REDDITO DI LIBERTA: FONDO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

L’Assessore ai Servizi Sociali Simonetta Lai rende noto che l’INPS ha pubblicato un avviso finalizzato alla concessione di contributi a fondo perduto in favore delle donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai Servizi Sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. E’ requisito di accesso l’avere intrapreso un percorso di emancipazione e autonomia presso un centro antiviolenza, che dovrà compilare parte della modulistica. L’assenza di tale requisito non consentirà di poter inoltrare l’istanza.
La misura denominata Reddito di Libertà consiste in un contributo economico, stabilito nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, concesso in un’unica soluzione per massimo dodici mesi. Il contributo si prefigge l’ obiettivo di favorire l’autonomia e l‘emancipazione delle donne vittime di violenza ed è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli/delle figlie minori.
Il Reddito di Libertà non è incompatibile con altri strumenti di sostegno al reddito come il Reddito di cittadinanza o altri sussidi economici anche di altra natura (ad esempio, Rem, NASpI, Cassa integrazione guadagni, ANF, ecc.).
Al fine di facilitare la presentazione in via telematica delle istanze all’INPS, è stata predisposta una specifica piattaforma di collegamento con i Comuni italiani che permetterà di inoltrare l’istanza redatta dalla cittadina interessata.
Saranno inoltrate dagli sportelli comunali solo ed esclusivamente le istanze debitamente compilate in ogni loro parte e sottoscritte dalle interessate. Non sarà presa in considerazione, ai fini dell’inoltro, l’istanza non conforme allo schema di modello predisposto dall’INPS ovvero incompleta.
Le domande potranno essere inoltrate previo appuntamento con il servizio sociale comunale da prendere presso il Delta Center, Loc. Zona Industriale, II° Piano, dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00, e dal lunedì al giovedì pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.00 o al seguente recapito telefonico 0789 52172
Per informazioni è possibile contattare il Responsabile del Procedimento al numero telefonico 0789/52055.

L’ASSESSORE
Simonetta Lai




TEMPIO PAUSANIA E LUOGOSANTO. INCASSANO PIÙ DI 139MILA EURO DI REDDITO DI CITTADINANZA SENZA AVERNE DIRITTO, DICIOTTO DENUNCIATI DAI CARABINIERI NEGLI ULTIMI MESI.

IL PROCURATORE DI TEMPIO PAUSANIA, DOTT. CAPASSO GREGORIO, HA ATTIVATO UN INDAGINE SU VASTA SCALA DEI SOGGETTI CHE USUFRUISCONO DEL REDDITO DI CITTADINANZA, DELEGANDO IL COMANDO COMPAGNIA CARABINIERI DI TEMPIO PAUSANIA.

UN DANNO ERARIALE DI CIRCA 139.774,34 EURO DA PARTE DEI «FURBETTI» DEL REDDITO DI CITTADINANZA. NON UNA SOMMA DA POCO QUELLA CHE 18 PERSONE HANNO PERCEPITO CHIEDENDO, E OTTENENDO, IL SUSSIDIO SENZA AVERNE DIRITTO. PERTANTO I CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI TEMPIO PAUSANIA, NELL’AMBITO DI CONTROLLI COORDINATI DAL COMANDO PROVINCIALE DI SASSARI, HANNO DEFERITO ALLA LOCALE PROCURA DELLA REPUBBLICA NEGLI ULTIMI MESI DEL 2021, DICIOTTO INDEBITI PERCETTORI DI REDDITO.

TRA LE POSIZIONI FIGURANO ANCHE TITOLARI DI PARTITE IVA O DI IMPRESE, CHE HANNO DICHIARATO IL FALSO.

