Gruppo FS e Regione Sardegna insieme per le corse prova del treno ATR 465

Cagliari, 10 luglio 2026 – Si sono svolte nella notte tra il 9 e il 10 luglio le corse prova del nuovo treno ATR 465, prodotto da CAF e acquistato dalla Regione Sardegna, lungo la linea Cagliari–Olbia e ritorno.

Le attività, rese possibili dalla collaborazione tra le società del Gruppo FS – Rete Ferroviaria Italiana (RFI), Trenitalia e Italcertifer – Regione Sardegna e CAF, hanno consentito di verificare la sicurezza, l’affidabilità e le prestazioni tecniche del convoglio sull’intero percorso, effettuato senza fermate intermedie e in assenza di altro traffico ferroviario in 2 ore e 15 minuti, con una velocità massima di 150 km/h. I tempi di percorrenza effettivi del servizio non saranno quelli ottenuti in questa fase di prova, ma deriveranno dal programma di esercizio.

La circolazione dei treni ad assetto variabile è uno dei diversi fronti operativi in cui si articola il lavoro congiunto di Regione Sardegna ed RFI per l’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria sarda. Grazie a questi interventi, i convogli possono affrontare le curve a velocità fino al 20% superiori rispetto ai treni tradizionali, mantenendo elevati livelli di comfort e sicurezza e contribuendo alla riduzione dei tempi di percorrenza.

L’intervento sulla rete ferroviaria sarda è stato realizzato grazie ai finanziamenti della Regione Autonoma della Sardegna, nell’ambito dell’Accordo Quadro con RFI, e ha comportato investimenti infrastrutturali per oltre 50 milioni di euro. Nell’ambito del progetto, RFI ha curato gli adeguamenti e la certificazione della linea necessari alla circolazione dei nuovi convogli, collaborando con Trenitalia e Italcertifer anche nelle attività di omologazione del treno e del sistema di pendolamento.

Italcertifer ha coordinato e supervisionato l’intera campagna di prove in qualità di Testing Authority, Soggetto Responsabile delle Prove e Organismo di Valutazione della Conformità. La società del Gruppo FS ha seguito l’iter autorizzativo con ANSFISA per il rilascio dell’Autorizzazione alle Prove in Linea (APL), assicurando il presidio tecnico delle attività e la conformità delle verifiche ai requisiti normativi. Nel percorso di messa in servizio del convoglio, Italcertifer ha inoltre curato la certificazione del veicolo secondo le Specifiche Tecniche di Interoperabilità (STI) e la normativa nazionale.

Trenitalia ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi delle proprie officine per ospitare il convoglio durante le attività, avviate nel settembre 2025, e fornendo il personale di condotta impegnato nelle prove.

Fondamentale per l’organizzazione delle attività anche il coordinamento della Regione ed il supporto di ANSFISA, delle Prefetture, dei Comuni, di ANAS, delle Province, delle Forze dell’Ordine e di tutti gli enti coinvolti.

Le corse prova rappresentano una fase tecnica indispensabile nel percorso di messa in servizio del veicolo: hanno permesso di verificarne le prestazioni e di confermarne l’idoneità alla circolazione sulla rete ferroviaria sarda nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e affidabilità. Con il completamento di questa fase dell’iter autorizzativo che si concluderà con un’ulteriore campagna di prove pianificata nel mese di settembre, il percorso proseguirà poi nei mesi successivi con le ulteriori attività di competenza di ANSFISA. Il risultato della corsa prova pone le basi per la definizione della futura offerta commerciale sulla rete sarda e per la riduzione dei tempi di percorrenza, in armonia con le scelte e gli indirizzi strategici che la Regione vorrà adottare.

L’esito positivo dei test rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di progressivo adeguamento agli standard nazionali del sistema ferroviario sardo. Il Gruppo FS, in collaborazione con la Regione Sardegna, proseguirà lo sviluppo dell’infrastruttura e dell’offerta ferroviaria per offrire un servizio sempre più rapido, efficiente e competitivo, rispondendo in modo efficace alle esigenze di mobilità dei viaggiatori.




grave criticità del Servizio Sanitario della Regione Sardegna.

Il Partito Comunista Italiano – Sardegna sottolinea che la grave criticità del Servizio Sanitario della Regione Sardegna è conseguenza di oltre trent’anni di privatizzazioni, tagli al personale e riduzione dei finanziamenti pubblici.

Secondo l’analisi del Dipartimento Welfare e Sanità del partito, la crisi attuale si manifesta attraverso questi punti:

  • Sovraffollamento dei pronto soccorso
  • Tempi di attesa eccessivi per visite, esami e interventi
  • Medicina di base e territoriale in forte sofferenza
  • Molti servizi, tra cui i servizi per la salute mentale, per gli anziani, per l’età evolutiva e dei consultori sono carenti di personale
  • Vi sono costi crescenti a carico dei cittadini a fronte di un servizio sanitario decadente
  • Assenza di prevenzione primaria ambientale

Tale situazione non è frutto di inefficienze occasionali, ma di scelte politiche delle precedenti amministrazioni regionali che hanno favorito l’espansione del privato a discapito del servizio pubblico: una linea politico-programmatica scellerata e antipopolare da contrastare.

Il PCI Sardegna chiede che nella programmazione socio-sanitaria regionale siano inseriti programmi strutturati di de-privatizzazione, con l’obiettivo di:

  • Riportare nel pubblico i servizi essenziali
  • Rafforzare la medicina territoriale
  • Garantire tempi di attesa certi e realmente pubblici
  • Restituire ai cittadini il diritto alla salute senza costi aggiuntivi

Il Comitato Regionale PCI Sardegna




Tassa d’imbarco in Sardegna: un freno per il turismo o una risorsa per la Regione?

di Fausto Farinelli – Alghero 1 Marzo 2025

Un confronto internazionale: la Sardegna è penalizzata?

Come evidenziato da Sandro Usai, studioso del fenomeno trasportistico sardo (Sandro Usai Blog), la tassa d’imbarco in Italia è aumentata notevolmente dal 2004, passando da 1 euro a 6,50 euro per passeggero nella maggior parte degli scali. In alcuni aeroporti, come Venezia (9 euro) e Napoli (8,50 euro), l’importo è ancora più elevato.

Se confrontata con il resto d’Europa, l’Italia risulta il secondo paese con la tassazione aeroportuale più alta, con un carico fiscale di 22,82 euro per passeggero, dietro solo al Regno Unito, dove può arrivare a 40 euro. Paesi come la Spagna applicano solo 2,57 euro, mentre la Lettonia addirittura 0,01 euro.

“L’eliminazione della tassa potrebbe rappresentare un volano per il turismo, ma servono politiche di compensazione per evitare squilibri nei bilanci pubblici”, spiega Usai nel suo studio sulle ripercussioni economiche della tassa (fonte).

