La Sardegna a Villanova riscopre il tesoro delle erbe selvatiche

Successo al Nuraghe Appiu per il primo appuntamento delle “Giornate del cibo” promosse dalla Proloco di Villanova Monteleone: il connubio tra i percorsi botanici e gli itinerari archeologici diventa risorsa per il territorio

VILLANOVA MONTELEONE – Con 2500 specie di piante native, la Sardegna ha un tesoro naturale che per millenni ha fornito alimentazione, tessuti, coloranti, medicine, materiali per realizzare manufatti. Ed è proprio alle “Erbe spontanee”, quelle edibili e quelle non commestibili ma utilissime, che a Villanova Monteleone è stato dedicato il primo appuntamento delle “Giornate del cibo”, in un contesto storico e ambientale di pregio come quello del Nuraghe Appiu.

Dopo il saluto del presidente della Proloco, Pietro Fois e l’intervento introduttivo del comunicatore enogastronomico Tommaso Sussarello, il gruppo di appassionati arrivato da tutto l’hinterland ha preso parte a un’immersione nella natura, tra panorami mozzafiato e pregevoli testimonianze archeologiche. La visita guidata condotta dall’archeologa Alessandra Succu è stata alternata dall’intervento magistrale di Emanuele Farris, docente dell’Università di Sassari e presidente della sezione sarda della Società Botanica Italiana.

«Dopo gli anni ‘50 e ‘60 – ha spiegato Farris – si è avuta una fortissima erosione delle antiche usanze, quindi anche la perdita delle conoscenze nell’utilizzo delle piante. Il riavvicinamento degli ultimi anni significa riscoprire le radici, ma può aprire anche a interessanti prospettive di tipo imprenditoriale».

La mattinata è proseguita con il laboratorio del giornalista enogastronomico Giovanni Fancello, esperto di erbe officinali. Sono ventotto quelle presentate sul tavolo, tra le quali “su fìlighe”, “sa feruledda”, che hanno mille usi di cui si è persa conoscenza. Servivano per pulire i forni del pane o per filtrare il latte dopo la mungitura. E ancora “sa lua”, utilizzata per cacciare le anguille quando ancora nuotavano nei fiumi della Sardegna. «Quello delle erbe è un patrimonio che l’isola ha sempre utilizzato e oggi stiamo perdendo – ha detto Fancello – e un’occasione come questa vuol dire rivalutarle, riscoprirle, perché la natura ci offre tutto ciò che ci serve, la natura ci aiuta».

Dalle erbe e i pascoli del territorio alla produzione delle eccellenze casearie il passo è breve. L’evento è proseguito con la preparazione dal vivo di formaggio e di ricotta, dalle mani dei componenti della proloco, per concludersi con lo show cooking dello chef Fabio Zago, che ha sperimentato alcuni abbinamenti di erbe selvatiche, formaggi e ricotte: «Abbiamo preparato una crema di pecorino fresco, poi cotto le nostre erbe con aglio, olio, peperoncino e sale, scelto biete, finocchietto e “appara” (un tipo di aglio selvatico), e abbiamo farcito un pane creando una sorta di “supa” tipica della cucina sarda».

«Quella di collegare i percorsi botanici ed enogastronomici con gli itinerari archeologici di Villanova Monteleone è stata una felice intuizione – ha affermato il sindaco Quirico Meloni –. Penso che il successo della manifestazione, al quale ha contribuito l’impegno fondamentale della Proloco, sia un buon viatico per organizzare nuove giornate importanti ed efficaci come questa».

L’appuntamento, inserito all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzato dalla Proloco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel network “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




Al Padiglione Tavolara la mostra “Sardegna, Novecento di confine” della Fondazione di SardegnaUn’altra grande esposizione per confermare Sassari come destinazione turistica e culturale

Il Comune di Sassari conferma il proprio ruolo centrale nella promozione culturale del territorio ospitando, nei propri spazi del Padiglione Tavolara, la mostra Sardegna, Novecento di confine, uno degli appuntamenti espositivi più significativi della stagione. L’iniziativa contribuisce a rafforzare l’identità della città come destinazione turistica capace di generare visibilità e richiamare pubblico e interesse anche oltre i confini regionali.
Promossa dalla Fondazione di Sardegna attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, l’esposizione sarà visitabile fino al 28 giugno. La mostra, curata da Maria Paola Dettori, è dedicata ai principali artisti sardi della prima metà del Novecento, riletti all’interno del più ampio contesto della scena artistica nazionale. Da Giuseppe Biasi a Stanis Dessy, da Cesare Cabras a Gavino Tilocca, da Eugenio Tavolara a Francesco Ciusa, il progetto espositivo esplora il contributo degli autori isolani al dibattito italiano del tempo, attraverso ritratti, nature morte, nudi e paesaggi. In 75 opere tra dipinti, incisioni, sculture, bozzetti, taccuini di disegni e foto d’epoca, il percorso espositivo restituisce la complessità e la ricchezza della produzione artistica sarda del periodo. Le opere testimoniano un equilibrio tra radicamento identitario e apertura verso le principali tendenze nazionali, evitando letture esclusivamente regionalistiche o folkloriche. Il percorso si articola in sezioni tematiche che guidano il visitatore attraverso i nuclei fondamentali della ricerca artistica del Novecento: il paesaggio e il rapporto tra natura e città, l’Italia rurale e la Sardegna dei campi e delle miniere, il ritratto tra decorazione e monumentalità, la figura femminile tra mito e modernità, il culto del corpo e della giovinezza, la natura morta, il tema coloniale. Le opere provengono principalmente dalla collezione della Fondazione di Sardegna, arricchita dal contributo di prestatori privati.
Particolarmente rilevante è la presenza di lavori normalmente non accessibili al pubblico, tra cui opere poco conosciute o presentate per la prima volta, talvolta note soltanto attraverso documentazione fotografica. È il caso dei bassorilievi di Eugenio Tavolara dedicati a Il risparmio e il lavoro (1943), in parte ricostruiti per l’occasione, e dei gessi di Francesco Ciusa per lo Stadio dei Marmi di Roma, documentati attraverso immagini storiche. Accanto a queste, opere esposte a importanti rassegne nazionali e internazionali, come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.
L’esposizione si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione culturale promossa dal Comune di Sassari, che attraverso il Padiglione Tavolara consolida un’offerta continuativa di qualità, contribuendo a rendere la città un punto di riferimento per il turismo culturale e un centro riconosciuto per la produzione e diffusione artistica. In questa prospettiva, la collaborazione con la Fondazione di Sardegna rappresenta un modello virtuoso di sinergia tra istituzioni, capace di generare valore per l’intero territorio.
La mostra è aperta al pubblico con ingresso libero, dal martedì al sabato, dalle ore 10 alle 19.30.




