Istituto Bellieni, la filosofia per tutti parla anche in sardo

Dieci anni e non sentirli festeggiati al Parco delle Arti di Molineddu a Ossi per l’Officina Filosofica dell’Is.Be. Daniela Masia Urgu: «Abbiamo promosso il pensiero critico e dimostrato che la lingua sarda può affrontare qualsiasi tema complesso»

OSSI. Parlare di filosofia immersi nella natura e nell’arte a due passi da Sassari può essere un’esperienza rigenerativa straordinaria per il corpo e per lo spirito. A maggior ragione quando si celebra un anniversario importante: venerdì (31 luglio) il Parco delle Arti Molineddu a Ossi ha accolto i festeggiamenti per i dieci anni di attività dell’Officina Filosofica dell’Istituto Camillo Bellieni.

Il pregevole contesto ambientale sulla vallata del rio Mascari è stato scelto non a caso, per sottolineare il profondo legame tra l’esperienza dell’arte, la natura e il rapporto tra uomo e ambiente, centrali nella riflessione filosofica dell’Is.Be.

A tracciare il bilancio del percorso iniziato nel 2016 è stata Daniela Masia Urgu, responsabile dell’Officina Filosofica e componente dell’Osservatorio delle lingue minoritarie: «Siamo partiti dieci anni fa con l’idea di stimolare lo spirito critico nelle persone, mettendo la comunità insieme per affrontare questioni pratiche e complesse della vita quotidiana. Abbiamo toccato i temi più disparati – ha detto Daniela Masia – dall’Amore alla Cura, dal Mito all’Intelligenza artificiale, mantenendo sempre un approccio accessibile. Lo abbiamo fatto attraverso gruppi di confronto, ritiri, aperitivi e le immancabili cene filosofiche, nate per condividere insieme i temi e il cibo, creando veri legami tra le persone».

Tra i numerosi interventi e letture hanno preso parola la presidente dell’Istituto Camillo Bellieni, Maria Doloretta Lai, e il direttore scientifico, Antonello Nasone.

Nel corso della serata è stato proiettato un video ricordo delle numerose attività realizzate negli anni, occasione per un commosso ricordo di Michele Pinna, fondatore dell’Is.Be, che insieme a Daniela Masia Urgu ha guidato e ispirato la nascita e la crescita dell’OffiLaFi.

Uno dei filoni innovativi e più apprezzati ha riguardato l’uso della lingua sarda: «La cosa straordinaria di questo aspetto – ha aggiunto ancora Masia Urgu – è stata quella di realizzare laboratori di filosofia direttamente in sardo. Basandoci sul patrimonio valoriale e sui modi di dire della tradizione agropastorale e della vita pratica, abbiamo dimostrato con ottimo successo che la lingua sarda è ricca, viva e perfettamente in grado di affrontare qualsiasi tematica della contemporaneità».

La manifestazione si è conclusa in un clima di convivialità e condivisione, un’occasione informale per scambiare idee e relazioni come già era in uso tra gli antichi greci. L’attività è parte integrante del programma istituzionale Is.Be per il 2026 finanziato dalla RAS con i fondi della Legge Regionale 2/2026.




PIETRA MADREAnima archeologica del paesaggio Sardo. Arzachena, Museo Civico Michele Ruzittu Inaugurazione: 27 giugno 2026, ore 18:00 Mostra visitabile fino al 27 agosto 2026

Il Museo Civico Michele Ruzittu di Arzachena ospiterà, dal 27 giugno al 27 agosto 2026, la mostra fotografica “Pietra Madre – Anima archeologica del paesaggio sardo”, un progetto espositivo degli autori Alessandra Cossu e Fabrizio Pinna, patrocinato dal Comune di Arzachena.

L’inaugurazione si terrà venerdì 27 giugno alle ore 18:00 e offrirà al pubblico l’occasione di incontrare gli autori e approfondire il percorso che ha dato origine alla mostra.

