Nuove Clausole nel Bando di Alghero: Obbligo di Vendita Prodotti Sella & Mosca e Peroni. Scontro in fondazione Alghero.

Dubbi sulla Legittimità delle Condizioni per i Gazebo a Capodanno

di Fausto Farinelli

Alghero, 2 Dic. 2023 – Il recente avviso pubblico emesso dalla Fondazione Alghero per l’assegnazione di spazi per la somministrazione di alimenti e bevande durante i concerti di fine anno ad Alghero ha sollevato alcune questioni controversie. Tra le più rilevanti, una clausola che impone ai vincitori dell’asta di vendere esclusivamente vini delle aziende Sella & Mosca Spa e Birra Peroni Nastro Azzurro Sardegna, entrambe sponsor dell’evento e responsabili dell’allestimento dei gazebo. Se l’esercente paga profumatamente per poter fare il suo business perchè mai dovrebbe sottostare a imposizioni di questo genere?

La condizione, che lega gli operatori economici a specifici brand, è emersa nonostante non fosse stata concordata durante la riunione del CDA della Fondazione tenutasi il 30 Novembre scorso. Tale imposizione solleva interrogativi sulla sua legittimità dell’avviso pubblico.

Inoltre, confrontando le cifre attuali con quelle dello scorso anno, emerge un aumento significativo del prezzo base d’asta per singolo gazebo: da 1.000€ del 2022 a 7.000€ per il 2023. Questo incremento, combinato con la restrizione sui prodotti da vendere, potrebbe incidere notevolmente sulle decisioni degli operatori economici interessati.

La situazione attuale pone un interrogativo cruciale: potrebbe questa controversia portare al ritiro dell’avviso pubblico? Se così fosse, ciò rappresenterebbe un notevole ostacolo per la Fondazione Alghero e le sue iniziative culturali e artistiche di fine anno.

In un momento di tensione e incertezza per la Fondazione Alghero, il Sindaco di Alghero, Conoci, emerge come una figura chiave nel mantenere la coesione e l’efficacia nell’organizzazione degli eventi di Capodanno. La sua azione si rivela decisiva in un contesto politico e organizzativo complesso, segnato da contrasti interni e da decisioni controverse.

Conoci, mettendo al centro del suo lavoro la tenuta dell’organizzazione del Capodanno, sta mostrando una forma di leadership politica inaspettata, specialmente nell’ambito del centro-destra. Fino a questo momento, la figura predominante in questa area politica era di Marco Tedde leader locale di Forza Italia.

La Fondazione Alghero si trova al centro di una turbolenza interna che va oltre le recenti controversie riguardanti l’avviso pubblico per i concerti di fine anno. Le frizioni all’interno del CDA della Fondazione rivelano una battaglia di egemonie che mette in discussione la direzione e la gestione dell’ente.

Il consigliere Pier Paolo Carta ha manifestato la volontà di dimettersi, sottolineando un contrasto con il presidente e direttore della Fondazione, Delogu. Questo contrasto è stato acuito dalle decisioni spesso unilaterali di Delogu, che venivano portate al CDA solo per una ratifica formale, creando tensioni e malcontento.

È importante notare la composizione politica del CDA: Delogu rappresenta Forza Italia, Sara Govoni è espressione di Fratelli d’Italia, mentre Carta appartiene ai Riformatori. Nonostante Delogu ricopra sia la carica di Presidente che di Direttore, Carta ricopre la carica di vice presidente e ha la delega agli eventi, Govoni al momento non detiene nessuna delega ufficiale.

Questo scenario complesso getta ombre sul funzionamento democratico e trasparente della Fondazione. Le dimissioni di Carta, se confermate, non solo minerebbero la stabilità interna ma rifletterebbero anche un’insoddisfazione più ampia verso la gestione di Delogu.

Il panorama politico di Alghero si sta configurando come un campo di battaglia dove l’attuale Sindaco, Mario Conoci, e la figura di lunga data, Marco Tedde, si trovano in un confronto sempre più acuto. L’insanabile divisione tra questi due leader potrebbe innescare un cambiamento radicale nel centro-destra della città. Conoci, sfidando l’egemonia di Forza Italia e distaccandosene, potrebbe prendere coscienza della propria forza e posizionarsi come leader unificatore dei moderati di Alghero. Segnando un contrasto netto con l’approccio di Tedde, il quale per vent’anni non ha favorito la crescita di alcun successore o alleato politico di rilievo. Questo cambiamento potrebbe non solo rinvigorire il tessuto politico locale ma anche delineare un nuovo corso per il futuro di Alghero, uno che favorisce l’emergere di nuove leadership e idee, rinfrescando così il panorama politico della città.




COLDIRETTI SARDEGNA. PASQUA E PASQUETTA: VINCONO I PRODOTTI ‘MADE IN SARDINIA’. BOOM DI PRENOTAZIONI NEGLI AGRITURISMO.

