L’opposizione: Agus, “Regione bloccata dall’inefficienza della Giunta mentre Solinas racconta una Sardegna che non c’è”

Cagliari, 23 gennaio 2020 – “Pressapochismo, disprezzo delle norme e nessuna trasparenza hanno portato al blocco della Regione che non ha bilancio, non ha fatto niente sulla sanità e sta mettendo a rischio il diritto dei sardi alla continuità territoriale”.

Sono le dure accuse rivolte al governo regionale ed al presidente della Regione dal capogruppo dei Progressisti Francesco Agus in un incontro al quale hanno partecipato esponenti di tutta la minoranza. Agus, col supporto di un dettagliato dossier su tutte le inadempienze dell’esecutivo, si è poi soffermato in particolare sulle recenti nomine “a tempo” dei direttori generali che, a suo giudizio, sarebbero viziate da irregolarità insanabili tanto è vero, ha ricordato, che il direttore generale del personale ha lasciato il suo incarico. Chiediamo il ritiro immediato di questi atti, ha concluso il capogruppo dei Progressisti, e lo faremo anche inviando una nota al Governo nazionale.

Il capogruppo dei Progressisti ha infine criticato la proposta di ripristino dei Cda negli enti regionali, proposta sulla quale lo stesso Solinas, da consigliere, era contrario.

D’accordo con Agus, il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha attribuito lo stallo politico ai profondi contrasti interni alla maggioranza, mettendo poi l’accento sulle scadenze ravvicinate della continuità territoriale. Ne parliamo con un anno di ritardo nonostante ripetute richieste solo grazie ad una nostra mozione, ha protestato, ma i fatti parlano chiaro: la Giunta ha impostato una trattativa al ribasso senza coinvolgere il Consiglio e la società sarda ed ora i problemi stanno cadendo addosso ai sardi perché c’è il rischio concreto del totale isolamento della Sardegna a partire da aprile.

Sul ripescaggio dei Cda Ganau ha assicurato che l’opposizione userà tutti gli strumenti regolamentari per bloccare il provvedimento, sia perché crea 34 “poltrone” in più con un costo aggiunti di 1.5 milioni l’anno, sia perché non risolve il problema dell’efficienza degli regionali i quali, semmai, hanno bisogno di direttive chiare e precise degli organi di governo e degli assessorati.

Desirè Manca, capogruppo del M5S, ha rilanciato le critiche alla maggioranza sardo-leghista che ormai da 9 mesi non governa la Regione. La produzione legislativa è praticamente inesistente, ha affermato, ed anche le nostre proposte (alcune della quali presentate all’inizio della legislatura) non sono mai arrivate nemmeno in commissione, determinando danni gravissimi per i sardi.

Riferendosi alla reintroduzione dei Cda, la Manca ha definito la proposta l’ennesimo spreco di risorse pubbliche esattamente come i 7 milioni destinati agli oratori che, dal primo gennaio, sono diventati 22.

Ancora per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha osservato che gli argomenti portati avanti dalla minoranza, di solito, sarebbe stati oggetto di valutazioni politiche di metà legislatura. Invece siamo costretti a farle adesso, ha aggiunto, perché la Giunta ha raggiunto in appena 9 mesi il massimo dell’inefficienza, tranne che sulla lottizzazione delle poltrone.

Nomine negli Enti, moltiplicazione delle Province e delle Asl, ha detto inoltre Zedda, sono parti di un disegno pericoloso per la Sardegna che viene da lontano, da quando Solinas annunciò di voler usare il manuale “Cencelli”: quanto sta accad




appello alla Regione degli studenti del percorso biomedico del Liceo Azuni contro la chiusura della scuola di specializzazione in Cardiologia a Sassari

Oggetto: appello degli studenti del percorso biomedico del Liceo Azuni contro la chiusura della

              scuola di specializzazione in Cardiologia a Sassari.

Gli studenti del percorso biomedico del Liceo Azuni inaugurato quest’anno per le classi terze, l’unico diquesto tipo nel nord della Sardegna, lanciano un appello al presidente della Regione ed all’assessoreregionale alla sanità contro la chiusura della scuola di specializzazione in Cardiologia a Sassari.Abbiamofatto una scelta importante, che comporta un impegno aggiuntivo scrivono gli allievi del liceo di via Rolando – perché crediamo fortemente che lavorare di più possa aiutarci a realizzare il nostro sogno difrequentare la Facoltà di Medicina. Un progetto, questo, che rischia di infrangersi contro il depauperamentodei corsi di specializzazione che sta falcidiando la nostra Università”. Il documento degli studenti puntaquindi, decisamente, sull’ultimo caso in questi giorni alla ribalta della cronaca. “Abbiamo appreso con grande preoccupazionescrivono i futuri camici bianchiche anche la scuola di specializzazione in Cardiologia dell’ateneo cittadino sta per essere soppressa, andandosi ad aggiungere alle altre ventunoscomparse negli ultimi dieci anni. La Facoltà di Medicina dell’Università di Sassari rappresenta per noi ilnaturale e privilegiato punto di approdo del percorso universitario che aspiriamo ad intraprendere, e cirisulta che proprio la scuola di specializzazione in Cardiologia sia un’eccellenza del territorio, dunqueriteniamo doveroso batterci oggi per salvare una struttura che potrebbe accoglierci domani”. Il grido diallarme degli studenti del Liceo Azuni viene rivolto poi direttamente agli amministratori regionali. “Vediamo in voi i protagonisti delle scelte politiche che disegneranno il futuro della nostra isolaaffermano– e dunque noi, che abbiamo fatto una scelta consapevole e subito intrapreso un percorso di formazionemirato, vi rivolgiamo un forte appello affinché interveniate per porre un freno all’emorragia nell’offertaformativa universitaria a Sassari e nel territorio, che si ripercuote in tutta la Sardegna. Non si tratta soltantodi dare a noi una speranza, ma crediamo che una presa di posizione politica su queste criticità sarebbe un forte segnale per tutta l’isola, che deve produrre ogni sforzo per trattenere noi giovani e per richiamare nellaloro terra quelli che sono andati via”. Il tono finale dell’appello è molto chiaro. “Se la Sardegna vuole avereun futuro e risollevarsi dall’inesorabile declino nel quale sta scivolandoconcludono gli allievi del percorsobiomedico non può prescindere dal recupero e dall’accumulo di quell’energia vitale che soltanto le nuovegenerazioni sono in grado di garantire ed alla quale noi vogliamo contribuire a pieno titolo”.    




Al via domani a Tempio “Qui c’è aria di Cultura”: per tre giorni trentuno editori nel cuore della Gallura

La mostra regionale del libro inizia al mattino con l’intitolazione a Manlio Brigaglia della Sala Convegni della Biblioteca comunale. Nel pomeriggio si prosegue con la mostra artistica “Noi e il mondo”, per entrare nel vivo degli incontri con gli autori e in serata lo spettacolo Snowflake di “Moviment’Arti”

 

TEMPIO PAUSANIA. Prende il via domani (venerdì 22 novembre) a Tempio la prima edizione di “Qui c’è aria di cultura”, evento di promozione dell’editoria libraria sarda promosso dall’assessorato regionale alla Cultura e organizzato dall’Amministrazione comunale tempiese di concerto con l’AES, e in collaborazione con la libreria Bardamù.

Sarà un’intensa giornata di appuntamenti, a partire dall’attesa intitolazione della Sala Convegni della Biblioteca Comunale al compianto Manlio Brigaglia, per proseguire nel pomeriggio con la mostra artistica “Noi e il mondo” ispirata a Maria Lai, entrare nel vivo degli incontri con gli autori e concludere la serata con lo spettacolo Snowflake a cura di Moviment’arti.

L’inaugurazione è prevista per le 10.30 al Palazzo degli Scolopi. Ad aprire i lavori sarà l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, al quale faranno seguito gli interventi del vicesindaco Gianni Addis, del consigliere delegato alla Cultura Giovanni Marco Usai, dell’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Franco Marotto, del giornalista Gianni Garrucciu e della presidente AES, Simonetta Castia.

L’omaggio a Manlio Brigaglia è previsto per le 11. Il tributo arriva nella città natale del compianto docente, storico, giornalista e facitore di libri, proprio in occasione della mostra che vede protagonista l’editoria libraria sarda, alla quale “il professore” era particolarmente legato.

L’evento istituzionale sarà accompagnato dalla presentazione del libro di Franco Fresi, “Manlio Brigaglia. Ricordi di una vita” (Soter editrice), impreziosita dagli interventi di Salvatore Tola e Sandro Ruju, autori del libro “Manlio Brigaglia. Tutti i libri che ho fatto” (Mediando Edizioni).