Fiera Nautica di Sardegna 2026, dal 7 al 10 maggio a Porto Rotondo la quinta edizione. L’assessore Cani: “Creiamo le condizioni per favorire lo sviluppo dell’industria”

Olbia, 14 aprile 2026 – “Il nostro obiettivo strategico come Regione e come Assessorato dell’Industria nel sostenere la Fiera Nautica di Sardegna è quello di affiancare alla già consolidata vocazione nautica turistica dell’Isola lo sviluppo dell’industria nautica, creando le condizioni per favorire la costruzione di imbarcazioni e incentivare nel contempo tutte quelle filiere che possono ruotare intorno a queste produzioni. È questo che genera e amplifica valore e occupazione”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani in occasione della conferenza stampa di presentazione della Fiera Nautica di Sardegna 2026, ieri a Porto Rotondo.

La quinta edizione dell’evento, promosso dal Cipnes Gallura (Consorzio Industriale provinciale Nord Est Sardegna) con il sostegno della Regione Sardegna e il coinvolgimento diretto degli Assessorati dell’Industria e della Programmazione, ospiterà dal 7 al 10 maggio nella Marina di Porto Rotondo oltre 200 imbarcazioni e circa 150 espositori. L’intento è quello di valorizzare l’industria nautica sarda e attrarre nuovi investimenti nel corso di quattro giornate che includeranno anche incontri e talk dedicati sui principali temi legati alla nautica, confermandosi piattaforma strategica di confronto tra istituzioni, imprese e professionisti e occasione per rafforzare sinergie e competitività del comparto.

Alla conferenza stampa, moderata dall’organizzatore Angelo Colombo, hanno preso parte il presidente del Cipnes Livio Fideli, il direttore generale del Cipnes e presidente di UniOlbia Aldo Carta, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi e il direttore marittimo del Nord Sardegna Gianluca D’Agostino.




ALLARME CROLLO NELLE CASE POPOLARI “AREA” SARDEGNA: FAMIGLIE E DISABILI GRAVI ABBANDONATI A RISCHIO DELLA VITA.

Un’intera palazzina di edilizia pubblica rischia il collasso strutturale tra pilastri corrosi e crepe. Nonostante i sopralluoghi del 2025, l’Ente regionale è sparito. I residenti, tra cui malati di Alzheimer e invalidi al 100%, annunciano per lunedì l’intervento d’urgenza dei Vigili del Fuoco.

Olbia – Una tragedia annunciata si sta consumando nel totale silenzio delle istituzioni. In una palazzina condominiale di edilizia residenziale pubblica di proprietà di AREA Sardegna, situata in Via Vincenzo Bellini 81 , intere famiglie stanno vivendo da mesi la concreta paura che il proprio condominio possa collassare da un momento all’altro.

L’incubo è iniziato alla fine dello scorso anno. Il 4 dicembre 2025 i residenti denunciarono gravi danni strutturali sotto il porticato dello stabile, causati da copiose perdite provenienti dalle tubazioni del primo piano, al punto che il soffitto iniziava ad aprirsi. A fronte dei reiterati allarmi, AREA inviò due incaricati per un sopralluogo e per l’acquisizione di rilievi fotografici. In quell’occasione furono date ampie rassicurazioni: l’interventò tecnico dei geometri (nella figura del Geom. Tocco) sarebbe avvenuto a gennaio, subito dopo le vacanze di Natale.

Da allora, il buio totale. Nessuna chiamata, nessuna email, nessun intervento tecnico. Ad oggi, aprile 2026, l’Ente è di fatto scomparso e il perdurante immobilismo ha aggravato la situazione portandola oltre il limite critico.

Oggi i danni sono estesi ed allarmanti: l’acqua ha intaccato pesantemente i pilastri portanti che sorreggono il primo e il secondo piano. L’intera palazzina, anche all’esterno, risulta gravemente danneggiata: lo scivolo si è deformato e sta letteralmente crollando. Ma non è tutto; all’interno del sistema fognario le perdite d’acqua hanno toccato e stanno deteriorando i pilastri fondativi stessi dell’edificio mettendo a repentaglio la stabilità dell’intera struttura.

A rendere moralmente e umanamente inaccettabile questa situazione è l’assoluto disprezzo per la vita dei residenti dello stabile. Nella palazzina minacciata dal crollo abitano soggetti estremamente fragili, che avrebbero bisogno della massima tutela sociale e sanitaria: nella stessa verticale risiedono un invalido riconosciuto al 100%, un’anziana malata in terapia del dolore e, al piano superiore, un paziente affetto dal morbo di Alzheimer. Persone deboli e indifese, costrette oggi a vivere reclusi in una potenziale trappola per via della negligenza dell’Ente regionale.

Di fronte a un rischio così imminente, i residenti hanno deciso di passare alle vie di fatto prima che si consumi una tragedia. Dopo aver inviato una formale diffida tramite PEC ai vertici di AREA Sardegna, hanno annunciato che lunedì mattina chiameranno in via d’urgenza i Vigili del Fuoco affinché una squadra completa possa ispezionare l’intera struttura, mettere in sicurezza l’area seppure a fini precauzionali, e stilare una relazione tecnica ufficiale sul rischio di crollo da portare eventualmente in Procura.

“Non vogliamo essere l’ennesima notizia di cronaca nera nei telegiornali,” dichiarano i residenti esasperati. “Le istituzioni ci hanno completamente abbandonati e ignorano deliberatamente le condizioni di grave malattia e di disabilità che ci impediscono persino di scappare in caso di disastro. Pretendiamo un intervento tempestivo, prima che avvenga l’irreparabile”.