L’ATTIVITÀ DI VERIFICA, NEL DETTAGLIO, È STATA COMPIUTA DAI CARABINIERI DELLE STAZIONI DI TEMPIO PAUSANIA E LUOGOSANTO. GRAZIE ALL’ESAME INCROCIATO TRA I DATI DOCUMENTALI E DELLE RISULTANZE ACQUISITE NEL CORSO DI SPECIFICI SERVIZI, È STATO POSSIBILE FAR EMERGERE VARIE IRREGOLARITÀ NELLE PROCEDURE DI DICHIARAZIONE DEL POSSESSO DEI REQUISITI. IN PARTICOLARE, SONO STATE RILEVATE E CONTESTATE LA RICEZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA PUR IN PRESENZA DI TITOLARITÀ DI IMPRESE, INIZIO ATTIVITÀ LAVORATIVA, FALSE DICHIARAZIONI RELATIVE A RESIDENZE FITTIZIE ANCHE PER NASCONDERE ALTRI CONVIVENTI PERCETTORI DI REDDITO O LAVORATORI IN NERO. SONO ANCHE EMERSE IRREGOLARITÀ SUL TERRITORIO NAZIONALE DA PARTE DI CITTADINI STRANIERI. A SEGUITO DI CIÒ SONO STATE ANCHE AVVIATE LE PROCEDURE PER LA SOSPENSIONE E LA REVOCA DEL REDDITO DI CITTADINANZA, COME PREVISTO DALLA NORMATIVA VIGENTE.






40 percettori del reddito di cittadinanza al lavoro nell’Assessorato all’Ambiente nella manutenzione del verde e pulizia di aree urbane ed extraurbane

Alghero, 13 novembre 2021 – L’Alguer lluenta è il progetto utile alla collettività presentato dall’Assessorato all’Ambiente vedrà impegnati circa 40 percettori del reddito di cittadinanza della città.
Nella fase iniziale, il progetto comprende l’acquisizione da parte dei partecipanti, di contenuti di carattere generale inerenti gli aspetti normativi sulla privacy, sicurezza sul lavoro, fattori di rischio e misure di prevenzione individuali e collettive con particolare riferimento all’attività che sarà espletata nel corso del progetto, nonché in merito alla normativa nazionale e comunale afferenti gli aspetti tecnici delle attività da svolgere tra cui: estirpazione delle erbe infestanti, manutenzione caditoie stradali, pulizia strade e sentieri agrari, pulizia spiagge, pulizia strade urbane ed extra urbane, raccolta rifiuti e fogliame dalle strade e sentieri, pulizia dai rifiuti nel perimetro di corsi d’acqua, supporto nella organizzazione e gestione di giornate per la sensibilizzazione dei temi ambientali. E inoltre, gli addetti saranno impegnati nella riqualificazione di aree (parchi, aree verdi, litorali, spiagge, luoghi di sosta e transito) con la raccolta di rifiuti abbandonati, la pulizia degli ambienti ed il posizionamento di attrezzature, sorveglianza e manutenzione di isole ecologiche ed altre strutture del sistema di raccolta differenziata, supporto nella organizzazione di eventi di educazione ambientale.
“Il Progetto – spiega l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis – avrà anche finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, volte a promuovere ed attuare iniziative di tutela del patrimonio ambientale coinvolgendo la comunità locale sui temi e le problematiche ambientali e sulla riqualificazione di beni pubblici inutilizzati, nonché sulla valorizzazione della “cosa pubblica”. Le attività in cui saranno impegnati i precettori del reddito – prosegue – rappresenteranno anche momento di promozione del processo di inclusione sociale, in quanto potranno sviluppare competenze e professionalità attraverso luna nuova esperienza di lavoro. Non è da considerare secondario, infine l’aspetto economico e di risparmio per le casse comunali che potrà così coprire parte di quei servizi ad oggi non coperti e per cui invece sarebbero diversamente necessarie ulteriori risorse”.




GUARDIA DI FINANZA: DENUNCIATE AD ALGHERO 7 PERSONE CHE PERCEPIVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA SENZA AVERNE DIRITTO. SCOPERTA FRODE PER OLTRE 60.000 EURO.

