Monteleone Roccadoria, le degustazioni di vini in lingua sarda conquistano il pubblico di “Chenamos in carrela”

Successo per l’iniziativa organizzata dalla Proloco di Villanova Monteleone in collaborazione con le cantine Gostolai di Oliena e il ristorante Roccadò

MONTELEONE ROCCADORIA.Realizzare un abbinamento efficace tra vino e cibo può sembrare facile, ma spesso necessita di lunga esperienza e di ottime conoscenze dei prodotti e degli chef. È quanto è emerso nei giorni scorsi a Monteleone Roccadoria nella “Giornata del cibo” di “Chenamos in carrela” dedicata a “Vino e abbinamenti a tavola”, che ha coinvolto le professionalità del vignaiuolo e produttore Tonino Arcadu di Oliena e dello chef Fabio Zago, sotto la regia dell’esperto enogastronomo Tommaso Sussarello. L’iniziativa è stata organizzata dalla Proloco di Villanova Monteleone in collaborazione con le cantine Gostolai di Oliena e il ristorante Roccadò.

Già gli interventi preliminari hanno messo in luce gli aspetti legati ai disciplinari sul cannonau e ai lieviti, che ormai non di rado portano le diverse produzioni a omologarsi dal punto di vista delle percezioni sensoriali. Forte interesse ha suscitato invece la degustazione dei vini presentata in lingua sarda che, oltre ad Arcadu e Sussarello ha coinvolto anche il giornalista Salvatore Taras, il sommelier Leonardo Porcu e il presidente della proloco di Villanova Monteleone, Pietro Fois.

«Non è stata una cosa semplice esprimere in sardo contenuti tecnici anche molto complessi – ha commentato Tonino Arcadu – ma il pubblico ha reagito con grande coinvolgimento, in maniera quasi inaspettata, compresi alcuni continentali affascinati dell’esperimento linguistico».

Il connubio tra vini e abbinamenti è assolutamente importante perché aiuta al consumo responsabile: «Non si deve bere per liberare le inibizioni ma per il piacere del palato – ha affermato Sussarello – e accompagnare i vini agli alimenti adeguati permette di recepire entrambi con maggior piacere».

La cena a tema ha permesso di abbinare un Arvesinadu di Bono, che è un vino autoctono molto particolare, a un’insalata di pecora con steli di pane, cipollotto e rucola, scaglie di pecorino e olive. È un piatto di recupero dalla pecora bollita, vero e tipico piatto tradizionale sardo.

La serata è proseguita portando in tavola il Nepente di Oliena, un cannonau dalle qualità già osannate da Gabriele D’Annunzio, al quale è stato abbinato un primo piatto composto da macarrones de busa conditi con ricotta mustia affumicata, zucchine, pomodorini e basilico. Quindi polpette di bue sardo accompagnate con una salsa di “gioddu” condita con cetriolini, aglio, prezzemolo, sale e pepe e un tortino di melanzane. E finale in bellezza con un eccellente passito accostato a un gelato di ricotta, miele e mandorle e contorno di amaretti.

Il prossimo appuntamento della manifestazione sarà il 28 e 29 giugno a Villanova Monteleone per l’Anteprima di “Chenamos in carrela”. L’iniziativa è inserita nel progetto previsto dalla linea d’azione “Realizzazione di iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale – Progetto Alboergo – Ospitalità diffusa a Villanova Monteleone”, promosso dal Comune di Villanova e finanziato con i fondi del PNRR. Tutti gli eventi collegati alla manifestazione sono inseriti nel programma Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




La Cavalcata Sarda si sposta: ecco la nuova data

Un cambio di programma per non sovrapporre eventi importanti

La celebre Cavalcata Sarda del 2024 si terrà il 12 maggio, domenica, anticipando la sua consueta data per evitare sovrapposizioni con le celebrazioni dei Martiri turritani, previste nello stesso fine settimana. Questa decisione è stata presa in sinergia tra l’Amministrazione comunale di Porto Torres e quella di Sassari, evidenziando un impegno condiviso per il bene del territorio e delle sue tradizioni.

Tradizionalmente festeggiata l’ultima domenica di maggio, la Cavalcata Sarda è un evento di grande richiamo che vede la partecipazione di gruppi folkloristici e turisti da ogni parte. Quest’anno, però, si è scelto di anticiparla di una settimana per non coincidere con la festa religiosa dei Martiri turritani, che cade il giorno della Pentecoste e non può essere spostata.