“Pietra Madre” nasce dal desiderio di raccontare il patrimonio archeologico della Sardegna attraverso una narrazione visiva che mette in relazione monumenti, paesaggio e identità. Le immagini in mostra conducono il visitatore in un viaggio tra nuraghi, pozzi sacri, tombe dei giganti e siti archeologici distribuiti in tutta l’isola, restituendo una visione contemporanea di luoghi che continuano a dialogare con il presente.

La mostra propone due sguardi complementari: quello di Alessandra Cossu, sviluppato attraverso una fotografia che pone particolare attenzione al rapporto tra presenza umana, memoria e territorio, e quello di Fabrizio Pinna, che attraverso la fotografia aerea offre nuove prospettive sul paesaggio archeologico sardo, evidenziando le connessioni tra architettura, natura e geografia.

Le opere esposte raccontano la pietra non soltanto come testimonianza del passato, ma come elemento vivo del paesaggio, capace di custodire e tramandare la memoria collettiva dell’isola. Le fotografie invitano a osservare i monumenti archeologici come parti integranti del territorio, immersi in un dialogo continuo con la luce, il tempo e la presenza umana.

Attraverso differenti punti di vista, da terra e dal cielo, il percorso espositivo offre una lettura del patrimonio archeologico sardo che unisce ricerca fotografica, valorizzazione culturale e sensibilità contemporanea, contribuendo a promuovere una maggiore consapevolezza del valore storico e identitario di questi luoghi.

Alessandra Cossu è fotografa professionista e autrice di due libri fotografici dedicati alla Sardegna. La sua ricerca visiva si concentra sul rapporto tra paesaggio, memoria, identità e presenza umana. Parallelamente sviluppa progetti di reportage e fotografia sociale, tra cui la mostra “Attraverso i nostri occhi”, realizzata insieme a Caterina Murino ed esposta in diverse città italiane, tra cui Cagliari, Arzachena e Venezia.

Fabrizio Pinna è fotografo e autore specializzato nella fotografia aerea e nella documentazione del territorio. Attraverso l’utilizzo del drone sviluppa una ricerca visiva che mette in relazione archeologia, paesaggio e nuove prospettive di osservazione.

INFORMAZIONI
Mostra: Pietra Madre – Anima archeologica del paesaggio sardo Autori: Alessandra Cossu e Fabrizio Pinna
Luogo: Museo Civico Michele Ruzittu, Arzachena Inaugurazione: 27 giugno 2026, ore 18:00
Periodo espositivo: dal 27 giugno al 27 agosto 2026




A Villanova Monteleone il ‘Macrocosmo sardo’ di Salvatore Canu

Il 19 giugno a Su Palatu la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra fotografica “Macrocosmo Sardo: L’Isola che non ti aspetti”

VILLANOVA MONTELEONE. Esiste un universo di forme aliene e architetture perfette, un regno invisibile e affascinante che può essere riscoperto grazie alla maestria di uno sguardo e alla macro-lente di un obiettivo. Un universo ora accessibile a tutti grazie al “Macrocosmo sardo: L’isola che non ti aspetti“, il nuovo progetto espositivo ed editoriale del fotografo Salvatore Canu, un vero e proprio strumento di indagine biologica che, attraverso una selezione accurata e potente di scatti, guida il pubblico tra le curiosità più recondite della biodiversità sarda.

La presentazione del libro (Carlo Delfino Editore) e l’inaugurazione della mostra fotografica sono in programma per venerdì 19 giugno alle 18, nelle sale di Su Palatu a Villanova Monteleone, con i saluti istituzionali del sindaco Quirico Meloni, del Rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti e del presidente della Pro Loco, Pietro Fois, seguiti dall’intervento di Maria Tiziana Nuvoli, responsabile della collezione entomologica del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari (UNISS), che offrirà una chiave di lettura scientifica alle opere esposte.

Tra le pagine del volume, così come nel percorso espositivo, la fotografia di Canu cerca di svelare l’immenso nel minuscolo: si parte dalle orchidee spontanee, straordinari gioielli di evoluzione e mimetismo, per arrivare ai più piccoli e misteriosi abitanti del regno animale.

È documentata la complessa bellezza di ragni e Opilioni, ai quali l’autore ha dedicato anni di rigorosi studi tassonomici, includendo specie che suscitano timore, come il ragno violino e la vedova nera mediterranea.

