BALLO E ABBIGLIAMENTO POPOLARE ALLA RICERCA DELL’AUTENTICITÀ: GLI ESPERTI DEL FOLCLORE A CONFRONTO

A organizzare il convegno la storica Associazione Folk Santu Predu di Nuoro. Appuntamento sabato 20 aprile all’ISRE

Una piazza sarda affollata di turisti e curiosi in una sera d’estate. L’attenzione del pubblico interamente rivolta ai componenti di un gruppo folk che si esibiscono con figure di ballo ricercate e studiate appositamente per essere guardate. Ma quanto di quello spettacolo riprende in forma genuina la tradizione del ballo sardo? Quanto l’abbigliamento dei “ballerini” è sovrapponibile a quello tradizionale? Ed è filologicamente corretto associare il concetto di ballo sardo a quello di spettacolo? Se ne parlerà a Nuoro sabato 20 aprile, a partire dalle 9, nel corso della tavola rotonda dal titolo “Il ballo e l’abbigliamento popolare: ritorno al passato con la consapevolezza del presente”. A organizzarlo presso l’Auditorium ISRE, l’Associazione Folkloristica Santu Predu di Nuoro, che inserisce l’evento nel novero dei festeggiamenti per il cinquantenario dalla fondazione.

Un momento di confronto – destinato in primis agli addetti ai lavori, ma fruibile anche alla platea più ampia degli appassionati – che intende gettare un cono di luce su cosa significhi fare folklore oggi. Sempre più associazioni, a partire da quelle del Nuorese, mostrano una crescente consapevolezza degli aspetti etnologici che contraddistinguono la cultura folk autentica del proprio territorio. Ne consegue che, nelle loro espressioni, si superi quel fenomeno di “folk revival” che dalla seconda metà del Novecento ha permesso la nascita di tante realtà contraddistinte da una visione più spettacolarizzante – e dunque meno sincera – delle tradizioni. Obiettivo dell’incontro – senza voler distinguere tra buoni e cattivi, ma con spirito orientato al desiderio di fare un po’ di chiarezza –  è invitare il mondo associativo folklorico a riflettere sulla necessità di un’assunzione di responsabilità nella trasmissione delle più recenti interpretazioni del ballo e dell’abbigliamento, orientate a mettere al centro lo spettatore, e l’acquisizione di consapevolezza nel recuperare e dimostrare l’autenticità di quanto proposto. 

Al convegno, moderato dalla giornalista Carlotta Lucato, prenderanno parte, in qualità di relatori, quattro nomi di riconosciuta autorevolezza che faranno luce sulle modalità attuali del fare folklore sotto le rispettive aree di competenza. A partire dal professor Marcello Marras, antropologo e direttore del Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, esperto pluridecennale di uso della musica, della danza e del Carnevale in Sardegna; Franca Rosa Contu, già responsabile del settore Musei dell’ISRE, massima esperta di abbigliamento tradizionale con particolare riferimento alla storia, alle tecniche sartoriali e al loro mutare nei secoli; la professoressa Alessandra Broccolini, docente di Antropologia Culturale e Antropologia del Territorio all’Università Sapienza di Roma, presidente della Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici; e Gavino Farina, consigliere del coordinamento regionale dell’Unione Folklorica Italiana con delega alla tutela delle tradizioni, già Presidente del gruppo folk “Tuffudesu” di Osilo, del quale è componente da oltre trent’anni.

A conclusione dell’evento, si terrà la proiezione – dopo la prima dello scorso ottobre, nel corso delle celebrazioni per i cinquant’anni dell’associazione – di “ASTRINGHIE – in Santu Predu ant pesau unu ballu”, il docufilm con cui l’artista audiovisiva  Vittoria Soddu ripercorre i cinquant’anni del gruppo folk Santu Predu tra preziose immagini d’archivio e testimonianze del presente. Un lavoro che costituisce anche un importante spaccato di vita sociale dello storico rione nuorese di Santu Predu, da quando nel 1973, sotto la spinta di don Salvatore Floris, il gruppo venne a crearsi in modo del tutto spontaneo. Alla proiezione sarà presente la regista.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico, vede il contributo della Fondazione di Sardegna e il patrocinio dell’Unione Folklorica Italiana e dell’Unione Folclorica Sarda.

