GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.
Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu
SUPER OSPITE MOSES CONCAS
Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.
Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.
Ad aprire lo spettacolo sarà il Tenore “Su Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.
A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.
Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.
Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare
che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.
Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.
Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.
Il Ritorno del Principe. Una Promessa Lunga oltre Sessant’anni.
di Fausto Farinelli, editore e direttore editoriale.
Arrivo, come sempre, in anticipo di un’ora. Le diciotto segnano il momento esatto in cui la stampa e gli ospiti iniziano ad accreditarsi per questa giornata che si preannuncia storica, una di quelle destinate a rimanere scolpite nella memoria di questa costa. Faccio la mia solita tappa nel Sottopiazza, il cuore pulsante e di pietra di Porto Cervo. Anche oggi, come ogni volta che vengo qui, osservo il rito intatto della meraviglia: ci sono persone che scattano innumerevoli fotografie, ragazze con i piedi accarezzati dall’acqua che si fanno i selfie, incorniciate dallo sfondo del ponticello di legno, della piazza e dalle luci del nuovo ristorante Langosteria. Porto Cervo affascina, resiste al tempo in modo immutabile. Ogni volta che ci torno, rimango catturato da quell’effetto “wow” che non smette mai di sorprendermi. È il palcoscenico perfetto per rievocare il sogno di un principe, e oggi, per celebrarne il grande ritorno.
Prima che le massime autorità religiose, civili e militari prendano posto, mi immergo nelle voci e nei ricordi di chi questa storia l’ha vissuta e continua a custodirla. Incontro Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. Gli chiedo subito se l’omaggio di oggi sia più un dovere istituzionale o morale. La sua risposta non ammette repliche: «È un dovere morale, un dovere etico» mi dice con fermezza. «La storia insegna che quest’uomo ha creato le condizioni perché oggi noi siamo un’isola del mito, un territorio conosciuto nel mondo. Ha inventato un modello turistico come pioniere, ha creduto nell’ambiente, nella sostenibilità, nella cultura». Nelle parole di Persico emerge il ritratto di un visionario che capì come questo lembo d’Europa periferico avesse tutte le premesse per diventare un’eccellenza italiana nel mondo. Poi, il Presidente mi confida un aneddoto intimo e toccante: «Più volte gli ho chiesto: “Altezza, mi dica qual è per lei il momento più importante?”. E lui mi ha detto: “Il momento più importante l’ho avuto quando ho scoperto quest’isola”. E ho capito dopo negli anni che l’amava sempre, non ha mai smesso di amarla». E sulla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, sottolinea: «Ci sentiamo tutti appartenenti a un modello turistico che ha reso la Sardegna famosa nel mondo».
Subito dopo incrocio le memorie intime della famiglia, frammenti preziosi che svelano l’uomo dietro il mito. Risuonano le parole cariche di affetto fraterno del Principe Amin Aga Khan. Quando gli viene chiesto un ricordo di Karim, la sua voce tradisce un’intimità profonda, di una vita vissuta fianco a fianco: «Eravamo quasi gemelli» racconta. «Lui aveva nove mesi, meno un giorno, più di me… io sono nato a settembre». Il ricordo si fa poi delicato, sfiorando gli ultimi momenti di vita del fondatore e la malattia: «L’ha accettata con filosofia? Sì… non se n’è reso conto, penso. Per fortuna dormiva. È passato così, in silenzio. Non ha sofferto». E quando gli si domanda del lascito di suo fratello per quest’isola, Amin non ha esitazioni: «Cosa ha fatto per la Sardegna? Molto, molto, molto. La Costa Smeralda è stata la sua creazione… In questa parte della Sardegna, sì, è stato lui il padre del turismo».
Infine, è Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan V, figlio del compianto Principe Karim, a condividere i suoi ricordi durante un colloquio con i giornalisti a margine dell’evento. Le sue parole ci riportano ai primi anni di fatica, quando l’infrastruttura era ancora solo un cantiere in divenire. «Ricordo quando ero molto piccolo… dragavano la marina e non capendo questa immensa infrastruttura, ricordo l’odore del dragaggio e papà che lavorava» racconta ai cronisti. «Ricordo anche che andava a spegnere gli incendi di persona, e tornava tutto nero di cenere». È il ritratto sorprendente di un fondatore che si sporcava le mani, che ha amato questa terra vivendola visceralmente per un quarto della sua vita.
L’evento ufficiale è scandito dalla maestria della violinista Anna Tifu, le cui note tratte dalle opere di Bach, Ysaÿe, Massenet e Ravel si fondono con il suono del mare, elevando la solennità del momento.
