OCCUPAZIONE – In Sardegna nel 2021 l’occupazione recupera il gap del
2020 ma il divario sul 2019 è ancora profondo: 563mila dipendenti ma
impensieriscono disoccupati e inoccupati. Maria Amelia Lai e Daniele
Serra (Confartigianato Sardegna): “Sul trend del mercato del lavoro è
pesante la difficoltà di reperimento figure professionali
specializzate”.
La Sardegna è la terza regione in Italia in cui l’occupazione, tra
dipendenti e indipendenti, nel 2021 è aumentata maggiormente rispetto
al 2020 anche se il divario rispetto al 2019 rimane ancora profondo.
Sono i numeri dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna,
che ha analizzato di dati Istat, a parlare chiaro: nell’Isola nel 2021
i dipendenti crescono del 2,5% rispetto al 2020 (+11mila unità)
attestandosi sulle 563 mila unità. Rispetto al 2019, però, l’andamento
risulta in calo del 3,2%, segnando un gap di 19mila posti.
A livello nazionale, la crescita sul 2020 è dello 0,8%, mentre dal
confronto sul 2019 emerge un gap del 2,4%: crescono solo le
costruzioni (+8,4%), sulla spinta dei bonus fiscali, mentre il
manifatturiero esteso è in calo dell’1,7% e i servizi del 3,7%.
“Il prolungamento della guerra in Ucraina, l’amplificazione della
crisi energetica e il persistere delle criticità nel reperimento e
prezzi delle materie prime – commenta Maria Amelia Lai, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – potrebbero interrompere il percorso
di recupero del mercato del lavoro dopo la recessione causata dalla
pandemia”. “Ci auguriamo non sia così – continua la Presidente – i
dati dimostrano che la nostra regione, nonostante un gap occupazionale
da recuperare in confronto al 2019, risulta più resiliente rispetto ad
altre regioni d’Italia”.
Osservando i dati relativi al tasso occupazionale (dipendenti e
indipendenti tra i 15-64 anni), se in Italia il dato peggiora rispetto
al livello del 2019, diminuendo dello 0,8%, in Sardegna il confronto
tra i 3 anni (2019-2020-2021) è sostanzialmente positivo. Infatti, i
dati occupazionali del 2021 (53,6% di occupati) sul 2020 (51,7% di
occupati) dicono di un +1,8%, mentre quelli del 2021 sul 2019 (53,7%
di occupati) vedono ancora un leggero gap di 0,1%.
Più preoccupante la situazione della disoccupazione: nel 2019 era del
14,9%, nel 2020 è calata al 13,2% per risalire nel 2021 al 13,5%. A
questi dati bisogna aggiungere quelli dell’inoccupazione, che nel 2019
era del 36,6%, cresciuta al 40,2% nel 2020 e calata al 37,9% nel 2021.
Guardando alle province, in valori assoluti, nel 2021 a Cagliari si
contano 161mila occupati, di cui 73mila donne, 15mila disoccupati e
86mila inattivi. A Nuoro gli occupati erano 72mila, di cui 31mila
donne, con 6mila disoccupati r 51mila inattivi. A Oristano 50mila
occupati, di cui 21mila donne, con 9mila disoccupati e 38mila
inattivi. A Sassari-Gallura gli occupati sono 166mila, di cui 69mila
donne, con 25mila disoccupati e 125mila inattivi. Nel Sud Sardegna gli
occupati sono 114mila, di cui 46mila donne, con 17mila disoccupati e
85mila inattivi.
“In questo momento sono tanti i fattori che rendono difficile
prevedere quali contraccolpi e ricadute potranno esserci sul mercato
del lavoro – commenta Daniele Serra, Segretario Regionale di
Confartigianato Sardegna – ma, oltre a guardare agli avvenimenti
esterni dovremmo concentrarci sul contesto lavorativo delle nostre
aziende; oggi, agli occhi dei giovani, queste sono, quasi
esclusivamente, fonti di reddito mentre dovrebbero essere anche luoghi
attrattivi di condivisione, serenità e benessere”.
Sul trend del mercato del lavoro, infatti, influisce anche un’altra
variabile, quella della difficoltà di reperimento: in Sardegna tale
percentuale si attesta, ad aprile 2022, al 35,6%, aumentata di 13
punti base rispetto al dato del 2019. In Italia la quota di
professioni difficili da trovare sul mercato è sul 40,4% (era il 26,5%
nel 2019).
“Questa contraddizione tra mancato recupero occupazione e difficoltà
di reperimento delle figure da parte delle imprese diviene ancora più
palese di fronte alle ultime stime Excelsior-Unioncamere per il
trimestre aprile–giugno 2022 – riprende la Presidente Lai – che vede
nell’Isola difficoltà di reperimento per quasi 1 lavoratore su 3 pari
a 4mila entrate delle 11mila totali previste”. “Per la maggior parte –
precisa la Presidente – si tratta di figure specializzate che
troverebbero impiego nel settore manifatturiero, ma anche
nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici. Infatti sono
particolarmente difficili da assumere gli Operai nelle attività
metalmeccaniche ed elettromeccaniche (64,5%), gli Operai specializzati
nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (63,5%) ed i
conduttori di mezzi di trasporto (64,6%)”.
“Il vero problema è che le occasioni di lavoro non mancano ma a
mancare è la materia prima, cioè una platea sufficientemente nutrita
di ragazzi adeguatamente formati nei mestieri più dinamici del momento
– conclude il Segretario – il mercato occupazionale è vivo ma bisogna
essere qualificati per le mansioni oggi più richieste, serve quindi
puntare sulla formazione. Ci sono fondi europei dedicati a questo, ma
occorrerebbe che Politica dialogasse di più con chi ha esperienza di
mercato come le imprese”.
WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna