DOMANI la XX Infopoverty World Conference con la partecipazione dell’Università di Sassari

COMUNICATO STAMPA

L’Università di Sassari e l’osservatorio sulla Comunicazione digitale Occam

Presentano alle Nazioni Unite il progetto Ewa-Belt

Domani la XX Infopoverty World Conference

3 dicembre 2020

 

SASSARI. Si terrà venerdì 4 dicembre, per la prima volta in versione totalmente virtuale, la XX Infopoverty World Conference, un evento organizzato annualmente da oltre vent’anni da OCCAM, l’Osservatorio sulla Comunicazione Digitale affiliato all’ONU. La Conferenza rappresenta, per la sua continuità, capacità operativa e forte interoperabilità con il sistema delle Nazioni Unite, un forum globale unico, che riunisce esperti di primo piano, accademici, opinion leader, manager, funzionari governativi e filantropi.

Quest’anno, l’evento – che normalmente si tiene in aprile nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite sotto l’egida del Presidente della Repubblica Italiana – non è stato cancellato, bensì adattato alle nuove dinamiche. Oltre a essere totalmente online e trasmesso in diretta dal canale televisivo delle Nazioni Unite (UN WebTV), l’evento è stato preceduto da quattro step: un evento fisico durante il World Economic Forum di Davos il 29 gennaio e tre webinar tenuti a maggio, luglio e settembre scorsi. Nel corso delle varie sessioni, si è discusso sotto varie prospettive il ruolo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella creazione di una “Società Digitale” ispirata dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU, concentrandosi in particolare su tematiche quali povertà (SDG 1), benessere (SDG 3), istruzione (SDG 4), acqua e servizi igienici (SDG 6), energia (SDG 7) , crescita economica (SDG 8) e insediamenti urbani (SDG 11).

Il 4 dicembre, durante l’evento conclusivo, sarà invece la volta dell’obiettivo n. 2: “Porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile”. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e delle principali organizzazioni internazionali, tra cui la Convenzione ONU per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD).

Sarà inoltre in questo contesto che verrà presentato EWA-BELT, un progetto finanziato dal programma dell’Unione Europea Horizon 2020, promosso e coordinato dal centro interdipartimentale Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NRD) dell’Università degli Studi di Sassari che vede partecipe un ampio partenariato che coinvolge venti tra Università, Istituti di Ricerca, ONG e compagnie private con sede in vari paesi europei (Italia, Regno Unito, Francia, Grecia) e africani (Etiopia, Kenya, Tanzania, Ghana, Burkina Faso, Sierra Leone).

Nei quattro anni di durata complessiva del progetto, EWA-BELT si propone di affrontare un ampio spettro di problematiche legate alla sicurezza e qualità alimentare, come ad esempio la scarsa produttività delle colture, l’alimentazione e il benessere animale, la scarsa disponibilità di colture e varietà adatte ad ambienti di coltivazione di tipo intensivo, le perdite in pre- e post-raccolta, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali (erosione e perdita della fertilità dei suoli, pascolamento eccessivo, degrado della qualità dell’acqua, etc.), le difficoltà di collegamento tra produzione e mercato e la scarsa connessione tra ricerca e agricoltura.

EWA-BELT si prefigge, inoltre, di promuovere un approccio responsabile e pro-attivo delle comunità e delle istituzioni locali rispetto alla sostenibilità dell’uso delle risorse naturali attraverso lo sviluppo di strategie di rafforzamento delle competenze, l’adozione di un approccio partecipativo multi-attore e il consolidamento della cooperazione transfrontaliera.

Nelle diverse aree agro-climatiche distribuite tra i paesi dell’Africa dell’Est (Etiopia, Kenya e Tanzania) e dell’Ovest (Burkina Faso, Ghana e Sierra Leone) sono stati individuati 38 casi studio, cioè villaggi rurali in cui le attività di ricerca sono guidate da un approccio partecipativo e integrato, realizzato tramite la costituzione di Farmers’ Field Research Units (FFRUs). Le FFRUs saranno concepite come uno spazio di dialogo e di interazione fra diversi attori (agricoltori, ricercatori e altri portatori di interesse) in cui saranno promosse e realizzate, oltre alle attività di ricerca e innovazione, attività di disseminazione dei risultati e di capacity-building (workshop, visite sul campo etc.). Viene quindi posta la massima attenzione all’inclusione e alla cooperazione tra partner, portatori di interesse e istituzioni locali, così da garantire piena efficacia del progetto e sostenibilità nel lungo periodo.

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Valentina Guido

Ufficio stampa dell’Università di Sassari

p.zza Università 21, 07100 Sassari




Coronavirus, i dati di Sassari aggiornati a oggi 30 novembre




Sassari, candidati al sorriso per la “Dentiera sospesa”: primo esperimento del genere in Sardegna

La prima protesi è stata consegnata nei giorni scorsi dalla cooperativa sociale “Saludade” Onlus a un ex detenuto affidato alla cooperativa “Don Muntoni” guidata da don Gaetano Galia

 

SASSARI. Vedere il sorriso sul volto di chi per tanto tempo non ha potuto farlo, può essere un’esperienza meravigliosa. Accade a Sassari, dove la cooperativa sociale “Saludade” Onlus, formata da un gruppo di medici specialisti e odontoiatri con l’obiettivo di condividere professione e impegno sociale, ha deciso di mettere a disposizione dei meno fortunati la “Dentiera sospesa”, una proposta ispirata al più ben noto “caffè sospeso”. La prima protesi di questo genere è stata consegnata nei giorni scorsi a un giovane ex detenuto affidato alla cooperativa sociale “Don Graziano Muntoni” diretta da don Gaetano Galia.

COME FUNZIONA. Proprio come avviene per il caffè messo a disposizione in diversi bar a beneficio di persone in difficoltà economica, l’iniziativa in versione odontoiatrica permette di destinare gratuitamente protesi dentarie attraverso un fondo di libere donazioni.

«Chiunque può contribuire al progetto, mettendo a disposizione una somma, anche piccola, affinché si riesca a coprire le spese per i materiali – spiegano gli ideatori del progetto –. L’impegno dei dentisti invece è del tutto gratuito. Purtroppo ai livelli assistenziali non è prevista la copertura dei costi maggiori della protesi odontoiatrica». La scelta dei “candidati per il sorriso” è affidata ad enti accreditati, associazioni, onlus, cooperative sociali che toccano quotidianamente con mano le problematiche legate alla povertà.

L’IMPORTANZA DEL SORRISO. «L’aspetto dei denti è molto importante non solo per la masticazione, ma anche per le relazioni sociali, lavorative e affettive – afferma don Galia –. In sostanza, un sorriso vale più di mille parole». E in effetti si trascura fin troppo spesso quanto un sorriso possa fare del bene alla vita sociale e alla qualità della vita in generale.

«Questo ragazzo non sorrideva più, non rideva e quando lo faceva si metteva le mani davanti alla bocca o utilizzava una sciarpa per non farsene accorgere – prosegue Galia –. Notavamo l’imbarazzo. Voi non potete immaginare lo sguardo di felicità, i suoi occhi, soprattutto alla sua partenza, quando è andato via dalla nostra comunità. Addirittura è rimasto un mese in più pur di riuscire a chiudere questo tipo di operazione e l’ottenimento della protesi. È meraviglioso che ci siano queste iniziative positive».

SALUDADE. I sei soci fondatori hanno dato vita a un sogno per collegare l’attività ambulatoriale all’ottenimento di risorse da destinare al sociale. I campi sono tre: in primis l’odontoiatria sociale (in cui rientra anche il progetto della “Dentiera sospesa”), quindi la lotta all’abbandono scolastico e infine la promozione culturale.

Il fondo è gestito in totale trasparenza e tutti i donatori possono monitorare l’andamento della raccolta rivolgendosi alla cooperativa Saludade. Ogni volta che il valore di una dentiera sarà raggiunto se ne darà comunicazione sul web. La speranza è che in breve tempo ci siano tante dentiere sospese, così che per altrettanti pazienti bisognosi riuscire a sorridere di nuovo sia facile come prendere un caffè.




GDF SASSARI: ARRESTATO SPACCIATORE ALGHERESE COLTO IN FLAGRANZA DI REATO.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari, nell’ambito delle quotidiane attività di controllo economico del territorio, ha ulteriormente intensificato le misure volte alla repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti.

In particolare, i finanzieri della Compagnia di Alghero, acquisita la notizia, intraprendevano un servizio di pedinamento nei confronti di un soggetto, un uomo di mezza età nativo di Alghero, documentando uno scambio di dosi di stupefacente, avvenuto in pieno giorno nel centro cittadino, tra lo stesso ed una donna algherese.

