NASCE IN SARDEGNA BUSSOLADIRITTI: LA PIATTAFORMA CIVIC TECH CHE SEMPLIFICA L’ACCESSO AI DIRITTI SU DISABILITÀ E WELFARE

Dalla Sardegna un nuovo progetto digitale per orientare cittadini, persone con disabilità, caregiver e famiglie tra invalidità civile, Legge 104, prestazioni economiche, sanità, agevolazioni e servizi territoriali

Sardegna, settembre 2026 – Capire quali diritti spettano, quali prestazioni è possibile richiedere, quali documenti servono e quali scadenze non bisogna dimenticare può trasformarsi, per una persona con disabilità o per una famiglia che assiste un proprio caro, in un vero e proprio percorso a ostacoli.

È da questa esigenza che nasce BussolaDiritti.it, piattaforma digitale di civic tech sviluppata in Sardegna con l’obiettivo di rendere più comprensibili e accessibili le informazioni riguardanti disabilità, invalidità, welfare e servizi pubblici.

Il progetto nasce dall’esperienza diretta del suo fondatore, Davide Fiume, e dalla volontà di trasformare una difficoltà personale in uno strumento utile a una comunità molto più ampia: quella delle persone con disabilità, dei caregiver e delle famiglie che ogni giorno devono confrontarsi con norme, circolari, modulistica, scadenze e servizi spesso distribuiti tra numerosi enti e piattaforme differenti.

DAL “LABIRINTO” BUROCRATICO A UN UNICO PUNTO DI ORIENTAMENTO

Il problema affrontato da BussolaDiritti non è la mancanza di informazioni.

Le informazioni esistono, ma sono spesso frammentate tra siti istituzionali, normative, circolari, amministrazioni regionali e locali, INPS, servizi sanitari e differenti uffici pubblici.

Per chi deve affrontare contemporaneamente una condizione di disabilità, una malattia o il carico assistenziale di un familiare, riuscire a comprendere cosa spetta, come richiederlo, a chi rivolgersi e quali scadenze rispettare può diventare estremamente complesso.

BussolaDiritti nasce proprio per ridurre questa distanza tra il diritto riconosciuto dalla legge e la possibilità concreta del cittadino di comprenderlo e utilizzarlo.

UN ECOSISTEMA DIGITALE PER I DIRITTI

La piattaforma riunisce in un unico ambiente numerosi strumenti dedicati all’orientamento e alla gestione delle principali problematiche legate a disabilità e welfare.

Tra le funzionalità disponibili figurano:

Orientamento e verifica dei diritti

Il Check-up dei diritti consente all’utente di rispondere a una serie di domande per ottenere un primo orientamento sulle prestazioni, agevolazioni ed esenzioni potenzialmente pertinenti alla propria situazione.

Il sistema comprende inoltre strumenti dedicati alla consultazione delle principali prestazioni legate a invalidità civile, Legge 104, pensioni, accompagnamento, bonus e agevolazioni.

Traduzione del linguaggio burocratico

Uno degli strumenti del progetto è dedicato alla comprensione dei documenti della Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è aiutare il cittadino a trasformare il linguaggio tecnico e burocratico in informazioni più semplici e comprensibili, facilitando la lettura di comunicazioni, provvedimenti e documentazione amministrativa.

Fascicolo digitale e gestione delle scadenze

La piattaforma prevede strumenti per organizzare documenti e informazioni personali e per tenere sotto controllo le principali scadenze.

Gli avvisi sono pensati, ad esempio, per ricordare rinnovi, revisioni, aggiornamenti e altri adempimenti che possono essere facilmente dimenticati.

Strumenti per le pratiche

BussolaDiritti raccoglie inoltre modulistica, guide operative e strumenti di supporto per alcune delle pratiche più frequenti.

Sono presenti anche strumenti per la generazione di documenti, tra cui modelli di lettere e diffide.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DEL CITTADINO

Uno degli elementi distintivi del progetto è l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto alla consultazione e all’organizzazione delle informazioni.

Il portale integra un assistente digitale con possibilità di interazione vocale e strumenti pensati per rendere più semplice la ricerca delle informazioni.

L’approccio adottato punta tuttavia a distinguere l’utilizzo dell’AI dalla fonte del diritto: l’intelligenza artificiale viene utilizzata come tecnologia di supporto, mentre le informazioni vengono ricondotte a fonti istituzionali e normative.

BussolaDiritti non nasce quindi con l’obiettivo di sostituire medici, avvocati, patronati o professionisti, ma di offrire al cittadino un primo strumento di orientamento e comprensione.

ACCESSIBILITÀ DIGITALE

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità.

La piattaforma integra strumenti e impostazioni destinati a facilitare la navigazione da parte di persone con differenti esigenze, tra cui modalità ad alto contrasto, caratteri e impostazioni orientate alla leggibilità, dettatura vocale e contenuti informativi accessibili.

Il progetto prevede inoltre contenuti e video-guide dedicati alla Lingua dei Segni Italiana (LIS).

L’obiettivo dichiarato è rendere l’accesso alle informazioni sui diritti il più possibile inclusivo.

LA SARDEGNA COME FASE PILOTA

La Sardegna rappresenta attualmente il territorio di sperimentazione del progetto.

Accanto alle informazioni di carattere nazionale, BussolaDiritti sta sviluppando una componente territoriale dedicata ai servizi presenti sull’isola.

Tra le informazioni e gli strumenti disponibili rientrano:

mappa delle strutture sanitarie;
informazioni sui Pronto Soccorso;
farmacie di turno;
Guardia Medica;
mappa dei defibrillatori DAE;
informazioni sulle strutture e sui servizi sanitari territoriali;
Commissioni Mediche per l’invalidità;
fornitori di protesi e ausili;
informazioni relative a lavoro, bandi e servizi locali.

La sperimentazione sarda rappresenta il primo passo di un progetto concepito con una prospettiva più ampia.

LAVORO, TUTELE E TERZO SETTORE

L’ambito di BussolaDiritti non si limita alle prestazioni economiche.

La piattaforma comprende sezioni dedicate anche al lavoro, alla tutela delle persone fragili e al Terzo Settore.

Tra gli strumenti figurano una bacheca dedicata alle opportunità lavorative, informazioni su bandi e iniziative territoriali, strumenti per la realizzazione di un curriculum inclusivo e guide su tematiche quali l’amministrazione di sostegno e il “Dopo di noi”.

Sono inoltre disponibili risorse informative dedicate alla costituzione e alla gestione delle associazioni e al mondo del volontariato.

UNA PIATTAFORMA COSTRUITA CON L’AI

BussolaDiritti rappresenta anche un esempio di come le nuove tecnologie possano consentire a un singolo progetto indipendente di affrontare problemi tradizionalmente associati a strutture tecnologiche molto più grandi.

Il progetto è stato ideato e sviluppato utilizzando in maniera estesa strumenti di Intelligenza Artificiale per la programmazione, l’architettura e l’implementazione della piattaforma.

L’obiettivo non è utilizzare l’AI per sostituire le istituzioni o gli esperti, ma sfruttarla per costruire strumenti digitali capaci di organizzare, semplificare e rendere più accessibili informazioni già esistenti.

IL TEMA DELL’AFFIDABILITÀ

In un settore delicato come quello della disabilità e del welfare, l’affidabilità delle informazioni rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto.

BussolaDiritti dichiara di basare i propri contenuti su fonti istituzionali e normative, tra cui informazioni provenienti da INPS, Ministero della Salute, Regione Sardegna, Gazzetta Ufficiale e Normattiva.

Il principio alla base del progetto è quello di non creare nuovi diritti o interpretazioni arbitrarie, ma di aiutare il cittadino a comprendere meglio quelli già previsti dalle norme.

PRIVACY E DATI PERSONALI

La gestione dei dati rappresenta un ulteriore elemento centrale della piattaforma.

Considerata la particolare delicatezza delle informazioni che possono essere trattate nell’ambito della disabilità e della salute, il progetto pone attenzione alla tutela dei dati personali e al rispetto della normativa sulla privacy, compreso il Regolamento europeo GDPR e le disposizioni relative alle categorie particolari di dati.

L’obiettivo è garantire un utilizzo trasparente degli strumenti digitali, senza trasformare le informazioni personali degli utenti in uno strumento di profilazione commerciale.

UN PROGETTO NATO DA UN’ESPERIENZA PERSONALE

Alla base di BussolaDiritti c’è un’esperienza personale.