Lo sguardo cattura la precisione geometrica di libellule e damigelle, la solennità della Mantide religiosa e dell’Iris oratoria, la laboriosità di api come la Colletes daviesanus, fino all’eleganza di farfalle, ditteri e della piccola coccinella Henosepilachna argus. Ogni scatto è un frammento di vita colto nel suo divenire, un omaggio alla resilienza della Sardegna e un monito sulla necessità di preservarla.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 9 agosto, il sabato e la domenica dalle 18 alle 20, mentre dal lunedì al venerdì l’ingresso è possibile su appuntamento. Per chi desidera un’esperienza più profonda, sono disponibili visite guidate insieme all’autore, per gruppi al massimo di quindici persone, prenotabili contattando il numero 3489954535 o via email all’indirizzo [email protected].

L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Villanova, rientra nel calendario di “RigenerazioneX“ a cura dell’Associazione culturale Anemone; la mostra è inserita nel programma di Chenamos in Carrela” 2026 e fa parte del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari. La manifestazione è inoltre realizzata con il patrocinio e il contributo di un’ampia rete di partner istituzionali e culturali: Unione europea (NextGenerationEU), Ministero della Cultura, Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Agraria e Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).




Un accordo di filiera per la filiera bovina Sardo Bruna: la firma tra allevatori Coldiretti e la Forma Carni

Un accordo di filiera per la filiera bovina Sardo Bruna con obiettivo il riconoscimento IGPLa firma tra 80 allevatori Coldiretti e la Forma Carni

È stato firmato a Nuoro stamane, nella sede di Coldiretti Nuoro Ogliastra un importante contratto di filiera sulla valorizzazione della razza bovina Sardo Bruna che creerà una rete economica tra 80 allevatori di tutta la Sardegna rappresentati da Coldiretti, l’azienda Forma Carni e l’associazione regionale allevatori. Un accordo che vede tutti gli attori coinvolti, che da seguito a quanto sviluppato tramite il progetto di ricerca Valorisardo (con capofila l’azienda Forma), e che persegue il grande obiettivo del riconoscimento della Igp.La razza Sardo Bruna, bovino dalla caratteristiche genetiche uniche e con una grande adattabilità ai pascoli naturali dell’isola, è presente nella regione sarda in circa 57 mila capi (30 mila dei quali iscritti a selezione). “Quello che ci prefiggiamo di fare con questo accordo porterà benefici su diversi fronti – spiega Francesco Forma, della Forma Carni -. Prima di tutto sarà volano per preservare e valorizzare la più importante razza autoctona presente nella nostra isola. Un allevamento per il quale c’è stato uno studio importante in collaborazione con il mondo accademico sassarese della Facoltà di Agraria tramite il progetto di ricerca Valorisardo che ha confermato scientificamente la eccellente qualità delle carni che possono inserirsi nel segmento delle carni di alta qualità. Il mercato inoltre, dalle analisi fatte ricerca queste caratteristiche e la garanzia della origine”. Presupposti fondamentali che hanno preparato il campo all’attuazione di un accordo fondamentale per creare massa critica. Presenti alla firma oltre a Francesco Forma anche i vertici regionali di Coldiretti Sardegna, il presidente Battista Cualbu e il direttore Luca Saba, il presidente e il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis e Alessandro Serra, mentre per l’Aars il presidente Luciano Useli Bacchitta. “Si tratta del risultato del lavoro avviato all’interno della Federazione Nuoro Ogliastra e esteso a tutta la Sardegna – ha spiegato Battista Cualbu – che pone al centro i nostri allevatori bovini che hanno puntato sull’allevamento di una razza storica. Punto fondamentale dell’accordo è un prezzo garantito agli allevatori, laddove a governare investimenti e prosecuzione nel progetto, lo sappiamo, è la certezza della remunerazione”. “Le parti condividono l’interesse comune di valorizzare e promuovere la filiera del bovino di razza Sardo-Bruna, nato e allevato in Sardegna, nel proprio interesse o in quello dei propri associati e nell’interesse del comparto”, si sottolinea nel contratto: presupposti per assicurare al consumatore finale la garanzia di alta qualità del prodotto. “Creiamo una base solida che incentivi gli allevatori nel puntare sulla Sardo Bruna. Obiettivo di questo accordo è aumentare i numeri allevati in Sardegna – continua Forma – e di farlo in maniera consapevole e con grande attenzione alla selezione. Fondamentale è il lavoro dell’associazione allevatori infatti”. “L’impegno che da anni sta portando avanti l’Aars – sottolinea Bachitta – con la promozione di questa razza e attenzione agli allevatori che puntano su di essa, si è concretizzato con l’organizzazione di ben due edizioni della mostra regionale sulla sardo bruna, che hanno riscosso grande interesse e hanno dato un grande contributo nell’impegno delle aziende ad affinare metodologie di allevamento e selezione, con l’assistenza della nostra realtà associativa”. L’obiettivo finale, condiviso da tutti, è arrivare al riconoscimento Igp. “L’indicazione geografica protetta permette la messa in campo di azioni con un raggio molto più ampio, sia dal punto di vista promozionale, ma anche culturale, e in ciò che riguarda la tutela da contraffazioni e manipolazioni. In un’Europa dove le premialità andranno a chi soddisfa gli obiettivi di sostenibilità, possiamo solo affermare che stiamo mettendo in moto una macchina che potrà produrre tanto” hanno concluso.




