Il Ritorno del Principe. Una Promessa Lunga oltre Sessant’anni.

di Fausto Farinelli, editore e direttore editoriale.

Arrivo, come sempre, in anticipo di un’ora. Le diciotto segnano il momento esatto in cui la stampa e gli ospiti iniziano ad accreditarsi per questa giornata che si preannuncia storica, una di quelle destinate a rimanere scolpite nella memoria di questa costa. Faccio la mia solita tappa nel Sottopiazza, il cuore pulsante e di pietra di Porto Cervo. Anche oggi, come ogni volta che vengo qui, osservo il rito intatto della meraviglia: ci sono persone che scattano innumerevoli fotografie, ragazze con i piedi accarezzati dall’acqua che si fanno i selfie, incorniciate dallo sfondo del ponticello di legno, della piazza e dalle luci del nuovo ristorante Langosteria. Porto Cervo affascina, resiste al tempo in modo immutabile. Ogni volta che ci torno, rimango catturato da quell’effetto “wow” che non smette mai di sorprendermi. È il palcoscenico perfetto per rievocare il sogno di un principe, e oggi, per celebrarne il grande ritorno.

Prima che le massime autorità religiose, civili e militari prendano posto, mi immergo nelle voci e nei ricordi di chi questa storia l’ha vissuta e continua a custodirla. Incontro Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. Gli chiedo subito se l’omaggio di oggi sia più un dovere istituzionale o morale. La sua risposta non ammette repliche: «È un dovere morale, un dovere etico» mi dice con fermezza. «La storia insegna che quest’uomo ha creato le condizioni perché oggi noi siamo un’isola del mito, un territorio conosciuto nel mondo. Ha inventato un modello turistico come pioniere, ha creduto nell’ambiente, nella sostenibilità, nella cultura». Nelle parole di Persico emerge il ritratto di un visionario che capì come questo lembo d’Europa periferico avesse tutte le premesse per diventare un’eccellenza italiana nel mondo. Poi, il Presidente mi confida un aneddoto intimo e toccante: «Più volte gli ho chiesto: “Altezza, mi dica qual è per lei il momento più importante?”. E lui mi ha detto: “Il momento più importante l’ho avuto quando ho scoperto quest’isola”. E ho capito dopo negli anni che l’amava sempre, non ha mai smesso di amarla». E sulla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, sottolinea: «Ci sentiamo tutti appartenenti a un modello turistico che ha reso la Sardegna famosa nel mondo».

Subito dopo incrocio le memorie intime della famiglia, frammenti preziosi che svelano l’uomo dietro il mito. Risuonano le parole cariche di affetto fraterno del Principe Amin Aga Khan. Quando gli viene chiesto un ricordo di Karim, la sua voce tradisce un’intimità profonda, di una vita vissuta fianco a fianco: «Eravamo quasi gemelli» racconta. «Lui aveva nove mesi, meno un giorno, più di me… io sono nato a settembre». Il ricordo si fa poi delicato, sfiorando gli ultimi momenti di vita del fondatore e la malattia: «L’ha accettata con filosofia? Sì… non se n’è reso conto, penso. Per fortuna dormiva. È passato così, in silenzio. Non ha sofferto». E quando gli si domanda del lascito di suo fratello per quest’isola, Amin non ha esitazioni: «Cosa ha fatto per la Sardegna? Molto, molto, molto. La Costa Smeralda è stata la sua creazione… In questa parte della Sardegna, sì, è stato lui il padre del turismo».

Infine, è Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan V, figlio del compianto Principe Karim, a condividere i suoi ricordi durante un colloquio con i giornalisti a margine dell’evento. Le sue parole ci riportano ai primi anni di fatica, quando l’infrastruttura era ancora solo un cantiere in divenire. «Ricordo quando ero molto piccolo… dragavano la marina e non capendo questa immensa infrastruttura, ricordo l’odore del dragaggio e papà che lavorava» racconta ai cronisti. «Ricordo anche che andava a spegnere gli incendi di persona, e tornava tutto nero di cenere». È il ritratto sorprendente di un fondatore che si sporcava le mani, che ha amato questa terra vivendola visceralmente per un quarto della sua vita.

L’evento ufficiale è scandito dalla maestria della violinista Anna Tifu, le cui note tratte dalle opere di Bach, Ysaÿe, Massenet e Ravel si fondono con il suono del mare, elevando la solennità del momento.

Poi, il silenzio scende sulla piazza. L’ufficialità si mescola al profondo sentimento di comunità quando il padrone di casa, il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, prende la parola. Il suo è il riconoscimento di un patto lungo oltre mezzo secolo:

«Buonasera a tutti. Sua altezza Principe Rahim Aga Khan, benvenuto. Grazie per essere qui con noi in questo speciale momento per celebrare la figura di suo padre, una figura che ha voluto creare tutta questa bellezza. Presidente Alessandra Todde, grazie per aver condiviso con noi questo momento, è importante avere la presenza della Regione… Principe Amin Aga Khan, benvenuto, è un piacere vederla qui ad Arzachena, a Porto Cervo. Principe Irfan, Sinan Aga Khan, benvenuti… Sua Eccellenza il Prefetto, Fauci, benvenuta, signor Questore, tutte le autorità civili, militari, religiose, benvenuti. Cari concittadini di Arzachena, tanti ospiti che oggi sono qui presenti per condividere con noi questo momento.

È con profondo sentimento di orgoglio istituzionale che prendo la parola qui a Porto Cervo per celebrare un mito, per celebrare un momento che va a rinverdire un rapporto storico che la famiglia Aga Khan ha garantito nel corso di questi 60 anni con la nostra terra. È un patto di reciproco rispetto, di collaborazione, che ci porta a guardare avanti, a far sì che questa terra possa scrivere altre pagine assieme. È un piacere oltre che un onore ricordare quello che sua altezza il principe Karim Aga Khan ha fatto per noi.