È un weekend di Pasqua da “tutto esaurito” per gli agriturismi che fanno capo a Coldiretti Sardegna e all’associazione “Terranostra”. Da Nord a Sud dell’isola, nella maggioranza delle strutture, si registrano numeri decisamente importanti con molti agriturismo in “sold out” da diversi giorni e una crescita, rispetto al passato, che testimonia la rinnovata voglia dei sardi di ricercare cibi sani di stagione, associati a giornate all’aria aperta in famiglia o in compagnia di amici.

È questo il trend per il fine settimana di Pasqua registrato da una indagine Coldiretti Sardegna e che vede i due giorni di festa contraddistinti dalla ricerca di ambienti immersi nel verde e proposte culinarie nel segno della tradizione. Da qui anche una delle novità 2023 rispetto al passato, con gli agriturismi che propongono un’offerta sempre più integrata: insieme al classico pranzo ci sono pacchetti con escursioni ed esperienze didattiche per i più piccoli.

COLDIRETTI. “Anche quest’anno registriamo la forte richiesta dei prodotti ‘made in Sadinia’, immancabili nelle tavole dei sardi e nelle strutture agrituristiche – sottolinea il presidente Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu – questo certifica ancora una volta quanto i nostri prodotti abbiano un alto valore sia per la loro grande qualità che per l’enorme varietà dei piatti della nostra tradizione”, aggiunge.

TERRANOSTRA. “Per gli agriturismi sardi credo sarà il miglior weekend di Pasqua vissuto fin qui – sottolinea Michelina Mulas, presidente regionale di Terranostra – la gente, soprattutto i sardi, hanno ritrovato la voglia di vedere posti nuovi, non solo delle zone costiere ma anche dell’interno e vivere nuove esperienze, quelle che gli agriturismi sono in grado di dare. Quest’anno molte strutture hanno registrato il pienone già da diversi giorni – conclude – ma stanno continuando a offrire tante opportunità per associare al buon cibo percorsi naturalistici ed esperienze all’aria aperta adatte a tutti”. Per la coordinatrice regionale Terranostra, Maria Gina Ledda, inoltre “l’impegno di Terranostra è di contribuire a riposizionare l’offerta turistica regionale promuovendo le attività green, nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale e sociale oltre che economica – sottolinea – i nostri ospiti sono sempre più attenti non solo alle bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e archeologiche del nostro territorio ma anche a un ambiente pulito e salubre, oltre che alla riscoperta dei prodotti tipici, della qualità del cibo e del buon mangiare”.

PRODOTTI. Filo conduttore che unisce i sardi nelle tavole, dunque, è il prodotto isolano, specie se di stagione. Porcetto allo spiedo, agnello Igp, pardulas e sebadas tra i protagonisti insieme alle tante varietà di vino. Tra i prodotti immancabili, oltre a questi grandi classici, si segnalano altre pietanze gettonate: dalle ortive di stagione al carciofo, dalle favette al cardo e gli asparagi o le olive. Tra i menu negli agriturismi spiccano antipasti tipici, soprattutto affettati misti, con verdure e sott’oli, gli immancabili asparagi selvatici serviti in più modi, olive in quantità, i carciofi sott’olio o in crosta con formaggio pecorino. In tutti i territori le richieste sono per le pietanze locali e della tradizione: panade di verdure e carne, maccarrones de busa, cannisones o altre paste locali, i piedini di agnello con cardi selvatici, treccine di agnello in umido o agnello con carciofi e patate. Ma ancora tante altre varietà di carni come manzo o capretto. Piatto forte è costituito anche dai dolci, diversi secondo zone e tradizioni ma, uniti da un comune denominatore: Sa Pardula, le formaggelle, che spopolano ovunque come le Seadas e non mancano vari dolci di mandorle. Gli agrumi, in testa le arance, sono la frutta più presente nelle tavole, seguiti da mele e fragole. Tanti i vini proposti, dal classico aziendale con uve miste al bovale e al vermentino, dal monica al cannonau, malvasia, o carignano. Molte le richieste anche per la vernaccia. Nel Nord dell’Isola spazio anche agli gnocchetti sardi, la zuppa gallurese e le formaggelle.

CURIOSITÀ. Per quanto riguarda Pasqua le comitive sono composte in gran parte da famiglie, mentre per Pasquetta sono costituite da gruppi di amici. Le maggiori presenze e i consumatori nelle strutture agrituristiche sono sardi, in particolare nelle zone interne e nel Cagliaritano, ma nelle aree costiere è attesa grande presenza di turisti continentali.