Il sindaco Nanni Campus ha sottolineato l’importanza di questa decisione per le attività economiche locali, come le bancarelle, ristoranti e alberghi, che beneficeranno della distribuzione degli eventi in due fine settimana distinti. Questo permetterà anche ai tour operator e ai turisti di pianificare meglio le loro visite, assicurando una partecipazione più ampia sia alla Cavalcata Sarda sia alle celebrazioni dei Martiri turritani.

Nei prossimi giorni, sul sito del Comune di Sassari verrà pubblicata una manifestazione d’interesse per gruppi e associazioni che desiderano partecipare all’evento, dimostrando l’apertura e l’inclusività dell’organizzazione.




LA COALIZIONE SARDA RIPARTE DALLA DIGA SANTA CHIARA. SORU: UN MATTINO NUOVO PER LA SARDEGNA.

Ula Tirso, 28 gennaio 2024. «Siamo tutti qui per un mattino nuovo, che non ci regalerà nessuno ma che ci dovremo prendere da soli»: con queste parole Renato Soru ha concluso stamattina a Ula Tirso l’evento di apertura della campagna elettorale della Coalizione sarda.

Sulle sponde del lago Omodoeo, a pochi passi dalla diga Santa Chiara, di cui quest’anno ricorre il centenario dell’inaugurazione nel 2024, i partiti e movimenti che sostengono la candidatura di Soru si sono ritrovati per lanciare la volata verso le elezioni regionali del 25 febbraio. Si apre con la musica del cantautore Piero Marras, che al piano esegue “Si Deus cheret”, “Ardia”, “Il figlio del Re” e “Mere Manna”. «Nel mio mestiere dicono che non conviene schierarsi – dice Marras tra un brano e l’altro -, allora io inauguro una nuova era perché schierarsi è d’obbligo.»

Dopo la partenza in musica, sul palco si alternano gli interventi dei rappresentanti delle liste che formano la Coalizione sarda. Rompe il ghiaccio Enrico Lai, segretario regionale di Rifondazione comunista – Sinistra europea. Nel suo intervento ricorda che «la Rivoluzione gentile è l’argine a questa destra che vuole distruggere la Sardegna ed è un progetto alternativo a tutti gli schieramenti presenti, perché in questi anni l’opposizione in Regione ha fatto solo un commento passivo del centrodestra.»
In rappresentanza di Vota Sardigna parla Cristiana Cacciapaglia, volontaria del Servizio civile ai musei civici di Bosa e candidata nella circoscrizione di Oristano. «Il coraggio individuale non basta più, serve una scelta coraggiosa e di libertà – dice -, serve una scelta di emancipazione per chi vive questa terra e per chi la vivrà.»
Per la lista +Europa-Azione-Upc sale sul palco il segretario regionale di Azione Giuseppe Luigi Cucca: «La proposta di Renato Soru – dice – è coraggiosissima, abbiamo l’unica persona in grado di governare questa Sardegna sull’orlo di un baratro e di dare una svolta vera.»
Per Liberu tocca invece alla segretaria nazionale Giulia Lai. «La prima questione da affrontare quando entreremo al governo – dice tra gli applausi – sarà una nuova legge elettorale, quella attuale ha lasciato fuori intere parti sociali. Dobbiamo fare una legge che faccia entrare le donne al governo e non le escluda.»
In chiusura, a rappresentare Progetto Sardegna, interviene Romina Mura. Visibilmente emozionata, l’ex deputata ricorda il senso della Coalizione sarda. «Con noi oggi ci sono le diversità a cui altri hanno chiuso la porta – dice -. La parte progressista della Sardegna è qui, dove c’è la sintesi delle differenze, dove partiti politici, storie, espressione diverse hanno scelto di stare insieme per costruire un nuovo futuro per le nuove generazioni.»