L’associazione folkloristica Santu Predu 

Nasce nel 1973 su iniziativa di un gruppo di giovani cultori di tradizioni sarde e soprattutto nuoresi. Santu Predu è il nome dall’antico nucleo della città, dal quale si sviluppò poi il villaggio medievale di Nugor. Ma è anche il rione storico nel quale il sodalizio mantiene la sede sociale sin dalla sua fondazione. Con la sua attività, l’associazione si prefigge di preservare, divulgare e mantenere gli usi, i costumi e i valori antropologici della comunità in cui opera.




Elezioni Sarde: Tra Malcontenti e Sacrifici Politici, la Ricerca di un Nuovo Equilibrio

La Sfida Interna alla Lega, il Dissenso nel PSd’Az, e la Strategia del PD per Superare la Leadership di Schlein

L’editoriale di Fausto Farinelli

Alghero, 23 Feb.2024 – Le elezioni regionali in Sardegna si configurano come un momento cruciale per il panorama politico italiano, riflettendo non solo le tensioni e i malcontenti interni ai vari partiti ma anche delineando strategie che potrebbero cambiare le sorti delle leadership attuali. La complessità della situazione è accentuata da movimenti strategici all’interno della Lega, dal dissenso nel Partito Sardo d’Azione (PSd’Az) e da una manovra audace del Partito Democratico (PD) volto a rinnovare la propria guida.

La Lega si trova a fronteggiare una sfida significativa riguardante il dibattito sul terzo mandato voluto fortemente da Matteo Salvini, che ha generato malcontento tra le fila della coalizione di governo. Questa situazione di tensione interna potrebbe avere ripercussioni non solo sull’esito delle elezioni regionali in Sardegna ma anche sulla stabilità della coalizione del governo stesso. La spaccatura evidenzia una lotta di potere che potrebbe definire il futuro politico del partito e della coalizione di centro-destra.

Parallelamente, il PSd’Az vive un momento di contestazione interna a seguito della decisione di non confermare Cristian Solinas come candidato alla presidenza della Regione. Questa scelta ha suscitato un’ondata di malcontento tra i sostenitori, segnalando una possibile frattura all’interno del partito e sollevando interrogativi sulla sua direzione futura.

Allo stesso tempo, il Partito Democratico sembra navigare verso acque tumultuose con una strategia che mira a un cambiamento radicale nella sua leadership. La decisione di sacrificare Alessandra Todde nelle elezioni sarde appare come un tentativo di distanziarsi dalla segretaria Elly Schlein, segnalando una volontà di rinnovamento e di superamento delle attuali dinamiche interne. Questa mossa potrebbe rappresentare un calcolo politico volto a riconquistare il favore dell’elettorato e a rilanciare il partito con una nuova visione, ma comporta anche il rischio di ulteriori divisioni e di un allontanamento dalle basi.

Queste dinamiche interne ai partiti sottolineano una fase di transizione e di riflessione profonda per il panorama politico italiano. Le elezioni regionali in Sardegna diventano così un terreno di prova per le strategie future, dove malcontenti, sfide interne e tentativi di rinnovamento si intrecciano in un quadro complesso.

La questione che emerge con prepotenza è se questi movimenti porteranno a un vero cambiamento nella politica italiana o se si tradurranno in ulteriori polarizzazioni e frammentazioni. La sfida per i partiti sarà quella di interpretare e soddisfare le esigenze reali dei cittadini, superando logiche di corto termine e ambizioni personali, per costruire un futuro politico che sia realmente al servizio della comunità.

In un panorama politico segnato da intrighi, malcontenti e manovre strategiche, il cittadino sardo si trova di fronte a un bivio elettorale di non facile interpretazione. Le elezioni regionali in Sardegna diventano l’occasione per riflettere non solo sulle immediate scelte politiche ma anche sul tipo di leadership e sulla visione amministrativa che si desidera per l’isola nei prossimi anni.

Alla luce dei numerosi movimenti e delle piccole faide interne che hanno caratterizzato il pre-elettorale dei principali partiti, emerge spontanea una domanda: verso quale direzione dovrebbe orientarsi il voto del cittadino sardo? In un contesto dove le certezze sembrano vacillare e le proposte politiche si intrecciano in un complesso gioco di alleanze e rivalità, potrebbe essere saggio considerare l’importanza dell’esperienza amministrativa concreta come criterio di scelta.

Optare per un candidato che ha già dimostrato, attraverso un ruolo amministrativo significativo, di possedere le competenze e la visione necessarie per gestire le complessità di un ente pubblico, potrebbe rappresentare una scelta di pragmatismo. L’esperienza, in particolare quella maturata nella gestione di una città attraverso la carica di sindaco, offre infatti una garanzia tangibile di capacità di affrontare le sfide quotidiane, di mediare tra interessi diversi e di lavorare per il benessere dei cittadini.

