Is.Be, al via il progetto “Limba e Identidade III” nei Comuni del Meilogu
POZZOMAGGIORE. È partito lo scorso 5 febbraio il progetto triennale “Limba e Identidade III”, iniziativa dedicata alla promozione e valorizzazione della lingua e della cultura sarda che coinvolge i Comuni di Pozzomaggiore (capofila), Bonorva, Cossoine, Mara e Padria.
Il progetto, finanziato dalla Regione Sardegna con i fondi della L 482/99 e LR 22/18”, è coordinato dall’Istituto Camillo Bellieni e rappresenta la prosecuzione di un percorso già avviato nelle precedenti annualità.
Determinante il ruolo del Comune capofila e del sindaco Mariano Soro, che hanno sostenuto con convinzione la continuità dell’iniziativa, riconoscendone il valore culturale e identitario per l’intero territorio. Il progetto si articola in tre ambiti principali: sportello linguistico, corsi di formazione e attività culturali.
Lo sportello linguistico, affidato all’operatrice Lucia Sechi, garantisce 520 ore annue di apertura al pubblico e offre consulenza ai cittadini, agli enti locali, alle scuole e alle associazioni per la traduzione di atti amministrativi, comunicati, brochure e materiali informativi in lingua sarda. Prevista anche la collaborazione con le scuole, biblioteche e ludoteche per incontri divulgativi e attività di animazione linguistica rivolte a bambini, ragazzi e adulti per la diffusione dell’utilizzo del sardo e della conoscenza di autori e produzioni letterarie e cinematografiche in sardo e una serie di incontri di approfondimento della storia locale.
Accanto allo sportello, prende forma un percorso diformazione linguistica articolato in tre livelli – base, intermedio e avanzato – destinato prioritariamente ai dipendenti pubblici e successivamente aperto alla cittadinanza. I corsi, guidati dalla docente Immacolata Salis, riguarderanno ortografia, lessico e morfosintassi della lingua sarda, con esercitazioni pratiche di lettura, scrittura, traduzione e conversazione.
Ampio spazio è riservato alle attività culturali laboratoriali, pensate per rafforzare la trasmissione intergenerazionale della lingua e del patrimonio identitario. Tra le iniziative in programma figurano un laboratorio di Storia della Sardegna, percorsi dedicati alla cucina e ai dolci tradizionali, attività sulla tessitura e sul ricamo con particolare attenzione alle produzioni locali del territorio, il laboratorio intergenerazionale “Tramas de lana” con realizzazione di manufatti e allestimenti che racconteranno le ricorrenze più significative dell’anno solare e il ciclo di incontri “Un’isola misteriosa”, dedicato alla Sardegna descritta e rappresentata da fotografi e viaggiatori stranieri e italiani nell’Ottocento e Novecento tra realtà, luoghi comuni e stereotipi.
L’obiettivo complessivo è consolidare l’uso quotidiano della lingua sarda nei diversi ambiti della vita comunitaria, rafforzando il legame tra cultura, memoria e identità e promuovendo una trasmissione viva e consapevole tra le generazioni.
“Questa insopportabile leggerezza” progetto fotografico di Elisa Siciliano
a cura di Giacomo Pisano
una collaborazione tra IED Cagliari, CEDAC e Teatro Massimo
martedì 25 novembre 2025, ore 18.00
Teatro Massimo, Cagliari
Un racconto di resistenza, consapevolezza e rinascita prende forma nella mostra “Questa insopportabile leggerezza”, progetto fotografico di Elisa Siciliano, studentessa del corso triennale in Fashion Design di IED Cagliari, a cura di Giacomo Pisano. L’esposizione sarà inaugurata domani, martedì 25 novembre, a partire dalle 18, negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Il progetto nasce da un’esperienza personale di violenza verbale e persecuzione online, trasformata dall’autrice in un percorso di denuncia e riscatto attraverso dieci immagini di forte impatto emotivo. In ciascuna fotografia compaiono frasi realmente ricevute, inserite in scenari di vita quotidiana, per svelare la brutalità di un linguaggio che la società tende a minimizzare o normalizzare.