I militari, quindi, intervenivano prontamente, accertando come la dose, oggetto di scambio tra i due, fosse eroina.

Contestate le sanzioni amministrative quale consumatore di sostanza stupefacente nei confronti della donna, i militari procedevano alla perquisizione personale e domiciliare del soggetto, scoprendo, occultati in 19 dosi, pronte per essere smerciate, ulteriori 4 gr. di sostanza stupefacente di tipo eroina, oltre ad una notevole quantità di materiale da imbustamento, bilancini di precisione e 49 proiettili calibro 6,35, rinvenuti, questi ultimi, nelle immediate adiacenze dell’abitazione del soggetto.

Sentito il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Sassari, i finanzieri procedevano all’arresto dello spacciatore conducendolo ai domiciliari presso la propria abitazione.

Al termine del giudizio per direttissima, veniva convalidato l’arresto e confermata la misura degli arresti domiciliari.

L’attività svolta testimonia il costante impegno del Corpo nell’azione di contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti su tutto il territorio della provincia sassarese.




Cinema in Sardegna, Stefano Deffenu e il suo “Ananda”: un viaggio da Sassari all’Himalaya alla ricerca di un sogno

Dall’attore protagonista di “Perfidia” una prima esperienza alla regia prodotta da “Monello Film”

L’opera sarà presentata in prima nazionale a IsReal – Festival del cinema del reale di Nuoro, dal 2 al 6 dicembre sulla piattaforma MYmovies all’interno della sezione Camineras

 

L’attore e regista sassarese Stefano Deffenu

SASSARI. Un lungo viaggio dalla Sardegna alle pendici dell’Himalaya alla riscoperta del proprio equilibrio interiore, immortalando per tre mesi ogni aspetto di questo intenso cammino spirituale e umano. Un viaggio dal quale nel 2011 scaturisce un patrimonio video-documentaristico di forte impatto emotivo, che sembra irrimediabilmente perduto al momento della ripartenza, sottratto da un bambino sparito nel nulla. Sorprendentemente, il girato ricompare tre anni dopo, all’interno di un pacco inviato da un mittente sconosciuto.

Inizia così il la storia di “Ananda”, opera prima del regista Stefano Deffenu, artista sassarese divenuto celebre al grande pubblico nel 2014 come attore protagonista di “Perfidia”, l’apprezzatissimo film diretto da Bonifacio Angius.

Il suo documentario è come un diario di viaggio autobiografico al fianco dell’amico Pierre, alla ricerca dell’antica leggenda degli Ananda, una tribù di bambini fantasma che appare e scompare lungo una strada densa di superstizione e magia.

Da Bangalore a Gokarna fino all’antico villaggio di Malana, “l’Atene dell’Himalaya” fondata dai guerrieri di Alessandro Magno, in questo vagabondare nell’India più remota lo sguardo del viaggiatore si confonde tra l’illusione e la consapevolezza di una bugia che pare più verosimile del vero.

«Il nome Ananda vuol dire felicità, beatitudine. È la mia personale ricerca di una pace interiore che forse non troverò mai – ha spiegato l’autore –. Una ricerca che non si è conclusa col mio ritorno a casa, ma è proseguita per dieci anni in un percorso sofferto e doloroso, che ha trovato la sua catarsi in una commistione di sorrisi e lacrime da un lato e musica e immagini dall’altro, e quindi divinità, saggi, antichi maestri e fantasmi. Dieci anni che non sono comunque bastati a supplire una tremenda separazione, quella di una presenza che sento sempre camminare di fianco a me».

Prodotto da Monello Film, il documentario sarà presentato in prima nazionale a IsReal, il “Festival del cinema del reale” che in questo difficile momento di pandemia si trasferirà dall’auditorium “Lilliu” di Nuoro sulla piattaforma internet MYmovies, per essere reso fruibile dal 2 al 6 dicembre al vasto pubblico del web. Ananda è stato inserito nella sezione Camineras dedicata alle opere realizzate in Sardegna oppure da autori sardi.

Appena recuperate le immagini perdute, il regista non ha trovato l’ardire di rivederle fino al 2016, quando un rinnovato entusiasmo lo ha spinto a riprenderle in mano per iniziare un nuovo percorso, durato tre anni, verso la realizzazione definitiva del film.