Nell’attuale periodo di emergenza sanitaria dovuto alla pandemia in corso, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Sassari hanno intensificato i servizi a contrasto delle indebite percezioni e delle frodi relative alle erogazioni pubbliche di origine nazionale ed europea, portando alla luce diversi casi di indebita erogazione di sussidi da parte dello Stato.

I finanzieri della Compagnia di Alghero, nell’ambito dei controlli svolti sui percettori del Reddito di Cittadinanza, tramite mirate indagini di natura patrimoniale unitamente a riscontri diretti sul territorio, hanno accertato che 7 persone hanno conseguito il sussidio omettendo di comunicare all’INPS una serie di variazioni intervenute nel tempo, sia del patrimonio che di natura lavorativa.

I casi più gravi di truffa scoperti dai militari sono riferibili a soggetti che avevano conseguito vincite per oltre 40.000 euro, transitati sui loro conti correnti online accesi presso alcuni dei principali siti di scommesse.

Il riscontro è stato effettuato incrociando i dati delle dichiarazioni fiscali con quelli relativi alle richieste di sussidio presentate all’INPS e confrontando le risultanze delle banche dati in uso al Corpo che censiscono i conti di gioco online su tutto il territorio nazionale. Ulteriori controlli esperiti dai finanzieri catalani hanno evidenziato poi una serie di casistiche tra le più svariate. Alcuni soggetti, pur essendo titolari di proprietà immobiliari, ne avevano omesso la relativa comunicazione obbligatoria mentre altri avevano comunicato uno stato di famiglia difforme da quello reale, così da poter ottenere un contributo più alto di quello realmente spettante.

I risultati complessivi hanno permesso di accertare una frode in danno dell’Erario di oltre 60.000 euro, di denunciare 7 soggetti all’Autorità Giudiziaria per i profili penali e segnalare gli stessi all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per il recupero delle somme indebitamente percepite e la revoca definitiva del beneficio.




COMUNICATO DI PUBBLICO INTERESSE Reddito di inclusione sociale (R.E.I.S) Agiudu Torrau PUBBLICAZIONE GRADUATORIA

L’Assessore alle Politiche Sociali Simonetta Lai, rende noto che con Determinazione del Dirigente del Settore Servizi alla Persona n 2631 del 24.06.2020 è stata approvata la graduatoria provvisoria dei beneficiari del Programma Regionale R.E.I.S., reddito di inclusione sociale.

Luogo e orario di consultazione:

La graduatoria sarà consultabile esclusivamente dagli interessati, previa presentazione del documento di identità e del codice fiscale, presso i seguenti servizi:

Servizio Informacittà Località Molo Brin    

dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 18.00

sabato dalle ore 9.00 alle 12.30.

Ufficio Polifunzionale per il Cittadino c/o residenza comunale di Via Dante,
dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00. Lunedì e mercoledì anche dalle ore16,00 alle 18,00previo appuntamento da concordare al recapito telefonico 0789 24800
Assessorato ai Servizi Sociali zona industriale via Capoverde 1 c/o Delta center
dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 13.00. Lunedì e mercoledì anche dalle 16,00 alle18,00.

Ricorsi:

Eventuali ricorsi avversi agli esiti dell’istruttoria possono essere presentati entro il termine del 24.07.2020 alle ore 13,00, attraverso la specifica modulistica  regolarmente protocollata e corredata della documentazione necessaria a convalida della motivazione del ricorso.

Per maggiori informazioni è possibile contattare lo sportello Front-Office dell’Assessorato alle Politiche Sociali (tel. 0789/52172).

L’Assessore alle Politiche Sociali

D.ssa Simonetta LAI




SCOPERTI 30 SOGGETTI CHE PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA O L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE.

SCOPERTI 30 SOGGETTI CHE PERCEPIVANO INDEBITAMENTE IL REDDITO DI CITTADINANZA O L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE.