Il fondatore del progetto ha vissuto direttamente le difficoltà legate alla gestione della disabilità e della burocrazia, arrivando alla conclusione che uno dei problemi più grandi non fosse soltanto ottenere un diritto, ma sapere che quel diritto esiste e capire come esercitarlo.

Da questa consapevolezza è nata l’idea di costruire una piattaforma che partisse non dalla singola amministrazione o dalla singola normativa, ma dalla persona.

Una sorta di “bussola” all’interno di un sistema nel quale le informazioni possono essere corrette, ma difficili da trovare, comprendere e collegare tra loro.

DALLA SARDEGNA A UN MODELLO NAZIONALE

BussolaDiritti si trova attualmente nella propria fase pilota in Sardegna, dove vengono sviluppati e testati strumenti e servizi destinati a essere progressivamente ampliati.

L’ambizione del progetto è costruire un modello digitale replicabile anche in altri territori italiani, mantenendo un approccio centrato sulla persona e sulla semplificazione dell’accesso alle informazioni.

La sfida è trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di cittadinanza: non aggiungere ulteriore complessità digitale, ma utilizzarla per ridurre la complessità burocratica.

Perché un diritto che esiste sulla carta è realmente accessibile soltanto quando il cittadino riesce a comprenderlo, riconoscerlo e sapere come esercitarlo.

Sarei onorato di potervi mostrare direttamente le potenzialità della piattaforma, e resto a vostra completa disposizione per interviste, approfondimenti o materiale grafico per le vostre redazioni.

Ringraziandovi per l’attenzione e per il prezioso lavoro di informazione che svolgete per la nostra isola, vi porgo i miei più cordiali saluti.

Davide Fiume Fondatore di BussolaDiritti 379/1085114




Quartu Sant’Elena va oltre il mare Su Loquis un viaggio audio tra litorali da bandiera blu, oasi naturalistiche, grande sport e tradizioni millenarie

Un affascinante microcosmo dove il mare azzurro dialoga con le saline, la storia militare incontra la preistoria e le antiche tradizioni artigianali rivivono nella quotidianità di un territorio sorprendente. Apre oggi su Loquis, la prima piattaforma al mondo di travel podcasting, che nel corso del 2025 ha superato i 10 milioni di ascolti complessivi e gli oltre 2,2 milioni di ascoltatori unici, il nuovo canale “Quartu Sant’Elena – oltre il mare”, una serie audio geolocalizzata ideata per guidare i viaggiatori alla scoperta del patrimonio culturale, naturale, sportivo ed enogastronomico di uno dei territori più ricchi di fascino della Sardegna meridionale.

La produzione audio, strutturata in 10 episodi, è nata da un’idea del Comune di Quartu Sant’Elena ed è interamente a cura della Loquis Factory. Il travel podcast è progettato per favorire una frequentazione lenta e consapevole del territorio, svelando aneddoti e dettagli storici sia sul posto – attivando i contenuti direttamente nei punti di interesse – sia da remoto.

“La produzione, e conseguente pubblicazione, dei podcast è un altro tassello che si aggiunge all’interno della cornice del piano della comunicazione previsto nel Piano strategico del Turismo approvato di recente dall’Amministrazione – spiega il ViceSindaco e Assessore al Turismo del Comune di Quartu Sant’Elena Tore Sanna -. Un tassello importante che mette insieme informazioni e percorsi conoscitivi del nostro territorio e della nostra comunità. Un’ulteriore vetrina per la città, che rende un utile e importante servizio ai nostri ospiti e ai turisti”.

Il racconto parte dai suoi ventisei chilometri di costa, un litorale unico che si distende dal celebre Poetto – un’enorme piazza di sabbia aperta dodici mesi all’anno – fino alle intime calette di Sant’Andrea e Flumini. Superato il promontorio di Is Mortorius, la costa si apre sulla magnifica spiaggia di Mari Pintau (letteralmente “mare dipinto”), premiata più volte con la Bandiera Blu per la limpidezza delle sue acque. Proseguendo lungo la litoranea, la costa svela la località di Kal’e Moru, una cala riparata che rievoca antichi sbarchi saraceni, caratterizzata da un arenile di ciottoli e sabbia bagnati da un mare che digrada rapidamente in spettacolari tonalità azzurre, per poi concludere il percorso verso est nella rinomata località di Geremeas, dove la roccia granitica si apre per accogliere un ampio arenile di sabbia dorata.

“Quartu Sant’Elena rappresenta perfettamente il tipo di destinazione che amiamo valorizzare su Loquis: un territorio stratificato e sorprendente, dove la bellezza del paesaggio costiero si intreccia con una storia millenaria e tradizioni ancora vive”, dichiara Bruno Pellegrini, CEO di Loquis. “L’audio geolocalizzato serve esattamente a questo: permette di alzare lo sguardo dallo schermo dello smartphone per connettersi profondamente con l’ambiente circostante. Siamo orgogliosi di affiancare l’Amministrazione comunale in questo progetto, dando finalmente voce all’anima più autentica di Quartu, per invitare chi la visita a spingersi, per l’appunto, ben oltre il suo splendido mare”.

Accanto ad attività tradizionali come il trekking e il birdwatching, Quartu Sant’Elena si afferma oggi come un polo d’eccellenza per lo Sport. L’Amministrazione comunale ha infatti attuato un importante piano di investimenti per ristrutturare e creare nuovi impianti e palestre all’avanguardia. Questa forte vocazione sportiva ha già permesso alla città di ospitare eventi di rilievo internazionale e nazionale, consolidandone la presenza nei calendari agonistici futuri con manifestazioni di assoluto prestigio come il Campionato mondiale di Vela, il Campionato mondiale di Kitesurf e i Campionati nazionali di Judo e di Ginnastica artistica.

Tra le principali tappe e tematiche approfondite nella serie audio figura il Parco di Molentargius-Saline. L’area umida protetta ha rilievo internazionale ed è tutelata dalla Convenzione di Ramsar. Per secoli fulcro dell’estrazione dell’oro bianco (il sale), oggi l’area verde ospita stabilmente i nidificanti fenicotteri rosa. Vi si accede comodamente dagli ingressi urbani, attrezzati con percorsi ciclopedonali, in particolare dagli ingressi di via Marconi e via della Musica. Lungo il cordone di Is Arenas, inoltre, affiora una spiaggia fossile risalente a 125.000 anni fa, contenente il fossile dello Strombus bubonius, eccezionale testimone di un antichissimo mare tropicale.

Il viaggio sonoro prosegue esplorando il Nuraghe Diana e le Batterie Faldi sul promontorio di Is Mortorius, dove l’insediamento dell’età del Bronzo (XIV sec. a.C.) e i bunker della Seconda Guerra Mondiale testimoniano tremila anni di difesa del Golfo degli Angeli. Spazio anche a L’arte dei forni nell’antico centro urbano, un legame profondo con l’economia domestica che rivive nelle storiche case campidanesi. Qui si tramanda la sacralità della panificazione – in particolare i più tipici coccoi e civraxiu – e una raffinata tradizione dolciaria a base di mandorle, che dà vita a capolavori tra i quali spiccano i candelaus. A completare l’itinerario sono le Chiese Romaniche e la Basilica di Sant’Elena: un percorso che unisce cinque chiese medievali del Giudicato di Cagliari e culmina nel cuore urbano con la maestosa Basilica, celebre per il campanile gotico-catalano scampato all’incendio del 1775. E non troppo distante brilla anche il seicentesco Ex Convento dei Cappuccini, oggi centro culturale e sede istituzionale.

Grazie alla tecnologia di Loquis, i contenuti sono geolocalizzati e possono essere ascoltati direttamente nei luoghi raccontati, trasformando la visita in un’esperienza immersiva che unisce scoperta, approfondimento e racconto del territorio.

Il canale “Quartu Sant’Elena – oltre il mare” è disponibile sia nella versione desktop sia attraverso l’app Loquis, scaricabile gratuitamente da tutti gli store.




GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.  

Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu

SUPER OSPITE MOSES CONCAS

Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.

Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.

Ad aprire lo spettacolo sarà il Tenore “Su Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.

A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.

Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.

Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare 

che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.

Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.

Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.




Gruppo FS e Regione Sardegna insieme per le corse prova del treno ATR 465

Cagliari, 10 luglio 2026 – Si sono svolte nella notte tra il 9 e il 10 luglio le corse prova del nuovo treno ATR 465, prodotto da CAF e acquistato dalla Regione Sardegna, lungo la linea Cagliari–Olbia e ritorno.