Infine Renato Soru. Nel suo intervento prende spunto dalla cornice scelta per avviare la corsa al 25 febbraio. «Questa diga – dice -, all’epoca fu un’opera immane, la prima grande opera idraulica costruita in Sardegna. È la storia del lavoro enorme di donne e uomini sardi e di progettualità che si incontrano, di energie diverse che lavorano insieme per costruire qualcosa di più importante, portando la Sardegna nella modernità e creando la bellezza di questo paesaggio.»
«Ma – continua – dobbiamo costruire una storia nuova, non essere solo orgogliosi di quello che abbiamo fatto tanti anni fa. Oggi possiamo continuare a galleggiare e gestire l’esistente oppure pensare che possiamo trasformarlo e ribaltarlo in maniera duratura. Lo possiamo fare senza distruggere nulla e con un occhio alla bellezza.»
Il leader della Coalizione sarda riassume poi i punti centrali del programma di governo: «Dobbiamo cogliere le opportunità delle straordinarie risorse europee che aspettano di essere spese, avviare la transizione verde e quella digitale, favorire l’inclusione sociale, rendere la pubblica amministrazione più veloce e trasparente, rafforzare il federalismo interno sul territorio per portare competenze e servizi più vicini al cittadino. Perché intendiamo l’amministrazione come servizio pubblico e non come bottino da spartire.»
«Qualcuno – continua Soru – pensa di poter decidere per noi. Di imporci nuove servitù come quella dell’energia, vogliono farci diventare la piattaforma dell’energia rinnovabile di tutta Italia. E quelli che vogliono decidere da una parte vogliono un viceré che dovrà stare zitto e obbedire, farsi imporre pensieri e interessi altrui. Dall’altra parte siamo siamo solo un bacino elettorale,  un numero di voti in più che servirà per capire chi dovrà comandare in vista delle Europee.»

«Oggi – dice il leader della Coalizione – si parla di governatori ed è una parola che ci siamo abituati a sentire perché nelle colonie si mandano i governatori e noi ci siamo abituati a sentirci colonia. Quindi dobbiamo decidere se eleggere un governatore o una governatrice che starà zitta e cambierà idea in qualsiasi momento in base alle convenienze e alle alleanze fatte e disfatte da Giuseppe Conte. Oppure, come dice lo Statuto, eleggere un presidente della Regione che rappresenti le persone che lo hanno eletto e rappresenta una comunità, un popolo, una terra, che non starà zitto, che difenderà gli interessi della Sardegna e dei suoi cittadini.»

Quindi, conclude Renato Soru «siamo venuti in questo luogo per ispirarci e per richiamare chi sta a casa e si sta disinteressando di queste elezioni. Siamo qui perché  c’è bisogno di voi per realizzare progetti enormi e trasformare la Sardegna, aprire una strada nuova. Anche se non avete votato alle ultime elezioni, oggi non si può restare indifferenti, siamo tutti coinvolti, tutti in prima persona, per noi e per le persone che arriveranno. Siamo tutti qui per un mattino nuovo, come canta Piero Marras, che non ci regalerà nessuno ma che ci dovremo prendere da soli.»

Le note di “Quando Gigi Riva tornerà”, eseguita dal vivo da Piero Marras, chiudono la mattinata a Ula Tirso della Coalizione sarda.

AGENDA ELETTORALE. Gli appuntamenti di domani, lunedì 29 gennaio, del candidato della Coalizione sarda Renato Soru:
– alle 12.00, visita al centro Caritas, in via Ospedale 8 a Cagliari;
– alle 15.00, incontro alla CISL Sardegna, via Ancona 1 a Cagliari;
– alle 17.30, presentazione della lista “+Europa – Azione – Upc con Soru”, al T Totel di Cagliri
– alle 18.30, incontro “La Sardegna di oggi e del futuro” a Guspini, cineteatro Murgia, via Pio Piras 2.




Sassari ritorna capitale sarda della moda

Grande successo al Padiglione Tavolara per l’evento di fine anno organizzato da Roberto Stella

SASSARI. Una serata strepitosa in cui bellezza, eleganza, musica e colori sono stati l’espressione più vivida della volontà di rilanciare Sassari come capitale sarda della moda, una forma d’arte che – nelle parole dello stilista sassarese Roberto Stella – è capace di attrarre forte interesse intorno a sé e creare un indotto considerevole. Ma che al contempo nell’isola raramente riesce a essere valorizzata come meriterebbe, nonostante le grandi potenzialità.

Venerdì sera (15 dicembre) con “Natale in… moda” il Padiglione Tavolara è ritornato a essere il palcoscenico ideale per la promozione della grande moda sarda, così come era avvenuto nel lontano 1956 in occasione della sua inaugurazione.