Nell’opera confluiscono riflessioni, punti di vista personali che commentano gli eventi di un viaggio divenuto un’avventura incredibile e carica di significato. Una sorta di romanzo di formazione vissuto fra le spiagge del sud dell’India e le pendici delle vette più alte del mondo.




Maltempo: notizie e raccomandazioni dalla Prefettura di Sassari

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COMUNICATO STAMPA – ERSU SASSARI – LA REGIONE COPRE IL 100% DELLE BORSE. RISPOSTA DEL PRESIDENTE E DEL DG AGLI ATTACCHI SULLA STAMPA

COMUNICATO STAMPA

 

La Regione Sardegna nella giornata odierna ha dato ufficialità allo stanziamento e trasferimento nelle casse di ERSU Sassari di 485 mila euro, fondi necessari per poter coprire il 100% delle borse di studio per gli idonei nella graduatoria 2019/2020. Nei prossimi giorni gli uffici preposti di ERSU Sassari potranno procedere con lo scorrimento della graduatoria e rendere quindi beneficiari del contributo regionale anche gli ultimi 152 studenti, fino ad oggi in attesa di borsa per assenza di fondi. Promessa mantenuta, quindi, dall’Assessore regionale alla pubblica istruzione Biancareddu, che a dimostrazione che sia la Regione Sardegna, l’assessorato in prima linea e i suoi apparati amministrativi, oltre che gli Enti per il diritto allo studio, lavorano incessantemente a tutela degli studenti iscritti negli atenei sardi.

Ma ancora una volta l’Università di Sassari rivolge al nostro ente un attacco strumentale, utilizzando la prima pagina del quotidiano La Nuova Sardegna.

Prima il Rettore Carpinelli e pochi giorni fa anche il prorettore Luca Deidda hanno continuato a fare sensazionalismo, utilizzando numeri che non corrispondono alla realtà.
Facciamo chiarezza, una volta per tutte, in primis sui più volte declamati 600 studenti idonei che – secondo UNISS – fino a ieri non avevano ancora ricevuto la borsa di studio da parte di ERSU: nella realtà, e come più volte ribadito da ERSU, sono 152 gli studenti idonei che per ultimi godranno del beneficio economico a causa di un stanziamento successivo, promesso ed arrivato quest’oggi dalla Regione, ma che nell’attesa hanno usufruito ugualmente dell’alloggio e del servizio mensa.
Per garantire anche a loro la borsa di studio, come già più volte da noi sottolineato, è stato sufficiente il pronto intervento della Regione Sardegna che ha individuato e trasferito le risorse necessarie (485 mila euro), così come promesso a suo tempo e mantenuto dall’Assessore Biancareddu.

IL CASO GIURISPRUDENZA: Uniss – non ultimo il Prof. Deidda nella sua missiva al giornale – continua a ripetere erroneamente che gli studenti iscritti in Giurisprudenza che sarebbero stati “ingiustamente” esclusi dalle borse per motivi di merito sarebbero 50. All’ennesima provocazione pubblica, ci domandiamo perchè un rappresentante istituzionale possa continuare a gettare del discredito nei confronti del nostro ente e dei suoi dipendenti, che operano nel pieno rispetto delle norme.
Per la precisione, ecco ad oggi qual è la situazione: gli studenti in Giurisprudenza esclusi dal beneficio sono 66, di cui 32 sono stati esclusi perché in possesso di un reddito eccedente il limite massimo prestabilito e solo 34 perché privi del requisito di merito, ovvero perché non hanno conseguito il numero minimo di crediti per accedere alla borsa. Solo 6 di tali studenti esclusi hanno presentato ricorsi in autotutela al nostro Ente per richiedere il riconoscimento dell’idoneità, uno dei quali è stato accolto. Dei Ricorrenti in Giurisprudenza, quindi, restano non idonei per merito solamente 5 studenti.
Alla base dell’esclusione dalla borsa per mancanza di merito dei 5 ricorrenti di Giurisprudenza ci sono i cosiddetti “crediti liberi” che gli studenti hanno inserito nella domanda di borsa ma che, da una verifica mediante l’applicativo “ESSE 3”, non risultano certificati da UNISS come “attività proveniente da piano carriera”.
I crediti liberi sono, infatti, dei crediti che si conseguono seguendo seminari, convegni o laboratori ma che per essere considerati utili al fine dell’ottenimento della borsa di studio, così come previsto dal bando e come ci impone il DPCM di riferimento, devono essere inseriti nel piano di studi di ciascuno studente e questo deve essere certificato nel gestionale digitale delle carriere universitarie degli studenti, “ESSE 3”, in uso all’Università. L’ERSU, come previsto nel Bando, accede a questa piattaforma digitale per le verifiche sui dati relativi al merito contenuti nelle autocertificazioni degli studenti, così come accede al portale dell’INPS per la verifica delle dichiarazioni ISEE. Tali verifiche vengono eseguite nel lasso di tempo tra la pubblicazione della graduatoria provvisoria e quella definitiva, quest’anno avvenuta il 31 ottobre 2019.
Stabilire se uno studente ha diritto o meno ad un beneficio economico pubblico non sta dunque alla discrezionalità o alla libera interpretazione dei dati del sistema ESSE 3. Le borse devono essere concesse su dati oggettivi, verificabili, privi di anomalie e immutati nel tempo: se non risulta che quei crediti siano relativi ad attività del “piano di studi”, significa che quelli non possono essere considerati utili per l’accesso alla borsa di studio. Inoltre in più di un’occasione, proprio con riguardo ai cosiddetti “crediti liberi”, si sono rilevate nel gestionale ESSE 3 schermate che differivano tra un primo e un secondo controllo relativamente ad una stessa carriera.

