Sa Segada, l’Alberghiero di Sassari alla Sagra della fragola

Sabato il convegno realizzato assieme al Comitato di Borgata per parlare di potenzialità e futuro della Nurra, e domenica la Grande torta di beneficenza

ALGHERO – La decima edizione della Sagra della Fragola di Sa Segada (Alghero), il 9 e il 10 maggio vedrà l’Alberghiero di Sassari tra i protagonisti dell’evento agroalimentare, confermando il legame dell’Istituto con il territorio della Nurrae il costante impegno nello sviluppo culturale ed economico del nord-ovest dell’Isola.

Sabato pomeriggio, alle 16, dopo l’apertura degli stand espositivi ed enogastronomici, l’Ipsar-Ipseoa Sassari e il Comitato di Borgata Sa Segada – Tanca Farrà presentano il convegno a tema “La Nurra: Potenzialità e Futuro”, dedicato alle prospettive di crescita e alle sfide del territorio. L’incontro, che si terrà nella tensostruttura appositamente adibita, riunisce istituzioni, esperti e operatori per discutere di accoglienza turistica, innovazione agricola e gestione sostenibile delle risorse idriche.

All’incontro, moderato dal docente Fabio Zago, interverranno l’enogastronomo e docente Mario Sechi (Turismo rurale: al di là dell’offerta turistica); l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus (PAC: risorse e limiti); il direttore generale AGRIS Giovanni Piras e il dirigente Agris, Marco Dettori (Il ruolo della ricerca e dell’assistenza tecnica); la titolare del Mulino di Ozieri, Sonia Galleu (La Filiera del grano nella Nurra); il presidente ANBI Sardegna, Gavino Zirattu (Gestione delle acque); il rappresentante Laore, Francesco Mura (La coltivazione delle fragole: produzione, commercializzazione e futuro).

A porgere i saluti istituzionali saranno il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, e il presidente del Comitato di Borgata Sa Segada – Tanca Farrà, Antonio Gavino Zidda.

A chiusura dei lavori, gli studenti di Sala Bar, Accoglienza ed Enogastronomia proporranno uno speciale momento conviviale. In particolare, gli allievi guidati dal docente Pietro Canu offriranno gustosi aperitivi a base di fragole, per valorizzare il prodotto principe della borgata coniugando creatività culinaria e professionalità nel servizio.

La Sagra, che animerà l’intero fine settimana con musica live, mostre fotografiche e attività per bambini, domenica 10 maggio alle 13 proporrà anche un momento di importante valore sociale, con la Grande Torta di Beneficenza preparata dagli studenti dell’Alberghiero e dall’Associazione Cuochi della provincia di Sassari, i cui proventi saranno devoluti dal Comitato di Borgata alle associazioni Lega del Filo d’Oro e Fondazione IEO Monzino.




Banari, Pomata chiude con successo la Sagra della Cipolla

Lo chef: “Altro che sagra, questo è un importante evento culturale”

Grande partecipazione di pubblico per la serata conclusiva con gli show cooking e il laboratorio delle erbe tintoree

BANARI – Grande successo per l’edizione 2025 della “Sagra della cipolla dorata” di Banari che, dopo l’intensa giornata di sabato che ha visto la premiazione della cantante Elena Ledda, si è conclusa domenica con una grande partecipazione di pubblico per lo show cooking dello chef stellato Luigi Pomata.  

Pomata ha voluto reinterpretare una ricetta storica a partire da una base di salsa genovese. Una salsa non ligure, come potrebbe far pensare il nome, ma campana. Quindi è stato preparato uno stufato di cipolle con il tonno di Carloforte ed erbe del Mediterraneo. Ne è venuto fuori un piatto profumatissimo, un’esplosione di aromi che ha deliziato il palato dei partecipanti.

Show cooking di Pomata

«La particolarità della Dorata di Banari è una dolcezza spiccata – ha spiegato Pomata – non è acida, e quindi si presta bene sia per i piatti dolci che per i piatti salati. Occorre specificare che questa non è una semplice sagra, è un evento culturale, e fare cultura è la base per la crescita del territorio. Bisogna valorizzare questi eventi, bisogna interagire con gli anziani, perché loro sono la memoria storica, quindi partire anche dalla storicità delle ricette e trasformarle in chiave moderna. Promuoviamo questi eventi in tutta la Sardegna, cercando di portare qua le persone da fuori, mentre la Sardegna deve uscire per portare i nostri prodotti in giro per il mondo».

Escursione in bici

Notevole partecipazione anche per il Laboratorio di Erbe Tintoree a cura di Gianpaolo Demartis, che ha illustrato ai numerosi partecipanti l’antica arte della colorazione dei tessuti attraverso le bacche e le erbe selvatiche. L’evento è stato occasione per incontrare i presidi Slow Food e i vini DOC del territorio, e per conoscere i meravigliosi contesti paesaggistici banaresi attraverso le escursioni a piedi e in bici. Quindi musica e divertimento fino a tarda notte.

Sold-out è andato lo stand della Proloco che, tra le sue proposte culinarie, ha presentato la squisita cipolla con la ricetta tipica banarese, che è andata letteralmente a ruba. Come ha sottolineato il presidente Francesco Di Stefano, «merito di questo risultato è il grande lavoro svolto con impegno da donne e uomini della proloco, che oltre a permettere l’organizzazione di manifestazioni importanti, rappresentano un presidio per mantenere viva la cultura di paese».

La manifestazione è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Banari, con il patrocinio della Regione Sardegna, e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di commercio di Sassari. Per info e prenotazioni consultare il sito www.sagracipollabanari.it.

Laboratorio sulle erbe tintoree di Giampaolo Demartis



Banari in festa per due giorni con la “Sagra della Cipolla dorata”

Il 20 e 21 luglio ritorna l’attesa manifestazione tra laboratori del gusto, stand enogastronomici ed eventi artistici e culturali

Il premio speciale va a Gianfranco Zola per aver promosso la Sardegna nel mondo

BANARI – 08.07.2024. Due giornate per consacrare, attraverso un bulbo dorato dalle mille proprietà, un evento dedicato alla gastronomia, all’arte, alla musica e all’ambiente con la voglia di promuovere le eccellenze del territorio facendo cultura. Il 20 e 21 luglio ritorna a Banari la “Sagra della cipolla dorata”, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di finezze culinarie, desiderosi di sperimentare le possibilità di utilizzo di questo prodotto immancabile in cucina, il cui sapore dolce e amabile lo rende adatto a innumerevoli utilizzi.

L’iniziativa è organizzata dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Banari e con il Patrocinio della Regione Sardegna, e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di commercio di Sassari. Il programma è stato presentato stamani nella sede dell’ente camerale da Danilo Spano dell’ufficio progetti strategici, dalla presidente della Proloco, Luciana Sassu e dal sindaco Francesco Basciu, che hanno annunciato l’assegnazione del Premio Cipolla Dorata 2024 a Gianfranco Zola.

La manifestazione sarà impreziosita da numerosi allestimenti artistici. Oltre venti studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sassari renderanno omaggio alla Cipolla attraverso opere tematiche e installazioni suggestive. Il fotografo e architetto Mario Villa presenterà i suoi scatti nella mostra “Feminas B&W” che vede protagoniste le donne sarde in una personale visione in bianco e nero. Il pittore Luigi Carta esporrà i suoi oli all’interno della mostra “Al Chiaro di Luna”. Giovanna Licheri presenterà il nuovo spazio d’arte “Carta Creations & Design dedicato all’opera di Giuseppe Carta, in cui le creazioni dell’artista si uniscono all’ambiente e alla natura circostante.

IL PROGRAMMA. La sagra prende il via sabato alle 11 del mattino in Piazza Umberto con la presentazione del libro “Grazia Deledda e il cibo”, occasione per allestire un simposio in compagnia dell’autore Giovanni Fancello che, assieme alla giornalista Sara Chessa, tratterà il tema della cipolla come alimento quotidiano.

Alle 12.30 in Piazza della Palma (fronte Largo Gramsci) sarà il momento del Laboratorio del gusto DOC realizzato in collaborazione con Slow Food. Le proposte culinarie dello chef Mauro Solinas diventeranno opportunità per degustare e conoscere le tecniche e il contesto culturale in cui nasce la cipolla dorata, esaltando in maniera sublime i sapori più caratteristici e abbinandola ai vini Doc del territorio e ad altri prodotti tipici quali la fresa di Ittiri, il pecorino di Osilo e il vermentino Doc e moscato-passito delle Vigne Deriu di Codrongianos. Il laboratorio è riservato a un massimo di trenta persone e si consiglia di prenotare per tempo sul sito web. Per il grande Pranzo in piazza sarà predisposto uno stand gastronomico dove acquistare panini con salsiccia, cipolle arrosto e bibite fresche.