Le Fiamme Gialle di Cagliari hanno acceso i riflettori sulla platea di cittadini che percepiscono forme di assistenza economica quali il reddito di cittadinanza e l’indennità di disoccupazione, particolari forme di sovvenzione statale riservate a quella fascia di popolazione che versa in condizioni reddituali disagiate o che ha da poco perso il lavoro.

Con più preciso riferimento al reddito di cittadinanza, misura di recente istituzione ed intesa quale strumento di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza ed all’esclusione sociale, lo stesso spetta in presenza di concomitanti circostanze, autocertificate dal richiedente e volte a dimostrare non solo la propria condizione di difficoltà, ma anche quella dei componenti il nucleo familiare.

In questo contesto si inserisce il controllo operato dalla Guardia di Finanza, chiamata a verificare che le risorse messe a disposizione dallo Stato vadano a beneficio di chi ne ha realmente bisogno.

La base di partenza per i controlli in materia di reddito di cittadinanza è stato lo sviluppo delle diverse informazioni acquisite quotidianamente a seguito sia dell’attività di controllo del territorio che delle risultanze delle diverse attività di servizio: un matching che porta ad indicizzare i diversi soggetti attenzionati secondo diversificati criteri di pericolosità fiscale.

La metodologia operativa adottata nei controlli effettuati nel campo dell’erogazione di questa pubblica provvidenza si sostanzia nel confronto tra le autodichiarazioni prodotte dai richiedenti con le informazioni emergenti dall’analisi degli stati di famiglia, in cui trova indicazione la reale composizione del nucleo familiare.

Gli esiti dei controlli hanno condotto alla rilevazione di 14 circostanze in cui il reddito di cittadinanza era stato ottenuto in maniera irregolare, senza quindi disporre dei requisiti necessari.

Diverse, ed in certi casi particolari, le diverse tipologie riscontrate: in due casi, due soggetti– già segnalati quali evasori totali a seguito di verifiche fiscali eseguite nel 2017 – avevano omesso di indicare nelle proprie autocertificazioni, riferibili, da norma, proprio a quell’anno, i compensi in realtà percepiti.

Erano così riusciti ad ottenere un reddito di cittadinanza pari, fino alla data del controllo, rispettivamente a 4.203 euro nel primo caso e 5.913 euro nel secondo.

In un’altra circostanza, un soggetto ha omesso di indicare, nella dichiarazione compilata ai fini dell’istruttoria, che nel proprio nucleo familiare figuravano anche i due anziani genitori, percettori di pensioni di anzianità per oltre 70.000 euro annui complessivi.

In questo caso, il contributo illecitamente percepito è stato di 1.662 euro.

Un ulteriore particolare contesto riscontrato ha riguardato due soggetti, i quali, con diverse finalità, hanno modificato la composizione dei propri nuclei familiari: un soggetto, per non superare la soglia di concessione del redito di cittadinanza, non ha indicato nella propriadichiarazione la figlia ed il nipote, entrambi percettori di reddito; viceversa, ha consentito il prestito dei suoi congiunti ad un altro richiedente, il quale inserendoli nella propria dichiarazione, ha ottenuto un maggiore coefficiente di calcolo del beneficio.

Gli importi complessivamente percepiti in modo illecito, in questa circostanza, ammontano a 3.486 euro.

Altri due soggetti hanno beneficiato del reddito di cittadinanza seppur in assenza di uno dei requisiti previsti: la residenza, negli ultimi due anni precedenti la richiesta del sussidio, nel territorio italiano. Le Fiamme Gialle, accertando la loro iscrizione all’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) nel biennio di interesse, hanno quantificato in complessivi 5.621 euro l’importo indebitamente percepito.

E ancora, uno dei casi di specie più classici: durante un controllo effettuato presso un’impresa edile, rilevata la posizione “in nero” di uno degli operai ivi impiegati, i successivi approfondimenti hanno evidenziato che il soggetto percepiva – congiuntamente ai compensi per il proprio lavoro – il reddito di cittadinanza, per un ammontare complessivo, fino alla data del controllo, di 2.354 euro.

Ma anche un lavoratore “regolare”, impiegato con formale contratto presso un esercizio commerciale, è risultato percettore – senza averne diritto – di un reddito di cittadinanza, complessivamente ammontante a 3.961 euro.

Un altro individuo, nonostante fosse intestatario di un’immobile, risultava percepire, indebitamente, un reddito di cittadinanza, quantificato, alla data dell’intervento dei Finanzieri, in 3.669,66 euro.

La non indicazione di componenti il nucleo familiare percettori di un reddito, risulta essere la circostanza più diffusamente riscontrata dai Finanzieri: altri 6 casi della specie hanno evidenziato tale condotta.

Sei soggetti hanno infatti omesso di indicare un appartenente al nucleo familiare: chi il figlio, chi il padre, una omissione dichiarativa volta a non superare il limite per accedere al beneficio.

Gli importi indebitamente percepiti variavano da 483 a 3.500 euro, per un ammontare complessivo di 12.444 euro.

In tutte queste circostanze sopra rappresentate, per i soggetti indebiti percettori del reddito di cittadinanza è scattata, da un lato, la denuncia alla locale Autorità Giudiziaria e, dall’altro, la segnalazione all’INPS ai fini del recupero delle somme ingiustamente percepite.

Ci sono state poi altre situazioni verificate dai Finanzieri in cui le condotte illecite riscontrate non hanno condotto alla denuncia alla Magistratura ma solo alla revoca o sospensione del beneficio.

E’ il caso di un soggetto, destinatario di una verifica fiscale nel 2017 e censito quale evasore totale per ricavi non dichiarati pari a 80.000 euro, il quale, facente parte di un nucleo familiare di un percettore di reddito di cittadinanza, in ragione di questa variazione reddituale, ha fatto si che si decretasse la decadenza dai presupposti affinché fosse concesso il sussidio, pari a 8.800 euro.

Il godimento del beneficio è altresì decaduto anche per altri 2 soggetti, i quali percepivano il reddito di cittadinanza, nonostante un membro del loro nucleo familiare fosse regolarmente assunto e che, in ragione di ciò, non sussistessero i requisiti per accedere alla forma di ostentamento: nel complesso, sono stati indebitamente percepiti 9.731 euro.

Analoga circostanza per un altro cittadino che, percettore di reddito di cittadinanza, ha visto disconoscersi il beneficio fino ad allora fruito, pari a 5.106 euro in quanto un membro del proprio nucleo familiare era stato segnalato quale venditore abusivo e quindi producente un reddito tale da superare comunque i limiti richiesti.

O ancora, il caso di due soggetti i quali, in ragione del loro stato detentivo cominciato, in un caso, a giugno e, nell’altro, a ottobre del corrente anno, hanno visto la sospensione del beneficio loro erogato e l’obbligo a restituire quanto ricevuto a far data dal loro ingresso in carcere.

I controlli delle Fiamme Gialle hanno però preso in considerazione anche altri contesti interessati dall’erogazione di risorse pubbliche a sostegno di soggetti che versano in condizioni di difficoltà economica: le indennità di disoccupazione.

Nell’ambito delle attribuzioni istituzionali del Corpo, come noto, particolare importanza riveste il controllo sulla corretta osservanza del novero legislativo a corredo del mondo del lavoro, comparto che, da un lato, interessa gli aspetti economici dei rapporti giuslavoristici(con i controlli, ad esempio, sulle corrette imputazioni del costo del personale o sul versamento dei contributi) e, dall’altro, riveste una particolare importanza, anche sociale, in quanto impatta sulle giuste condizioni di lavoro del personale occupato, il quale con una corretta assunzione, è tutelato anche sotto il profilo assicurativo in caso di infortunio.