L’impatto della tassa sugli aeroporti sardi: numeri e previsioni

Secondo Sandro Usai (fonte), il gettito della tassa d’imbarco in Sardegna è di circa 34 milioni di euro

    Dove finiscono i soldi della tassa d’imbarco?

    Nonostante venga chiamata addizionale comunale, solo una frazione minima dei 6,50 euro pagati per ogni passeggero viene effettivamente destinata ai Comuni aeroportuali. In realtà, la maggior parte del gettito finisce nelle casse dello Stato per scopi completamente estranei al settore del trasporto aereo.

    Secondo lo studio condotto da Andrea Giuricin, 5 euro su 6,50 vengono destinati all’INPS e al “Fondo Trasporto Volo”, ovvero a:

    • 1,5 euro per il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo, che garantisce il sostegno al sistema aeroportuale;
    • 3,5 euro alla Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS), che finanzia alcune specifiche gestioni pensionistiche non direttamente legate al trasporto aereo.

    Dunque, la tassa d’imbarco non serve principalmente a finanziare gli aeroporti o le infrastrutture, ma a coprire spese previdenziali e assistenziali dello Stato.

    Solo 1,5 euro rimane in ambito aeroportuale, suddiviso tra:

    • Il servizio antincendio negli aeroporti;
    • L’ENAV per i costi di sicurezza degli impianti;
    • Una frazione minima destinata ai Comuni aeroportuali.

    In pratica, i Comuni ricevono una quota irrilevante, salvo alcune eccezioni (Roma, Venezia e Napoli), dove le amministrazioni hanno concordato piani di rientro dal debito con il governo nazionale.

    “Per i Comuni, l’introito della tassa è irrisorio, ma viene usato per coprire altre spese dello Stato”, evidenzia Giuricin.

    Questa ripartizione fa emergere un paradosso: si tratta di una tassa che incide direttamente sul costo dei biglietti e sulla competitività del trasporto aereo, senza però finanziare il settore in modo significativo.

    Ma cosa succederebbe se la tassa fosse eliminata?

    Secondo Usai, gli aeroporti sardi potrebbero non essere pronti a gestire un aumento improvviso del traffico aereo senza adeguati investimenti:

    “Gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero sono dimensionati per il traffico attuale. Se la tassa venisse abolita e si verificasse un boom di passeggeri, le infrastrutture attuali non sarebbero in grado di sostenere la crescita senza investimenti significativi” (fonte).

    Senza interventi di ampliamento e modernizzazione, la Sardegna rischierebbe di trovarsi con aeroporti sovraffollati e servizi inefficienti.

    La posizione della politica sarda: un dibattito ancora aperto

    La questione della tassa d’imbarco ha acceso un acceso confronto tra le forze politiche sarde. Paolo Truzzu (FdI) ha attaccato la Giunta Todde, accusandola di immobilismo:

    “Mentre la Giunta continua a perdere tempo, altre regioni come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo hanno già eliminato la tassa. Non c’è più alcuna giustificazione per mantenere questo balzello che ostacola il diritto alla mobilità dei sardi”.

    Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Tedde, ha sollecitato un intervento immediato, suggerendo di utilizzare i 30 milioni di euro destinati alla privatizzazione degli aeroporti per eliminare la tassa:

    “Abbiamo già un modello di riferimento: in altre regioni italiane, abolire la tassa ha favorito l’aumento delle rotte e del traffico aereo. Perché la Sardegna dovrebbe restare indietro?”.

    L’assessora ai Trasporti Barbara Manca, invece, ha frenato, sottolineando la necessità di valutare l’impatto economico dell’abolizione della tassa:

    “Non possiamo prendere decisioni affrettate. La Regione deve valutare l’impatto economico complessivo e garantire un approccio equilibrato”.

    La posizione di Ryanair: “Senza la tassa, più voli, più passeggeri e più lavoro”

    Ryanair, il principale operatore aereo in Sardegna, è tra i più accesi sostenitori dell’abolizione della tassa. Il direttore commerciale Jason McGuinness ha dichiarato che, senza questa imposta, la compagnia potrebbe aumentare significativamente le sue operazioni nell’isola.

    Secondo Ryanair, se la tassa venisse eliminata:

    • 40 nuovi aeromobili verrebbero basati in Italia,
    • 250 nuove rotte sarebbero attivate,
    • 20 milioni di passeggeri in più verrebbero trasportati ogni anno,
    • 1.500 nuovi posti di lavoro verrebbero creati tra personale aeroportuale e indotto.

    “Se la Sardegna vuole essere più competitiva e attrarre più turisti durante tutto l’anno, eliminare questa tassa è il primo passo necessario”, ha dichiarato McGuinness.

    Tuttavia, l’assenza della presidente Alessandra Todde all’incontro con Ryanair, sostituita dall’assessora ai Trasporti Barbara Manca e dall’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, ha suscitato perplessità. Perché la presidente non ha partecipato a un incontro con la compagnia aerea più importante per l’Isola?

    L’analisi di Andrea Giuricin: i benefici dell’abolizione della tassa

    Sempre l’economista Andrea Giuricin, esperto di trasporti e docente alla Università Milano-Bicocca, ha analizzato il possibile impatto dell’abolizione della tassa. Secondo il suo studio, senza questa imposta, entro il 2030 si potrebbero registrare 9 milioni di passeggeri in più, con i seguenti effetti:

    • 4,2 miliardi di euro di crescita del PIL,
    • Oltre 65.000 nuovi posti di lavoro,
    • Un gettito fiscale aggiuntivo di oltre 1 miliardo di euro, compensando il mancato introito della tassa.

    “L’abolizione della tassa d’imbarco potrebbe portare benefici superiori ai costi. Se il traffico passeggeri cresce, lo Stato potrebbe recuperare il gettito fiscale attraverso un aumento delle entrate IVA e delle tasse sui consumi generati dall’incremento turistico”, ha spiegato Giuricin.

    In alcune regioni italiane, come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo, dove la tassa è stata eliminata, il traffico aereo è aumentato e il settore turistico ha beneficiato di una maggiore affluenza di visitatori.

    Eliminazione della tassa d’imbarco: impatto e beneficiari

    Alcune regioni italiane, come Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Calabria, hanno eliminato l’addizionale comunale sui diritti di imbarco. Questa decisione è stata accolta con favore dalle compagnie aeree, in particolare da Ryanair, che ha annunciato investimenti e nuove rotte in queste regioni.  

    L’eliminazione della tassa d’imbarco ha avuto un impatto positivo sul numero di passeggeri e sulla connettività delle regioni interessate. Le compagnie aeree low cost, come Ryanair, hanno beneficiato maggiormente di questa misura, potendo offrire tariffe più competitive e attirare un maggior numero di passeggeri.  

    In Sicilia, l’abolizione della tassa d’imbarco è stata proposta da Ryanair, ma l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò ha espresso dubbi sulla sua fattibilità, a causa dell’impatto finanziario che avrebbe sulle casse della Regione.  