60 anni fa, sua altezza Karim Aga Khan venne qui, ventenne, e con una filosofia straordinaria ha cambiato le sorti di questa destinazione. Momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, dove si sarebbe potuto fare qualsiasi tipo di intervento, e invece ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca. Un’esperienza che è tuttora viva e la Costa Smeralda proprio in questi anni suggella un momento senza tempo. È bellissimo vedere le persone che continuano a venire nella nostra destinazione, tantissimi brand, l’internazionalità che questa terra continua a garantire.

Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone sono stati il prisma, il mantra che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Il nostro cittadino onorario nel 1965 ha fatto sì che questa terra potesse avere una nuova vita, un nuovo sviluppo, nei valori profondi e una straordinaria rivoluzione sociale, culturale, occupazionale che tuttora vive ancora nella nostra, nella nostra realtà.

Quindi è con profondo orgoglio che oggi celebriamo due momenti. Il primo è l’intitolazione di questa piazza, dove tutto è nato, e il secondo è una celebrazione che va proprio oltre, con una, diciamo, un sogno di immortalità. Una scultura, una scultura dedicata a sua altezza Karim Aga Khan, una scultura che vuole ricordare l’uomo, una cultura, una scultura che dialoga col territorio, non imposta nel territorio, così come era quella la filosofia del nostro Karim Aga Khan. Tra poco la sveleremo ed è emozionante, soprattutto perché il Principe Karim Aga Khan ha ovviamente una storia che parla da sé, però è altrettanto importante che le nuove generazioni sappiano chi è stato Karim Aga Khan, cosa ha fatto per la nostra terra e quelle che sono le opportunità che ci ha garantito, ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere, crescere all’interno delle, dell’isola, all’interno della nostra Sardegna senza dover emigrare e senza dover andare altrove per cercare una speranza, un futuro. Futuro ce l’ha garantito la sua lungimiranza, la sua sensibilità e oggi vogliamo celebrare questo momento con un dialogo che sia infinito col nostro territorio, con la nostra gente. E sono sicuro che assieme, andremo a scrivere ancora tante pagine di questa meravigliosa storia. Grazie».

L’eco delle parole del Sindaco traccia un confine invisibile tra il passato e l’avvenire. È la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a raccogliere idealmente questo testimone, innalzando la figura del Principe da artefice locale a pilastro della moderna Sardegna:

«Buonasera a tutte e tutti. Desidero intanto ringraziare il Comune di Arzachena e il Sindaco Roberto Ragnedda per l’invito a questa giornata così importante. Saluto il qui presente Principe Rahim Aga Khan, quinto, e la rappresentanza della famiglia del Principe, la sua famiglia. E per me è un grande onore essere qua con autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini di Arzachena e tutti coloro che hanno voluto prendere parte a un momento così significativo per il nostro territorio.

Oggi inauguriamo una piazza, una scultura, ma soprattutto affidiamo a una memoria collettiva un nome, una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea. Intitolare questa piazza a sua altezza il principe Karim Aga Khan IV significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro, quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza.

La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio, l’ha fatto con un progetto che fin dalle sue origini ha cercato un equilibrio tra lo sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo, e che ha contribuito a costruire un’immagine internazionale della Sardegna fondata sull’eccellenza, sull’accoglienza e sull’unicità del suo ambiente.

Sarebbe riduttivo però ricordare il principe Aga Khan solo come l’artefice di un grande progetto turistico. Il lascito è anche cultura d’impresa, capacità di innovazione, investimenti, occupazione e una fiducia sulle potenzialità della nostra isola. È un’eredità che ha coinvolto generazioni intere di lavoratrici e lavoratori, imprenditrici, imprenditori, professionisti, giovani, che hanno trovato nuove opportunità grazie a questa visione. La Sardegna oggi ha il compito di continuare ad essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano, la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l’anno.

Questa piazza quindi rappresenta molto più che un omaggio, è un luogo che invita tutti noi a ricordare come le grandi opere nascano sempre dalla capacità di immaginare, di costruire relazioni e di investire nel lungo periodo. Anche la scultura che oggi inauguriamo assume questo significato, non soltanto un’opera d’arte, ma un simbolo permanente di riconoscenza e memoria, affinché le generazioni future possano conoscere la figura del principe Karim Aga Khan e comprendere il contributo che ha dato alla storia della Sardegna.

Come Presidente della Regione Autonoma della Sardegna considero questo momento un’occasione per riaffermare un principio fondamentale, il futuro della nostra isola si costruisce attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e società civile. Che questa piazza diventi ogni giorno un luogo di incontro, di bellezza, di memoria, un luogo capace di raccontare alle generazioni che verranno, che la visione quando è accompagnata dal rispetto per il territorio e le persone può veramente cambiare la storia. Grazie».

Ma il momento che squarcia l’ufficialità, toccando il cuore di ogni presente, arriva con l’intervento sul palco del figlio, Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan. Lo ascolto incantato, mentre le sue parole delineano con commovente precisione la vera anima di questa impresa. Ne catturo ogni sfumatura, traducendola dall’inglese, perché resti impressa nella nostra narrazione collettiva:

«Buonasera. È un grande onore per me e per la mia famiglia essere qui oggi in un luogo così profondamente legato alla vita, al lavoro e al cuore di mio padre. È un onore. E per me un piacere grandissimo di vedere qui alcuni amici da tanti anni che conosco da tanti anni che hanno visto cosa è per me la Sardegna, per me personalmente. E continuo in inglese perché il mio italiano è un po’ arrugginito.

Una piazza è un luogo di incontro, è un luogo di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio inserisce il suo ricordo all’interno di Porto Cervo, tra la gente, l’architettura, il paesaggio e il mare che ha amato così profondamente. La mia famiglia ed io siamo profondamente grati per questo commovente tributo.

Molte persone hanno definito mio padre un visionario, e a ragione. Qui, su questa costa, quella visione ha trovato una delle sue espressioni più distintive e durature, non solo in ciò che è stato costruito, ma nello spirito con cui è stato realizzato. Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, scorse un paesaggio di rocce granitiche, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Da lì nacque una convinzione che plasmò gran parte di ciò che seguì: lavorare assecondando il carattere di questo luogo e proteggere le qualità che lo rendevano unico.