Nel corso del corrente anno, a seguito di numerosi interventi che, ad oggi, hanno consentito di individuare 102 lavoratori in nero, i controlli, in un’ottica di trasversalità operativa, hanno approfondito le posizioni irregolari individuate, al fine di verificare se i soggetti trovati a lavorare senza contrattualizzazione percepissero, oltre allo stipendio da lavoro, anche talune sovvenzioni derivanti da ammortizzatori sociali, quali, ad esempio, il sussidio di disoccupazione.

In 8 casi, gli approfondimenti operati dai Finanzieri hanno consentito di accertare che i lavoratori in nero percepivano, da un lato, l’indennità di disoccupazione e, dall’altro, il compenso per il lavoro prestato seppur senza un regolare contratto.

Baristi, cuochi, camerieri, lavapiatti, operai: queste le figure professionali relative ai detti soggetti che, parallelamente alla fruizione di un beneficio economico susseguente alla perdita del lavoro, prestavano la loro attività lavorativa in nero, percependo uno stipendio.

Per ciascuno di loro è stata inoltrata apposita segnalazione all’INPS, soggetto erogatore del beneficio, per la sospensione e la revoca della provvidenza pubblica.

Il contrasto a chi percepisce indebitamente forme di pubblica provvidenza richiede un’azione di servizio interdisciplinare, volta a valorizzare le capacità operative delle varie componenti d’intervento della Guardia di Finanza, non soltanto nell’ambito del comparto della tutela delle uscite, ma anche in quello della tutela delle entrate e nel contesto dell’azione di controllo economico del territorio.

Lo scopo è tutelare la fiducia che i cittadini onesti devono poter nutrire nella corretta destinazione delle ingenti risorse che il Paese, non senza sacrifici, destina agli aiuti economici e ai servizi sociali riservati a chi si trovi in una reale condizione economica e sociale di svantaggio.

I controlli in materia proseguono parallelamente a quelli concernenti il lavoro irregolare, in quanto, in tale ultimo caso, la verifica della corretta posizione fiscale e contributiva si associa, contestualmente, al riscontro della eventuale percezione di provvidenze pubbliche del tipo su descritte.

A tal riguardo, nel corrente anno, sono stati accertati 392 casi di soggetti impiegati in nero o in modo irregolare.

Comando Provinciale Cagliari

09126 Cagliari, Viale Diaz 174

Telefono 07034802820

Fax  07034802279

 




GUARDIA DI FINANZA: SCOPERTI 9 CASI DI INDEBITA PERCEZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA PER OLTRE 10 MILA EURO.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari, nel corso degli ultimi mesi, ha ulteriormente intensificato su tutto il territorio di competenza i controlli sulle cosiddette “prestazioni sociali agevolate” – ovvero sui sussidi concessi a cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata – con particolare attenzione al reddito di cittadinanza.

Il lavoro delle Fiamme Gialle si è concretizzato in 16 controlli sulla nuova misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà scoprendo 9 persone che percepivano il sussidio senza averne diritto.

Nella maggior parte dei casi i soggetti sono stati trovati a lavorare “in nero”: è il caso di un operaio edile e di un addetto ad una discoteca ad Alghero, di un barista e una cameriera a Sassari ed in un paese dell’hinterland e di un aiuto pizzaiolo e un lavapiatti in Gallura.

In un’occasione un ragazzo era stato regolarmente assunto in un bar di Alghero ma non aveva comunicato all’INPS di aver trovato un impiego, mentre due donne a Tempio Pausania avevano “dimenticato” di informare l’Istituto di Previdenza Sociale che 3 componenti dei propri nuclei familiari avevano iniziato un’attività lavorativa.