    Assaeroporti ha chiesto una revisione del quadro normativo sulla tassa d’imbarco, evidenziando che l’imposta incide fino a 9 euro sul costo del biglietto e che gran parte del gettito viene destinato a finalità estranee al settore del trasporto aereo.  

    L’associazione “Aeroporti 2030” ha chiesto uno stop agli aumenti della tassa sui biglietti aerei, evidenziando che l’addizionale aumenta il prezzo di ogni biglietto fino a 9 euro nel nostro Paese.  

    Uno studio dell’ACI (Airports Council International) ha dimostrato che le tasse aeroportuali possono avere un impatto economico negativo significativo, superando le entrate generate. Le tasse sui biglietti aerei sopprimono la domanda di trasporto aereo, con conseguente riduzione del traffico, dei posti di lavoro e del PIL.  

    La tassa d’imbarco in Europa

    La tassa d’imbarco è presente anche in altri paesi europei, ma con modalità e importi diversi.

    Belgio:

    In Belgio, è stata introdotta una “tassa d’imbarco” il 1° aprile 2022. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione finale dall’aeroporto di Bruxelles (BRU/EBBR):  

    • 10 euro per voli con destinazione a meno di 500 km da Bruxelles,
    • 2 euro per voli con destinazione a più di 500 km da Bruxelles e situata all’interno dello Spazio economico europeo (SEE), Regno Unito o Svizzera, e
    • 4 euro per voli con destinazione al di fuori del SEE, Regno Unito o Svizzera.  

    Il governo belga ha proposto di aumentare le tasse sui voli a lungo raggio all’interno e all’esterno dell’UE a 5 euro a passeggero. Questa proposta è stata criticata da Ryanair, che ha sottolineato come altri paesi europei, come la Svezia, l’Ungheria e alcune regioni italiane, stiano abolendo le tasse sull’aviazione per mantenere la competitività e stimolare la crescita del traffico.  

    Per essere considerati residenti fiscali in Belgio, gli individui devono aver stabilito il loro “domicilio” o la “sede principale dei loro beni” in Belgio. Per le coppie sposate o conviventi legalmente, il domicilio fiscale è il luogo in cui è stabilita la famiglia. Gli individui che lasciano il Belgio devono notificare le autorità municipali, saldare la loro situazione fiscale e presentare una dichiarazione dei redditi “speciale” entro tre mesi dalla partenza.  

    L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società in Belgio è del 25%. Le piccole e medie imprese (PMI) sono soggette a un’aliquota del 20% sul primo reddito di 100.000 euro, a condizione che soddisfino determinati criteri. Esiste una deduzione per dividendi ricevuti (DRD) del 100% per i dividendi ricevuti da una società belga da una società nazionale o estera. Le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni materiali e immateriali sono soggette a imposta con l’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società del 25%.  

    Germania:

    In Germania, la tassa d’imbarco è chiamata “tassa sull’aviazione” (Luftverkehrsteuer) ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto tedesco. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione da Francoforte sul Meno, il più grande aeroporto commerciale tedesco:  

    • 7,50 euro per destinazioni negli Stati membri dell’UE, nei paesi candidati all’UE, nei paesi dell’EFTA e nei paesi terzi entro la stessa distanza,
    • 23,43 euro per destinazioni nei paesi non coperti dalla prima categoria di distanza, fino a una distanza di 6.000 km, e
    • 42,18 euro per destinazioni a una distanza di oltre 6.000 km.  

    Nel 2023, sono stati dichiarati 1,5 miliardi di euro di tasse sull’aviazione per circa 74,9 milioni di passeggeri aerei. La tassa non si applica, ad esempio, ai passeggeri di età inferiore ai due anni, ai voli per scopi militari, di pubblica autorità o medici e ai voli degli equipaggi che si occupano della sicurezza dei passeggeri aerei.  

    Il governo tedesco ha recentemente aumentato la tassa sui passeggeri aerei, con aumenti che vanno da 12,48 a 15,53 euro per i voli a corto raggio, da 32,25 a 39,34 euro per i voli a medio raggio e da 56,91 a 70,83 euro per i voli a lungo raggio. Questa decisione è stata criticata dall’International Air Transport Association (IATA) e dall’associazione tedesca degli acquirenti di viaggi VDR, che hanno avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe danneggiare la competitività della Germania e ostacolare la ripresa del settore aereo dopo la pandemia.  

    La tassa di uscita tedesca si applica agli individui che detengono più dell’1% di una società (Kapitalgesellschaft) o che sono lavoratori autonomi. A partire dal 2025, la tassa di uscita si applicherà anche alle partecipazioni private in fondi, compresi gli ETF, con un valore di acquisto pari o superiore a 500.000 euro.  

    Regno Unito:

    Nel Regno Unito, la tassa d’imbarco è chiamata “Air Passenger Duty” (APD) ed è applicata a tutti i passeggeri in partenza da un aeroporto del Regno Unito o dell’Isola di Man. L’importo varia a seconda della distanza del volo e della classe di viaggio.  

    Esistono quattro fasce di APD, basate sulla distanza tra Londra e la capitale del paese di destinazione:  

    • Fascia A (0-2.000 miglia): £13 per la classe economica, £26 per tutte le altre classi.
    • Fascia B (2.001-4.000 miglia): £82 per la classe economica, £180 per tutte le altre classi.
    • Fascia C (4.001-6.000 miglia): £94 per la classe economica, £208 per tutte le altre classi.
    • Fascia D (oltre 6.000 miglia): £110 per la classe economica, £220 per tutte le altre classi.

    Alcuni passeggeri possono essere esenti dal pagamento dell’APD, come i bambini sotto i 16 anni e le persone che viaggiano per motivi medici.  

    Dal 1° aprile 2023, sono state introdotte quattro fasce di destinazione: una fascia “nazionale” per le destinazioni in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, e le fasce internazionali A, B e C per tutte le altre destinazioni.  

    Il governo britannico ha annunciato un aumento dell’APD a partire dal 1° aprile 2026. Le nuove tariffe saranno:  

    • Nazionale: tariffa ridotta di £8, tariffa standard di £16 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia A: tariffa ridotta di £15, tariffa standard di £32 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia B: tariffa ridotta di £102, tariffa standard di £244 e tariffa più elevata di £1.097.
    • Fascia C: tariffa ridotta di £106, tariffa standard di £253 e tariffa più elevata di £1.141.

    Il Regno Unito ha introdotto nuove tariffe premium APD per i passeggeri sui voli che utilizzano aeromobili di 20.001 tonnellate o più con meno di 19 posti a sedere. I voli di questa categoria pagano l’APD al doppio della tariffa APD standard per la classe business/prima classe.  

    Francia:

    In Francia, la tassa d’imbarco è chiamata “Tarif de l’aviation civile de la Taxe sur le transport aérien de passagers” ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto situato sul territorio francese. La tariffa per il trasporto merci o posta è di 1,50 euro per tonnellata, mentre la tariffa per i voli passeggeri dipende dalla destinazione finale del passeggero:  

    • 5,05 euro per i voli verso lo Spazio economico europeo (SEE), il Regno Unito e la Svizzera, e
    • 9,09 euro per tutte le altre destinazioni.