Nel pomeriggio alle 18 la Coldiretti regionale predisporrà una Tavola rotonda rivolta alla promozione, presentazione e vendita dei prodotti del territorio. Alle 18.30 uno spazio sarà dedicato alle “Erbe in Sardegna” per un’esperienza sensoriale alla scoperta del mondo delle erbe sacre e delle piante più particolari dell’isola.

Alle 19 sarà quindi il momento della cerimonia di consegna del Premio Cipolla Dorata di Banari 2024 a Gianfranco Zola, per aver fatto onore all’immagine della Sardegna nel mondo. Il prestigioso riconoscimento è un’opera realizzata dell’artista Giuseppe Carta. Altre premiazioni saranno assegnate a chi con il proprio contributo abbia saputo valorizzare la Cipolla di Banari, e al produttore che abbia coltivato il bulbo più grande. Subito dopo si terrà  l’inaugurazione ufficiale degli stand enogastronomici alla presenza delle autorità e di tutte le associazioni, e l’esibizione del coro “Su Cuncordu Banaresu”.  Il menù sarà un tripudio di specialità proposte dalle proloco di Banari, Usini, Uri, Cheremule, Thiesi, Porto Torres e Villanova Monteleone, oltre al comitato di San Lorenzo Martire.

Dalle 21 musica dal vivo con i Gonzales e dalle 23 fino a tarda notte Dj set con Martina Cannas.

Domenica 21 luglio la prima mattinata sarà particolarmente apprezzata dagli amanti della natura: alle 8.30 si parte per un’esperienza unica in sella alla mountain bike, alla scoperta del territorio accompagnati dall’associazione “Trumabikers” e, in contemporanea, si farà un’escursione a piedi lungo i sentieri incantevoli che circondano il paese, sotto la guida di Beniamino Carta. Si consiglia un abbigliamento tecnico e una scorta d’acqua personale.

Alle 11.30 per i più piccoli arriva il Baby Master Chef, il laboratorio di cucina per bambini per imparare a fare la pizza con Lello giocando, impastando e assaggiando. Seguirà uno spazio di intrattenimento per i bimbi e pizza per tutti. La manifestazione si conclude alle 12.30 con il pranzo in piazza. Per partecipare al laboratorio del gusto e alle escursioni è possibile prenotare online sul sito www.sagracipollabanari.it.




A URI LA PRIMA SAGRA CON GREEN PASS
Sagra del Carciofo Estiva: tra menù prelibati e percorsi storico-artistici

Quella di Uri sarà la prima Sagra in Sardegna a utilizzare il Green Pass che entrerà in vigore proprio venerdì 6 agosto. La Trentesima Sagra del Carciofo organizzata dalla ProLoco di Uri è diventata per via dell’emergenza Covid l’undicesima edizione della Sagra Estiva che si terrà il 6 e 7 agosto prossimo.
Un’organizzazione studiata nel dettaglio che garantirà sicurezza, rispetto delle normative senza per questo rinunciare alla bellezza delle attività di piazza. Tanti gli appuntamenti di socialità nei due giorni e non mancheranno i menù a base di carciofo.
La Sagra si terrà come ogni mese di agosto in piazza della Libertà e questo agevolerà l’applicazione della normativa emergenziale
La visita a Uri sarà arricchita quest’anno dal percorso “Centro %” che sarà inaugurato venerdì alle 18. L’iniziativa valorizza le bellezze del centro storico e guida i visitatori alla scoperta di un percorso museale a cielo aperto: Nuraghe Santa Cadrina; Su Mulinu de sa farina; Su fraile; S’iscalitta; Chiesa Santa Croce; Chiesa N.S. della Pazienza; Casa Diaz; Funtana Manna; Antico Lavatoio; Locali S’iscola Ezza. Attraverso i pannelli illustrativi sarà quindi possibile scoprire la storia dell’intero paese.
Tanti gli elementi di questa Sagra Estiva che uniranno la coltura del carciofo alla cultura del territorio, alla tradizione e al folklore con la crescita delle proposte museali e di micro eventi per adulti e bambini nei due giorni di festa.
Venerdì dalle 19:30 inizierà la musica con l’esibizione dei gruppi folk Coro di Uri, Santa Rughe e la partecipazione di Soleandro, mentre il sabato saranno i Sinaptica a intrattenere dalle 22.
Il convegno, “Cultura e Colture. Sulla via della tradizione tra carciofo e pane” si terrà nei locali de S’Iscola Ezza sabato alle 17:30 e approfondirà la tematica delle colture tradizionali e del recupero delle tradizione culinaria.
In attesa di festeggiare ancora la Sagra invernale numero 30 la comunità urese racconta la storia del carciofo e della sua celebrazione nel libro “Uri e la sua Sagra del Carciofo” di Giuseppe Sechi che sarà presentato sabato alle 19.
Entrambe le serate i menù completi offriranno il carciofo nella sua completa varietà: primo, secondo e contorno, ma non mancherà anche lo street food.
Così come programmato per la Sagra 2021 sarà rimarcata l’attenzione all’ambiente con i risultati importanti della raccolta differenziata dei rifiuti, che va ben oltre il 70%, e l’organizzazione di una sagra completamente sostenibile grazie all’utilizzo del monouso compostabile al 100% grazie alla collaborazione con la MA.DA Imballaggi e Legambiente Sassari. La Sagra è sostenuta dalla Camera di Commercio di Sassari, che punta ad animare e investire nel paese durante tutti i mesi dell’anno con il programma Salude&Trigu




URI. TRENTENNALE SAGRA DEL CARCIOFO. CARTELLA STAMPA

CARCIOFO SPINOSO DOP

Il carciofo spinoso sardo appartiene alla famiglia delle Asteracee o Composite ed è probabilmente originaria dell’Etiopia. E’ una pianta poliennale di taglia media con altezza inserzione capolino dai 45 ai 70 cm, tipicamente spinosa. Il capolino è conico più o meno allungato, con foglie esterne di colore verde con ampie sfumature violetto-brunastre, grandi, allungate ad apice appuntito terminante con una spina gialla. Il capolino si caratterizza per la croccantezza e il sapore equilibrato tra il dolce e l’amaro dovuto all’elevato contenuto in carboidrati, polifenoli, ferro e sodio.

Cenni storici

Il Carciofo spinoso di Sardegna costituisce una varietà dalle origini storiche molto antiche e radicate nel contestoregionaleelasuaintroduzioneediffusionenell’Isolaè attribuibileaiFenici.Giànelcorsodel19° secolo, questa coltura grazie al gradevole gusto ed alle sue doti terapeutiche, era discretamente diffusa, anche se la coltivazione era limitata agli orti.

Secondo i dati del catasto agrario, già nel 1929 la coltura del carciofo in Sardegna aveva carattere estensivo e si sviluppava su 1231 ettari, dieci anni più tardi gli ettari dedicati alla coltura erano più del doppio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la coltura proseguì l’espansione nelle piane irrigue della Sardegna: Medio e Basso Campidano, Sulcis, Anglona, Nurra e Coros. Attualmente in Sardegna sono presenti circa 9.000 ha (Istat 2015).

Il carciofo del Coros

Il carciofo del Coros, coltivato prevalentemente nella valle del Rio Mannu compresa tra i comuni di Ittiri, Usini, Uri, Ossi, Florinas e Banari attualmente ricopre una superficie oscillante annualmente tra i 550 e i 650 ettari con circa 200 produttori specializzati. Si tratta di un territorio particolarmente vocato per via del microclima ideale e dei terreni freschi, profondi, di medio impasto e bel drenati. Spesso si tratta di piccoli appezzamenti in aree collinari con difficoltà di viabilità, lavorazione e approvvigionamento idrico.

Il ciclo colturale

La lavorazione di questo ortaggio risulta suddivisa nelle seguenti fasi :
– Preparazione dei terreni, attraverso l’aratura, alla profondità di almeno 35 cm a seconda della natura del terreno; la fresatura per la preparazione del letto di trapianto.
– L’impianto mediante bulbi (gemme radicali) detti ovoli che devono appartenere a piante sane, vigorose e produttive con le caratteristiche della varietà. Gli impianti partono dalla prima settimana di luglio e vengono piantare mediamente 9.000 piante/ha, con materiale proveniente dal sud della Sardegna.
– Concimazione dei terreni in base alle esigenze della coltura nelle diverse fasi del ciclo colturale e delle caratteristiche fisico-chimiche del suolo.
– Gli interventi irrigui, praticati dalla messa a dimora degli ovol i devono essere realizzati per aspersione con gli impianti micro-jet e/o a goccia per ridurre i consumi idrici.
– La difesa fitosanitaria è applicata seguendo i principi che regolano la lotta integrata e la lotta guidata, questo per limitare al massimo l’impiego dei fitofarmaci.
– La raccolta dei carciofi inizia in ottobre, termina in marzo e si esegue rigorosamente a mano; deve avvenire prima dell’apertura delle brattee, quando il capolino ha raggiunto una dimensione commercializzabile. La produzione varia a seconda delle annate tra i 40.000 e i 60.000 capolini ad ettaro.

Le criticità del comparto

I cambiamenti climatici stanno portando il Mediterraneo ad avere dei mesi autunnali molto caldi e siccitosi. Questo andamento climatico, orma i da diversi anni, influenza negativamente la fisiologia delle piante e la conseguenza immediata è l’aumento del fenomeno dell’atrofia del capolino con perdita della produzione precoce. In seguito le piante tendono ad accelerare la crescita e maturazione dei carciofi, con conseguente eccesso di offerta di prodotto sul mercato e l’abbattimento del prezzo del carciofo reso al produttore. Infatti, nel periodo di massima produzione il prezzo pagato al produttore per singolo carciofo scende sotto i 10 centesimi per capolino.

Quindi negli ultimi anni sono aumentati i costi e diminuiti i profitti per ettaro coltivato. Nello specifico, i costi per coltivare un ettaro di carciofaia si aggirano mediamente tra i 5000 e i 6000 euro per ettaro; la produzione lorda vendibile in annate “normali” è pari a 10.000/11.000 euro per ettaro. In annate negative la maggior parte delle aziende non riescono a coprire i costi di produzione. Il territorio soffre poi di una storica scarsa propensione all’aggregazione in cooperative, con l ’offerta quindi frazionata e non adatta ai mercati attuali. Inoltre lo spinoso sardo è un carciofo che non si presta alla trasformazione industriale. Infine l’areale ha ancora notevoli ritardi dal punto di vista infrastrutturale, specie per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico.

Le soluzioni

Parliamo di una coltura con problematiche complesse e “ataviche”, si può provare ad incidere su alcuni punti critici:
1. proseguire con la coltivazione dello “spinoso Sardo” con produzioni qualificate (DOP) e di alta qualità; 2. ripartire con la selezione massale sull’ecotipo locale, che ha una risposta ambientale superiore al materiale diffuso nell’area e originario del Campidano;

3. ricerca di nuovi mercati, attualmente ci si concentra sul triangolo Genova – Torino – Milano;
4. studiare e valutare la possibilità di avviare all’industria di trasformazione il prodotto in eccesso “respinto” dal mercato del fresco;

Ricerca a cura di Francesco Murru e Gianni Terrosu

ricette a base di carciofo

i menù della sagra




COMUNE DI STINTINO – A Stintino la Sagra del tonno

COMUNICATO STAMPA

A Stintino la Sagra del tonno

Sabato arrostita in piazza dei 45 a cura della Pro loco e poi musica con Note d’autore. Domenica nella piazzetta delle vele il musicista stintinese Beppe Dettori

Stintino 25 luglio 2019 – Ritorna a Stintino la sagra del tonno, l’appuntamento annuale con la gastronomia e la cucina tipica del paese di pescatori. Sabato 27 luglio la piazza dei 45 ospiterà l’evento atteso dai tanti turisti, e non solo, che ogni anno scelgono Stintino per trascorrere la loro estate. La piazza delle famiglie fondatrici del paese, inoltre, nella stessa serata ospiterà la rassegna musicale Note d’autore, arrivata alla sedicesima edizione. Domenica ancora musica con il cantautore stintinese Beppe Dettori.

L’appuntamento di sabato si aprirà alle 19, quando la piazza dei 45 comincerà ad animarsi con Megilandia, i giochi che coinvolgeranno i bambini e le famiglie. Alla stessa ora si apriranno anche gli stand artigianali.

Nel frattempo i volontari della Pro loco stintinese inizieranno a scaldare le braci per arrostire il tonno. Alle 20,30 prenderà il via la distribuzione del tonno. Le portate saranno accompagnata da un panino, un bicchiere di vino e dell’acqua quindi dei papassini. L’evento è organizzato dalla Pro Loco con il patrocinio e il supporto del Comune di Stintino.

«L’appuntamento classico con la cucina dei nostri avi, con le portate di arrosto di tonno, rappresentano una parte delle tradizioni del nostro paese – afferma l’assessora al Turismo Francesca Demontis –. La pesca del tonno è stata per secoli un aspetto caratteristico dell’economia di Stintino, e siamo orgogliosi di riproporre ogni anno un evento che ricordi quell’attività e che si traduce in una una vera e propria “risorsa culturale”, espressione di storia, cultura locale, ambiente, paesaggio, produzioni artigianali e sapori locali».