Referendum sulla giustizia: in Sardegna prevale il “No” in tutte le province

Affluenza attorno alla metà degli aventi diritto e risultato netto a favore del “No” in gran parte del territorio regionale. Solo nel Nord-Est si registra un confronto più equilibrato, mentre nelle altre province il divario appare più marcato.


In Sardegna il voto sul referendum legato alle norme sull’ordinamento giurisdizionale si è chiuso con una chiara affermazione del “No” in tutte le province. I dati aggiornati mostrano una partecipazione complessiva significativa, con percentuali di votanti che oscillano generalmente tra il 49% e il 54%, segno di un interesse diffuso ma non uniforme tra i territori.

Nella provincia di Sassari il risultato evidenzia uno scarto consistente: il “No” supera il 61%, mentre il “Sì” si ferma poco sopra il 38%. Anche a Nuoro il trend appare simile, con il “No” oltre il 64% e una distanza marcata rispetto al voto favorevole. Situazione analoga nel Medio Campidano, dove quasi due elettori su tre hanno espresso contrarietà al quesito.

Il capoluogo metropolitano di Cagliari registra numeri importanti sia in termini di partecipazione sia di voti espressi. Qui il “No” raggiunge circa il 59%, lasciando il “Sì” attorno al 41%. Percentuali simili emergono anche nel Sulcis Iglesiente e in Ogliastra, territori in cui il voto contrario si attesta attorno al 59-60%.

Fa eccezione la Gallura Nord-Est Sardegna, dove il confronto tra le due posizioni è stato più equilibrato. In questa area il “No” prevale di misura, superando di poco il 50%, mentre il “Sì” sfiora il pareggio. Anche nella provincia di Oristano il risultato mostra un vantaggio del “No”, ma con uno scarto meno ampio rispetto ad altre zone dell’isola.

Nel complesso, il quadro regionale restituisce un orientamento piuttosto omogeneo, con la maggioranza degli elettori che ha scelto di respingere la proposta referendaria. Le differenze territoriali emergono soprattutto nell’intensità del voto contrario e nel livello di partecipazione, elementi che delineano una mappa elettorale variegata ma con un esito finale chiaro.




Trasporto aereo in Sardegna: verso un nuovo modello per garantire mobilità e concorrenza

Un confronto a più voci al T Hotel di Cagliari ha messo al centro il futuro della continuità territoriale e le proposte per migliorare la mobilità aerea isolana. Tra le novità illustrate, il “modello misto” elaborato dal Think Tank Trasporto Aereo, che punta a coniugare tariffe accessibili, concorrenza e certezze per i residenti.

Un tavolo di confronto sul futuro dei cieli sardi
Venerdì 23 gennaio, nella sala T4 del T Hotel di Cagliari, si è tenuto il convegno “Lo stato del trasporto aereo: criticità e proposte per imprese e passeggeri”, organizzato dalle principali associazioni imprenditoriali sarde. L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, compagnie aeree e studiosi del settore per discutere il tema della mobilità aerea da e per la Sardegna, nodo cruciale per l’economia e la vita quotidiana dei cittadini dell’isola.
Dopo i saluti di Giorgio Del Piano, presidente di Confapi Sardegna, e di Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Sardegna, sono intervenuti i rappresentanti dei vettori come Lorenzo Lagorio (EasyJet), Rosa Pastena (Ryanair) e Valeria Rebasti (Volotea), insieme ad esperti come Andrea Giuricin, Pierluigi Di Palma (Enac) e Barbara Manca, assessora regionale ai Trasporti.
I lavori, introdotti e conclusi dall’onorevole Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, sono stati moderati dall’avvocato Paolo Angius.

Il “modello misto”: equilibrio tra garanzie e mercato
Durante l’incontro, il professor Roberto Devoto ha presentato il documento del Think Tank Trasporto Aereo, realizzato insieme a Gianfranco Fancello e Sandro Usai, che propone un modello misto per la mobilità aerea dei residenti sardi.
Questo sistema si basa su una combinazione tra una “quota garantita” (posti, frequenze e orari minimi assicurati) e l’offerta libera dei vettori sul mercato. In questo modo, la Regione potrebbe garantire continuità e accessibilità senza rinunciare alla concorrenza tra compagnie, favorendo tariffe più equilibrate e un servizio più flessibile.
Il finanziamento pubblico verrebbe destinato sia alle compagnie che partecipano con una manifestazione d’interesse, sia ai passeggeri residenti sotto forma di sconto sulla tariffa.
La novità principale riguarda proprio questa “manifestazione di interesse” — una formula che permetterebbe di coprire le rotte principali mantenendo però la libertà tariffaria, nel rispetto delle regole dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Tariffe calmierate e accesso equo ai voli
Il modello presentato prevede tariffe scontate per i residenti comprese tra 37,50 euro per Alghero e 50 euro per Cagliari e Olbia, già comprensive di tasse e IVA.
Secondo le stime del Think Tank, la platea complessiva dei passeggeri residenti che viaggiano in Italia sarebbe di quasi 3 milioni di persone, di cui circa 1,2 milioni utilizzano le rotte in continuità territoriale verso Roma e Milano.
Il piano prevede inoltre un finanziamento complessivo tra 91 e 158 milioni di euro all’anno per coprire l’intero sistema, con una media di contributo per passeggero residente variabile tra i 25 e i 63 euro, a seconda dell’aeroporto di riferimento.
L’obiettivo dichiarato è creare un equilibrio stabile tra esigenze sociali e sostenibilità economica, riducendo le distorsioni di mercato e garantendo ai sardi la certezza di poter viaggiare a costi ragionevoli in tutto il territorio nazionale.

Una nuova visione per la mobilità dell’isola
“Applicando il modello misto – ha sottolineato il professor Devoto – la Regione potrà tornare a occuparsi della pianificazione del servizio di mobilità aerea, favorendo un ecosistema virtuoso tra domanda e offerta e assicurando ai residenti certezza negli spostamenti e tariffe accessibili”.
L’incontro al T Hotel ha confermato la volontà condivisa di superare le criticità dell’attuale sistema di continuità territoriale, aprendo la strada a soluzioni più dinamiche e orientate ai cittadini.
Una sfida cruciale per la Sardegna, dove la connessione con il resto del Paese non è solo una questione economica, ma un diritto di cittadinanza e un pilastro dello sviluppo futuro dell’isola.




L’Istituto Alberghiero di Sassari porta la Francia in Sardegna

Con il progetto Erasmus+ l’IPSAR apre le porte all’Europa: una delegazione di studenti transalpini è stata ospite in città per una settimana di scambi culturali, masterclass enogastronomiche e valorizzazione del territorio. A marzo il viaggio degli studenti sassaresi a Pithiviers

SASSARI. Sassari e Pithiviers, due eccellenze della formazione alberghiera europea si incontrano e dialogano per un importante scambio culturale. In occasione della settimana della mobilità Erasmus+, l’istituto Alberghiero guidato da Antonietta Piras ha accolto quarantasei allievi e dieci accompagnatori de Lycée des métiers “Jean de la Taille” di Pithiviers, in Francia.

I ragazzi transalpini hanno fatto visita al centro storico di Sassari, sono stati alle Tenute Sella & Mosca di Alghero, al nuraghe Santu Antine e alla chiesa di San Gavino a Porto Torres. Il progetto ha messo insieme cultura, conoscenza del territorio e laboratori tecnici, grazie alla preziosa guida in lingua francese delle studentesse della 3^ Accoglienza Turistica.

Il partenariato è nato lo scorso anno grazie al concorso nazionale Gustofolies promosso dall’Institut Français d’Italie, con l’obiettivo di far dialogare due eccellenze della formazione alberghiera europea, alternando la scoperta del patrimonio sardo ad attività professionalizzanti di alto livello. Il coordinamento è affidato alla docenteBarbara Dettori, referente per l’internazionalizzazione e al docente formatoreGiovanni Antonio Serra, che hanno operato in sinergia con il collega francese Gérald Imbert.

Le giornate più importanti si sono svolte nei laboratori dell’Istituto per un’operazione di Integrazione professionale internazionale. Una masterclass di cucina e sala, dove studenti transalpini e italiani hanno lavorato fianco a fianco in un dialogo tecnico e culturale costante.

L’esperienza ha trovato il culmine nel “Concours des Métiers”. Alcuni gruppi misti hanno realizzato dei buffet tematici, reinterpretando ricette francesi con ingredienti tipici sardi, unendo le due tradizioni culinarie. I menù elaborati sono stati presentati a una giuria paritetica italo-francese, che ha valutato la qualità tecnica, il servizio e la capacità di cooperazione internazionale degli studenti.

L’iniziativa è strettamente legata al progetto interno “Accoglienza e valorizzazione del territorio”, curato dalle docenti Urgeghe, Desole, Diana e Carta, volto a formare figure professionali capaci di comunicare il patrimonio locale in chiave turistica e linguistica.

«Questa esperienza conferma come l’internazionalizzazione sia un pilastro del nostro Istituto – ha affermato la dirigente Antonietta Piras –. Vedere i ragazzi collaborare superando le barriere linguistiche attraverso la comune passione per l’enogastronomia è la prova tangibile di una scuola moderna concretamente proiettata verso l’Europa».

Il legame tra i due istituti troverà un nuovo incontro a fine marzo, quando una delegazione dell’’Ipsar-Ipseoa di Sassari ricambierà la visita recandosi a Pithiviers per un “gemellaggio di ritorno” che consoliderà il valore educativo, aperto e globale del progetto, offrendo agli studenti competenze linguistiche e professionali indispensabili nel mercato del lavoro odierno. Nei prossimi giorni arriverà all’Ipsar un nuovo gruppo di studenti del BTS Tourisme della Faculté de Métiers – École Hôtelière di Cannes, partner dell’istituto sassarese nell’ambito delle attività di FSL e di partenariato internazionale.




Pani di Sardegna ad Alghero: vince il Tundu ploaghese di Antonio Me

Il miglior pane rituale è di Ester Orro a Tramatza

Grande successo per la manifestazione che valorizza il lievito madre e le produzioni artigianali in un connubio originale fra tradizione, identità e scienza

ALGHERO. Tundu, Coccoi, Cola cola e carasau: pani tipici di ogni genere, purché a lievito madre. E ad Alghero nel week-end è stato una festa per gli occhi e il palato. La prima edizione di “Pani di Sardegna” ha fatto registrare un gran numero di presenze per le numerose attività, mostre, laboratori manuali e sensoriali, degustazioni, premiazioni, per celebrare il pane come espressione di identità, tradizione e innovazione scientifica.

Già dal momento dell’inaugurazione alla presenza delle autorità, la manifestazione ha mostrato tutto il potenziale del patrimonio agroalimentare sardo quale attrattore turistico per una possibile destagionalizzazione e la valorizzazione del territorio. Al fianco del principale artefice, Antonio Farris, presidente dell’Accademia Sarda del Lievito Madre, sono intervenuti il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, il presidente del Consiglio comunale algherese, Mimmo Pirisi e l’assessora al Turismo, Ornella Piras che ha ribadito quanto il Comune stia credendo nella promozione delle eccellenze locali: “Stiamo lavorando a creare e a valorizzare altri prodotti turistici che vadano oltre il turismo marino balneare, e sicuramente Alghero ha una grandissima tradizione dell’enogastronomia. Il pane è un po’ il re della nostra tradizione, e l’olio è il principe”.

E proprio all’Olio è stato dedicato un laboratorio sensoriale condotto da Giuseppe Izza allo scopo di far conoscere le caratteristiche di qualità di un vero extravergine. L’iniziativa ha preso il via venerdì con i laboratori di panificazione per bambini all’Oratorio di Santa Maria La Palma, per proseguire a Lo Quarter – Alghero Hall, dove sono state allestite due irripetibili mostre sui pani da mensa e rituali. Per la prima volta un evento dedicato ai pani tradizionali ha illustrato al pubblico i dettagli dell’analisi scientifica: gli esperti di Porto Conte Ricerche e dell’Università di Sassari hanno mostrato l’ingrandimento dei vari ceppi microbici selezionati in laboratorio, e la eterogeneità dei microrganismi che compongono il lievito madre. Un curioso saggio delle attività svolte per migliorare le produzioni nelle aziende.