Carni made in Sardinia, nuove opportunità e nuovi prodotti: venerdì all’Università di Sassari la presentazione di “Probovis”

SASSARI. Nuovi trend di mercato richiedono carni di qualità certificate, preparazioni semplici, veloci e tempi di cottura non troppo lunghi. Occorre stare al passo con i tempi se si vuol essere competitivi. A tale scopo in Sardegna è nato il progetto di ricerca “Probovis. Nuovi prodotti e nuove opportunità per le carni made in Sardinia”, frutto della cooperazione tra l’azienda di trasformazione carni Forma Srl, l’azienda agricola Agropower Srl e il Dipartimento di Agraria (sezione di Scienze Zootecniche) dell’Università di Sassari, sotto il coordinamento della professoressa Anna Nudda in qualità di responsabile tecnico scientifico.

L’intento è quello di caratterizzare e valorizzare, attraverso processi e tecnologie innovative, le carni ottenute dalle razze bovine e ovine autoctone e dai loro incroci industriali con razze appositamente selezionate.

I risultati dello studio saranno presentati venerdì 11 novembre, alle 9, nell’Aula Magna Barbieri del Dipartimento di Agraria a Sassari, in viale Italia 39/a, durante il convegno “Produzione di carne bovina e ovina – Valorizzazione e innovazione in Sardegna”. La ricerca ha toccato diversi campi, che vanno dalle tecniche d’allevamento e benessere animale alla macellazione, dalla trasformazione ai test di valutazione del prodotto e all’analisi di mercato.

A porgere i saluti istituzionali saranno il Magnifico rettore Gavino Mariotti e il direttore del Dipartimento di Agraria, Pierpaolo Roggero, ai quali farà seguito l’introduzione del docente di Zootecnia Giuseppe Pulina, presidente di Carni sostenibili. A illustrare il piano di ricerca sarà la responsabile scientifica del progetto, Anna Nudda, docente di Zootecnica e titolare della cattedra di Qualità delle produzioni di origine animale.

I risultati della sperimentazione in allevamento e gli effetti sulla qualità, per quanto riguarda la carne ovina saranno evidenziati da Mondina Lunesu, ricercatrice di Zootecnica e, per quanto riguarda le carni bovine, da Maria Rita Mellino, borsista in Scienze Zootecniche.

E esporre i dati emersi dalla sperimentazione nell’innovazione di processo e di prodotto saranno le agronome Enrica Cuccui e Giovanna Buffa assieme allo chef Leonardo Marongiu.

Antonio Lorenzoni della LM Consulting Srl illustrerà i risultati dei focus group e dell’analisi di mercato, e Francesco Forma della Forma Srl parlerà dell’importanza della ricerca e dell’innovazione per competere nel mercato. Seguirà il dibattito e quindi la chiusura dei lavori a cura di Giuseppe Pulina.

L’iniziativa è stata finanziata dalla Regione Sardegna con risorse Psr 2014/2020, sottomisura 16.2, che mirano a potenziare la cooperazione e l’integrazione tra imprese e mondo scientifico attraverso progetti pilota, interventi per lo sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie e modalità gestionali delle aziende delle filiere agroalimentari, ai fini di un loro effettivo posizionamento competitivo.

Da un lato è stata verificata la realizzabilità dei processi e delle tecnologie innovative, tra le quali spiccano l’intenerimento delle carni mediante frollatura e la realizzazione di prodotti con maggiore facilità d’uso, quali ad esempio i precotti e i preparati di carne; dall’altro lato è stato analizzato lo specifico gradimento dei singoli prodotti da parte dei mercati. Per informazioni è possibile chiamare il numero 337521480 o contattare [email protected]. Per approfondimenti visitare il sito www.probovis.it.




Solo 633 imprese sarde hanno venduto i propri prodotti all’estero

EXPORT – Solo 633 imprese sarde hanno venduto i propri prodotti
all’estero, lo 0,6% di tutte le attività. 2,5miliardi di euro di
business: 331 milioni arrivano dalle piccole e medie aziende. Maria
Amelia Lai (Presidente Confartigianato Sardegna): “Ancora troppo pochi
gli imprenditori che puntano sui mercati esteri: necessari nuovi bandi
export della Regione. Pronti a studiare nuove strategie e di
sviluppo”.

Sono solo 633 le aziende sarde che, nel primo semestre del 2021, hanno
piazzato i propri prodotti all’estero. Infatti, appena lo 0,6% delle
attività imprenditoriali isolane ha intrapreso rapporti commerciali
con l’Europa e il resto del Mondo, vendendo beni per un controvalore
di 2miliardi e 500milioni di euro, classificando la Sardegna al
quart’ultimo posto in Italia tra le regioni esportatrici.

Sono questi i dati sull’Isola relativi alla graduatoria dell’export
regionale, rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, contenuti nell’indagine del Centro studi
Tagliacarne/Unioncamere, diffusa in occasione dell’incontro “Il
digitale a supporto dell’export”.