In un’epoca in cui la politica sembra spesso allontanarsi dalle esigenze reali della popolazione, orientarsi verso “l’usato sicuro” potrebbe significare privilegiare la concretezza e la sicurezza di una gestione collaudata rispetto alle promesse elettorali non sempre supportate da un’esperienza diretta. Questo approccio non intende sminuire l’importanza delle idee nuove o delle visioni riformiste, ma sottolinea la necessità di una solida base di competenze amministrative per affrontare efficacemente le problematiche locali e regionali.

Questo per quanto riguarda la scelta dei Presidenti. Altro discorso è per la scelta dei consiglieri che comporranno il prossimo consiglio regionale; qui la decisione potrebbe essere orientata verso un reale cambiamento e preferire, magari, chi non è mai stato eletto nel parlamento sardo dando così un segnale di fiducia concreto verso un cambiamento sempre auspicato e quasi mai realizzato.

Di fronte alle incertezze e alle divisioni che caratterizzano l’attuale scenario politico sardo, il voto diventa così un’opportunità per i cittadini di esprimere non solo una preferenza politica, ma anche una scelta di valori, privilegiando chi ha già dimostrato sul campo di poter tradurre gli impegni in azioni concrete a favore della comunità.

La decisione su chi affidare la guida della Regione Sardegna per i prossimi anni è, dunque, molto più che una semplice espressione di appartenenza partitica; è un’occasione per i sardi di riflettere sul tipo di futuro che desiderano costruire, basandosi, per la scelta del presidente, su solide esperienze passate per navigare le sfide del domani con maggiore sicurezza e fiducia.




Confindustria e ricerca, con dottorati di ricerca innovazione e internazionalizzazione delle aziende

Primo incontro tra Università di Sassari e imprese del centronord Sardegna. Per la prossima primavera atteso un nuovo bando per una sessantina di borse cofinanziate con i fondi del PNRR

Sassari – L’obiettivo è definire una strategia comune e dare indicazioni alle aziende che intendono autocandidarsi per accogliere i dottorandi di ricerca. I nuovi bandi per i corsi di dottorato sono attesi per la prossima primavera ma è importante dialogare con le imprese sin da ora per individuare le aree tematiche d’interesse e le opportunità di finanziamento.
Nei giorni scorsi a Villa Mimosa, sede di Confindustria Centro Nord Sardegna, è stato promosso un primo incontro, aperto alle aziende associate. Dopo l’introduzione del direttore di Confindustria CNS Giansimone Masia, il direttore della Scuola di dottorato dell’Università di Sassari, il professor Eugenio Garribba, ha illustrato nel dettaglio l’iter da seguire per inserire nelle aziende i borsisti dei corsi di dottorato; subito dopo è stato dato spazio ai docenti che coordinano i diversi corsi, che si sono soffermati su finalità e programmi già in itinere o da sviluppare.
Ma perché i dottori di ricerca possono svolgere un compito cruciale per il mondo delle imprese? Va innanzitutto detto che la loro presenza porta nelle stesse aziende alla risoluzione di problemi complessi, insieme a ricerca industriale, innovazione tecnologica e di processo e internazionalizzazione. Tutto questo, ed è un aspetto non di poco conto, con costi ridotti per le imprese grazie alle borse finanziate con il PNRR. «I corsi di dottorato rappresentano il terzo livello universitario, dopo laurea e laurea magistrale, e durano tre anni – ha esordito il professor Garribba –. Per il dottorato industriale, in particolare, tipologia introdotta nel 2021, il percorso formativo viene costruito con borse cofinanziate al 50 per cento dal PNRR e al 50 per cento dalle singole aziende. Questa è una grande opportunità che si presenta agli imprenditori». Le singole aziende hanno così la possibilità di “costruire” una figura professionale da inserire nel proprio staff. Un’occasione per le imprese per compiere un salto di qualità. Il costo totale della borsa è di 60mila euro: 20mila all’anno, di cui diecimila a carico dell’azienda, con la possibilità di ottenere agevolazioni. Gli studenti impegnati in questi specifici percorsi di dottorato dovranno rimanere nelle aziende da un minimo di sei mesi a un massimo di 18, secondo un accordo tra università e imprese. Dopo tre anni si arriva alla discussione della tesi, seguiti da un tutor dell’università e da un tutor aziendale. Nel 2022 le borse di questo tipo assegnate dal Ministero sono state 56, per il prossimo anno potrebbero essere di più.
I corsi di dottorato attivati all’Università di Sassari sono: Archeologia, Storia e Scienze dell’Uomo; Architetture e Ambiente; Culture, Letterature, Turismo e Territorio; Economics, Management, and Quantitative Methods; Life Sciences and Biotechnologies; Scienze Agrarie; Scienze Biomediche; Scienze Giuridiche; Scienze Veterinarie.
Durante l’incontro con le aziende, i coordinatori dei singoli corsi di dottorato hanno quindi presentato le caratteristiche di ciascun corso e i progetti già completati o ancora in svolgimento. Non solo ricerche di carattere tecnologico, medico o scientifico: i programmi da sviluppare spaziano infatti dall’archeologia all’economia, dall’agroalimentare alla medicina e al diritto d’impresa. Un dato comune riguarda infine l’ampia interdisciplinarietà e le collaborazioni con istituzioni, non solo universitarie, estere. Un aspetto non secondario per le imprese sarde che puntano a mercati più ampi.
«La collaborazione tra Università e Confindustria CNS – ha concluso il direttore Giansimone Masia – si intensificherà nei prossimi mesi con iniziative di promozione delle borse assegnate all’Ateneo e con incontri mirati di affiancamento alle imprese, per cogliere al meglio questa importantissima opportunità».