A dare il via alla manifestazione, molto partecipata, è stato proprio un filmato d’epoca con le immagini dell’evento fondativo di quasi settant’anni fa, in cui i tessuti della tradizione già si fondevano con le esigenze dell’innovazione e le tendenze più in voga.

Nel 2023 uguale palcoscenico e medesimo entusiasmo, ma nuove atmosfere e nuovi stili per cinque collezioni di rispettivi stilisti che hanno abbracciato idealmente tutta la Sardegna, a iniziare da Roberto Stella, ideatore e promotore, per proseguire con Carlo Petromilli di Oristano, Giovanna Campisi di Olbia, Marinella Staico di Assemini e Thaira Couture di Nuoro.

Pubblico entusiasta per oltre due ore di grande spettacolo, con le discese in passerella alternate tra gli applausi dagli interventi musicali di Soleandro, Maria Giovanna Cherchi e Roberta Usai.

«Sicuramente c‘è tanta voglia di fare moda e di fare bene, perché la moda è prima di tutto artigianato e arte, e questo spesso viene dimenticato. Spero che questa serata dia un input importante per investire di più su questa forma di arte», ha affermato Stella, che nel corso dell’appuntamento presentato da Claudia Licheri ha ringraziato più volte l’amministrazione comunale di Sassari per la sensibilità dimostrata nel valorizzare un luogo simbolo attraverso un evento altrettanto simbolico.

«Sono quasi settant’anni che questa meraviglia (il Padiglione Tavolara) ha esordito nella moda – ha ribadito il sindaco Nanni Campus durante un breve saluto dal palcoscenico – e davvero Roberto ha fatto qualcosa di meraviglioso. Vedendo queste incantevoli modelle si percepisce davvero il senso dell’orgoglio di Sassari nell’aver riaperto e ridato alla Sardegna e non solo questo teatro meraviglioso».

Un tripudio quindi per il noto stilista sassarese, che ritorna protagonista dopo anni di distanza dall’ultima edizione della “Notte della moda”, l’iniziativa a tema più importante a livello regionale (il cui palcoscenico era Piazza D’Italia), conclusasi ormai nel lontano 2015.

“Natale in… moda” è organizzato dall’associazione “RS Roberto Stella” in collaborazione con la Fondazione Nivola e con il finanziamento e il patrocinio del Comune di Sassari, ed è inserito nella programmazione del cartellone “Sassari Natale insieme” proposta dall’Amministrazione cittadina.




“Rosa Gambella” rivive in lingua sarda su Radio Rai

È il 1478 quando le milizie sassaresi, comandate dal capitano Angelo de Marongio, sul campo di battaglia di Macomer sconfiggono Leonardo Alagon, ultimo marchese di Oristano. Attorno a questo fatto epocale si intrecciano le vicende di “Rosa Gambella”, romanzo storico di Enrico Costa, che dal 20 luglio rivive in ventidue puntate tutti i giovedì, alle 12.25 su Rai Radio 1 a diffusione regionale attraverso uno sceneggiato radiofonico. Il testo è stato tradotto per la prima volta appositamente per Rai Sardegna da Salvatore Taras in lingua sarda.  La versione radiofonica di “Rosa Gambella” è interamente registrata nella sede Rai di Cagliari in cui avviene anche tutta la fase di post produzione, tutto con la regia di Donatella Meazza. Collabora all’adattamento dei testi Daniele Monachella e  l’interpretazione dei personaggi è affidata agli attori Isella Orchis, Maria Loi, Antonella Puddu, Cesare Saliu, Michele Vargiu, Valentino Mannias, e degli stessi Monachella e Taras.
Un grandioso sceneggiato radiofonico che rievoca gli avvenimenti descritti nel libro pubblicato da Costa nel 1897, ambientate in una Sassari pre-rinascimentale proiettata verso la fine del XV secolo, quando gli ultimi rigurgiti di ribellione e di indipendenza dell’isola vengono definitivamente soffocati. In questo contesto emerge la figura leggendaria di Rosa, l’ereditiera della contrada di Romangia e delle ville di Sorso e Sennori, giovane donna ricchissima, fiera e ambiziosa. Nonostante il legame sentimentale con il cugino Lorenzo, di censo meno abbiente, la signora di Romangia sposa il capitano Angelo De Marongio, uno degli uomini più in vista di Sassari, signore della contrada di Oppia, delle ville di Ardara e Mores e del Costavalle.
Il vero dramma inizia con l’arrivo del nuovo viceré spagnolo, Ximene Perez, personaggio all’apparenza raffinato e sensibile ma in realtà dissimulatore, avido e spietato. Fingendo una congiura ordita da nemici politici, Perez fa pugnalare a morte l’amico Marongio all’interno del Duomo di San Nicola, per poi sedurne la vedova e sposarla con il fine di carpirne tutti i beni, arrivando addirittura a fare avvelenare il figlio Salvatorico. La nobildonna, che aveva preferito farsi sedurre dal potere rispetto all’amore, finisce per soccombere anche lei per mano di un sicario agli ordini del crudele viceré.