Le attività, rese possibili dalla collaborazione tra le società del Gruppo FS – Rete Ferroviaria Italiana (RFI), Trenitalia e Italcertifer – Regione Sardegna e CAF, hanno consentito di verificare la sicurezza, l’affidabilità e le prestazioni tecniche del convoglio sull’intero percorso, effettuato senza fermate intermedie e in assenza di altro traffico ferroviario in 2 ore e 15 minuti, con una velocità massima di 150 km/h. I tempi di percorrenza effettivi del servizio non saranno quelli ottenuti in questa fase di prova, ma deriveranno dal programma di esercizio.

La circolazione dei treni ad assetto variabile è uno dei diversi fronti operativi in cui si articola il lavoro congiunto di Regione Sardegna ed RFI per l’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria sarda. Grazie a questi interventi, i convogli possono affrontare le curve a velocità fino al 20% superiori rispetto ai treni tradizionali, mantenendo elevati livelli di comfort e sicurezza e contribuendo alla riduzione dei tempi di percorrenza.

L’intervento sulla rete ferroviaria sarda è stato realizzato grazie ai finanziamenti della Regione Autonoma della Sardegna, nell’ambito dell’Accordo Quadro con RFI, e ha comportato investimenti infrastrutturali per oltre 50 milioni di euro. Nell’ambito del progetto, RFI ha curato gli adeguamenti e la certificazione della linea necessari alla circolazione dei nuovi convogli, collaborando con Trenitalia e Italcertifer anche nelle attività di omologazione del treno e del sistema di pendolamento.

Italcertifer ha coordinato e supervisionato l’intera campagna di prove in qualità di Testing Authority, Soggetto Responsabile delle Prove e Organismo di Valutazione della Conformità. La società del Gruppo FS ha seguito l’iter autorizzativo con ANSFISA per il rilascio dell’Autorizzazione alle Prove in Linea (APL), assicurando il presidio tecnico delle attività e la conformità delle verifiche ai requisiti normativi. Nel percorso di messa in servizio del convoglio, Italcertifer ha inoltre curato la certificazione del veicolo secondo le Specifiche Tecniche di Interoperabilità (STI) e la normativa nazionale.

Trenitalia ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi delle proprie officine per ospitare il convoglio durante le attività, avviate nel settembre 2025, e fornendo il personale di condotta impegnato nelle prove.

Fondamentale per l’organizzazione delle attività anche il coordinamento della Regione ed il supporto di ANSFISA, delle Prefetture, dei Comuni, di ANAS, delle Province, delle Forze dell’Ordine e di tutti gli enti coinvolti.

Le corse prova rappresentano una fase tecnica indispensabile nel percorso di messa in servizio del veicolo: hanno permesso di verificarne le prestazioni e di confermarne l’idoneità alla circolazione sulla rete ferroviaria sarda nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e affidabilità. Con il completamento di questa fase dell’iter autorizzativo che si concluderà con un’ulteriore campagna di prove pianificata nel mese di settembre, il percorso proseguirà poi nei mesi successivi con le ulteriori attività di competenza di ANSFISA. Il risultato della corsa prova pone le basi per la definizione della futura offerta commerciale sulla rete sarda e per la riduzione dei tempi di percorrenza, in armonia con le scelte e gli indirizzi strategici che la Regione vorrà adottare.

L’esito positivo dei test rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di progressivo adeguamento agli standard nazionali del sistema ferroviario sardo. Il Gruppo FS, in collaborazione con la Regione Sardegna, proseguirà lo sviluppo dell’infrastruttura e dell’offerta ferroviaria per offrire un servizio sempre più rapido, efficiente e competitivo, rispondendo in modo efficace alle esigenze di mobilità dei viaggiatori.




IL TURISMO NEL NORD OVEST DELLA SARDEGNA VOLA A GIUGNO: STRANIERI E GRANDI EVENTI TRAINANO IL COMPARTO

Il turismo nel Nord-Ovest della Sardegna archivia un mese di giugno da incorniciare, mettendo a segno una crescita diffusa e consolidando il proprio appeal sui mercati internazionali. L’analisi dei dati territoriali traccia una mappa dei flussi estremamente positiva, partendo dal dato macroscopico dell’intera provincia. Con un campione statistico che rappresenta quasi un terzo degli hotel esistenti nell’area nord-occidentale dell’isola (pari a 48.450 camere e 108.090 letti monitorati), l’occupazione media delle stanze ha raggiunto l’81,34%, in netto incremento rispetto al 77,01% registrato nello stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è la componente oltreconfine: oltre sette presenze su dieci sono generate da visitatori internazionali, che blindano una quota di mercato pari al 72,84%.

In questo scenario, Alghero si conferma la vera locomotiva del territorio. La Riviera del Corallo ha fatto registrare un tasso di occupazione delle camere sbalorditivo, toccando l’85,03% rispetto al 78,03% dello scorso anno. Un balzo in avanti ottimizzato anche da una gestione più efficiente delle volumetrie interne: i dati evidenziano infatti un deciso aumento dell’occupazione dei singoli posti letto, segno di una drastica contrazione delle camere doppie uso singola o delle triple non saturate. Ad Alghero la presenza straniera diventa una variabile numerica ben più che rilevante, sfiorando la vetta del 79,05%. Ottimi segnali giungono anche dall’area del Golfo dell’Asinara, dove l’occupazione si attesta al 75,84%, in lieve crescita sul 75,14% del 2025. Sebbene in questo comparto i sei stranieri su dieci risentano della ponderazione degli hotel della città di Sassari, isolando le sole strutture costiere del Golfo la densità di turisti internazionali supera persino i record algheresi.

Dietro questa performance non c’è solo l’immutato fascino delle coste sarde, ma una precisa capacità di intercettare la domanda globale. “I dati raccolti certificano la straordinaria salute del nostro comparto nel Nord-Ovest”, dichiara con soddisfazione Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Confcommercio Nord Ovest. “L’incremento dei tassi di occupazione cammina di pari passo con la crescita robusta degli arrivi sul nostro scalo aeroportuale e con l’impatto straordinario di manifestazioni di respiro globale. Gli operatori hanno dimostrato una flessibilità e una maturità uniche nel cogliere queste opportunità, traducendole in un servizio alberghiero di assoluta qualità. A dimostrarlo chiaramente è il parallelo miglioramento delle recensioni che i clienti attribuiscono oggi alle nostre strutture”.

Se la qualità dell’ambiente marino e balneare si conferma il brand più forte e il motore principale capace di muovere le masse di visitatori, la stagione non è tuttavia esente da ombre esterne alla gestione privata, che rischiano di frenare i trend di crescita. “Il mercato estero è la nostra vera forza, ma è un patrimonio che va difeso anche fuori dagli hotel”, conclude il presidente Visconti. “Qualche disservizio registrato nella parte finale del mese, dovuto ai blackout elettrici che hanno interessato Alghero e altre località della Sardegna, ci ricorda che l’efficienza delle infrastrutture pubbliche deve viaggiare alla stessa velocità della nostra offerta ospitale. Non possiamo permettere che carenze strutturali della rete penalizzino l’esperienza dei viaggiatori proprio nei momenti di massima pressione”.




Villanova, l’oro dolce e amaro di Sardegna incanta Chenamos in carrela

Alle Giornate del cibo trionfano la biodiversità e i percorsi sensoriali dei mieli d’eccellenza con le associazioni Su Moju e Il Bugno

VILLANOVA MONTELEONE. Se la pasta fresca e i dolci artigianali hanno affascinato i visitatori con lavorazioni semplici e accurate, il vero protagonista dell’ultimo appuntamento con “Le Giornate del cibo” di Chenamos in carrela a Villanova Monteleone è stato il miele. L’iniziativa ha rappresentato un vero e proprio percorso alla scoperta dell’oro dolce e talvolta amaro della Sardegna, grazie agli interventi di Emilio Fois dell’associazione apistica Su Moju di Putifigari, e di Christian Fadda dell’associazione Il Bugno di Macomer. Gli esperti hanno invitato i partecipanti a sfruttare appieno i sensi (vista, olfatto, tatto e gusto) per conoscere le più sottili caratteristiche organolettiche e valorizzare le differenti sfumature del prodotto finito.