“I numeri assoluti, e in percentuale, delle aziende sarde che hanno
intrapreso la via dell’export sono veramente esigui e ci posizionano
in fondo alla classifica – commenta la Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai – per questo è necessario che il
sistema imprenditoriale e le Istituzioni lavorino insieme per  far
crescere sia le i numeri delle realtà che vogliono puntare sui mercati
esteri e accrescere il proprio giro d’affari”. “Per far ciò, occorre
individuare nuove strategie, e nuove linee di sostegno per supportare
la Sardegna che produce e che ha necessità di nuovi orizzonti–
continua la Presidente – perché non è più sufficiente che l’Isola
abbia solo ottime produzioni e pochi sbocchi: mai come ora è
necessario cercare e trovare gli acquirenti attraverso nuove
iniziative e nuovi programmi di internazionalizzazione”. “Proseguire
questi processi di crescita e difendere il valore del Made in Sardegna
– prosegue la Lai – è il binomio per sostenere le MPI isolane. In un
mondo in cui i rischi aumentano è fondamentale non arrendersi e andare
a intercettare la crescita, continuando a investire su ciò che da
sempre sappiamo fare bene: esportare e internazionalizzarci. Noi siamo
pronti a fare la nostra parte al fianco delle imprese, soprattutto le
più piccole”.

“Le attività imprenditoriali hanno sempre più “fame” di iniziative
sull’export – sottolinea il Segretario Regionale, Daniele Serra – e
quindi è da apprezzare lo sforzo che ogni singola azienda sta facendo
anche sul fronte della formazione. Per affacciarsi sui mercati esteri,
infatti occorrono competenze che non tutte le realtà hanno. Speriamo
che, passato questo brutto momento di emergenza, con la Regione si
possano riprogrammare le attività formative e proporre nuovi bandi
sull’internazionalizzazione”.

Tra le imprese esportatrici troviamo sia quelle produttrici di
prodotti derivati dalla raffinazione del greggio, quelle
dell’industria pesante, della caseificazione ma anche le piccole e
medie imprese.

Sono proprio queste ultime che, solo pochi mesi fa fecero brillare
l’export delle PMI della Sardegna; infatti, nel primo semestre 2021,
registrarono la miglior performance di crescita tra tutte le regioni
italiane, superiore anche a quella di Lombardia e Veneto. Con un
controvalore di 331 milioni di euro di beni piazzati all’estero e una
crescita del +41,7% sul 2020 e del 62,2% sul 2019, la nostra regione
risultò, tra gennaio e giugno di quest’anno, la prima in Italia per
incremento delle esportazioni prodotti dalle piccole imprese. Tra le
categorie di beni che fecero registrare un maggior incremento di
vendita rispetto al 2019, ci furono i prodotti metalliferi (+108%) per
un controvalore di vendita di 234 milioni di euro e gli alimentari
(+14,5%) e un controvalore di 77 milioni di euro. Al contrario, tra i
settori in calo, furono i mobili (-43% rispetto al 2019) e il legno
(-25%).

Tra le province, sempre nel primo trimestre 2021, e sempre realizzati
dalle piccole e medie attività produttive, su Cagliari hanno varcato
il mare prodotti per un valore di 172milioni (11 di prodotti
alimentari e 156 di prodotti metalliferi), con un incremento del +37%
rispetto al 2020 e del 65% rispetto al 2019. Dal Sud Sardegna sono
partiti 65 milioni di euro di prodotti (56 metallo e 5 alimentari) con
incremento del 46% sul 2020 e 143% sul 2019. Dal Nord Sardegna sono
partiti 54 milioni di euro di beni (40milioni di alimentari e 9 di
prodotti del legno) con +49% sul 2020 e +7% sul 2019. Da Nuoro sono
stati piazzati 23milioni di euro di beni (17 metalliferi e 4
alimentari) con un +72% sul 2020 e + 144% sul 2019. Chiude Oristano
con 17 milioni di beni piazzati, la quasi totalità sono prodotti
alimentari, con un incremento del 18% sul 2020 e 20% sul 2019.

La graduatoria Centro studi Tagliacarne/Unioncamere dice anche come
Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna siano le regine dell’export
italiano: vantano infatti più della metà delle imprese esportatrici
tricolore e complessivamente il valore delle loro vendite all’estero è
pari al 55% del totale Italia. Solo la Campania, tra le regioni
meridionali, tallona il gruppo di testa guidato dal Nord e dal Centro,
andando a posizionarsi al 6° per numero di imprese esportatrici e
all’8° per valore delle vendite estere.

Va alla Lombardia anche il primato per maggior numero di imprese che
esportano: 37.740, pari al 30,6% del totale nazionale. A seguire il
Veneto con oltre 16 mila aziende (13,1%) e l’Emilia Romagna con più 12
mila (10%). In termini di valore di merce esportata, alle spalle della
Lombardia (con più di 65,7 miliardi di euro nel primo semestre 2021,
pari al 26,6% del totale nazionale), l’Emilia Romagna (con 35,2
miliardi; 14,3%) “ruba” il posto al Veneto (33,9 miliardi; 13,8%). Il
minor numero di imprese che vendono all’estero si trova invece in
Valle d’Aosta, Molise e la Basilicata, mentre in termini di valore
dell’export l’ultimo posto è occupato dalla Calabria, preceduta dalla
Valle d’Aosta, dal Molise e, al quart’ultimo posto, dalla Sardegna.

Considerando invece l’incidenza delle imprese esportatrici sul totale
regionale la classifica cambia leggermente: ai primi posti si
collocano comunque Lombardia (4,8%) e Veneto (4,3%), seguite però
dalla Toscana (3,9%) e dalle Marche (3,6%).

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT

Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRATI 20 KG DI FUOCHI D’ARTIFICIO ILLEGALI PRODOTTI ARTIGIANALMENTE

Nell’ambito dell’attività del Corpo finalizzata alla prevenzione ed alla repressione dei traffici illeciti nonché a tutela della sicurezza pubblica, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari ha diretto una operazione di servizio che ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro materiale pirotecnico illegale prodotto artigianalmente e trovato nella disponibilità di un giovane sassarese che era destinato alla vendita.

Nel corso di mirati controlli del territorio, i militari della Compagnia di Sassari sottoponevano a controllo un veicolo condotto da un cittadino sardo intento a trasportare un ingente quantitativo di articoli pirotecnici che superavano di gran lunga i limiti consentiti dalla legge e suddivisi in diversi pacchi per tipologie e destinazione di vendita.

Le successive perquisizioni eseguite sulla vettura portavano al rinvenimento di un ulteriore pacco, abilmente occultato nel vano bagagli, all’interno del quale venivano rinvenuti veri e propri esplosivi artigianali di grosso potenziale, meglio conosciuti e volgarmente denominati “cipolle” e “trik trak”, sprovvisti delle previste etichettature comprovanti il riconoscimento e la classificazione da parte del Ministero dell’Interno nonché di altra attestazione di conformità obbligatoria secondo la normativa vigente.

Considerata la pericolosità del materiale rinvenuto, si provvedeva a far intervenire prontamente sul posto i militari “artificieri” del locale Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, i quali accertavano l’illecita provenienza degli artifizi in questione che, una volta catalogati, venivano messi in sicurezza.

Al termine delle attività, il giovane sassarese veniva denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Sassari per i reati di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti e omessa denuncia di materie esplodenti
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalla Guardia di Finanza per scongiurare l’immissione sul mercato di prodotti pericolosi per l’incolumità pubblica.




CONTAS. Anche l’Agnello di Sardegna Igp tra i prodotti per il bonus ristorazione

CONTAS. Anche l’Agnello di Sardegna Igp tra i prodotti per il bonus ristorazione

C’è anche l’agnello di Sardegn Igp tra i prodotti acquistati dal mondo della ristorazione che potranno usufruire del bonus ristorazione. Un contributo a fondo perduto riservato a ristoranti, agriturismi, mense, catering, alberghi che dal 14 agosto hanno acquistato prodotti alimentari made in Italy. 
Le domande (aperte da domenica scorsa) si potranno presentare fino a sabato 28 novembre dal portale  www.portaleristorazione.it. 
Lo rende noto il Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp che plaude all’iniziativa che “unisce e fa squadra dal campo alla tavola – commenta il presidente del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp -: tampona l’emergenza con intelligenza guardando lungo tutta la filiera, con ricadute dirette sul mondo della ristorazione, che ha avuto ed ha pesanti perdite a causa del Covid, e sul mondo agricolo ed alimentare locale, oltre a dare un ottimo messaggio sul consumo di prodotti locali anche ai consumatori”. 
Si tratta di un intervento di 600 milioni di euro. Si potranno richiedere contributi a fondo perduto fino ad un massimo di 10 mila euro, iva esclusa, (minimo mille euro), attraverso il sito www.portaleristorazione.it o in un ufficio postale: si dovranno presentare le fatture degli acquisti effettuati da agosto in poi di prodotti agroalimentari italiani, anche DOP e IGP, e vitivinicoli., di almeno tre differenti tipologie  di  prodotti  agricoli  e alimentari; il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale sostenuta mentre il  contributo non può mai  essere superiore  all'ammontare complessivo degli acquisti.
“Dopo un primo controllo – fanno sapere dal ministero delle politiche Agricole -  sarà versato in automatico un anticipo del 90 per cento degli acquisti effettuati. Verificata la documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso”.
“Una iniziativa lodevole che finalmente valorizza la materia prima del territorio – afferma il direttore del Contas –. Legare il contributo alla provenienza del prodotto significa sostenere dal campo alla tavola l’economia locale e tutto ciò che ne consegue in termini anche di identità e sostenibilità. Tra le priorità non potevano ovviamente mancare i prodotti a marchio di tutela, sinonimo di grande qualità e del forte legame delle eccellenze  agroalimentari al proprio territorio di origine, come lo è l’agnello”.
“Un messaggio quello che arriva da questa iniziativa, importante che va sostenuto da tutta la filiera – evidenzia il presidente Battista Cualbu -. Occorre fare squadra sempre e non a corrente alterna quando conviene sventolare la bandierina dei quattro mori e tricolore. L’importazione settimanale di oltre 2500 agnelli che arrivano dalla Corsica, se pur legittima, non va sicuramente in questa direzione soprattutto in questo periodo in cui i consumi stanno registrando una battuta d’arresto a causa della chiusura anticipata della ristorazione”.