    Le tariffe sono riviste ogni anno per tenere conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo.  

    Dal 1° marzo 2025, i voli charter in partenza dagli aeroporti francesi sono soggetti a un forte aumento delle tasse sui passeggeri, che vanno da 210 a 2.100 euro a passeggero. Questa decisione è stata criticata dall’European Business Aviation Association (EBAA), che ha avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe minacciare gli operatori con sede in Francia.  

    Gli individui che lasciano la Francia sono soggetti a tassazione su tutto ciò che hanno guadagnato in Francia prima della loro partenza, nonché su eventuali guadagni francesi tassabili in Francia ai sensi dei trattati fiscali internazionali che hanno guadagnato dopo la loro partenza. Se possiedono immobili in Francia, sono soggetti all’imposta sugli immobili e alla tassa di soggiorno.  

    La Francia applica anche una “tassa di uscita” o “contributo eccezionale sul valore di determinati beni” ai privati e alle società facoltosi che trasferiscono la loro residenza fiscale fuori dalla Francia. La tassa è calcolata sulle plusvalenze non realizzate delle attività finanziarie, ovvero la differenza tra il loro valore di mercato alla data di partenza e il loro prezzo di acquisto, che è quindi soggetta a un’aliquota fissa del 30%.  

    quale futuro per la tassa d’imbarco in Sardegna?

    L’abolizione della tassa potrebbe rendere la Sardegna più competitiva nel settore aereo, con biglietti meno costosi e un aumento del traffico turistico. Tuttavia, senza un piano di investimenti infrastrutturali, gli aeroporti dell’isola rischierebbero di diventare inadeguati alla nuova domanda.

    Inoltre, il dialogo con Ryanair, la compagnia con il maggior numero di voli in Sardegna, non è stato gestito in modo strategico: l’assenza della presidente Todde all’incontro con McGuinness ha lasciato molti interrogativi sulle reali intenzioni della Regione.

    La domanda ora è: la Sardegna vuole cogliere questa opportunità e rilanciare il suo sistema aereo o continuerà a restare vincolata a una tassa che potrebbe rallentare il suo sviluppo?




    COLDIRETTI CAGLIARI A REGIONE: CRESCE PREOCCUPAZIONE SUL SISTEMA IDRICO DEL SUD SARDEGNA. ATTIVARE ‘TAVOLO PERMANENTE’ INTER-ISTITUZIONALE PER GESTIRE SISTEMA IDRICO SUD SARDEGNA

    COLDIRETTI CAGLIARI A REGIONE: CRESCE PREOCCUPAZIONE SUL SISTEMA IDRICO DEL SUD SARDEGNA.

    ATTIVARE ‘TAVOLO PERMANENTE’ INTER-ISTITUZIONALE PER GESTIRE SISTEMA IDRICO SUD SARDEGNA.

    NECESSARIE AZIONI COORDINATE E CONDIVISE PER PIANIFICARE INTERVENTI IMMEDIATI E MEDIO-LUNGO PERIODO

    Un Tavolo Permanente inter-istituzionale, con la partecipazione della Regione, del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale (CBSM) e delle organizzazioni professionali agricole, per coordinare e accelerare il piano di interventi infrastrutturali del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale contenuto in un dossier presentato dallo stesso ente di bonifica. Lo chiede Coldiretti Cagliari che, accogliendo favorevolmente il lavoro prodotto dal Consorzio ha inviato una lettera agli assessori dell’Agricoltura e dei Lavori Pubblici, Gian Franco Satta e Antonio Piu, sottolineando l’importanza di sostenere il piano attraverso un tavolo condiviso che coinvolga tutti i soggetti rappresentativi. L’obiettivo è quello di garantire una gestione efficiente e sostenibile delle risorse idriche nel territorio e attivare tutta una serie di azioni per tamponare le emergenze e sostenere le aziende agricole in questo momento di difficoltà.

    PREOCCUPAZIONI. Anche perché cresce di giorno in giorno la preoccupazione di Coldiretti Cagliari per una situazione invasi nel Sud dell’isola che continua a essere deficitaria. Questa, unita alle ataviche difficoltà di gestione del sistema generale e alla mancanza di alcune infrastrutture strategiche, sta colpendo in modo pesante le aziende agro-pastorali del territorio, rendendo sempre più fosco il prossimo futuro. Il documento presentato alle associazioni di categoria dal CBSM evidenzia non solo gli interventi strategici necessari su opere importanti per migliorare la governance del sistema idrico nel Sud Sardegna, ma dipinge un quadro a tinte fosche sul sistema idrico attuale che non è cambiato rispetto alle recenti piogge cadute nel Sud Sardegna che non son state tali da condurre il territorio fuori dalla crisi idrica che si porta dietro da oltre un anno.

    I NUMERI. Nonostante la provincia di Cagliari sia ancora molto vitale sul fronte agricolo, infatti, si è attivato negli anni un trend di calo di alcuni fattori che, se non invertiti attraverso queste politiche di programmazione e di pronto intervento durante le crisi, si rischia di disperdere una parte cospicua del patrimonio economico del territorio legato al mondo agro-pastorale. I numeri registrati in questi ultimi 10 anni nel territorio mostrano, infatti, una perdita di circa 1.200 ettari di superficie agricola utilizzata (oltre 346 mila ettari del 2010 contro i poco più di 345 mila nel 2020 (Elaborazione Coldiretti Cagliari su dati Istat)). Calato anche il numero di aziende totali, passate nel Sud Sardegna dalle 23.304 nel 2010 alle 16.629 del 2020 (6.675). Numeri non strettamente connessi alla sola difficoltà di gestione idrica ma questa rappresenta comunque un elemento molto rilevante in questo trend da contrastare.

    LA PROPOSTA. Il Tavolo permanente permetterebbe, dunque, di attivare un’azione strategica per supportare il Consorzio di Bonifica che sta programmando i numerosi interventi infrastrutturali proposti nel dossier. Non solo, attiverebbe sia una pianificazione di programmi e azioni di medio-lungo termine che misure straordinarie contro gli effetti della crisi idrica. Perché, come sottolineato da Coldiretti Cagliari nella missiva alla Regione “per affrontare il cambiamento climatico serve una task force coordinata che dia sostegno immediato alle imprese. È emblematico, infatti, che nel 2024 in piena crisi idrica e nonostante la mobilitazione di Coldiretti con migliaia di agricoltori in protesta nelle strade dell’isola, ancora siamo in attesa di risposte fattive dalle istituzioni”.

