Punta Giglio, sopralluogo del Sindaco Mario Conoci e dell’Assessore Emiliano Piras. “Finalmente più fruibilità, rispetto dell’ambiente, delle regole e dei diritti dei cittadini”.

Alghero, 26 giugno 2021 Sopralluogo a Punta Giglio del Sindaco Mario Conoci con l’assessore Emiliano Piras per verificare l’avanzamento dei lavori, che avvengono sotto lo strettissimo controllo di tutte le autorità che ne hanno competenza. “Un luogo a cui noi algheresi teniamo tantissimo. Quattordici autorizzazioni, controlli serrati sul rispetto delle norme, rispetto dell’ambiente, valorizzazione della storia del territorio, massima fruibilità e libertà di accesso, assistenza e sevizi ai visitatori: tutto ciò renderà Punta Giglio ancora più libera” afferma Mario Conoci. “Finalmente si dà la possibilità davvero a tutti di fruire in maniera sostenibile di un’area di grande pregio della nostra città, che potrà essere considerata come esempio virtuoso dell’offerta ambientale e turistica del territorio”, aggiunge l’Assessore Emiliano Piras.




Ersu Sassari punta al plastic free in mensa
Borracce pluriuso per studenti e studentesse per dire addio a bottiglie e bicchieri di plastica

Sassari, 19 Maggio 2021

Ersu Sassari punta al #plasticfree.
Nuovo capitolo di una vasta azione voluta fortemente dalla governance dell’ente, mirata alla salvaguardia dell’ambiente e nell’ottica di riduzione del consumo di plastica, in attuazione dei CAM (Criteri ambientali minimi) previsti per il settore della ristorazione collettiva: è cominciata questa mattina la distribuzione agli studenti e alle studentesse che usufruiscono dei servizi di ristorazione della mensa universitaria in via dei mille a Sassari, di una pratica borraccia pluriuso in alluminio color silver, brandizzata con il logo dell’Ersu, che sarà strettamente personale e unico sistema per utilizzare gli erogatori di acqua disponibili nella sala mensa.
Addio quindi a brocche di vetro sui tavoli (già peraltro eliminate con la pandemia perché possibile veicolo di contagio del virus Sars-Cov2), ma soprattutto addio a bicchieri e bottigliette di plastica, fino ad oggi distribuiti per il pasto.
Una azione che affianca il progetto di rinnovo del parco macchine erogatrici di acqua potabile microfiltrata in sala refezione: sono state acquistati distributori di ultima generazione, touch screen. che erogano acqua a temperatura ambiente, raffrescata e frizzante.
Una piccola grande rivoluzione che riguarda anche gli uffici tecnico-amministrativi dell’ente: ciascun dipendente riceverà la borraccia firmata “Ersu Sassari” e potrà così usufruire degli erogatori di acqua già installati anche presso gli uffici.

Le borracce verranno consegnate a studenti e studentesse a partire da quest’oggi (massimo una a persona) presso l’ufficio cassa, al momento dell’accesso in mensa per la consumazione del pasto, sia per il pranzo che per la cena (tranne il mercoledì ed il sabato).

“Contiamo di ridurre sensibilmente la produzione del rifiuto di plastica – sottolinea con soddisfazione il Direttore Generale Antonello Arghittu, che prosegue: “in un anno non Covid eroghiamo circa duecento mila pasti (l’ultimo anno pre covid sono stati duecentodiecimila). Grazie all’introduzione delle borracce eliminiamo circa 200.000 bicchieri in plastica, contribuiamo quindi a limitare l’emissione di CO2 derivato dal loro trasporto e oltre alle dodicimila bottigliette d’acqua tolte dalla distribuzione mensilmente in mensa”.

“Si tratta di un bel traguardo raggiunto grazie al lodevole lavoro di tutto il personale, guidato dal Direttore Generale Antonello Arghittu, e dal sostegno del CdA dell’Ente – sottolinea il Presidente Massimo Sechi che prosegue – Affinché i giovani e le giovani comprendano il valore del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente, dobbiamo essere noi i primi a dare il buon esempio ”.