La Costa Smeralda divenne uno dei progetti a cui si dedicò con maggiore passione. Vi si dedicò parallelamente alle sue responsabilità di Imam, e questo gli permise di unire molte delle cose a cui teneva profondamente: l’architettura, l’artigianato, il paesaggio, la bellezza e lo sviluppo a lungo termine. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli erano fondamentali; gli edifici dovevano appartenere al loro ambiente. Bellezza e sobrietà potevano, e dovevano, convivere. È per questo che la Costa Smeralda è stata riconosciuta non solo per ciò che ha creato, ma per ciò che ha preservato e per cui la sua eredità conta ancora oggi.

Ma per la mia famiglia questo luogo è anche profondamente personale. Mio padre amava la Sardegna, la sua gente, la sua terra, le sue montagne e le sue acque. I miei fratelli ed io abbiamo trascorso qui le estati della nostra infanzia. Oggi anche i miei nipoti e i miei stessi figli hanno conosciuto Porto Cervo e l’hanno amata. Il nostro legame con la Sardegna è ora portato avanti da una terza generazione.

Questa scultura non dominerà la piazza, ma vi si siede all’interno, informale, umana e in dialogo con il luogo. In questa sobrietà e umanità risulta fedele a Porto Cervo e al rispetto che ha guidato il lavoro di mio padre qui.

A nome della mia famiglia esprimo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Presidente Alessandra Todde e alla Regione Sardegna, al Sindaco Roberto Ragnedda e al Comune di Arzachena, agli artisti, e alla gente di Porto Cervo e della Sardegna che ha custodito il ricordo di mio padre con tanto calore. Sarebbe stato profondamente commosso da questo omaggio da parte di Arzachena e della Sardegna. So che avrebbe anche voluto che questo momento riguardasse il futuro, prendendosi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo omaggio. Grazie a tutti voi e grazie alla Sardegna».

Il sole si abbassa dolcemente, colorando la pietra granitica. È il momento. La scultura commemorativa in bronzo viene svelata. Un’opera concepita in modo discreto, realizzata dalla Fonderia Artistica Versiliese con la perizia degli artisti Valentina Lucarini Orejón e Maicol Borghetti, sotto la direzione artistica del museologo Roberto Concas, all’interno di un progetto sviluppato dalla startup ACAI. Proprio come aveva sussurrato il figlio pochi istanti prima, l’opera d’arte appare in tutto il suo potente simbolismo: un Principe seduto sul bordo della piazzetta, che con il braccio teso indica il mare. Adesso, anche fisicamente, il Principe Karim Aga Khan ha fatto ritorno nella sua amata Porto Cervo.

E mentre la folla applaude, il Sindaco Ragnedda prende di nuovo la parola per annunciare che l’amministrazione avvierà l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Altezza il Principe Rahim, rinnovando così un legame che si affaccia al futuro. Stringo il mio taccuino. Questa incredibile invenzione urbanistica e umana, nata dall’amore di un visionario, ha appena aggiunto il suo capitolo più emozionante. E la storia, ne sono certo, è ancora tutta da scrivere.




L’estate 2026 segna il ritorno della firma di Dolce&Gabbana al Cala di Volpe




Il ritorno di ITA ad Alghero e le sfide future del nord-ovest della Sardegna

Con il ritorno di ITA Airways, l’aeroporto di Alghero si riavvicina a Roma e Milano, ma le sfide per garantire una continuità territoriale e uno sviluppo turistico competitivo rimangono aperte. Le istituzioni e gli esperti del settore si confrontano per trovare soluzioni sostenibili e rilanciare il Nord-Ovest dell’isola.

Il collegamento aereo con la Sardegna, in particolare con l’aeroporto di Alghero, continua a essere un tema caldo per la mobilità dell’isola e per le politiche di sviluppo del territorio. Con il ritorno della compagnia di bandiera ITA Airways, la città di Alghero si ricollega a Roma e Milano, due tratte essenziali per garantire una continuità territoriale, non solo per i residenti, ma anche per i turisti e le attività economiche del Nord-Ovest della Sardegna.

Nell’incontro organizzato da Politicamente e condotto dall’editore Fausto Farinelli, a cui hanno partecipato Umberto Borlotti (esperto di trasporto aereo), Arnaldo Boeddu (segretario generale FILT CGIL), Stefano Lubrano (imprenditore turistico), Sandro Usai (fondatore di Ablativ), Barbara Manca (assessore ai trasporti della Regione Sardegna), Salvatore Deidda (presidente della IX commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) e Giovanni Dore (consulente dell’assessorato ai trasporti della Regione Sardegna), sono stati affrontati vari punti critici riguardanti la continuità territoriale e le difficoltà nel gestire le tratte aeree da e per Alghero.

Durante l’incontro, è intervenuto telefonicamente anche il Prof. Roberto Devoto, il quale ha evidenziato come sia fondamentale sviluppare una strategia di lungo periodo per il trasporto aereo in Sardegna. Secondo Devoto, senza un piano organico che tenga conto delle specificità dell’isola e delle esigenze delle diverse zone, sarà difficile raggiungere una vera continuità territoriale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di una maggiore collaborazione tra gli attori istituzionali e le compagnie aeree per garantire un servizio efficiente e sostenibile.

L’assessora Barbara Manca ha ribadito l’impegno della Regione Sardegna nel garantire la continuità territoriale, sottolineando la necessità di adottare misure efficaci per migliorare la connettività dell’isola. Ha inoltre evidenziato l’importanza di una collaborazione tra le amministrazioni locali e le compagnie aeree per rendere sostenibile il servizio, e ha menzionato il lavoro svolto per ottenere risorse aggiuntive destinate a incentivare i collegamenti aerei verso Alghero, così da ridurre il divario con gli altri aeroporti della Sardegna.

L’onorevole Salvatore Deidda ha sottolineato come sia fondamentale garantire la continuità territoriale come diritto per i cittadini sardi, mettendo in evidenza l’impegno del Parlamento per trovare soluzioni che siano sostenibili e rispondano alle esigenze dei residenti. Deidda ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di una maggiore pressione sulle compagnie aeree per garantire un servizio regolare e accessibile, evidenziando il ruolo cruciale della collaborazione tra Governo e Regione per migliorare le infrastrutture aeroportuali e rendere Alghero più competitivo rispetto agli altri aeroporti dell’isola.