COLDIRETTI NU-OG: FUTURO DEL BOVINO SARDO PASSA DAL NUORESE CON I PROGETTI DI FILIERA PER CARNE 100% ITALIANA.

GRANDE SUCCESSO PER LA PARTECIPATA ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONE TRA CONFRONTO E PROPOSTE 

Nuove prospettive, progetti ambiziosi e un impegno concreto per rilanciare il comparto bovino. È quanto emerso dall’assemblea organizzata da Coldiretti Nuoro Ogliastra, che ha richiamato a Nuoro, presso la Cooperativa Sociale Lariso in località Prato Sardo, oltre 150 allevatori delle razze Limousine e Charolaise. Un appuntamento strategico che ha posto le basi per affrontare con unità e visione le sfide di un settore fondamentale per l’economia dell’isola e che ha unito aziende di settore alla federazione rappresentata dai suoi vertici provinciali e da tutti i segretari di zona riuniti nella giornata di confronto.

NUOVO CONTRATTO FILIERA. Tra le principali novità discusse durante l’assemblea, spicca la presentazione del nuovo contratto di filiera sottoscritto dalla Confederazione Nazionale Coldiretti con Inalca, per una Filiera Bovina 100% nati ed allevati in Italia. Un progetto ambizioso e strategico che mira a valorizzare le carni di qualità e il made in Italy, promuovendo la produzione di ristalli nazionali di razze come Limousine e Charolaise, iscritte al Libro Genealogico, e dei loro incroci. 

“Questo percorso – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Leonardo Salis – nasce originariamente per sostenere e valorizzare le aree interne del Sud, storicamente vocate all’allevamento estensivo della linea vacca-vitello. Dal 2025, tuttavia, sarà esteso a tutto il territorio nazionale, offrendo nuove opportunità anche per i nostri allevatori sardi. L’obiettivo è migliorare il patrimonio bovino italiano, incrementando la produzione di carni di alta qualità e riducendo la dipendenza dalle importazioni estere. Questo rappresenta una svolta significativa per il settore, spesso dimenticato, ma cruciale per l’economia dell’isola”.

OBIETIVI AMBIZIOSI. Il progetto punta a consolidare la competitività delle aziende, assicurando una giusta remunerazione dei prodotti e aumentando la quota di mercato di carni 100% italiane. “Vogliamo garantire una stabile collocazione sul mercato dei vitelli da ristallo, migliorando la competitività del prodotto – ha aggiunto il direttore della Federazione, Alessandro Serra – e promuovendo un processo di valorizzazione che, a breve, coinvolgerà anche le razze bovine autoctone. Questo sarà un passo decisivo per l’aggregazione e la valorizzazione del prodotto, fondamentali per assicurare agli allevatori un reddito adeguato e sostenibile”.