La serata, a partire dalle ore 21. sarà animata dalla sedicesima edizione della rassegna musicale Note d’autore che come ogni anno proporrà numerosi artisti isolani.

L’appuntamento è curato da Giulio Martinetti e MegachipMusica, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Pro loco di via Sassari.

Quest’anno a salire sul palco di piazza dei 45 saranno numerosi artisti e tra questi, Gabriele Masala, Enzo Mugoni, Paolo Bolognesi, Sassari 6 musica by Gianni Piras, Pauz, Kya, I musicanti del marciapiede accanto, Marta Pedoni, Namowam, Beatrice Faggi, Valle e Bandito, Materia Oscura e Claudio Carente.

Quest’anno è prevista anche la partecipazione della compagnia teatrale Nino Costa. A condurre la serata saranno Giulio Martinetti e Sonia Sole.

Domenica 28 luglio alle 21, infine, nella piazzette delle vele di pietra, sul lungomare Cristoforo Colombo, sarà la volta di un artista di casa a Stintino. A suonare per i turisti e per i suoi compaesani sarà Beppe Dettori che proporrà una serie di brani tratti dal suo ultimo lavoro “@90”.




COMUNE DI STINTINO – Sabato a Stintino la “Sagra del pesce”

COMUNICATO STAMPA

Sabato a Stintino la Sagra del pesce

La piazza dei 45 pronta a ospitare l’evento. Giochi e stand e dalle 20 al via con le portate di pescato fresco arrostito dai volontari della Pro Loco

Stintino 28 giugno 2019 – Nell’ultimo fine settimana di giugno, ritorna a Stintino la Sagra del pesce“. Con circa 300 kg di pescato fresco per oltre 450 porzioni, l’annuale appuntamento si preannuncia gustosissimo e di sicuro interesse per i tanti vacanzieri già presenti nella località turistica.

A organizzare la sagra del 29 giugno, con il patrocinio del Comune, sarà la Pro Loco di Stintino che con i volontari, guidati dal presidente Vincenzo Mura, metteranno a loro agio i tanti buongustai che ogni anno in piazza dei 45 non mancano all’appuntamento gastronomico.

Ad aprire la sagra, dalle 17,30, sarà il parco giochi Megilandia che sarà una sicura attrazione per i bambini.

Alle 18,30, invece, si apriranno gli stand dell’artigianato con esposizioni di ceramiche, legno, coltelli, gioielli, lavorazioni del sughero e della fibra di bamboo, prodotti sottolio e torrone.

Alle 20 i primi pesci, pescati la mattina dalla peschiera la Palma d’oro e arrostiti direttamente in piazza dai volontari della Pro Loco, saranno serviti con un bicchiere di vino e un dolce tipico stintinese, la tumbarella realizzato dalla sapienti mani delle pasticcere di Sapores Antigos di Pozzo San Nicola.

La serata sarà allietata dalla musica di Dj Tony e della band Officine Sonore.

Il prossimo appuntamento con la gastronomia stintinese la Pro Loco lo ha fissato per il 27 luglio quando sempre in piazza dei 45, per la Sagra del tonno, saranno servite succulente portate di tonno arrosto.




Da San Gregorio a Burcei (e rientro) per la festa delle Ciliegie

DOMENICA 9 GIUGNO
ANELLO SAN GREGORIO-BURCEI E SAGRA DELLE CILIEGIE

Partendo dal Borgo Ottocentesco di San Gregorio, raggiungeremo prima la Caserma U. Noci nella Foresta dei Sette Fratelli   e poi, seguendo una porzione del Sentiero Sardegna marcato recentemente dal CAI, il paese di Burcei, dove si svolgerà la Sagra delle Ciliegie.
Il percorso offre splendidi panorami verso i Sette Fratelli, la valle del Rio Longu e il Golfo di Cagliari e si inoltra  tra frutteti e ovili nei dintorni del paese, in un tripudio di fiori, frutti e verde.
Dopo la pausa pranzo a Burcei, durante la quale potremo degustare i tipici prodotti locali, rientreremo a San Gregorio percorrendo una porzione del vecchio tracciato del Sentiero Sardegna.
Lunghezza: circa 20 Km
Dislivello in salita: circa 750 m
Escursione: E (escursionisti allenati)
Tempo: circa 6 ore e 30′
Partenza ore 9:00 da San Gregorio
Auto propria, scarpe da trekking, pranzo al sacco, acqua da bere
Costo: € 20 a persona
Adesioni entro le ore 19 di venerdì  7 Giugno al 3489305607
www.allascopertadi.it