Nel pomeriggio, per la sezione “Infiniti spazi”, alle 16.15 sarà inaugurata la mostra artistica “Noi e il mondo”, a cura di AES e Casa Falconieri: un originale percorso creativo e artistico, che porta a Tempio il risultato della performance rappresentata al Lingotto di Torino per il Salone del libro, e che vuole replicare anche a Tempio Pausania la straordinaria operazione realizzata nel 1981 da Maria Lai con gli abitanti di Ulassai. L’artista Gabriella Locci esporrà il bellissimo nastro di stoffa decorato e arricchito di passi letterari tratti dalla letteratura sarda.

La serata prevede numerosi incontri con gli autori per la sezione “Tra Isola e mondo”, presentata da Salvatore Taras. Alle 17 Mediando Edizioni propone “Nuraghi Paesaggi e stagioni” di Salvatore Pirisinu, in compagnia dell’archeologo Rubens D’Oriano e dell’editrice Simonetta Castia. Alle 17.45 Alfa Editrice porta a Tempio “Il viaggio. Breve antologia di Grazia Deledda” di Isabella Mastino. Alle 18.30 NOR presenta “Piccinni in Castòrias” di Giuseppe Tirotto, mentre alle 19.15 l’autore Fabio Delizzos propone “Il quadro segreto di Leonardo”, per la Newton Compton, assieme a Giuseppe Pulina.

La serata si conclude in bellezza con lo spettacolo multimediale e musicale “Snowflake. Storia di un fiocco di neve” proposto dalla compagnia di danza “Moviment’arti” di Tempio, introdotta da Dario Maiore.

 

Programma Scuole di venerdì22 novembre.

Ricchissimo anche il calendario collegato alle scuole per la sezione “Adotta un libro sardo”.

Alle 8.30 gli studenti dell’Istituto comprensivo di piazza Libertà partecipano al laboratorio didattico “La stria bucchitolta”, della Taphros Editrice, che alle 9.30 presenta “L’avvinturi di Pinocchju” gli studenti dell’Istituto comprensivo di piazza Libertà, con Ivan Ponsano e Dario Maiore.

Alle 10.45 gli studenti della scuola primaria di San Giuseppe incontrano Mauro Maxia (curatore) e Giovanni Marras (Dirigente scolastico IC Perfugas), per conoscere “Gioghende e imparende – Ghjuchendi e imparendi”, edito da Condaghes.

Per le scuole secondarie, alle 9 gli studenti del Liceo Artistico De André parlano di “Rossi abbaia in classe” con Antonio Budruni, altra pubblicazione di Carlo Delfino, per poi scoprire alle 10 l’“Atlante astronomico della Divina Commedia” della Mediando Edizioni, a cura di Gian Nicola Cabizza. Alle 10.30, i ragazzi del Liceo Classico Dettori incontrano invece Isabella Mastino che presenta “Il viaggio. Breve antologia di Grazia Deledda”, Alfa Editrice. La mostra del libro proseguirà il sabato 23 e domenica 24 novembre a Tempio Pausania tra lo Spazio Faber e la Casa del Fanciullo.




Riccio di mare, Alghero apripista in regione.

Riccio di mare, Alghero apripista in Regione per la tutela ambientale e difesa dell’economia del settore

