grave criticità del Servizio Sanitario della Regione Sardegna.

Il Partito Comunista Italiano – Sardegna sottolinea che la grave criticità del Servizio Sanitario della Regione Sardegna è conseguenza di oltre trent’anni di privatizzazioni, tagli al personale e riduzione dei finanziamenti pubblici.

Secondo l’analisi del Dipartimento Welfare e Sanità del partito, la crisi attuale si manifesta attraverso questi punti:

  • Sovraffollamento dei pronto soccorso
  • Tempi di attesa eccessivi per visite, esami e interventi
  • Medicina di base e territoriale in forte sofferenza
  • Molti servizi, tra cui i servizi per la salute mentale, per gli anziani, per l’età evolutiva e dei consultori sono carenti di personale
  • Vi sono costi crescenti a carico dei cittadini a fronte di un servizio sanitario decadente
  • Assenza di prevenzione primaria ambientale

Tale situazione non è frutto di inefficienze occasionali, ma di scelte politiche delle precedenti amministrazioni regionali che hanno favorito l’espansione del privato a discapito del servizio pubblico: una linea politico-programmatica scellerata e antipopolare da contrastare.

Il PCI Sardegna chiede che nella programmazione socio-sanitaria regionale siano inseriti programmi strutturati di de-privatizzazione, con l’obiettivo di:

  • Riportare nel pubblico i servizi essenziali
  • Rafforzare la medicina territoriale
  • Garantire tempi di attesa certi e realmente pubblici
  • Restituire ai cittadini il diritto alla salute senza costi aggiuntivi

Il Comitato Regionale PCI Sardegna




NOMENCLATORE SANITARIO: FACCIAMO CHIAREZZA

C agliari, 21/01/2025

COMUNICATO STAMPA

Negli scorsi giorni sono state diffuse notizie allarmistiche ed infondate riguardo la recente adozione del Nomenclatore delle prestazioni specialistiche ambulatoriali erogabili nell’ambito del Servizio sanitario regionale, che paventavano tagli indiscriminati ed un rischio di implosione del sistema che assolutamente non esiste, almeno qui in Sardegna.

A fronte di un obbligo di legge, derivante dall’esigenza di adeguamento al nuovo Nomenclatore Nazionale ed a cui tutte le regioni italiane sono state chiamate prontamente ad adempiere, l’Assessorato alla Sanità ha ben operato gestendo la transizione dal vecchio al nuovo catalogo attraverso una serie di passaggi intermedi di audit ed armonizzazione che rappresentano un unicum nel panorama delle regioni italiane e che hanno evitato alla Sardegna i maggiori disagi che in altri contesti si stanno verificando .

La delibera n 54/8 del 30.12.2024 ha adottato infatti un tariffario “ponte”, basato su una media virtuosa fra 4 regioni di riferimento, che è superiore in termini di stanziamento rispetto a quello che c’era prima e che aumenta considerevolmente il numero di prestazioni incluse a catalogo, in attesa del nomenclatore regionale definitivo, previsto a breve e sul quale sono già a lavoro gli uffici dell’Assessorato insieme alle rappresentanze di tutte le parti interessate. Eventuali rilievi e segnalazioni di ordine tecnico-gestionale emersi in questa fase verranno tradotti in integrazioni e migliorie laddove si dovessero riscontrare delle necessità di intervento. Non soltanto: stiamo agendo subito anche con una delibera in discussione domani in Giunta che per quanto riguarda le strutture accreditate specifica come una prestazione il cui codice di definizione è stato modificato potrà comunque essere rimborsata fintanto che non sarà concluso l’ambito transitorio.

Non si capisce dunque l’allarmismo ingiustificato di chi parla di definanziamento delle prestazioni e di rischi per la continuità assistenziale nell’isola, cosa che garantiamo non avverrà. La verità è ben diversa: a fronte del rischio di tagli per 12 milioni di euro derivanti dall’applicazione secca del tariffario Nazionale, la Regione Autonoma della Sardegna è intervenuta non soltanto compensando i mancati apporti, ma aumentando il budget complessivo fino a 0,17 milioni di euro in più rispetto al precedente tariffario.