SETTORE TRAINANTE. L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire l’importanza del settore bovino per l’economia sarda, spesso messo in secondo piano. “Il comparto bovino non è solo un pilastro dell’agricoltura sarda, ma anche un elemento identitario che merita di essere tutelato e valorizzato – conclude Coldiretti Nuoro-Ogliastra – assemblee come questa sono indispensabili per affrontare insieme le sfide del presente e del futuro, con una visione che guardi allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione delle eccellenze territoriali”. Il grande apprezzamento da parte della base sociale partecipante ha testimoniato l’efficacia 

  1. Perché quest’assemblea è stata considerata così importante?
    L’assemblea ha riunito oltre 150 allevatori delle razze Limousine e Charolaise, i vertici provinciali di Coldiretti e tutti i segretari di zona. È stata un momento strategico per definire nuove linee di sviluppo del comparto bovino, affrontare le sfide dell’economia locale e rilanciare un settore fondamentale per l’isola.
  2. Quali sono le principali novità emerse?
    Una delle principali novità è stata la presentazione del nuovo contratto di filiera sottoscritto a livello nazionale da Coldiretti con Inalca, finalizzato a creare una Filiera Bovina 100% italiana, dalla nascita all’allevamento. L’accordo punta a valorizzare le carni di qualità e a ridurre la dipendenza dalle importazioni estere.
  3. In che modo questo progetto coinvolgerà la Sardegna?
    Dal 2025 il nuovo contratto di filiera si estenderà all’intero territorio nazionale, coinvolgendo anche gli allevatori sardi. Questo offrirà nuove opportunità per le aziende locali, incrementando la produzione di carni pregiate e generando migliori prospettive economiche per l’intero comparto.
  4. Quali razze bovine saranno valorizzate?
    Il progetto si concentra su razze come Limousine e Charolaise, iscritte al Libro Genealogico, e i loro incroci. Inoltre, in futuro, si prevedono azioni per valorizzare anche le razze bovine autoctone dell’isola.
  5. Quali sono gli obiettivi ambiziosi del contratto di filiera?
    L’obiettivo è consolidare la competitività delle aziende, garantire una giusta remunerazione dei prodotti, aumentare la quota di mercato di carni 100% italiane, migliorare la collocazione sul mercato dei vitelli da ristallo e promuovere l’aggregazione dei produttori.
  6. Perché il settore bovino è così importante per la Sardegna?
    Il comparto bovino è un pilastro dell’agricoltura sarda e parte integrante dell’identità economica e culturale dell’isola. Un rilancio di questo settore significa tutelare un patrimonio locale e sostenere l’economia rurale, spesso trascurata ma cruciale per la coesione dei territori interni.
  7. Qual è stato il riscontro degli allevatori presenti?
    L’ampia partecipazione e il grande apprezzamento da parte degli allevatori testimoniano l’interesse e la fiducia verso le nuove proposte. Assemblee come questa permettono un confronto diretto tra base sociale, dirigenti e tecnici, favorendo scelte condivise e strategie più efficaci per il futuro del settore.



Tensioni e riconferme al congresso del Partito Sardo d’Azione: Solinas e Moro mantengono le loro cariche

Il congresso del Partito Sardo d’Azione si conclude con la riconferma di Christian Solinas e Antonio Moro, nonostante le evidenti tensioni interne e le dimissioni di due consiglieri regionali.

Il Partito Sardo d’Azione ha riconfermato Christian Solinas, ex presidente della Regione, come segretario, e Antonio Moro, ex assessore dei Trasporti, come presidente, durante il congresso tenutosi questo fine settimana ad Arborea. La decisione arriva in un momento di forte tensione interna, evidenziata da divergenze significative tra i membri del partito.

Il congresso è stato segnato da momenti di forte discordia, in particolare sulla rielezione di Moro a presidente, che ha portato all’autosospensione di Piero Maieli e Gianni Chessa, entrambi consiglieri regionali eletti con le liste dei Quattro Mori. I due, che supportavano la candidatura alternativa di Quirico Sanna, vice segretario uscente, hanno espresso forte dissenso riguardo la direzione attuale del partito, criticando la mancanza di rinnovamento e apertura dopo le recenti sconfitte elettorali.