«Il miele di questo territorio non è un prodotto standardizzato, ogni anno e ogni stagione regalano peculiarità ed eccellenze irripetibili, poiché ogni barattolo rappresenta una vera e propria istantanea – ha affermato Emilio Fois –. Questa zona ospita areali intatti, privi di colture intensive, configurandosi come un ambiente estremamente votato al biologico e totalmente privo di inquinanti. Abbiamo guidato i partecipanti alla scoperta dei classici della Sardegna: dall’asfodelo al cardo, fino all’eucalipto e ai mieli autunnali come l’erica e il pregiatissimo corbezzolo, il miele amaro per eccellenza».

Oltre alla teoria e alla tecnica di assaggio dei mieli, l’evento ha sorpreso i palati con accostamenti gastronomici innovativi e freschi a cura dello chef Fabio Zago e di Tommaso Sussarello. Tra le proposte di degustazione, sono state presentate delle bruschette preparate con ricotta fresca, lattuga e miele, accompagnate da una bibita analcolica originale, rinfrescante, realizzata a base di miele, aceto di miele (ricavato da idromele), acqua minerale e scorza di limone: un elisir delicato, dall’aroma pungente ma gradevole al palato.

L’associazione Il Bugno ha presentato il Museo dell’apicoltura, un’esplorazione nel rapporto millenario tra l’uomo e le api, con pezzi unici e rarità provenienti da tutto il mondo: dalle arnie in giunco della Germania ai bugni del Nord Africa (tuttora utilizzati), passando per i tradizionali cilindri in sughero della Sardegna centro-settentrionale (sos mojos) fino ai bugni di forma cubica tipici del Campidano.

Sempre in tema di biodiversità è stata allestita la mostra fotografica “Macrocosmo sardo. L’Isola che non ti aspetti” di Salvatore Canu a Su Palatu che rimarrà aperta fino al 9 agosto.

Il ricco programma del fine settimana testimonia la forza di un network locale coeso, che ha permesso di conoscere la lavorazione della pasta sarda (Andarinos di Usini, Pipiriolos di Montresta e Culurgiones di Arzana) e la seguente degustazione abbinata ai dolci preparati dalle donne della Pro Loco di Villanova.

È stata inoltre presentata la II edizione del concorso “Druches de Domo” che si svolgerà ad agosto in concomitanza con Chenamos in Carrela. L’evento è finanziato dal Comune di Villanova Monteleone e dalla Camera di Commercio di Sassari attraverso il circuito Salude & Trigu, in collaborazione con UNPLI Sardegna e con diverse associazioni locali e del territorio.




Base Popolare, la sfida che nasce nei territori e punta a cambiare la Sardegna

In una fase in cui la politica sembra sempre più lontana dalla vita reale, in Sardegna prende forma un progetto che prova a invertire la rotta. Base Popolare si presenta come un contenitore civico e politico che rimette al centro i Comuni, lo studio dei problemi e una classe dirigente costruita dal basso.

L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: ricucire il rapporto tra cittadini e istituzioni partendo dai territori, superando personalismi, centralismi e vecchie logiche di potere che per anni hanno frenato l’isola.

Il vuoto della rappresentanza e la risposta che arriva dal basso

Nel clima di disillusione che attraversa la politica italiana, cresce la sensazione che le istituzioni parlino sempre meno il linguaggio delle persone comuni. I social amplificano slogan e contrapposizioni, ma intanto restano aperte le questioni più concrete: lavoro, servizi, opportunità, mobilità sociale. È proprio dentro questo scollamento che si inserisce Base Popolare, un progetto che prova a unire esperienze diverse, compresa quella di Un’altra Sardegna, con l’obiettivo di riportare la partecipazione politica su un terreno più credibile e meno autoreferenziale.

I Comuni come fondamenta della nuova politica

Il punto di partenza è un principio netto: non si può continuare a immaginare lo sviluppo senza riconoscere il ruolo decisivo delle autonomie locali. Nella lettura proposta dal movimento, l’Italia e la Sardegna hanno progressivamente smarrito il senso più concreto della sussidiarietà, lasciando ai margini proprio quei livelli istituzionali che affrontano ogni giorno i problemi reali dei cittadini.

Da qui nasce una visione che richiama direttamente lo spirito della Costituzione, in particolare gli articoli che tutelano l’uguaglianza sostanziale e il valore delle autonomie. Il ragionamento viene sintetizzato in una frase destinata a segnare l’identità del progetto: “Una casa non si può costruire dal tetto, la casa va costruita dalla base e la base di una casa deve avere fondamenta forti; le fondamenta forti sono i sindaci, sono le amministrazioni locali, sono coloro i quali gestono la quotidianità con tutti i loro mali e beni, ma soprattutto difficoltà.”

La critica al centralismo e il peso del potere cagliaritano

Uno dei bersagli principali è il modello di governo accentrato che, secondo questa impostazione, ha finito per comprimere l’autonomia dei territori sardi. Nel mirino c’è quella che viene descritta come una storica concentrazione di potere attorno al capoluogo regionale, una sorta di élite politico-amministrativa che per anni avrebbe orientato scelte e risorse, lasciando le periferie in una posizione subordinata.

La proposta alternativa è quella di un sistema più diffuso, meno verticale, fondato su una rete di amministrazioni locali capaci di incidere davvero. Non un’autonomia concessa dall’alto, ma una responsabilità esercitata dal basso, con sindaci e Comuni messi nelle condizioni di programmare e spendere.

Il segnale della Finanziaria e il cambio di passo per gli enti locali

In questa prospettiva, uno dei passaggi considerati più significativi è lo stanziamento di 100 milioni di euro per il Fondo Unico degli enti locali nella Finanziaria regionale 2026 già all’avvio dell’esercizio. Per il movimento è un esempio concreto di come la politica possa smettere di inseguire le emergenze e restituire ai Comuni margini reali di azione.

Il nodo, infatti, non è solo quanto si stanzia, ma quando si mettono a disposizione le risorse. Superare la logica degli assestamenti di fine anno significa consentire alle amministrazioni di programmare interventi, aprire cantieri, rispondere ai bisogni senza restare bloccate per mesi nell’attesa.

Oltre la frammentazione del centro, contro il culto del leader

Un altro tema centrale riguarda la crisi dell’area moderata e centrista, oggi dispersa in una galassia di sigle, micro-progetti e leadership concorrenti. Per Base Popolare questa frammentazione è uno degli effetti più evidenti della stagione politica inaugurata dalla Seconda Repubblica, dove l’immagine del capo ha spesso contato più della qualità del progetto.

La risposta proposta va nella direzione opposta: meno personalismi, più costruzione collettiva. In questo quadro, assume un valore simbolico anche la scelta di alcuni promotori di rinunciare a candidature e incarichi per un lungo periodo, nel tentativo di dimostrare che la politica non deve essere un trampolino personale ma un percorso di responsabilità e formazione.

Formare amministratori, non figurine da campagna elettorale

Tra i punti più marcati c’è la critica a una politica che negli ultimi anni ha alimentato consenso soprattutto attraverso il malcontento. Troppe volte, secondo questa visione, i partiti hanno costruito la propria forza stando “contro” qualcosa o qualcuno: contro l’Europa, contro l’immigrazione, contro il Sud, contro il nemico del momento.

Base Popolare prova invece a rimettere al centro la preparazione. L’idea è che la classe dirigente del futuro debba nascere nei Consigli comunali, dentro un percorso fatto di studio, competenza e conoscenza delle procedure. Non basta occupare la scena: bisogna seguire le leggi fino alla loro attuazione concreta, presidiare i luoghi dove si prendono le decisioni su sanità, urbanistica e servizi, e smettere di usare i giovani come semplici volti da esibire in campagna elettorale per poi abbandonarli subito dopo il voto.

Energia, rinnovabili e interesse della Sardegna

Anche sul terreno energetico il movimento prova a distinguersi da una politica fatta solo di rifiuti pregiudiziali. La linea proposta non è quella del “no” automatico, ma di una trattativa serrata e vantaggiosa per la Sardegna. In altre parole: non subire le scelte dello Stato, ma presentarsi con una posizione chiara e con richieste precise.

Questo approccio apre alla discussione su soluzioni diverse, dall’uso più intelligente del fotovoltaico sulle infrastrutture esistenti fino al confronto sulle tecnologie più avanzate, compreso il nucleare di nuova generazione. Il principio, però, resta uno: ogni scelta deve portare benefici economici e strutturali misurabili per i territori sardi, non trasformare l’isola in uno spazio passivo su cui altri decidono.

I confini politici: nessuna intesa con i populismi radicali

L’apertura al dialogo, però, non significa assenza di confini. Base Popolare rivendica una collocazione incompatibile con le destre radicali e con i populismi che negano il valore della solidarietà sociale. Il riferimento culturale resta quello del popolarismo europeo e dell’area del Partito Popolare Europeo, dentro una visione che si definisce democratica, cattolica e liberale.

Per questo vengono escluse convergenze con posizioni considerate lontane su diritti, immigrazione e coesione sociale, come quelle attribuite alla Lega di Matteo Salvini o alle tesi sostenute da Roberto Vannacci. È una linea che punta a marcare un’identità precisa e a distinguersi sia dai sovranismi più duri sia dalle vecchie ambiguità del centro.

Una scommessa sulla partecipazione vera

Il traguardo dichiarato è riportare i cittadini dentro la politica, ma farlo con strumenti credibili. Non con i candidati scelti dall’alto, non con liste costruite in laboratorio, non con operazioni pensate solo per la campagna elettorale. La scommessa è restituire peso alle preferenze, ai territori, alla selezione dal basso della classe dirigente.

In fondo, il messaggio che accompagna questa esperienza è tutto qui: la crisi della partecipazione non si supera inventando un nuovo slogan, ma ricostruendo fiducia. E quella fiducia, per tornare, ha bisogno di serietà, presenza e capacità di affrontare i problemi prima che diventino emergenze. In una Sardegna che cerca ancora un nuovo equilibrio politico, Base Popolare prova a candidarsi proprio a questo ruolo: non come ennesima sigla, ma come tentativo di rimettere le fondamenta dove per troppo tempo si è pensato soltanto al tetto.




Sardegna, la nuova mappa della ricchezza turistica: Alghero regina delle presenze, Arzachena capitale del valore, Olbia prima per strutture censite.

redazione Sardegna Press

Non basta più contare quanti turisti arrivano. La vera domanda è quanto valore genera ogni territorio. L’analisi incrocia presenze ufficiali, strutture registrate IUN, offerta ricettiva, affitti brevi, mercato premium e capacità di spesa.

La Sardegna turistica non si può più leggere con un solo numero.

Per anni il dato dominante è stato quello delle presenze: quanti turisti arrivano, quante notti dormono, quale Comune supera gli altri nella classifica regionale. Ma oggi quel dato, da solo, non basta più. Perché una notte in un campeggio, una camera in un hotel a cinque stelle, un appartamento in affitto breve, una villa in Costa Smeralda o un soggiorno collegato alla nautica di lusso non producono lo stesso impatto economico.

La vera domanda, oggi, è un’altra:

quanta ricchezza genera davvero ogni località turistica?

Da questa domanda nasce un’elaborazione che prova a ridisegnare la mappa economica del turismo sardo. Non una classifica ufficiale dei fatturati, che a livello comunale non esiste in questa forma, ma una stima avanzata della ricchezza turistica generata dai principali territori dell’isola.

Il risultato racconta una Sardegna più complessa di quella descritta dalle sole presenze.

Alghero è la regina dei numeri.
Arzachena e la Costa Smeralda sono la capitale del valore.
Olbia è la città con il maggior numero di strutture censite nel Registro IUN tra le località analizzate.

Tre primati diversi. Tre modi diversi di pesare nel turismo sardo.

La Sardegna dei numeri ufficiali

Il punto di partenza sono i dati statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, basati sul sistema SIRED-ROSS1000.

Nel 2024 la Sardegna ha registrato:

4.442.111 arrivi,
18.907.165 presenze,
una permanenza media di 4,26 notti.

La componente straniera è ormai decisiva: le presenze estere superano i 10 milioni e rappresentano circa il 53% del totale regionale. Quelle italiane si attestano poco sotto i 9 milioni.

Il Nord Sardegna ha un peso determinante. La Provincia di Sassari supera i 9,7 milioni di presenze, più della metà del movimento turistico regionale.

Dentro questo quadro, il primo verdetto è molto chiaro: Alghero è il Comune con il maggior numero di presenze turistiche in Sardegna.

Le presenze ufficiali: Alghero davanti a tutti

Posizione Località Presenze 2024
1 Alghero 1.589.756
2 Arzachena / Costa Smeralda 1.188.081
3 Olbia 1.079.885
4 Cagliari 964.380
5 San Teodoro 893.910
6 Orosei 870.513
7 Villasimius 824.403
8 Budoni 776.673
9 Muravera / Costa Rei 760.892
10 Palau 700.474

La fotografia delle presenze dice che Alghero è prima. Ma il turismo non è fatto solo di quantità. È fatto anche di qualità della spesa, categoria delle strutture, capacità di trattenere ricchezza sul territorio, mercati internazionali, ristorazione, commercio, servizi, nautica, affitti brevi e valore immobiliare.

Ed è qui che la classifica cambia.

La classifica della ricchezza turistica stimata

La stima economica non misura il fatturato ufficiale delle imprese. Misura la ricchezza turistica generata dai territori, costruita incrociando presenze ufficiali, tipologia dell’offerta ricettiva, capacità ricettiva, dati del Registro IUN, indicatori AirDNA sugli affitti brevi, profilo dei mercati turistici, peso del lusso e coefficienti territoriali.

Posizione Località Presenze 2024 Ricchezza turistica stimata Valore al minuto Tempo stimato per generare 1 milione €
1 Arzachena / Costa Smeralda 1.188.081 circa 550 mln € 1.046 €/min 15 h 56 min
2 Alghero 1.589.756 circa 375 mln € 713 €/min 23 h 22 min
3 Olbia 1.079.885 circa 315 mln € 599 €/min 1 g 3 h 49 min
4 San Teodoro 893.910 circa 260 mln € 495 €/min 1 g 9 h 42 min
5 Villasimius 824.403 circa 260 mln € 495 €/min 1 g 9 h 42 min
6 Cagliari 964.380 circa 220 mln € 419 €/min 1 g 15 h 49 min
7 Orosei 870.513 circa 215 mln € 409 €/min 1 g 16 h 45 min
8 Palau 700.474 circa 205 mln € 390 €/min 1 g 18 h 44 min
9 Muravera / Costa Rei 760.892 circa 195 mln € 371 €/min 1 g 20 h 55 min
10 Budoni 776.673 circa 190 mln € 361 €/min 1 g 22 h 06 min

Il dato più forte è questo: Arzachena non è prima per presenze, ma è prima per valore stimato.

La Costa Smeralda ha meno presenze di Alghero, ma genera una ricchezza turistica superiore perché lavora su una fascia di mercato diversa: hotel di alto livello, ville, nautica, ristorazione premium, shopping, servizi, portualità turistica e clientela internazionale con maggiore capacità di spesa.

Nel turismo, dunque, non vince solo chi ha più notti. Vince anche chi riesce a trasformare ogni notte in più valore.

Presenze, strutture censite e ospitalità diffusa

Per capire davvero il turismo sardo non basta osservare gli arrivi e le presenze. Bisogna guardare anche alla struttura dell’offerta.

L’analisi dei CSV estratti dal Registro Regionale IUN per Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau mostra un quadro molto netto: nelle principali destinazioni turistiche dell’isola l’ospitalità diffusa non è più un segmento laterale, ma una componente strutturale del sistema.

Nelle dieci località analizzate risultano complessivamente 22.786 strutture IUN.

Di queste, circa 22.230 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa: alloggi privati, affittacamere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze e boat & breakfast. Le strutture alberghiere sono 470. Le altre strutture complementari sono 86.

Il dato non riduce il peso economico degli alberghi, che in alcune località resta altissimo, soprattutto dove il livello medio delle tariffe è elevato. Ma mostra una trasformazione profonda: la Sardegna turistica non vive più soltanto dentro hotel, resort e villaggi. Vive sempre di più dentro una rete estesa di case, appartamenti, B&B, affittacamere e strutture registrate che alimentano ristorazione, commercio, pulizie, manutenzioni, trasporti, escursioni e servizi locali.

Questa è la fotografia dell’offerta ufficialmente censita nelle dieci località analizzate:

Località Strutture IUN totali Ospitalità diffusa IUN Strutture alberghiere
Olbia 4.524 4.440 75
Alghero 3.869 3.810 45
Cagliari 2.909 2.858 37
San Teodoro 2.350 2.309 36
Arzachena 2.314 2.193 108
Villasimius 1.843 1.786 54
Budoni 1.562 1.514 42
Palau 1.288 1.254 26
Muravera 1.083 1.056 19
Orosei 1.044 1.010 28

In questa lettura Olbia emerge come la località con il maggior numero di strutture IUN censite tra quelle considerate, seguita da Alghero e Cagliari.