«Ho deciso di prendere quelle stesse frasi e inserirle in scenari di vita quotidiana – spiega Elisa Siciliano -. Il mio intento è mostrare come parole così gravi e distruttive vengano ormai tollerate o normalizzate, fino a diventare parte del linguaggio comune. Queste immagini non sono una richiesta di pietà. Sono la mia risposta. Una rivalsa». Attraverso il linguaggio della fotografia, l’artista oppone alla violenza subita la forza della creazione, restituendo voce e spazio a chi, troppo spesso, resta imprigionato nel silenzio. Come sottolinea Giacomo Pisano, curatore della mostra, «Elisa Siciliano ha saputo contrapporre la forza motrice della creatività al senso di impotenza, e un’amarissima ironia all’ingiusta vergogna che fa tacere chi ha vissuto esperienze così dolorose».
La mostra, frutto della collaborazione tra IED Cagliari, CEDAC e Teatro Massimo, si inserisce in una più ampia volontà condivisa di promuovere iniziative di valore culturale e sociale, che coinvolgano le giovani generazioni e diano spazio alla loro capacità di interpretare criticamente la contemporaneità.
“Questa insopportabile leggerezza” invita il pubblico a riflettere sul peso delle parole, sul ruolo della comunicazione come veicolo di rispetto o di sopraffazione, e sull’importanza di trasformare il dolore in consapevolezza.
Spiega Valeria Ciabattoni, direttrice di Teatro Massimo Cagliari: «Nella visione di CeDAC e Jazz in Sardegna, che da quattro anni gestiscono insieme il Teatro Massimo Cagliari, è sempre stato fondamentale mantenere un teatro aperto a tutti, un luogo in cui artisti e pubblico possano incontrarsi e dialogare liberamente. Siamo convinti che le sinergie con partner come lo IED Cagliari, pur operando in altri ambiti culturali, contribuiscano pienamente a questo obiettivo».
Aggiunge Antonio Lupinu, direttore di IED Cagliari: “Ideare, favorire e produrre progetti che siano strumenti di responsabilità collettiva e individuale e di inclusione sociale è uno degli obiettivi di IED in quanto ente di formazione e Società Benefit. Abbiamo il privilegio di farlo attraverso la voce e la creatività delle giovani generazioni e grazie alla collaborazione con il Teatro Massimo di Cagliari, con il quale da diversi anni condividiamo questi obiettivi».
LE GIORNATE DEL CIBO – WORKSHOP GRATUITIAll’interno del progetto ”Stintino una storia da raccontare” si svolgeranno al MUT ”Le giornate del cibo”
A partire dal 21 novembre 2025, presso il museo della Tonnara, saranno ospitati dei workshop gratuiti legati ai prodotti agroalimentari tradizionali ai fini della registrazione agli elenchi PAT. Gli incontri curati dal Dott. Tommaso Sussarello si svolgeranno a partire dalle 18:30, ad eccezione dell’incontro del 28 che si svolgerà alle ore 11:30.
Il progetto si colloca all’interno della manifestazione ”Stintino una storia da raccontare”, patrocinata da Comune di Stintino e Fondazione di Sardegna.
Data l’importanza dei temi trattati al fine del potenziamento della destinazione e dell’offerta turistica STINTINO LOW SEASON si auspica la massima partecipazione dei ristoratori e degli operatori turistici del territorio.
Sicurezza edile, a Sassari nasce il progetto CANTIERE
Mercoledì 23 luglio Formedil e INAIL presentano un nuovo modello di prevenzione degli infortuni che coinvolgerà in via sperimentale 50 imprese del Nord Sardegna
L’iniziativa coinvolge Ance Nord Sardegna, le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e i principali attori territoriali
SASSARI. Esperti del comparto edile, imprenditori, organizzazioni sindacali e istituzioni a confronto per definire un nuovo modello di sicurezza nei cantieri e prevenire gli infortuni. Mercoledì 23 luglio dalle 9.45, nella sede Formedil Nord Sardegna (Strada 34 di Predda Niedda) a Sassari, sarà presentato il progetto “CANTIERE”, un nome evocativo che fa sintesi di “Consapevolezza e azioni per un network sui temi infortunistici e sui rischi in edilizia”. L’iniziativa è finanziata da “INAIL – direzione regionale Sardegna” e promossa da “FORMEDILEnte Unico per la Formazione e la Sicurezza del Nord Sardegna”.
PROGETTO. CANTIERE è unprogetto sperimentale, innovativo e gratuito per cinquanta imprese del Nord Sardegna, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della sicurezza nei cantieri, supportando le ditte selezionate senza oneri e in modo personalizzato. Monitoraggio e affiancamento direttamente in cantiere permetteranno alle imprese di ottenere assistenza tecnica; analisi delle condizioni operative, non ispettive, ma orientate al miglioramento continuo; misurazioni strumentali su rumore e vibrazioni, spesso sottovalutati ma responsabili di gravi patologie professionali; formazione e sensibilizzazione pratica coinvolgendo direttamente tecnici e lavoratori; costruzione del modello del “Cantiere Virtuoso”, da promuovere come standard territoriale.