Arnaldo Boeddu, segretario generale FILT CGIL, ha evidenziato le criticità legate al lavoro nel settore del trasporto aereo, sottolineando l’importanza di garantire condizioni di lavoro stabili e dignitose per i dipendenti delle compagnie aeree e degli aeroporti. Boeddu ha inoltre posto l’accento sulla necessità di interventi concreti per migliorare l’efficienza dei servizi aeroportuali, rendendo Alghero una scelta più competitiva per i vettori e per i passeggeri, in particolare in vista delle sfide future legate alla mobilità e alla sostenibilità.

Uno dei temi più discussi è stato il finanziamento necessario per incentivare le compagnie aeree a servire la Sardegna, con cifre che arrivano a 52 euro a passeggero residente, e la necessità di aumentare l’attrattività di Alghero rispetto a Cagliari e Olbia. Sandro Usai ha sottolineato come la regione abbia dovuto alzare l’asticella per convincere i vettori a operare su Alghero, mentre la vicina Gallura attira naturalmente più traffico.

Usai ha inoltre evidenziato l’importanza di un approccio integrato che coinvolga le comunità locali, le amministrazioni e gli operatori turistici per promuovere Alghero come destinazione appetibile non solo durante l’alta stagione, ma anche nei periodi di bassa affluenza. Ha suggerito di puntare su eventi e iniziative culturali per rendere la città più attrattiva e competitiva tutto l’anno, creando un ecosistema che sostenga il traffico aereo con una domanda costante.

Un altro argomento centrale è stato lo sviluppo del territorio del Nord-Ovest. Stefano Lubrano, imprenditore turistico ed ex sindaco di Alghero, ha sottolineato l’importanza di una strategia comune tra Alghero e le altre località limitrofe, come Bosa, per presentare un’offerta turistica unitaria e competitiva, attirando così più compagnie aeree e aumentando il flusso turistico. Tuttavia, è emerso che il traffico aereo è influenzato anche da fattori strutturali, come i costi aeroportuali e la distanza dalle grandi città come Roma e Milano.

Sebbene il ritorno di ITA ad Alghero sia visto come un successo, le sfide per rendere la città un polo turistico e di trasporto competitivo non sono ancora risolte. La questione della continuità territoriale rimane un nodo critico per lo sviluppo della Sardegna nord-occidentale, che deve puntare a un’offerta turistica integrata e a una maggiore efficienza nella gestione delle tratte aeree.




Campionato serie C – girone B Quarta giornata del girone di ritorno Torres vs Sestri Levante 0-1

Torres: Zaccagno, Antonelli, Giorico, Dametto, Idda (12’ st Fabriani), Liviero, Zecca  (37’ st Sanat), Ruocco (12’ st Diakite), Mastinu (12’ st Cester), Scotto (22’ st Goglino), Fishnaller. A disposizione: Garau, Pinna, Zambataro, Masala, Lora, Nunziatini, Verduci, Siniega, Petriccione. Allenatore Alfonso Greco 

Sestri Levante: Anacoura, Pane, Oliana, Forte (44’ st Grosso), Candiano (26’ st Reggio), Omoregbe (26’ st Margiotta), Fossati (22’ st Gala), Sandri (44’ Troiano), Regini, Podda, Parlanti. A disposizione: Balducci, Raspa, Andreis, Schirru, Matteucci, Clemenza. Allenatore Enrico Barillari 

Arbitro: Leone di Barletta

Assistenti: Laghezza di Mestre e Caligavi di Sondrio

Quarto uomo: Vailati di Crema

Reti: 42’ pt Pane (rig.)

Ammoniti: Giorico, Idda, Oliana, Mastinu, Liviero, Fabriani, Troiano; espulsi dalla panchina Frau e Mureddu

Note: 3279 spettatori

SASSARI. Il Sestri Levante passa a Sassari: un rigore realizzato a fine primo tempo decide il match che costa alla Torres pur seconda in classifica, la prima sconfitta casalinga della sua stagione. Vani i tentativi di pareggio rossoblù, discutibili alcuni fischi arbitrali, a passare dopo i 96’ di gioco sono gli avversari. 

Liviero e Zecca sono cursori laterali, attacco affidato a trio Ruocco-Scotto-Fishnaller. Fra gli ospiti l’ex Omoregbe. Presente un mini pattuglia di tifosi ospiti sugli spalti. Giornata di belle ricorrenze e graditi ricordi al “Vanni Sanna”. La Torres rappresentata dal presidente Stefano Udassi e dalla proprietà Abinsula (Andrea Maddau e Pierluigi Pinna) accompagnati dalle bandiere rossoblù Roberto Ennas e Walter Tolu consegna una maglia ricordo a Lanfranco Leonardi, figlio dell’indimenticato Mister Bebo Leonardi protagonista di due storiche promozioni della Torres in C1. Udassi, Pinna e Maddau restano ancora in campo, stavolta per consegnare al presidente onorario (zio) Guido Garrucciu una maglia rossoblù in occasione del suo compleanno: è la numero 94 Auguroni Zio Guido! Spazio anche ad una importante iniziativa Lega Pro: “A San Valentino torna la RUNFORLOVE, la corsa/camminata virtual da fare ovunque si vuole a coppie che sostiene il progetto Play Therapy per i bambini dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Corri ad iscriverti su www.runformeyer.it . Noi ci saremo”.

Fasi di studio e Torres a cercare di proporsi Inn avanti sfruttando fasce e fraseggio. Scotto prima di testa, forse complice una trattenuta, e poi con una bella girata al volo al 7’ prova a impensierire Anacoura. Si gioca nella metà campo ligure, ma il risultato non si sblocca. Incursione di Fishnaller sulla sinistra, palla in mezzo, salva il portiere ed è calcio d’angolo.