È un dato che aiuta a spiegare perché alcune città non siano semplici destinazioni balneari, ma vere piattaforme turistiche: luoghi in cui l’economia del turismo entra nella vita urbana, immobiliare e commerciale del territorio.

AirDNA e IUN: due dati diversi che si completano

Il confronto con AirDNA consente di distinguere tra offerta ufficialmente registrata e mercato digitale effettivamente attivo.

Il Registro IUN fotografa le strutture censite. AirDNA rileva invece gli annunci visibili e monetizzati sulle principali piattaforme degli affitti brevi.

I due dati, quindi, non devono coincidere. Una struttura può essere regolarmente registrata ma lavorare con canali diretti, agenzie locali, clienti abituali o sito proprio. Allo stesso tempo, gli annunci rilevati da AirDNA rappresentano una quota del mercato online attivo.

Località Ospitalità diffusa IUN Annunci AirDNA attivi Valore AirDNA stimato
Olbia 4.440 1.604 44,7 mln $
Alghero 3.810 1.729 42,7 mln $
Cagliari 2.858 1.829 39,7 mln $
Arzachena 2.193 566 29,0 mln $
San Teodoro 2.309 628 27,4 mln $
Palau 1.254 550 19,7 mln $
Budoni 1.514 538 15,5 mln $
Villasimius 1.786 486 15,0 mln $
Orosei 1.010 575 13,8 mln $
Muravera 1.056 422 13,6 mln $

Il valore complessivo stimato da AirDNA per le dieci località supera i 260 milioni di dollari annui.

Non è l’intero mercato degli alloggi turistici, ma è un indicatore significativo della parte digitale, attiva e monetizzata dell’ospitalità diffusa.

Il dato è compatibile con lo IUN perché gli annunci AirDNA sono sempre inferiori al totale dell’offerta censita. La differenza non è un’anomalia: è lo scarto naturale tra offerta ufficiale registrata e offerta effettivamente visibile sulle piattaforme monitorate.

Arzachena: meno presenze di Alghero, più valore

Il caso Arzachena è il più evidente.

Con 1.188.081 presenze, Arzachena è seconda per presenze tra le località analizzate. Ma nella classifica della ricchezza stimata supera tutti.

La ragione è nella composizione del mercato: Costa Smeralda, Porto Cervo, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu, ville, hotel di fascia alta, nautica, ristorazione premium e servizi collegati al turismo di lusso.

Nel Registro IUN Arzachena conta 2.314 strutture, di cui 108 alberghiere. È il dato alberghiero più alto tra le dieci località considerate. Ma soprattutto è la località con il più alto ricavo medio AirDNA per annuncio tra quelle analizzate: 51.250 dollari annui.

Questo conferma il profilo premium del territorio.

Arzachena dimostra che nel turismo non conta solo il volume. Conta la capacità di trasformare la presenza in spesa, la spesa in valore e il valore in economia locale.

Alghero: la regina delle presenze e la città turistica più completa

Alghero resta il grande motore quantitativo del turismo sardo.

Con 1.589.756 presenze, è il primo Comune dell’isola. Ha un mercato turistico ampio, internazionale, distribuito tra alberghi, B&B, appartamenti, affittacamere, ristorazione, commercio, escursioni, servizi balneari e aeroporto.

Il Registro IUN conferma la forza dell’offerta: 3.869 strutture censite, secondo dato più alto tra le località analizzate dopo Olbia.

Di queste, 3.810 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa e 45 sono strutture alberghiere.

Anche il dato AirDNA è molto rilevante: 1.729 annunci attivi e un valore stimato di circa 42,7 milioni di dollari annui.

Alghero non è solo una destinazione turistica. È una città turistica completa, con una base ricettiva ampia, un’identità forte, un mercato straniero importante e una capacità di distribuire ricchezza su molte categorie economiche.

La sua sfida non è dimostrare di avere turismo. La sua sfida è aumentare il valore medio prodotto da ogni presenza.

Olbia: la capitale dell’ospitalità censita

Olbia è il caso più interessante se si guarda al Registro IUN.

Con 4.524 strutture censite, è prima tra le dieci località analizzate. Di queste, 4.440 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa.

Il dato conferma che Olbia non può essere letta solo come città di passaggio. È una delle principali infrastrutture economiche del turismo sardo.

Aeroporto, porto, servizi, collegamenti, vicinanza alla Costa Smeralda, quartieri residenziali turistici e una massa enorme di alloggi registrati fanno di Olbia una piattaforma turistica di primo livello.

Anche AirDNA conferma la forza del mercato digitale: 1.604 annunci attivi e un valore stimato di circa 44,7 milioni di dollari annui, il più alto tra le località osservate per valore complessivo AirDNA.

Olbia è il punto in cui la Sardegna turistica diventa sistema: non solo mare, ma logistica, case, servizi, mobilità, arrivi, partenze e permanenza.

Cagliari: il caso più sottostimato

Cagliari è sesta nella classifica della ricchezza stimata, ma probabilmente è il territorio più sottostimato dai dati tradizionali.

Il motivo è semplice: il turismo urbano non si misura solo con i pernottamenti. Cagliari intercetta crociere, business travel, turismo culturale, eventi, ristorazione, shopping, visite giornaliere, congressi, mobilità e spesa urbana.

Con 964.380 presenze ufficiali, Cagliari è quarta per movimento turistico tra i Comuni analizzati. Ma il Registro IUN mostra una realtà ancora più ampia: 2.909 strutture censite, di cui 2.858 nell’area dell’ospitalità diffusa.

AirDNA rileva 1.829 annunci attivi, il numero più alto tra quelli osservati, con un valore stimato di circa 39,7 milioni di dollari annui.

La capitale regionale dimostra che una parte importante della ricchezza turistica non passa solo dalla notte registrata, ma dalla spesa urbana. Cagliari non è solo una destinazione: è un mercato.

San Teodoro e Villasimius: meno città, più destinazione balneare

San Teodoro e Villasimius rappresentano due modelli turistici fortemente stagionali, ma ad alto valore.

San Teodoro conta 893.910 presenze e 2.350 strutture IUN, con un mercato AirDNA da circa 27,4 milioni di dollari annui. Il ricavo medio per annuncio è molto alto: 43.580 dollari, secondo solo ad Arzachena tra le località considerate.

Villasimius conta 824.403 presenze e 1.843 strutture IUN. È una destinazione balneare premium, con una forte riconoscibilità nazionale e internazionale, un patrimonio ambientale di altissimo valore e una capacità di spesa superiore alla media.

Entrambe confermano che le località balneari più forti non si misurano solo con il numero di turisti, ma con la qualità del posizionamento.

Orosei, Palau, Muravera e Budoni: il turismo diffuso che genera economia reale

Orosei, Palau, Muravera e Budoni completano la top ten e raccontano una Sardegna meno metropolitana ma decisiva.

Orosei supera le 870 mila presenze, con una permanenza media lunga e una forte vocazione naturalistica.

Palau, pur con meno presenze, beneficia della prossimità alla Maddalena, alla nautica e al turismo internazionale.

Muravera, con Costa Rei, ha un modello balneare molto forte e una lunga permanenza media.

Budoni conferma la forza della costa nord-orientale e dell’ospitalità diffusa.

In tutti questi territori il Registro IUN mostra numeri importanti. Non si tratta di economie marginali, ma di sistemi locali in cui case, appartamenti, B&B, affittacamere, commercio, ristorazione e servizi producono ricchezza reale.

La nuova verità del turismo sardo

La conclusione è chiara: la Sardegna non può più misurare il turismo solo attraverso il numero delle presenze.

Le presenze servono. Sono fondamentali. Ma non bastano.

Oggi bisogna guardare anche alla qualità della spesa, alla tipologia delle strutture, alla crescita degli alloggi privati, alla forza degli affitti brevi, alla presenza dei mercati stranieri, al peso della nautica, al valore immobiliare, alla ristorazione, ai servizi e alla capacità di un territorio di trasformare il turismo in economia stabile.

La Sardegna turistica del 2024 è una regione a più velocità.

C’è la Sardegna dei grandi numeri, guidata da Alghero.
C’è la Sardegna del lusso e del valore, guidata da Arzachena.
C’è la Sardegna delle strutture censite e dell’ospitalità diffusa, guidata da Olbia.
C’è la Sardegna urbana, con Cagliari probabilmente sottostimata.
E c’è la Sardegna delle destinazioni balneari mature, da San Teodoro a Villasimius, da Orosei a Palau, da Muravera a Budoni.