Alfredo Nicifero dell’Inail. In alto Silvio Alciator di Formedil
PROGRAMMA. La giornata sarà articolata in una sessione plenaria al mattino e una tavola rotonda di approfondimento tecnico nel pomeriggio. Alle 10 è prevista l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali del presidente di Formedil Nord Sardegna, Silvio Alciator, del direttore regionale Inail, Alfredo Nicifero, e del vicario del prefetto di Sassari, Marcello Oggianu.
Saranno quindi illustrati gli obiettivi, le azioni e i risultati attesi dal progetto e, subito dopo, sono attesi gli interventi degli stakeholder di Ance, Feneal, Filca, Fillea. Saranno approfonditi alcuni elementi tematici fondamentali sulla formazione edile (accordo Stato-regioni); sulla patente a crediti (a cura dell’Ispettorato del lavoro); e sulle criticità riscontrate nei cantieri dallo SPreSAL. I lavori riprenderanno alle 14.30 con una tavola rotonda sulla definizione dei criteri del “Cantiere Virtuoso”.
PARTENARIATO. L’iniziativa mette insieme da unarete ampia e trasversale di portatori di interesse che garantiscono competenze complementari, dialogo sociale e massima operatività sul campo. Oltre a Formedil e INAIL sono coinvolti Ance Centro Nord Sardegna in rappresentanza del tessuto imprenditoriale; le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil; gli organi di vigilanza e prevenzione quali SPreSAL Asl di Sassari e Gallura e Ispettorato territoriale del Lavoro di Sassari; quindi la Cassa Edile del Centro Nord Sardegna.
COME PARTECIPARE. L’evento è aperto al pubblico previa iscrizione gratuita, con rilascio di attestato di partecipazione e materiale informativo. Le imprese, i tecnici e i professionisti possono prenotarsi inviando un’email a [email protected]oppure contattando l’ufficio sicurezza al numero 079 261043.
Maria Pia: il falso mito del “waterfront”. Un progetto invasivo che mortifica la vocazione turistica di Alghero.
nella foto : Lungomare a Cannes ( Francia)
Mentre in Europa e nel mondo le città costiere investono in progetti leggeri, sostenibili e integrati per la realizzazione dei “lungomare” ad Alghero si propone un’imponente operazione di “waterfront urbanistico” che stravolge in modo irreversibile l’identità storica e ambientale di Maria Pia. Un’opera invasiva, calata dall’alto, che ignora la vocazione naturale dell’area, la sua fragilità ambientale e le reali esigenze della collettività.
L’ipotesi di chiusura del viale I Maggio, asse viario storico e strategico anche per la sicurezza e la fruibilità dell’area e del Palazzo dei Congressi, è solo il primo passo.
Il progetto prevede nuove rotonde, strade interne, parcheggi dentro i terreni di Maria Pia e un disegno urbanistico che sacrifica ambiente e accessibilità per creare una passerella turistica a beneficio di qualche hotel che questa amministrazione Cacciotto vorrebbe realizzare nell’area pubblica adiacente al palazzo dei congressi. Il tutto in una zona sensibile dal punto di vista ambientale e per questo sottoposta a vincolo paesaggistico dal PPR, incastonata tra la ZPS del Calich (nonché Parco di Porto Conte) e il mare, tra dune e pineta, con potenziali danni ambientali irreversibili.
Ciò che si profila non è rigenerazione urbana, ma un mero consumo di suolo mascherato da riqualificazione. Nessuna visione d’insieme di tutto il compendio di Maria Pia e aree limitrofe, nessun progetto alternativo, nessun coinvolgimento pubblico reale, nessuna valutazione d’impatto sociale, economico o ambientale. Nessuna considerazione per il palazzo dei congressi, quest’ultima infrastruttura realizzata per accogliere grandi eventi congressuali e di spettacolo, servito da una rete viaria che offre varie alternative di snodo per il traffico. Un’infrastruttura pubblica costata 25 milioni di euro e mai entrata in funzione.