Giornata operativa ieri con il Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione, On.Piero Maieli e con la parlamentare Paola Deiana. Il sindaco Mario Conoci continua ad avvicinare la Regione alla città di Alghero che affianca l’Amministrazione su diversi fronti.  Il Comune di Alghero si mette in prima fila per stare vicino alle imprese di pesca, dei pescatori professionisti, degli operatori, del comparto della ristorazione.  Sul riccio di mare ci si confronta per trovare le migliori soluzioni per evitare di provocare danni alla categoria pur nella necessità di salvaguardia della specie. Tutti i soggetti insieme per lavorare su più fronti, soprattutto per fare chiarezza e per individuare strumenti efficaci.  Il problema del riccio di mare mette tutti d’accordo nell’evitare che diventi specie protetta e sul fatto che i danni maggiori sono provocati dalla pesca abusiva. Diverse le ipotesi esposte dall’Assessore Montis  che andranno a fare sintesi in una proposta concreta alla Regione. Dalle campagne di sensibilizzazione tra i ristoratori per  proporre piatti con polpa di riccio in un periodo ben definito dell’anno alla possibilità di creazione di aree di ripopolamento, alla possibilità di imporre una moratoria che tuttavia non sia a solo danno degli operatori. “Vogliamo individuare insieme un modello di gestione che sia il più condiviso possibile, questo è l’obbiettivo – ha detto il Sindaco Mario Conoci agli operatori presenti – e ricercare il migliore equilibrio tra tutela e aspettative economiche del comparto”. Presente il Comandante del Porto Piercarlo Moscogiuri, che ha ribadito la piena operatività nel contrasto all’abusivismo, il direttore del parco di Porto Conte Mariano Mariani, il presidente del Flag Nord Sardegna Benedetto Sechi, i rappresentanti di Coldiretti e delle associazioni dei pescatori, i rappresentanti del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, la consigliera comunale Ornella Piras. L’incontro ha visto compiere un passo avanti importante nella costruzione di un percorso che dal prossimo anno dovrà portare ad interventi regionali. In precedenza, con la presidente della III° Commissione Consiliare delle Attività Produttive, Monica Pulina, gli assessori Andrea Montis, Giorgia Vaccaro, Marco Di Gangi, Giovanna Caria, i consiglieri comunali Giovanni Monti, Alberto Bamonti, a Porta Terra, si sono affrontati i diversi temi riguardanti le problematiche della pesca e del settore delle attività produttive, le proposte dell’Amministrazione regionale per andare incontro alle esigenze delle imprese. L’incontro operativo di ieri sarà seguito da ulteriori appuntamenti a Cagliari e ad Alghero.




Regione Sardegna: Elena Fancello lascia il M5S e aderisce al gruppo Misto

Ho aderito al Movimento Cinque Stelle mossa dal ragionevole convincimento che potesse finalmente rappresentare il veicolo per cambiare la Sardegna e l’Italia; pensavo di aver aderito ad un libero Movimento di cittadini, non ad un’azienda cui obbedire senza possibilità di contraddittorio. Intendevo portare nelle Istituzioni le istanze dei Sardi, non riproporre la sterile logica della contrapposizione tra blocchi. Dopo mesi di delusione umana e politica continuerò la mia esperienza nel Gruppo misto in Consiglio Regionale, a cui ho deciso di aderire” così Elena Fancello, consigliere  regionale eletta nel collegio di Nuoro all’atto di lasciare il M5Stelle e aderire al Gruppo Misto.

Mi piaceva l’idea di riportare la politica nelle piazze, di coinvolgere i delusi, di affrontare i problemi quotidiani dei cittadini. Ho avuto l’onore di essere stata selezionata dagli attivisti e votata da tanti Sardi che credevano in me e nella nostra offerta politica. Sin dalla campagna elettorale sono però apparse drammaticamente la disorganizzazione, il dilettantismo, la mancanza totale di trasparenza su candidature, esclusioni, poteri e responsabilità, che sono andate ben oltre le mie più pessimistiche previsioni. Sono stata destinataria via mail di un diktat del capo politico nel quale mi si invitava ad: astenersi dal rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione o intervista presso qualsiasi media, pena l’adozione di provvedimenti disciplinari. Sono stata esclusa dalla partecipazione ad eventi istituzionali di gruppo quale quello con il Presidente del Consiglio Conte, in visita a Cagliari. Ho chiesto pubblicamente un chiarimento politico da parte della Capogruppo senza essere stata degnata della benché minima risposta. Sono stata attaccata dal mio gruppo politico, nonostante sulla mozione di richiesta di referendum per l’abolizione della quota proporzionale della Legge elettorale attualmente in vigore, non avessimo preso una decisione collegiale, lasciando libertà di voto.

A livello regionale ritengo inopportuno continuare a far parte di un collettivo che non ha mostrato alcuna attenzione a quei valori e soprattutto a quei rapporti umani e prepolitici che consentono ad un gruppo di diventare, con la condivisione di un’idea e di un progetto, effettiva comunità politica. Ne è stata la prova definitiva il fatto che l’unica, insieme a me, a firmare la proposta di modifica della legge riguardante l’apprendistato professionalizzante, elaborata dagli attivisti del “tavolo lavoro” durante la scrittura del programma regionale, è stata la collega Cuccu.