La vecchia domanda era: quanti turisti arrivano?

La nuova domanda è: quanta ricchezza lascia ogni turista?

Ed è su questa domanda che si giocherà il futuro del turismo sardo.

Nota metodologica

Questa elaborazione non misura il fatturato ufficiale delle imprese turistiche, né sostituisce i bilanci aziendali o i dati fiscali.

La classifica economica è una stima giornalistica avanzata della ricchezza turistica generata nei territori analizzati.

I dati ufficiali di base su arrivi, presenze, provenienze, macro-tipologie ricettive e capacità ricettiva derivano dai file statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, che indicano come fonte il sistema SIRED-ROSS1000, con estrazione al 21 maggio 2025.

Per il controllo dell’offerta ricettiva ufficialmente censita sono stati analizzati i CSV estratti dal Registro Regionale IUN per dieci località: Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau.

Il Registro IUN misura l’offerta ufficialmente censita. AirDNA misura invece la quota di offerta rilevabile sulle principali piattaforme online degli affitti brevi. Per questo AirDNA non è stato usato come censimento completo di tutte le strutture regolari, ma come indicatore del mercato digitale attivo e monetizzato.

Le stime economiche sono state costruite incrociando:

  • presenze turistiche ufficiali 2024;
  • capacità ricettiva regionale;
  • distribuzione tra alberghiero ed extra-alberghiero;
  • dati IUN comunali;
  • dati AirDNA su annunci attivi e ricavo medio annuo;
  • indicatori di spesa per provenienza;
  • peso del turismo internazionale;
  • presenza di hotel di fascia alta;
  • incidenza di nautica, ristorazione, commercio e servizi;
  • coefficienti territoriali legati al posizionamento turistico delle singole località.

I valori economici sono quindi da leggere come ordini di grandezza stimati, non come fatturati certificati. Per questo nell’articolo vengono utilizzate le formule “circa”, “stima” e “ricchezza turistica stimata”.




Wizz Air blinda il Nord Sardegna: piano di espansione record e la scommessa sui mercati dell’Est

ALGHERO (27 Maggio 2026) – Più del doppio dei posti a sedere , cinque nuove rotte internazionali , una flotta guidata dalla più avanzata tecnologia sostenibile e una partnership industriale fondata sulla fiducia reciproca. Wizz Air lancia la sua sfida per la stagione estiva nel Nord Sardegna, mettendo sul piatto una crescita senza precedenti che unisce gli scali di Alghero e Olbia in un’unica visione di sviluppo territoriale.

L’occasione per tracciare la rotta di questo potenziamento è stata l’innovativo Media Breakfast tenutosi ad Alghero. All’incontro hanno preso parte i massimi vertici della gestione aeroportuale del Nord Sardegna, tra cui l’amministratore delegato Silvio Pippobello e il direttore commerciale Mario Garau, insieme a Raffaele Ciaravola (relatore dell’incontro) e al protagonista della giornata, Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air.

Insieme hanno celebrato un legame nato nel 2013 con il primo storico volo Alghero-Bucarest e che oggi, dopo aver superato le alterne fasi della pandemia, consolida un nuovo e ambizioso capitolo strategico.

I numeri del boom: +108% di capacità nel Nord Sardegna

I dati ufficiali del network descrivono un’operazione commerciale di impatto massiccio sull’economia dell’isola. Durante la Summer Season 2026, i posti messi in vendita da Wizz Air tra Alghero e Olbia saliranno a 439.000 , segnando un incremento complessivo del 108% rispetto ai 212.000 posti messi a disposizione nel 2025.

Il balzo in avanti più clamoroso si registra sullo scalo di Alghero. Raffaele Ciaravola ha evidenziato con forza la portata dell’operazione: “Alghero va a incrementare quasi di tre volte i voli che venivano fatti prima, registrando un +253% di aumento sui posti in vendita per la stagione estiva ”. Numeri straordinari, supportati da oltre 250 voli già operati ad Alghero nel solo avvio del 2026 (+583% vs 2025) , che consolidano la compagnia come il terzo vettore dello scalo per quota di mercato , con una market share specifica del 13,8% nell’anno corrente.

Dal 2013 a oggi, la presenza di Wizz Air nel Nord Sardegna si riassume in traguardi storici impressionanti: oltre 1,5 milioni di posti in vendita complessivi , più di 1,3 milioni di passeggeri trasportati e un’attività che nel solo 2025 ha registrato oltre 910 voli operati sui due scali.

Il nuovo Schedule Estivo 2026 nel dettaglio

La nuova offerta della compagnia si divide tra il lancio di collegamenti internazionali inediti da Alghero e il forte potenziamento delle frequenze domestiche e continentali da Olbia.

Le 5 Nuove Rotte da Alghero:

L’allargamento degli orizzonti su Alghero punta dritto verso l’Europa centrale, l’Italia continentale e i Balcani, con tariffe d’attacco altamente competitive ed esclusive isolane:

Rotta Frequenza operativa Tariffa Base da* Inizio Operazioni
Alghero – Belgrado Lunedì, Mercoledì, Venerdì 29.99€ 30 Marzo 2026
Alghero – Varsavia Modlin Martedì, Giovedì, Sabato 24.99€ 31 Marzo 2026
Alghero – Tirana Mercoledì, Domenica 19.99€ 24 Giugno 2026
Alghero – Venezia Lunedì, Mercoledì, Venerdì 29.99€ 01 Luglio 2026
Alghero – Skopje Martedì, Sabato 39.99€ 18 Luglio 2026

  • Le tariffe si indicano di sola andata, comprensive di tasse e spese amministrative, con borsa a mano inclusa.

Il Potenziamento delle Frequenze su Olbia:

Per lo scalo di Olbia, dove Wizz Air è presente dal 2021 e ha già movimentato 600.000 passeggeri totali , la Summer Season ’26 prevede oltre 128.000 posti in vendita (+4% vs 2025) concentrati sull’aumento delle frequenze di tre rotte chiave per rispondere sia alla domanda leisure che business:

  • Olbia – Milano Malpensa: Incrementata da 9 a 11 frequenze settimanali.
  • Olbia – Roma Ciampino: Diventa un collegamento a frequenza giornaliera.
  • Olbia – Varsavia Chopin: Fino a 3 frequenze settimanali durante il picco estivo (summer peak).

Sfatato il mito dell’Est Europa “low-spending”

Un passaggio cruciale del dibattito ha riguardato l’identikit del turista proveniente dal Centro-Est Europa. Il direttore commerciale Mario Garau ha smentito categoricamente i vecchi retaggi culturali che associano l’Europa orientale a un turismo a basso valore aggiunto:

“Bisognerebbe affrancarsi da questa falsa concezione per cui Est Europa significa mercato povero. I dati delle indagini annuali a Olbia sulla spesa reale del passeggero certificano che i mercati più interessanti sono proprio quelli dell’Est, in primis la Polonia, soprattutto per quanto riguarda la spesa media non-aviation e l’utilizzo delle lounge. Ci rivolgiamo a mercati di nicchia: il turista che proviene dalle capitali ha una capacità di spesa molto più alta rispetto alla media del Paese”.

A conferma di questo scenario, è stato citato l’esempio dei flussi di viaggiatori polacchi che ad Alghero si dimostrano acquirenti d’élite per comparti di lusso storici come il corallo autentico certificato della Riviera del Corallo.

Sostenibilità e tecnologia: il gigante Wizz Air in Italia

Sul fronte strutturale, Gabriele Imperiale ha illustrato i numeri di una compagnia che punta a raggiungere gli 80 milioni di passeggeri complessivi nel 2026 , forte di una crescita a doppia cifra costante negli ultimi 22 anni e trainata da una flotta globale di 267 aeromobili Airbus.

In Italia, Wizz Air detiene saldamente il 12% della quota di mercato, posizionandosi come la seconda compagnia aerea del Paese. Il mercato italiano è il più grande dell’intero network globale del gruppo per passeggeri trasportati , potendo contare su 309 rotte verso 33 nazioni , 21 milioni di passeggeri trasportati nel solo 2025 , 7 basi operative attive e oltre 1.360 colleghi basati sul territorio nazionale. A supporto di questa centralità, Wizz ha investito ben 40 milioni di euro nel Rome Training Centre, il secondo centro di addestramento del gruppo, dotato di 3 simulatori di volo attivi 24/7.