Ufficio Stampa Contas



Consumare prodotti locali – campagna di sensibilizzazione del Comune di Alghero

La rinascita inizia dalla spesa, per favorire le produzioni locali. “Consumiamo prodotti locali, aiutiamo la nostra economia” sono gli inviti che vengono rivolti a cittadini e visitatori per un rafforzamento del sostegno alle aziende algheresi.

Alghero, 9 luglio 2020 – L’iniziativa del Comune di Alghero, Assessorato alle Attività Produttive, ha l’obbiettivo di sostenere le imprese dell’agroalimentare in questo delicato momento di ripartenza. Aiutare chi produce, chi commercializza, chi trasforma i prodotti, è il segnale di vicinanza al mondo della produzioni locali. La campagna del Comune di Alghero inizia in questi giorni a diffondere su diversi piani l’invito ad aiutare l’economia del territorio. Dal pane ai prodotti ittici, ai formaggi, ai salumi, all’olio e al vino, nei supermercati o direttamente presso i produttori, Alghero vuole sostenere le piccole imprese. Nella conferenza stampa tenuta stamattina a Porta Terra dal Sindaco Mario Conoci e dall’Assessore alle Attività Produttive Giorgia Vaccaro, è stato riaffermato il concetto della vicinanza all’economia locale quale elemento di sostegno parallelo alle azioni attuate  dall’Amministrazione in ordine alle misure contro gli effetti della crisi. “Un percorso che ha una duplice valenza: oltre all’aspetto economico c’è anche il valore del mangiare sano e di qualità che l’agroalimentare locale presenta con tutta evidenza” ha chiarito il Sindaco Mario Conoci. “L’iniziativa – ha aggiunto – è un ulteriore intervento che vuole sostenere il percorso verso la rinascita, che si prevede lenta, e sebbene siamo ben consci che ci vorranno interventi straordinari di Governo e Regione per riuscire a superare la crisi generale che incombe”.   La campagna di sensibilizzazione viaggia anche in continuità con il sostegno alle imprese locali che hanno aderito numerose alle proposte dell’Amministrazione durante il periodo di chiusura per la formazione degli elenchi per la consegna a domicilio. “Continuiamo ad aiutare il comparto – ha detto Giorgia Vaccaro, Assessore alle Attività Produttive – e questa iniziativa vuole sensibilizzare sia i residenti che i turisti, ai quali ci si rivolge mostrando gli aspetti della qualità dell’agroalimentare che si integrano con l’offerta balneare”.




Mirtò torna in pista, i prodotti sardi protagonisti nel circuito del Nurburgring

   Mirtò è tornato in pista dopo la pandemia

  I prodotti sardi protagonisti sul circuito tedesco del Nürburgring

    La spedizione capitanata da Nicola Mancini partner di Audi Sport

nella settimana di test Dtm sullo storico palcoscenico automobilistico 

 

Mirtò torna in pista nonostante lo stop imposto dalla pandemia. Il marchio che ha reso famoso il Festival internazionale del mirto è stato l’ambasciatore delle eccellenze gastronomiche sarde in Germania, applicando rigorosamente le prescrizioni imposte dal Covid-19. Una missione in terra tedesca che ha visto la spedizione capitanata da Nicola Mancini partner di Audi Sport, per il settore del catering, all’interno della settimana di test del DTM al Nürburgring. Parliamo di uno dei circuiti più famosi al mondo, entrato nella leggenda dell’automobilismo mondiale. Qui Audi Sport ha effettuato i test per la serie turismo, con quattro intensissimi giorni sulla versione “Sprint” del tracciato che sorge sui Monti Eifel. Mirtò è riuscito a rispettare tutte le prescrizioni imposte dalla normativa sanitaria per il coronavirus, confermando l’organizzazione del catering all’interno del circuito, in collaborazione con i medici e nel rispetto del sistema di prevenzione tedesco. Così ancora una volta Mirtò è diventato veicolo di promozione delle aziende sarde e dei prodotti di eccellenza dell’Isola.