Di contro un’alternativa concreta, seppur ancora chiusa nei cassetti nel tavolo del sindaco Cacciotto, esiste: è il progetto del parco pubblico multifunzionale, noto anche con il nome di Congressional Park Stadium che prevende anche il primo percorso da golf pubblico in Italia.
Un progetto pubblico, integrato, multifunzionale, che nasce proprio in un’ottica di compatibilità con la realizzazione del lungomare a Maria Pia e della riqualificazione di viale Burruni a lato del Calich. Un progetto leggero, lineare, rispettoso del contesto ambientale, che valorizza il paesaggio e apre alla prospettiva di un nuovo modello di sviluppo senza consumo di suolo. Turismo sportivo, eventi, inclusione e fruizione sostenibile: è questa la visione di futuro di cui Alghero ha bisogno.
Il vero futuro della Riviera del Corallo non si costruisce distruggendo il territorio, ma valorizzandolo in funzione delle reali vocazioni naturali dei luoghi.
Il lungomare di Cannes, nella Costa Azzurra in Francia (ritratto nella foto) rappresenta un esempio concreto e tangibile di una armoniosa integrazione tra spazio urbano, ambiente e fruizione turistica dei luoghi.
Musilli Gian Luca Progettista del Congressional Park Stadium
Screenshot
Costa Smeralda: concluso il progetto infrastrutturale di abbattimento delle barriere architettonichedalla Piazzetta Centrale di Porto Cervo al Porto Vecchio
L’intervento, realizzato dal Consorzio Costa Smeralda in collaborazione con il Comune di Arzachena, contribuirà a rendere la destinazione Costa Smeralda più inclusiva e accessibile a tutti
Porto Cervo, 31 maggio 2025 – La Costa Smeralda diventa sempre più accessibile: concluso l’importante progetto infrastrutturale per la realizzazione di un percorso pedonale per il superamento delle barriere architettoniche, studiato e realizzato dal Consorzio Costa Smeralda in collaborazione con il Comune di Arzachena. I lavori, iniziati a novembre 2024 sono appena stati conclusi.
Il piano di interventi realizzati comprende un adeguamento e un restyling degli attuali collegamenti pedonali, a partire dalla Piazzetta Centrale di Porto Cervo fino al Porto Vecchio, ben integrato nel verde del villaggio, per rendere il transito di turisti e passanti più agevole, accessibile e sicuro per tutti, creando allo stesso tempo dei camminamenti ancora più belli e panoramici con affaccio sulla baia di Porto Cervo.
I lavori di abbattimento delle barriere architettoniche riflettono l’impegno e il ruolo istituzionale del Consorzio Costa Smeralda, che ha tra i suoi obiettivi quello di offrire sempre più servizi di alto livello a beneficio di consorziati e turisti, realizzando opere di urbanizzazione nella massima tutela dell’ambiente che possano migliorare l’accessibilità e la fruibilità della destinazione anche per le persone con mobilità ridotta, le famiglie con bambini e gli anziani.
«Siamo orgogliosi di aver portato a termine il progetto di abbattimento delle barriere architettoniche in Costa Smeralda, che rientra perfettamente nelle iniziative del Consorzio volte a promuovere l’inclusione sociale nel suo territorio», commenta Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, che aggiunge: «Desidero ringraziare il Comune di Arzachena per il supporto e l’attenzione che ha sempre garantito alle attività del Consorzio: oggi abbiamo fatto assieme un nuovo passo che ci consente di rendere più accessibile la nostra destinazione, migliorandone la fruibilità per le persone con mobilità ridotta, le famiglie con bambini e gli anziani a partire dalla stagione turistica appena avviata».
“La collaborazione tra Comune di Arzachena e Consorzio Costa Smeralda è un esempio virtuoso di istituzioni che, da anni, si impegnano con responsabilità e uniscono le forze per migliorare la qualità della vita di residenti e visitatori e, al contempo, per favorire uno sviluppo armonioso del territorio – afferma Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena -. Promuovere la destinazione è importante, ma è altrettanto doveroso tradurre questo invito a visitare la nostra terra con un’accoglienza esemplare in ogni senso, prima di tutto garantendo inclusione e pari diritti a tutti coloro che scelgono Arzachena e la Costa Smeralda per trascorrere le vacanze, o come seconda casa. Siamo lieti che le opere di eliminazione delle barriere architettoniche siano state completate in tempo utile per l’arrivo dei primi importanti flussi turistici del 2025. L’Amministrazione comunale è pronta a sposare e sostenere altre azioni positive di tali portata per accrescere il benessere dei cittadini”.