Il Concorso per il Miglior pane di Sardegna della Sezione “Mensa” è stato vinto dal Tundu di Ploaghe del panificatore Antonio Me. È la versione logudorese del Civraxiu, che ha entusiasmato la giuria presieduta da Manolo Albano per le sue caratteristiche di consistente morbidezza, la giusta lavorazione del lievito madre e l’utilizzo di un’ottima semola di grano duro.Secondo e terzo posto sono andati al Panificio Porta di Gonnosfanadiga, rispettivamente per gli ottimi Civraxiu e il Coccoi.

Per la sezione “Pani Rituali” il primo posto è di Ester Orro di Tramatza con “Sa canoedda de sos isposos”, la coroncina degli sposi;secondo e terzo posto vanno a Manuela Secchi di Bortigali con “Sa Cogone de Santu Marcu” e una versione votiva da processione del “Pane degli sposi”.

Altri riconoscimenti sono andati ad Anna Maria Lauro per la lunga attività di riscoperta, di valorizzazione dei pani rituali e nondimeno per l’originalità delle sue creazioni; quindi a Marisa Iamundo De Cumis per la ricerca regionale e le pubblicazioni sui pani rituali.

“La tradizione dei pani di Sardegna è una tra le più importanti al mondo, ma resta quasi nascosta e relegata ai piccoli centri – ha affermato Antonio Farris –. Occuparsi di pane significa fare cultura, quella di un pane buono, ottenuto dagli sfarinati di grani sardi con lievito madre e prodotto in Sardegna. In questo modo riusciamo a raccogliere tutta l’esperienza che è insita nella nostra cultura. Una cultura millenaria. Ed è giusto valorizzarla per valorizzare i nostri territori. Auspichiamo che da quest’esperienza possa nascere un Museo del pane nella città di Alghero”.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Accademia Sarda del Lievito Madre APS-ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Alghero, della Fondazione Alghero, e annovera la collaborazione del Distretto rurale di Alghero Olmedo, Porto Conte Ricerche, Parco Regionale di Porto Conte, e di un importante numero di partner del settore ricettivo turistico.




Venerdì ad Alghero prende il via “Pani di Sardegna”

Week-end di gusto, tradizione, identità, innovazione

Grande attesa per l’importante evento gastronomico

ALGHERO. Venerdì 28 novembre prende il via la prima edizione di “Pani di Sardegna ad Alghero”, evento dedicato al principe dell’enogastronomia sarda e alla fermentazione naturale, fra identità, tradizione e innovazione. Dalle 16 alle 17, l’Oratorio Santa Maria La Palma si trasformerà in un laboratorio dell’impasto dedicato ai più piccoli. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Oratorio Interparrocchiale ANSPI di Santa Maria La Palma-Villassunta e il Comitato Borgata di Santa Maria la Palma, sarà replicata con gli stessi orari anche nei pomeriggi di sabato e domenica.

In contemporanea, dalle 16 alle 18, negli ambienti di Lo Quarter Hall si svolgerà il laboratorio-dimostrazione “Lievito Madre e Panificazione”, a cura di Porto Conte Ricerche. Il pubblico potrà assistere dal vivo alla lavorazione dell’impasto e scoprire tutti i segreti del lievito madre.

Dalle 18 alle 20, dopo l’intervento dei partner e la presentazione del programma, la classe 4^ B della Scuola primaria di Alghero “La Pedrera”, diretta dal maestro Dante Tangianu, eseguirà un breve concerto di launeddas, prima di chiudere la serata con la degustazione del pane a lievito madre e dell’olio dei produttori di Alghero.

Sabato 29 novembre la manifestazione riprende al mattino, dalle 10 alle 13, a Lo Quarter Alghero Hall con il laboratorio di “Lievito madre e panificazione” a cura di Porto Conte Ricerche, e il laboratorio “Osservare la diversità dell’infinitamente piccolo: i microrganismi del Lievito Madre”, a cura della Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Agraria UNISS. Gli appassionati potranno visionare gli ingrandimenti dei microbi che animano la fermentazione del pane.

Dalle 17 saranno conferite le premiazioni del concorso regionale “Pani di Sardegna” ad Alghero, nelle due categorie Pani rituali e Pani da tavola. I membri della commissione tecnica consegneranno i diplomi di partecipazione e gli attestati a personalità del mondo dei pani rituali. Finale di serata con “Bread and music”, un party che mette insieme pane, olio, musica, degustazioni a cura del Comitato algherese “Ristoratori di qualità”.

Domenica, dalle 11 alle 13, spazio ai laboratori pratici per un’ultima sessione a Lo Quarter Alghero Hall: “Come nasce il lievito madre” a cura dei soci dell’Associazione Culturale Accademia Sarda del Lievito Madre e “Come nasce e si crea un pane rituale” a cura dei Soci Associazione culturale Amici dell’Accademia Sarda del Lievito Madre.

A Lo Quarter sarà allestita una mostra suddivisa in due categorie dei pani rituali e pani da tavola, mentre una speciale esposizione sarà predisposta nelle vetrine degli esercizi aderenti all’associazione “Al Centro Storico” (Centro commerciale naturale), nelle camere legate a Well Come to Alghero, Domos e Consorzio Turistico Riviera del Corallo.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Accademia Sarda del Lievito Madre APS-ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Alghero, della Fondazione Alghero e della Regione Autonoma della Sardegna, e si preannuncia come un importante appuntamento per la destagionalizzazione e la valorizzazione del territorio.

Il partenariato dell’iniziativa coinvolge soggetti chiave, tra i quali il Distretto rurale, Porto Conte Ricerche e il Parco di Porto Conte, oltre a un’altra numerosa serie di partner (Associazioni varie, Consorzi, Scuole, Comitati zonali, Università, Parrocchie, ecc.). Questa sinergia sottolinea l’obiettivo di promuovere un pacchetto turistico concreto che, attraverso la ricchezza del pane e dell’olio sardi, mira all’accoglienza anche fuori stagione, un obiettivo supportato attivamente dall’impegno dei tour operator locali.