Poi, il silenzio scende sulla piazza. L’ufficialità si mescola al profondo sentimento di comunità quando il padrone di casa, il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, prende la parola. Il suo è il riconoscimento di un patto lungo oltre mezzo secolo:
«Buonasera a tutti. Sua altezza Principe Rahim Aga Khan, benvenuto. Grazie per essere qui con noi in questo speciale momento per celebrare la figura di suo padre, una figura che ha voluto creare tutta questa bellezza. Presidente Alessandra Todde, grazie per aver condiviso con noi questo momento, è importante avere la presenza della Regione… Principe Amin Aga Khan, benvenuto, è un piacere vederla qui ad Arzachena, a Porto Cervo. Principe Irfan, Sinan Aga Khan, benvenuti… Sua Eccellenza il Prefetto, Fauci, benvenuta, signor Questore, tutte le autorità civili, militari, religiose, benvenuti. Cari concittadini di Arzachena, tanti ospiti che oggi sono qui presenti per condividere con noi questo momento.
È con profondo sentimento di orgoglio istituzionale che prendo la parola qui a Porto Cervo per celebrare un mito, per celebrare un momento che va a rinverdire un rapporto storico che la famiglia Aga Khan ha garantito nel corso di questi 60 anni con la nostra terra. È un patto di reciproco rispetto, di collaborazione, che ci porta a guardare avanti, a far sì che questa terra possa scrivere altre pagine assieme. È un piacere oltre che un onore ricordare quello che sua altezza il principe Karim Aga Khan ha fatto per noi.
60 anni fa, sua altezza Karim Aga Khan venne qui, ventenne, e con una filosofia straordinaria ha cambiato le sorti di questa destinazione. Momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, dove si sarebbe potuto fare qualsiasi tipo di intervento, e invece ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca. Un’esperienza che è tuttora viva e la Costa Smeralda proprio in questi anni suggella un momento senza tempo. È bellissimo vedere le persone che continuano a venire nella nostra destinazione, tantissimi brand, l’internazionalità che questa terra continua a garantire.
Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone sono stati il prisma, il mantra che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Il nostro cittadino onorario nel 1965 ha fatto sì che questa terra potesse avere una nuova vita, un nuovo sviluppo, nei valori profondi e una straordinaria rivoluzione sociale, culturale, occupazionale che tuttora vive ancora nella nostra, nella nostra realtà.
Quindi è con profondo orgoglio che oggi celebriamo due momenti. Il primo è l’intitolazione di questa piazza, dove tutto è nato, e il secondo è una celebrazione che va proprio oltre, con una, diciamo, un sogno di immortalità. Una scultura, una scultura dedicata a sua altezza Karim Aga Khan, una scultura che vuole ricordare l’uomo, una cultura, una scultura che dialoga col territorio, non imposta nel territorio, così come era quella la filosofia del nostro Karim Aga Khan. Tra poco la sveleremo ed è emozionante, soprattutto perché il Principe Karim Aga Khan ha ovviamente una storia che parla da sé, però è altrettanto importante che le nuove generazioni sappiano chi è stato Karim Aga Khan, cosa ha fatto per la nostra terra e quelle che sono le opportunità che ci ha garantito, ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere, crescere all’interno delle, dell’isola, all’interno della nostra Sardegna senza dover emigrare e senza dover andare altrove per cercare una speranza, un futuro. Futuro ce l’ha garantito la sua lungimiranza, la sua sensibilità e oggi vogliamo celebrare questo momento con un dialogo che sia infinito col nostro territorio, con la nostra gente. E sono sicuro che assieme, andremo a scrivere ancora tante pagine di questa meravigliosa storia. Grazie».
L’eco delle parole del Sindaco traccia un confine invisibile tra il passato e l’avvenire. È la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a raccogliere idealmente questo testimone, innalzando la figura del Principe da artefice locale a pilastro della moderna Sardegna:
«Buonasera a tutte e tutti. Desidero intanto ringraziare il Comune di Arzachena e il Sindaco Roberto Ragnedda per l’invito a questa giornata così importante. Saluto il qui presente Principe Rahim Aga Khan, quinto, e la rappresentanza della famiglia del Principe, la sua famiglia. E per me è un grande onore essere qua con autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini di Arzachena e tutti coloro che hanno voluto prendere parte a un momento così significativo per il nostro territorio.