Il Sestri Levante fatica dietro e non trova sbocchi, il pericolo è nelle ripartenze che per ora però non hanno prodotto occasioni degne di nota. Un bello scambio al limite dell’area dà a Mastinu la possibilità di calciare a rete: pallone sul braccio, attaccato al corpo per l’arbitro, e si continua. Giallo a Giorico. Al 25’ Sandri batte una punizione  dalla lunga distanza, pallone spinto dal vento, Zaccagno alza in corner. 

Pericolo Sestri con Parlanti che si ritrova il pallone giusto sulla testa ma non riesce a indirizzarlo nello specchio. Brivido, ma nulla di fatto. Ripartenza improvvisa in superiorità numerica degli ospiti, Omoregbe lanciato sulla destra avanza e calcia, Zaccagno para ma respinge corto, la difesa libera. Ammonizione per Idda. Ancora un tentativo, riuscito, di scambio, porta al tiro Mastinu: la sfera è alta sopra la traversa.

Al 37’ Oliana stende al limite dell’area capitan Sotto che stava per fuggire alla sua marcatura: punizione, spara Mastinu, palla sulla barriera. Al 41’ un contatto apparentemente al limite e di lieve entità (Mastinu su Podda) si trasforma in rigore per l’arbitro e scatena le proteste in campo e sugli spalti. Calcia Pane, 1-0 Sestri Levante. Un minuto di recupero. Tutti negli spogliatoi.

Proteste per un tocco di mano non ravvisato e per un fallo successivamente fischiato contro per i giocatori rossoblù, spalti che si scaldano ma risultato che non cambia. Scambio in area, Fishnaller al tiro: ribattuta in angolo. Ammonizione per Mastinu. Torres in pressing, pronti tre cambi per Greco: dentro Fabriani, Cester e Diakite per Idda, Mastinu e Ruocco. 

Al 15’ Torres vicinissima al pareggio con il colpo di testa di Diakite. Poi ancora occasione rossoblù e contatto non ravvisato. Giallo a Liviero, fasi concitate e assalto al pareggio che però non si concretizza. Arbitraggio al limite, espulsi due membri dello staff dalla panchina. Dentro anche Goglino per Scotto. Al 25’ st colpo di testa di Zecca: palla in calcio d’angolo. Doppio cambio Sestri e giallo a Podda. Sanat per Zecca.

Azione convulsa, giocatore a terra in area ligure: giallo a Fabriani. Ultimi due cambi anche per Barillari. Scatta il novantesimo. Sono cinque i minuti di recupero segnalati. Spalti in piedi per una ultima occasione purtroppo sfumata. Ammonizione per Troiano. Ancora proteste per un altro possibile tocco di mano in area avversaria. Punizione dal vertice sinistro per la Torres. Ultima occasione: nessuno intercetta il pallone. Viene il Sestri Levante, 1-0.

Comunicazione Torres




Renato Soru a Alghero: Un Ritorno Tra Politica e Passione. Audio integrale.

L’ex Governatore Soru coinvolge il pubblico di Alghero in un dialogo appassionato sui trasporti

di Fausto Farinelli

Alghero, 16 Gennaio 2024 – La città di Alghero è stata ieri testimone di un evento significativo che ha visto protagonista Renato Soru, ex Governatore della Sardegna in carica dal 2004 al 2009. Soru è stato l’ultima ad Alghero lo scorso 3 Settembre per parlare dei libri che sono stati scritti su di lui in passato, in occasione di una serata organizzata dalla libreria Il Labirinto Mondadori di Alghero, nell’ambito della rassegna “Ai Margini della Notte. Libri e autori in città”.

Accolto calorosamente, l’ex Governatore è arrivato al chiostro di San Francesco, un luogo simbolico per l’incontro con sostenitori e curiosi. Con il suo bastone e accompagnato dal suo staff, Soru si è presentato sereno e disponibile, salutando i presenti con cordialità. Non appena arrivato, è stato immediatamente circondato dai giornalisti, con i quali si è trattenuto qualche minuto per rispondere alle loro domande.

Durante l’evento, si sono susseguiti vari interventi di rilievo, tra cui quello dell’ex assessore ai trasporti Sandro Broccia che moderava il dibattito, Arnaldo Boeddu, segretario di CGIL trasporti, Eugenio Cossu agente marittimo di Grimaldi ed ex sindaco di Porto Torres, Tore Frulio, architetto e romanziere, Umberto Borlotti, ex direttore generale di Sogeaal, Gavino Sale e l’ingegnere Giusepe Fiori, esperto di trasporti ferroviari.

Soru ha iniziato il suo intervento lodando il coordinamento di Sandro Broccia e la relazione introduttiva di Arnaldo Boeddu, che hanno posto le basi per una discussione approfondita. Ha poi toccato vari aspetti cruciali per lo sviluppo del settore, evidenziando in particolare l’importanza della continuità territoriale e il ruolo centrale delle infrastrutture aeroportuali per la vocazione turistica dell’isola.

Una parte significativa del suo discorso si è concentrata sulla necessità di migliorare i collegamenti ferroviari, puntando su treni più efficienti e confortevoli e sul potenziamento delle linee esistenti. Soru ha sottolineato la rilevanza di una strategia integrata che connetta il trasporto ferroviario, marittimo e aereo, garantendo facilità e sostenibilità nei viaggi quotidiani.

Inoltre, ha posto l’accento sulla gestione e l’aggiornamento delle infrastrutture portuali, evidenziando la necessità di un riassetto del Portocanale di Cagliari per rilanciarne il ruolo nel transshipment globale. Soru ha chiuso il suo intervento sottolineando l’urgenza di una politica dei trasporti più coerente e orientata alle esigenze dei cittadini sardi, con particolare attenzione alla mobilità sostenibile e al turismo.

Questo incontro ha offerto un quadro chiaro delle possibilità e delle sfide che la Sardegna deve affrontare nel settore dei trasporti. Le idee e le proposte di Soru delineano un percorso potenziale per un futuro più connesso e dinamico per l’isola.

Personalmente ho visto una persona preparata con il piglio imprenditoriale che gli è riconosciuto, pronta a realizzare quella visione di sardegna che ha in mente. Finora è l’unico che ti dice dove sono i problemi e come intende affrontarli. Vincerà? non lo so. Una cosa è certa: anche e non vincerà sarà comunque l’ago della bilancia del prossimo consiglio regionale. La legge elettorale Sarda potrebbe riservare la sorpresa dell’ “Anatra Zoppa”.