LA MISSIONE. Il tir di Mirtò è partito il 3 giugno dal porto di Olbia con la nave della Grimaldi alla volta di Livorno. Il tir ha potuto attraversare il Brennero dopo un accordo con l’Austria raggiunto dall’Audi con l’intervento dello stato tedesco. Tutto il personale di Mirtò si è preventivamente e volontariamente sottoposto a test sierologici prima della partenza. “L’evento è iniziato il 7 giugno, non era consentito il self service quindi abbiamo preparato dei piatti caldi serviti attraverso dei pannelli di plexiglas – racconta Nicola Mancini, patron di Mirtò -. Pietanze monodose servite in contenitori di cartone biologico, con gli spazi per i team ricavati all’interno delle officine del circuito. Una serie di precauzioni che ci hanno consentito di lavorare in sicurezza, facendo degustare a tutto il personale di Audi Sport i prodotti della Sardegna, dal pecorino, all’olio e la pasta: tutti prodotti della filiera “Io sono sardo”. Un’esperienza positiva ed estremamente gratificante”. Un partner fondamentale di Mirtò in questo viaggio di lavoro in terra tedesca è stato “FarmAsinara- Officine cosmetiche dell’Asinara”, che ha fornito il gel disinfettante che è stato usato per igienizzare gli ambienti dove è stato svolto il servizio di catering. Un accordo di Mirtòcon la Coldiretti ha poi consentito la distribuzione di piatti prodotti con formaggio pecorino, fiordilatte, olio e pasta provenienti dall’isola.

IL PROGETTO. Durante la partecipazione di Mirtò alle prove Dtm di Nürburgring è nata l’idea di un progetto per valorizzare un segmento del turismo in Sardegna in questa estate segnata dagli effetti del coronavirus. Un pacchetto per una vacanza in Sardegna con tariffe scontate per tutti i dipendenti di Audi Sport da utilizzare a partire dal mese di settembre. Un accordo concluso tra Nicola Mancini per MIrtò e Dieter Gass, capo di Audi Motorsport sia in Formula E che nel DTM.Progetto fortemente sostenuto anche da Giulio Pes di San Vittorio, presidente Aci Sassari; Efisio Arbau, sindaco di Ollolai; Sabrina Serra, assessore alla Cultura del Comune di Olbia; Tessingiu, la mostra dell’artigianato sardo di Samugheo e la compagnia di navigazione Grimaldi Lines.

 

 




Agroalimentare, 12 aziende sarde donano il 5 per cento dei prodotti venduti

Al via il progetto “Insieme per la Sardegna”. La Sezione Agroindustria e Alimentari di Confindustria Centro Nord Sardegna con la collaborazione delle catene della GDO

 

Un contributo concreto in prodotti o in controvalore economico, un’azione di sostegno alle famiglie in difficoltà nella fase post emergenza Covid-19. Confindustria Centro Nord Sardegna, attraverso la Sezione Agroindustria e Alimentari, punta a garantire un intervento di solidarietà a favore dei cittadini più provati dalla crisi, attraverso un’iniziativa che vede la valorizzazione delle produzioni sarde di qualità. È il Progetto “Insieme per la Sardegna”, al quale hanno aderito dodici aziende, tra le più importanti e rappresentative del settore agroalimentare dell’isola, con circa 700 dipendenti e 223 milioni di euro di fatturato: Generale Conserve (As do Mar), Fratelli Pinna Industria Casearia, Distillerie Rau, Acqua San Martino, Acqua Giara, Rau Arte Dolciaria, Lucrezio Erre, Accademia Olearia, Sa Marigosa, Tanda & Spada, Sardinya Carni, Capichera.

In particolare, verrà devoluto il 5 per cento delle vendite di un paniere completo di prodotti (tonno, formaggi, olio, pasta, conserve, carni, dolci e liquori, vino, acqua), proposti a un prezzo di vantaggio. Il consumatore finale, con l’acquisto, parteciperà così a un intervento di sostegno economico per chi è in difficoltà, una donazione in merci o in valore a favore di Caritas e Croce Rossa Italiana.

L’iniziativa parte domani lunedì 8 giugno con i marchi SuperEmme e continuerà con le altre catene fino al mese di luglio.

Il progetto “Insieme per la Sardegna” è un segnale importante di collaborazione e unità tra aziende sarde, che si mettono insieme con un obiettivo comune di grande valore. Un’azione che punta alla solidarietà e che coinvolge anche le catene SuperEmme (marchi Iperpan e Superpan), Ibba srl (marchi Crai e Simply), Isa (marchi Nonna Isa, Sidis, Dimeglio, Puntodì e D’Italy), Scs (marchi Despar e Eurospar), Sardegna Più (marchi Sardegna Più e Coop) e Conad, che proporranno il paniere di prodotti tramite i loro iper e supermercati.