Oggi inauguriamo una piazza, una scultura, ma soprattutto affidiamo a una memoria collettiva un nome, una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea. Intitolare questa piazza a sua altezza il principe Karim Aga Khan IV significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro, quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza.
La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio, l’ha fatto con un progetto che fin dalle sue origini ha cercato un equilibrio tra lo sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo, e che ha contribuito a costruire un’immagine internazionale della Sardegna fondata sull’eccellenza, sull’accoglienza e sull’unicità del suo ambiente.
Sarebbe riduttivo però ricordare il principe Aga Khan solo come l’artefice di un grande progetto turistico. Il lascito è anche cultura d’impresa, capacità di innovazione, investimenti, occupazione e una fiducia sulle potenzialità della nostra isola. È un’eredità che ha coinvolto generazioni intere di lavoratrici e lavoratori, imprenditrici, imprenditori, professionisti, giovani, che hanno trovato nuove opportunità grazie a questa visione. La Sardegna oggi ha il compito di continuare ad essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano, la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l’anno.
Questa piazza quindi rappresenta molto più che un omaggio, è un luogo che invita tutti noi a ricordare come le grandi opere nascano sempre dalla capacità di immaginare, di costruire relazioni e di investire nel lungo periodo. Anche la scultura che oggi inauguriamo assume questo significato, non soltanto un’opera d’arte, ma un simbolo permanente di riconoscenza e memoria, affinché le generazioni future possano conoscere la figura del principe Karim Aga Khan e comprendere il contributo che ha dato alla storia della Sardegna.
Come Presidente della Regione Autonoma della Sardegna considero questo momento un’occasione per riaffermare un principio fondamentale, il futuro della nostra isola si costruisce attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e società civile. Che questa piazza diventi ogni giorno un luogo di incontro, di bellezza, di memoria, un luogo capace di raccontare alle generazioni che verranno, che la visione quando è accompagnata dal rispetto per il territorio e le persone può veramente cambiare la storia. Grazie».
Ma il momento che squarcia l’ufficialità, toccando il cuore di ogni presente, arriva con l’intervento sul palco del figlio, Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan. Lo ascolto incantato, mentre le sue parole delineano con commovente precisione la vera anima di questa impresa. Ne catturo ogni sfumatura, traducendola dall’inglese, perché resti impressa nella nostra narrazione collettiva:
«Buonasera. È un grande onore per me e per la mia famiglia essere qui oggi in un luogo così profondamente legato alla vita, al lavoro e al cuore di mio padre. È un onore. E per me un piacere grandissimo di vedere qui alcuni amici da tanti anni che conosco da tanti anni che hanno visto cosa è per me la Sardegna, per me personalmente. E continuo in inglese perché il mio italiano è un po’ arrugginito.
Una piazza è un luogo di incontro, è un luogo di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio inserisce il suo ricordo all’interno di Porto Cervo, tra la gente, l’architettura, il paesaggio e il mare che ha amato così profondamente. La mia famiglia ed io siamo profondamente grati per questo commovente tributo.
Molte persone hanno definito mio padre un visionario, e a ragione. Qui, su questa costa, quella visione ha trovato una delle sue espressioni più distintive e durature, non solo in ciò che è stato costruito, ma nello spirito con cui è stato realizzato. Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, scorse un paesaggio di rocce granitiche, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Da lì nacque una convinzione che plasmò gran parte di ciò che seguì: lavorare assecondando il carattere di questo luogo e proteggere le qualità che lo rendevano unico.
La Costa Smeralda divenne uno dei progetti a cui si dedicò con maggiore passione. Vi si dedicò parallelamente alle sue responsabilità di Imam, e questo gli permise di unire molte delle cose a cui teneva profondamente: l’architettura, l’artigianato, il paesaggio, la bellezza e lo sviluppo a lungo termine. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli erano fondamentali; gli edifici dovevano appartenere al loro ambiente. Bellezza e sobrietà potevano, e dovevano, convivere. È per questo che la Costa Smeralda è stata riconosciuta non solo per ciò che ha creato, ma per ciò che ha preservato e per cui la sua eredità conta ancora oggi.
Ma per la mia famiglia questo luogo è anche profondamente personale. Mio padre amava la Sardegna, la sua gente, la sua terra, le sue montagne e le sue acque. I miei fratelli ed io abbiamo trascorso qui le estati della nostra infanzia. Oggi anche i miei nipoti e i miei stessi figli hanno conosciuto Porto Cervo e l’hanno amata. Il nostro legame con la Sardegna è ora portato avanti da una terza generazione.