SINISTRA IN COMUNE, LA QUESTIONE DI PUNTA GIGLIO NON ESISTEREBBE CON IL PIANO DEL PARCO E NE CHIEDE L’APPROVAZIONE IMMEDIATA

La lista civica Sinistra in Comune ha deciso di prestare la propria disponibilità affinché siano chiariti i punti oscuri nella vicenda che riguarda il progetto di “riqualificazione” del locale dell’ex batteria di Punta Giglio a fini turistico ricettivi. 
In particolare, Sinistra in Comune intende verificare se il progetto vincitore del bando abbia rispettato i canoni previsti o se coloro i quali sono stati designati per la valutazione del progetto, abbiano tenuto conto delle peculiarità dell’area nella quale questo andrà ad insistere, violando verosimilmente e sostanzialmente, norme imperative in tema di salvaguardia ambientale e paesaggistica.  
Lo chiediamo chiaramente, senza giri lessicali: davvero è possibile realizzare all’interno di un’area protetta una struttura recettiva per 20 persone completa di piscina? 
Un’altra domanda aperta riguarda la tempistica. Le strade di accesso al parco invitano gli automobilisti all’attenzione e all’adottare un comportamento consono al luogo nel quale ci si trova, nel rispetto della flora ma soprattutto della fauna. Perché, forse è bene ricordarlo, ciò che fa un parco non sono i suoi confini, o i divieti: ciò che fa un parco è l’insieme delle forme viventi e minerali che al suo interno vanno preservate. E allora ci si chiede perché di là dalla liceità delle azioni che in esso si possono esercitare, è plausibile che un martello pneumatico possa essere messo in azione mettendo a repentaglio la riproduzione di quell’avifauna che il parco ha lo scopo di preservare? Ancora è possibile che tutto ciò sia permesso nel periodo di nidificazione?  
Alla luce di quanto fragile sia il mantenimento dello stato attuale e delle azioni, anche quelle in buona fede, che possano disperdere una risorsa non rinnovabile, quale è un parco naturale, Sinistra in Comune chiede che venga al più presto approvato, in sede di Assemblea del Parco, il piano del parco naturale regionale di Porto Conte: l’unico strumento di reale tutela. Perché il parco (di Porto Conte ) siamo noi: nessuno si senta escluso.




A OLIENA SI PUNTA SULLA SENTIERISTICA E SUL RECUPERO DEI PINNETTOS NEL PARADISO DEL SUPRAMONTE, MONTAGNA SEMPRE PIU’ NEL CUORE NON SOLO DEI SARDI

Il “progetto sentieristica” a Oliena procede spedito, malgrado il percorso non sia dei più facili sia per le pendenze che per l’orografia di un territorio, difficile da attraversare ma forse anche per questo ancora più affascinante.

L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: recuperare la sentieristica per rendere i percorsi più facili e accessibili e contemporaneamente lavorare alla sistemazione degli antichi pinnettos, importanti presidi sul Supramonte, oggi luoghi di accoglienza per gli escursionisti e amanti del territorio.

La mission non è stata persa di vista, anzi si procede a passo spedito per implementare un progetto a cui in tanti non solo a Oliena guardano con attenzione.

In questi giorni grazie al prezioso lavoro degli operai dell’Agenzia Forestas, coordinati dal direttore del complesso Giuseppe Casula e dal capocantiere Antonio Putzu, si sta ultimando la sistemazione di due ‘pinnettos’ in località “Lanaitho” e “Sos Ciccios – S’uscradu”.

Il primo costruito ex novo nei pressi di quello che era uno dei più grandi forni della calce di Oliena, mentre il secondo ripristinato fedelmente all’originario ormai ridotto ad un rudere.

Entrambi saranno fondamentali nel progetto di sviluppo e valorizzazione del territorio.

Quasi ultimata “Sa barracca de Tuones”, completamente ricostruita nelle ultime settimane. Trovandosi in una delle porte di accesso al Supramonte risulta essere strategica per gli escursionisti che si apprestano a visitare il territorio.

Terminato anche il nuovo sentiero che collega il Santuario di Montserrata al sito di Su Gologone attraverso tutta Valle di Guthiddai. Un suggestivo itinerario turistico tra cultura, tradizione e mondo agropastorale Olianese, che nasconde anche un’interessante sorpresa. Il sentiero costeggia infatti l’importante, e sconosciuto ai più, sito nuragico di “Gantine Selis”.

“Si tratta dei primi risultati di un progetto più ampio che porterà, tra l’altro, alla sistemazione di ben nove siti tra ‘pinnettos’ e ‘barraccas’ e permetterà una migliore fruizione e valorizzazione dei tesori del territorio”, rimarca Antonio Congiu, assessore all’Agricoltura e all’Ambiente del Comune di Oliena.

“Un progetto su cui stiamo puntando tanto sin dalle nostre prime importanti riunioni del 2018 con le guide turistiche del territorio e che stiamo portando avanti lavorando, da tempo, fianco a fianco con l’Agenzia Forestas”.




Per Alghero, Futuro Comune e Pd: “si perfezioni il passaggio dell’ex batteria di Punta Giglio al Comune. La Cooperativa concessionaria illustri il progetto alla Città”

Amministrare significa scegliere, non lasciar fare. Meglio una concessione che assicuri la riqualificazione, la salvaguardia e la fruizione pubblica di un bene ridotto a rudere – tra l’altro, non nella disponibilità comunale – a giovani sotto i 40 anni, attraverso un bando pubblico aperto a tutti, algheresi compresi, che lasciare un immobile abbandonato e pericoloso o tanto meno venduto dallo Stato per fare cassa.
Ora però Giunta Regionale e Demanio dello Stato hanno la possibilità di perfezionare il passaggio della postazione antiaerea di Punta Giglio alla Regione, sulla base di quanto deliberato dalla Commissione paritetica Stato-Regione nel marzo del 2018, ai sensi dell’articolo 14 dello Statuto di Autonoma della Sardegna. La Giunta Solinas proceda altrettanto sollecitamente al trasferimento della proprietà dalla Regione al Comune di Alghero.
Mario Bruno, allora consigliere regionale, aveva già chiesto alla Regione fin dal 2013, con una interpellanza alla Giunta Cappellacci, che ricordava i passi burocratici fatti dalla Giunta Soru per il trasferimento in proprietà degli immobili dell’ex postazione antiaerea “Batteria S.R. 413” dal demanio pubblico alla Regione, di sbloccare l’iter per il successivo passaggio al Comune di Alghero, in quanto “gli edifici dell’area di Punta Giglio sono una grande risorsa per lo sviluppo del Parco regionale di Porto Conte” (vedi interpellanza Bruno). Solo nel 2018 però Stato e Regione (Giunta Pigliaru) arrivarono a una definizione in sede di commissione paritetica.
Una opportunità data dallo Stato al Comune nel 2017, nonostante fosse stato chiesto con forza il ricorso all’art. 14, fu la possibilità di riqualificare il bene, ridotto di fatto a rudere, come per gran parte dei beni dello Stato in questo territorio, senza aggiungere neanche un metro in più di cubatura, per un progetto “in linea con i principi di tutela e salvaguardia ambientale” nell’ambito di “Valore Paese – Cammini e Percorsi”, con partner come ANCI, Ministero dei Beni Culturali, Legambiente, Touring Club, Fondazione con il Sud, Cittadinanza Attiva. Un partenariato qualificato che dava all’amministrazione comunale – insieme agli enti a vario titolo a ciò deputati – ampie garanzie sul rispetto dei vincoli di interesse storico-artistico e paesaggistico e degli strumenti vigenti in materia di tutela del valore culturale e identitario del bene, di piena fruizione e di salvaguardia del contesto naturale in cui il bene è inserito.
Bene che il Demanio poteva anche vendere, come è avvenuto per esempio a Fertilia: un terreno di più di 6mila metri quadri fronte mare, tutto intorno a piazzale San Marco, sul lungomare Rovigno, a soli 32mila e 913 euro – il prezzo pagato da una società di Alghero alla società Ligestra Due srl di Roma per conto dello Stato proprio in quei mesi del 2017 – sul quale la Giunta Bruno è dovuta intervenire con atto ricognitorio propedeutico all’esproprio per pubblica utilità. Anche in quel caso, il Sindaco Bruno aveva chiesto con fermezza il trasferimento a prezzo simbolico del bene, richiamando l’articolo 14 dello Statuto della Regione Sardegna, per impedire alienazioni ai privati. Ma lo Stato non ne tenne conto. Fece cassa. Nel silenzio generale.
Per Punta Giglio, una buona opportunita per impedire di far cassa, visto il silenzio della Regione e dello Stato sul trasferimento del bene, era la collaborazione proposta dal Demanio, nell’ottica di una difesa e valorizzazione ambientale che – con l’apporto di capitali privati – rigenerasse un bene in un’area pregiatissima che è e rimane pubblica, da mantenere nella fruizione piena di tutti.
Qui si ferma il ruolo svolto dalla Giunta Bruno, essendo come sempre tutto l’iter di gara, le autorizzazioni, le concessioni e i contratti in mano agli enti preposti e ai dirigenti degli stessi enti, in piena autonomia e responsabilità, secondo la legge.
Da Consiglieri Comunali abbiamo svolto, svolgiamo e svolgeremo tutta l’azione di controllo e di vigilanza che merita, insieme agli enti e alle istituzioni preposte, affinché ci sia il rispetto della legge, di tutte le prescrizioni e sempre la libera fruizione del compendio. Lo faremo anche con periodici sopralluoghi a Punta Giglio e nelle sedi istituzionali, a cominciare dal Parco di Porto Conte, inserito nel Comitato Tecnico Operativo del Progetto e a cui chiederemo conto di ogni passaggio.
Chiediamo al Parco, con nota ufficiale a parte, che nell’assemblea del 7 aprile venga convocata la cooperativa che ha avuto in concessione il bene dal Demanio dello Stato per illustrare alla Città e ai suoi rappresentanti, in seduta aperta, il progetto che si sta realizzando perché vi sia contezza dell’intervento e cognizione di causa nel prendere le dovute posizioni pubbliche nelle sedi proprie e nel dibattito cittadino.

Mario Bruno
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Mimmo Pirisi




Punta Giglio, prescrizioni del Parco sui lavori. Lunedi sopralluogo

Impartite dall’Ente Parco alla cooperativa “Quinto Elemento” le prescrizioni  operative da rispettare in fase di cantiere per la massima attenzione alle componenti ambientali ed in particolare alle specie nidificanti. Richiesto il piano settimanale di avanzamento del cantiere che dovrà essere preventivamente approvato dall’Ente Parco. Il riscontro sul campo di eventuali criticità comporterà la interruzione dei lavori del cantiere. Lunedì mattina 22 marzo previsto un sopralluogo del Parco e del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale. 

Massima l’attenzione dell’Ente Parco sull’andamento dei lavori del cantiere di Punta Giglio. Considerato l’alto livello di attenzione dell’opinione pubblica e della comunità algherese sulle questioni ambientali riguardanti l’intervento di restauro, risanamento conservativo, rifunzionalizzazione e allestimento museale dell’ex Batteria S.R. 413 in località Punta Giglio, la direzione dell’Ente Parco informa che eserciterà un alto livello di sorveglianza sull’andamento dei lavori del cantiere in stretto raccordo con il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, a partire da un primo sopralluogo già programmato tra la Direzione del Parco e la Direzione del Servizio territoriale di Sassari per la giornata di Lunedi mattina 22 marzo. In attuazione delle proprie funzioni di prevenzione e vigilanza l’Ente Parco, ai sensi delle legge regionale 4/1999, ha impartito questi giorni alla Cooperativa “Quinto Elemento” una serie di precisazioni e di specificazioni interpretative, da adottare in fase di cantiere.

A garanzia del massimo rispetto delle componenti ambientali (flora e fauna) e delle prescrizioni già impartite dall’Ente Parco è stato chiesto alla cooperativa “Quinto Elemento” di fornire un piano di cantiere settimanale da sottoporre preventivamente a nulla osta da parte dello stesso Ente Parco.La nota inviata dal Parco precisa in primo luogo l’esigenza del rispetto delle disposizioni contenute nel recente regolamento del SIC ITB 010042 approvato con Decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente n. 1007613-16 del 03/11/2020, con particolare riferimento all’articolo 9, commi 7 ed 8, dello stesso Regolamento. Con riferimento alla prescrizione di ordine generale impartita dall’Ente Parco che prevede che tutte le attività di cantiere che si attuano a meno di 100 metri dal margine di falesia dovessero essere interrotte nel periodo compreso fra il 15 marzo e il 30 settembre viene precisato che tale formulazione, espressa in termini generali a scopo precauzionale, vada ora verificata punto, punto, dai tecnici dell’Ente Parco, con riferimento allo specifico avanzamento dei lavori di cantiere. Il riscontro di eventuali criticità comporterà l’interruzione dei lavori del cantiere. A tale fine, precisa l’Ente Parco, di avere completato la terza stagione di monitoraggio dei procellariformi presenti nel parco di Porto Conte e nell’AMP di Capo Caccia – Isola Piana, e di avere a disposizione l’analisi completa dei dati di mappatura di tutti i siti puntuali di nidificazione. Alla luce di tali acquisizioni, il Parco afferma che allo stato attuale nel tratto di falesia compreso fra Capo Bocato e La Piana: a) non sono stati rinvenuti siti di nidificazione di Puffinus yelkouan e i censimenti notturni all’ascolto di quest’anno hanno dato esito negativo, pur in presenza di imponenti raft all’imboccatura della baia di Porto Conte; b) nei due anni precedenti l’unico sito occupato per la nidificazione da parte di Calonectris diomedea è la cavità censita al catasto con n. 0892 SA/SS dove peraltro sono stati trovati tre nidi nella stagione 2020; c) non sono presenti siti di nidificazione di Hydrobates pelagicus. In ragione di tali conoscenze l’Ente Parco ha impartito le seguenti prescrizioni da rispettare in fase di cantiere: 1. tutte le attività che si conducano ad una distanza euclidea inferiore a 100 metri dall’imboccatura della cavità censita al catasto con n. 0892 SA/SS, regolarmente provvista di placchetta identificativa del catasto speleologico regionale, devono essere specificate in un piano di cantiere settimanale da sottoporre preventivamente a nulla osta da parte dell’Ente Parco. L’Ente Parco inoltre ha comunicato alla cooperativa “Quinto Elemento” che si riserva di esprimersi in senso più restrittivo anche su altri tratti di falesia in ragione di eventuali nuove acquisizioni dalle proprie attività di monitoraggio del territorio




Punta Giglio, Porto Conte: documenti e verità. L’Azienda Speciale Parco di Porto Conte ricostruisce la storia del progetto riguardante il compendio ex-militare di Punta Giglio

Punta Giglio è un bene prezioso, di altissimo pregio ambientale, ricco di valori storici, culturali ed identitari. Ed è giusto e doveroso che tutta la comunità di Alghero si batta per tutelarlo, preservarlo e difenderlo da qualsiasi possibile rischio per consegnarlo e tramandarlo integro alle generazioni future. Non si può quindi che apprezzare il dibattito acceso, le prese di posizione ed anche le dure critiche che alcune componenti della comunità locale stanno rivolgendo al progetto di valorizzazione del compendio promosso dal Demanio dello Stato ed affidato in concessione ad una cooperativa di giovani imprenditori che ha vinto nel 2018 un bando pubblico. Si tratta di una chiara testimonianza di democrazia, partecipazione e cittadinanza attiva che, tuttavia, ha il preciso dovere del rispetto dei fatti, come oggettivamente si sono verificati e del ruolo effettivo che sulla vicenda ha svolto il Parco di Porto Conte. Per questo motivo il Parco intende concorrere in modo costruttivo a questo dibattito con la massima trasparenza, portando all’attenzione di tutta la comunità la sua posizione affinchè non vi possano essere dubbi e fraintendimenti sul proprio operato. A tale fine ha deciso di pubblicare nel proprio sito istituzionale  una ricostruzione dei fatti come si sono svolti – fin dai mesi precedenti la decisione del Demanio e fino alla autorizzazione unica rilasciata dal Comune di Alghero – corredata da allegati di atti e lettere ufficiali che dimostrano in modo inequivocabile quali siano stati gli intendimenti e le azioni poste in essere dal Parco per la massima tutela e valorizzazione del compendio di Punta Giglio (il dossier è consultabile al link https://www.algheroparks.it/news-e-eventi/posts/2021/march/compendio-di-punta-giglio-parco-di-porto-conte-documenti-e-verit%c3%a0/). Come riscontrabile dai documenti pubblicati, i punti salienti dell’operato del Parco possono essere così riassunti:

–        fin dai primi mesi della sua effettiva operatività (anno 2008), il Parco cercò in tutti i modi di riportare la disponibilità dei ruderi militari di Punta Giglio, bene dello Stato, nella propria diretta gestione per evitarne il progressivo degrado e per poterlo ricondurre alle finalità istituzionali di tutela, educazione ambientale e fruizione controllata proprie di un’area protetta. Della questione fu anche interessato l’allora Sottosegretario di Stato alla Difesa ma, nonostante le dichiarate disponibilità, il tentativo non condusse ai risultati sperati;

–        in tempi più recenti, venuti a conoscenza dei propositi del Demanio dello Stato di mettere a bando il compendio militare, il Parco, unica voce del territorio a prendere una posizione, si mobilitò e cercò di contrastare tali intendimenti manifestando anche formalmente la propria contrarietà ad una ipotesi di sfruttamento turistico di un’area di alto pregio storico-ambientale ricadente all’interno di un’area protetta e non compatibile con la stessa; 

–        anche in questo caso la posizione chiaramente espressa dal Parco non fu accolta dallo Stato anche perché, nel frattempo, completate le fasi di aggiudicazione, il Demanio chiese ed ottenne la piena disponibilità degli allora vertici dell’Amministrazione comunale di Alghero a sostenere l’iniziativa ed il progetto risultato vincitore, anche al prezzo di introdurre le necessarie modifiche di tipo urbanistico;

–        vani furono i tentativi del Parco, anche in quel caso in solitudine, di evidenziare le forti criticità ambientali e di scongiurare la posizione dell’Amministrazione comunale che, al contrario, firmò un protocollo d’intesa che dava il via libera al progetto dichiarato vincitore dal Demanio;

–        forti furono le preoccupazione del Parco per le caratteristiche del progetto risultato vincitore, ritenuto non compatibile con l’area naturalistica protetta; il progetto prevedeva, infatti, un intervento di riqualificazione della caserma e degli altri edifici militari, nonché l’aggiunta di ulteriori unità mobili sparse all’interno del compendio al fine di costituire una struttura ricettiva diffusa per un totale di oltre 70 posti letto con annesso ristorante e piscina: propositi del tutto improponibili all’interno di un Parco naturale;

–        di fronte a questa evidenza dei fatti al Parco non restava che attivare immediatamente una linea di condotta di diretta interlocuzione con la cooperativa vincitrice per fare in modo che la stessa ridefinisse in modo sostanziale i contenuti della proposta originaria per renderla compatibile con l’area naturale protetta e con i diversi vincoli di natura edilizia e paesaggistica, nonché con la esigenza del pieno rispetto della storia, della salvaguardia della memoria e della identità dei luoghi;

–        la cooperativa “Il Quinto Elemento” con spirito di massima collaborazione si rese fin da subito disponibile alla collaborazione richiesta dal Parco ed alla rimodulazione sostanziale della proposta originaria per rispondere alle richieste dei diversi Enti preposti fra i quali, oltre al Parco, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’Ufficio Tutela del Paesaggio, il Corpo Forestale dello Stato, il Comune di Alghero;

–        il punto di arrivo della rimodulazione può essere così sintetizzato: rinuncia completa alla impostazione turistico-ricettiva con 70 camere, ristorante e piscina e nuova impostazione delprogetto, suggerita dal Parco e del tutto condivisa dalla Soprintendenza, di realizzazione prioritaria di un museo a cielo aperto con annessa foresteria (massimo 20 posti letto), punto ristoro e vasca ludica legata in modo funzionale alle attività dell’Ecomuseo del Parco di Porto Conte;

–        la nuova impostazione che rende oggi compatibile il progetto con le esigenze di tutela e sostenibilità ambientale ha trovato puntuale conferma nei nuovi documenti progettuali approvati con il provvedimento finale di autorizzazione unica rilasciato dal Comune di Alghero;

–        in fase di realizzazione dei lavori massima dovrà essere l’attenzione agli aspetti ambientali ed alla prescrizioni impartite dalla Regione e dal Parco per il massimo rispetto della flora e della fauna, nonché quelle a tutela della memoria storica impartite dalla Soprintendenza; a tale fine il cantiere sarà monitorato e controllato passo passo da tutti gli Enti pubblici preposti.

In conclusione, è solo grazie alla determinazione ed alla perseveranza del Parco di Porto Conte che è stato possibile scongiurare l’ipotesi originaria di una inaccettabile “aggressione” ambientale del compendio e di sfruttamento dello stesso a fini turistico-ricettivi non compatibili con un’area protetta. Il progetto approvato è un progetto rispettoso dell’ambiente che fermerà il degrado ed eviterà la cancellazione della memoria storica, consegnando alla comunità algherese un museo a cielo aperto che ridimensiona in modo del tutto sostenibile le previste attività di ristoro e pernottamento secondo le logiche tipiche dei rifugi di montagna.

Si tratta di un chiaro esempio che coniuga le finalità conservazionistiche e la tutela ambientale con lo sviluppo locale, creando occasioni di impresa e di occupazione, non solo per i giovani imprenditori della cooperativa, ma per un indotto locale di giovani algheresi che avranno la possibilità di collaborare col Parco nella gestione del museo e nei servizi per la fruizione naturalistica. Ma allora, non è proprio questo quello che un Parco deve fare? 




VERSO UN FUTURO CERTO PER IL PORTO DI CASTELSARDO – Si punta all’adozione del Piano Regolatore Portuale

VERSO UN FUTURO CERTO PER IL PORTO DI CASTELSARDO Si punta all’adozione del Piano Regolatore Portuale

CASTELSARDO – Il giorno 19 novembre, alle ore 17,00, presso la sede sociale della “Ge.Cas. Gestioni Castelsardo S.r.l.”, sita nel porto turistico cittadino, si è riunita l’assemblea convocata dall’Amministratore Unico Matteo Santoni. Alla presenza del Sindaco di Castelsardo, Antonio Maria Capula, nella sua qualità di socio unico della predetta società, si è discusso l’unico punto all’ordine del giorno, ovvero la proroga della concessione demaniale già facente capo alla stessa e con scadenza al 31/12/2020. L’incontro si è reso necessario a seguito della recente comunicazione da parte del Servizio Demanio e Patrimonio della Regione Autonoma della Sardegna a mezzo della quale si rendeva nota, finalmente in via ufficiale, la possibilità da parte della partecipata di poter richiedere la proroga della concessione in essere, per un periodo di tredici anni, dunque fino al 31/12/2033.

Il primo cittadino, nella sua qualità di socio unico, ha espresso così formalmente la sua volontà di voler procedere con la richiesta.
“Lo scadere della concessione avrebbe lasciato aperti scenari del tutto incerti sul destino del porto turistico locale – afferma il Sindaco Capula – considerando che allo stato la normativa sovraordinata vigente non consente agli enti competenti di avviare le procedure di gara per l’affidamento delle concessioni. Saremmo così giunti ad una forma di gestione più simile, mi si passi il termine, ad un “commissariamento”, limitandoci a dover gestire, tramite la nostra partecipata, l’ordinario, nell’attesa sine die del susseguirsi di un nuovo concessionario, senza alcuna prospettiva immediata di sviluppo per le realtà commerciali, produttive ma anche di rilievo sociale che operano nell’area portuale”.

“Un sospiro di sollievo!”. Così commenta la recente vicenda l’Assessore agli affari portuali Giuseppe Corso, che nel merito aggiunge: “Sin dall’inizio del mandato abbiamo seguito con il fiato sospeso gli sviluppi in materia di concessioni demaniali, che ha sullo sfondo un articolato e discusso quadro normativo di carattere statale e regionale che deve tuttavia fare i conti, in primis, con la famosa direttiva europea “Bolkestein”, la quale in un’ottica di libero mercato e di concorrenza impone il divieto di rinnovo automatico delle concessioni amministrative. Ci siamo dunque trovati sin dagli arbori del nostro mandato amministrativo a programmare la nostra politica di sviluppo per l’area portuale senza tuttavia avere, sino ad oggi, punti fermi. Avevamo già previsto in quale direzione andare: ora possiamo dare attuazione ai nostri progetti concretamente e non ci saranno perdite di tempo. Abbiamo già in programma un piano ragionato di utilizzo degli spazi a terra e di valorizzazione del patrimonio immobiliare in concessione, che potrà andare finalmente a gara nella sua totalità, oltre che una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria – già in fase di progettazione – che andranno ad interessare l’area del diporto, tra i quali spicca la sostituzione, per ora, di quattro pontili galleggianti che appaiono al momento più ammalorati. Ma questo è solo l’inizio”.

L’Amministrazione Capula mira infatti all’adozione del Piano Regolatore Portuale (P.R.P.), uno strumento necessario per programmare uno sviluppo di medio-lungo termine che renderà il porto cittadino finalmente più competitivo, soprattutto dal punto di vista economico, in linea con le sue effettive potenzialità, così aprendo nuovi scenari sotto l’aspetto di incremento dell’indotto e la creazione di nuove attività e conseguenti – si auspica – posti di lavoro.




La fase 2 di Siddùra: in vendita le nuove annate dei vini. Si punta sui social e la ripresa del mercato

  COMUNICATO STAMPA

    

                                       La Fase 2 di Siddùra: in vendita le nuove annate dei vini

La cantina di Luogosanto scommette sui social e la ripresa del mercato

                              Massimo Ruggero: “Valorizziamo gli acquisti sul sito www.siddura.com”

Per il mondo del vino la Fase 2 è iniziata il 18 maggio. Una data decisiva che segna la ripresa delle relazioni commerciali tra le cantine e i propri partner. Siddùra, l’azienda di Luogosanto, ha atteso la riapertura di bar, ristoranti, enoteche e tutte le attività che sono state chiuse e fiaccate dal coronavirus, mantenendo sempre un contatto diretto, non abbandonando mai la speranza di una pronta ripresa. L’inizio di questa nuova fase coinciderà con il lancio sul mercato delle nuove annate dei vini Siddùra. Dal Maìa, il pluripremiato vermentino di Gallura, al cannonau riserva Fòla, passando per il rosè Nudo, Siddùra ha deciso di presentare ai consumatori quei vini che sarebbero stati i protagonisti delle più grandi fiere del mondo. Eventi dal Vinitaly al ProWein, che sono stati annullati a causa della tempesta Covid 19, fondamentali per la promozione della Sardegna come terra di grandi vini dal profilo internazionale. “Siamo convinti che nel panorama internazionale del vino la Sardegna rappresenti una delle espressioni più pure del made in Italy – sottolinea Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina -. Gli eventi di respiro mondiale non sono solo una importante vetrina, ma la sede in cui nascono numerose opportunità di crescita. É per questo che abbiamo già confermato la nostra presenza alle fiere nazionali e internazionali che si svolgeranno nel prossimo futuro”.

LAVORO NEI CAMPI. In realtà il lavoro per Siddùra non si è mai fermato. La natura ha dettato i tempi, nonostante la pandemia. La primavera ha portato con sé le nuove gemme che daranno vita ai grappoli, annunciando la vendemmia 2020. Le aspettative sono alte: le ultime piogge, tanto attese in campagna, contribuiranno all’incremento della resa e garantiranno la selezione dei grappoli migliori. La qualità è sempre il punto di partenza e di arrivo nella tenuta di Luogosanto: è questa la motivazione che ha spinto il team di Siddùra a non fermarsi davanti alla crisi.

PRESENZA NEI SOCIAL. Nel momento della distanza forzata, Siddùra ha deciso di sfruttare la potenza dei social network e il nuovo sito per restare in contatto con i clienti, ristoratori e privati cittadini: tra dirette Facebook, Instagram, newsletter e aggiornamenti sul sito, la cantina ha raccontato i segreti della coltivazione e della vinificazione. Massimo Ruggero, amministratore delegato dell’azienda, ha accompagnato i visitatori virtuali in un viaggio a tappe: dai campi alla cantina, per arrivare alla degustazione delle etichette più note. I live spontanei sono diventati una rubrica fissa online, ogni domenica, su tutte le piattaforme social. “In un momento storico in cui il coronavirus ha stravolto la vita delle aziende e ha colpito soprattutto quel segmento di mercato rappresentato dalle attività Horeca, noi abbiamo guardato con rinnovato entusiasmo alle vendite online – spiega Ruggero -. Con ristoranti, hotel, enoteche chiusi, abbiamo valorizzato le vendite sul nostro sito www.siddura.com nello shop online. Abbiamo poi puntato su una distribuzione di livello. La tempesta del Covid-19 ha fatto momentaneamente cadere l’intermediazione nel mercato del vino per arrivare ai consumatori finali. In questo periodo abbiamo deciso di raggiungerli in modo diretto”.

MERCATI INTERNAZIONALI. Riprendere la strada percorsa significa anche ritornare su quei mercati internazionali che hanno rappresentato un’opportunità per i vini Siddùra e un palcoscenico per raccontare la storia della Sardegna. Germania, Svizzera e Danimarca sono i mercati che potrebbero fornire per primi nuove opportunità di vendita nel post Covid-19. “Il lavoro sulla comunicazione e l’aver fatto conoscere il nostro brand ci ha aiutati nell’ingresso sui mercati internazionali e ci ha consentito di resistere in questo momento difficile – conferma l’amministratore delegato di Siddùra -. Una crisi di sistema come questa misura le abilità degli imprenditori, in un momento difficile a livello mondiale non si può sperare di virare su altri mercati non toccati dalla pandemia. Il rallentamento è globale, come globale è la visione della rinascita che porterà a nuove strategie, non per recuperare il perduto ma per conquistare il domani”.




Chiusura acqua maristella e Punta Negra

Alghero, 28 gennaio 2019 – Domani, martedì 29 e mercoledì 30 gennaio Abbanoa procederà alla chiusura dell’erogazione idrica nelle zone comprese tra Punta Negra e Maristella. Nelle utenze collegate in questo tratto della zona costiera, fino a Porto Conte, si dovranno infatti collegare le tubature alla nuova condotta recentemente realizzata. In entrambi i giorni, i lavori inizieranno alle 08,00 per concludersi alle 18,00.