ricordando come l’opera di Verdi abbia attraversato molte trasformazioni e sia stata d’ispirazione per altre forme d’arte: si ha notizia di una sua messa in scena in Egitto già nel 1855 – due anni dopo la prima rappresentazione al Teatro Apollo di Roma – ed stata ripresa in varie forme da importanti intellettuali nel secondo Novecento: Luciano Berio e Italo Calvino con la Vera storia, Eugenio Montale, Luigi Pirandello e Giorgio de Chirico.

Il trovatore andrà in scena venerdì 6 dicembre alle 20,30 e domenica 8 alle 16,30 al Teatro Comunale. Il cast è formato da Dario Solari (Il Conte di Luna), Chiara Isotton (Leonora), Silvia Beltrami (Azucena), Antonio Corianò (Manrico), Francesco Leone (Ferrando), Maria Bagalà (Ines) ed Enrico Zara (Ruiz). Completano il cast Stefano Arnaudo (Un vecchio zingaro) e Claudio Deledda (Un messo). Alberto Maniàci dirige l’Orchestra e il Coro dell’Ente concerti preparato da Antonio Costa.

L’opera è andata in scena nel pomeriggio al Comunale, tutto esaurito, nella tradizionale Anteprima giovani dedicata agli studenti.




IL GRUPPO PROGETTO GOLFO ARANCI – RUDALZA HA PRESENTATO ALLA CITTADINANZA IL PROPRIO CANDIDATO SINDACO, MARIO MULAS, PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 16 GIUGNO.

Grande partecipazione ed una attenta platea hanno caratterizzato l’esordio pubblico della lista civica PROGETTO GOLFO ARANCI – RUDALZA con la presentazione del candidato a sindaco Mario Mulas, avvenuta ieri, sabato 27 aprile all’Hotel Gabbiano Azzurro.

Sensibilmente emozionato, ma molto determinato il candidato sindaco Mulas: «Vedo questa candidatura come un onore, un onere, e anche una grande opportunità, mi sono avvicinato alla politica da giovanissimo e ho capito subito che avrei dedicato parte della mia vita e del mio tempo al mio paese. In questi anni ho lavorato come assessore e vice sindaco all’interno dell’amministrazione comunale, oggi il gruppo ha individuato in me la guida di questo progetto amministrativo e sono pronto per proseguire e costruire insieme qualcosa di rilevante per Golfo Aranci».

Numerosi contributi sono giunti dagli attuali amministratori che hanno evidenziato l’unità del gruppo che in questi anni ha condiviso l’azione politica e le scelte fatte in paese, così come la volontà di concorrere ancora unitariamente alla crescita di Golfo Aranci. Il sindaco uscente Giuseppe Fasolino ha rimarcato come Mario Mulas rappresenti la continuità naturale e amministrativa di un progetto e di un gruppo che ha cambiato il volto del paese e di come i giovani che oggi si sono avvicinati alla Lista “PROGETTO GOLFO ARANCI – RUDALZA” costituiscano una nuova forza inarrestabile per raggiungere qualsiasi obiettivo.

È stata una bella e partecipata presentazione, caratterizzata anche dagli interventi di alcuni giovani, ragazzi e ragazze che hanno dato la loro disponibilità a mettersi in gioco per contribuire a migliorare e far progredire il proprio paese.

Un incontro riuscitissimo al quale seguirà a breve la presentazione ufficiale del programma e dei candidati della lista.




Presentato alla giunta il Calendario 2019 della Cavalcata sarda

Il sindaco Nicola Sanna e l’assessora alle Politiche Culturali e Turismo del Comune di Sassari Manuela Palitta hanno incontrato ieri a Palazzo Ducale il fotografo Francesco Merella, che ha presentato alla giunta il calendario 2019, da lui realizzato in occasione del 70° anno della Cavalcata Sarda. «Il calendario è un ottimo modo per celebrare quest’importante anniversario – ha sottolineato l’assessora Palitta». «Merella è stato in grado di cogliere alcuni momenti salienti della nostra festa laica – ha detto il sindaco – ritraendo i volti delle donne e degli uomini di Sardegna».

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Rossella Porcheddu
Portavoce del Sindaco
Comune di Sassari