45° Festival Internazionale Jazz in Sardegna – European Jazz Expo

con

Giovanni Bietti Trio, Alina Bzhezhinska Quartet, Perspective Quintet, Jazzmeia Horn Quartet

Entra nel vivo la 45ma edizione del Festival Internazionale Jazz in Sardegna-European Jazz Expo. Ad aprire la seconda giornata, venerdì 21 novembre, (ore 18) sarà la lezione concerto del compositore, pianista e musicologo Giovanni Bietti, accompagnato dal suo Open Trio, con Nutcracker Suite Remix. Da Čajkovskij a Duke Ellington, e oltre” un nuovo e originale arrangiamento della celebre “Suite dello Schiaccianoci” di Čajkovskij, che si ispira liberamente alla splendida versione di Ellington del 1960 ma ripensa anche la partitura del compositore russo, sottolineandone le caratteristiche multiculturali.

Alle 19.30, il palco principale del Teatro Massimo, accoglie la star dell’arpa jazz Alina Bzhezhinska, una delle musiciste più importanti a livello mondiale, entrata nella storia come prima arpista a ricevere il Parliamentary Jazz Award quale miglior ensemble jazz dell’anno con il suo Hip Harp Collective. Alina, accompagnata da Menelik Claffey al contrabbasso, Joel Prime alle percussioni e Matt Holmes alla batteria, è una vibrante interprete jazz capace di esplorare nuovi territori sonori e miscelare effetti elettronici e improvvisazione contemporanea.

Alle ore 21, guidato dal talentuoso pianista Luca Barrile, va in scena una delle nuove promesse del jazz italiano, il quintetto Perspective, Menzione Speciale del Premio Isio Saba lo scorso anno. All’avanguardia della scena musicale contemporanea, il gruppo si caratterizza per una raffinata sintesi di linguaggi musicali, dove il jazz contemporaneo e la fusion emergono con prepotenza.

Altro pezzo forte della seconda serata del festival, la tre volte candidata ai Grammy Awards Jazzmeia Horn, cantante, compositrice, arrangiatrice, una delle voci più affascinanti del jazz contemporaneo. Dopo aver vinto nel 2015 la prestigiosa Thelonious Monk Institute Jazz Competition e, per due volte, la Sarah Vaughan International Jazz Competition, il New York Times l’ha definita “il nuovo astro della vocalità jazz al femminile”. Il suo approccio unisce un fiero tradizionalismo, che la lega a figure iconiche come Nancy Wilson e Betty Carter, a una vivacità di spirito e una profonda convinzione che la collocano saldamente nel presente.

“L’edizione di quest’anno, organizzata col contributo della Fondazione di Sardegna e Cassa Deposito e Prestiti ha ottime probabilità di rimanere scolpita come un momento di svolta – commenta Massimo Palmas, fondatore del Festival -. Coincide infatti con la realizzazione di obiettivi perseguiti tenacemente, come la gestione per i prossimi 25 anni del Teatro Massimo di Cagliari (in partnership con Cedac Sardegna), ma anche con la nascita di Medinsard, il nuovo centro di produzione di Sardegna Concerti, finanziato dal Ministero della Cultura, e naturale evoluzione di un percorso che ci ha visto promotori, fin dagli anni Ottanta, di sperimentazioni e contaminazioni musicali”.

Biglietti
Novità nella vendita dei biglietti: da quest’anno, con un unico abbonamento dal costo di 90 euro sarà possibile assistere a tutti i concerti della rassegna compreso il concerto “Arte dei Giganti” di Gavino Murgia (29 novembre) e la Finalissima Premio Isio Saba prevista il 30 novembre (previa prenotazione posto).
Biglietti giornalieri singoli: 30 euro;
Biglietti ridotto studenti loggia universitari: 5 euro

Info
www.jazzinsardegna.com
www.sardiniaticket.com
https://www.boxofficesardegna.it/
https://teatromassimocagliari.it/

IL CALENDARIO

21 NOVEMBRE 2025
ORE 18.00 – SALA M2
GIOVANNI BIETTI OPEN TRIOS – NUTCRACKER SUITE REMIX
(ITA)
LINEUP: Giovanni Bietti: piano/divulgatore – Alessandro Gwis: tastiera – Pasquale Laino: sax soprano – Luca Caponi: batteria

Compositore, pianista e musicologo, Bietti è considerato uno dei migliori divulgatori musicali italiani. Ospite numerose volte dell’European Jazz Expo, quest’anno Bietti propone una lezione dal titolo “Nutcracker Suite Remix. Da Čajkovskij a Duke Ellington, e oltre” un nuovo e originale arrangiamento della celebre “Suite dello Schiaccianoci” di Čajkovskij, che si ispira liberamente alla splendida versione di Ellington del 1960 ma ripensa anche la partitura del compositore russo, sottolineandone le caratteristiche multiculturali. Bietti è una delle voci radio più conosciute di “Lezioni di musica” (trasmissione settimanale Rai Radio3 molto popolare) e ha pubblicato libri dedicati a Mozart (Laterza, 2015), Beethoven (Laterza, 2013) e al Sinfonismo viennese (Edizioni Estemporanee, 2012).

21 NOVEMBRE 2025
ORE 19.30 – SALA M1
ALINA BZEHEZHINSKA – HIPHARPCOLLECTIVE – ECHOES OF GREATNESS
(UK)
LINEUP: Alina Bzehezhinska: arpa – Menelik Claffey: contrabbasso – Joel Prime: percussioni – Matt Holmes: batteria

Alina Bzhezhinska, considerata una delle arpiste più importanti a livello mondiale, è entrata nella storia come prima arpista a ricevere lo scorso anno il Parliamentary Jazz Award quale miglior ensemble jazz dell’anno con il suo Hip Harp Collective. La rivista Downbeat l’ha riconosciuta tra gli artisti che ridefiniscono la scena jazz europea, portando una visione fresca all’arpa nella tradizione delle icone Alice Coltrane e Dorothy Ashby, artiste visionarie che hanno ridefinito il ruolo dell’arpa nella musica moderna. L’album “Reflections” del 2022, pubblicato dall’etichetta BBE Music, costituisce la prova documentaria della sua ricerca: la fusione tra effetti elettronici e improvvisazione contemporanea non rappresenta una rottura rispetto alla tradizione, ma piuttosto un’evoluzione organica del ruolo dell’arpa nella musica jazz.

