A Dorgali il Cannonau è protagonista della tavola

Il 24 luglio un wine talk e una degustazione guidata con abbinamenti gastronomici negli spazi della Cantina sociale, per mostrare l’evoluzione di un vino versatile e moderno e ideale per qualsiasi piatto

La serata si conclude con il concerto di Gavino Murgia per il Cala Gonone Jazz

DORGALI. Dal robusto e complesso vino di una volta alla nuova veste moderna e raffinata, ideale per essere abbinata con un ampio ventaglio di piatti che spazia dagli antipasti al dessert. Il Cannonau di Dorgali è frutto di una cultura enologica millenaria che sta riuscendo ad adattarsi perfettamente ai gusti più attuali del mercato, per soddisfare i palati esigenti in un contesto enogastronomico contemporaneo. E tutto senza tradire la sua anima più autentica. È il momento di farlo sapere al grande pubblico.

Per questo giovedì 24 luglio alle 17.30, nei locali della Cantina Sociale di Dorgali (in Via Piemonte 11), si svolgerà l’evento conclusivo del progetto “Cannonau Food Experience“, nato per iniziare a raccontare un vino versatile e dinamico, perfetto per accompagnare portate di ogni genere.

IL PROGETTO. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ridefinire la percezione del Cannonau di Dorgali, di metterne in luce l’evoluzione e la poliedricità in chiave di abbinamento culinario. Dopo anni di ricerca e di sapiente lavoro, grazie alla sua diversità di vinificazione, il cannonau dorgalese è oggi un blend perfetto tra storia e innovazione, protagonista ideale per le nostre tavole, sia con piatti della tradizione, sia con ricette gourmet e della cucina fusion internazionale.

ORGOGLIO DI UN TERRITORIO. Figlio di antiche tradizioni contadine e di una sapienza tramandata di generazione in generazione, il Cannonau è un pilastro della cultura e dell’economia locale. Per tutta la comunità è un vero e proprio simbolo identitario che unisce passato e presente, raccontando storie di terra, fatica e resilienza. Merito anche delle specificità del territorio dorgalese, che grazie alle sue peculiarità geografiche ha sempre creduto fortemente in questo vitigno, producendo vini che raccontano la cultura locale con un occhio attento all’innovazione.

L’EVENTO. Giovedì la serata prenderà il via alle 17 con la proiezione di un video realizzato dal regista Mario Giua Marassi dello studio GoTo Net Studio di Cagliari, in collaborazione con Redfish Adv di Sassari che ha curato l’ideazione e realizzazione dell’intero progetto. Il video racconta in immagini e suoni la nuova identità di un vino dallo “spirito contemporaneo”.

Un wine talk in compagnia di sommelier, esperti di enogastronomia e addetti del settore permetterà di approfondire come questa eccellenza locale sia in grado di innovarsi pur restando fedele alle proprie radici. Saranno esplorate le diverse vinificazioni – dalle versioni giovani e fruttate ai rosati eleganti, dalle riserve decise ai passiti più delicati – che consentono al Cannonau di abbinarsi a una ricchezza inimmaginabile di pietanze. Interverranno il presidente del Consorzio Cannonau, Mario Mereu, la presidente della Cantina Dorgali, Claudia Secci, il presidente AIS Sardegna, Antonio Furesi, il delegato provinciale AIS Nuoro, Francesco Deriu, in rappresentanza di Sardegna Ricerche Elena Lai (responsabile del progetto “Cannonau vino giovane”), il giornalista enogastronomico Giovanni Fancello, l’antropologa del cibo e giornalista enogastronomica Alessandra Guigoni. Modera l’incontro il sommelier AIS Roberto Dessanti (presidente regionale uscente).

L’evento troverà il clou in una degustazione guidata, in cui cinque diverse espressioni di Cannonau saranno accostate sapientemente ad altrettanti piatti in un suggestivo percorso enogastronomico. La serata si concluderà con il concerto di Gavino Murgia per un finale che unisce musica e cultura nell’ambito del rinomato festival Cala Gonone Jazz.

L’iniziativa è promossa dalla Cantina Sociale di Dorgali in collaborazione con il Consorzio di tutela del Cannonau di Sardegna DOC. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. È richiesta prenotazione entro il 23 luglio al numero 348/4928430.




“Primavera a Teatro”, la danza protagonista a Sassari dal 22 marzo: sabato in Sala Estemporada va in scena la Mandala Dance Company

La rassegna coreutica diretta da Livia Lepri prende il via nel weekend per inaugurare cinque serate con alcune tra le più rinomate compagnie nazionali

SASSARI. La danza moderna ritorna protagonista a Sassari con la quattordicesima edizione di “Primavera a Teatro”, la rassegna tersicorea diretta da Livia Lepri, un appuntamento fisso per gli appassionati del genere con l’avvento della bella stagione. Sono in calendario cinque serate all’insegna dei più recenti spettacoli delle compagnie nazionali. Si parte sabato 22 marzo con la Mandala Dance Company di Roma che, alle 20.30, nella Sala Estemporada di via Venezia, presenta lo spettacolo “Insieme”.

Concept, coreografia e regia sono di Paola Sorressa per una magistrale interpretazione dei danzatori Alessia Stocchi e Davide Galuppi. Le movenze descrivono come l’amore del corpo dell’uomo e della donna eludano ogni descrizione. Nell’idea dell’autrice, che fa suo un concetto di Walt Whitman tratto da “Canto il corpo elettrico”, è la fisicità stessa a eludere ogni descrizione: quella dell’uomo è perfetta come quella della donna. La produzione è nata per il progetto Closeup 2023 ed è stata rivisitata nel 2024 appositamente per la compagnia romana.

La rassegna prosegue in Sala Estemporada il 28 marzo accogliendo la compagnia campana Borderline Danza che alle 20.30 porta in scena “Collective Trip 7.0”. Il 12 aprile l’appuntamento è a Palazzo di Città, dove alle 20.30 Asmed Balletto di Sardegna propone “Oscure Luminescenze”.

Il 3 maggio a dare spettacolo sarà la casertana Arb Dance Company, che alle 20.30 in Sala Estemporada presenta al pubblico sassarese la visione di “Harmless”. La chiusura è in programma il 7 giugno a Palazzo di Città, sul cui palco alle 20.30, Fabula Saltica propone “Eco di silenzio” seguita da Ariella Vidach Aiep con “Blue”.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Danza Estemporada di Sassari con il patrocinio del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna, e dell’associazione culturale Arte Mide. Per info, abbonamenti e prevendita contattare 3337688638 o inviare un’email a [email protected].




Il Deffenu di Olbia protagonista dei Giochi matematici

Sei studenti il 18 maggio voleranno a Palermo per la Finale nazionale

OLBIA. L’Istituto Attilio Deffenu di Olbia nei giorni scorsi ha ospitato la Finale regionale dei Giochi Matematici del Mediterraneo in qualità di scuola polo per le categorie S4 (prima superiore), S5 (seconda superiore) ed S6 (terza superiore). A contendersi il podio, oltre alle squadre agguerrite del Deffenu, alla loro prima esperienza in questo tipo di competizione, ci sono state quelle dell’Istituto Francesco Ciusa di Nuoro, che invece vanta una tradizione decennale.

Il primo classificato per la categoria S4 classi prime superiori è Alessandro Fiore del Deffenu, seguito da Matteo Fiore, anche lui dell’istituto di Olbia, mentre terzo classificato è Francesco Cabiddu del Ciusa di Nuoro.

Il podio categoria S4 Prime superiori. In alto il podio della categoria S6 terze superiori

La categoria S5 delle classi seconde ha visto primeggiare Jacopo Caboni, seguito da Alexander Carzedda, entrambi del Deffenu; al terzo posto si è piazzato Salvatore Maccioni del Ciusa.

Nella categoria S6 legata alla terza superiore, a conquistare il primo posto è stato lo studente di origini cinesi Lei Changhao del Deffenu, secondo posto è andato a Pietro Bussu, sempre del Deffenu, e terzo a Sara Patteri del Ciusa.

Il progetto è stato portato avanti dalla referente d’istituto Sara Santandrea, docente di matematica, che ha consegnato le pergamene ai vincitori al fianco del dirigente Stefano Stacca.

Il Deffenu ha coinvolto circa seicento alunni delle tre classi di categoria per le prime qualificazioni che si sono svolte nel mese di ottobre. I migliori quindici per categoria hanno potuto partecipare alla finale d’istituto, la cui premiazione è avvenuta prima di Natale, e i primi cinque tra questi hanno poi partecipato alla finale regionale assieme agli studenti del Ciusa.

L’istituto di via Vicenza piazza quindi ben sei esponenti (2 per categoria) alle finali nazionali che si terranno a Palermo il 18 maggio prossimo. Sarà un confronto impegnativo con circa mille studenti provenienti da tutta Italia e si spera di ottenere un buon piazzamento.

I Giochi Matematici del Mediterraneo (GMM) si prefiggono di mettere a confronto fra loro allievi di diverse scuole che, gareggiando con lealtà nello spirito della sana competizione sportiva, sviluppano atteggiamenti positivi verso lo studio della matematica. Inoltre, i giochi offrono opportunità di partecipazione ed integrazione e di valorizzazione delle eccellenze.

Il podio della categoria S5 seconde superiori



In arrivo a Sassari il XIX Sardinia Film Festival: l’Animazione protagonista al Cityplex Moderno

Dal 6 al 9 novembre a Sassari quattro intense giornate di appuntamenti tra proiezioni di film europei, laboratori, incontri con gli autori e con le scuole

Parteciperanno tra gli ospiti Fry J. Apocaloso, Marco Manca, Michela Anedda, Erica Meloni, Monica e Valeria Tronci, Carolina Melis e Daniele Mulas di NAS

Sono coinvolti nel progetto i ragazzi del Convitto Nazionale Canopoleno

SASSARI. Quattro giorni di appuntamenti e di proiezioni di capolavori d’animazione sardi e internazionali, incontri con gli autori, laboratori di stop motion, collaborazioni con le scuole e tanto altro: dal 6 al 9 novembre al Cityplex Moderno di Sassari ritorna ilpremio cinematografico internazionale Sardinia Film Festival, forte di XIX edizioni, dal 2021 interamente dedicato al Cinema d’animazione.

La manifestazione è organizzata dal Cineclub Sassari con il patrocinio Regione Sardegna e del Comune di Sassari, il contributo dell’Assessorato regionale alla Cultura, e in collaborazione con il Convitto nazionale Canopoleno, il Citiplex Moderno, la Ficc, la Afic, la Fondazione Sardegna film Commission e la New Animation in Sardegna.

Il programma è stato presentato oggi in Aula Magna del Canopoleno alla presenza del sindaco Giuseppe Mascia, del rettore del Canopoleno, Stefano Manca, del presidente del Cineclub Sassari, Carlo Dessì e dell’artista della plastilina Monica Tronci.

Quest’anno saranno proposti cinque lungometraggi d’animazione europei, anticipati da incontri con autori isolani che porteranno all’attenzione del pubblico i loro corti d’animazione, illustrandone i segreti di progettazione e produzione. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, si consiglia la prenotazione.

Fondamentale importanza in quest’edizione l’ha avuta la collaborazione con le scuole, in primis con il Convitto Nazionale Canopoleno di Sassari, dove è stato realizzato un laboratorio di stop motion con le classi 3^A e 3^B, grazie alla disponibilità del rettore Stefano Manca. Ogni mattina al Cityplex si terranno appuntamenti dedicati rispettivamente alla primaria, alla secondaria di primo grad, e alla secondaria di secondo grado.

Il 6 novembre alle 9.30, l’artista, scrittrice e illustratrice Monica Tronci presenterà “La mia storia con la plastilina”, in cui illustrerà come realizza i suoi lavori d’animazione, mentre venerdì, Carolina Melis e Daniele Mulas di New Animation in Sardegna propongono “La nuova animazione in Sardegna, un incontro con il progetto NAS”, per raccontare lo stato dell’arte nella promozione e nella formazione delle professionalità di questo importante settore cinematografico.

Gli eventi serali prendono il via mercoledì alle 19 con gli autori Fry J. Apocaloso e Marco Manca, che presenteranno il videoclip “Presepio imminente: come realizzare un corto animato indipendente” e mostreranno, attraverso bozze e animatic come si arriva al risultato finale. Alle 19.30 sarà proiettato il lungometraggio italo-francese “Linda e il pollo”, regia di Chiara Malta e Sebastien Laudenbach, che offre uno sguardo sull’infanzia dal punto di vista curioso di un bambino. Il film è stato premiato al Torino Film Festival, ha ottenuto una candidatura agli European Film Awards, ha vinto un premio ai Cesar, ha ottenuto due candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards.

Giovedì 7 novembre alle 19 è in programma “Blu – la stop motion per la prima volta in Sardegna” in compagnia della regista Michela Anedda, che presenterà il cortometraggio e risponderà alle domande sull’affascinante processo creativo, che in questo caso trae ispirazione dalle tradizioni sarde. Alle 19.30 seguirà la proiezione del film candidato all’Oscar “Flow – un mondo da salvare” (Belgio-Lettonia-Francia), regia di Gints Zilbalodis, un’ode alla solidarietà e alla cooperazione attraverso la metafora di un gatto che deve provare a superare la paura dell’acqua.

Venerdì 8 novembre alle 19 la manifestazione ha inizio con Fry J. Apocaloso ed Erica Meloni che presentano in anteprima il corto “OJO: un omaggio animato ai giganti di Mont’e Prama per il 50° anniversario”, commissionato dalla Sardegna Film Commission e realizzato in collaborazione con il Nas. Alle 19.30 sarà il momento della proiezione de “Il mio amico robot”, un lavoro franco-spagnolo con la regia di Pablo Berger, anch’esso candidato all’Oscar, ambientato in una New York degli anni Ottanta dove un dog e un robot finiscono per trovare soluzioni alternative alla rispettiva solitudine.

Sabato alle 19 si va “A scuola di stop motion”, con la presentazione degli elaborati del laboratorio di stop motion, tenuto dalle docenti Monica e Valeria Tronci con la partecipazione degli alunni della 3^A e 3^ B della primaria del Convitto Nazionale Canopoleno. Lo stop-motion è una tecnica che utilizza la plastilina nella produzione di animazioni. Alle 19.30 sarà proiettato “Invelle” di Simone Massi, una produzione tutta italiana in cui tre bambini di diverse epoche del Novecento attraversano le guerre mondiali e gli anni di piombo. Simone Massi è un animatore, regista e illustratore, David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio e di quattro Nastri d’argento nel 2014, 2015 e nel 2023 per due cortometraggi differenti.

Tra le proiezioni del mattino per gli studenti ci sarà anche “Le avventure del piccolo Nicolas” (Francia), regia di Andine Fredon e Benjamin Massoubre.




Cagliari, domani l’arte del fumetto protagonista al Festival Premio Lussu

Mercoledì 11 ottobre una giornata dedicata a questa forma d’arte e di comunicazione di straordinaria espressività

Ottima partenza lunedì con la presenza di Simonetta Fiori, Bruno Voglino, Wilma Labate, Sonia Marzetti e Guido Conti

CAGLIARI. Mercoledì 11 ottobre il Festival Premio Emilio Lussu coinvolge il Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Dalle 9.30 alle 12 nella Sala Castello di viale Regina Margherita 42 si terrà una tavola rotonda dedicata a “La cultura del fumetto in Europa”, in collaborazione con il CIF e con la partecipazione delle scuole superiori. Interverranno Miguelanxo Prado, Marcello Quintanilha, Ángel De La Calle, Bepi Vigna, Mario Greco e Laura Scarpa. Gli esperti parleranno di come i comics si siano ritagliati uno spazio sempre rilevante nell’ambito della produzione culturale di massa. I fumetti si sono rivelati infatti come il mezzo espressivo che può interagire meglio con gli altri media e anche quello più idoneo a rappresentare la complessità contemporanea.

Nel pomeriggio a partire dalle 17 sarà presentata la graphic novel “Nausicaa. L’altra Odissea” di Bepi Vigna e Andrea Serio (Kleiner Flug, 2022). Vigna, scrittore, regista, sceneggiatore e autore di fumetti, dialogherà con Laura Scarpa. Si prosegue con la graphic novel “Ascolta bellissima Márcia” (Coconino Press, 2022) di Marcello Quintanilha, illustratore brasiliano vincitore del Festival di Angoulême 2022, il più prestigioso premio del fumetto mondiale. A coordinare l’incontro sarà il critico del fumetto Mario Greco.

Si proseguirà con la presentazione delle graphic novel “Il triskel rubato” di Miguelanxo Prado (Goen, 2021), che dialogherà con Bepi Vigna. Infine “Sinfonia. Violante e Laurentina” (Mondadori, 2022) di Bianca Pitzorno e Laura Scarpa. L’illustratrice Laura Scarpa ne parlerà compagnia di Stefania Costa.

Fiori, Frailis, Ortu

Intanto la giornata d’apertura del festival (lunedì 9 ottobre) ha permesso di fare incontri di altissimo spessore. Nella commemorazione del centenario dalla nascita del grande giornalista sardo Peppino Fiori, la figlia Simonetta ha ricordato il forte legame del padre con l’isola, mai esibito in maniera retorica, poi la grande affinità che percepiva con il temperamento di Lussu, di cui apprezzava soprattutto l’ardimento nello sfidare l’autorità politica. E quindi la straordinaria amicizia con Manlio Brigaglia, ma anche l’umiltà e la meticolosità nella ricerca delle fonti. «Ha fatto parte di una generazione che ha rifondato il giornalismo democratico, la sua preoccupazione era quella di essere capito dall’ultimo della fila», ha affermato Simonetta, che è giornalista di Repubblica, al fianco di Andrea Frailis e Gian Giacomo Ortu. Nel presentare la riedizione de “Il cavaliere dei Rossomori” (Laterza 2023), la giornalista di Repubblica ha affermato che una riflessione su Lussu oggi sia importante, perché si ricorda un grande personaggio, un grande protagonista dell’antifascismo in un momento in cui l’antifascismo è stato rimosso dal dibattito pubblico.

La serata è proseguita con Bruno Voglino, 91 anni di energia e voglia di raccontare le mille esperienze della sua lunga carriera. È stato autore di un’infinità di spettacoli televisivi e radiofonici di successo come Mi manda Raitre e Non stop, responsabile della programmazione di Radiodue, vicedirettore di Radio Rai e scopritore di talenti. Nel presentare il suo libro “Paura non abbiamo: Donne e televisione in Italia” (Castelvecchi, 2019), introdotto da Sonia Marzetti, Voglino ha dichiarato: «Le donne hanno fatto dei passi giganteschi però il cammino è lungo e non finisce mai. Quando si è conquistata una certa quota di diritto non si deve combattere solo per difendere quella quota, ma per alzarla. È una battaglia continua».

Al suo fianco la regista romana Wilma Labate ha voluto sfatare il mito secondo il quale le donne nel cinema siano moltissime. «Non è affatto vero – ha detto – ci sono ancora molti pregiudizi di genere che non permettono alle donne di stare al passo con gli uomini».

Con la presentazione dell’ultimo libro della serata, “La siccità”, lo scrittore Guido Conti, dialogando con Elisabetta Randaccio ha toccato alcuni temi di forte attualità, dal rapporto con la natura al rapporto tra gli animalisti e i contadini che vogliono lavorare la terra e difendere il proprio lavoro per non far saltare le loro aziende. In un racconto molto lirico oltre che realistico, e con un registro linguistico asciutto, si è arrivati a indagare il tema della restanza, cioè quello dei giovani che tornano alla terra ricostituendo le aziende dei nonni.

Il Festival Premio Emilio Lussu è organizzato dall’associazione Culturale l’Alambicco in sinergia con l’associazione La Macchina Cinema, con il sostegno della Regione Sardegna, dei comuni di Cagliari e di Armungia, con il patrocinio del Senato della Repubblica e il conferimento della Medaglia della presidenza della Camera dei Deputati, con il parternariato di università straniere, enti, centri studi per le letterature, realtà associative. Tutto il programma è scaricabile dal sito del Festival sul link https://festivalpremioemiliolussu.org/. Per info contattare +39 3280951378.

Labate, Voglino, Marzetti



Nobu Matsuhisa protagonista all’Hotel Cala di Volpe

Un workshop esclusivo sulla cucina giapponese in “Stile Nobu” e sulle sue influenze internazionali

Il grande chef giapponese ha svelato i segreti del suo “Black Cod”

Nel cuore della Costa Smeralda, tra scenari mozzafiato e acque color smeraldo, l’iconico Hotel Cala di Volpe ha accolto ancora una volta lo chef Nobuyuki “Nobu” Matsuhisa, uno degli chef più influenti al mondo, per proporre esperienze culinarie uniche. Concepito per essere una destinazione nella destinazione, l’Hotel Cala di Volpe ancora una volta fa da scenario ad eventi eccezionali e regala esperienze mozzafiato.

Nobu Matuhisa domenica 18 giugno è stato protagonista assoluto di un workshop esclusivo sulle influenze internazionali dello stile di cucina ‘Nobu’, che tanto successo ha riscosso nel tempo e in tutto il mondo. Un parterre composto da giornalisti locali e nazionali ha ascoltato i segreti della cucina di Matsuhisa Nobu e appreso qualche piccolo segreto su uno dei suoi piatti più celebri, il Black Cod:
“Credo che uno dei punti di forza del sushi sia il fatto che abbia poche calorie – ha spiegato lo chef – quindi è un piatto molto sano. Un’altra virtù del sushi è la sua semplicità. Al riguardo, devo dire che preferisco cibi semplici, non amo particolarmente le ricette che prevedono 10 o 15 ingredienti: non è il mio stile. Per esempio, il Black Cod, che è uno dei miei piatti più celebri, è una ricetta semplice e credo che questo sia uno dei motivi per cui è tanto rinomata. Un altro motivo della notorietà di questo piatto – ha aggiunto Matsuhisa sorridendo – è che Robert De Niro lo assaggiò, tanti anni fa, e se ne innamorò. Quando gli chiedevano quale fosse il suo cibo preferito, lui rispondeva sempre: “Il Black Cod di Nobu”. Anche grazie a lui quel piatto è diventato famoso!”.
Tutto cominciò nel 1994 quando il primo Nobu venne inaugurato a Tribeca, New York, e questo pesce glassato al miso divenne subito il piatto più ordinato, un vero signature-dish che si prestò a caratterizzare tutte le future aperture di quella che è oramai una catena di ristoranti di lusso presente in tutto il mondo.
Matuhisa Nobu è l’uomo che, insieme ad altri soci, fra cui l’attore premio Oscar Robert De Niro, ha creato un nuovo concept di ristorazione e letteralmente inventato uno stile giapponese moderno di cucina. La sua è infatti una formazione classica da sushi man, maturata a Tokyo, ma profondamente influenzata dalle esperienze in Perù e Argentina, con cui ha segnato una nuova tendenza nella cucina giapponese. Fra i piatti-icona, oltre a Black Cod Miso, servito in tutti i ristoranti dall’estremo Oriente all’Europa, inclusa Milano, anche il Yellowtail Sashimi con Jalapeño (tonno pinna gialla con peperoncini piccanti, il Tiradito Nobu Style (un sashimi peruviano), il Lobster with Wasabi Pepper Sauce (aragosta con wasabi piccante).
La presenza di Nobu Matsuhisa all’Hotel Cala di Volpe ha rappresentato l’occasione esclusiva per celebrare un forte legame tra icone leggendarie che condividono valori simili e s’impegnano costantemente per garantire le migliori esperienze di lusso. La partnership tra Matsuhisa e l’Hotel Cala di Volpe è iniziata nel 2018 con un progetto pop-up, poi consolidata nel 2019 con l’apertura del Ristorante serale Matsuhisa at Cala di Volpe, situato in un’area dell’hotel con vista mozzafiato sulla baia, uno dei panorami più famosi del Mediterraneo.
Matsuhisa Nobu ha dichiarato: “Il Cala di Volpe è un luogo straordinario che mi consente di lavorare al meglio. Panorama fantastico, gente straordinaria, ottimi ingredienti locali: non si può chiedere di meglio”. La collaborazione tra Matsuhisa e il Cala di Volpe sarà completata con una nuova offerta culinaria per pranzo grazie alla riapertura del beach club sulla spiaggia dell’hotel icona della Costa Smeralda. “Il menù del beach club – spiega – sarà un po’ diverso da quello del ristorante serale Matsuhisa perché sarà caratterizzato da un’atmosfera più casual, disimpegnata. Proporremo finger food, pranzi leggeri e deliziosi aperitivi mantenendo la stessa qualità del ristorante in hotel”.

ESPERIENZE CULINARIE ECCEZIONALI
Nato in Giappone, Nobu Matsuhisa ha avuto modo di viaggiare molto durante la sua carriera, dal Perù all’Argentina e fino all’Alaska, per poi trasferirsi a Los Angeles. Nel corso della sua esperienza professionale, ha sviluppato il suo iconico stile di cucina ‘Nobu Style’, e ha introdotto un nuovo concetto nella cucina giapponese, includendo elementi internazionali. Nell’arco degli anni ha costruito un impero nel settore gastronomico, ma la radice della sua cucina si è sviluppata padroneggiando l’arte del sushi.
“Ho iniziato da giovane – racconta – avevo 18 anni quando ho iniziato a cucinare il sushi tradizionale in Giappone. Poi sono andato via dal mio Paese e da quel momento in poi sono stato in diverse Nazioni. Ho potuto conoscere approfonditamente le tradizioni culinarie di tanti posti. Ho pensato di creare delle commistioni mettendo al centro delle ricette il sushi giapponese e combinandolo quindi con ingredienti provenienti da altre parti del mondo. Questo è lo stile Nobu che ho creato negli anni: cerco di abbattere i muri che separano le varie cucine tradizionali per proporre uno stile internazionale. Però la creatività non basta, è necessario lavorare continuamente sulla qualità e cercare ogni giorno di migliorarsi. Per i miei ristoranti cerco di raggiungere e poi mantenere un livello standard più alto possibile, per questo motivo passo 10 mesi l’anno a insegnare la preparazione dei miei piatti ai team dei ristoranti Nobu sparsi in giro per il mondo. Io insegno personalmente i menù e questo mi consente di avere dei team molto preparati in cucina: questa peraltro è la chiave per avere successo nella ristorazione”.




Enzo Favata in Vietnam, protagonista diuna serata dedicata alla musica italiana

Appuntamento sabato 11 e domenica 12 febbraio all’Opera House di Hanoi

per un concerto straordinario promosso dall’ambasciata italiana in occasione

dei cinquant’anni delle relazioni diplomatiche fra i due paesi. In programma

anche un omaggio a Ennio Morricone curato dall’artista sardo e l’esecuzione di un suo brano

8 febbraio 2023

Il musicista e compositore sardo Enzo Favata ritorna in Vietnam, quattro anni dopo una tournée di grande successo che lo vide protagonista nel paese asiatico. L’occasione speciale è data dal concerto straordinario promosso dall’ambasciata italiana ad Hanoi per i cinquant’anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Vietnam. L’appuntamento è per sabato 11 e domenica 12 febbraio all’Opera House di Hanoi con il Concerto di San Valentino “Dall’Italia con amore”, organizzato dall’Orchestra Filarmonica di Saigon, l’Opera e il Balletto Nazionale del Vietnam e il Teatro dell’Opera di Hanoi. In programma un mix di musica lirica e jazz (compreso un brano dello stesso Favata), con un omaggio al grande compositore Ennio Morricone curato dall’artista sardo insieme al vibrafonista Pasquale Mirra.

“La scena musicale del paese indocinese è di altissima qualità e l’Orchestra Filarmonica di Saigon rappresenta una delle realtà più importanti asiatiche” spiega Favata. Insieme ai due musicisti italiani e all’orchestra, guidata dal maestro Nguyen Bao Ahn, ci saranno anche straordinaria violinista Trinh Minh Yen, il gruppo del sassofonista vietnamita e Bao Long ed altri cantanti e musicisti internazionali e vietnamiti.

La serata inaugurale vedrà la presenza al concerto di Maria Tripodi, Sottosegretaria di Stato agli Affari Esteri, che sarà in visita in Vietnam per promuovere la candidatura di Roma ad ospitare Expo 2030.




Mirtò protagonista del Rally Costa Smeralda Storico – Venerdì 8 aprile a San Pantaleo dalle 17 presentazione dell’iniziativa di valorizzazione dei borghi sardi

 L’appuntamento all’interno del grande evento motoristico

                  con l’abbinamento di artisti alle auto vintage 

      in collaborazione con l’Aci di Sassari, Martini, Pirelli e Sparco 

           Il Festival internazionale del mirto prosegue nel suo percorso

                        di valorizzazione delle eccellenze della Sardegna

 accanto ai grandi marchi che hanno fatto la storia del Rally nell’Isola

Mirtò, il Festival internazionale del mirto, prosegue nel suo percorso al fianco dei grandi eventi. Seguendo il corso di una storia fatta di successi, quest’anno si rinnova la partnership con la quinta edizione del Rally internazionale storico Costa Smeralda, che si svolgerà a Porto Cervo l’8 e il 9 aprile prossimi.

Proprio venerdì 8 aprile Mirtò presenterà a San Pantaleo, dalle 17 in poi, nello scenario suggestivo e sempre affascinante del borgo del Comune di Olbia, il nuovo progetto “I borghi delle bacche di mirto”, che vedrà coinvolti alcuni dei più importanti borghi del nord Sardegna: a partire proprio da San Pantaleo, includendo anche La Maddalena, Castelsardo e Nuchis, la frazione di Tempio Pausania. Il programma dell’evento si baserà sull’abbinamento tra i talentuosi rappresentanti di diverse forme di arte – dalla pittura alla scultura e tessitura – con la direzione artistica di Luisa Cardinale e le auto storiche della Lancia Martini che hanno partecipato alle edizioni del rally. Venti auto “vintage” provenienti dalle collezioni private di appassionati provenienti da tutta Italia.

LA MISSIONE DI MIRTO’. Mirtò in questi anni ha investito impegno e risorse per far crescere il marchio del Rally Costa Smeralda, che grazie al lavoro del presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani e quello dell’Aci Sassari, Giulio Pes di San Vittorio, con il supporto della Regione Sardegna, è tornato ad essere un evento di grande spessore, insieme con il ritorno in grande stile di un brand che ne ha fatto la storia, come quello di Lancia Martini.

“Sin dalla nascita del Festival internazionale del mirto, la nostra scelta è stata quella di creare un marchio di forte impatto comunicativo che rappresentasse l’evento ma racchiudesse anche la Sardegna con tutto il suo fascino e ne raccontasse l’enogastronomia, la cultura, il folklore e la sua storia antica, con tutta la sua valenza nella promozione turistica” spiegano dallo staff di Mirtò. “Abbiamo scelto un percorso di promozione che abbinasse il marchio di Mirtò ai grandi eventi sportivi, con una maggiore attenzione a quelli motoristici: dal Mondiale rally a quello di triathlon fino al Gran Premio di Formula 1 di Monza”, sottolineano gli organizzatori del Festival internazionale del mirto.

I GRANDI MARCHI. Mirtò ha quindi sempre creduto nel valore che i grandi marchi possono avere per la promozione del territorio. Il Rally storico Costa Smeralda, con le partnership insieme a Martini, Pirelli e Sparco, solo per indicare i più rilevanti, ne è la dimostrazione. Una formula vincente che ha fatto scuola e che negli anni ha saputo valorizzare tutto il territorio, abbinando l’immagine della Sardegna alle sue eccellenze nell’enogastronomia, l’archeologia, l’artigianato artistico di qualità.

Un nuovo impegno di Mirtò, da sempre partner dei grandi eventi motoristici dell’isola, che proseguirà poi anche sulla strada intrapresa la scorsa estate con la campagna di sensibilizzazione contro la piaga degli incendi boschivi in Sardegna. Proprio Mirtò, infatti, ha intenzione di portare alcuni tra i più importanti musicisti della scena sarda nelle scuole per combattere la guerra contro i piromani


L’ARTE AL RALLY STORICO COSTA SMERALDA

Il prossimo 8 aprile, nella splendida cornice di San Pantaleo, dalle 17 alle 21 i protagonisti, insieme alle splendide auto storiche del Rally Costa Smeralda, saranno gli artisti, con le loro opere.

Ana Maria Serna, Valeria Masala, Mercede Enne, Michele Greco, Irene Piccinnu, Giuliano Lissia, Gaspare Da Brescia, Francesca e Marisa Sanna, Vanceslao Mascia, Massimiliano D’Orsi. Presente anche SARTAPP con alcuni tappeti artigianali sardi che danno valore al Museo di Samugheo.

ANA MARIA SERNA

E’ un’artista: pittrice, scultrice e poetessa. 

Ama la natura ed è una convinta ambientalista ed ecologista.

In continua evoluzione e rinnovamento, ama sperimentare nuove tecniche e materiali.

Le sue opere sono incentrate su temi sociali come la violenza, il femminicidio e la rivendicazione dei diritti delle donne nel mondo.

Con la sua arte omaggia la donna, la sua femminilità, sensualità e dolcezza.

VALERIA MASALA

Nule, piccolo paese famoso per i suoi manufatti tessili: è qui che vive e lavora.  Inizia un po’ per caso, frequenta un corso di tessitura nel 2015 e viene subito rapita dal fascino della gestualità, dalla lavorazione e dalla preparazione del telaio. Continua da autodidatta e inizia a crescere in lei l’esigenza di voler mettere in evidenza aspetti “nascosti” e valorizzare simbolismi dati per scontati. Immergersi in questo mondo la stimola a voler “trasformare” quest’arte tradizionale in modo che fosse possibile tramandarla o comunque portarla avanti in modi alternativi. Motivo per cui ha sentito la necessità di voler intraprendere questa strada. Far conoscere un’arte così antica in modo totalmente innovativo è diventata una vera e propria sfida. 

Realizza complementi d’arredo e accessori. I pannelli decorativi sono ciò che principalmente rispecchia il suo progetto. La valorizzazione dei dettagli tipici in connubio con altri tessuti dà vita a pezzi unici, facili da contestualizzare proprio per le infinite combinazioni.

MERCEDES ENNE

Mercedes Enne, il volto e le mani che danno vita alle ceramiche Mema Ceramicart. Con le sue creazioni vuole condividere una sensazione di serenità e stupore, quelle che hanno profonde radici nella sua terra d’origine, la Sardegna, ricca di paesaggi incontaminati e di atmosfere che ti accolgono, cullandoti con profumi e sensazioni sospese nel tempo. La rigogliosa vegetazione dell’interno e le acque turchesi e cristalline della costa sono fonte di ispirazione per la sua produzione attuale: forma, colore e disegno si incontrano per trasmettere la sua personale visione della natura che la circonda. 

Realizza le sue ceramiche modellandole interamente a mano. Le decorazioni e tutti i disegni sono realizzati a mano libera per lo più con la tecnica “sgraffito”.

MICHELE GRECO

Michele Greco nasce nel 1966 a Crotone, culla della Magna Grecia. Comincia a dipingere in giovane età seguendo un percorso artistico attraverso il quale riesce a esprimere la sua costante energia, disegnando e dipingendo tutto ciò che lo interessa nei vari stili artistici, dominati dai colori accesi e brillanti delle sue opere che esprimono uno stato d’animo in continua ricerca.

​Sin dall’inizio le sue opere si rivelano assolutamente interessanti: originalità nelle forme e nei colori riportati sulla tela in modo istintivo e personale, attraverso una continua ricerca delle condizioni artistiche, estetiche e sociali dei luoghi e delle genti del Mediterraneo.

​A vent’anni, terminati gli studi, si trasferisce a Roma, nell’atelier dell’artista Gaspare da Brescia, per dedicarsi interamente all’arte.

​Nel 1994 da Roma si trasferisce a Parigi, dove allestisce uno studio al 41 di Quai de la Gare. Nella capitale francese, dopo lunghe e preziose riflessioni, Greco coglie senso e sistematicità del suo lavoro ed ha nuove idee su come costruire l’immagine, cominciando così a sperimentare diverse tecniche pittoriche. Tra tutte predilige delicate stesure materiche che applicherà sistematicamente nelle sue opere e attraverso le quali darà corpo alla sua immaginazione.

​Da Parigi a Zurigo, Milano, Francoforte, Colonia, fino ad arrivare a San Pantaleo in Sardegna, dove Greco vive e lavora per gran parte dell’anno.

​È qui che la sua vita artistica e la sua produzione si fanno più fitte e intense, grazie alle nuove energie e ai nuovi stimoli che egli riesce ad attingere dalla terra sarda. Da questo piccolo lembo di mondo l’artista fa il suo profondo tuffo nel cosmo e partorisce un intenso lavoro frutto della totale dedizione all’arte.

IRENE PICCINNU

Poliedrica artista originaria di Olbia, Irene Piccinnu si diploma presso l’Istituto d’Arte di Sassari, nel Laboratorio di tessitura e stampa. Dopo varie esperienze artistiche ritorna alla sua antica passione per il tessuto. Sperimenta diverse tecniche, ma sceglie di riprendere quella più antica della xilografia. E’ un ritorno al passato, alla pura manualità: intaglia così il legno ed altri materiali e si diverte con sgorbie e colori. 

Utilizza i decori rielaborati della tessitura e dello scialle sardo: stampa sui tessuti e realizza mantelle, stole, calze e altro. Crea così una linea di accessori moderna, in contraddizione con la tecnica usata ma saldamente ancorata alla sua terra. Incontra così il mondo della moda. Contemporaneamente utilizza i tessuti come quadri, dando forma alla propria fantasia, dipingendo donne e colori appartenenti al proprio vissuto artistico, attraverso kimono e abiti: essi diventano così opere d’arte non più su pareti ma su corpi di donne in movimento.

GIULIANO LISSIA

Il suo percorso artistico inizia a Barcellona nel 2016, città in cui ha vissuto per due anni. La prima passione fu il riciclo casalingo, dal posacenere all’installazione fine a sè stessa. Tornato in Sardegna, un’amica gli “accese” la luce con l’acquisto di una lampada fatta con materiali di recupero. Il giorno dopo averla vista iniziò a realizzarle senza mai smettere, fino ad oggi.

Percorso molto intenso ed emozionante, che con la sua evoluzione lo ha portato a sperimentare tanto e a capire sempre di più il suo significato e valore.
Oggi questa passione è diventata ” lavoro”.

GASPARE DA BRESCIA

Nato in Calabria, a Crotone, nel gennaio del 1955. Assai presto si manifesta in lui la   chiara vocazione per le arti plastiche. Precedentemente abbandona la scuola per seguire come autodidatta il proprio istinto creativo. Giovanissimo segue il padre in Germania, dove lavora come operaio in una fabbrica metalmeccanica. Una prima incursione nel mondo dell’arte a Parigi determina in lui la volontà di riprendere gli studi. 

Si diploma al Liceo Artistico di Catanzaro; compie studi accademici a Torino, Milano, Roma e si stabilisce per un anno a Venezia. Tornato a Roma vi risiede per molti anni. Lavora come tecnico e scenografo a Cinecittà e successivamente per il Vaticano, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Dopo alcuni viaggi in Terra Santa inizia un percorso di ricerca spirituale e artistica nell’arte sacra che trova espressione scultorea nel suo studio romano di Piazza del Gesù. Nel Duemila si stabilisce in Sardegna, a San Pantaleo.

FRANCESCA E MARISA SANNA

Francesca Sanna si forma come ceramista presso l’Istituto Statale “Filippo Figari di Sassari” sotto le cure artistiche di A. Lucidori. Nel 1990 intraprende la strada della musica, studiando al Conservatorio Luigi Canepa di Sassari. Questi due mondi artistici, così affini tra loro, la portano a girare Il mondo. L’ausilio della musica diviene importante nella sua visione della vita, globale e anticonformista e l’aiuterà a rivalutare il legame così viscerale con le proprie radici culturali e la sua terra. 

Nei suoi viaggi sperimenta varie tecniche come designer della moda, realizzando abiti, avvalendosi di tessuti importanti e riscoprendo l’arte del ricamo (punto pittura), includendo accessori da lei creati.

La sua voglia di innovazione lo porta a proseguire gli studi conseguendo la maturità come designer d’arredamento. La sua creatività così versatile nasce quindi da una sinergia profonda con la propria terra e la sua fantasia produce opere ricche di sfumature e colori.
Da circa un anno collabora con sua sorella Marisa nel progetto chiamato “Just Sardegna” e insieme realizzano sculture ispirate all’arte sarda (maschere) in chiave moderna.

Il suo percorso artistico nasce da una grande sensibilità musicale che la porterà ad esprimerla nell’arte visiva tramite delle realizzazioni di quadri con sfondi che richiamano l’arte moderna delle avanguardie storiche e la Pop Art. Affonderà soprattutto la sua interpretazione nelle radici della terra, avvalorandone la visione innovativa con installazioni di maschere sarde nei suoi quadri.

VANCESLAO MASCIA

Inizia a dare i primi colpi di scalpello già da bambino con lo zio Nuccio Bua, scultore e filosofo. Dopo la morte prematura dello zio si trasferisce a Milano dove incontra casualmente il maestro Amaldo Pomodoro; diviene suo allievo e acquisisce la tecnica della fusione dei metalli. Affascinato dalla materia cerca di sentire l’energia che gli appartiene e liberare l’anima che è in essa. Venceslao delle sue opere dice: “l’arte è un sorriso e un dono di Dio”. L’artista la fa crescere e la educa e si pone la domanda “se l’anima si possa creare attraverso una macchina o se l’anima si possa creare anche in laboratorio”. 

Le sue opere sono pietra viva, in esse vivono la prorompente energia della materia ma anche le arcaiche forze che hanno mosso l’umiltà millenaria. Si comunica con il linguaggio polisemico della materia e con il conflitto tra sacralità e dissacrazione. In corpi volutamente sbozzati con i segni dei ferri dell’artista, scomposti e in parte svuotati, si impone la domanda circa la natura umana “chi siamo”.

MASSIMILIANO D’ORSI

Nato a Genova nel 1967. Risiede e lavora a Palau.

Si diploma al Liceo Scientifico di Sassari, iscritto al secondo anno nella scuola di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari.

Nel 2000 ha scoperto la sua passione: è stato l’anno in cui ha iniziato la sua carriera da maestro di arte della ceramica. Da allora non ha mai avuto ripensamenti.
Dal 2009 apprende le tecniche della ceramica, in particolare quelle giapponesi. Nuraku nasce dall’unione dell’etimologia nuragica “NUR” con la parola “RAKU” che nella lingua sarda significa nuraghe.
Terra, fuoco aria e acqua, elementi che trovano nel Raku la massima espressione.
Nato in Giappone nel 1500, collegato alla “cerimonia del the”, subisce evoluzioni nel corso dei secoli.
Il suo fascino consiste nel vedere l’oggetto “vivo” che estratto incandescente dal forno ad una temperatura di 980 gradi, subisce la sua trasformazione.
Nuraku è la fucina delle idee, il luogo in cui le opere prendono vita, un laboratorio artigianale di ceramiche.




Alghero torna protagonista mondiale del grande tennis weelchair e riporta nella Riviera del Corallo la Coppa del Mondo a squadre. 

La stagione dei grandi eventi sportivi resta di altissimo livello, la Coppa del Mondo del grande tennis sarà ancora legata al nome di Alghero che si conferma sede principale tra le scelte del ITF (International Tennis Federation ) superando la concorrenza di candidature più blasonate quali quelle degli Usa, Giappone, Canada, Turchia. Saranno circa 220 gli atleti provenienti ogni parte del mondo  ( 16 nazioni categoria maschile, 12 nazioni categoria Women, 8 nazioni categoria Quad, 6 nazioni categoria Junior ) che si contenderanno il titolo nel periodo del 27 settembre al 3 ottobre negli impianti sportivi del Tennis Club Alghero e del Club Baia di Conte. Lo spettacolo del grande tennis in carrozzina torna ad Alghero grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale e della Regione Sardegna che hanno sostenuto la candidatura avanzata dalla ASDC Sardinia Open guidata da Alberto Corradi e dal suo staff, decisi a riportare in Sardegna la grande manifestazione. La Coppa del Mondo porterà ad Alghero circa 400/500 persone in rappresentanza di 40 nazioni ( giocatori, tecnici, familiari ed accompagnatori) con un indotto in termini di immagine e prestigio per l’intera Sardegna. “Un evento mondiale ancora una volta unico – sottolinea il sindaco Mario Conoci – ed è motivo di orgoglio riportare ancora in città la manifestazione, non senza difficoltà, vista la concorrenza degli altri Paesi. Il periodo è quello di fine settembre, dei festeggiamenti in onore di Sant Miquel. Ci stiamo preparando, con l’auspico che le restrizioni ci possano concedere un allentamento e consentirci di riprendere la programmazione che ci vede protagonisti e allestire un programma importante sul quale abbiamo già un altro straordinario evento in calendario quale l’Adifolk, la rassegna mondiale del folklore catalano”. Al via quindi la macchina organizzativa, per l’evento che dal 1992  ha toccato 16 nazioni diverse e che fa parte del circuito internazionale patrocinato dalla “ITF International Federation” che organizza i tornei più importanti al mondo, dalla Coppa Davis a Wimbledon.    
Nella foto che si allega: l’incontro di ieri tra il Sindaco Mario Conoci e Alberto Corradi, presidente di Sardina Open. All’incontro ha presenziato il consigliere comunale Giuseppe Musu, presidente della Commissione Sport. 




ALGHERO , CITTA’ PIONIERISTICA DEL GAME TOURISM, PROTAGONISTA DEL PROGRAMMA RAI “SI VIAGGIARE

La rivoluzione della promozione turistica e della valorizzazione del  patrimonio vede la città di Alghero protagonista nel Mediterraneo. Con Med Gaims, progetto di cooperazione euromediterranea che utilizza il game design per immaginare nuovi modi di visitare e conoscere i luoghi di maggior interesse storico-archeologico, culturale e artistico, Alghero diventa portavoce del tricolore  utilizzando un mood tecnologico davvero speciale: vivere la città nel gioco per fruire in anteprima di un turismo esperienziale.  Alghero, la “città italiana del gioco” è stata raccontata nel programma “Si Viaggiare” sul canale 2 della Rai, rubrica  di Silvia Vaccarezza  a cura di Giovanni Alibrandi. Il giornalista Massimiliano Clarizio racconta come la città di Alghero si proietta nel futuro esperienziale, presentando il viaggio del cuore attraverso il “videogioco del cuore”. Si chiama Game Tourism, il nuovo modo di viaggiare giocando.  Giocatori da ogni parte del mondo si recano nei luoghi in cui sono stati ambientati i loro game preferiti: è l’epoca di un turismo video ludico che ci offre la possibilità di fare esperienza virtuale di un luogo che vorremmo visitare nella realtà.  Nel programma “Si Viaggiare” lo spiega proprio così Fabio Viola, game designer che collabora con la Fondazione Alghero per Med  Gaims: “Negli anni scorsi spesso si viaggiava dopo aver letto un libro ambientato in un luogo, oggi le nuove generazioni viaggiano e creano immaginari anche attraverso i videogiochi. Posizionare la città non solo come meta attrattiva per la sua cultura e il suo turismo o il suo mare, ma anche perché  diventa una città che gioca, una città in cui tutti , attraverso il gioco e il coinvolgimento, entrano in contatto con i cittadini, mentre i turisti entrano in contatto con le bellezze della città ”  Il comune di Alghero, con questo progetto pionieristico in Europa, diventa un laboratorio di innovazione urbana  grazie al progetto Med Gaims, finanziato dall’Unione Europea, con 2milioni e 100mila euro del Programma Eni Cbc Med,  coinvolgendo Libano, Giordania, Spagna e Italia. Alghero è l’unica città italiana coinvolta. Partner associato della Fondazione Alghero è Promo P.A. Fondazione. Lo scopo del progetto è dunque far interagire il passato e il futuro attraverso la realtà aumentata e il videomapping, ma anche attraverso i giochi fisici della tradizione sarda e algherese, riproposti sottoforma di itinerario ludico-culturale. I giochi che i partecipanti a Med Gaims hanno realizzato, diventeranno parte strutturata dell’arredo urbano, con l’obiettivo di migliorarne l’attrattività, l’accessibilità, e la fruizione stessa. Focus del programma le bellezze di Alghero, le sue mura storiche e il suo patrimonio archeologico -naturalistico, che diventano sponsor ufficiali di un’ Italia da esplorare, da conoscere e da amare. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del progetto http://www.enicbcmed.eu/projects/med-gaims .