La serata si chiude, le persone presenti all’incontro salutano il presidente, gli fanno i complimenti e lui, sorniore e compiaciuto, se li prende tutti. Auguri Presidente!

ascolta l’intervento integrale di Renato Soru






La Propaganda, i Social e il Ritorno alla Connettività “Reale”

La Rivoluzione Silenziosa: Quando i Social Network Cedono il Passo alla Realtà

In un’epoca dominata dalla connettività digitale, una tendenza emergente vede le persone allontanarsi dai social media in favore di connessioni “dal vivo”. Mentre la polarizzazione e la propaganda dominano le piattaforme online, molti cercano autenticità e interazioni umane reali. Psicologi di spicco come Dr. Julianne Holt-Lunstad e Dr. Sherry Turkle hanno espresso preoccupazioni sul crescente isolamento sociale causato dai media digitali, sottolineando l’importanza delle connessioni umane reali e spingendo alla riflessione sul vero significato della connessione nel XXI secolo.

19 Ott. 2023 – Fausto Farinelli

Prendo spunto da un ottimo articolo di Riccardo Luna su La Stampa, l’idea originaria che la rete e i social avrebbero costruito ponti tra le persone e abbattuto muri di incomprensione sembra essere tramontata. La situazione attuale a Gaza, come esempio, dimostra che siamo sempre più divisi e meno disposti a comprendere la complessità degli eventi, nonostante l’accesso a molteplici fonti di informazione.

In un mondo dominato dalle emoticon, le reazioni sono polarizzate e mancano di sfumature. Le persone sono rapidamente etichettate in base alle loro opinioni, spesso in modo riduttivo e superficiale. Celebrità come Karim Benzema e Gigi Hadid hanno affrontato reazioni negative e minacce per aver espresso le loro opinioni sulla situazione in Palestina sui social media.

Una nuova tendenza sembra emergere, forse assurda ma degna di riflessione: la fine dei social network. Questo per far ritornare l’umanità a connettersi “dal vivo”. Dati recenti mostrano una significativa perdita di account dalle principali piattaforme social. Paesi come Giappone, Svezia e Nuova Zelanda stanno vedendo un crescente numero di individui che si allontanano dai social network, preferendo interazioni faccia a faccia e connessioni più autentiche.

Psicologi di spicco come Dr. Julianne Holt-Lunstad e Dr. Sherry Turkle hanno espresso preoccupazioni sul crescente isolamento sociale causato dai media digitali. Holt-Lunstad sottolinea:

“La connettività digitale non può sostituire le interazioni umane reali. Mentre i social media possono offrire un senso di connessione, spesso è superficiale. La vera connessione richiede presenza, empatia e interazione autentica.” Turkle aggiunge: “Abbiamo creato tecnologie che ci danno l’illusione di compagnia senza le esigenze dell’amicizia, ma alla fine ci rendiamo conto che la tecnologia da sola non basta. Abbiamo bisogno di connessioni umane reali per prosperare.”

Mentre i social media hanno rivoluzionato il modo in cui ci connettiamo e condividiamo informazioni, potrebbero anche aver creato un vuoto nella nostra capacità di connetterci autenticamente gli uni con gli altri. Siamo pronti a riempire quel vuoto e a riscoprire il valore delle connessioni umane reali?

LEGGI L’ARTICOLO CON I SUOI ” PUNTI CHIAVE”

  1. Polarizzazione sui Social: La visione originale dei social media come ponti tra le persone sembra tramontata, con la situazione a Gaza come esempio di crescente divisione e incomprensione.
  2. Reazioni Emotive: In un mondo dominato dalle emoticon, le reazioni tendono ad essere polarizzate e prive di sfumature, portando a etichettature rapide e superficiali delle persone in base alle loro opinioni.
  3. Celebrità e Social Media: Figure pubbliche come Karim Benzema e Gigi Hadid hanno affrontato reazioni negative per aver espresso le loro opinioni sulla situazione in Palestina sui social media.
  4. Tendenza Emergente: Una crescente tendenza vede le persone allontanarsi dai social media in favore di connessioni “dal vivo”, con dati che mostrano una significativa perdita di account dalle principali piattaforme social.
  5. Paesi in Allontanamento dai Social: Paesi come Giappone, Svezia e Nuova Zelanda stanno vedendo un aumento del numero di persone che si allontanano dai social network.
  6. Opinioni di Psicologi: Psicologi come Dr. Julianne Holt-Lunstad e Dr. Sherry Turkle esprimono preoccupazioni sul crescente isolamento sociale causato dai media digitali e sottolineano l’importanza delle connessioni umane reali.
  7. Riflessione Finale: Mentre i social media hanno rivoluzionato il modo in cui ci connettiamo, potrebbero aver creato un vuoto nella nostra capacità di connetterci autenticamente, portando alla domanda se siamo pronti a riscoprire il valore delle connessioni umane reali.



Comunicato Stampa: Vittoria esterna, I giornata di ritorno in B Femminile

Inizia nel migliore dei modi il giro e di ritorno per la Mercede Alghero, vittoriosa in casa della  della Medikal New Basket Ploaghe per 61-58. 

Tutta un’altra partita rispetto all’esordio di due mesi fa, con le padrone di casa decise a portare a casa i due punti e vendicare la sonora sconfitta subita ad Alghero.  

Rispetto alla gara di andata presenti Glavan e Caneo, mentre era assente per infortunio Elisea Silanos che andò in doppia cifra nella partita in casa.  

Sono stati 40′ giocati punto a punto, complice anche la fisicità della squadra di casa. Prestazione maiuscole per la 2006 Avelina Glavan, autrice di 25 punti e di alcune giocate importanti anche in difesa. Bene anche Fabiana Galluccio, 20 per lei e Brembilla (10) farò difensivo della compagine catalana. 

Per le padrone di casa ultime ad arrendersi Capece, Santoru e Vanacore.  

Punteggio finale 61-58 per la Mercede, maturato negli ultimi secondi di gioco, quando sul +1 Fabiana Galluccio ha realizzato i due liberi della sicurezza. 

<<È stata una partita difficile, -dichiara Francesco De Rosa-ma lo sapevamo, il campo di Ploaghe è caldo, a volte anche oltre il consentito e probabilmente l’età media basa della nostra squadra ha influito sul rendimento, perché non siamo ancora abituate alla pressione. Vincere fa sempre piacere, siamo in corsa per i play off e vogliamo mantenere questo ritmo, che ci vede con più del 50% di vittorie. Sabato alle 19:30 affronteremo l’Astro Cagliari, contro cui abbiamo perso all’andata di 11 punti, sarà il primo di una serie di spareggi play off, contanti che solo la Virtus è ormai certa del primo posto in classifica. Sono contento per Avelina, ha avuto un periodo non facile e ne sta finalmente uscendo, sono sicuro che piano piano si inserirà al meglio nella squadra. Un plauso a tutte, sia a chi ha giocato che a chi è stata in panchina, non sempre si riesce a fare giocare tutte, in uno sport di squadra è normale, questo non cambia la fiducia nell’intero roster della serie B>>. 

FINALE: 78-54 

Parziali: 16-17, 14-14, 14-16, 14-14. 

TABELLINI: 

NEW BASKET PLOAGHE: Santoru 13, Mesina, Faggi 10,  Vanacore 12, Marini, Usai 7, Palma, Addis 6, Capece 10. 

Coach: Gian Giorgio Cadoni. 

MERCEDE ALGHERO: Caneo,Galluccio F. 20, Derekyuvlieva 3, Brembilla 10, Sini, Canu, Glavan 25, Peana, Bebbu N., Galluccio D. 3, Bebbu G., Sechi.  

Coach: Manuela Monticelli 

Arbitri: Ortu e Cassarà 

Ufficio stampa 

ASD MERCEDE BASKET ALGHERO 




Rinnovo progetto Mater&Komen 2022 – 8 mesi in rosa in Sardegna e ritorno della carovana della prevenzione

8 MESI IN ROSA IN SARDEGNA

Komen Italia e Mater Olbia Hospital di nuovo insieme.

I fondi raccolti lo scorso anno reinvestiti per moltiplicare le iniziative per la salute delle donne in Sardegna

Roma, Olbia 22 marzo 2022 –  Si rinnova la collaborazione tra la Komen Italia e Mater Olbia Hospital che nel 2021 hanno dato vita al progetto pilota “Mater & Komen – Sei mesi in rosa” che con grande concretezza ha portato opportunità di salute, prevenzione e cura nel centro – nord della Sardegna coinvolgendo 35 Comuni e realizzando 7 open day di prevenzione presso il Mater Olbia Hospital con offerta di visite ed esami gratuiti a donne delle aree di Anglona, Gallura, Nurra, Barbagia di Nuovo, Meilogu e Marghine; 2 tappe della Carovana della Prevenzione nei Comuni di Alghero e Bitti; 10 Eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi sul territorio, tra cui passeggiate in rosa, eventi sportivi e flash mob, nei comuni di Aggius, Bonorva, Bitti, Oliena, Buddusò, Luogosanto, Tempio, Calangianus, Monti, Sassari, Olbia e Burgos.

L’alto valore sociale del progetto e l’unanime apprezzamento ricevuto hanno convinto Mater Olbia Hospital e Komen Italia ad unire nuovamente le forze nel 2022 per realizzare un nuovo progetto dal titolo “Mater & Komen 8 mesi in Rosa in Sardegna” per promuovere salute, prevenzione e cura nel centro – nord della Regione.

Il progetto, che si svolgerà da marzo ad ottobre 2022, prevede l’organizzazione a partire dal mese di aprile presso il Mater Olbia Hospital di giornate dedicate alla prevenzionedelle donne dei Comuni del centro – nord Sardegna.

In ogni appuntamento saranno effettuate al Mater Olbia Hospital 60 prestazioni gratuite di prevenzione: mammografie a donne con più di 40 anni, ecografie a donne con più di 30 anni e visite a donne con meno di 30 anni. L’iniziativa è indirizzata in modo specifico a quelle donne che dedicano meno attenzione alla propria salute e che sono a rischio per fascia d’età o per familiarità. Ogni comune identificato selezionerà autonomamente le donne a cui verrà offerta la prevenzione. 

Ogni mese, in prossimità delle giornate dedicate alle visite, grazie all’aiuto di istituzioni, volontari e associazioni attive sul territorio, saranno organizzati eventi di sensibilizzazioneper la lotta ai tumori del seno e raccolta fondi, prendendo spunto da alcune iniziative che già si svolgono in Sardegna, come la tradizionale “Passeggiata in Rosa” di Bonorva giunta alla sua 4° edizione.

Tra le attività in programma per il 2022, ci sarà anche dal 22 al 25 marzo, il ritorno sull’Isola della Carovana della Prevenzione di Komen Italia, Programma Nazionale Itinerante di Promozione della Salute Femminile.

Grazie alla raccolta fondi del 2021 con il progetto “Mater & Komen – 6 mesi in Rosa”, Komen Italia ha deciso di potenziare ulteriormente le attività per contrastare il rallentamento delle misure di prevenzione e di attenzione alla salute delle donne portando in Sardegna 4 unità mobili dotate di attrezzatura diagnostica di ultima generazione effettuando così una concreta attività di prevenzione nei Comuni di Buddusò, Bonorva, Calangianus e Luogosanto.

Grazie alla sensibilità che la governance del Mater Olbia Hospital rivolge al territorio della Sardegna, quest’anno la Carovana della Prevenzione di Komen Italia sarà interamente supportata dal personale sanitario del Mater Olbia Hospital e percorrerà la Regione da Nord a Sud con offerta di prestazioni sul territorio dedicate soprattutto alle donne che anche per ragioni socio – economiche e logistiche non riescono a prendersi cura di sé.