Questa scultura non dominerà la piazza, ma vi si siede all’interno, informale, umana e in dialogo con il luogo. In questa sobrietà e umanità risulta fedele a Porto Cervo e al rispetto che ha guidato il lavoro di mio padre qui.
A nome della mia famiglia esprimo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Presidente Alessandra Todde e alla Regione Sardegna, al Sindaco Roberto Ragnedda e al Comune di Arzachena, agli artisti, e alla gente di Porto Cervo e della Sardegna che ha custodito il ricordo di mio padre con tanto calore. Sarebbe stato profondamente commosso da questo omaggio da parte di Arzachena e della Sardegna. So che avrebbe anche voluto che questo momento riguardasse il futuro, prendendosi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo omaggio. Grazie a tutti voi e grazie alla Sardegna».
Il sole si abbassa dolcemente, colorando la pietra granitica. È il momento. La scultura commemorativa in bronzo viene svelata. Un’opera concepita in modo discreto, realizzata dalla Fonderia Artistica Versiliese con la perizia degli artisti Valentina Lucarini Orejón e Maicol Borghetti, sotto la direzione artistica del museologo Roberto Concas, all’interno di un progetto sviluppato dalla startup ACAI. Proprio come aveva sussurrato il figlio pochi istanti prima, l’opera d’arte appare in tutto il suo potente simbolismo: un Principe seduto sul bordo della piazzetta, che con il braccio teso indica il mare. Adesso, anche fisicamente, il Principe Karim Aga Khan ha fatto ritorno nella sua amata Porto Cervo.
E mentre la folla applaude, il Sindaco Ragnedda prende di nuovo la parola per annunciare che l’amministrazione avvierà l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Altezza il Principe Rahim, rinnovando così un legame che si affaccia al futuro. Stringo il mio taccuino. Questa incredibile invenzione urbanistica e umana, nata dall’amore di un visionario, ha appena aggiunto il suo capitolo più emozionante. E la storia, ne sono certo, è ancora tutta da scrivere.
Enzo Satta premiato con una targa in omaggio al principe Aga Khan: riconoscimento dell’Ance con Silvio Alciator e il modello Costa Smeralda ancora attuale.
Un omaggio carico di significato per ricordare una visione che ha trasformato il nord Sardegna. A Porto Cervo, l’architetto Enzo Satta ha ricevuto una targa dedicata al principe Aga Khan, consegnata dall’Ance nella persona di Silvio Alciator, presidente di Ance centro nord sardegna Sassari.
La cerimonia è stata anche l’occasione per ripercorrere una delle pagine più importanti dello sviluppo turistico dell’isola. La targa, realizzata in occasione del 75° anniversario della sezione dei costruttori edili del Centro Nord Sardegna, era stata pensata inizialmente per la famiglia del principe Aga Khan da consegnare alla principessa Zhara, ma alla fine, per motivi di impegni imprenscindibili della stessa, è stata affidata simbolicamente a Enzo Satta, figura storica legata a quella stagione di crescita e progettazione.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come il progetto avviato negli anni Sessanta abbia dato vita a un modello fondato su qualità, competenza, rispetto del territorio e visione internazionale. Un’impostazione che, ancora oggi, continua a essere presa come riferimento per immaginare il futuro della Sardegna.
A dare profondità all’appuntamento è stato soprattutto il racconto dello stesso Satta, che ha ripercorso il suo lungo rapporto professionale con il principe Aga Khan. “La mia collaborazione con il principe Aga Khan è iniziata nei primi anni Settanta ed è proseguita per tutta la vita, seguendo progetti e interessi in diverse parti del mondo”, ha spiegato, ricordando un’esperienza maturata non solo in Sardegna, ma anche all’estero.
L’architetto ha poi riportato l’attenzione sulle dimensioni reali del progetto Costa Smeralda, sottolineando come quanto realizzato rappresenti soltanto una parte dell’idea originaria. “La Costa Smeralda rappresenta solo una parte di quello che era stato immaginato inizialmente: il progetto era molto più ampio e strutturato”, ha detto, evidenziando il carattere incompiuto di un masterplan che avrebbe potuto estendersi ben oltre l’area poi effettivamente sviluppata.
“Il masterplan prevedeva uno sviluppo sostenibile, con una densità più bassa rispetto a quella realizzata, e con servizi che avrebbero reso il territorio ancora più completo”, ha affermato Satta, facendo riferimento a infrastrutture sportive, nuovi spazi di accoglienza e servizi capaci di rendere l’intero sistema ancora più competitivo a livello internazionale.
Nel suo intervento non è mancato il rammarico per ciò che non è stato possibile portare avanti. “Avremmo potuto creare migliaia di posti di lavoro e offrire un sistema turistico e residenziale ancora più competitivo”, ha osservato Satta, ricordando le potenzialità economiche e occupazionali di quel progetto. E ancora: “Purtroppo tra ostacoli politici e resistenze non è stato possibile portare a termine l’intero progetto, ed è un grande rammarico”.
Nonostante questo, il giudizio complessivo resta positivo. Satta ha rimarcato la solidità dell’impianto iniziale e la capacità di quel modello di mantenere nel tempo il proprio prestigio. “Nonostante tutto, le basi costruite negli anni Sessanta erano solide e oggi la Costa Smeralda continua a essere apprezzata in tutto il mondo”, ha detto. Un concetto ribadito con un altro passaggio molto netto: “È un modello che ha dimostrato il suo valore nel tempo e che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento”.
La riflessione emersa nel corso della serata si è allargata anche al presente, con un richiamo al bisogno di tornare a discutere di urbanistica e sviluppo senza pregiudizi, ma con equilibrio e visione. Il messaggio condiviso è stato quello di non rinunciare a una crescita capace di coniugare tutela del paesaggio, investimenti e occupazione, seguendo proprio l’esempio lasciato da quella esperienza.
A chiudere l’incontro è stata anche una notizia dal forte valore simbolico, comunicata dallo stesso architetto Satta: “La famiglia del principe Rahim Aga Khan ha trascorso le recenti vacanze pasquali nella villa di famiglia a Porto Cervo, segno di un legame che continua”. Un dettaglio che è stato letto come un segnale di continuità tra la storia della famiglia Aga Khan e un territorio che resta profondamente legato a quel progetto.
La targa consegnata a Enzo Satta diventa così non solo un riconoscimento personale, ma anche il simbolo di una memoria condivisa e di una visione che continua a far discutere, a distanza di decenni, per la sua forza e per la sua attualità.
COSTA SMERALDA®Il sogno del principe Aga Khan attraverso il racconto di chi lo ha vissuto e ne custodisce l’eredità
Il primo libro che racconta l’origine di Porto Cervo e la visione dell’Aga Khan attraverso memorie e testimonianze dirette
Un innamoramento, un sogno, una visione audace, raccolta nel tempo da persone che hanno fatto della bellezza e dell’armonia con la natura una filosofia di vita. È così che è nato il mito Costa Smeralda®. Ad accendere la scintilla, il principe Karim Aga Khan IV, a cui l’autore Fausto Farinelli, nell’anno della sua scomparsa, rende omaggio con Costa Smeralda®. Il so- gno del principe Aga Khan attraverso il racconto di chi lo ha vissuto e ne custodisce l’eredità, il primo libro che racconta l’origine di Porto Cervo e la visione dell’Aga Khan attraverso le testimonianze di chi, questo sogno, lo ha visto nascere, crescere e di chi ne è oggi custode.
Un mosaico di storie ed emozioni, che ripercorre i passaggi chiave del progetto Costa Sme- ralda® partendo da un’intervista del Principe uscita nel 1987 sul Costa Smeralda Magazine, la cui scoperta ha spinto il copywriter e storyteller sardo a percorrere il territorio di Porto Cervo, intervistando chi ha conosciuto il Principe e chi ne ha raccolto l’eredità, plasmando un luogo dove architettura e paesaggio, uomo e natura, turismo e sostenibilità convivono in un equili- brio raro e prezioso.
Edito da Gruppo Editoriale – che tra le sue pubblicazioni annovera anche il Costa Smeralda Magazine, che quest’anno compie 60 anni – e realizzato con il patrocinio del Comune di Ar- zachena e del Consorzio Costa Smeralda®, il libro è un viaggio nella memoria e nell’identità
Gruppo Editoriale srl – via Cristoforo Landino, 2 – 50129 Firenze gruppo_editoriale ph. +39 055 0498097 – [email protected] – www.gruppoeditoriale.com
di un territorio, attraverso 27 interviste: dagli architetti che hanno interpretato il pensiero del Principe, Giancarlo Busiri Vici, firma di architetture iconiche come l’hotel Romazzino e la Chiesa di Stella Maris, e Enzo Satta, che continua l’opera con visione e rispetto, il CEO di Smeralda Holding Mario Ferraro, che guida il difficile compito della conservazione e del ri- lancio, il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, impegnato a preservare e migliorare que- sto territorio, Riccardo Bonadeo, voce storica dello Yacht Club Costa Smeralda® e presidente della One Ocean Foundation, fino ad arrivare a Flavio Briatore che con i suoi locali ne ha animato le notti estive, ma anche il parroco del tempo, il falegname, il ristoratore e tanti altri custodi di una storia collettiva che trova oggi nuova linfa in questo libro.