A Pozzomaggiore con “L’esperto a scuola”: un ebook in lingua sarda per Sa Die de sa Sardigna

POZZOMAGGIORE. Un ebook in lingua sarda per illustrare in modo agevole ai ragazzi cosa sia “Sa Die de sa Sardigna” e quale significato possa avere ancora oggi per le giovani generazioni. È questo il primo risultato di un laboratorio linguistico e storico coordinato dall’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari, dal titolo “L’esperto a scuola”, che ha coinvolto quattordici studenti della II A della scuola secondaria di primo grado del plesso di Pozzomaggiore (Istituto comprensivo Pinna Parpaglia), in cui convergono anche studenti e studentesse di Mara, Padria e Cossoine.

Il progetto, accolto con entusiasmo dal dirigente Francesco Livesu, che ha mostrato particolare interesse all’introduzione del sardo nel PTOF, è stato realizzato all’interno delle attività di Sportello linguistico con la preziosa collaborazione di Lucia Sechi, operatrice culturale dell’Is.Be, al fianco della docente curricolare di Lettere Carla Minzoni.

Insieme hanno guidato i ragazzi nell’analisi del periodo storico di riferimento e parallelamente hanno spinto i giovani studiosi ad approfondire le basi linguistiche del sardo, coordinando tutta una serie di attività finalizzate alla conoscenza delle norme ortografiche corrette e dei fondamentali elementi di grammatica. Il volume è fruibile in formato elettronico sul sito della scuola, ed è stato illustrato, realizzato e animato interamente dagli studenti, i quali hanno partecipato con entusiasmo e impegno.

«Abbiamo pensato al laboratorio nella scuola perché crediamo che i bambini siano un importante veicolo della nostra lingua, poiché curiosi e disposti all’apprendimento e allo stesso tempo entusiasti di poter approfondire anche in famiglia quanto hanno appreso – ha affermato Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Bellieni -. Siamo molto soddisfatti per quanto portato avanti in questi anni da Lucia Sechi che in questo territorio è diventata un riferimento dal punto di vista culturale per le amministrazioni e la scuola, vista la bontà delle iniziative proposte, la qualità dei risultati ottenuti e l’attualità dei materiali prodotti».

Ora, attraverso le ore di attività messe a disposizione dello Sportello linguistico sovracomunale di Pozzomaggiore (progetto Limba bia anno 2022), i ragazzi proseguiranno il percorso che porterà alla presentazione di una rappresentazione teatrale nella prima settimana di giugno. La narrazione sarà imbastita del padriese Mario Ulargiu, da anni molto attivo nella stesura di copioni teatrali.

Anche questo secondo step sarà finalizzato all’approfondimento dei moti antifeudali e, oltre a infondere consapevolezza storica nei partecipanti in un territorio che fu particolarmente interessato dalla rivoluzione sarda di fine Settecento, sta permettendo loro di rafforzare le capacità espressive e linguistiche del sardo.




Ecco la Politica Sarda in azione, tra balletti e confusione: una sapiente mescolanza di incertezze e clamore mediatico!

Fausto Farinelli



Non si può negare che la politica sarda stia vivendo un periodo d’oro: tra dichiarazioni sibilline, fusione degli scali aerei e pacchetti azionari immaginari, sembra proprio che la nostra classe dirigente si sia lanciata in un’appassionante danza del caos. Un valzer delle incertezze che, puntualmente, tiene tutti con il fiato sospeso, mentre i cittadini si domandano se tutto questo movimento porterà mai a una soluzione concreta o si tratterà solo di un’ennesima performance circense.