    RIFORME. La mancanza d’acqua “rende ancora evidenti le carenze del sistema di gestione delle risorse idriche – evidenzia Giorgio Demurtas, presidente di Coldiretti Cagliari – con milioni di metri cubi d’acqua dispersi ogni anno a causa di condotte colabrodo e una mancanza di interconnessioni tra gli invasi”. Una mala gestione idrica che “si ripercuote drammaticamente sulle aziende agricole, causando perdite di reddito familiare e favorendo l’abbandono delle campagne, un fenomeno già preoccupante in Sardegna – aggiunge il neo direttore, Giuseppe Casu – il settore agricolo, già provato dalla crisi economica e dai cambiamenti climatici, si trova ora ad affrontare sfide ancora più complesse. Non intervenire significherebbe accelerare la perdita delle economie rurali, che svolgono un ruolo cruciale nel presidio del territorio contro fenomeni come gli incendi e lo spopolamento”.

    SOLUZIONI. Secondo Demurtas e Casu, in questo “servono interventi strutturali e mirati come la ristrutturazione delle reti idriche, il recupero delle acque reflue e la costruzione di un piano invasi, dotati di sistemi di pompaggio, che permetterebbe non solo di assicurare l’approvvigionamento idrico durante i periodi di siccità, ma anche di ridurre gli effetti devastanti delle piogge e degli acquazzoni sempre più intensi”. Il tutto in un’ottica di rafforzamento del ruolo dei Consorzi di bonifica che hanno dimostrato la loro efficacia nel garantire una tenuta delle colture grazie a una irrigazione capillare. In Sardegna, la scarsità d’acqua è acuita da fenomeni climatici estremi: precipitazioni sempre più concentrate e irregolari rendono indispensabile una gestione flessibile e moderna degli invasi. Coldiretti chiede la creazione di interconnessioni tra bacini idrici per distribuire l’acqua dove è più necessaria, evitando che piogge abbondanti in alcune aree lascino invasi pieni mentre altri restano vuoti.

    Matteo Piga
    Responsabile Ufficio stampa e Relazioni esterne
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    NUOVO STADIO SANT’ELIA: FIRMATO ACCORDO DI PROGRAMMA FRA REGIONE E COMUNE DI CAGLIARI

    Cagliari, 27 dicembre 2024 – Questa sera, a Villa Devoto, la presidente della Regione, Alessandra Todde, e il Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, hanno firmato l’accordo di programma tra la Regione e il Comune per la realizzazione del nuovo stadio.

    “Si tratta di una grande opportunità – ha dichiarato Massimo Zedda -. Il nuovo stadio non sarà solo un polo sportivo che ospiterà, oltre alla squadra del Cagliari, anche grandi eventi come, ci auguriamo, gli Europei di calcio 2032, ma è soprattutto una grande occasione di rigenerazione urbana e sociale del quartiere Sant’Elia. Qui stiamo già intervenendo con una serie di migliorie che spaziano dal sociale alla mobilità”.

    Il nuovo stadio è progettato e deve essere realizzato e gestito, in regime di concessione e in condizioni di equilibrio economico-finanziario in conformità a quanto previsto dalla “Legge sull’impiantistica sportiva”. Nel dettaglio, la Regione finanzierà il progetto con 50 milioni, il Comune si farà carico della demolizione dell’attuale impianto (10 milioni), mentre il privato che si aggiudicherà la gara dovrà farsi carico di ogni costo relativo alla realizzazione delle strutture alberghiere e ricettive, accessorie rispetto all’impianto sportivo, ma funzionali al Piano economico finanziario (P.E.F.) dell’opera complessiva che verrà sottoposto alla vincolante approvazione del Ministero dell’Economia e delle finanze.  

    Il nuovo accordo di programma si riferisce allo stesso progetto sottoscritto nel dicembre del 2023; l’unica modifica riguarda non lo stadio ma le aree esterne a esso, dove le volumetrie originariamente previste, tra le quali un centro commerciale, non verranno realizzate.

    “Questo nuovo progetto ha tre assi portanti: l’impianto sportivo, le aree verdi e l’edilizia popolare. Eliminiamo diversi volumi residenziali e commerciali per rendere meno impattante il progetto e investiamo molto sulle aree verdi che collegheranno le diverse zone dell’impianto. La Regione non sta solamente finanziando la costruzione dell’impianto sportivo, ma sta portando avanti la valorizzazione di tutto il quartiere Sant’Elia. È importante ribadire, e smentire chi continua a raccontarlo, che la Regione non sta finanziando alcun progetto che non riguardi l’impianto sportivo. Questo infatti è un progetto di riqualificazione urbana a tutto tondo che vede protagonista la città di Cagliari. E in questa direzione abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare”, così la presidente della regione Alessandra Todde.




    CONTINUITÀ TERRITORIALE: LA REGIONE OTTIENE PIÙ VOLI GRAZIE ALL’ATTIVAZIONE DI UNA CLAUSOLA DEL DECRETO MINISTERIALE.

    Cagliari, 7 dicembre 2024 – L’Assessorato regionale dei trasporti comunica un importante rafforzamento dei servizi di continuità territoriale aerea, reso possibile grazie ad uno studio dettagliato sui livelli di domanda che lo stesso assessorato ha trasmesso e illustrato al ministero e all’Enac. Lo studio ha dimostrato un’importante crescita dei livelli della domanda rispetto ai livelli di riferimento considerati dal D.M 466/2021, che sta alla base del dimensionamento dei servizi minimi. I nuovi voli saranno quindi aggiunti in maniera strutturale, e non a discrezione dei vettori, su tutte le rotte in continuità territoriale da e per la Sardegna. Questi incrementi permetteranno di rispondere in maniera più efficace all’attuale richiesta di domanda.

    dettagli dei nuovi voli

    Tra le principali novità, spicca la richiesta di un nuovo operativo da Alghero a Milano Linate, servito da Ita Airways, a cui è stato chiesto di anticipare sensibilmente il primo volo dal Riviera del Corallo in maniera tale da permettere ai passeggeri di sfruttare al meglio la giornata, oltre a un rientro serale ritardato. Sono previsti incrementi anche sulle rotte tra Alghero e Roma Fiumicino (sempre coperta da Ita Airways), tra Cagliari e Linate/Fiumicino (Aeroitalia), e tra Olbia e le due principali destinazioni nazionali (Aeroitalia/Volotea).
    Questo aggiornamento del decreto consente alla Regione di avere una leva forte nei confronti dei vettori. In assenza di questo nuovo passaggio l’unico sistema nelle mani dell’assessorato per migliorare l’offerta era la contrattazione di ogni modifica con le singole compagnie aeree.