Nanonavette intelligenti per la terapia anti Covid-19
Ricerca dell’Università di Sassari con UCLA e Nanomater s.r.l
22 febbraio 2022

SASSARI. “Pallottole magiche” in grado di uccidere agenti patogeni risparmiando le cellule e i tessuti dell’ospite. Così diceva Paul Ehrlich, il padre della chemioterapia, circa 100 anni fa. Questo concetto è stato oggi raccolto come sfida nella lotta contro il virus responsabile dell’attuale pandemia. In questo scenario, un team di ricercatori sardi, appartenenti all’Università di Sassari, all’azienda Nanomater S.r.l., e all’Università della California (UCLA, Los Angeles), ha pensato di incrementare l’efficacia di agenti antivirali da utilizzare nella terapia anti COVID-19, veicolandoli tramite “nanonavette” intelligenti, in grado di riconoscere selettivamente le cellule infettate o che potrebbero infettarsi con il virus SARS-CoV-2.

Virus e nanonavetta: stesso meccanismo di “attracco” sulle cellule
Il team ha iniziato a lavorare sul progetto all’inizio della pandemia, quando si erano acquisite informazioni sul meccanismo attraverso il quale il virus infetta le cellule – in particolare quelle dell’epitelio alveolare del polmone – partendo dall’idea di sfruttare lo stesso processo come potenziale terapeutico.
I risultati dello studio dal titolo “Development of Targeted Nanoparticles Loaded With Antiviral Druds For SARS-CoV-2 Inhibition”, coordinato dal chimico farmaceutico Mario Sechi (Università di Sassari), in collaborazione con la nanotecnologa Vanna Sanna (Nanomater S.r.l.) e il biologo Sandro Satta (UCLA), sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista di chimica farmaceutica European Journal of Medicinal Chemistry. Anche il Prof. Tzung Hsiai (UCLA) è coautore dell’articolo.
La ricerca ha portato alla realizzazione di nanoparticelle di dimensioni simili a quelle del virus, caricate con il farmaco antivirale Remdesivir, utilizzato come modello, e di recente approvato per il trattamento della malattia COVID-19; queste nanoparticelle sono state ingegnerizzate in superficie con piccoli “gancetti” capaci di riconoscere e di interagire con delle strutture specifiche (denominate “ACE2”), presenti sulla superficie delle cellule del tessuto polmonare: esse costituiscono il sito di riconoscimento per il SARS-CoV-2 per l’ingresso e quindi l’infezione nelle cellule. La presenza di questi “ganci molecolari”, nel favorire l’interazione (o “attracco”) tra il nanovettore e le cellule principalmente localizzate nell’apparato respiratorio, consente la veicolazione selettiva del farmaco verso tali bersagli.