21 NOVEMBRE 2025
ORE 21.00 – SALA M2
LUCA BARRILE – PERSPECTIVE (MENZIONE SPECIALE PREMIO SABA 2024)
(ITA)
LINEUP: Luca Barrile: piano – Vincenzo Capuano: sax alto – Enrico Macaione: chitarra – Marco Gaudio: contrabbasso – Gaspare La Sala: batteria

I Perspective sono un quintetto di recente formazione che si distingue per il forte desiderio di esplorare le molteplici direzioni e contaminazioni del jazz. Il loro obiettivo è spingere il gruppo verso la creazione e la continua ricerca di un proprio universo sonoro distintivo, un approccio che li posiziona all’avanguardia della scena musicale contemporanea. Guidato dal talentuoso pianista Luca Barrile, il quintetto ha già ottenuto un importante riconoscimento nel 2024, aggiudicandosi la Menzione Speciale del Premio Isio Saba assegnato per la notevole energia del gruppo, l’originalità delle loro composizioni e la giovane età dei suoi membri. Lo stile della band si caratterizza per una raffinata sintesi di linguaggi musicali, dove il jazz contemporaneo e la fusion emergono con prepotenza. Di sicuro una delle nuove promesse del jazz italiano.

21 NOVEMBRE 2025
ORE 22.00 – SALA M1
JAZZMEIA HORN
(USA)
LINEUP: Jazzmeia Horn: voce – -Yago Vazquez: piano – Geraud Portal: contrabbasso – Enrico Morello: batteria

Tre volte candidata ai Grammy Awards come cantante, compositrice, arrangiatrice ed educatrice, Jazzmeia Horn si distingue come una delle voci più affascinanti del jazz contemporaneo. Il suo approccio unisce un fiero tradizionalismo, che la lega a figure iconiche come Nancy Wilson e Betty Carter, a una vivacità di spirito e una profonda convinzione che la collocano saldamente nel presente. Dopo aver vinto nel 2015 la prestigiosa Thelonious Monk Institute Jazz Competition e, per due volte, la Sarah Vaughan International Jazz Competition, il New York Times l’ha definita “il nuovo astro della vocalità jazz al femminile”. Il suo libro “Strive From Within: The Jazzmeia Horn Approach” è un’opera che condivide la sua profonda conoscenza sull’uso della voce in un’industria jazz prevalentemente maschile.

22 NOVEMBRE 2025
ORE 10.30
IL JAZZ CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO
(ITA)
SPECIAL GUEST: EVA ALAMI E VITTORIO ESPOSITO
Un nuovo gruppo di famiglie sonore 12-24 mesi, del percorso musicale permanente di contattosonoro, daranno vita anche quest’anno alla magia che ad ogni edizione si ripete durante questa jam session più unica che rara del festival. Guest Musician di quest’anno, il duo composto da Ava Alami e Vittorio Esposito, una delle realtà più promettenti della scena contemporanea, primo premio al concorso Isio Saba dello scorso anno.

22 NOVEMBRE 2025
ORE 18.00 – SALA M2
GIOVANNI BIETTI OPEN TRIOS – BARTÓK, LO SGUARDO IN AVANTI
(ITA)
LINEUP: Giovanni Bietti: piano – Alessandro Gwis: tastiera – Pasquale Laino: sax soprano

Lezione concerto su Béla Bartók, uno dei padri del Novecento musicale, con Giovanni Bietti, compositore, pianista e musicologo, considerato tra i migliori divulgatori musicali italiani. L’intento principale di Bietti e del suo trio, è quello di mettere in risalto la visione universale di Bartók e la sua apertura verso le culture più diverse. Il celebre pianista e compositore ungherese dichiarava infatti che il suo ideale di compositore era “l’affratellamento dei popoli attraverso la musica”: un obiettivo che, oggi più che mai, risuona attuale e moderno. La lezione concerto di Bietti propone una rilettura sensibile e accurata, un viaggio originale tra tradizione e improvvisazione, con arrangiamenti inediti delle composizioni di Béla Bartók, rivelando una prospettiva moderna e universale sul grande musicista ungherese.

22 NOVEMBRE 2025
ORE 19.30 – SALA M1
COURTNEY PINE – HOUSE OF LEGENDS
(UK)
LINEUP: Courtney Pine: sassofoni/ewi – Robert Fordjour: batteria – Samuel Dubois: steel pans – Chris Cobbson: chitarra – Femi Temowo: chitarra – Rio Kai: basso

Polistrumentista eclettico, celebre soprattutto per la sua maestria al sassofono, Courtney Pine si distingue come uno dei musicisti jazz britannici più influenti e di successo degli ultimi quarant’anni. Figura centrale nel panorama jazzistico europeo, in particolare per il suo ruolo di co-fondatore nei Jazz Warriors, Pine ha ispirato un’intera generazione di musicisti talentuosi che hanno saputo espandere i propri orizzonti stilistici per avvicinare il jazz a un pubblico più ampio. Profondamente radicata nelle tradizioni caraibiche, la sua musica rivela un’esaltante fusione di Merengue, Ska, Mento e Calypso, reinterpretata attraverso il sassofono. Premiato dalla Regina Madre con l’OBE (Officer of the Order of the British Empire), oggi Courtney è punto di riferimento di un’intera generazione di giovani jazzisti.

22 NOVEMBRE 2025
ORE 21.00 – SALA M2
SANDRA BAUTISTA (PREMIO PARODI 2024)
(SPA)
LINEUP: Sandra Bautista: voce/chitarra acustica

Sandra Bautista, cantautrice e poetessa catalana, è una delle voci più incantevoli e originali della scena musicale contemporanea. La sua presenza scenica è una vera e propria ventata d’aria fresca: si esibisce con una voce melodiosa e tecnicamente impeccabile, guidando l’ascoltatore in un viaggio alle radici profonde della canzone. I suoi testi, ricchi di poesia e contenuto, si fondono con melodie e armonie meticolosamente elaborate. Il suo stile unico è un connubio perfetto tra tradizione e modernità, intriso di sapori latini che le permettono di interpretare la canzone d’autore in un modo che cattura e suggestiona. Nel 2024, ha trionfato conquistando la 17ma edizione del prestigioso concorso di world music “Premio Andrea Parodi”.