Un prezioso volume di 256 pagine, in edizione numerata, con elegante copertina cartonata e una ricca raccolta di foto storiche, tra cui alcune inedite, nato dall’amore dell’autore per la Gallura e da un’urgenza: quella di celebrare la visione del Principe non con un’operazione nostalgica, ma con uno sguardo attuale e partecipato.
Il volume sarà presentato il 7 agosto 2025 durante la manifestazione Porto Cervo Libri, nel Sottopiazza Spiaggietta di Porto Cervo.
Costa Smeralda®. Il sogno del principe Aga Khan attraverso il racconto di chi lo ha vissuto e ne custodisce l’eredità, libro irrinunciabile per tutte le persone che voglio immergersi nella bellezza di Porto Cervo e nella sua affascinante storia, è in vendita nelle migliori librerie della Sardegna e d’Italia, sul sito www.gruppoeditoriale.com e nei più importanti book- shop online.
Sardegna in lutto per la scomparsa del principe Aga Khan IV: il ricordo dei politici locali
La classe politica sarda omaggia il padre della Costa Smeralda: “Ha trasformato la Sardegna in una meta di eccellenza mondiale”
crediti foto: Nicolo Canu
La Sardegna piange la scomparsa del principe Karim Aga Khan IV, figura chiave nello sviluppo turistico ed economico dell’Isola. Il suo visionario progetto della Costa Smeralda ha segnato la storia del territorio, trasformandolo in una delle mete turistiche più esclusive al mondo. Politici e istituzioni locali hanno espresso il loro cordoglio, ricordando il suo impegno e la sua straordinaria capacità di coniugare sviluppo e tutela ambientale.
Un amico della Sardegna
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha dichiarato il lutto regionale, sottolineando come l’Aga Khan sia stato “un grande amico della Sardegna e un valorizzatore del suo territorio”. La sua intuizione negli anni ’60 ha permesso di sviluppare un modello turistico innovativo, quando ancora questo settore era agli albori. “Non si è limitato a creare un’area di lusso, ma ha investito in infrastrutture strategiche come l’aeroporto di Olbia e il porto di Porto Cervo, senza gravare sui fondi pubblici, ma generando sviluppo e posti di lavoro qualificati”, ha aggiunto la presidente.
Il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, ha evidenziato l’eredità lasciata dal principe nel settore turistico: “La Costa Smeralda non è solo un simbolo di lusso, ma un esempio di turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente”. Ha poi ricordato l’attenzione del principe per il paesaggio, in un’epoca in cui la tutela ambientale non era ancora una priorità.
Il contributo al turismo e ai trasporti
L’assessore al Turismo, Franco Cuccureddu, ha sottolineato il legame indissolubile del principe con la Sardegna: “Ha sempre creduto nelle potenzialità della nostra terra e ha lavorato per valorizzarla con eleganza e lungimiranza”. Ha inoltre ricordato il suo impatto nel settore dei trasporti: “Con la fondazione di Alisarda ha reso la Sardegna più accessibile, facilitando l’arrivo di turisti e contribuendo alla promozione dell’Isola nel panorama internazionale”.
Anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia ed ex presidente della Regione, ha voluto ricordare la lungimiranza dell’Aga Khan: “Ha trasformato la Costa Smeralda in un’eccellenza mondiale. Nel 2011, durante il mio mandato, gli conferimmo il riconoscimento ‘Sardus Pater’ per il suo inestimabile contributo alla Sardegna”.
Il ricordo delle comunità locali
Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha espresso il profondo cordoglio della città: “La sua morte tocca il cuore della comunità olbiese. La sua dolcezza e la sua determinazione hanno lasciato un segno indelebile”. Ha poi ricordato che nel 2004 la città gli conferì la cittadinanza onoraria, riconoscendone l’impegno per lo sviluppo locale.
Analogo il ricordo del sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, che ha dichiarato il lutto cittadino: “Oggi rendiamo omaggio a un uomo che ha creduto nel potenziale della nostra costa e l’ha valorizzata con rispetto e visione”.