Tutti uniti, per la Sardegna, con la possibilità inoltre di sostenere l’economia locale. «Nei mesi di lockdown l’agroalimentare ha garantito beni di prima necessità – ricorda Luca Simula di Acqua San Martino e Giara –. Adesso vogliamo continuare a dare il nostro contributo in un momento ancora critico sotto l’aspetto sanitario, sociale ed economico, sostenendo le famiglie in difficoltà e al contempo rilanciando la filiera agroalimentare della Sardegna». «La nostra iniziativa è nata spontaneamente con la comune volontà di mettere a disposizione le nostre competenze per creare un progetto capace di auto-generare solidarietà su più livelli. Un modello circolare e virtuoso come sintetizzato nel logo dell’iniziativa con le quattro mani che abbracciano la Sardegna dove ognuna rappresenta uno degli attori che, grazie al proprio ruolo, contribuisce alla realizzazione del progetto: le aziende, la distribuzione, i consumatori e le associazioni di volontariato – spiega Giovanni Battista Valsecchi di Generale Conserve –. In questo momento c’è particolare bisogno di solidarietà. La Sardegna che aiuta la Sardegna a tutti i livelli: i consumatori – che grazie alle aziende e alla distribuzione avranno prezzi calmierati – che attraverso i loro acquisti aiuteranno chi è più in difficoltà e allo stesso tempo sosterranno le aziende e la distribuzione».

«Sono obiettivi che abbiamo subito condiviso: da un lato venire incontro ai consumatori con lo sconto sull’acquisto dei prodotti insieme alla GDO e dall’altro, soprattutto, sostenere le famiglie che hanno bisogno. Nonostante le forti difficoltà di questo periodo abbiamo continuato a lavorare sodo garantendo continuità ai fornitori del latte, ai clienti e ai dipendenti. E adesso continuiamo a garantire la nostra azione», dice Paolo Pinna di Fratelli Pinna Industria Casearia. «Anche noi non ci siamo mai fermati. Anzi, abbiamo convertito parte della produzione in forniture per farmacie e ospedali e ci siamo uniti in un fortissimo senso di squadra. Allo stato attuale, in una fase in cui l’obiettivo comune è il riappropriarsi della “vecchia” normalità, abbiamo ritenuto importante sviluppare insieme agli altri imprenditori questa attività benefica, al fine di poter apportare un piccolo contributo alle famiglie che stanno maggiormente risentendo di questo periodo di difficoltà, nella speranza che ciò possa generare un supporto al territorio», fa presente Pietro Rau di Distillerie Rau.

 

L’iniziativa “Insieme per la Sardegna” segue precedenti attività di sostegno e solidarietà avviate durante il periodo di lockdown da Confindustria Centro Nord Sardegna, che ha promosso una raccolta di fondi già destinati alle sedi Caritas e Croce Rossa Italiana di Sassari Olbia e Oristano e una raccolta di prodotti alimentari, coordinata dal presidente della Sezione Agroindustria e Alimentari, Gianni Simula, destinati e distribuiti a Caritas, Croce Rossa e Protezione Civile a favore dei cittadini e delle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.




SICUREZZA PRODOTTI: OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI SASSARI – SEQUESTRATI 5500 PRODOTTI DI CARNEVALE ANCHE AD ALGHERO.

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Alghero, nell’ambito delle attività di servizio coordinate dal Comando Provinciale di Sassari a contrasto del commercio illegale di prodotti, hanno posto sotto sequestro articoli di vario genere, rinvenuti nel corso di un’operazione condotta nei confronti di alcuni esercenti che, con l’approssimarsi del Carnevale, avevano messo in vendita maschere, giocattoli ed altri articoli ludici privi dei requisiti di conformità alle direttive comunitarie e nazionali in materia.

Il servizio nasce da un monitoraggio svolto nei mesi scorsi dalle fiamme gialle catalane che, su input del comando provinciale, hanno avviato un’attività di intelligence corroborata anche da riscontri sul campo attraverso mirati appostamenti presso i principali negozi algheresi, finalizzata non soltanto a rinvenire prodotti non conformi ma a risalire, tramite l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo, ai fornitori di tali esercenti, identificati in cittadini di nazionalità cinese proprietari di un vasto capannone in Sassari.

I finanzieri, in virtù dei poteri conferiti dalle norme nello specifico settore, hanno pertanto proceduto ad accedere sia presso i punti vendita in Alghero che presso il fornitore di Sassari, rinvenendo e sequestrando complessivamente 5500 pezzi tra maschere, giocattoli ed altri articoli carnevaleschi, nonché prodotti diversi che per loro natura potevano rappresentare un pericolo per la salute degli acquirenti, in quanto sprovvisti, nella stragrande maggioranza dei casi, non solo del previsto marchio CE, ma anche delle indicazioni d’uso e delle istruzioni in lingua italiana.

Agli esercenti ispezionati sono state contestate sanzioni amministrative per circa 6500 € complessivi oltre al sequestro dei prodotti non conformi.

L’operazione svolta si inquadra nell’ambito delle attività della Guardia di Finanza a tutela della salute dei consumatori finali, in particolare dei bambini, intensificate a ridosso di particolari periodi dell’anno come il Carnevale.