Aderirò dunque al Gruppo Misto, dal quale continuerò a rappresentare i valori per cui è nato il Movimento, che sono propri di tutti i Sardi di buona volontà e senso civico, portando avanti battaglie per il bene comune nell’interesse esclusivo della nostra terra e della popolazione sarda.Nonostante la delusione ed il rammarico sentiti in questo momento, la mia onestà intellettuale mi da la forza per affrontare le invettive che seguiranno, consapevole che chi le scatenerà o le alimenterà, lo farà inconsapevolmente recitando ossessivamente un copione scritto da altri”.




La denuncia degli Editori sardi: “Annullate la Mostra regionale del libro”

I fondatori della manifestazione totalmente ignorati dal Comune di Macomer e dalla Regione nell’organizzazione della fiera, palesano l’utilizzo improprio del fondi, la mancanza di coordinamento e il paradosso di una data improponibile. Tutte le criticità nella gestione dell’evento di Macomer

 

Un momento della conferenza stampa

SASSARI. Non sono stati sufficienti diciotto anni per portare alla maturità la Mostra regionale del libro. Nonostante l’AES e gli editori sardi abbiano sempre rivendicato a più riprese una condivisione progettuale, quest’anno sono stati totalmente esclusi e ignorati da parte del Comune di Macomer e della Regione.

Pertanto non parteciperanno alla XVIII Mostra regionale del libro in Sardegna e chiedono senza mezzi termini l’annullamento della manifestazione. Un evento che, a detta dei rappresentanti dell’associazione, sarebbe finito in una morsa gestionale totalizzante da parte del Comune di Macomer, tradendo lo stesso spirito per cui era nato. Cioè la promozione dell’editoria dell’isola. Visto che la manifestazione è totalmente finanziata con risorse provenienti dal capitolo dell’editoria sarda.

Se da un lato l’accusa è quella di avere escluso gli Editori sardi, senza alcuna condivisione sui contenuti, sulle date e sulle modalità organizzative, dall’altra, oltre alla marginalizzazione del ruolo delle aziende c’è il biasimo per vedere snaturata un’iniziativa nata nel 2000 da un accordo tra l’assessorato regionale e l’AES, per dare agli stessi editori una vetrina esclusiva e un ruolo di primo piano.

Ma non è tutto. Le date scelte da Regione e Comune di Macomer per l’apertura della Mostra, dal 17 al 20 ottobre, corrispondono paradossalmente a quelle della Fiera internazionale di Francoforte, un evento per il quale la Regione finanzia la partecipazione degli editori come appuntamento irrinunciabile per la promozione della Sardegna attraverso il mondo del libro.

Una coincidenza che ha il sapore della beffa, e impedisce di fatto la presenza a Macomer dei principali protagonisti. A dimostrazione – dicono gli editori – che a fare gola al Comune non sia tanto la manifestazione in se stessa ma il finanziamento che c’è dietro.

Tutte le criticità sono state elencate stamane dalla presidente Simonetta Castia nel corso di una conferenza stampa che alla Camera di commercio di Sassari ha visto la presenza del direttivo AES e di numerosi imprenditori aderenti all’associazione (unica presente e operante in Sardegna e riconosciuta dalla normativa regionale).

La presidente AES, Simonetta Castia

«Solo casualmente siamo venuti a conoscenza di un atto di indirizzo che quest’anno escludeva totalmente l’oggetto della fiera, cioè l’editoria – ha spiegato Castia –. Abbiamo contestato immediatamente questa decisione assunta in maniera formale senza aver ricevuto alcun riscontro. C’è stato un goffo tentativo di finto coinvolgimento, quasi che la nostra presenza attiva non fosse un vincolo per il Comune, che ha assunto abusivamente il ruolo di coordinatore artistico e di proprietario di una fiera che invece è regionale. In Commissione Cultura abbiamo chiesto di esercitare vigilanza perché ritenevamo che ci fossero situazioni poco chiare e chiediamo che si dia seguito alle nostre richieste».

Nella sintesi dell’intervento, se Macomer doveva essere la cornice dell’iniziativa (opportunità che avrebbe potuto pendere su altri centri dell’isola), la sua Amministrazione comunale ha cercato di farla propria assumendo gradualmente ruoli che non gli competevano. Dal 2011 il Comune è diventato un collettore di tutti i fondi, e ha così iniziato a rivendicarne impropriamente anche la titolarità. Le cose sono progressivamente peggiorate dal 2014, fino al tentativo di esclusione totale degli editori da qualsiasi presupposto progettuale.

Dopo aver visto snaturare anno dopo anno l’utilizzo dei finanziamenti sulla promozione dell’editoria garantiti dalla legge 22/98, l’AES ora punta i piedi, come peraltro aveva già fatto nel mese di maggio per il bando regionale sulla partecipazione al Salone del libro di Torino. Un evento clamorosamente caratterizzato dalla partecipazione separata di Editori sardi da un lato e dello stand istituzionale RAS dall’altro.

Tutto questo in un momento di particolare impoverimento per il comparto, che da anni non riceve nessuna attribuzione diretta di finanziamenti per la realizzazione di progetti autogestiti. La somma di 120mila euro stanziati nel 2019 per la promozione del settore, la ricevono i Comuni, che hanno certamente interesse a destinarli a scopi di loro utilità. Però stavolta l’AES non si limita a dire no. Chiede con decisione che la manifestazione di Macomer venga annullata ed è pronta a dimostrare le sue ragioni anche attraverso le vie legali. È chiaro che a queste condizioni gli editori sardi non parteciperanno più ad alcuna manifestazione promossa dalla Regione Sardegna.

 




AOU SASSARI – Dalla Regione 3 milioni di euro per l’assunzione del personale

Dalla Regione 3 milioni di euro per l’assunzione del personale

Sarà possibile potenziare la dotazione organica di alcune unità operative.

Sassari 24 luglio 2019 – Uno stanziamento di circa 3 milioni di euro, provenienti da risorse inutilizzate in Ats, consentirà all’Aou di Sassari l’assunzione di personale sanitario necessario. La notizia del finanziamento è arrivata nel pomeriggio di ieri, dopo la chiusura della riunione della Giunta regionale.

Si tratta di una sicura boccata d’ossigeno per l’Aou sassarese, considerata la necessità di potenziare la dotazione di alcune unità operative in sofferenza per la carenza di personale. Sarà possibile, inoltre, garantire l’attività di ricovero, aumentata dopo la chiusura del Policlinico di viale Italia.

«Ringraziamo il presidente della Regione Christian Solinas e l’assessore della Sanità Mario Nieddu per il rispetto degli impegni assunti nei confronti della nostra azienda – commenta il direttore generale dell’Aou di Sassari Nicolò Orrù – che si è fatta carico delle prestazioni di ricovero garantite dal Policlinico sassarese sino a novembre scorso. In questo modo per l’Aou sarà possibile superare una parte delle criticità segnalate in tema di dotazione organica e sostituzione del personale».

Oltre a potenziare il personale sanitario, i fondi consentiranno l’assunzione, sempre secondo il piano triennale delle assunzioni già autorizzato dalla Regione, anche di personale amministrativo che sarà a supporto delle strutture impegnate nella realizzazione dei bandi di concorso e delle gare, in particolare quelle per i farmaci.




Sanità: Il Sindaco Mario Conoci alla Regione: preoccupa la situazione del Centro Trasfusionale.

“Gli encomiabili risultati ottenuto dal Centro Trasfusionale di Alghero rischiano di essere vanificati dalla riforma della Rete Ospedaliera che ha previsto la costituzione di 2 HUB regionali di medicina Trasfusionale.  Ciò comporterebbe il sicuro depotenziamento del Servizio Trasfusionale di Alghero, tra i più efficienti e produttivi Servizi Immunoematologia e Trasfusione del nord Sardegna.” Lo afferma il Sindaco di Alghero Mario Conoci in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Christian, all’Assessore della Sanità Mario Nieddu e al Presidente del Consiglio regionale Michele Pais.

Alghero, infatti, pur essendo un servizio dipartimentale, è la quarta realtà produttiva dopo Cagliari, Sassari e Oristano, con un bacino di utenza di circa 45.000 utenti. Ha raggiunto valori di lavorazione di 11.774 unità nonostante potesse contare su un numero di operatori nettamente inferiore a quello degli altri SIT regionali. Ha inoltre implementato diverse attività quali l’aferesi terapeutica con circa 230 procedure l’anno, l’aferesi produttiva con circa 1.000 procedure l’anno e l’attività dei test di conferma biologica. Ha svolto un’intensa attività ambulatoriale che nel 1° trimestre 2019 ha raggiunto 4.700 prestazioni, garantendo non solo la propria autosufficienza ma anche la cessione ad altri presidi ospedalieri regionali del 60% delle unità di sangue raccolte.