L’abbattimento delle barriere architettoniche si aggiunge agli interventi effettuati dal Consorzio Costa Smeralda negli ultimi anni che comprende parcheggi e percorsi tematici-naturalistici che attraversano la macchia mediterranea, a cui si aggiungono i 12 chilometri di marciapiedi di collegamento fra le varie aree di Porto Cervo che hanno consentito di migliorare l’accessibilità e la fruibilità della destinazione e di aumentare la qualità dell’esperienza di consorziati, ospiti e visitatori.
One Ocean Foundation avvia in Sardegna il più grande progetto di riforestazione marina del Mar Mediterraneo
Un progetto di ricerca che interesserà 80 ettari di fondale marino, in collaborazione con l’Università di Sassari e il supporto di Pirelli e Smeralda Holding
Milano, 22 maggio 2025 – One Ocean Foundation, realtà non profit operante a livello internazionale per la tutela dell’ambiente marino, ha presentato questa mattina l’ampliamento del progetto Blue Forest in Sardegna, nella baia di Cala di Volpe. Si tratta della più estesa iniziativa di riforestazione marina nel Mar Mediterraneo, orientata alla tutela e al ripristino di Posidonia oceanica, pianta endemica dei nostri mari e fondamentale per la salute dell’ecosistema marino.
Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione scientifica tra One Ocean Foundation e l’Università di Sassari, con il supporto tecnico della International School for Scientific Diving e con il sostegno di partner come Pirelli, che ha reso possibile l’avvio del progetto, e Smeralda Holding, insieme a una rete crescente di aziende e istituzioni impegnate nella salvaguardia del mare.
Area di intervento: Cala di Volpe L’intervento in questione interessa circa 80 ettari di mare all’interno del campo boe di Cala di Volpe, dove si trova una prateria di Posidonia oceanica danneggiata prima che fossero regolamentati accessi e ancoraggi. Il primo passo fondamentale verso la sua tutela fu infatti compiuto già vent’anni fa da Smeralda Holding, con la creazione del campo boe per regolamentare gli accessi e tutelare l’ecosistema marino, limitando la pressione antropica sulla prateria. Il sistema, tuttora vigente, vieta l’ancoraggio libero e consente l’accesso controllato, condizioni essenziali per l’intervento di restauro ecologico.
“Cala di Volpe e l’intero litorale del Comune di Arzachena sono aree di grande valore ambientale: un ecosistema delicato da proteggere in spiaggia così come nei fondali. La tutela della Posidonia oceanica è un’azione concreta per preservare l’identità del territorio visto il suo ruolo di tutela dall’erosione costiera. Questo progetto coniuga l’impegno di scienziati, aziende private, fondazioni in una sinergia virtuosa, il nostro Ente non può che sposare e sostenere l’iniziativa” ha dichiarato il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda.
Le fasi del progetto e la ricerca scientifica Guidato dalla dott.ssa Giulia Ceccherelli del Dipartimento di Scienze Chimiche Fisiche Matematiche e Naturali dell’Università di Sassari e coordinato sul piano tecnico dal dott. Stefano Acunto (I.S.S.D.), il progetto si distingue per un approccio scientifico e sperimentale volto a individuare soluzioni replicabili per la riforestazione marina su larga scala.
Mappatura dell’area La prima fase ha previsto la mappatura pre-intervento di circa 80 ettari di fondale, con l’obiettivo di individuare le aree idonee alla riforestazione. Le attività, coordinate dallo spin-off universitario Geomars sotto la guida del Prof. Vincenzo Pascucci, hanno impiegato strumenti avanzati come Side Scan Sonar e ROV, accompagnati da immersioni ARA per ottenere una carta biocenotica ad alta risoluzione dello stato della prateria di Posidonia oceanica presente nella baia
Riforestazione marina Ad oggi sono già state concluse le prime operazioni di trapianto su una superficie di circa 500 mq, mediante l’installazione sul fondale di biostuoie in fibra di cocco e rete metallica, che ospitano circa 20 talee per metro quadrato. Le talee, raccolte esclusivamente tra quelle eradicate naturalmente nelle zone di decantazione della baia, saranno affiancate dalla sperimentazione con germogli provenienti da frutti spiaggiati, raccolti in seguito alle eccezionali fioriture invernali.