E non dimentichiamoci delle “provocazioni intelligenti”! L’assessore Moro ha gettato nel calderone dell’intrattenimento politico l’idea di acquistare la maggioranza azionaria della Sogeaal per la modica cifra di 14 milioni di euro. Un’idea tanto brillante quanto irrealizzabile, a meno che non si tratti di un’asta fantasma. Ma non preoccupiamoci, perché queste “provocazioni” servono a sollecitare il dibattito e a ricordarci che, anche in mezzo a questa confusione, i nostri politici stanno lavorando… o almeno lo dicono.

Così, mentre la Regione danza tra monitoraggio, fusioni e regolamentazioni, gli aeroporti sardi sembrano appesi a un filo e il territorio attende impaziente che qualcuno prenda le redini della situazione. O forse è meglio dire: che qualcuno smetta di danzare e inizi a governare.

Nel 2016, la giunta precedente cedette il 72% delle azioni dell’aeroporto di Alghero a F2i per circa 9,6 milioni di euro e deliberò 5,8 milioni di finanziamento pubblico. Michele Pais, presidente del Consiglio regionale della Sardegna, sottolinea l’importanza di condividere strategie e piani industriali di sviluppo, considerando aeroporti e porti infrastrutture “sociali”. Ribadisce la necessità di una regia del “sistema pubblico” guidata dalla Regione e di garantire pari dignità ai tre aeroporti sardi, sottolineando il valore sociale dell’aeroporto di Alghero.

Michele Pais – Presidente del consiglio regionale della Sardegna

L’on. Marco Tedde commenta le dichiarazioni dell’assessore regionale dei trasporti Antonio Moro sull’ipotesi di acquistare la maggioranza azionaria di Sogeaal per 14 milioni di euro, definendole una provocazione intelligente. Tedde sottolinea la necessità di vigilare sul futuro della Sogeaal e sulle dinamiche aeroportuali dell’aeroporto di Alghero, il più fragile dei tre aeroporti sardi. La Regione dovrebbe garantire che la fusione degli scali e la creazione del polo aeroportuale sardo portino alla crescita del territorio, agendo sia come regolatore politico che come soggetto istituzionale. Tedde chiede al Presidente Solinas di sollecitare il Fondo proprietario della Sogeaal a impegnarsi concretamente sul futuro dello scalo algherese.

On. Marco Tedde FI

Il panorama politico sardo sembra aver perso la bussola, navigando in un mare di incertezze e cambi di rotta che lasciano i cittadini e gli stessi politici disorientati. In questa situazione, la parola “autorevolezza” sembra essere stata depennata dal vocabolario dei nostri rappresentanti, quasi fosse un concetto ormai superato e in disuso. In realtà, l’autorevolezza è ciò che manca per imprimere una direzione chiara e condivisa alle politiche regionali.

I politici sardi mancano tutti di autorevolezza

Lo ha dichiarato Raimondo Cacciotto esponente di futuro comune durante la puntata ” politicamente” visibile qui

Umberto Borlotti durante la puntata di politicamente in onda su www.mediawebchannel.it ha messo in evidenza alcuni numeri su cui riflettere:

la Sogeaal società di gestione dell’aeroporto di Alghero al momento dell’allontanamento nel 2009 del manager avesse 155 dipendenti con un traffico di 1,5 milioni di passeggeri e un costo complessivo del personale di 7 milioni di €. Mentre nel 2019 i dipendenti erano 246 con un traffico passeggeri inferiori a 1.39o milioni e un costo compelssivo di 9,4 milioni di €.

L’ENAC nel suo ultimo piano dei trasporti nelle conclusioni finali

promuove la costituzione delle reti territoriali, su richiesta dei gestori aeroportuali, mediante l’integrazione della società di gestione dello scalo strategico con quelle degli altri aeroporti che ne fanno parte, senza necessariamente modificazioni soggettive nella titolarità degli atti concessionari di gestione totale degli scali interessati.