Ufficio Stampa Regione Sardegna
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Giancarlo Angioni e Antonio Tognotti nuovi direttori sanitario e amministrativo dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari

Cagliari 14 ottobre 2022. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, Chiara Seazzu, ha nominato Giancarlo Angioni direttore sanitario e Antonio Tognotti direttore amministrativo.
Il neodirettore sanitario, Giancarlo Angioni sino a oggi è stato direttore del Dipartimento Servizi e direttore del Laboratorio analisi dell’Arnas Brotzu, azienda nella quale nel 2020, in piena pandemia, ha ricoperto anche il ruolo di direttore sanitario.
Esperto di contabilità e bilanci, il direttore amministrativo, Antonio Tognotti, attualmente è Direttore del Dipartimento Risorse Economiche e Finanziarie di Ares e a capo della Struttura Complessa Gestione Economica e Patrimoniale – Bilancio.
«La direzione aziendale è adesso al completo – dice Chiara Seazzu – e sono felice della disponibilità del dottor Angioni e del dottor Tognotti ad assumere questo incarico e a far parte della squadra dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari».
Il direttore generale ha ringraziato «i direttori facenti funzione sanitario e amministrativo, Ferdinando Coghe e Maria Luisa Mastino, che hanno ricoperto un ruolo delicato con senso di appartenenza e spirito di servizio, lavorando senza sosta e abnegazione per il bene dei cittadini e dei pazienti dell’Aou di Cagliari. Il dottor Coghe e la dottoressa Mastino rimarranno al nostro fianco per portare avanti il compito che la Regione ci ha affidato».


Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari




Chiara Seazzu nomina direttore sanitario e amministrativo facenti funzione dell’Aou di Cagliari, Ferdinando Coghe e Maria Luisa Mastino

Cagliari 5 gennaio 2022. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, Chiara Seazzu, ha nominato il direttore sanitario e il direttore amministrativo facenti funzione.
Per guidare la direzione sanitaria è stato chiamato Ferdinando Coghe, direttore del Laboratorio analisi e capo dipartimento Servizi dell’Aou di Cagliari. Il direttore generale, in questo caso ha optato per una conferma, dato che la stessa nomina gli era stata conferita dall’ex commissario straordinario Agnese Foddis.
A guidare la direzione amministrativa sarà, invece, Maria Luisa Mastino, dal 2008 direttore della SC Personale dell’Aou di Cagliari, e direttore del dipartimento Amministrativo.


Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari




A Santa Maria di Pisa uno sportello socio-sanitario con ambulatorio infermieristico

Potenziati i servizi per la popolazione grazie alla collaborazione tra Comune, farmacia Tanda ed Emergency