    Lo schema dei voli aggiuntivi

    Da e per Alghero (AHO)
    AHO → FCO (Roma Fiumicino)
    +1 nuovo volo nella fascia mattutina
    FCO → AHO
    +1 nuovo volo nella fascia serale
    AHO → LIN (Milano Linate)
    +1 nuovo volo nella fascia mattutina
    LIN → AHO
    +1 nuovo volo nella fascia serale

    Da e per Cagliari (CAG)
    CAG → FCO (Roma Fiumicino)
    +2 voli già esistenti che diventano strutturali: uno nella fascia mattutina, uno nella fascia infra-giornaliera
    FCO → CAG
    +2 voli già esistenti che diventano strutturali: uno nella fascia mattutina, uno nella fascia infra-giornaliera
    CAG → LIN (Milano Linate)
    +1 volo già esistente che diventa strutturale nella fascia infra-giornaliera
    LIN → CAG
    +1 volo già esistente che diventa strutturale nella fascia infra-giornaliera

    Da e per Olbia (OLB)
    OLB → FCO (Roma Fiumicino)
    +1 volo già esistente che diventa strutturale nella fascia infra-giornaliera
    FCO → OLB
    +1 volo già esistente che diventa strutturale nella fascia infra-giornaliera
    OLB → LIN (Milano Linate)
    +1 volo già esistente che diventa strutturale nella fascia infra-giornaliera
    LIN → OLB
    +1 volo già esistente che diventa strutturale nella fascia infra-giornaliera

    Le modifiche, già concertate con Enac e ministero dei trasporti, riflettono una pianificazione meticolosa condotta dall’assessorato, che ha già comunicato ai vettori l’incremento dei voli. Ora le compagnie dovranno adeguarsi al nuovo dimensionamento richiesto e ottenuto dalla Regione Sardegna in virtù della crescente domanda, radicalmente cambiata rispetto alle previsioni del 2021, in piena epoca Covid.

    L’assessora Barbara Manca precisa che alcuni di questi nuovi voli, quelli operati da Aeroitalia, sono già in esercizio, dopo che erano stati inseriti volontariamente nel piano operativo dalla compagnia. Tuttavia, il fatto di averli inseriti nel decreto ministeriale li rende a tutti gli effetti strutturali e non più sopprimibili a discrezione del vettore. Altri di questi, quelli da Alghero in particolare, sono a tutti gli effetti nuovi operativi: una coppia di voli aggiuntivi tutto l’anno, sia per Linate che per Fiumicino.

    “Questo risultato è il frutto di un lavoro costante e approfondito di monitoraggio della domanda e di analisi delle esigenze del territorio – afferma l’assessora -. Per la prima volta, infatti, abbiamo chiesto ai vettori di fornire dati precisi sulle prenotazioni, un elemento che riteniamo fondamentale per una programmazione proattiva ed efficace. Proprio grazie alla richiesta e all’ottenimento di questi dati è possibile avere un controllo più attento e una gestione più virtuosa dello strumento della continuità territoriale. Nell’immediato questo ha portato a un adeguamento dell’offerta nei momenti di picco con la collaborazione delle compagnie. È davvero difficile comprendere come sia stato possibile lavorare in passato senza questi elementi essenziali”. Manca sottolinea inoltre che l’attivazione della clausola del decreto ministeriale, mai utilizzata prima, rappresenta una svolta. “Non possiamo che chiederci perché non sia stata mai sfruttata questa opportunità da chi il decreto lo ha concertato e concordato, con tutti i disagi che ne sono derivati – dichiara l’assessora -. La Giunta guidata da Alessandra Todde, invece, ha deciso di utilizzare ogni strumento possibile per garantire ai sardi un servizio migliore e più rispondente alle loro esigenze. Certo, non è stato un meccanismo automatico, ma un’opzione attivata a seguito di numerosi studi che abbiamo fornito a Enac e ministero. Studi che sono stati possibili soprattutto grazie alla richiesta dei dati avanzata nei confronti delle compagnie aeree”. L’assessorato sta lavorando su due orizzonti temporali: da un lato, massimizzare i benefici possibili nel regime attuale di continuità territoriale nei limiti degli strumenti che sono stati resi disponibili, dall’altro, prepararsi per il nuovo decreto ministeriale. “Le regole attuali non ci soddisfano pienamente, lo abbiamo ribadito più volte, ma stiamo facendo il massimo per ottimizzare ogni possibilità e garantire una mobilità dignitosa ai nostri cittadini”, conclude Manca.