L’ex presidente della Regione, Mauro Pili, ha definito l’Aga Khan “un grande Sardo” per il suo impegno nello sviluppo turistico dell’Isola. “Abbiamo lavorato insieme per il rilancio della Sardegna come capitale del turismo mondiale”, ha ricordato, sottolineando l’attenzione del principe alla sostenibilità.
L’eredità economica e culturale
Il Consorzio Industriale del Nord-Est Sardegna (Cipnes) ha messo in luce il ruolo dell’Aga Khan nel cambiamento del volto della Gallura: “Ha trasformato Olbia da una delle città più povere d’Italia in un centro di sviluppo turistico e industriale”. Grazie ai suoi investimenti, molte famiglie hanno trovato opportunità di lavoro e benessere.
Infine, tra i ricordi più personali spicca quello del conte Luigi Donà dalle Rose, amico del principe fin dalla gioventù: “Era un uomo di infinita generosità. Ricordo che acquistò le isole di Mortorio e Soffi per poi donarle allo Stato, dimostrando ancora una volta il suo profondo rispetto per l’ambiente”.
Un’eredità che resta viva
Anche i sindaci di piccoli centri della Gallura, come Roberto Carta (Oschiri) e Maria Giuseppina Careddu (Luras), hanno voluto rendere omaggio alla figura dell’Aga Khan, sottolineando come il suo sogno della Costa Smeralda abbia reso la Sardegna una destinazione di prestigio internazionale.
Il principe Karim Aga Khan IV lascia un segno indelebile nella storia della Sardegna, non solo per il lusso e l’esclusività della Costa Smeralda, ma per il suo modello di sviluppo rispettoso del territorio. Il suo nome resterà legato per sempre alla trasformazione dell’Isola in una delle mete turistiche più desiderate al mondo.
Il Principe Rahim Aga Khan V nominato 50º Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti
Lisbona, Portogallo, 5 febbraio 2025
Il Principe Rahim Al-Hussaini Aga Khan V è stato oggi nominato 50º Imam ereditario (leader spirituale) dei musulmani sciiti ismailiti, in seguito all’apertura del testamento del suo defunto padre, il Principe Karim Al-Hussaini Aga Khan IV, scomparso ieri a Lisbona, in Portogallo, all’età di 88 anni.
Il Principe Rahim Aga Khan V è un discendente diretto del Profeta Maometto (pace su di lui e sulla sua famiglia) attraverso sua figlia, Hazrat Bibi Fatima, e il cugino e genero del Profeta, Hazrat Ali, il quarto Califfo Rettamente Guidato dell’Islam e il primo Imam sciita.
Nel corso della loro storia millenaria di 1.400 anni, gli ismailiti sono stati guidati da un Imam vivente ed ereditario. Gli ismailiti vivono in oltre 35 paesi e contano circa 12-15 milioni di persone.
Il Principe Aga Khan: Il Sogno di un Uomo, l’Eredità di una Terra
Ci sono uomini che lasciano il segno. Uomini che non si limitano a vivere, ma trasformano, creano, proteggono. Karim Aga Khan IV era uno di loro. Oggi non c’è più, ma il suo spirito è ancora qui, tra le onde del mare della Gallura, nel vento che accarezza le rocce, nei colori della Costa Smeralda che lui ha sognato e reso realtà.
Quando arrivò in Sardegna negli anni ’60, non fu accolto con tappeti rossi. Per molti era solo un uomo ricco che voleva comprare un pezzo di paradiso. Ma lui vedeva oltre. Non voleva prendere, voleva custodire. Non voleva sfruttare, voleva dare. E lo ha fatto con intelligenza, con rispetto, con amore.
La Costa Smeralda non è solo un luogo, è un’idea, un’anima. E quell’anima porta il suo nome. Se oggi il mondo intero guarda a questa terra come a un gioiello, è perché lui ha saputo proteggerla dalla cementificazione selvaggia, dall’avidità di chi l’avrebbe distrutta per guadagnare. Ha sognato un turismo che non calpestasse la bellezza, ma la esaltasse. E ha lottato per realizzarlo, anche quando la politica cercava di ostacolarlo, anche quando qualcuno non comprendeva la sua visione.