La via inalatoria valida alternativa alla somministrazione endovenosa
La novità introdotta dal team sardo è che la nanonavetta così realizzata può consentire all’agente antivirale caricato al suo interno di raggiungere con più selettività le cellule già infettate (o che potrebbero essere infettate), e quindi essere utilizzato in dosi contenute, garantirne una efficiente distribuzione e limitarne eventuali effetti indesiderati per l’organismo. Inoltre, tale tecnologia offre la possibilità di somministrare farmaci per il trattamento di COVID-19 per via inalatoria, ampliandone così le potenzialità e le applicazioni terapeutiche come nel caso del Remdesivir, correntemente somministrato per via endovenosa. Questo approccio può essere sfruttato non solo per il Remdesivir ma anche per qualunque altro agente potenzialmente utile per la terapia del COVID-19.

Risultati incoraggianti in laboratorio
I risultati degli esperimenti condotti in laboratorio sulle cellule infettate hanno mostrato un significativo incremento dell’attività antivirale del farmaco veicolato attraverso la nanonavetta e confermato la sua competizione con il virus nell’ingresso nella cellula. Sono in corso delle interlocuzioni con aziende interessate a sviluppare questa tecnologia. Questi risultati hanno portato nuovi stimoli ed entusiasmo nel proseguire gli studi volti a migliorare la struttura dei nanosistemi intelligenti e ad approfondirne l’efficacia nella prospettiva di ulteriori sviluppi.
Sardegna-USA: una collaborazione che funziona
La collaborazione tra il gruppo di ricerca sardo e quello statunitense, anche su altre tematiche, ha inoltre consentito di generare una solida piattaforma sperimentale per altri progetti nel settore dello sviluppo di nuovi farmaci innovativi e della loro veicolazione con nanosistemi ad alto contenuto tecnologico. Un ringraziamento da parte dei ricercatori è rivolto a tutti gli amici che nelle diverse fasi del lavoro hanno interagito con lo studio, in particolare la dott.ssa Maria Orecchioni, responsabile del laboratorio di Risonanza Magnetica Nucleare (Uniss) per il suo prezioso contributo. “C’è grande soddisfazione per i risultati ottenuti e per l’attenzione ricevuta dallo European Journal of Medicinal Chemistry, una delle riviste a impatto più alto per lo specifico settore scientifico – commenta il professor Mario Sechi – Tuttavia, devo purtroppo constatare l’assenza di contributi economici dedicati, nonostante le richieste di supporto o di partecipazione a bandi inoltrate a diverse Istituzioni. Penso che si potrebbe fare di più in questa fase delicata della situazione sanitaria”.

Link all’articolo:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S022352342200023X




Aristeo e SAT bandiscono quattro borse di studio per giovani ricercatori italiani residenti in Sardegna

SASSARI. Quattro borse di studio destinate a giovani ricercatori italiani residenti in Sardegna, legate all’ambito delle discipline storico-artistiche, al campo dell’archeologia, dell’archeo-astronomia e della divulgazione scientifica. La prima borsa, messa a disposizione dal Circolo Culturale Aristeo, darà la possibilità di svolgere attività di ricerca e catalogazione nel campo della grafica e della storia del costume in Sardegna, applicate alla figura del noto caricaturista sassarese Paolo Galleri (1919-2002), del quale il Circolo culturale detiene un fondo cospicuo.

Aristeo mette a bando una seconda borsa per attività di ricerca nel settore dell’indagine archeologica e archeo-astronomica, inquadrata strettamente all’ambito del progetto “La misura del tempo”, in atto dal 2011. Sempre al progetto “La misura del tempo” è rivolta una terza borsa messa in campo dalla Società Astronomica Turritana, mirata più specificamente agli aspetti astronomici. La SAT propone infine un’ulteriore borsa di studio legata alle attività de “La Scienza in piazza”, il più importante appuntamento di divulgazione scientifica del nord Sardegna che coinvolge università, scuole e associazioni.

Per ognuna delle quattro borse è previsto un importo lordo di 1500 euro, e tre mesi di attività. Requisiti di ammissione sono la cittadinanza italiana, essere residenti in Sardegna per tutto il periodo del progetto, non aver riportato condanne penali, essere laureati e non aver superato i trent’anni di età.

Le domande di ammissione dovranno pervenire esclusivamente in via telematica entro il 10 novembre 2021, mediante la compilazione del modulo da inviare in allegato rispettivamente agli indirizzi [email protected]  e [email protected].

All’interno della documentazione, il candidato dovrà inserire lo specifico progetto di ricerca, di massimo due cartelle, legato alle tematiche in oggetto. Il bando completo, il modulo e i dettagli di compilazione della domanda sono disponibili sul sito internet www.aristeo.org e su www.satsardegna.org, nelle cui pagine in breve tempo saranno disponibili gli esiti delle selezioni.




Coronavirus, oggi flash test al Policlinico Casula per la ricerca delle varianti
Il laboratorio dell’Aou di Cagliari è centro di riferimento

Cagliari 18 febbraio 2021. Il Laboratorio centralizzato del Policlinico Duilio Casula è impegnato da questa mattina con i flash test per la ricerca delle varianti del Coronavirus. Il grande laboratorio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari è stato scelto come centro di riferimento, assieme al laboratorio dell’Aou di Sassari.

Come prevede il protocollo del ministero della Salute, nella giornata di oggi verranno sottoposti a un test di screening i tamponi effettuati e risultati positivi in Sardegna il 16 febbraio. Per esaminare questi tamponi sarà utilizzato un nuovo kit molecolare capace di individuare le tre varianti più comuni: Sudafricana, brasiliana e inglese. 

Nell’eventualità che i tamponi risultino positivi a una di queste varianti, il laboratorio procederà al sequenziamento.«Si tratta di una ricerca molto importante – spiega il direttore del Laboratorio del Policlinico, Ferdinando Coghe – facciamo un altro passo importante nella lotta al Coronavirus grazie alla grande collaborazione tra i laboratori di Cagliari e Sassari, la Regione e la rete nazionale».

— 

Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari




Ricerca dell’Università di Sassari pubblicata su Cancers

L’importanza della diagnosi precoce nella prognosi del tumore colon-rettale

17 febbraio 2021

SASSARI. Un gruppo internazionale di studiosi, coordinato dall’Università di Sassari, ha pubblicato una ricerca sul cancro colon-rettale sulla rivista Cancers. Lo studio si inserisce in un progetto più ampio avviato dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari. Lo scopo del progetto è duplice: la caratterizzazione fenotipica e molecolare delle cellule staminali tumorali e l’ampliamento della comprensione clinica e molecolare del cancro colon-rettale. Hanno collaborato alla ricerca le università di Granada e di Linz.

Dopo le malattie a carico del sistema cardiocircolatorio, il cancro è la seconda causa di morte. Tra questi, il tumore colon-rettale riveste un triste primato, essendo tra i primi tre tumori sia per letalità che per incidenza.  “Sebbene la sua incidenza stia aumentando nell’ultimo periodo, la ricerca ha compiuto passi importanti, rendendolo un tumore curabile, se diagnosticato tempestivamente”, afferma Roberto Madeddu, professore di Istologia all’Università di Sassari e coordinatore del gruppo di ricerca. “È proprio la diagnosi precoce, unita a trattamenti mirati, il segreto di una buona prognosi”. A tal fine la ricerca scientifica intende trovare approcci sempre più precisi e predittivi, che consentano di diagnosticare nelle fasi più precoci questa patologia che, il più delle volte, comincia a dare segni evidenti anche anni dopo il suo esordio e in alcuni casi solo negli stadi più avanzati. 

Lo studio pubblicato su Cancers è stato condotto su cellule staminali tumorali del cancro colon-rettale, che sembrano avere un ruolo decisivo nello sviluppo e nella recidiva della patologia. Realizzata sul doppio binario in vivo e in vitro, nei pazienti e in laboratorio, la ricerca ha evidenziato alcuni markers (cioè molecole segnale) che potrebbero essere d’aiuto nella diagnosi precoce. “Lo studio ha permesso di identificare il ruolo di una particolare molecola regolatrice (miR-486-5p), che da queste prime analisi sembrerebbe essere coinvolta nello sviluppo delle cellule staminali del cancro colon-rettale” – spiega ancora Roberto Madeddu – Questo studio, sebbene preliminare, ha permesso di evidenziare come il miR-486-5p possa incrementare il potere diagnostico quando analizzato insieme ad altri marcatori comunemente utilizzati. Ciò potrebbe, con ulteriori studi, rappresentare un valido alleato per la scelta del trattamento terapeutico, nella prospettiva della sempre più auspicabile terapia personalizzata”.

Il gruppo dell’Istologia del Dipartimento di Scienze Biomediche diretto dal prof. Roberto Madeddu è composto dai dottori Cristiano Farace, Andrea Pisano, Grazia Fenu, Riccardo Oggiano, Angela Sabalic, Federica Etzi e Simone Lintas. Con loro, lavorano a stretto contatto gli specialisti di Patologia Chirurgica dell’Azienda ospedaliero-universitaria, diretti dal prof. Fabrizio Scognamillo e, per la parte statistica, la prof.ssa Giuliana Solinas e il Dott.  Giovanni Fiorito sempre dell’Università di Sassari

Hanno collaborato inoltre, con i rispettivi gruppi di ricerca, il prof. Juan Antonio Marchal dell’Università di Granada, uno dei più eminenti studiosi al mondo sulle cellule staminali tumorali, e il prof. David Bernhard della Facoltà di Medicina dell’Università di Linz in Austria.




Dottorati di ricerca: convenzione tra l’Università e la Brigata “Sassari”

Dottorati di ricerca: convenzione tra l’Università e la Brigata “Sassari”

Nuova occasione di collaborazione e crescita

12 giugno 2020

SASSARI. L’Università degli Studi di Sassari e la Brigata “Sassari” compiono un altro passo importante per rinsaldare ulteriormente il legame di collaborazione che le unisce da tempo, questa volta in direzione dei dottorati di ricerca.

Il Rettore dell’Ateneo Massimo Carpinelli e il comandante della Brigata “Sassari”, generale Andrea Di Stasio, hanno siglato una convenzione riguardante il XXXVI ciclo della Scuola di dottorato di ricerca, diretta dal professor Antonello Cannas.

La convenzione prevede di riservare tre posti del corso di dottorato in Scienze giuridiche, coordinato dal professor Michele Comenale Pinto, a personale laureato della Brigata “Sassari”, da selezionare attraverso delle prove di ammissione che si tengono annualmente per l’accesso ai dottorati di ricerca.

In base a questo accordo, il corso di dottorato in Scienze giuridiche condurrà, con il contributo altamente qualificato della Brigata “Sassari”, progetti di ricerca in diritto umanitario, comparazione e mediazione, con particolare attenzione alle problematiche specifiche dell’impiego di contingenti militari all’estero in missioni di peacekeeping, cooperazione, sicurezza, soccorso e gestione di gravi emergenze umanitarie.

“E’ un’occasione di reciproca collaborazione che abbiamo voluto cogliere, come abbiamo fatto in precedenza, per esempio con il Contamination Lab, nel quale abbiamo coinvolto come docenti componenti della Brigata “Sassari”, ricorda il Rettore. “Queste collaborazioni sono fondamentali per favorire la crescita dell’Università e della stessa Brigata, in un’azione sinergica di sviluppo e progresso della conoscenza indispensabile nella realtà sempre più complessa e competitiva che stiamo vivendo”.

Come sottolineato dal generale Di Stasio, “la formazione avanzata del personale rappresenta una delle aree strategiche indicate dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ed è un elemento cardine nella gestione delle risorse umane, soprattutto nel rinnovato panorama normativo che impone un continuo aggiornamento e arricchimento professionale, indispensabile per gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano nell’assolvimento dei compiti istituzionali sia in Patria sia all’estero a favore della collettività”.

 




Porto Ferro: ricerca persona scomparsa.


questa mattina la Sala Operativa 115 del Comando VVF di Sassari ha ricevuto richiesta di soccorso per ricerca persona nella zona di Porto Ferro.
Sono stati Inviati sul posto una squadra operativa del distaccamento di Alghero 10A con APS e fuoristrada con in supporto un UCL (Unità Di Crisi Locale ) con personale specializzato TAS (tipografia applicata al soccorso) e funzionario di Guardia per coordinare le operazioni di soccorso sul posto per la ricerca a mare i Sommozzatori VVF e i soccorritori acquatici VVF oltre alla squadra di Terra VVF presenti Forze dell’Ordine e volontari. Ricerca ancora in essere.

AGGIORNAMENTO ore 18: In merito alla ricerca disperso si informa che l’uomo è stato ritrovato da una squadra di vigili del fuoco in perlustrazione terrestre, disidratato e un po’ disorientato, ma non grave. Portato comunque in ospedale per accertamenti.




VOLOTEA È ALLA RICERCA DI 40 NUOVI CABIN CREW A CAGLIARI 
IN VISTA DELL’APERTURA DELLA SUA NUOVA BASE IN SARDEGNA

Cagliari, 02 febbraio 2019 – Volotea, la compagnia aerea che collega città di medie e piccole dimensioni in Europa, prosegue senza sosta la sua crescita e sta organizzando a Cagliari, nei mesi di febbraio e marzo, 2 Recruiting Day per selezionare nuovo personale di bordo in vista della prossima apertura della sua base in Sardegna. Candidarsi è facilissimo: basterà inviare la propria candidatura cliccando sul sito jobs.volotea.com e compilando tutti i campi richiesti. Chi risulterà essere maggiormente in linea con i profili ricercati dal vettore riceverà una convocazione ufficiale via mail, con tutti i dettagli relativi ad orario, luogo e ulteriori indicazioni per poter sostenere il colloquio.

Sono 40, tra hostess e steward, le posizioni disponibili per il nuovo personale di bordo Volotea. Le selezioni sono dedicate non solo alle figure professionali che sono già in possesso dei requisiti necessari per lavorare a bordo degli aeromobili, ma anche a coloro che si affacciano per la prima volta al mondo delle compagnie aeree e dell’aviazione. Requisito fondamentale per i candidati è la conoscenza fluente di italiano, inglese e preferibilmente una terza lingua straniera.

Ricchissima l’offerta Volotea presso lo scalo sardo da cui è possibile decollare a bordo degli aeromobili del vettore verso 15 destinazioni, 10 delle quali esclusive. 8 le rotte domestiche alla volta di Genova, Torino, Venezia, Verona, Ancona, Napoli, Palermo e Pescara, mentre all’estero si vola verso 7 destinazioni, Bordeaux, Lione, Nantes, Tolosa, Marsiglia, Strasburgo e Praga.

CRESCITA DI VOLOTEA

Volotea, la compagnia delle medie e piccole destinazioni in Europa, ha trasportato più di 20 milioni di passeggeri dal suo primo volo nel 2012, totalizzando più di 6,5 milioni di passeggeri nel 2018.

Nel 2019, Volotea ha annunciato 41 nuove rotte per un totale di 319 collegamenti in oltre 80 medie e piccole destinazioni europee in 13 Paesi: Francia, Italia, Spagna, Germania, Grecia, Croazia, Repubblica Ceca, Portogallo, Malta, Austria, Irlanda, Lussemburgo e Marocco. La compagnia aerea stima di trasportare più di 7,5 milioni di passeggeri nel 2019.

Volotea ha al momento 12 basi operative: Venezia, Nantes, Bordeaux, Palermo, Strasburgo, Asturie, Verona, Tolosa, Genova, Bilbao, Marsiglia e Atene. Queste ultime 3 sono state inaugurate nel 2018. La compagnia inaugurerà nel 2019 la sua nuova base a Cagliari.

L’organico Volotea nell’estate 2018 ha superato quota 1.000 dipendenti. Nel 2019 la compagnia creerà altri 200 nuovi posti di lavoro.

Nel 2019 Volotea volerà nel suo network di destinazioni con una flotta di 34 aeromobili, tra cui Boeing 717 e Airbus A319. Entrambi gli aeromobili, riconosciuti per affidabilità e comfort, permettono a Volotea di offrire ai passeggeri sedili reclinabili il 5% più spaziosi della media.

L’Airbus A319 è il modello di aeromobile scelto per la futura crescita della compagnia e permetterà un aumento del 25% nella sua capacità di trasporto, consentendo di trasportare 156 passeggeri e di operare rotte più lunghe. Volotea è stata selezionata dai TripAdvisor Travellers’ Choice 2017 come la migliore compagnia aerea basata in Italia, Francia e Spagna nella categoria “Europe Regional and Low Cost”. Volotea ha, infine, totalizzato un tasso di raccomandazione del 90% tra i suoi passeggeri.

A PROPOSITO DI VOLOTEA – www.volotea.com

Volotea, la compagnia aerea delle medie e piccole città europee, offre voli diretti a tariffe competitive. Dall’avvio delle sue attività nell’aprile 2012, Volotea ha trasportato più di 20 milioni di passeggeri in tutta Europa, di cui 6,5 milioni nel 2018.

Nel 2019 Volotea opererà un totale di 319 collegamenti in più di 80 medie e piccole destinazioni europee in 13 Paesi: Francia, Italia, Spagna, Germania, Grecia, Croazia, Repubblica Ceca, Portogallo, Malta, Austria, Irlanda, Lussemburgo e Marocco.

Nel 2019 Volotea opererà nel suo network di destinazioni con una flotta di 34 aeromobili, tra cui Boeing 717 e Airbus A319.

Per maggiori informazioni: www.volotea.com