Le posizioni irregolari sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria ed alla Direzione Provinciale INPS di Sassari competente per la revoca del beneficio e per il recupero delle somme indebitamente percepite, quantificate in oltre 10 mila euro.

Le variazioni reddituali e patrimoniali, infatti, vanno comunicate all’INPS nelle tempistiche previste dalla legge pena l’immediata revoca del sussidio con conseguente restituzione degli importi percepiti indebitamente e la denuncia all’Autorità Giudiziaria nel caso di omissione o false dichiarazioni, punite con la reclusione da uno a tre anni.

Anche i redditi provenienti da attività irregolari, come nel caso del lavoro “in nero”, una volta accertati causano la decadenza del beneficio.
I finanzieri, in tutti i casi, hanno concentrato l’attenzione sulla veridicità dei dati delle autocertificazioni presentate, vale a dire sulle informazioni che non emergono dalle verifiche automatiche delle istanze ma che possono essere scoperte solo attraverso il sistematico incrocio dei dati acquisiti nell’ambito di tutte le attività istituzionali con le banche dati in uso al Corpo.

L’azione della Guardia di Finanza continuerà costantemente in tutta la provincia a tutela del corretto impiego delle risorse pubbliche ed a garanzia di tutti i cittadini e in particolare delle fasce più bisognose.




Reddito di inclusione sociale – contributi sospesi in attesa della delibera definitiva della Regione

I Servizi Sociali non possono ancora pagare il Reddito di Inclusione Sociale  a chi percepisce il Reddito di Cittadinanza

Si attende ancora l’approvazione definitiva dell’integrazione della Linee Guida Reis della Regione prima di procedere all’erogazione del relativo contributo ai cittadini che già percepiscono il Reddito di Cittadinanza. Gli uffici del Settore Servizi Sociali sono quindi costretti a sospendere i pagamenti fino a quando la Regione non delibera definitivamente sull’argomento. “I nostri uffici non possono che uniformarsi alle direttive della Regione – spiega l’Assessore ai Servizi Sociali Maria Grazia Salaris – ma confidiamo in una soluzione in tempi brevi per andare incontro alle richieste”. La sospensione deriva da quanto ha stabilito la Direzione Generale delle Politiche Sociali dell’Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale. Nel frattempo, la liquidazione Reis per chi non ha fatto domanda di reddito di cittadinanza continua ad essere erogata.




Reddito di Inclusione Sociale e contributo alle locazioni – somme disponibile da martedì

In pagamento le mensilità di gennaio presso gli sportelli del Banco di Sardegna

Pagamenti per complessivi 123.551 euro da parte dei Servizi Sociali per due leggi di settore, la 23/2005 e la 18/2016, entrambe riferite alla mensilità di gennaio. Per la legge n° 23, relativa al sostegno abitativo, sono disponibili per 23 beneficiari somme pari a 9.016 euro. Per la legge 18, a favore di 507 soggetti destinatari del Reddito di Inclusione Sociale, la tesoreria pagherà 114.535 euro. I pagamenti potranno essere riscossi dai beneficiari a partire da martedì prossimo, 12 febbraio, presso gli sportelli del Banco di Sardegna.




Reddito di inclusione – in pagamento le somme di dicembre

Reddito di Inclusione Sociale e sostegno al pagamento degli affitti: in pagamento le somme di dicembre

In pagamento somme per complessivi 139 mila euro dai Servizi Sociali, gran parte di questi relativi ai contributi economici per il Reis. Da domani, 18 gennaio,  presso gli sportelli del Banco di Sardegna saranno disponibili i contributi economici relativi a tre diverse leggi dei settore.

Per la legge 23/2005 ( sostegno abitativo) , a favore dei 28 beneficiari, l’importo pagato è di 8.750,00 euro; per la legge 18/2016 ( Reis) sono disponibili 118.979,00 euro per 525 soggetti. Ai 46 beneficiari  della Legge 9/2004, infine spettano complessivamente 11.365,00 euro.