Chi lo ha conosciuto racconta di un uomo elegante, riservato, ma incredibilmente umano. All’inizio sembrava distante, quasi inafferrabile. Ma bastava poco per capire che era diverso. Ascoltava, rispettava, si prendeva cura delle persone. Credeva nel valore della comunità, nella bellezza dell’architettura che dialoga con la natura, nell’importanza di costruire senza distruggere.
Oggi la Costa Smeralda è il suo messaggio, il suo lascito. Più di tremila ettari di territorio che portano il segno della sua mano, del suo cuore, della sua passione. È il regalo che ha fatto alla Sardegna, a chi qui è nato e a chi qui ha trovato un rifugio di pace e bellezza. Non è solo terra. È memoria. È futuro. È amore.
E ora che il principe se n’è andato, il vento sembra portare il suo sussurro tra le rocce e il mare. Non era solo un uomo ricco, non era solo un imprenditore. Era un sognatore. E i sognatori, quelli veri, non muoiono mai.
Fausto Farinelli
Aperte le celebrazioni per l’80esimo anno dalla pubblicazione de “Il Piccolo Principe”.
Ieri inaugurazione della mostra di Andrea Cocco al museo M.A.S.E. Presente il Sindaco Conoci, il Presidente Tilloca e il Direttore MarianUna mattina davvero speciale per il Museo Antoine De Saint-Exupéry. A 80 anni esatti dalla pubblicazione del capolavoro “Il Piccolo Principe”, il M.A.S.E. ha celebrato questa importante data con un evento dedicato alla mostra di dipinti di Andrea Cocco dal titolo “Principe della mia piccola ombra”. Una storia personale ispirata al celebre racconto dell’autore francese, ma non solo: le opere del giovane Andrea accompagnano i visitatori alla scoperta di mondi straordinari e valori profondi!Durante l’evento, inoltre, è stato presentato al pubblico il documentario sul MASE interpretato nella lingua dei segni LIS da Chiara Salis e Gabriele Siffu a cura di Francesco Cocco. Ad inaugurare l’esposizione e presentare l’artista Andrea Cocco, il Presidente e il Direttore del Parco di Porto Conte, Raimondo Tilloca e Mariano Mariani, il Sindaco di Alghero Mario Conoci Sindaco, il Direttore Artistico del MASE Massimiliano Fois, la Presidenza dell’Associazione di volontariato Algherese Laboratorio delle Strategie Luigina Cano. L’esposizione sarà aperta al pubblico è visitabile nei giorni di apertura del Museo. Mese di Aprile: dal venerdì alla domenica, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 Domenica 9 Aprile Pasqua chiuso, Lunedì 10 Aprile Pasquetta aperto – 25 Aprile aperto dalle 15 alle 17.30.
Il principe libanese Majid Talal Arslan incontra il sindaco Antonio Diana
Stintino 23 novembre 2018 – «La vostra è una iniziativa speciale e lo dico da cittadino libanese oltre che da cittadino del mondo. Sono convinto che questo genere di appuntamenti possano avere un effetto domino sulle persone che, in questo modo, possono convincersi che al mondo siamo tutti uguali». Lo ha detto questa mattina Majid Talal Arslan, principe libanese e ricercatore in Scienze politiche e Relazioni internazionali, che questa mattina a palazzo comunale ha incontrato il primo cittadino di Stintino Antonio Diana.
«La Sardegna – ha detto il sindaco – ha un legame anche storico con il Libano e con la nostra iniziativa, che portiamo avanti dal 2015, vogliamo contribuire alla diffusione del dialogo con i popoli del Medio Oriente, del resto del Mondo, che hanno culture e religioni diverse».
Il principe libanese è a Stintino perché domani (sabato 24 novembre) parteciperà alla quarta edizione del convegno Dialogando che metterà al centro dell’incontro i temi della religione, dell’identità e della cooperazione tra Europa, Africa e vicino Oriente.Il convegno è in programma sabato alle ore 9,30 al museo della Tonnara.
Il principe libanese è specializzato in Medio Oriente e studia la politica lo sviluppo della consapevolezza politica tra i giovani in Libano. Dato il suo background familiare, è infatti figlio dell’emiro Talal Arslan capo del Partito democratico libanese, rappresenta un esempio della futura élite politica in Libano e nella regione araba.
Prima dei saluti, il sindaco ha donato al principe due libri, uno su Stintino e uno sull’Asinara. All’incontro hanno partecipato anche l’assessora Antonella Mariani, il vicesindaco Angelo Schiaffino e la presidente del consiglio comunale Marilena Gadau. Il principe era accompagnato da Faisal Mosleh, direttore del Centro studi strategici libanese.