Sarebbe utile chiedersi: cosa ne è stato dell’autorevolezza, quel tratto distintivo che un tempo caratterizzava i leader capaci di ispirare fiducia e guidare con fermezza? Forse è stata inghiottita dal vortice di proclami e promesse altisonanti che, paradossalmente, non fanno altro che alimentare la confusione e il disorientamento tra i cittadini. In un mondo in cui l’attenzione sembra rivolta più alla forma che alla sostanza, l’autorevolezza rischia di essere sacrificata sull’altare della retorica e dello spettacolo.

Ma non disperiamo, perché questa apparente assenza di visione e autorevolezza potrebbe rivelarsi un’opportunità per riscoprire l’importanza di un approccio politico basato sulla concretezza e la responsabilità. Dopotutto, la Sardegna e i suoi cittadini meritano rappresentanti all’altezza delle sfide che li attendono, capaci di guardare oltre le beghe quotidiane e di elaborare strategie a lungo termine per il bene di tutti.

Con un pizzico di sarcasmo e un tocco di ironia, invitiamo i politici sardi a riscoprire l’arte dell’autorevolezza, e a farlo senza dimenticare il rispetto e la considerazione dovuti ai cittadini e alle istituzioni. Solo così sarà possibile superare le difficoltà del presente e costruire un futuro migliore per la Sardegna.

La democrazia è tutto, la democrazia è niente.

È importante ricordare che la democrazia si fonda sul voto, un valore altissimo che consente ai cittadini di esprimere le proprie scelte e partecipare attivamente alla vita politica. Tuttavia, quando il voto viene trasformato in merce di scambio o viene utilizzato per favorire amici e conoscenti, si mina la stessa essenza della democrazia, e ciò può generare situazioni di profonda ingiustizia.

In questo contesto, emerge il concetto di “razzismo politico”, un fenomeno che vede alcuni individui ottenere vantaggi e opportunità in cambio del proprio sostegno elettorale, mentre altri, magari più meritevoli, vengono lasciati indietro. Questo meccanismo perverso, basato sulla logica del “do ut des”, finisce per alimentare un sistema di favoritismi e clientelismo che penalizza le persone più meritevoli e compromette la correttezza delle scelte politiche.

In questa situazione, è difficile non provare tristezza nel constatare come il voto, strumento prezioso di democrazia, possa essere ridotto a una moneta di scambio. Tuttavia, non bisogna cedere alla rassegnazione, ma piuttosto puntare su una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e degli stessi politici. La responsabilità di contrastare queste dinamiche negative ricade sia su chi chiede il voto in cambio di favori, sia su chi lo promette per ottenere vantaggi personali.

L’incessante retorica e le contraddizioni dei politici agiscono come un potente virus che infetta l’organismo della democrazia, compromettendo il suo sistema immunitario e minacciando la sua vitalità, proprio nel momento cruciale dell’espressione del voto.

Per superare questo triste scenario, è fondamentale riaffermare il valore del voto come espressione libera e autonoma, che deve essere guidata esclusivamente dall’interesse collettivo e dalla valutazione delle proposte e delle competenze dei candidati. Solo attraverso un impegno collettivo e un’etica politica basata sulla trasparenza e la meritocrazia sarà possibile riscattare la democrazia e offrire a tutti gli stessi diritti e opportunità.

Verso un futuro solidale: la forza dell’empatia nelle prossime elezioni

Mentre ci avviciniamo alle prossime elezioni, è tempo di coltivare speranza e consapevolezza, di superare la logica egoistica del “pensare per sé stessi” e abbracciare l’idea di pensare per gli altri. Perché, in fondo, gli altri siamo noi stessi, parte di una comunità in cui il benessere di uno si riflette sul benessere di tutti.

Immaginiamo un futuro in cui la solidarietà e l’empatia diventano pilastri della nostra società, in cui le decisioni politiche sono guidate dal desiderio di creare un mondo migliore per tutti, senza esclusioni. Un mondo in cui il successo di una persona non sia misurato dalla sua capacità di accumulare ricchezza e potere, ma dalla generosità con cui condivide le proprie risorse e conoscenze con gli altri.

Le elezioni rappresentano un’opportunità unica per dimostrare che possiamo essere migliori, che possiamo superare la mentalità individualista e costruire insieme un tessuto sociale più equo e sostenibile. Ogni voto diventa, allora, un gesto d’amore verso gli altri, un segno di fiducia nel potere della democrazia e della collaborazione per realizzare il cambiamento che desideriamo.

Riscopriamo la bellezza di pensare per gli altri, di unirci nella diversità e nel rispetto reciproco, perché è nel nostro agire insieme che risiede la forza per trasformare la realtà. E quando, alla fine, guarderemo indietro, potremo dire con orgoglio che abbiamo scelto di essere artefici di un mondo migliore, consapevoli del nostro ruolo e responsabili del nostro destino comune.




COLDIRETTI NU – OG. LA PIZZA DEI CENTENARI SARDA 100% NELLA TOP TEN MONDIALE

La pizza sarda con prodotti della terra dei centenari nella top ten mondiale. Ad arrivare settima al campionato del mondo della pizza (pizza senza frontiere) che si è tenuto dal 19 al 22 febbraio scorso a Rimini, è l’agri-panificio Kentos di Orroli, socio Coldiretti, grazie alla responsabilità qualità Simona Prasciolu, che ha presentato la pizza Marzuolo realizzata con semola 100% integrale di grano duro senatore cappelli.
Simona Prasciolu, si è classificata al settima posto con 811 punti, prima donna, nella categoria pizza in teglia grazie ad una pizza fatta con grano antico e biologico coltivato in Sardegna da una filiera di 35 contadini e macinato tramite due macine a pietra nel paese dei centenari Orroli, utilizzando un lievito madre naturale di oltre 3 secoli.
“Una grande soddisfazione per l’agricoltura sarda – afferma il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra -. Kentos ha portato ancora una volta in alto il nome dell’agricoltura e della Sardegna questa volta con una pizza 100 per cento sarda. Una azienda simbolo attenta alla tradizione e alla sostenibilità che con i suoi prodotti racconta e porta nel mondo con orgoglio il suo territorio”.
Una pizza, quella Marzuolo, composta da soli prodotti sardi. Oltre al grano dell’azienda Kentos, sono presenti anche provola ovina a latte crudo, olio allo zafferano, primo sale ovino (callau salliu), tartufo bianco “tuber borchii” di Laconi, culurgiones ai broccoli.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna
Michele Arbau




Olbia, Corso di lingua sarda

17 febbraio 2023 – Sono aperte fino al 22 febbraio p.v. le iscrizioni per il corso di lingua sarda, organizzato dall’istituto Chircas e patrocinato dal Comune di Olbia. Il corso ha una durata di 30 ore ed è completamente gratuito. Sarà in presenza oppure on line, a seconda delle preferenze espresse dagli iscritti.
Per maggiori informazioni è possibile contattare i numeri telefonici 348 3483963, 348 5283347 oppure scrivere a [email protected]




CONTINUITA’ TERRITORIALE SARDA, PAIS: “RASSICURAZIONI DAL MINISTRO SALVINI”

Alghero, 28 dicembre 2022 – “Ho ricevuto rassicurazioni dal Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sugli strumenti messi in campo dal Governo, in accordo con il governatore Christian Solinas, per garantire i collegamenti in continuità territoriale tra Alghero e Roma e Milano”.

Lo comunica il presidente del Consiglio regionale Michele Pais al termine di una consultazione telefonica con il ministro Matteo Salvini in cui è stato affrontato il tema.

“Sin da ieri – continua Pais – ho sentito più volte il Ministro il quale ha immediatamente incaricato gli Uffici del Ministero perché vengano attivate tutte le misure di garanzia per la continuità aerea della Sardegna e, in particolare, dello scalo di Alghero oggi non oggetto di offerte da parte delle compagnie aeree”.

“Sono certo – prosegue Michele Pais- che il lavoro serrato e l’impegno del Ministro Salvini e del Presidente Solinas, insieme all’Assessore dei trasporti, garantiranno la continuità del servizio che in nessun modo può essere messa a rischio”.

“Oggi più che mai avvertiamo l’esigenza di modificare regole europee che continuano a non garantire, e anzi penalizzano, il diritto alla mobilità dei Sardi. Anche su questo fronte – conclude il presidente Pais – c’è l’impegno del Ministro Salvini nel sostenere nei confronti di Bruxelles le richieste della Sardegna portate avanti dal Presidente Solinas. Su questo fronte serve una grande unità dei sardi e di tutta la politica su cui, oggi più che mai, avverto grande consapevolezza “.