“Risultati destinati ad essere vanificati – spiega il Sindaco di Alghero – qualora non venissero modificate le previsioni contenute nella riforma della Rete Ospedaliera, la cui applicazione prevede che le unità raccolte presso il distretto di Alghero vengano traferite per la gestione e la lavorazione in un HUB”. Per queste ragioni, Mario Conoci si rivolge alla Regione “affinché sia impressa un’accelerazione al processo di predisposizione della riforma del sistema sanitario regionale che consenta il superamento del piano per la rete ospedaliera varato dalla precedente amministrazione regionale, che mal si attaglia alle peculiarità della Sardegna. Ma, soprattutto, chiedo un Vostro autorevole intervento affinché nel frattempo siano riconosciuti gli eccellenti risultati del Centro Trasfusionale di Alghero e che sia, pertanto, valutata l’ipotesi di elevare il Servizio Trasfusionale algherese a Struttura Complessa in considerazione delle prestazioni erogate, superiori a quelle di altri SIT attualmente classificati tra le Strutture Complesse”.




Editori sardi, schiaffo alla Regione per il Salone di Torino: “Ha scelto una logica suicida, parteciperemo per conto nostro”

L’assessorato regionale alla Cultura ha estromesso l’AES dalla celebre manifestazione torinese. Gli editori parteciperanno così per conto proprio, in un’altra postazione slegata dallo stand istituzionale, che è finanziato attraverso l’impiego di risorse previste dalla legge a sostegno dell’editoria isolana

Simonetta Castia, presidente AES

SASSARI. Lo stand della Regione Sardegna sarà presente al Salone internazionale del libro di Torino, ma senza gli editori sardi e le loro pubblicazioni. L’assessorato regionale alla Cultura ha infatti deciso di attribuire le risorse destinate alla promozione dell’editoria sarda, alla programmazione culturale e ai servizi di comunicazione, a una società di servizi di carattere generalista, utilizzando un parametro di attribuzione che prevede esclusivamente il ribasso economico, senza tener conto dei criteri di specificità professionale e di progettualità culturale. Gli editori andranno quindi per conto loro, in un’altra postazione slegata da quella istituzionale.

Ad annunciarlo stamattina nel corso di una conferenza stampa a Sassari è stato il direttivo AES guidato dalla presidente Simonetta Castia, che ha illustrato i dettagli di una scelta attribuita agli uffici dell’assessorato regionale alla Cultura. Una strategia che è stata definita senza mezzi termini suicida e fallimentare, peraltro in un delicato momento di transizione politica, per cui lo stand della Regione Sardegna si ritroverà vuoto, senza libri e animato esclusivamente da iniziative di comunicazione istituzionale, che tradiscono al cento per cento gli obiettivi di promozione delle opere edite in Sardegna previste dalla Legge 22.

I fatti. Il 16 aprile, lo stesso giorno in cui il Salone di Torino ha presentato il programma ufficiale, la Regione ha invece deciso di pubblicare il verbale di una gara indetta il 25 marzo e durata circa dieci giorni nella sua istruttoria, con base d’asta di 39mila euro più iva per lo svolgimento di un servizio estremamente complesso e necessitante di un coordinamento qualificato. Un servizio che prevede mansioni di segreteria, raccordo con tutte le aziende editoriali, trasporto dei libri, logistica, definizione e realizzazione del programma culturale, comunicazione e ufficio stampa, merchandising e gestione dello spazio.

L’incarico è stato poi affidato all’offerta risultante più bassa per la cifra di poco più di 22mila euro, con un ribasso d’asta del 40,5 per cento (la soglia d’anomalia era fissata al 20,5 per cento). “In tal modo la Regione si è garantita la sola presenza istituzionale, finanziandola però attraverso i fondi dell’editoria ed escludendo allo stesso tempo gli editori – ha affermato Simonetta Castia –. Invece di sostenerci, la Regione in questo modo ci sta danneggiando, e sta svilendo la professionalità degli operatori del libro. L’affidamento è privo dei requisiti minimi di programmazione culturale, laddove è richiesta una specifica competenza, e non si può eludere la partecipazione delle case editrici. Inoltre, se si seguono gli stessi parametri stabiliti a suo tempo dalla Regione, l’organizzazione dell’evento appare non sostenibile economicamente per la cifra proposta, che risulta molto al di sotto delle risorse impiegate, dallo stesso assessorato, negli ultimi dieci anni”.