Questa anomalia si è verificata esclusivamente con il Dipartimento di Giurisprudenza e non con gli altri nove presenti in UNISS, che hanno una gestione sicuramente più chiara e lineare in merito ai “crediti liberi”. Perché, quindi, il problema deve essere imputato a ERSU Sassari che ha il solo compito di garantire – come ha sempre fatto e sempre farà – il diritto allo studio a chi ha i requisiti di reddito e di merito per ottenerlo?

Vogliamo ricordare che il nostro Ente regionale opera, nel rispetto delle norme, a tutela delle fasce più svantaggiate della popolazione e che ha sempre regolamentato le procedure selettive e strutturato i propri bandi in modo tale da garantire la massima possibilità di partecipazione ed accesso ai benefici. Si consideri, da ultimo e a titolo esemplificativo, la mancata previsione nel Bando 2019-2020 di un termine perentorio, a pena di esclusione, per le comunicazioni delle immatricolazioni, stanti le numerose proroghe disposte da UNISS per diversi corsi.
L’affermazione del Prof. Deidda che vorrebbe far tornare nelle mani dell’Università il pieno controllo dell’erogazione dei sussidi è oltremodo irriguardosa nei confronti dell’Ente e critica rispetto al modello organizzativo adottato dalla Regione Sardegna. La Regione infatti, nel rispetto dei LEP determinati a livello statale, esercita piena competenza nella materia del diritto allo studio, disciplinando e promuovendo i necessari interventi la cui attuazione affida a propri, specifici enti strumentali, gli ERSU appunto, istituiti uno per ciascuno dei due comuni sedi degli atenei sardi. La regione stabilisce le risorse e le destina in maniera equa ai due enti.
Il compito degli enti regionali di diritto allo studio, così come da statuto, è dunque garantire a chi non potrebbe altrimenti, di potersi sostentare durante il percorso universitario attraverso benefici economici, alloggi e mensa.
Invece la mission delle Università deve essere la didattica, offrire e garantire la migliore offerta formativa possibile.
Se dessimo retta ai desiderata del Prof. Deidda e, ragionando per assurdo, se questi benefici dovessero essere gestiti direttamente da Uniss per essere assegnati ai propri studenti, cosa cambierebbe? Be, crediamo che anche l’Università si troverebbe a fare i conti con l’applicazione della norma nel pieno rispetto del DPCM ministeriale.
Forse per UNISS sarebbe più opportuno concentrarsi sul sapere e sul futuro dei nostri studenti, lasciando agli enti per il diritto allo studio di svolgere il proprio lavoro al meglio, nel pieno rispetto della norma.
Dicendo che Uniss non si sente rappresentata da ERSU nella gestione del diritto allo studio sta sminuendo la funzione di ben due consiglieri di amministrazione su cinque – che proprio l’Università di Sassari esprime e che rappresentano l’ateneo – che partecipano proficuamente alle attività del CdA dell’ente, dimenticando inoltre che la nomina del Presidente di ERSU è stabilita dal Presidente della Giunta Regionale in pieno accordo con il Rettore dell’Università di Sassari.
Ci auguriamo che si lascino da parte i discorsi demagogici e ci si occupi di garantire ai nostri studenti e studentesse la migliore esperienza possibile in città, collaborando tra enti anziché, come è successo negli ultimi tempi, continuando ad attaccarci ingiustamente.

 

Il Presidente e Il Direttore Generale di Ersu Sassari
Massimo Sechi e Antonello Arghittu

 

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Rachele Falchi
Freelance Journalist – Press Agent
Food and travel writer




Sassari: Decoro ambientale, le foto-trappole scovano 33 incivili

Decoro ambientale, le foto-trappole scovano 33 incivili

Quasi tutte nei confronti di utenti del porta a porta che gettavano i rifiuti nei cassonetti.

Sanzioni anche delle guardie ecozoofile contro chi non raccoglie le feci dei cani

Le foto-trappole acquistate dal settore Ambiente e utilizzate dalla Polizia locale continuano a scovare incivili che conferiscono rifiuti in maniera illecita. Nelle ultime settimane l’occhio delle telecamere ha consentito di sanzionare 33 persone, quasi tutte utenti del servizio di ritiro porta a porta che buttavano l’immondizia nei cassonetti di strada. Un illecito amministrativo che causa un danno al decoro ambientale e per tutta la comunità: occupando lo spazio destinato ai cittadini che abitano in quelle zone si sovraccaricano di fatto i contenitori che non possono più essere usati da chi ne ha diritto, quando addirittura gli incivili non abbandonano i loro rifiuti per terra.

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Su 33 sanzioni, ben 23 sono state emesse nei confronti di utenti del servizio porta a porta che conferivano illecitamente nei cassonetti. Da Li Punti e zone limitrofe, Filigheddu, Bancali, Serra di Lioni, Ottava, Piandanna, Gioscari, via Vardabasso e dalla strada verso Osilo, portavano i loro rifiuti e scaricavano in via Cadamosto, in via dei Gremi, in via Carso, in via Bove, in via Luna e Sole e in via Nenni, tutte zone dove erano state posizionate le foto-trappole che non hanno lasciato scampo agli incivili. Altre sette sanzioni sono state emesse contro chi conferiva in buste nere e tre ad abitanti di altri comuni che venivano fino a Sassari per buttare la loro immondizia.

La Polizia locale ha esaminato ben 131867 fotogrammi. Le foto-trappole funzionano sia di giorno sia di notte, sono ad altissima risoluzione e permettono di individuare con grande facilità la targa del mezzo con cui le persone arrivano e anche la loro fisionomia. Ogni settimana gli agenti del nucleo ambientale della Polizia locale stabiliscono dove posizionarle: se lasciarle nelle stesse aree o se spostarle, in base alle segnalazioni che arrivano al Comando.

Prosegue anche l’attività di controllo delle guardie ecozoofile, che hanno emesso 12 sanzioni per mancata raccolta delle deiezioni canine, una per un acane in un’area bimbi dove non era ammesso, dieci per omessa custodia, 35 perché l’animale non era tenuto al guinzaglio e 15 perché non avevano il microchip identificativo.

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Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



Gavino Mariotti è il nuovo Rettore dell’Università di Sassari

 

 

COMUNICATO STAMPA

Gavino Mariotti e il nuovo Rettore dell’Università di Sassari

Eletto alla seconda votazione con 366 voti

25 novembre 2020

SASSARI. Gavino Mariotti è il nuovo Rettore dell’Università di Sassari, eletto per il sessennio 2020/2021 – 2025/2026. Ha ottenuto nella seconda votazione 366 voti, a fronte dei 188 di Gian Paolo Demuro e dei 125 registrati da Luca Deidda. E’ il primo Magnifico che l’Ateneo di Sassari abbia eletto con il voto telematico. Il quorum era rappresentato da 349 voti (la metà degli avnti diritto più uno).