Il vero pilastro della flotta italiana è però l’innovazione ecologica. “In Italia abbiamo quest’anno 44 aeromobili basati stabilmente e l’intera flotta è composta dal massimo ritrovato tecnologico del settore: gli Airbus A321neo. La tecnologia ‘Neo’ (che rappresenta il 72% della flotta totale del gruppo ) permette di bruciare sensibilmente meno carburante, abbattere le emissioni di $CO_2$ e tagliare drasticamente l’impatto sonoro e le vibrazioni, garantendo un viaggio perfetto al passeggero”, ha spiegato Imperiale.

Il nodo della destagionalizzazione e il “Fattore Rischio”

Se i mesi di spalla registrano ottimi segnali di crescita (con un incremento dell’offerta intorno al 60% sul traffico internazionale), l’amministratore delegato Silvio Pippobello ha invitato l’intera classe imprenditoriale locale a una profonda onestà intellettuale nell’analisi della stagione invernale (Winter), ricordando che i flussi freddi si attestano storicamente a un settimo rispetto a quelli estivi:

“L’espansione di Wizz Air su Alghero e Olbia conferma l’efficacia del percorso di collaborazione avviato tra i due aeroporti del Nord Sardegna e i partner industriali che scelgono di investire stabilmente sul territorio. La crescita dei collegamenti internazionali non rappresenta soltanto un incremento dell’offerta di voli, ma un fattore strategico per migliorare l’accessibilità dell’isola, favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e creare nuove opportunità per il tessuto economico e produttivo locale. La capacità di Alghero e Olbia di operare in maniera coordinata rafforza la competitività del Nord Sardegna e contribuisce a consolidarne il posizionamento all’interno del mercato europeo della mobilità e del turismo ”.

Un concetto di sviluppo commerciale che si sposa perfettamente con la filosofia aziendale della compagnia low-cost. Come ricordato da Gabriele Imperiale, Wizz Air mantiene una forte attitudine imprenditoriale: “Siamo un player solido con miliardi di liquidità, ma rimaniamo una compagnia dinamica disposta a rischiare e persino a fallire sui singoli tentativi pur di testare e aprire nuove opportunità di mercato”.

Una proattività commerciale che ha già portato i manager di Wizz Air a un tavolo istituzionale diretto con la Regione Sardegna e la gestione coordinata dei tre scali sardi, confermando l’interesse del vettore verso i prossimi bandi regionali per l’apertura di nuove rotte e lo sviluppo della continuità territoriale.

Prospettive: verso una base sarda?

Sollecitato sull’eventualità di aprire in futuro una base operativa stabile nel Nord Sardegna (con aeromobili posizionati stabilmente negli scali dell’isola), Gabriele Imperiale ha concluso blindando l’ottimo lavoro svolto finora:

“Continuiamo a credere fortemente nel potenziale del Nord Sardegna e nel ruolo strategico che gli aeroporti di Alghero e Olbia rivestono come porte d’accesso verso il resto dell’Italia e l’Europa. In questo contesto, la nostra programmazione estiva 2026 rappresenta un ulteriore e significativo passo nel percorso di crescita e consolidamento della nostra presenza nella regione, con l’obiettivo di rafforzare in modo sempre più strutturale la connettività internazionale e rispondere a una domanda in costante evoluzione.

Per questo straordinario risultato desideriamo ringraziare Sogeaal e Geasar per la collaborazione, la fiducia e il lavoro che abbiamo costruito nel tempo. La sinergia con le due società è essenziale per sviluppare nuove opportunità di collegamento e contribuire in maniera concreta allo sviluppo turistico ed economico del Nord Sardegna. Let’s WIZZ, Sardegna! ”




Olbia-New York, Nizzi: “Un passaggio storico per la città e per tutta la Sardegna”

Il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York apre una fase nuova per il nord-est dell’isola. Per Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia di Gallura, non è solo una novità nei trasporti, ma una vera occasione di crescita per il territorio.

Una giornata che segna un punto di svolta

Per Nizzi, l’avvio della rotta diretta con gli Stati Uniti ha un valore che va oltre i confini cittadini. “È una giornata storica per la nostra città, ma soprattutto per l’intera Sardegna”, osserva, spiegando che il nuovo volo rappresenta una risposta concreta a una difficoltà vissuta per anni da chi doveva raggiungere l’America partendo dall’isola.

Finora, racconta, il viaggio verso New York significava quasi sempre passare da Roma o Milano, affrontando scali, attese lunghe e partenze all’alba. “Chi ha avuto la fortuna di andare a New York sa quanto sia stato complicato dover fare trasferimenti, aspettare magari una mattinata intera o alzarsi prestissimo per prendere il primo aereo”, sottolinea.

La scelta di Olbia come segnale di fiducia

Secondo il sindaco, la decisione di una compagnia internazionale di puntare su Olbia è un riconoscimento importante per tutto il territorio. “Questa compagnia così importante ha creduto nel nostro territorio”, dice Nizzi, rimarcando che non si parte da zero, perché la Gallura e la Sardegna sono già conosciute all’estero.

Ma la novità, da sola, non basta. Ora serve continuità. “Dobbiamo lavorare tutti assieme”, afferma, ricordando anche il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere il progetto. “La Regione ci ha creduto, noi ci abbiamo creduto e dobbiamo fare in modo che questa iniziativa, che ci dà una spinta importante per il futuro, possa essere mantenuta e soprattutto sostenuta da tutti”.

Quattro collegamenti a settimana, con la prospettiva di crescere

Il nuovo collegamento parte con quattro voli settimanali, ma il margine per crescere esiste. Nizzi richiama le valutazioni già emerse sul possibile ampliamento del servizio. “Potrebbero essere implementati a seconda dei risultati il prossimo anno, magari allungando il periodo all’inizio o alla fine della stagione”, spiega.

Molto dipenderà dall’andamento della rotta e dalle scelte della compagnia, che valuterà numeri e prospettive. “La scelta fatta da Delta Air Lines è stata quella di individuare questo territorio e saranno loro a decidere in futuro quale sarà la strategia migliore”, osserva il sindaco.

Il territorio deve farsi trovare pronto

Per Nizzi, la Gallura ha tutte le caratteristiche per attrarre un pubblico internazionale di alto livello. Il clima, il paesaggio e la qualità ambientale sono elementi forti, capaci di rendere competitiva la destinazione anche agli occhi di un viaggiatore esigente come quello americano. “Per quanto riguarda il clima e l’ambiente, penso che non ci sia niente di uguale”, afferma.

Proprio per questo, però, occorre alzare ulteriormente l’asticella. “Dobbiamo farci trovare pronti”, insiste, perché il nuovo collegamento può portare a Olbia un turismo con grandi possibilità di scelta e aspettative molto alte.

Servizi, ospitalità e qualità dell’accoglienza

Il sindaco spiega che la città e il territorio sono già abituati a gestire grandi numeri. “Siamo abituati ad avere numerosi turisti, milioni di presenze in questa parte di territorio”, ricorda. Ma l’arrivo di un target ancora più internazionale richiede un impegno aggiuntivo da parte di tutti.

L’appello è rivolto agli albergatori, ai commercianti, ai ristoratori, a chi si occupa di trasporto pubblico e alle istituzioni. “Dobbiamo stare attenti ai servizi e fare quello che un turista si aspetta”, dice Nizzi, convinto che la qualità dell’esperienza sia decisiva quanto il collegamento aereo stesso.

La sfida: unire la costa con l’interno

Nella visione del sindaco, questa nuova apertura può diventare anche l’occasione per allargare i benefici del turismo oltre la fascia costiera. “Questa è la volta buona per cercare di collegare la costa con l’interno”, sottolinea, indicando la necessità di un lavoro condiviso e di una strategia che coinvolga tutto il territorio.

Per raggiungere questo obiettivo serviranno organizzazione, servizi efficienti e una capacità di accoglienza autentica. Nizzi mette al centro un principio semplice ma fondamentale: “Gentilezza, cordialità e accoglienza sono le parole importanti”.

L’immagine che il territorio deve lasciare

Alla fine, spiega il sindaco, la vera promozione passa dal ricordo che il visitatore porta con sé al ritorno. Anche con qualche limite linguistico, conta soprattutto il modo in cui ci si presenta. “Un turista deve tornare a casa dicendo: guarda che bel posto, c’è gente brava, cordiale, gentile”, conclude.

È in questa idea di ospitalità, più ancora che nella rotta stessa, che Nizzi vede la chiave per trasformare il volo diretto Olbia-New York in una possibilità duratura per la città e per tutta la Sardegna.