La partecipazione in un’altra postazione. “Gli editori avevano programmato di partecipare e parteciperanno anche alla 32esima edizione del Salone, dove sono stati presenti fin dalla prima edizione dell’88 – ha proseguito Castia –. Saremo accolti all’interno del padiglione Oval, di estrema visibilità, dove esporremo la nostra produzione libraria e interagiremo con i visitatori e con gli operatori del settore, rimediando in corso d’opera alla prevedibile esclusione da parte della Regione, che ha pubblicato un bando al ribasso economico senza valutare la necessità di individuare un soggetto che avesse la competenza per elaborare in così breve tempo il programma culturale, peraltro già predisposto da AES e preventivamente sottoposto all’Assessorato”.

Sono stati salvati gli appuntamenti principali, non previsti nello stand della Regione ma inseriti all’interno del programma generale del Salone. Tra questi il ricordo di Manlio Briaglia e di Paolo Pillonca. “Con la nostra presenza, oltre a evitare di compromettere l’immagine dell’editoria sarda e dissentire fortemente dalle modalità di gestione che ci paiono fortemente anomale  – ha detto ancora Castia –  vogliamo comunicare a tutti i visitatori che noi ci siamo, che la nostra voce è unanime e che ci batteremo sin da ora perché non ci siano più disservizi e ripercussioni negative sull’operato degli editori sardi, che devono essere sostenuti e non affossati”.




Finanziamento della Regione Sardegna: l’apprezzamento del Rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli

SASSARI. Il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari esprime il proprio vivo apprezzamento per l’erogazione, da parte della Regione Sardegna, di 7,5 milioni di euro per il potenziamento dei corsi di Laurea e delle Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Sassari, così come previsto dalla Legge di Stabilità 2019.

Tale erogazione, fortemente voluta dai vertici dell’Amministrazione regionale, costituisce un passo fondamentale per incrementare la presenza sul territorio di personale medico altamente qualificato e per migliorare, in tal modo, la qualità della Sanità in tutto il nord Sardegna.

Anche in tale occasione, quindi, la Regione Sardegna ha dimostrato una forte attenzione non solo nei confronti della formazione professionale, ma anche nell’ammodernamento tecnologico delle infrastrutture ospedaliere, ponendo in essere una concreta manovra che, guardando al futuro, getta le basi per un valido confronto nel mercato nazionale di riferimento. L’Amministrazione Regionale, infatti, in aggiunta ai 7,5 milioni di euro stanziati a favore della formazione, ha finanziato, con un importo di circa 10.000.000,00 euro, interventi di ammodernamento delle tecnologie sanitarie per la diagnostica per immagini, per i servizi dei blocchi operatori e per l’acquisto di attrezzature e apparecchiature varie.

Il finanziamento è frutto della proficua e costante collaborazione tra i vertici della Giunta e del Consiglio regionale e il Rettore dell’Ateneo sassarese Massimo Carpinelli, che si è attivato in prima persona per ottenere un sostegno concreto all’area medica.

In particolare, i fondi per la formazione verranno erogati a seguito della Convenzione firmata lo scorso 15 febbraio dal Presidente della Regione e dal Rettore dell’Università di Sassari, il quale sarà chiamato ad individuare le effettive esigenze didattiche e assistenziali e i conseguenti settori scientifico-disciplinari interessati.

In ossequio alla Convenzione con la RAS, il Senato Accademico, nella seduta del 19 febbraio, ha deliberato in merito all’attivazione dell’iter concorsuale per sette procedure comparative finalizzate alla chiamata di professori di I e II fascia del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Sperimentali.

 

L’Università di Sassari, quindi, ha prontamente attivato le procedure per giungere, nel più breve tempo possibile, alla chiamata di docenti che andranno ad implementare, con le proprie competenze, il Sistema Sanitario regionale.

Il Rettore ringrazia, quindi, il Presidente, la Giunta e il Consiglio regionale per il fattivo sostegno alla sua iniziativa rafforzamento del settore medico-assistenziale, patrimonio dell’intera comunità sarda.

——————-