Maieli e Chessa hanno lamentato una gestione “cieca, poco democratica e priva di responsabilità politica”, evidenziando un malcontento crescente tra i tesserati. Nonostante le loro proteste e il tentativo di portare Sanna alla presidenza, la maggioranza ha optato per la stabilità, respingendo la candidatura di Sanna per le modalità con cui è stata presentata, come sottolineato da Moro in un comunicato.

Moro ha difeso l’esito del congresso, sostenendo che il Partito Sardo d’Azione ha dimostrato “maturità e consapevolezza”, resistendo alle pressioni e mantenendo un approccio equo e democratico nelle scelte di leadership. Tuttavia, il dibattito sull’orientamento del partito rimane aperto, soprattutto in vista delle imminenti elezioni comunali a Cagliari, Sassari e Alghero, dove le alleanze saranno cruciali.

Le dimissioni di Maieli e Chessa sottolineano una frattura all’interno del partito che potrebbe influenzare la sua capacità di navigare nel complesso panorama politico regionale, mettendo in luce la necessità di una maggiore coesione e riflessione interna.




Crisi Interna al Partito Sardo d’Azione: Solinas nel Mirino Giudiziario

A pochi giorni dalle elezioni regionali, una controversia legale minaccia la leadership di Christian Solinas nel Partito Sardo d’Azione.

Il Tribunale civile di Cagliari, su iniziativa del giudice Bruno Malagoli, ha programmato per il 22 febbraio, immediatamente prima delle elezioni regionali, un’udienza critica che potrebbe vedere Christian Solinas sospeso o inibito dalla sua funzione di segretario e rappresentante legale del Partito Sardo d’Azione. Stefano Esu, ex consulente e fratello dell’ex portavoce del governatore, è colui che ha presentato il ricorso, mosso da controversie legate a un evento del 2021 e da accuse di mancata adesione ai dettami statutari del partito. Le accuse vertono sulla mancata convocazione del congresso per il rinnovo delle cariche e sulla decadenza di Solinas per non aver rinnovato la tessera partitica nel 2019, oltre alla sua recente adesione a un altro movimento politico, motivo quest’ultimo che potrebbe portare alla sua espulsione dal partito.




Christian Solinas Rinuncia alla Ricandidatura: Il Partito Sardo d’Azione Torna nel Centrodestra

Un passo indietro per l’unità politica: il PSD’Az e il futuro della Sardegna dopo l’era Solinas

Christian Solinas, presidente uscente della Regione Sardegna, ha annunciato il ritiro della sua ricandidatura per favorire l’unità della coalizione di centrodestra. Il Partito Sardo d’Azione (PSD’Az), fondato nel 1921 e partecipe nella storia politica isolana, conferma il suo allineamento con il centrodestra, guardando alle prossime sfide elettorali comunali e regionali.

Oristano, 19 Gen 2024 – Dopo oltre tre ore di intensa riunione, una svolta politica segna il futuro della Sardegna: Christian Solinas ritira la sua ricandidatura alla guida della Regione. Il Partito Sardo d’Azione (PSD’Az), storico baluardo politico nell’isola, ha scelto di rientrare nella coalizione di centrodestra, unendo le forze per la continuità dei programmi e delle riforme avviate.

Solinas, governatore uscente, ha messo in evidenza l’importanza dell’unità e della continuità politica per il centrodestra civico e sardista, mettendo da parte le ambizioni personali a favore del partito e dei suoi ideali storici. Questa decisione unanime riflette un impegno verso il progetto politico più ampio, che trascende la singola figura.

Il PSD’Az, con radici che risalgono alla Brigata Sassari della prima guerra mondiale e fondato da figure come Emilio Lussu e Camillo Bellieni, rappresenta una colonna storica nella politica sarda. Il partito, partecipe attivo nella storia autonomistica della regione, ha attraversato varie fasi, formando alleanze sia con la Dc e il Psi che con l’Ulivo e il centrosinistra. Tuttavia, dal 2009, ha assistito a un cambio di direzione, perdendo la componente più orientata a sinistra.