    AL VIA IL REGIONE SARDEGNA GRAND PRIX OF ITALY: UN DOPPIO WEEKEND DI EMOZIONI CON F1H2O E AQUABIKE

    Il Campionato Mondiale di F1H2O e quello di Aquabike tornano ad Olbia che ospiterà a partire da giovedì 13 giugno davanti al Molo Brin un ver0 a propri0 “Festival sull’acqua” con i migliori piloti al mondo delle due discipline che si sfideranno nei due Regione Sardegna Grand Prix of Italy.
    Per la prima volta i due Campionati si svolgeranno nello stesso periodo a una settimana di distanza l’uno dall’altro.
    Il primo a prendere il via sarà il mondiale di motonautica F1H2O con le prove libere sul percorso di fronte al Molo Brin venerdì 14 giugno. Le due sessioni di un’ora inizieranno rispettivamente alle 14:30 e alle 16:30.
    Le qualifiche si svolgeranno a partire dalle 10:00 di sabato (15 giugno) mentre la prima Sprint Race inizierà alle 15:00, seguita dalla seconda alle 15:45.
    Dopo una sessione di riscaldamento di un’ora a partire dalle 10:00 di domenica (16 giugno), il F1H2O Regione Sardegna Grand Prix of Italy partirà alle 15:00 dopo il tradizionale giro di parata.
    La stagione ha avuto un inizio emozionante con una gara sensazionale sul Lago Toba in Indonesia e lo spettacolare debutto della F1H2O in Vietnam.
    Con il ritorno in Europa i team troveranno un clima molto diverso dal caldo torrido e dall’umidità del Vietnam e dalle condizioni mutevoli e umide che hanno sperimentato a Sumatra.
    In Sardegna, inoltre, il programma delle gare tornerà agli orari pomeridiani più tradizionali, dopo che le gare nel sud-est asiatico si erano svolte al mattino per evitare potenziali condizioni meteorologiche avverse e il caldo eccessivo.
    Erik Stark di Victory Team si presenterà ad Olbia con un vantaggio di otto punti sul Campione del mondo in carica e vincitore dello scorso Regione Sardegna Grand Prix of Italy lo svedese Jonas Andersson che da quest’anno corre con la divisa del suo nuovo Team Vietnam.
    La Sardegna è sempre stata una parte integrante della storia del Campionato di F1H2O: siamo giunti con questa alla 13ma edizione in Sardegna e la terza ad Olbia dopo il debutto nel 1994 a Porto Cervo che ha ospitato altre due Gran Premi nei due anni successivi e le 7 gare a Cagliari dal 1998 al 2004.
    Ma la Sardegna è diventata col tempo anche una sede cruciale per l’Aquabike e Olbia ne è diventata la “capitale” festeggiando quest’anno il suo sesto gran premio con l’UIM ABP Aquabike Regione Sardegna Grand Prix of Italy che si svolgerà il weekend successivo ( 21-23 giugno) partendo il venerdì con le prove libere al mattino e la pole position nel pomeriggio a partire dalle 13 per poi entrare nel vivo sabato 22 dalle 9.30 con le prime due Moto per tutte le categorie e concludersi domenica 23, dopo le prove libere del mattino, con le gare finali, mattino, nel pomeriggio a partire dalle 14.
    La natura del luogo di gara, e il fatto che l’evento possa beneficiare delle lunghe serate estive e la perfetta intesa con gli organizzatori e le autorità locali, fanno si che il Regione Sardegna Grand Prix of Italy di Aquabike sia l’unico round del calendario mondiale ad ospitare anche tutte le classi minori come Ski Division GP2, GP3 e GP4 e Runabout GP2 e GP4 e GP4 Ladies.
    Quest’anno, con il record di iscritti in un entry list provvisoria di più di 170 piloti provenienti da circa 30 paesi al mondo, per la prima volta saranno organizzate le pre-qualifiche per poter permettere a tutti gli iscritti di partecipare.
    “Sono molto felice di tornare ad Olbia con queste due gare back-to-back – ha detto Nicolò di San Germano il fondatore di H2O Racing, Promoter dei due Campionati – non solo perché mi consente di trascorrere ben due settimane in questa isola che io adoro, ma a parte i motivi personali, perché ritengo che portare le due gare nello stesso periodo sia un bene per Olbia che sta ormai diventando la “gara simbolo del campionato”.
    In questo modo ottimizziamo i nostri trasporti e l’allestimento del paddock creando così meno intralcio e disagio alla città, ma soprattutto perché ritengo che le due settimane di gare offrano un’occasione per far vivere la città e il Molo Brin anche al di fuori degli orari di gara. Per questo abbiamo portato qui una nostra piscina dove i piccoli spettatori potranno cimentarsi con le moto d’acqua ed emulare così i campioni in gara. Gli organizzatori locali hanno allestito anche un mini campo da golf e un percorso per mini moto qui accanto creando così un ulteriore polo di attrazione per i piccoli sportivi.
    Veniamo dall’esperienza del Vietnam, col Grand Prix of Binh Dinh, dove nelle due settimane di gara è stato creato il “Binh Dinh Festival” che vedeva manifestazioni, sagre, eventi, spettacoli collaterali ogni giorno anche in quelli di pausa tra un Gran Premio e l’altro attirando così un pubblico eterogeneo e numeroso.
    Sono sicuro che dopo l’esperienza di quest’anno Olbia potrà fare ancora meglio portando qui le eccellenze della gastronomia, dell’artigianato, della musica e della cultura sarda e rendere queste due settimane un vero Festival della città di Olbia!”
    Il sindaco di Olbia Settimo Nizzi ha aggiunto: ”Olbia si conferma capitale dei grandi eventi sportivi con queste due manifestazioni una di seguito all’altra, aggiungendo prestigio al nostro waterfront. Siamo felici che il numero degli atleti sia in costante crescita, conferma non solo che si tratta di competizioni di altissimo livello, ma anche dell’attrattività del nostro territorio”
    I due Gran Premi potranno essere seguiti in diretta streaming sui siti web e le pagine Facebook di F1H2O e Aquabike mentre il Gran Premio di F1H2O sarà trasmesso in diretta televisiva, da diversi broadcasters di tutto il mondo (tra gli altri Abu Dhabi TV, Beinsport Canada e Usa, Beinsport Australia, sulla tv Malese, Indonesiana e Estone) portando così nei luoghi più lontani le belle immagini di Olbia e della Sardegna.

    Per maggiori informazioni: [email protected]
    https://www.f1h2o.com
    http://www.aquabike.net




    Trasporti, l’appello di Mascia, Cacciotto e Delrio: «La Regione stoppi l’inutile e dannoso progetto dell’Arst»

    «Arst non tratti il nord ovest Sardegna come un campo per sperimentazioni incompatibili con le esigenze di tutela ambientale, con le specificità delle aree a vocazione rurale e, soprattutto, con l’aspirazione a collegamenti metro-tranviari in grado di penetrare in ambito urbano e collegare i centri delle città tra loro, con il porto e con l’aeroporto, collegamenti degni di un territorio che punta a un immediato futuro metropolitano». È la presa di posizione dei tre candidati sindaci di Sassari, Alghero e Sorso per il campo largo, Giuseppe Mascia, Raimondo Cacciotto e Maria Giovanna Delrio.

    Da poco l’Arst ha annunciato un piano per un collegamento ferroviario a scartamento ridotto, con annesso impianto di produzione di idrogeno da impiegare per alimentare i treni e, in futuro, gli autobus. Il progetto da 124 milioni di euro è al vaglio degli uffici regionali per la Valutazione sull’impatto ambientale. «La Regione fermi quest’inutile e dannoso spreco di risorse», è l’appello di Mascia, Cacciotto e Delrio alla presidente del governo isolano, Alessandra Todde.

    I tre candidati sindaci della dorsale metropolitana del nord ovest Sardegna, territorio che da tempo sogna un unico collegamento tra i tre centri abitati ma anche con il porto di Porto Torres e l’aeroporto di Fertilia, sono ostili a un progetto «che anzitutto manca del requisito essenziale del coinvolgimento della comunità su scelte strategiche come i trasporti e i collegamenti», affermano. «Asrt ha pagato i treni a idrogeno circa cinque volte più del costo di un treno ibrido», rimarcano. «Tra l’altro sono prototipi, difficilmente saranno convertiti e omologati entro il giugno 2026, quando scadrà il finanziamento del Pnrr», insistono Giuseppe Mascia, Raimondo Cacciotto e Maria Giovanna Delrio.

    Non solo. «L’impianto fotovoltaico e l’elettrolizzatore, necessari per produrre l’idrogeno, comprometterebbero le aree agricole, senza trascurare i problemi di stoccaggio e trasporto dell’idrogeno prodotto in surplus». Ma lascia perplessi anche l’idea che per andare in aeroporto si debba cambiare treno a Mamuntanas. «È una scelta fuori da ogni seria programmazione», accusano i tre candidati sindaci. «Si imponga ad Arst di ammodernare la linea ferroviaria tra Alghero, Sassari e Sorso, rendendola una vera metro-tranvia territoriale con frequenze, sicurezza, velocità e comfort adeguati», chiedono.

    Giuseppe Mascia, Raimondo Cacciotto e Maria Giovanna Delrio ribadiscono quanto è scritto nei loro programmi per il governo della nascitura città metropolitana. «Il tema della mobilità è cruciale per promuovere lo sviluppo urbano e territoriale e per far diventare Sassari perno dei processi di sviluppo del Nord Sardegna», sostiene Mascia, secondo cui «Sassari è una città diffusa, contraddistinta da una marcata dispersione urbana, al di fuori di ogni disegno pianificatorio». Motivo per cui, fa eco Cacciotto, «occorre fare scelte coerenti con il Programma regionale di sviluppo e il Piano regionale dei trasporti», mentre per Delrio «è necessario armonizzare la pianificazione dello sviluppo territoriale e urbanistico con la pianificazione delle infrastrutture e dei trasportisti».