Da venerdì 15 ottobre è attivo l’ambulatorio infermieristico con sportello socio-sanitario di Emergency nel quartiere di Latte Dolce – Santa Maria di Pisa a Sassari. «Come Amministrazione comunale non abbiamo avuto alcun dubbio quando c’è stato da decidere di investire fondi in questo progetto, così importante per il territorio» ha spiegato il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Gianfranco Meazza, durante la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Palazzo Ducale, alla presenza del dirigente Alberto Mura, di Andrea Bellardinelli, coordinatore del Programma Italia di Emergency, di Sara Chessa, referente dell’Ambulatorio Emergency di Sassari, di Saturnina Tanda, promotrice del progetto e proprietaria della farmacia, e Rita Diez, coordinatrice del Gruppo Volontari Emergency Sassari.
L’ambulatorio si trova negli spazi messi a disposizione dalla dottoressa Tanda in via Leoncavallo 27 – 29. Qui saranno offerti servizi infermieristici come la somministrazione di terapie per via sottocutanea, intramuscolare, intradermica e per infusione; la rilevazione dei parametri vitali; l’istruzione e orientamento nella gestione di terapie croniche; l’esecuzione di test rapidi; le medicazioni semplici e complesse di lesioni acute e croniche; i bendaggi semplici e complessi; le consulenze e informazioni relative alla prevenzione; la rimozione punti di sutura; oltre a corsi di educazione sanitaria individuali o di gruppo in relazione alle problematiche e ai bisogni riscontrati.
«Santa Maria di Pisa è un quartiere popolare che ha sofferto negli anni di una forte ghettizzazione: gli abitanti sono per la maggior parte anziani o con patologie croniche importanti, molti hanno problemi derivanti da un passato di tossicodipendenza e non sono in grado di orientarsi all’interno delle opportunità garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. In questo contesto, aprire stabilmente un vero e proprio “Punto di Salute della Comunità” significa garantire un presidio di cura nel territorio che possa accompagnare i suoi residenti nell’esercizio dei loro diritti» ha dichiarato Sara Chessa, coordinatrice dell’ambulatorio Emergency di Sassari. «Il quartiere di Latte Dolce – Santa Maria di Pisa è uno dei quartieri tra i più vulnerabili della città, sia per la complessiva situazione di disagio socio-economico, familiare e abitativo che caratterizza una larga fascia di popolazione, sia per una condizione di oggettiva carenza dei servizi, in particolare quelli socio-sanitari. Le criticità sono ben chiare all’Amministrazione e il miglioramento della qualità di vita degli abitanti resta per noi una priorità – ha aggiunto il vicesindaco Meazza -. Lo sportello è un tassello di una programmazione a 360 gradi, che include anche i fondi Pinqua recentemente ottenuti da investire proprio a Santa Maria di Pisa e Latte Dolce».
La decisione di ampliare stabilmente il territorio di uno sportello e di un ambulatorio arriva dopo anni di apertura sperimentale, in cui Emergency ha portato avanti una mappatura dei bisogni del quartiere. Da aprile 2019, gli operatori e i volontari della Onlus hanno ricevuto 194 persone, per un totale di 565 consulenze di orientamento, nonostante la sospensione dei colloqui tra marzo e dicembre 2020, a causa della pandemia. Visto l’alto numero di richieste, Emergency, in collaborazione con il Comune e la dottoressa Tanda, ha deciso di attivare, parallelamente allo sportello, anche un servizio di ambulatorio infermieristico.
L’Amministrazione comunale ha deciso di sostenere e incoraggiare l’iniziativa sia agevolando e facilitando la costruzione di un partenariato allargato per il perseguimento di tali obiettivi, che garantendo un contributo materiale attraverso lo stanziamento di apposite risorse volte a contribuire alla copertura delle spese vive del Punto di Orientamento (quali coperture assicurative per i volontari impiegati, utenze idriche ed elettriche, tasse comunali).
L’Ambulatorio aprirà nei locali di via Leoncavallo 27 – 29, messi a disposizione gratuitamente dalla dottoressa Tanda, per tre mattine alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) dalle 9 alle 13. I costi vivi delle attività, come coperture assicurative, utenze e tasse, saranno coperte dal Comune, mentre il servizio sarà garantito da operatori e volontari di Emergency. Gli spazi sono stati curati e attrezzati anche grazie alla spontanea collaborazione di tante associazioni presenti nel territorio, che hanno voluto partecipare alla concreta realizzazione del progetto.
Nei medesimi orari continuerà, inoltre, l’attività di consulenza di orientamento dello Sportello socio sanitario. Chiunque potrà quindi rivolgersi allo Sportello per chiedere informazioni ed essere indirizzati ai servizi offerti in città dal sistema sanitario.
«Oltre al Comune, ci teniamo a ringraziare in particolar modo la dottoressa Tanda, farmacista storica del quartiere e vero motore del progetto, che ha messo da subito a disposizione i locali della sua farmacia e si è dimostrata subito determinata nell’aprire un presidio sanitario che potesse garantire un reale accesso al diritto alla cura per i residenti della zona» ha concluso Chessa.
Programma Italia di Emergency è presente a Sassari dal 2012, prima con uno Sportello di Orientamento Socio Sanitario e poi con un Ambulatorio di Medicina di Base nella sede della Asl 1 via Monte Grappa 82. Emergency è presente in Italia dal 2006 con progetti socio-sanitari in 8 regioni.


Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari




PASSAPORTO SANITARIO ANTI COVID IN CORSICA, TEDDE (F.I): A 10 KM. DALLASARDEGNA E’ PREVISTO CIO’ CHE E’ STATO IMPEDITO A SOLINAS. GOVERNO STA ALLA FINESTRA. DA NOI POLEMICHE LACERANTI EPRETESTUOSE.