22 NOVEMBRE 2025
ORE 22.00 – SALA M1
JEROME JENNINGS & iLL PHILOSOPHY
(USA)
LINEUP: Jerome Jennings: batteria/loop – Jordan Williams: piano/tastiera – Neta Raanan: sax tenore – Stéphane Clément: tromba – Malik McLaurine: basso/contrabbasso – Dj Oooh Child: turntables

Pluripremiato batterista e compositore newyorchese, Jerome Jennings è anche un attivista, bandleader, sideman e vincitore di un Emmy Award. Dopo due decenni di collaborazioni con giganti del jazz come Dee Dee Bridgewater, Sonny Rollins e Christian McBride, Jennings ha sentito l’esigenza impellente di fondare una propria band: il gruppo newyorkese iLL Philosophy. Il progetto rappresenta un ritorno ai suoni della sua giovinezza negli anni Novanta, quando a Cleveland, in Ohio, alternava esibizioni nei jazz club locali a sessioni hip hop con rapper e dj durante le feste in casa. L’intento è quello di integrare le sue molteplici influenze musicali, blues, bebop, hip hop e musica elettronica, cercando di unire i vari elementi del suo percorso artistico in un suono fresco, emozionante e originale.

23 NOVEMBRE 2025
ORE 12.00 – SALA M1
RITA MARCOTULLI ENSEMBLE – UNDER 29 BUT ME
(ITA)
LINEUP: Rita Marcotulli: piano/tastiera/composizioni – Elettra Minieri: tastiera/composizioni – Ava Alami: voce – Daniele Bucci: batteria – Damiano De Matteis: contrabbasso – Andrea Cardone: sax alto – Special guest: Luca Aquino: tromba

Dopo l’acclamato successo di “Caraviaggianti”, la rinomata pianista e compositrice Rita Marcotulli torna con un nuovo progetto musicale intitolato Under 29 but me “Colours”. Un viaggio multigenerazionale nel nuovo jazz italiano, una fusione di culture, storie e generazioni nato da una collaborazione artistica che combina le composizioni di Rita Marcotulli con quelle della giovane compositrice – nonché figlia Elettra Minieri -, interpretate dalla straordinaria voce della cantante di origini iraniane Ava Alami e accompagnate dalla raffinata tromba del grande trombettista Luca Aquino. I brani sono caratterizzati da una ricca varietà di “colori”, intrisi di emozioni e con una visione musicale ampia che si muove agilmente tra stili diversi, partendo dal jazz e dall’improvvisazione per spaziare liberamente tra gli stili.

23 NOVEMBRE 2025
ORE 19.00 – SALA M1
ENDEA OWENS & THE COOKOUT
(USA)
LINEUP: Endea Owens: contrabbasso – Nia Drummond: voce – Arcoris Sandoval: piano – Irwin Hall: alto sax – Alphonso Horne: tromba – Joe Dyson: batteria

Contrabbassista, compositrice e artista discografica originaria di Detroit, Endea Owens, è riconosciuta come una delle figure emergenti più vivaci nel panorama jazzistico attuale. La sua carriera è costellata di prestigiose collaborazioni con mentori e icone globali del jazz, tra cui Marcus Belgrave, Rodney Whitaker, Ron Carter, Wynton Marsalis, Dee Dee Bridgewater. Ha collezionato importanti riconoscimenti, tra cui un Emmy, un Grammy Award e un George Foster Peabody Award. Nel 2020, ha fondato Community Cookout, un’organizzazione no-profit nata durante la pandemia, che fornisce pasti e musica ai quartieri svantaggiati di New York City. Il suo album di debutto, “Feel Good Music”, pubblicato nel 2023, offre un mix edificante di energia jazz, gospel e neo-soul.

23 NOVEMBRE 2025
ORE 20.30 – SALA M2
CANDY CANE SNAIL – AVA ALAMI & VITTORIO ESPOSITO (PREMIO ISIO SABA 2024)
(ITA)
LINEUP: Ava Alami: voce – Vittorio Esposito: piano/tastiera

Candy Cane Snail è l’affascinante progetto musicale nato dalla collaborazione tra Ava Alami e Vittorio Esposito, due artisti con significative esperienze nel panorama jazzistico italiano e internazionale. Il nome del duo si ispira all’omonima lumaca colorata (Liguus fasciatus), un simbolo evocativo di diversità e rallentamento, metafora di un approccio musicale che celebra la mescolanza di generi e l’invito a un ascolto più consapevole e approfondito. Il loro repertorio, interamente originale, è una fusione innovativa che abbraccia il jazz, l’elettronica, il cantautorato italiano e, in un sentito omaggio alle radici di Ava Alami, le sonorità della musica persiana. A riprova del loro talento, nel 2024 hanno conquistato il primo premio al Concorso Isio Saba, un riconoscimento di grande rilievo dedicato alla creatività e all’innovazione della musica jazz.

23 NOVEMBRE 2025
ORE 21.30 – SALA M1
GARY BARTZ NTU TROOP
(USA)
LINEUP: Gary Bartz: sax alto – Barney McAll: piano/tastiera – Ele Howell: drums – Rita Satch: voce – Matt Pavolka: basso

Riconosciuto sin dagli anni ’60 come uno dei massimi esponenti di quella che lui stesso coniò come “composizione informale” al sassofono contralto, Gary Bartz, vincitore di due Grammy Awards, lo scorso anno ha ricevuto il NEA Jazz Master, la più alta onorificenza americana nel campo del jazz. La sua carriera di sassofonista è costellata di importanti collaborazioni (da Max Roach, Charles Mingus, Art Blakey e Miles Davis) e la sua vasta discografia vanta oltre 45 album da solista e più di 200 apparizioni come artista ospite. Nato a Baltimora, nel Maryland, da genitori proprietari di un nightclub, Bartz è cresciuto immerso nella musica. Nella sua carriera ha ricevuto due Grammy Awards: uno per la “Miglior performance di jazz latino” per il lavoro su “Habana” di Roy Hargrove, e l’altro per il “Miglior album strumentale jazz, individuale o di gruppo” per “Illuminations” di McCoy Tyner. Ancora oggi, continua a influenzare la scena contemporanea, collaborando con giovani artisti emergenti.