Ora, con la conferma della sua alleanza con il centrodestra, il PSD’Az si prepara per le imminenti elezioni, sia regionali che comunali. A Cagliari, la competizione si fa interessante con figure come Massimo Zedda dal centrosinistra e potenziali candidati sardisti come Gianni Chessa, attuale assessore del Turismo. In questo contesto, non è da escludere la possibilità che il centrodestra possa proporre Alessandra Zedda, ex vicepresidente della Regione, come candidata.

La scelta di Solinas di ritirare la sua ricandidatura non è solo un gesto di unità politica, ma segna anche un momento di riflessione per il PSD’Az e il panorama politico sardo, che si preparano ad affrontare nuove sfide e opportunità in un contesto politico in continua evoluzione.




Regionali, Antonio Moro (presidente Psd’Az): il tavolo sardo convocato dalla Zedda (FDI) è “truccato”

composto irritualmente per precostituire una maggioranza nominale e fittizia che non trova riscontro nella realtà. Metodi inaccettabili imposti dai personalismi e dalle camarille che hanno intossicato la legislatura che si chiude. Servono ragionamenti politici e buon senso, non forzature a buon mercato.

Il tavolo regionale a cui fa riferimento la coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia in Sardegna è un tavolo “truccato”, convocato irritualmente, pessimamente gestito e le cui conclusioni sono state forzatamente e strumentalmente interpretate dalla medesima coordinatrice di FdI.

Lo dimostrano le incongruenze che con il passare delle ore emergono in tutta la loro gravità, ad incominciare dalla cooptazione, unilateralmente decisa dalla coordinatrice di FdI,  all’interno dello stesso tavolo e con uguale diritto di voto, di singoli consiglieri regionali, di sigle senza liste a supporto e di liste di nuova costituzione che non hanno alcun peso elettorale dimostrato da precedenti partecipazioni al voto in Sardegna.

Emblematico è il caso della nuova Dc di Gianfranco Rotondi, parlamentare iscritto al gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, che è stato rappresentato alla riunione dello scorso 4 gennaio dal consigliere regionale Valerio De Giorgi, eletto in Consiglio regionale nelle liste di Forza Paris (formazione che oggi sostiene il centrosinistra della Todde) e attuale componente del gruppo misto.

Non cambia il discorso per Idea Sardegna, rappresentata dal solo consigliere Roberto Caredda (eletto nella lista di Cuccureddu, oggi nel centrosinistra) unico esponente dopo la fuoriuscita della consigliera Carla Cuccu, anch’essa candidata nelle liste a sostegno della Todde, della componente del gruppo Misto che non ha votato in Aula neppure il collegato alla legge finanziaria.

Analoghe incongruenze si registrano nella partecipazione del consigliere eletto nelle liste di Forza Italia, poi passato a “Cambiamo” di Giovanni Toti e quindi all’Udc, Antonello Peru, che nell’arco di qualche giorno è passato dall’essere il portavoce di un fantomatico grande centro, a rappresentare la lista “Sardegna al Centro/Sardegna 2020” dell’ex consigliere regionale Stefano Tunis.

Inutile evidenziare che, considerate le posizioni di partiti come Forza Italia e Udc che hanno chiaramente dichiarato attraverso i propri leader di dover attendere un confronto nazionale con Lega e FdI per ufficializzare una posizione di sintesi che tenga unita la coalizione sulla regola sempre seguita di ricandidare gli uscenti, sono proprio queste componenti politicamente impalpabili e liberamente accreditate che hanno assecondato la posizione (mai motivata con argomentazioni politiche) della coordinatrice di Fratelli d’Italia contro l’ipotesi della riconferma del presidente uscente Christian Solinas.

Ed è superfluo sottolineare come, contrariamente a quanto stabilito nella prima riunione della coalizione, non si sia dato seguito – come unanimemente deciso – alla costituzione, parallelamente al tavolo del programma, anche del tavolo per l’individuazione delle regole per stabilire il perimetro politico dell’alleanza di centro destra civica e sardista ed il peso di ciascun voto, in vista di possibili nuove adesioni per le elezioni del prossimo 25 febbraio.