Il professor Gavino Mariotti

Gavino Mariotti è Professore ordinario di Geografia economico-politica all’Università di Sassari dal 2010. I suoi interessi di ricerca si sono inizialmente rivolti verso lo studio delle problematiche ambientali connesse alle attività estrattive. Tale tematica è stata poi ampliata e integrata con gli aspetti economici e dello sviluppo locale. Ha svolto indagini mirate sul territorio in relazione al turismo in un’ottica di recupero e valorizzazione delle aree interne della Sardegna, nonché agli aspetti cartografici connessi al turismo. In tempi recenti l’attività di ricerca si è incentrata sull’analisi della competitività territoriale. Dal 2015 è responsabile del laboratorio “Ambiente e Territorio – Data Analysis” del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali (Università degli Studi di Sassari) all’interno del quale si svolge attività di ricerca scientifica e di alta formazione inerenti ad argomenti di carattere geografico, ambientale, territoriale e sociale, cartografico e storico-geografico. Dal 2020 è membro del comitato scientifico della collana Route – Geografia dei trasporti e del turismo (TAB Edizioni).

Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Senato accademico dell’Università di Sassari a più riprese. Dal ’96 al 2002 ha ricoperto l’incarico di Consigliere d’amministrazione dell’ E.R.S.U., Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Sassari, eletto dal Consiglio Regionale della Sardegna.

Dal 2012 al 2016 è stato direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali.

Affluenza alle urne (virtuali)

La seconda votazione si è conlcusa oggi alle 19.00, dopo che il primo turno del 23 novembre non aveva consentito di eleggere alcun candidato. Ma mentre al primo turno i candidate erano cinque, oggi si sono presentati in tre all’attenzione degli elettori, dopo le rinunce di Roberto Furesi e Plinio Innocenzi.  Anche al secondo turno l’affluenza è stata elevata: ha votato il 92,39 per cento degli studenti (85 su 92); l’89,48 per cento del personale tecnico-ammnistrativo e bibliotecario (451 su 504); il 98,37 per cento dei docenti (603 su 613). In tutto sono state depositate nell’urna 1139 schede.

I risultati sono stati comunicati in diretta web streaming sul sito di Uniss dal presidente della Commissione elettorale professor Andrea Montella. Presente al momento della comunicazione lo stesso Rettore eletto, professor Gavino Mariotti, che ha commentato: “E’ un momento particolare di forte emozione. Grazie a tutte le persone che hanno collaborato a queste due giornate intense. Ringrazio chi mi ha sostenuto. Lavorerò nell’interesse dell’ateneo e per portare la serenità tra queste mura”.

Informazioni: https://www.uniss.it/ateneo/organizzazione/amministrazione/elezioni-ateneo/elezioni-la-nomina-del-rettore
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“Sassari nella Storia”, su Facebook alla scoperta delle personalità orgoglio della città

“Sassari nella Storia”, su Facebook alla scoperta delle personalità orgoglio della città

Scoprire e riscoprire la storia di Sassari attraverso il racconto delle vite delle persone di spicco che hanno avuto un legame con la città e che hanno contribuito a darle lustro da ogni punto di vista: accademico, sociale, scientifico e così via. Questo è l’obiettivo della nuova rubrica “Sassari nella Storia”, che animerà la pagina Facebook Comune di Sassari – Cultura ogni mercoledì per due mesi con il racconto delle vite di otto figure legate alla città, uomini e donne che si sono distinti per le loro qualità artistiche e intellettuali.

Ad aprire la rubrica è stata la ricercatrice botanica Eva Mameli, madre dello scrittore Italo Calvino, alla quale sono stati intitolati i giardini pubblici cittadini. Seguono il compositore Luigi Canepa, il pittore e incisore Giuseppe Biasi, l’illustratrice e ceramista Edina Altara, la prima donna italiana medica condotta, Adelasia Cocco, il poeta Annunzio Cervi; lo scultore, ceramista, illustratore e designer Eugenio Tavolara. Concluderà il ciclo un’altra donna: Ellen Giles, un’antropologa americana vissuta a Sassari la cui storia è ricca di mistero.

Gli hashtag per seguire la rubrica sono #SassarinellaStoria e #SassariCulturanonstop

La pagina Facebook “Comune di Sassari – Cultura” oltre agli approfondimenti culturali sulla città, è aperta alle attività culturali che esprimono il lavoro delle tante associazioni, operatori culturali e artisti che da anni animano la vita culturale della città.

Tutte le associazioni culturali, gli operatori del settore e gli artisti possono contattare l’Amministrazione comunale con un messaggio privato sulla pagina Comune di Sassari – Cultura (preferibilmente un link di YouTube) per concordare e programmare la pubblicazione di contenuti.

La rubrica è stata ideata dalle volontarie del progetto del Servizio civile dell’Amministrazione comunale “Raccontando Sassari”, coordinate dal settore Politiche culturali.

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Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari