RAFFI in concerto a La Maddalena il 24 luglio

Raffi, artista nota per aver aperto i concerti di Vasco nel grande Tour, porterà il suo concerto a La Maddalena il 24 luglio in Piazza Umberto I.

Il progetto artistico di Raffi, nasce dal produttore Roberto Casini, storico collaboratore e autore con Vasco Rossi dei tempi di Va bene va bene così, Eh…già, ed altre ancora… fino ad oggi con L’amore l’amore e La pioggia alla domenica.
RAFFY e la sua mitica band, XXENERGY sono pronti per quella che la giovane rocker definisce una festa, da vivere e condividere con il suo pubblico.
È una tipa tosta come il rock che ama e che “indossa” come una seconda pelle e i suoi concerti, un viaggio nelle emozioni: “Mi piace definire il nostro concerto una Festa, un ritrovo per chi come noi ama la musica dal vivo. Un live intenso dove facciamo le nostre canzoni, ma anche brani che ci hanno fatto crescere e che hanno nutrito la nostra passione con per esempio un medley con La nostra relazione di Vasco, Anna e Marco di Dalla, Firenze di Ivan Graziani fino a Pensiero stupendo di Patty Pravo, ma anche Bon Jovi, Radiohead e tanti altri. Tanto rock, ma in tutte le sue sfumature con qualche ballad a dare profondità alle emozioni. Un vero viaggio da condividere, dove vogliamo mostrare quello che siamo, in un viaggio attraverso il quale scopriamo, ogni volta, qualcosa di nuovo grazie allo scambio meraviglioso con il pubblico che è artefice della magia”.

Ad accompagnare RAFFI, come sempre, gli XXENERGY con Tommy Baldini chitarra, Luca Giavon alla batteria, Alessandro Polidori tastiere, Nicola Fratini al basso, Giorgio Martini chitarra.
RAFFI dal 2022 apre tutti i concerti del Tour di Vasco Rossi, ha un fan club che oggi vanta 20.000 iscritti.
“RAFFI spacca” – dice Vasco ed è ormai un must perché essere accolti e applauditi dai fans di un’icona così, non è per niente scontato.

Inoltre, dall’8 maggio è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in video, il nuovo singolo di RAFFI, Bang Bang Bang, brano prodotto da Roberto Casini, scritto dallo stesso con Andrea Righi e Miki Porru. (Casini è lo storico collaboratore e autore con Vasco Rossi dai tempi di Va bene va bene così, Gabri, Eh…già, ed altre ancora… fino ad oggi con L’amore l’amore e La pioggia alla domenica).
Sonorità rock contemporanee, con sfumature a tratti più dure e intense, per raccontare una storia emotiva che indaga nel complesso mondo delle relazioni tossiche e l’amore.

Un viaggio introspettivo dentro dinamiche sentimentali complesse, dove attrazione, dipendenza e fragilità si intrecciano, dando vita a rapporti sbagliati, segnati da violenza psicologica e da un equilibrio instabile.
Bang Bang Bang se da una parte amplifica e dà voce ad una realtà che purtroppo è all’ordine del giorno, non rinuncia a farne una narrazione sensuale e provocatoria, in cui il desiderio e il corpo diventano elementi centrali in una interpretazione di RAFFI, personale e per niente scontata.
Il titolo stesso richiama qualcosa di esplosivo, ripetuto, quasi ossessivo, proprio come certe dinamiche da cui è difficile liberarsi.

“Bang Bang Bang rappresenta pienamente il mio oggi – racconta RAFFI – E’ una canzone che mi rispecchia totalmente. È una sensualità sdoganata, l’invito ad amare liberamente, sempre. Quando la canto mi sento forte, mi sento me stessa. È un grido che rivendica il diritto di amare ma soprattutto di farlo nel modo che riteniamo giusto, senza essere condizionati dall’altrui giudizio, cercando di evitare situazioni sbagliate”.
Il brano si inserisce nel percorso artistico di RAFFI come una vera e propria dichiarazione identitaria. Bang Bang Bang segna così, oggi, una fase più intensa, consapevole e diretta.
Una fotografia autentica del presente che diventa anche un messaggio universale destinato a tutti e per tutti.

Il videoclip, prodotto da Selvaggia Music, fotografia e montaggio a cura di ADAGIO Studio, accompagna il brano traducendone in immagini la carica emotiva e l’intensità narrativa, rafforzando il contrasto tra forza, sensualità e vulnerabilità.

Bang Bang Bang rappresenta così l’inizio di un nuovo capitolo artistico per RAFFI, un progetto più ampio in cui musica e vissuto personale si fondono, dando voce a emozioni reali e condivise.




«La Raffi spacca»: dagli studi di Giurisprudenza ai palchi di Vasco Rossi.

Raffi racconta l’esordio allo stadio San Nicola, il rapporto con il pubblico del Blasco, le 37 aperture dei concerti di Vasco e il desiderio di costruire canzoni capaci di restare nel tempo

Olbia 16 Giugno 2026. Intervista a cura di Fausto Farinelli.

Dal 2022 Raffi apre, insieme agli XXENERGY, numerosi concerti di Vasco Rossi. Un percorso iniziato quasi come una scommessa, dopo il successo ottenuto dal brano Vivo senza te, e diventato negli anni un’esperienza artistica sempre più importante.

Dall’esordio allo stadio San Nicola di Bari alle aperture di Olbia e Ancona, Raffi e la sua band hanno raggiunto il traguardo di 37 concerti aperti per Vasco Rossi. Un rapporto con il pubblico cresciuto tappa dopo tappa, fino alla nascita di un fan club che conta, secondo quanto riferito dall’artista, oltre 20 mila iscritti.

In questa intervista Raffi racconta il primo ingresso in uno stadio, le paure del debutto, il riconoscimento ricevuto da Vasco Rossi e il suo modo di vivere la musica: non come un sacrificio, ma come una scelta di vita.

Ti ricordi il momento esatto in cui hai saputo che avresti aperto il concerto di Vasco? Dove eri e qual è stata la tua prima reazione?

La possibilità è nata grazie alla collaborazione con Roberto Casini. Avevamo iniziato da poco il nostro percorso musicale insieme e avevamo la curiosità di misurare le nostre cose con un pubblico vero, per vedere un po’ cosa sarebbe successo.

Eravamo reduci dall’uscita di Vivo senza te, che inaspettatamente aveva realizzato più di 200 mila visualizzazioni su YouTube, e ci sembrava il momento giusto per metterci a confronto con un pubblico.

Tramite l’amicizia e il sodalizio artistico che lega Vasco Rossi a Roberto Casini, si è innestata la possibilità di aprire il concerto di Bari, allo stadio San Nicola, nel 2022.

Abbiamo fatto le selezioni e formato una band che ci avrebbe accompagnato nell’evento, gli XXENERGY, oggi composti da Tommy Baldini alla chitarra, Luca Giavon alla batteria, Nicola Fratini al basso, Giorgio Martini alla chitarra e Alessandro Polidori alle tastiere.

Abbiamo preparato la scaletta e, da quel momento, sono arrivate solo grandi emozioni e momenti indimenticabili.

Davanti a 50-60 mila persone che sono lì per Vasco, hai mai avuto paura di non essere accettata dal pubblico?

All’inizio è stato un punto di domanda per tutti, prima di tutto per me, che fino ad allora non ero mai entrata in uno stadio, figuriamoci suonarci.

Noi eravamo nuovi e il successo non era scontato. Il pubblico di Vasco è abituato a una qualità, a una verità e a una trasparenza non indifferenti. Ci chiedevamo: saremo all’altezza?

Inaspettatamente sono arrivati subito grandi consensi dagli addetti ai lavori e dal pubblico stesso, che ci ha accettato fin dall’inizio.

Abbiamo avuto persino la soddisfazione di sentire cantare le nostre canzoni già qualche appuntamento dopo l’esordio.

Da lì a poco è nato anche il nostro fan club, il Raffi Fanclub, capitanato da Samuele Ciampichetti, che oggi vanta complessivamente più di 20 mila iscritti.

C’è stato un consiglio, una frase o un gesto di Vasco che ti ha colpito particolarmente e che porti ancora con te?

Il battesimo di Vasco nasce da una frase che lui stesso ha pubblicato sui suoi social: «La Raffi spacca».

Quella frase è diventata un po’ il nostro motto. L’anno successivo vedevamo gli striscioni con questa scritta tra il pubblico del Blasco.

Prima di noi non era mai successo che un gruppo spalla aprisse in maniera così continuativa così tanti concerti del Re.

Dal 2022 a oggi, con le aperture di Olbia e Ancona, siamo arrivati a un totale di 37 aperture dei concerti di Vasco Rossi.

Non è da tutti ed è un segnale che, forse, qualcosa di buono lo stiamo facendo.

Dietro la Raffi che sale sul palco c’è una ragazza che ha studiato Giurisprudenza. Quando hai capito che la musica sarebbe stata più forte di qualsiasi altra strada?

Ma sai, sono cose che si sentono dentro.

Alla fine quello che conta è la pancia e quello che ti dice è la cosa giusta da seguire.

Io so che la musica è la mia strada perché, che io sia su un grande o su un piccolo palco, mi sento a casa.

Se tra dieci anni dovessi guardare indietro a questa esperienza con Vasco, cosa vorresti poter dire di aver costruito grazie a questa opportunità?

Sicuramente tanta crescita personale e musicale, momenti che ci porteremo per sempre nel cuore e anche tanto curriculum.

Grazie a questa opportunità vogliamo costruire la nostra storia, fatta di canzoni che devono essere intramontabili.

Canzoni che, ascoltate anche tra dieci anni, ci facciano stare bene e ci emozionino come ci emozionano ora.

Qual è stato il sacrificio più grande che hai dovuto fare per inseguire il sogno della musica e che nessuno conosce?

Per me la musica non è mai sacrificio.

È vita e noi ce la vogliamo vivere fino in fondo.