    L’invito dei tre portabandiera del campo largo è chiaro. «Si pensi a migliorare e completare la rete stradale, funzionale anche a garantire un migliore trasporto pubblico su gomma», affermano. Ma soprattutto «si sviluppino e si valorizzino i collegamenti su ferro – chiosano – come struttura portante del trasporto pubblico locale della futura città metropolitana, connettendo i centri principali fra loro, con il porto e con l’aeroporto».

    GIUSEPPE MASCIA SINDACO – mail: [email protected] Fb: Mascia Sindaco Ig: masciasindaco web: giuseppemasciasindaco.com




    TURISMO: LA REGIONE SARDEGNA PRESENTA LA NUOVA TRATTA OLBIA-DUBAI ALL’ARABIAN TRAVEL MARKET

    Cagliari, 3 Maggio 2024 – La Regione Sardegna parteciperà, dal 6 al 9 maggio 2024, all’Arabian Travel Market, la più importante fiera internazionale dedicata al turismo inbound e outbound degli Emirati Arabi, presso il Dubai World Trade Center. 

    Per la Sardegna sarà un’importante occasione per raccontarsi a un potenziale nuovo mercato in espansione, che si preannuncia strategico per le prossime stagioni turistiche dell’isola anche grazie all’inaugurazione della rotta Olbia-Dubai, operata dal vettore flydubai del gruppo Emirates.

    Il nuovo volo, che sarà operativo ogni martedì e sabato dal 15 giugno al 31 agosto 2024, verrà presentato in una conferenza stampa all’Arabian Travel Market, in cui interverranno l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu insieme a Jeyhun Efendi, Senior Vice President Commercial Operations flydubai, e a Mario Garau e Giovanna Loriga, rispettivamente direttore e vicedirettore commerciale Aviation e marketing Aeroporto di Olbia.

    “È la prima fiera alla quale partecipo in veste di assessore – dichiara Cuccureddu – e sono fiducioso che possa essere l’opportunità per approcciare un nuovo interessante mercato: sono convinto che il target che potremo intercettare in quest’occasione, con l’attivazione della nuova tratta, attivata sperimentalmente già nella scorsa estate, possa essere particolarmente importante per il turismo della nostra Isola. L’obiettivo è quello di lavorare al meglio sui nostri prodotti turistici, che possono andare incontro alle esigenze del pubblico degli Emirati, in termini di qualità e varietà. Ringraziamo flydubai per aver programmato questo collegamento diretto di linea intercontinentale, già sperimentalmente attivato lo scorso anno, e ci auguriamo che in futuro si possa ulteriormente ampliare l’offerta di voli diretti di linea con Paesi extra Unione europea, in termini di frequenza, di destinazioni e di aeroporti sardi coinvolti”.

    Il pubblico di riferimento, spiega l’assessore Franco Cuccureddu, non è solo quello degli Emiratini, ma anche, forse soprattutto, quello dei numerosi liberi professionisti, molti europei e americani che vivono a Dubai e negli Emirati Arabi, e che in estate, quando lì le temperature sono molto elevate, cercano un luogo dal clima più mite per le loro vacanze.

    In questo senso, la Sardegna rappresenta per loro la destinazione perfetta, con la sua offerta marino-balneare che, visto il periodo estivo, sarà certamente al centro della narrazione che verrà portata a Dubai, ma anche con gli altri prodotti, commercializzabili tutto l’anno. L’offerta culturale (con la civiltà Nuragica ad esempio, unica nel Mediterraneo, comparabile alla civiltà egizia per originalità e maestosità delle opere, o con le Domus de Janas, ufficialmente candidate a entrare nella lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità stilato dall’Unesco), quella escursionistica (con percorsi come il leggendario “Selvaggio Blu”, una delle reti ferrate più famose al mondo), quella naturalistica o quella enogastronomica. Senza dimenticare il turismo dei borghi, che è in forte crescita anche perché, grazie al lavoro sul territorio, si arricchisce di nuovi eventi, o l’attrattiva dei grandi eventi di spettacolo, con artisti di livello internazionale che, soprattutto d’estate, si ritrovano in Sardegna per festival e concerti.

    “Nel periodo estivo, è ovvio, il nostro punto di forza è certamente il mare – conclude l’assessore Franco Cuccureddu – ma tutti gli altri attrattori contribuiscono a completare un’offerta di vacanza che confidiamo possa trovare grande interesse negli Emirati ma non va ricordato che l’aeroporto di Dubai è anche uno dei principali hub del trasporto aereo e così questo collegamento diretto rende potenzialmente accessibile la Sardegna a visitatori provenienti da ogni parte del mondo”.




    Passaggio di Consegne alla Regione Sardegna: Alessandra Todde diventa la Prima Presidente Donna

    In un clima di cordialità, avviene il passaggio di consegne tra Christian Solinas e Alessandra Todde, la neo eletta presidente della Regione Sardegna.

    Cagliari ha ospitato un momento storico nella politica sarda: il passaggio di consegne alla presidenza della Regione tra il presidente uscente, Christian Solinas, e la neo eletta Alessandra Todde, che entra nella storia come la prima donna a ricoprire questo ruolo sull’isola. L’incontro si è tenuto nel pomeriggio di oggi a Villa Devoto, sede di rappresentanza della Regione Sardegna, segnando un cambio di direzione nel governo regionale.

    Dalle 15 alle 17, Solinas e Todde hanno condiviso un momento di transizione caratterizzato da proficua cordialità, un gesto simbolico importante per la continuità amministrativa e il futuro della Sardegna. Dopo la tradizionale stretta di mano, i due politici si sono confrontati a porte chiuse su alcune delle questioni più urgenti e significative che attendono la nuova amministrazione.

    L’elezione di Alessandra Todde, proclamata mercoledì scorso dalla Corte d’Appello di Cagliari, non solo rappresenta un punto di svolta per la rappresentanza femminile nelle istituzioni regionali, ma anche una nuova speranza per affrontare con determinazione e sensibilità le sfide che attendono la Sardegna nei prossimi anni.

    Tra i temi caldi sul tavolo delle discussioni ci sono sicuramente la gestione dell’emergenza sanitaria, lo sviluppo economico sostenibile dell’isola e la tutela del patrimonio naturale e culturale sardo. La comunità sarda attende ora di scoprire le linee guida e i progetti che la nuova presidente intenderà perseguire per promuovere il benessere e la crescita della regione.

    Questo passaggio di consegne non è solo un cambio formale di amministrazione, ma anche un momento di riflessione sul futuro della Sardegna e sul ruolo che la politica può giocare nel rispondere efficacemente alle esigenze dei suoi cittadini. Con Alessandra Todde alla guida, la Sardegna si appresta a intraprendere un nuovo capitolo della sua storia, con la speranza che possa essere segnato da progresso, equità e sviluppo.