Ricerca e monitoraggio A conclusione della riforestazione, è prevista una fase triennale di monitoraggio scientifico. Il team dell’Università di Sassari stimerà l’evoluzione temporale dello stato morfologico e fisiologico della prateria ripristinata e condurrà analisi sulla biodiversità associata, utilizzando anche tecniche innovative come l’ecoacustica e strumenti di intelligenza artificiale per l’elaborazione dei dati ambientali.
“Affiancare all’azione di riforestazione anche attività di ricerca scientifica permetterà di contribuire in modo significativo alle conoscenze attuali sulla riforestazione di Posidonia oceanica, migliorando l’efficacia delle azioni di ripristino e garantendo un impatto concreto e duraturo sui servizi ecosistemici associati. Questo approccio integrato consentirà inoltre di monitorare meglio le risposte dell’habitat ai cambiamenti ambientali, ottimizzare le tecniche di trapianto e favorire una gestione sostenibile delle praterie marine nel lungo periodo” specifica la prof.ssa Ceccherelli.
Il ruolo delle aziende partner Progetti di questa portata richiedono la partecipazione di aziende visionarie che credano in un futuro in cui progresso economico e tutela ambientale procedano insieme. Ne sono già esempi una realtà locale come Smeralda Holding così come una grande multinazionale come Pirelli.
“Da molti anni Smeralda Holding investe nella sostenibilità e nella tutela dell’ecosistema marino con azioni concrete, come l’installazione del campo boe a Cala di Volpe – ha commentato Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding – un progetto nato 20 anni fa, che ha rappresentato un primo passo effettivo nella tutela dei nostri fondali e della posidonia, regolamentando l’accesso nella baia. Preservare e proteggere il territorio e il mare della Costa Smeralda è un nostro obiettivo prioritario, così come la ricerca di nuove forme e applicazioni di questo impegno e il progetto di riforestazione della posidonia “Blue Forest” – che abbiamo condiviso fin dall’inizio – ne è un esempio tangibile. Collaborazione e visione condivisa verso un obiettivo comune sono essenziali per affrontare la sfida della salvaguardia della biodiversità in Costa Smeralda, e auspichiamo che molte altre realtà si uniscano a noi, affinché questo modello diventi replicabile in tante altre destinazioni turistiche”.
“La tutela della biodiversità è parte delle strategie di Pirelli e i nostri investimenti in ricerca e sviluppo puntano verso soluzioni capaci di diminuire l’impatto sull’ambiente. Crescita economica e conservazione della natura e degli ecosistemi devono procedere di pari passo ed è per questo che Pirelli è orgogliosa di supportare One Ocean Foundation nel suo progetto Blue Forest. Sostenere il ripristino della Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema del Mediterraneo, significa tutelare un patrimonio ecologico inestimabile e promuovere una visione di progresso che mette la natura al centro”, afferma Filippo Bettini, Senior Advisor Sustainability di Pirelli.
L’obiettivo della Fondazione è quello di creare una cordata di imprese unite da un impegno comune per la tutela del capitale naturale blu, che consenta di rendere queste azioni sempre più scalabili e replicabili.
Il progetto Blue Forest di One Ocean Foundation Blue Forest, progetto di riforestazione marina di One Ocean Foundation, lanciato nel 2023, conta oggi quattro siti attivi in Liguria, uno in Puglia e uno in Sardegna. Fin dalla sua istituzione ha coinvolto università, centri di ricerca e aziende e finanziato programmi di dottorato e campagne di sensibilizzazione sul ruolo fondamentale della Posidonia oceanica per la biodiversità e la salute dell’oceano. Questa pianta marina, protetta a livello internazionale, cresce esclusivamente lungo le coste del Mar Mediterraneo fino a circa 40 metri di profondità e riveste un ruolo ecologico essenziale. Forma estese praterie che agiscono da barriera naturale contro l’erosione costiera e da hotspot di biodiversità, ospitando oltre 350 specie che vi trovano rifugio, nutrimento e un’area per riprodursi. Inoltre, è responsabile di circa l’80% della produzione costiera di ossigeno ed è un’alleata fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, stoccando grandi quantità di anidride carbonica nei sedimenti marini, sottraendola all’atmosfera e bloccandola potenzialmente per sempre.
Conclude Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation: “L’ampliamento del progetto Blue Forest in Sardegna rappresenta un passo importante nel nostro percorso per la tutela degli ecosistemi marini e il riconoscimento del valore del capitale naturale blu. Intervenire attivamente con azioni di tutela e ripristino di praterie di Posidonia significa tutelare la biodiversità e promuovere la salute dell’oceano, da cui dipende il nostro futuro. Questa iniziativa nasce dalla collaborazione tra organizzazioni, imprese e istituzioni: una rete di alleanze concrete che dimostra come la cooperazione sia la chiave per affrontare le sfide ambientali e costruire una reale transizione ecologica”.
One Ocean Foundation, nata nel 2018, è un’organizzazione non profit che promuove la blue economy attraverso soluzioni orientate alla tutela dell’oceano. Guidata da un comitato scientifico internazionale, la Fondazione sviluppa progetti basati su evidenze scientifiche, capaci di generare un impatto concreto per la protezione e la rigenerazione degli ecosistemi marini. Coinvolgendo il mondo delle imprese e della finanza nel dialogo sulla sostenibilità, favorisce partnership efficaci e durature, agendo come catalizzatore di un cambiamento reale per le generazioni future.
Fondata nel 1872, Pirelli è tra i principali produttori mondiali di pneumatici e l’unico a essere interamente focalizzato sul mercato Consumer che comprende i pneumatici per auto, moto e bici. Con 18 stabilimenti in 12 Paesi e una presenza commerciale in 160 Paesi, Pirelli ha un posizionamento distintivo sull’alto e l’altissimo di gamma – il segmento “High Value” – ed è un marchio globale dalle forti radici italiane, noto per le sue tecnologie all’avanguardia, l’eccellenza produttiva, la passione per l’innovazione e la costante attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale, oltre che alle nuove forme di mobilità.
Smeralda Holding è una società italiana indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (“QIA”). QIA è uno dei fondi sovrani più importanti al mondo, che nel 2012 ha acquistato la proprietà di un patrimonio immobiliare composto da quattro hotel (Cala Di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), la Marina di Porto Cervo (uno dei più importanti porti nel Mediterraneo), un cantiere navale, il Pevero Golf Club, a cui si aggiungono altri asset minori come shops, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e 2.300 ettari di terreni in Costa Smeralda.
A che punto siamo sul oramai famoso progetto del Treno ad Idrogeno?
Ve lo diciamo noi a che punto siamo!
Siamo nella fase che i nostri Amministratori provano a raccapezzarsi tra procedure e incontri politici ma nessuno ha il coraggio di prendere decisioni concrete e degne dell’incarico che gli è stato conferito dai cittadini.
Noi Comitati, rappresentanti legittimi dei cittadini, lesi dei nostri diritti di partecipazione nelle fasi di programmazione degli investimenti e lasciati fuori nella fase di progettazione, proviamo a far fare alla politica un ragionamento di buon senso che integri i bisogni di infrastrutture strategiche per il territorio e la legittima tutela di ambiente, paesaggio e della proprietà privata.
La politica non può demandare le scelte strategiche ai tecnici o peggio ai dirigenti ed abdicare al suo ruolo di programmazione e tutela dei cittadini.
Con la nostra attenzione quotidiana siamo riusciti ad ottenere un consiglio comunale aperto, l’istituzione della commissione speciale e siamo riusciti a sollecitare anche un forte dibattito in città.
Siamo però, purtroppo, al punto della non sufficienza!
A seguito degli incontri pubblici degli ultimi mesi ma soprattutto nell’ultimo incontro di giovedì scorso organizzato dall’associazione Maestrale, che ringraziamo per aver portato interventi di grande profilo, è emerso chiaramente che l’opera così come concepita non darà le risposte alla mobilità del territorio vasto, sarà fortemente impattante per l’ambiente, per il paesaggio e per le attività produttive coinvolte.
Gli interventi dei tecnici del Politecnico di Torino hanno messo chiaramente in evidenza, se ancora ve ne fosse bisogno, la necessità di ripensare soluzioni alternative a quanto proposto di mobilità sostenibile, che daranno vere risposte alla collettività vasta del nord ovest Sardegna.
Il Sindaco Raimondo Cacciotto e l’Assessore Roberto Corbia del Comune di Alghero nei loro interventi hanno esplicitato le loro preoccupazioni per la possibile perdita delle risorse in caso di blocco dell’iniziativa, dichiarandosi comunque favorevoli a valutare un progetto di mobilità alternativa.
E’ ora che si smetta di tergiversare e di passare dai buoni propositi ad azioni concrete, che sono quelle più volte emerse in occasione di tutti gli incontri pubblici, con richieste ufficiali di rimodulazione dei fondi e di revisione totale del progetto.
Il Sindaco deve farsi carico di attivare con la massima urgenza tutte le procedure formali per inoltrare alla Presidente della Regione Alessandra Todde la richiesta del territorio affinché la stessa vertenza arrivi al Ministro Salvini.
La commissione consiliare speciale in parallelo deve lavorare velocemente per valutare quanto sia strategica l’opera o quanto sia dannosa per il territorio, attraverso le audizioni e lo studio degli atti e valutare un progetto alternativo che risponda alle vere esigenze dei cittadini e del territorio vasto del nord ovest Sardegna.
Firme
Comitato di Borgata Sa Segada – Tanca Farrà
Comitato di Borgata Santa Maria La Palma
Comitato di Borgata Guardia Grande – Corea
Comitato di Borgata Maristella
Comitato Zonale Nurra
Comitato di Quartiere di Fertilia – Arenosu
Comitato di Quartiere della Pietraia
Comitato Metrotranvia Sassari Alghero Sorso
LIPU – Coordinamento Regionale Sardegna
EINSTEIN TELESCOPE, LA GIUNTA ISTITUISCE L’UNITÀ DI PROGETTO. LA PRESIDENTE TODDE: «PROSEGUE IL NOSTRO IMPEGNO A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA DELLA SARDEGNA»
COMUNICATO STAMPA
Cagliari, 24/01/2025
Come preannunciato, la giunta regionale, su proposta della presidente Alessandra Todde, ha istituito l’Unità di progetto per sostenere la candidatura del sito minerario di Sos Enattos a Lula a ospitare l’Einstein Telescope.
«Prosegue il nostro lavoro a sostegno della candidatura della Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope», dichiara la presidente Todde. «Dopo lo stanziamento di 350 milioni di euro, il via libera alla realizzazione del Centro ricerche e aver ospitato il G7 della Scienza a Sos Enattos – proseuge la presidente –’istituzione dell’Unità di progetto rappresenta un altro tassello per non farci sfuggire questa irripetibile opportunità per la Sardegna».
La struttura avrà il compito di coordinare dal punto di vista tecnico, per ciò che compete alla Regione, tutte le attività necessarie per la stesura del “Bid Book”, il fascicolo a corredo della candidatura, che dovrà essere presentato entro il 2025. Avrà inoltre la responsabilità di coinvolgere gli enti regionali per l’acquisizione della documentazione e dei pareri preliminari per la costruzione dell’infrastruttura, qualora nel 2026 venisse assegnata alla Sardegna.
Nello specifico l’Unità di progetto dovrà, tra l’altro, definire e attuare le iniziative politiche e culturali per sostenere la candidatura di Sos Enattos, dovrà coordinare ed attuare le attività svolte dalla Cabina di regia e della Governance multilivello e collaborare con l’Area Ricerca e Innovazione del Centro Regionale di Programmazione, che rimane il referente per le attività e i progetti di ricerca propedeutici alla candidatura.
«L’Unità di progetto – conclude Todde – rivestirà un ruolo fondamentale di coordinamento e di supporto tecnico, utile per raggiungere questo importante obiettivo per il futuro delle nostre zone interne e dell’intera Isola».
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Ufficio Stampa Regione Sardegna
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Via al progetto per la creazione di isole pedonali nel centro cittadino: l’aiuola tra via Brigata Sassari e via Enrico Costa diventerà una piazza
Via alla graduale, ragionata e condivisa realizzazione di isole pedonali nelle aree del centro urbano più adatte, per favorire la riqualificazione degli spazi pubblici e agevolare le attività commerciali circostanti. È l’ambizioso progetto attraverso cui l’ amministrazione comunale sost i ene il rilancio della città medievale e ottocentesca. Il primo concreto passo in questa direzione è stato compiuto dalla giunta comunale attraverso la delibera che stabilisce la realizzazione di una piazza pedonale tra via Brigata Sassari e via Enrico Costa . Dando seguito a una previsione dell’amministrazione precedente, l’esecutivo nel corso dell’ultima seduta ha istituito l’area pedonale e ha disposto il completa mento de l processo avviato con la pedonalizzazione di via Torre Tonda, progetto su cui Palazzo Ducale ha investito 1 milione e 113mila euro complessivi . Il prossimo atto sa rà l’ordinanza di chiusura al traffico dell’area pedonalizzata.
In allegato il comunicato integrale e alcune immagini di come sarà la piazza dopo l’intervento .