Alghero, 13 dicembre 2020 – “E’ piuttosto bizzarro che la obbligatorietà della certificazione che attesti la negatività al Covid-19 per i turisti italiani che si recano in Corsica non abbia suscitato le polemiche virulente scatenate contro il presidente Solinas allorché propose la medesima misura a maggio, in piena crisi pandemica.” Così l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde (F.I) commenta l’ordinanza del Prefetto della Corsica che ha prescritto che tutti i passeggeri viaggianti sulle linee Italia/Corsica dall’8 dicembre dovranno presentare una certificazione eseguita nelle 72 ore precedenti che attesti la negatività al Covid-19. In mancanza del certificato i passeggeri dovranno sottoporsi ad un test entro 24 ore dall’arrivo  in Corsica. La stessa misura proposta a maggio, in piena crisi pandemica, dal Presidente della Regione Sardegna Solinas che su indicazione del Comitato tecnico scientifico  propose al Governo un provvedimento  che prevedeva test sierologici per i turisti che sbarcavano in Sardegna. “Allora –ricorda Tedde- a questa richiesta di buon senso tesa ad adottare filtri che potessero contemperare la tutela della salute con la libertà di movimento, il Governo e i soliti polemisti “un tanto al chilo” aggredirono Solinas definendo l’ipotesi ingestibile, ipocrita e senza senso. E subissandolo con un fuoco di fila di sgradevoli contumelie. Il resto è cronaca –attacca Tedde- il Governo si oppose fermamente all’adozione di questa misura e la Sardegna passò da un indice di contagio dello 0,24, il migliore d’Italia, ad una recrudescenza del virus catapultato sull’isola da turisti imprudenti.” Tedde sottolinea che ad una prescrizione così rigorosa, che viene adottata a 10 km dalle coste sarde, si sarebbe aspettato forti polemiche e proteste ufficiali della Farnesina verso la Francia. “Se questo non accade, è evidente che con il senno del poi, specie a seguito degli effetti della seconda ondata, il Governo valuta positivamente la proposta di Solinas e l’iniziativa dei cugini francesi. Ne prendiamo atto. Ma avrebbero potuto pensarci prima –chiude Tedde-.”




AOU SASSARI – Aggressione al personale sanitario, appello dell’Aou

Aggressione al personale sanitario, appello dell’Aou

L’Azienda, dopo un nuovo episodio accaduto nel reparto di Medicina, si rivolge ai cittadini e alle autorità.

SASSARI 2 ottobre 2019 – Due appelli, uno alle autorità, un altro alla cittadinanza perché si isolino i violenti e si ponga fine alle aggressione degli operatori sanitari in ospedale. A farli è la direzione strategica dell’Aou di Sassari all’indomani dell’ennesima aggressione subita da un medico in reparto.

Questa volta l’episodio si è verificato nel reparto di Medicina dell’ospedale civile Santissima Annunziata. Un uomo, che già in precedenti ricoveri avrebbe aggredito i medici dei reparti nei quali era stato ricoverato, la mattinata scorsa si è scagliato contro il dirigente medico in servizio. Alla base dell’aggressione ci sarebbe la pretesa del paziente di rimanere ricoverato nel reparto. Infatti, il medico – si racconta nella relazione presentata alla direzione sanitaria – avrebbe comunicato al paziente le dimissioni nella giornata. Una decisione che, evidentemente, non sarebbe stata gradita dall’uomo che si è scagliato contro il medico, colpendolo con pugni sul viso e alla testa.

Il medico ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso che gli ha assegnato alcuni giorni per infortunio sul lavoro. Il medico – è riportato nella relazione – avrebbe anche cercato di avvisare il posto di polizia al pronto soccorso che, però, alle 14 era già chiuso. Ha quindi presentato denuncia in questura.

«Stigmatizziamo quanto avvenuto e siamo vicini al nostro medico – affermano i direttori aziendali –. È l’ennesimo atto di aggressione contro chi, operatore sanitario, con abnegazione e tra molte difficoltà, cerca di dare ai cittadini il miglior servizio. Sono atti non più tollerabili. Per questo motivo ci appelliamo alla coscienza civica dei cittadini, perché si isolino i violenti, e rivolgiamo un ulteriore appello alle autorità perché attraverso un tavolo di lavoro sia possibile concertare un’azione comune per arginare questi episodi. Nei prossimi giorni presenteremo una formale richiesta al Prefetto di Sassari per un incontro».

L’episodio si aggiunge alle 15 aggressioni verbali e 5 fisiche che sono state registrate al pronto soccorso da luglio scorso.




Riparte a Sassari il servizio sanitario gratuito per studenti fuori sede

SASSARI. È ripartito il 22 marzo Il Servizio gratuito di assistenza sanitaria rivolto agli studenti fuori sede iscritti all’Università di Sassari. L’ambulatorio si trova in via Padre Manzella 2, all’interno della Casa dello Studente dell’Ersu, ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00.

 

Il servizio è gratuito per tutti gli studenti fuori sede indipendentemente dal reddito dichiarato. Nell’ambulatorio di via Padre Manzella gli studenti potranno ottenere gratuitamente i certificati necessari per accedere alle residenze universitarie nonché i certificati di idoneità alla pratica sportiva non agonistica.

 

Il servizio è apprezzato da tutti gli studenti fuori sede ma in particolare dagli studenti che arrivano a Sassari grazie al progetto Erasmus. Ogni anno vengono infatti registrate circa duemila visite.

 

Il progetto nasce da un Protocollo di Intesa tra Università di Sassari, Ente Regionale per lo Studio Universitario e Azienda Ospedaliero Universitaria.