Non resta dunque che ripartire dalla correttezza e dalla lealtà, se davvero si vuole ricercare l’auspicata unità politica e di azione, lasciando da parte gli inutili personalismi e le camarille che hanno intossicato la legislatura che si chiude, portando a continui cambi di casacca, alla scomposizione dei gruppi espressione di partiti in favore di sigle e raggruppamenti nati in maniera scomposta con il dichiarato intento di condizionare la maggioranza.

Si tratta di metodi inaccettabili, tradotti in questi anni in forzature infantili che hanno portato a spaccare la coalizione in tutte le elezioni amministrative nei centri sopra i 15.000 abitanti da Olbia a Iglesias, per arrivare a Capoterra e Assemini. Purtroppo i protagonisti di questi strappi, per la sola esigenza di avere proprie candidature anche se a perdere, sono stati sempre gli stessi e sarebbe opportuna una riflessione in questo senso. 

Antonella Zedda prima di dare patenti di unità e coerenza per la coalizione dovrebbe ricordare come ad Olbia per le elezioni comunali abbia spaccato la coalizione non presentando il simbolo di FdI nel centrodestra ma abbia addirittura candidato i suoi iscritti a sostegno della coalizione di centrosinistra formando una lista civica contrapposta al Sindaco Nizzi. Così come ad Iglesias ha presentato un candidato a Sindaco di FdI in contrasto con il resto della coalizione. L’unica costante di queste operazioni è sempre stata la sconfitta. 

Ecco perché chiediamo ancora una volta che si torni al buon senso ed a ragionamenti politici che consentano ai partiti di compiere le proprie legittime scelte, nel rispetto della forma e della sostanza, delle regole e delle consuetudini, delle persone e delle cariche, evitando pericolose quanto improduttive scorciatoie, insieme con quelle dannose forzature che minano la credibilità e l’autorevolezza di chi dovrebbe recitare un più calzante ruolo politico a garanzia della tenuta della coalizione e del pieno rispetto dei più elementari principi democratici.  




Scontro nel centro destra Sardo: Braccio di ferro tra sardegna al centro e lega/sardisti

Paolo Truzzu in bilico nonostante il suo nome sia stato reso ufficiale nella giornata di ieri. A neanche 24 ore, dopo le dichiarazioni del presidente uscente Solinas che ” aspetta la decisione finale da prendersi a Roma” Antonello Peru di Sardegna al centro ha dichiarato:

Il tavolo sardo ieri è stato determinante nell’assumere una decisione in piena autonomia e a larghissima maggioranza. I sardi sono maturi per scegliere da soli chi debba essere il candidato, senza imposizioni da nessuno e senza tener conto di ripartizioni che niente hanno a che vedere con la Sardegna. Quella di ieri è stata una giornata per certi versi storica perché per la prima volta hanno deciso i sardi, ora niente e nessuno può modificare quella scelta che ormai deve essere considerata come ufficiale e definitiva.

Risponde Michele Pais dichiarando:

Cagliari, 5 gen. – “Restiamo fermi sulla posizione che la continuità sia una scelta di buonsenso. Non è logico cambiare gli amministratori di centrodestra uscenti, governatori o sindaci, senza motivo. Avanti con Solinas e il centrodestra unito

Anche il deputato della lega Mauro Crippa non la manda a dire

Incomprensibile la proposta di cambiare in maniera così repentina i candidati che hanno sempre ben governato i loro territori. Proposta che tra l’altro non era prevista da nessun accordo preso in precedenza. La linea della Lega è chiara: vogliamo garantire la continuità e rinnovare la fiducia nei confronti di sindaci e governatori uscenti di centrodestra.

Si prospetta una vera e propria battaglia all’ultimo sangue e intanto gli elettori del centro destra in Sardegna rimangono alquanto sbigottiti perchè a pochissimi giorni dalle elezioni non sanno chi andranno a votare.