Durante ogni tappa della carovana saranno svolte visite senologiche e mammografie a donne non inserite nelle liste di screening della regione Sardegna; visite ginecologiche ed ecografie transvaginali e trattamenti di riflessologia plantare. Le tappe di Buddusò e Bonorva sono realizzate anche grazie al contributo di Fasda, Unisalute e De Vizia Transfer.

Un aspetto importante a cui il progetto “Mater & Komen – 8 mesi in Rosa in Sardegna” vuole dare risalto sono gli appuntamenti di educazione – informazione scientifica nelle scuole con il progetto “la prevenzione comincia in classe” e le attività di empowerment sotto l’aspetto fisico, emotivo e cognitivo a sostegno delle donne in rosa che hanno affrontato o stanno affrontando il percorso di cura.

Inoltre, anche quest’anno il Mater Olbia Hospital correrà virtualmente la Race for the Cure 2022 con la squadra “Mater Olbia for Komen”.

“Siamo felici che anche in Sardegna grazie al nuovo progetto di preziosa collaborazione con il MOH si possano realizzare ed offrire iniziative di prevenzione alle donne in un periodo in cui l’attenzione è spostata su altri temi riguardanti la salute” afferma la Prof.ssa Daniela Terribile, vice presidente di Komen italia.

“Il forte potenziamento di quest’anno del progetto Mater&Komen, ribadisce la volontà di elaborare risposte concrete in un momento che resta critico per l’offerta sanitaria. Siamo convinti che risultati consistenti si possano ottenere solo con una permeazione capillare delle attività di prevenzione nel territorio, offrendo opportunità di salute e contribuendo a generare consapevolezza” afferma la Prof.ssa Giorgia Garganese, Direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia e Senologia del Mater Olbia Hospital. 

“L’impegno umano necessario allo svolgimento di questo progetto non è banale, soprattutto a valle di mesi di continuo carico dovuto alla emergenza Covid e alla generale compromissione della situazione sanitaria in Sardegna. Ed è proprio quest’ultima che ci motiva e ci spinge a dedicare il nostro tempo libero alla cura e al servizio per questo luogo che è diventato la nostra seconda casa” afferma il Dott. Pierluigi Rinaldi, Direttore dell’Unità Operativa di Radiologia del Mater Olbia Hospital.

Sul sito komen.it e su materolbia.com si potrà consultare il calendario delle varie iniziative di prevenzione e degli eventi del programma “Mater&Komen – 8 mesi in Rosa”.

Durante tutti gli appuntamenti in programma sarà possibile fare una donazione di 10 euro per ricevere la maglia dedicata all’iniziativa che saranno devoluti in favore dei progetti di Komen Italia e Mater Olbia Hospital per la lotta ai tumori del seno in regione Sardegna.

Per ricevere informazioni scrivere a:

Ufficio Comunicazione Komen Italia

Tel. 06. 3540551-2 [email protected] www.komen.it




Arresto Puigdemont, Zoffili (Lega): “Da Spagna ritorno all’ inquisizione, Italia non ceda”

Roma, 24 set – “Il fermo dell’europarlamentare e Presidente in esilio della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont, ad Alghero in esecuzione del mandato d’arresto spagnolo rappresenta una gravissima ferita per lo stato di diritto italiano ed europeo. La giustizia spagnola ha condannato Carles Puigdemont sulla base di un reato – il reato di sedizione – che non esiste in nessun ordinamento democratico e che rappresenta un capo di accusa palesemente persecutorio e di natura strettamente politica. È bene ricordare che il referendum del 1° Ottobre 2017 è stato deliberato da un organo legittimamente eletto, in piena coerenza con il mandato elettorale conferito dai cittadini catalani. Per questa ragione la Germania ha già negato l’estradizione in una circostanza analoga a quella che viviamo oggi. Lo stesso faccia la giustizia italiana: non sia complice di questa nuova inquisizione e respinga l’estradizione richiesta dalla Spagna, rimettendo al più presto in libertà un europarlamentare e un uomo politico che pacificamente ha sempre e solo testimoniato l’attaccamento ai valori di libertà e autodeterminazione dei popoli”. 
Così il deputato della Lega Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in Commissione Affari esteri e comunitari, Presidente della bicamerale Schengen, Europol e Immigrazione e Coordinatore regionale della Lega in Sardegna.




Al Mut ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava

Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava

Continuano gli appuntamenti del Mut che sabato 25 settembre alle 17:30 ospita l’incontro con Agostino Schiaffino dal titolo “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Fino al 30 settembre sarà, inoltre, visitabile la mostra “Il mare di sotto” di Renato Fancellu, che dedica al mare, simbolo di libertà, le opere in esposizione a Stintino. 

Continuano gli appuntamenti del Mut, Museo della Tonnara di Stintino, che il 25 settembre alle 17:30 ospita l’incontro con Agostino Schiaffino dal titolo “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Schiaffino presenterà i risultati della ricerca che lo ha portato a scoprire quali famiglie abitassero le case di Cala d’Oliva, piccolo borgo nell’isola dell’Asinara, a metà del XIX secolo, tra il 1859 e il 1885, anno dell’espropriazione e della cacciata degli asinaresi. Utilizzando le fonti d’archivio e le carte catastali, Schiaffino è riuscito a individuare l’esatta correlazione tra i nomi dei proprietari e le rispettive abitazioni. La ricerca ha, inoltre, permesso di individuare quali fossero le famiglie che gestivano i fondi rurali dell’isola nello stesso arco temporale. 

Originario di Porto Torres e discendente di una delle famiglie asinaresi che abitavano a Cala d’Oliva, Schiaffino aggiunge con la sua ricerca un ulteriore importante tassello per la ricostruzione delle vicende storiche precedenti al 1885, anno di istituzione sull’isola della colonia penale agricola e della stazione sanitaria per la quarantena.

Fino al 30 settembre sarà, inoltre, visitabile la mostra “Il mare di sotto” di Renato Fancellu, che dedica al mare, simbolo di libertà, le opere in esposizione a Stintino. 

Per accedere agli spazi museali è necessario essere in possesso del Green pass. Tutte le info su www.mutstintino.com.

Ufficio stampa 
Rossella Porcheddu